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	<title>eredità Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Nov 2025 15:54:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Curatore eredità giacente si appropria di circa 376mila euro: sequestrati beni a professionista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 13:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Vibo Valentia e la Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Guardia di Finanza – della locale Procura della Repubblica hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso dal GIP del Tribunale di Vibo Valentia. Il provvedimento riguarda il sequestro preventivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Vibo Valentia e la Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Guardia di Finanza – della locale Procura della Repubblica hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso dal GIP del Tribunale di Vibo Valentia. Il provvedimento riguarda il sequestro preventivo di beni per un ammontare pari a circa 376.000 euro nei confronti di un professionista cui viene contestato il reato di peculato per essersi appropriato, in qualità di curatore di un’eredità giacente nominato dal Tribunale di Vibo Valentia, di somme di denaro di pari importo, appartenenti alla procedura.</p>
<p>Le operazioni, coordinate e dirette dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, Camillo Falvo e dal sostituto titolare delle indagini, hanno permesso di appurare come l’indagato, nell’arco di tempo compreso tra il 2014 e il 2024, abbia utilizzato il conto corrente intestato alla procedura per effettuare spese personali e per disporre bonifici su conti correnti intestati a terzi, senza che vi fossero ragioni documentate e/o le relative autorizzazioni da parte del Tribunale nonché sul proprio conto corrente personale. E’ emerso come, l’indagato effettuasse bonifici in proprio favore indicando fittiziamente, come causale, “rimborsi per il pagamento di tributi locali” relativi ai numerosi beni immobili facenti parte dell’asse ereditario – versamenti in realtà mai effettuati dalla curatela. In un caso veniva addirittura effettuato il pagamento dell’assegno di mantenimento dell’ex coniuge dell’indagato attraverso il conto corrente della procedura.</p>
<p>Alla luce della delineata situazione probatoria, il GIP del Tribunale di Vibo Valentia ha pertanto disposto il sequestro preventivo di beni nelle disponibilità dell’indagato medesimo per un valore pari al profitto del reato, tra i quali figurano disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili.<br />
Il decreto di sequestro segue analoghi provvedimenti emessi nell’ambito di ulteriori procedimenti penali aventi ad oggetto diverse procedure civili: anche in quei casi, erano state accertate analoghe condotte di appropriazione poste in essere da curatori ed amministratori.<br />
La Procura di Vibo Valentia, infatti, anche su input del Tribunale che segnala il ricorrere di anomalie nell’ambito di procedure civili di diverso tipo, da tempo si occupa, con l’ausilio della Guardia di Finanza, di monitorare la correttezza nell’adempimento degli obblighi degli amministratori e dei curatori, al fine di salvaguardare la trasparenza e il buon andamento della pubblica amministrazione.</p>
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		<title>Torino, l&#8217;eredità del filosofo Gianni Vattimo va alla cugina calabrese 89enne di Cetraro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 10:54:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei mesi dopo la sentenza che ha dichiarato Simone Caminada indegno a succedere al compagno Gianni Vattimo spunta una nuova erede del filosofo del pensiero debole. Si chiama Rita Vattimo, ha 89 anni, abita a Cetraro (in provincia di Cosenza) ed è la cugina di primo grado del professore. La donna, assistita nella vicenda legale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sei mesi dopo la sentenza che ha dichiarato Simone Caminada indegno a succedere al compagno <strong>Gianni Vattimo</strong> spunta una nuova erede del filosofo del pensiero debole. Si chiama <strong>Rita Vattimo, ha 89 anni, abita a Cetraro (in provincia di Cosenza) ed è la cugina di primo grado del professore. </strong> La donna, assistita nella vicenda legale dal nipote avvocato Emilio Enzo Quintieri, è già entrata in possesso dell’eredità, tra cui l’appartamento in via Po a Torino.</p>
<p>È questo l’ultimo capitolo di una storia che ha avuto non pochi strascichi giudiziari, non solo sul fronte penale ma anche su quello civile. A raccontare l’epilogo è proprio l’avvocato Quintieri: è stato a lui a fine luglio, quando ha appreso dai giornali che il Tribunale aveva assegnato a due cugine piemontesi l’eredità di Vattimo, a mettersi in contatto con loro per rivendicare il legittimo ruolo della nonna. «Prima ho contattato Caminada attraverso i social – spiega il legale -, mi ha risposto che non aveva rapporti con le due cugine del professore. A quel punto mi sono messo in contatto con il loro legale».</p>
<p>A Torino parenti e amici non erano a conoscenza di questa cugina, figlia del fratello del padre di Gianni Vattimo. «Le altre due parenti avevano già accettato l’eredità, ma quando abbiamo dimostrato la nostra titolarità si sono mostrate molto disponibili, non vi è stata da parte loro alcuna opposizione», spiega ancora il legale. Ed è così che nelle scorse settimane Rita Vattimo ha preso possesso del patrimonio del filosofo: un patrimonio non solo di natura economica, ma soprattutto culturale. «<strong>Ci sono centinaia e centinaia di libri che vorremmo donare all’Università di Torino, e ci piacerebbe anche che un’aula venisse intitolata a Vattimo. Sarebbe un giusto tributo</strong>», conclude Quintieri.<br />
(<em>Fonte: corriere.it</em>)</p>
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		<item>
		<title>Cancro al seno, scoperta in Italia nuova forma ereditaria: le donne a rischio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cancro-al-seno-scoperta-in-italia-nuova-forma-ereditaria-le-donne-a-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 09:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Non solo &#8216;geni Jolie&#8217; dietro il rischio di cancro al seno. Oltre alle mutazioni Brca1 e Brca2, che hanno spinto l&#8217;attrice americana e più di recente la top model Bianca Balti a ricorrere alla chirurgia preventiva, c&#8217;è un altro gene che diventa osservato speciale: si chiama Cdh1 ed è associato a una nuova [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
Non solo &#8216;geni Jolie&#8217; dietro il rischio di cancro al seno. Oltre alle mutazioni Brca1 e Brca2, che hanno spinto l&#8217;attrice americana e più di recente la top model Bianca Balti a ricorrere alla chirurgia preventiva, c&#8217;è un altro gene che diventa osservato speciale: si chiama Cdh1 ed è associato a una nuova forma ereditaria di carcinoma mammario. La scoperta &#8211; pubblicata su &#8216;Jama Network Open&#8217; &#8211; è italiana e porta la firma di Giovanni Corso, chirurgo senologo dell&#8217;Istituto europeo di oncologia (Ieo) e ricercatore dell&#8217;università Statale di Milano. Corso e colleghi hanno individuato &#8220;una nuova forma ereditaria di tumore del seno, associata al gene Cdh1, che si differenzia integralmente dalla classica sindrome del carcinoma mammario ereditario causata dalle note mutazioni dei geni Brca1 e 2&#8221;, spiegano dall&#8217;Ieo.</p>
<p>&#8220;La nostra scoperta &#8211; illustra Corso &#8211; definisce una nuova sindrome chiamata &#8216;carcinoma mammario lobulare ereditario&#8217;, associata al gene Cdh1. Abbiamo infatti identificato mutazioni patogenetiche del gene Cdh1 in donne operate per un tumore lobulare del seno. Abbiamo allora indagato il perché di questa presenza e abbiamo scoperto che tale gene, già noto per la predisposizione del carcinoma gastrico ereditario, si lega anche a una nuova variante rara di tumore lobulare, che si presenta prevalentemente nelle donne giovani con età inferiore ai 45 anni alla diagnosi, o con storia familiare positiva per carcinoma mammario, o con un tumore mammario bilaterale&#8221;. I senologi lanciano dunque un appello: &#8220;Le donne con un tumore lobulare, con età sotto i 45 anni, o con storia familiare positiva o con tumore lobulare bilaterale, dovrebbero essere tutte testate per il gene Cdh1&#8221;.  Lo studio, finanziato dal ministero della Salute e avviato nel 2016 &#8211; dettaglia una nota &#8211; è stato condotto su una popolazione di 5.429 pazienti operate al seno per tumore lobulare. Le donne che presentavano questo fenotipo erano in totale 1.867 e, tra queste, 394 sono state testate per i geni Cdh1, Brca1 e Brca2. Circa il 5% presentava una variante del gene Cdh1, senza mutazioni dei geni Brca1 e 2. &#8220;Nonostante sia una sindrome rara, la probabilità che questa variante sia patogenetica è molto alta &#8211; precisano gli esperti Ieo &#8211; circa il 40%&#8221;. &#8220;Le analisi statistiche &#8211; sottolinea Corso &#8211; hanno dimostrato che la presenza di Cdh1 mutato nelle donne più giovani (40 anni) predispone allo sviluppo del tumore lobulare del seno, anche più dei geni Brca 1 e 2. Il rischio di sviluppare anche un tumore gastrico rimane incerto, ma possibile. Il test Cdh1 è quindi importantissimo &#8211; rimarca lo specialista &#8211; sia per la donna che per i familiari.</p>
<p>Ad oggi il Servizio sanitario nazionale non prevede il test per questa popolazione femminile, ma la nostra scoperta apre una nuova possibilità. Abbiamo già definito nuovi criteri clinici per testare il gene Cdh1, che verranno anche pubblicati a breve sulle nuove linee guida dell&#8217;Associazione italiana di oncologia medica (Aiom)&#8221;, anticipa Corso. &#8220;La nostra scoperta ha importanti implicazioni cliniche &#8211; dichiara Paolo Veronesi, direttore del Programma Senologia Ieo e coautore dello studio &#8211; perché abbiamo gli strumenti per proteggere le donne che presentano la nuova sindrome di carcinoma mammario lobulare ereditario. Per esempio si può seriamente considerare, caso per caso, l&#8217;opportunità della mastectomia bilaterale. Inoltre viene fortemente consigliata la gastroscopia annuale, per un possibile rischio di sviluppare un carcinoma gastrico&#8221;. &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Tribunale Milano ordina: fornire ai genitori i contenuti dello smartphone del figlio morto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tribunale-milano-ordina-fornire-ai-genitori-i-contenuti-dello-smartphone-del-figlio-morto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 18:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[eredità]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta in Italia il Tribunale civile di Milano ordina in via cautelare d’urgenza a Apple di fornire ai genitori di un ragazzo, morto in un incidente stradale un anno fa, il recupero dai suoi account dei contenuti digitali del figlio, persisi sul telefonino distrutto nello scontro ma sincronizzati online (e dunque recuperabili) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta in Italia il Tribunale civile di Milano ordina in via cautelare d’urgenza a Apple di fornire ai genitori di un ragazzo, morto in un incidente stradale un anno fa, il recupero dai suoi account dei contenuti digitali del figlio, persisi sul telefonino distrutto nello scontro ma sincronizzati online (e dunque recuperabili) sulla «nuvola-cloud» della compagnia. La notizia è riportata dal Corriere.it<br />
Carlo Costanza (<em>nella foto</em>) è morto a 25 anni lo scorso 3 marzo a Milano. Originario di Agrigento, lavorava come chef nel capoluogo lombardo. I suoi genitori, distrutti dal dolore, con i legali Assuntina Micalizio e Mirko Platania avevano provato a spiegare ad Apple che, per «cercare di colmare almeno in parte il senso di vuoto», avrebbero amato rivedere i suoi video e foto sul telefonino, e le ricette annotate dal giovane che la famiglia avrebbe voluto raccogliere in «un progetto dedicato alla sua memoria». Ma Apple aveva risposto picche; aveva invocato anche la protezione dell’identità di terzi in contatto con il ragazzo, nonché la sicurezza dei clienti; e aveva preteso che i genitori si dotassero di una serie di pre-requisiti giuridici come l’essere «agenti» del defunto e portatori formali di un «consenso legittimo» secondo le definizioni dell’«Electronic Communications Privacy Act».<br />
Ma la giudice della I sezione Martina Flamini addita «del tutto illegittima la pretesa avanzata da Apple di subordinare l’esercizio di un diritto, riconosciuto dall’ordinamento giuridico italiano, alla previsione di requisiti del tutto estranei alle norme di legge» nazionali. Il parametro è invece l’art. 2-terdecies introdotto nel 2018 nel Codice della privacy proprio sulla tutela post-mortem: norma che demanda alla persona la scelta in vita se lasciare o no agli eredi la facoltà di accedere ai propri dati, e che in assenza di un suo espresso divieto scritto attribuisce i diritti sui dati del defunto a chi agisca «per ragioni familiari meritevoli di protezione». E tali sono, per la giudice, «il legame esistente tra genitori e figli» e la «volontà di realizzare un progetto che possa tenerne viva la memoria»: due elementi che incarnano anche il «perseguimento del legittimo interesse» richiesto dal Regolamento generale europeo sulla privacy per superare il diniego «opposto da Apple per tutelare la “sicurezza dei clienti”».</p>
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