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	<title>estorsioni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 31 May 2026 16:46:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-NOMI-Traffico droga, spaccio ed estorsioni: Sgominata associazione tra Sicilia e Calabria, sei arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 13:22:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei persone sono state arrestate, con l&#8217;accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, al termine di una operazione antidroga tra la Sicilia e la Calabria dei Carabinieri della compagnia di Palagonia e dei comandi provinciali di Catania e Reggio Calabria.  Nei loro confronti è stata eseguita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-382204-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/CC-Arresti-Sicilia-Calabria.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/CC-Arresti-Sicilia-Calabria.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/CC-Arresti-Sicilia-Calabria.mp4</a></video></div>
<p>Sei persone sono state arrestate, con l&#8217;accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, al termine di una operazione antidroga tra la Sicilia e la Calabria dei Carabinieri della compagnia di Palagonia e dei comandi provinciali di Catania e <strong>Reggio Calabria.  </strong>Nei loro confronti è stata eseguita un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip etneo su richiesta della locale Dda. Tra gli arrestati c&#8217;è anche Antonino Apa, 49 anni, residente a Rosarno (RC), imparentato con esponenti della cosca Pesce di Rosarno ma ritenuto appartenente alla &#8216;ndrina Bellocco, che avrebbe garantito la stabile fornitura di ingenti quantitativi di cocaina. Oltre ad Arpa sono stati arrestati Filippo Brancato, 57 anni, Salvatore Brancato, 36 anni, Angelo Criscione, 28 anni, Francesco Antonio Gulizia, di 45 anni, e Giuseppe Pillirone, 41 anni.</p>
<p>Contestualmente, nei confronti di altri 19 indagati, la Procura di Catania ha emesso un &#8216;avviso di conclusione delle indagini preliminari per traffico di sostanze stupefacenti. Secondo l&#8217;accusa, i sei arrestati avrebbero gestito un&#8217;associazione un traffico di cocaina, hashish e marijuana provenienti dalla Calabria e destinate ad alimentare i mercati dello spaccio a Palagonia, Ramacca, Scordia, Caltagirone e Gela, con l&#8217;obiettivo di acquisire il controllo del mercato degli stupefacenti in queste aree. Dalle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e condotte dalla compagnia carabinieri di Palagonia tra il 2023 e il 2024, hanno consentito di ricostruire la struttura dell&#8217;organizzazione, i ruoli dei singoli associati e le modalità di approvvigionamento, trasporto e distribuzione della droga che veniva venduta &#8220;all&#8217;ingrosso&#8221; a pusher e a gruppi criminali.<br />
Dall&#8217;inchiesta sono emerse anche estorsioni finalizzate al recupero dei crediti, per droga non pagata, con minacce e violenze nei confronti degli acquirenti &#8216;morosi&#8217;. Duranti le fasi delle indagini, avviate nel 2023, i carabinieri hanno arrestato in arresto in flagranza 11 persone e sequestrato due chilogrammi di cocaina, 21 chilogrammi di marijuana e più di 2 chilogrammi di hashish e una pistola con matricola abrasa. Contestualmente all&#8217;esecuzione delle misure cautelari personali, è stata data esecuzione anche a sequestri preventivi di beni per 163 mila euro.</p>
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		<title>Droga ed estorsioni: eseguite 14 misure cautelari tra Calabria, Campania, Sicilia ed Emilia Romagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 10:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per delinquere finalizzata alla produzione, detenzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti; estorsione, tentata e consumata aggravata dal metodo mafioso. Sono alcuni dei reati ipotizzati per i quali i carabinieri hanno dato esecuzione, nei confronti di 14 persone, a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione per delinquere finalizzata alla produzione, detenzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti; estorsione, tentata e consumata aggravata dal metodo mafioso. Sono alcuni dei reati ipotizzati per i quali i carabinieri hanno dato esecuzione, nei confronti di 14 persone, a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.   Oltre alla Calabria l&#8217;operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Scalea (Cosenza), supportati dai Comandi dell&#8217;Arma territorialmente competenti, dallo Squadrone eliportato cacciatori di Calabria e dall&#8217;8° Nec di Vibo Valentia, ha riguardato anche Campania, Sicilia ed Emilia Romagna.</p>
<p id="ob">Tra i reati ipotizzati anche l&#8217;accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti. L&#8217;inchiesta &#8220;Baia Bianca&#8221; avrebbe fatto emergere l&#8217;esistenza di un&#8217;associazione a delinquere attiva a Scalea e nell&#8217;alto Tirreno Cosentino dedita allo spaccio di droga, in particolare di cocaina. L&#8217;organizzazione &#8211; spiegano gli inquirenti &#8211; utilizzava parole in codice e presentava una struttura piramidale. &#8220;Al vertice si collocherebbero due promotori che, attraverso un supervisore operativo, avrebbero coordinato un&#8217;efficiente rete composta da corrieri incaricati di trasportare lo stupefacente dalla Campania e da una fitta schiera di pusher attivi capillarmente sul Tirreno Cosentino e nella Valle del Noce. Il gruppo &#8211; ricostruiscono gli inquirenti &#8211; avrebbe consolidato canali di approvvigionamento, prediligendo acquisti frazionati per minimizzare i danni in caso di sequestri, supportati da due basi logistiche a Scalea. Una figura di vertice femminile, temuta e rispettata, veniva esplicitamente appellata dai sodali come &#8216;Rosy Abate'&#8221;.</p>
<p>È stato inoltre ipotizzato che il sodalizio si garantisse l&#8217;omertà degli affiliati attraverso forme di &#8220;welfare criminale&#8221;, facendosi carico delle spese legali per i membri arrestati. I vertici dell&#8217;organizzazione, infine, secondo l&#8217;accusa, riuscivano a mantenere il controllo operativo, impartendo direttive anche dal carcere, grazie all&#8217;introduzione clandestina di smartphone nel carcere di Paola.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Tentate estorsioni per mantenere i detenuti delle cosce: tre arresti nel Catanzarese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-tentate-estorsioni-per-mantenere-i-detenuti-delle-cosce-tre-arresti-nel-catanzarese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, Borgia e Gimigliano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare in carcere emesso dal G.I.P. presso il locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre persone gravemente indiziate di concorso in altrettanti tentativi di estorsione aggravati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-372033-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Operazione-Pay-Up.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Operazione-Pay-Up.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Operazione-Pay-Up.mp4</a></video></div>
<p>Questa mattina, a Catanzaro, Borgia e Gimigliano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare in carcere emesso dal G.I.P. presso il locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre persone gravemente indiziate di concorso in altrettanti tentativi di estorsione aggravati dalle finalità e modalità mafiose nei confronti di due imprenditori del territorio della provincia catanzarese. L’impegnativa attività investigativa, denominata “Pay Up”, condotta sotto la direzione e il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro, è stata avviata nel maggio 2025 a seguito della denuncia dei due imprenditori, e si è sviluppata prevalentemente attraverso complesse attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale, analisi di numerose immagini di videosorveglianza, ripetuti servizi di osservazione e pedinamento.</p>
<p>Gli esiti investigativi in tal modo conseguiti hanno permesso di delineare la gravità indiziaria circa l’attuale operatività della storica cosca “Catarisano”, attiva nei territori di Borgia e località limitrofe, dedita a una pluralità di reati contro il patrimonio e la persona, operante sotto l’influenza delle locali di ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto e di San Leonardo di Cutro (KR), nonché i collegamenti della stessa con altre cosche calabresi. Con la più recente operazione di polizia denominata Scolacium, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Catanzaro e sotto la direzione della DDA di Catanzaro, i reggenti e partecipi della cosca “Catarisano” erano stati tratti in arresto il 22 febbraio 2024 con l’ordinanza cautelare del GIP del Tribunale di Catanzaro, e condannati in primo grado il 1 dicembre 2025 dal Giudice dell’Udienza Preliminare di Catanzaro con sentenza emessa in sede di giudizio abbreviato.</p>
<p>L’odierna indagine ha consentito di ricostruire tre episodi di tentata estorsione perpetrati dagli indagati per il mantenimento dei detenuti in carcere appartenenti al clan di ndrangheta “Catarisano” e “Scalise” di Decollatura (CZ).</p>
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		<item>
		<title>Estorsioni con metodo mafioso: arrestati due uomini nel territorio di Cutro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/estorsioni-con-metodo-mafioso-arrestati-due-uomini-nel-territorio-di-cutro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 07:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[arrestati]]></category>
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		<category><![CDATA[mafioso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Cutro hanno dato esecuzione a due distinti ordini di carcerazione nei confronti di due uomini, entrambi di 56 anni, ritenuti responsabili del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. I provvedimenti rappresentano l’epilogo di un’articolata attività investigativa sviluppata negli anni scorsi nel territorio della provincia di Crotone, e più in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Cutro hanno dato esecuzione a due distinti ordini di carcerazione nei confronti di due uomini, entrambi di 56 anni, ritenuti responsabili del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. I provvedimenti rappresentano l’epilogo di un’articolata attività investigativa sviluppata negli anni scorsi nel territorio della provincia di Crotone, e più in particolare nell’area di Cutro. </p>
<p>Le indagini, condotte con rigore e continuità, hanno consentito di ricostruire un quadro probatorio solido, evidenziando come gli imputati avessero posto in essere condotte estorsive caratterizzate dall’intimidazione tipica delle consorterie mafiose.  Al termine delle formalità di rito, i due soggetti sono stati condotti presso la casa circondariale di Catanzaro, dove sconteranno la pena detentiva disposta dal tribunale. </p>
<p>L’attività rientra nel più ampio dispositivo operativo coordinato dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, guidata dal procuratore Salvatore Curcio. Quest’ultima, nel corso degli anni, ha intensificato le iniziative investigative finalizzate a disarticolare le strutture della ’ndrangheta e a colpire gli interessi economici delle cosche attive nel Crotonese.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Prevenzione e contrasto usura ed estorsioni: siglato Protocollo d&#8217;intesa in Prefettura Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/prevenzione-e-contrasto-usura-ed-estorsioni-siglato-protocollo-dintesa-in-prefettura-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 07:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[estorsioni]]></category>
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		<category><![CDATA[prefettura]]></category>
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		<category><![CDATA[usura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ stato sottoscritto in Prefettura il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione ed il Contrasto del Fenomeno dell’Usura e delle Estorsioni nella provincia di Catanzaro. A firmarlo, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno On. Wanda Ferro e del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Prefetto Maria Grazia Nicolò, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato sottoscritto in Prefettura il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione ed il Contrasto del Fenomeno dell’Usura e delle Estorsioni nella provincia di Catanzaro. A firmarlo, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno On. Wanda Ferro e del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Prefetto Maria Grazia Nicolò, il Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Salvatore Curcio, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il Presidente dell’Anci Calabria Rosaria Succurro, i Sindaci di Catanzaro Nicola Fiorita, di Lamezia Terme Mario Murone e di Soverato Daniele Vacca, il Presidente della Commissione Regionale di ABI Calabria Maurizio Coppola, il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo anche nella veste di Presidente di Confcommercio Calabria, il Presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, l’Arcivescovo della Diocesi di Catanzaro – Squillace Mons. Claudio Maniago e per la Diocesi di Lamezia Terme il Direttore della Caritas Regionale Don Fabio Stanizzo, nonché i Presidenti o i delegati di Confesercenti, Confagricoltura, Confartigianato, COPAGRI, Coldiretti, CNA, C.I.A. Calabria Centro, Confcooperative Calabria, Fidart Calabria, Legacoop Calabria, Ance Calabria, Ordine degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Fondazioni e Associazioni Antiusura “Monsignor Moietta”, “Santa Maria del Soccorso” e “ALA- Associazione Antiracket Lamezia”, CGIL AREA Vasta, CISL Magna Graecia e UIL Calabria. Presenti anche il Questore di Catanzaro Giuseppe Linares unitamente agli altri vertici provinciali delle Forze di Polizia e della Direzione Investigativa Antimafia e il Direttore della Banca d’Italia nonché i Direttori degli Istituti di credito che hanno già aderito al Protocollo e i rappresentanti dell’Associazione “Libera”.</p>
<p>Lo strumento pattizio rafforza la rete istituzionale a sostegno di cittadini, imprenditori e professionisti esposti al rischio di condotte estorsive o usurarie nell’ottica di prevenire e contrastare l’infiltrazione della criminalità nell’economia legale e il pericolo di rottura dei meccanismi di coesione sociale. L’Accordo punta a far emergere situazioni di difficoltà e a far accrescere la fiducia verso lo Stato perché incentiva le scelte di legalità in quanto possibili e convenienti. I sottoscrittori si impegnano alla predisposizione di uno Sportello che possa fungere da punto di primo raccordo tra coloro che sono intenzionati a denunciare condotte di estorsione e/o usura, le Forze dell’ordine e la Procura della Repubblica. Presso la Prefettura di Catanzaro è istituito l’Osservatorio provinciale con il compito di promuovere iniziative di informazione sull’utilizzo dei Fondi di prevenzione dell’usura, l’attività del microcredito per favorire l’inclusione sociale e finanziaria delle fasce vulnerabili della popolazione. Inoltre potrà promuovere e sostenere iniziative di prevenzione, del sovraindebitamento e della cattiva gestione del denaro, anche attraverso la diffusione dell’educazione finanziaria e l’attuazione di forme di coordinamento volte a contrastare la pubblicità ingannevole in tema di concessioni di credito dietro cessioni di aliquote stipendiali. Uno specifico gruppo di lavoro interno all’Osservatorio monitorerà l’andamento del fenomeno sia per aree geografiche che per categorie socio-economiche.<br />
“La sottoscrizione del Patto contro usura ed estorsione – ha dichiarato il Sottosegretario Ferro – rappresenta un passo in avanti significativo nel percorso che stiamo portando avanti per sostenere chi trova il coraggio di denunciare. In Calabria, nel corso del 2025, sono state presentate 18 nuove istanze per estorsione e 2 per usura, e lo Stato ha già concesso benefici economici per circa 2 milioni di euro: un aiuto concreto che testimonia la nostra vicinanza a chi decide di sottrarsi al ricatto criminale. Questo Protocollo rafforza la capacità delle Istituzioni di intervenire tempestivamente e di costruire attorno alle vittime un sistema efficace di tutela e di accompagnamento verso la legalità”<br />
Nella stessa direzione il Commissario Straordinario Nicolò: “il Patto firmato oggi rafforza il lavoro di prevenzione e contrasto verso un fenomeno che, nella nostra Regione, continua a presentarsi in forme sempre più insidiose. Le analisi investigative mostrano come usura ed estorsioni restino spesso sommerse, anche per la difficoltà, da parte delle vittime, di rivolgersi alle Istituzioni. Proprio per questo diventa essenziale ampliare la rete di collaborazione tra Prefetture, Forze dell’ordine, Enti locali e mondo economico, così da intercettare i segnali di vulnerabilità e sostenere chi opera nella legalità. Racket ed usura non sono soltanto reati ma strumenti di controllo e di impoverimento, chi trova il coraggio di denunciare non viene lasciato solo”.</p>
<p>Il Patto mira a rafforzare il coordinamento tra Istituzioni, Forze dell’Ordine, Banche, mondo del credito, associazioni di categoria e antiusura, sindacati, ordini professionali e perfino le Diocesi quali sentinelle sul territorio, al fine di intercettare tempestivamente le situazioni di rischio e offrire percorsi di supporto qualificato, servizi di ascolto e orientamento che trovano nel Protocollo, al di là dell’ambito di emersione, gli elementi di una strategia comune. Particolare rilievo viene attribuito anche alle azioni di prevenzione e di sensibilizzazione, rivolte in particolare alle imprese e ai cittadini più esposti, attraverso campagne informative, sportelli di ascolto e strumenti di sostegno al credito legale, anche con programmi di educazione finanziaria da realizzarsi nelle scuole per una gestione corretta e responsabile del denaro e per indirizzare al meglio le proprie scelte di risparmio e di investimento. Le Banche, i Confidi, le Fondazioni e le Associazioni potranno prevedere, all’interno di apposite convenzioni, adeguati moltiplicatori da applicare ai fondi antiusura tenendo sempre aggiornato l’elenco dei referenti. Un ruolo proattivo di impulso sarà svolto dall’ABI Calabria nei confronti delle Banche che individueranno nelle proprie strutture la figura del “facilitatore -referente antiusura”, valutando la condizione dei soggetti protestati come non pregiudizievole e ogni possibilità di “ribancarizzarli” con adeguato merito di credito. La Prefettura ha già predisposto una prima bozza di Vademecum/Manuale Operativo Antiusura che sarà presto diffuso tra tutti i soggetti sottoscrittori.<br />
“Si tratta – ha concluso il Prefetto De Rosa – di un modello di collaborazione territoriale, destinato ad essere ulteriormente consolidato e aggiornato in relazione all’evoluzione dei fenomeni criminali, alla luce tanto del carattere sempre più subdolo e multiforme di tali manifestazioni quanto della sussistenza di estese forme di sommerso. Mettiamo in campo una serie di misure che vogliono scoraggiare il ricorso agli usurai e nello stesso tempo aiutare chi cade nella loro rete, alimentando fiducia negli strumenti che lo Stato mette a disposizione se si denuncia”.</p>
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		<title>Contrasto usura ed estorsioni: venerdì firma Protocollo prevenzione e contrasto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/contrasto-usura-ed-estorsioni-venerdi-firma-protocollo-prevenzione-e-contrasto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 11:54:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo 28 novembre, alle ore 16.30, sarà sottoscritto in Prefettura il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione ed il Contrasto del Fenomeno dell’Usura e delle Estorsioni nella provincia di Catanzaro. Lo strumento pattizio rafforza la rete interistituzionale del territorio, coinvolgendo a pieno titolo anche il mondo associativo, sindacale e del privato sociale sia in un’ottica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 28 novembre, alle ore 16.30, sarà sottoscritto in Prefettura il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione ed il Contrasto del Fenomeno dell’Usura e delle Estorsioni nella provincia di Catanzaro.<br />
Lo strumento pattizio rafforza la rete interistituzionale del territorio, coinvolgendo a pieno titolo anche il mondo associativo, sindacale e del privato sociale sia in un’ottica preventiva che di supporto a cittadini ed imprese esposti al rischio di condotte estorsive o usurarie.</p>
<p>A firmarlo, alla presenza del  Sottosegretario al Ministero dell’Interno On. Wanda Ferro e del Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Prefetto Maria Grazia Nicolò,  il Prefetto di Catanzaro Castrese  De Rosa, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Salvatore Curcio, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il Presidente dell’Anci Calabria Rosaria Succurro, i Sindaci di Catanzaro Nicola Fiorita,  di Lamezia Terme Mario Murone e di Soverato  Daniele Vacca, il Presidente della Commissione Regionale di ABI Calabria Maurizio Coppola, il  Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo anche nella veste di Presidente di Confcommercio Calabria, il Presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, l’Arcivescovo della Diocesi di Catanzaro – Squillace Mons. Claudio Maniago e l’Arcivescovo della Diocesi di Lamezia Terme Mons. Serafino Parisi, nonché i Presidenti o i delegati di Confesercenti, Confagricoltura, Confartigianato, COPAGRI, Coldiretti, CNA, C.I.A. Calabria Centro,  Confcooperative Calabria, Fidart Calabria, Legacoop Calabria, Ance Calabria, Ordine degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili,  Fondazioni e Associazioni Antiusura “Monsignor Moietta”, “Santa Maria del Soccorso” e “ALA- Associazione Antiracket Lamezia”,  CGIL AREA Vasta, CISL Magna Graecia e UIL Calabria. </p>
<p>Saranno anche presenti il Questore di Catanzaro Giuseppe Linares, il Comandante Provinciale dei Carabinieri col. Giovanni Pellegrino, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza col. Pierpaolo Manno, il Capo Centro della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro Beniamino Fazio, nonché il Direttore Regionale della Banca d’Italia Maurizio Silvio ed i Direttori degli Istituti di credito che hanno già aderito al Protocollo e i rappresentanti dell’Associazione “Libera”.</p>
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		<title>Lamezia, estorsioni aggravate per agevolare cosca Giampà: tutti assolti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-estorsioni-aggravate-per-agevolare-cosca-giampa-tutti-assolti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 08:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale Collegiale di Lamezia Terme (Presidente Angelina Silvestri, a latere Rosario Aracri e Sabrina Marasco) ha assolto, con la motivazione di rito &#8220;perché il fatto non sussiste”, Giuseppe Notarianni, Carmen Bonafè (difesi dall’avv. Aldo Ferraro), Aldo Notarianni, Giuseppina Giampà (difesi dagli avv. Viscomi e Trasimeno), Pasqualina Bonaddio (difesa dall’avv. Francesco Gambardella) e Rosa Giampà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale Collegiale di Lamezia Terme (<em>Presidente Angelina Silvestri, a latere Rosario Aracri e Sabrina Marasco</em>) ha assolto, con la motivazione di rito &#8220;perché il fatto non sussiste”, Giuseppe Notarianni, Carmen Bonafè (<em>difesi dall’avv. Aldo Ferraro</em>), Aldo Notarianni, Giuseppina Giampà  (<em>difesi dagli avv. Viscomi e Trasimeno</em>), Pasqualina Bonaddio (<em>difesa dall’avv. Francesco Gambardella</em>) e Rosa Giampà (<em>difesa dall’avv. Antonio Larussa</em>), accusati di estorsione pluriaggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare la cosca mafiosa Giampà di Lamezia Terme.</p>
<p>Il Pubblico Ministero della Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha, invece, chiesto la condanna di tutti gli imputati a 9 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno ritenendoli tutti colpevoli del reato che veniva loro contestato, evidenziando le convergenti dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che riscontravano la persona offesa.</p>
<p>Dopo una articolata istruttoria dibattimentale in cui sono stati sentiti quasi tutti i collaboratori di giustizia del lametino, oltre ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Lamezia Terme e dopo l’esame ed il controesame della persona offesa, all’udienza di oggi l’Ufficio di Procura ha depositato tutte le sentenze pronunciate nel corso degli anni rispetto alle cosche mafiose operanti nel comprensorio lametino, nonché quelle che hanno ritenuto la credibilità dei collaboratori di giustizia escussi.<br />
All’esito, il Tribunale, dopo la camera di consiglio, ha assolto tutti gli imputati “perchè il fatto non sussiste” riservandosi 90 giorni per il deposito delle motivazioni.</p>
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		<title>VIDEO-Estorsioni aggravate dal metodo mafioso a Castrovillari e Cassano Ionio: tre arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 11:24:23 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-298846-3" width="696" height="391" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Polizia-operazione.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Polizia-operazione.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Polizia-operazione.mp4</a></video></div>
<p>La Squadra Mobile della Questura di Cosenza e la Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Castrovillari, questa mattina, nei comuni di Castrovillari e Cassano all’Ionio, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre indagati. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro, riguarda gravi indizi di colpevolezza in merito a episodi di estorsione, alcuni dei quali rimasti a livello di tentativo, aggravati dall’uso di modalità e finalità mafiose.</p>
<p>L’operazione è il risultato di un’ampia attività investigativa, coordinata dalla DDA di Catanzaro e affidata alla Squadra Mobile della Questura di Cosenza e alla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Castrovillari. Le indagini, condotte con meticolosità, hanno previsto l’impiego di tecniche investigative avanzate, servizi di controllo sul territorio e riscontri diretti. Fondamentale è stato il contributo delle vittime, che, grazie alla fiducia nelle istituzioni coinvolte, hanno denunciato i loro aguzzini e collaborato con le autorità, permettendo di rafforzare il quadro probatorio.</p>
<p>Sulla base delle risultanze investigative, il GIP ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti e tre gli indagati, ritenendo sussistenti gravi indizi in merito a diversi episodi di estorsione ai danni di commercianti e imprenditori locali, aggravati da modalità mafiose.</p>
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		<title>Estorsioni a Milano: citato lo zio di Gattuso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/estorsioni-a-milano-citato-lo-zio-di-gattuso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 09:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emergono altri dettagli sul blitz, effettuato dagli agenti della Polizia di Stato e coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che ha portato a diverse misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili di usura ed estorsione, aggravata dal metodo mafioso, spaccio di stupefacenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Viene citato, infatti, anche il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Emergono altri dettagli sul blitz, effettuato dagli agenti della Polizia di Stato e coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che ha portato a diverse misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili di usura ed estorsione, aggravata dal metodo mafioso, spaccio di stupefacenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.</p>
<p>Viene <strong>citato</strong>, infatti, anche il nome di Damiano Gattuso “zio del calciatore” ossia di Gennaro ex centrocampista del Milan e della Nazionale e allenatore del Valencia, nell’ordinanza del gip di Milano. Nel provvedimento, tuttavia, il parente dell’ex rossonero <strong>non risulta indagato</strong>. Si fa riferimento a Damiano Gattuso, “zio del calciatore”, in una pagina del memoriale di una delle vittime dell’attività di strozzinaggio, perché, stando al racconto di quest’ultima, sarebbe stato Damiano Gattuso a metterlo “in contatto” con Orlando Demasi, affiliato alla mafia calabrese (per lui la custodia in carcere).</p>
<p>La vittima ha parlato di un “incontro presso un bar a Gallarate”, provincia di Varese, a cui erano presenti lui, Damiano Gattuso e Demasi. Demasi gli avrebbe chiesto “di quanti soldi avessi bisogno e io gli dico 10mila euro, a tutta risposta lui mi dice – ha spiegato la vittima – ti costano il 40% (…) alla fine della discussione ci accordiamo per il 25% al mese”. Demasi a quel punto avrebbe detto a Damiano Gattuso: “Guarda che ne rispondi tu! Di questi soldi se lui non paga prima scanniamo a lui e poi veniamo da te! E a noi non interessa chi è tuo nipote!”. “Dopo una decina di giorni – ha raccontato ancora la vittima – mi chiama Damiano perché è stato contattato da Orlando Demasi per darmi i primi 10mila euro, io a mia volta consegno un assegno a garanzia dietro la preoccupazione di Damiano. Dopo un mese alla scadenza, io restituisco i soldi ad Orlando (…) e Damiano fa un sospiro di sollievo e io lo ringrazio di tutto”.</p>
<p>Dopo un mese Demasi sarebbe tornato nel capannone dell’imprenditore vittima del presunto strozzinaggio, tra l’altro arrestato 3 anni fa in un’inchiesta su un traffico illecito di rifiuti. “Con naturalezza ma quasi sottovoce – ha spiegato – mi dice “io vendo soldi” e tu ne hai bisogno, se tu mi sarai fedele, ti darò modo di non avere più bisogno di soldi, l’importante è “non sgarrare””. L’inchiesta del pm Francesco De Tommasi della Dda milanese è nata proprio dalle dichiarazioni dell’imprenditore dopo il suo arresto. Dall’indagine, scrive il gip Fiammetta Modica, è emersa la figura di Demasi, che ha la “dote” della “camorra” nel clan e che «vendeva denaro e, tramite un giro di società allo stesso sostanzialmente riconducibili e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, forniva una copertura ad ingenti movimenti di soldi, funzionali a plurimi scopi suoi e dei suoi “clienti””. È venuto a galla “un sistema solido di “cartiere” intestate a prestanome, quasi sempre coincidenti con i cosiddetti “monetizzatori” e intestatari di conti correnti anche on line» pure presso una «banca tedesca». Tra gli arrestati (ai domiciliari) Umberto Zivieri, titolare di una delle società riconducibili a Demasi. In carcere sono finiti anche Sebastiano Forte, amministratore di fatto di società con Demasi, e Sebastiano D’Asta, titolare di un’altra società.</p>
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		<item>
		<title>Estorsioni a Cittanova: arrestati 5 esponenti cosca “Facchineri”- VIDEO</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/estorsioni-a-cittanova-arrestati-5-esponenti-cosca-facchineri-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 07:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Cittanova]]></category>
		<category><![CDATA[cosca facchineri]]></category>
		<category><![CDATA[estorsioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ scattata nella notte l’Operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria che hanno portato all’arresto  di 5 pregiudicati. I destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Tribunale di Reggio Calabria – Ufficio GIP perché, all’esito di indagine coordinata dalla locale DDA, risultano indagati, allo stato degli atti e fatte salve le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ scattata nella notte l’Operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria che hanno portato all’arresto  di 5 pregiudicati. I destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Tribunale di Reggio Calabria – Ufficio GIP perché, all’esito di indagine coordinata dalla locale DDA, risultano indagati, allo stato degli atti e fatte salve le successive valutazioni di merito,  per associazione di tipo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantità di stupefacente. L’ipotesi della DDA reggina è che i soggetti abbiano fatto parte della cosca “<em>Facchineri</em>”, storica articolazione territoriale della ‘ndrangheta, operante nei Comuni di Cittanova e San Giorgio Morgeto. Due di loro, inoltre, sono stati inquadrati come capi promotori del sodalizio criminale in parola.</p>
<p>Le indagini, curate dalla Compagnia di Taurianova con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno avuto impulso dalla denuncia presentata da un imprenditore sangiorgese recentemente deceduto per complicanze connesse con la polmonite da covid19. L’uomo di affari, attivo nei settori ricettivo e della ristorazione, aveva fatto rientro in Calabria dopo lunghi anni trascorsi a lavorare al nord Italia. Scelto di valorizzare il proprio paese di origine, dapprima aveva rilevato e dato nuova vita ad un ristorante di San Giorgio Morgeto, e, in seguito, aveva avanzato richiesta di gestione di un’altra struttura alberghiera sorta negli anni 2000 a Cittanova, già sottoposta a sequestro nell’aprile 2018 perché ritenuta il frutto e il reimpiego dei proventi delle attività illecita della cosca “Raso-Gullace-Albanese”. Poco prima di prendere in gestione entrambi gli esercizi pubblici, l’imprenditore era stato avvicinato dagli indagati che, sfruttando il grado di infiltrazione della cosca “<em>Facchineri</em>” nel tessuto economico di Cittanova, avevano dapprima imposto al malcapitato imprenditore di acquistare prodotti alimentari e bevande da una società di fatto gestita dai capi del sodalizio e, in seguito, lo avevano costretto a subire la loro “<em>protezione</em>” ambientale, attraverso il pagamento del “<em>pizzo</em>” o l’instaurazione di rapporti di assunzione del personale, soprattutto all’interno del citato ristorante.</p>
<p>Il coraggio dell’imprenditore ha però permesso di abbattere il muro di omertà e, a seguito della sua denuncia, gli investigatori hanno avviato un complesso monitoraggio degli indagati, durato dall’ottobre 2019 al giugno 2020. Il quadro emerso è risultato allarmante in quanto si è accertato, allo stato degli atti e fatte salve le successive valutazioni di merito che, nel pieno della pandemia da covid19, l’organizzazione criminale avrebbe perseguito l’obiettivo del controllo totale del territorio e delle attività economiche di Cittanova facendo leva sull’aura di mafiosità promanante dall’appartenenza alla ‘ndrangheta. Nello specifico, gli indagati avrebbero imposto a numerosi esercenti locali di acquistare bevande che, in ragione del loro costo e delle restrizioni governative del <em>lockdown</em>, erano di difficile rivendita. Tabaccai, titolari di piccoli bar o supermercati sarebbero, quindi, stati costretti ad acquistare merce che poi rimaneva invenduta nei magazzini.</p>
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<p>In particolare, si tratterebbe di casse di champagne o liquori dal valore di oltre 200 Euro a bottiglia; bevande energetiche di nicchia. Inoltre risulterebbe emersa in capo ad una società dietro cui operavano gli indagati, come affermato dagli stessi nel corso di alcune conversazioni intercettate, l’esclusiva per prodotti riconducibili anche ad un noto ex calciatore. Oltre agli arresti, i Carabinieri hanno dato esecuzione al sequestro preventivo della società di distribuzione dei prodotti alimentari e bevande imposti agli imprenditori vessati, per un valore stimato di circa Euro 200.000,00 circa. L’autorità giudiziaria ha, infatti, ritenuto in questa fase delle indagini preliminari, che le condotte estorsive poste in essere dai Facchineri e dagli altri sodali siano state agevolate dalla disponibilità del complesso aziendale colpito dal provvedimento. Il procedimento è attualmente pendente in fase di indagini preliminari e l’effettiva responsabilità delle persone destinatarie della misura cautelare, in uno con la fondatezza delle ipotesi d’accusa mosse a loro carico, saranno vagliate nel corso del successivo processo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/estorsioni-a-cittanova-arrestati-5-esponenti-cosca-facchineri-video/">Estorsioni a Cittanova: arrestati 5 esponenti cosca “Facchineri”- VIDEO</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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