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	<title>erariale Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 31 Jul 2026 09:30:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Corte dei Conti notifica invito a dedurre a 6 soggetti del Vibonese per danno erariale pari a 1,1 Mln</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:30:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura Regionale della Corte dei Conti della Calabria ha notificato invito a dedurre nei confronti di 6 soggetti (3 pubblici ufficiali appartenenti ad un Ente pubblico del Vibonese e 3 incaricati di pubblico servizio) con cui è stato loro contestato un presunto danno erariale pari ad € 1.100.000,00. Nei riguardi dell’ex responsabile dell’area “affari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura Regionale della Corte dei Conti della Calabria ha notificato invito a dedurre nei confronti di 6 soggetti (3 pubblici ufficiali appartenenti ad un Ente pubblico del Vibonese e 3 incaricati di pubblico servizio) con cui è stato loro contestato un presunto danno erariale pari ad € 1.100.000,00. Nei riguardi dell’ex responsabile dell’area “affari generali” è stato altresì eseguito un sequestro conservativo disposto dal Presidente della Sezione Giurisdizionale Regionale per € 228.000,00. L’attività scaturisce da una notizia di danno erariale redatta dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, a seguito di pregresse attività di indagine svolte in codelega con l’Arma dei Carabinieri sotto la direzione della Procura della Repubblica diViboValentia,cheavevarilasciato specifico“nullaosta”allatrasmissionedegli esiti penali a quest’Ufficio. In particolare, le indagini avevano disvelato un articolato sistema di depauperamento di risorse pubbliche perpetrato per oltre un decennio in danno di un Ente locale del vibonese.</p>
<p>Al centro dell’ipotizzato sistema predatorio si collocava l’ex responsabile dell’area affari generali dell’Ente il quale, nel periodo dal 2015 al 2024, ha avuto accesso, con il consenso o la colpevole omissione di controllo di altri dipendenti pubblici, alla firma digitale del Responsabile del Servizio Finanziario, manipolando sistematicamente i mandati di pagamento del sistema contabile dell’Ente prima della loro trasmissione telematica alla banca che gestiva il servizio di tesoreria, sostituendo l’IBAN del legittimo beneficiario con il proprio o di soggetti terzi a lui riconducibili, generando un ammanco pari ad € 845.235,75. Secondo la prospettazione degli inquirenti, l’intera architettura fraudolenta è stata resa possibile dall’omessa vigilanza dei soggetti preposti al controllo della gestione finanziaria, tra cui 2 Sindaci pro tempore e 3 Revisori dei Conti. Oltre al danno erariale sopra indicato, è stato contestato un danno da disservizio pari ad euro 253.570,73, determinato dalla grave compromissione del buon andamento dell’azione amministrativa dell’Ente, per un totale complessivo pari a € 1.098.806,48. Gli specifici accertamenti di polizia erariale venivano delegati al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del capoluogo, all’esito dei quali è stato possibile attribuire presunte responsabilità nei confronti dei 6 soggetti (3 dipendenti pubblici e 3 incaricati di pubblico servizio) ai quali questo Ufficio ha notificato un invito a dedurre per aver cagionato danno erariale diretto pari ad € 845.000,00 nonché un danno da disservizio pari ad € 253.000,00 (pari al 30% del danno diretto).</p>
<p>Limitatamente all’incolpato responsabile dell’area affari generali dell’Ente Locale la Procura Regionale della Corte dei Conti della Calabria ha richiesto ed ottenuto dal Presidente della Sezione Giurisdizionale Regionale il sequestro conservativo fino alla concorrenza delle somme addebitate. Il provvedimento è stato operato sull’intero patrimonio di quest’ultimo (disponibilità finanziarie, beni immobili e beni mobili registrati). Le prossime fasi del procedimento, la cui istruttoria è stata eseguita dalla Procura della Corte dei Conti dopo un’attenta e meticolosa indagine coordinata dal Pubblico Ministero Dott. Costantino Nassis con il prezioso e decisivo contributo investigativo dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vibo Valentia, definiranno le eventuali responsabilità e le conseguenze giuridiche per i soggetti coinvolti.</p>
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		<title>Ponte sullo Stretto: Cgil presenta esposto a Corte dei conti per danno erariale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-cgil-presenta-esposto-corte-dei-conti-per-danno-erariale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:23:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">La Cgil nazionale ha presentato oggi un esposto alla Corte dei conti per chiedere di accertare se, nella gestione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, siano stati impiegati correttamente i soldi pubblici o se, al contrario, vi siano i presupposti di un danno erariale. L&#8217;esposto, firmato dal segretario generale Maurizio Landini e presentato alle Procure regionali della Corte dei conti della Sicilia e del Lazio e alla Procura Generale presso la Sezione giurisdizionale d&#8217;appello della Corte dei conti per la Regione Siciliana, &#8220;nasce da un principio molto semplice: quando sono in gioco miliardi di euro dei cittadini – sostiene la Confederazione – è un dovere pretendere trasparenza, legalità e un uso rigoroso delle risorse pubbliche&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">La stessa Corte dei conti, nel corso dell&#8217;esame della delibera del CIPESS, ha evidenziato numerose criticità: il costo definitivo dell&#8217;opera non è ancora determinato, permangono dubbi sul rispetto della normativa europea in materia di appalti e tutela ambientale e molte delle infrastrutture indispensabili al funzionamento del Ponte non risultano ancora finanziate o completate. A fronte di queste incertezze, &#8220;la Cgil ritiene doveroso chiedere alla magistratura contabile di verificare se le enormi risorse pubbliche siano state utilizzate nel rispetto della legge e nell&#8217;interesse generale o se, invece, esista il rischio concreto che si stia producendo un danno alle finanze dello Stato. Non si tratta di una battaglia ideologica né di una contrapposizione pregiudiziale all&#8217;opera, ma di difendere il denaro pubblico. Ogni euro sprecato per il Ponte è un euro tolto agli ospedali, alle scuole e alle vere infrastrutture di cui il Sud ha bisogno&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Confederazione ricorda infatti che &#8220;parliamo di un&#8217;opera il cui costo supera ormai i 13 miliardi di euro e che continua ad aumentare. Nel frattempo, la Società Stretto di Messina ha già assorbito ingenti risorse pubbliche senza che sia stato realizzato il Ponte e senza che i cittadini abbiano visto alcun beneficio concreto. Il Mezzogiorno continua ad avere bisogno di ferrovie moderne, strade sicure, trasporti efficienti, porti, scuole, ospedali e servizi pubblici di qualità. Sono questi gli investimenti che possono migliorare davvero la vita delle persone, creare lavoro e ridurre i divari territoriali&#8221;, sostiene la Cgil. &#8220;Per questo – si conclude la nota – chiediamo alla Corte dei conti di fare piena luce sulla gestione delle risorse destinate al Ponte sullo Stretto. Difendere il denaro pubblico significa difendere i diritti dei cittadini. Significa evitare che miliardi di euro vengano impiegati senza adeguate garanzie, mentre il Paese continua ad avere bisogno di investimenti utili, infrastrutture moderne e servizi pubblici efficienti&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-Affitti non riscossi dall&#8217;Aterp in Calabria, Corte Conti contesta danno erariale per oltre 4 milioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-affitti-non-riscossi-dallaterp-in-calabria-corte-conti-contesta-danno-erariale-per-oltre-4-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:53:25 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>La Procura Regionale della Corte dei Conti della Calabria ha notificato a nove dirigenti dell’Agenzia Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica (A.T.E.R.P.) Calabria un invito a dedurre con cui è stato loro contestato un presunto danno erariale pari a circa 4 milioni e quattrocentomila euro. Le indagini, affidate agli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Catanzaro della Guardia di Finanza, sono consistite, in particolare, nell’esecuzione di plurimi accertamenti istruttori finalizzati a ricostruire, da un lato, la sussistenza di morosità connesse alla mancata riscossione dei canoni di locazione degli immobili di proprietà del citato Ente e, dall’altro, alla verifica delle azioni – legali ovvero previste nell’ambito dei Regolamenti interni alla struttura pro tempore vigenti – intraprese dai vertici e dai dirigenti aziendali per il recupero delle somme dovute ovvero per la risoluzione dei contratti stipulati e la conseguente restituzione dell’immobile.</p>
<p>Gli accertamenti istruttori svolti, condotti attraverso numerose acquisizioni documentali, escussioni dei soggetti informati sui fatti e analisi del materiale raccolto, hanno consentito di attribuire presunte responsabilità a carico di nove dirigenti apicali e referenti del Distretto di Catanzaro per non avere, a vario titolo, adottato tempestivamente le misure necessarie per contrastare la crescente morosità degli assegnatari degli alloggi pubblici e recuperare i crediti vantati dall’Ente; crediti che, a causa dell’inerzia dei citati soggetti, si sono ormai in larga parte prescritti, risultando definitivamente irrecuperabili.<br />
In particolare, nel corso della delega istruttoria è stata analizzata la documentazione relativa all’intero patrimonio immobiliare gestito dall’A.T.E.R.P. Calabria pari a oltre dodicimila unità abitative, rilevando &#8211; in parte &#8211; anche l’assenza di una analitica rendicontazione e di procedure stringenti in ordine alle modalità di gestione degli stessi.</p>
<p>Tra i soggetti destinatari dell’invito a dedurre figurano gli ex e attuali commissari straordinari dell&#8217;A.T.E.R.P. Calabria, i direttori amministrativi facenti funzione e i referenti delegati del Distretto di Catanzaro, ai quali sono state attribuite, a seconda per rispettivo periodo di competenza, quote del danno erariale contestato. Le prossime fasi del procedimento, la cui istruttoria è stata eseguita dalla Procura della Corte dei conti dopo una lunga, attenta e meticolosa indagine coordinata dal Pubblico Ministero, Dott. Costantino Nassis, con il prezioso e decisivo contributo investigativo dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Catanzaro, definiranno le eventuali responsabilità e le conseguenze giuridiche per i soggetti coinvolti</p>
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		<title>VIDEO-Crollo ponte di Longobucco: Corte dei Conti cita in giudizio quattro soggetti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-crollo-ponte-di-longobucco-corte-dei-conti-cita-in-giudizio-quattro-soggetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:38:15 +0000</pubDate>
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<p>La Procura regionale della Corte dei conti della Calabria ha contestato a quattro soggetti un presunto danno erariale derivante dal crollo del viadotto “ORTIANO II” sito nel comune di Longobucco (CS), infrastruttura che avrebbe dovuto costituire, nell’iniziale schema progettuale, uno strategico intervento di viabilità per facilitare e velocizzare il collegamento tra l’entroterra cosentino e la costa ionica calabrese. Le indagini, effettuate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, hanno permesso di definire puntualmente le diverse fasi che hanno portato alla costruzione del viadotto &#8211; facente parte del “IV lotto della Strada Statale Mirto-Longobucco-Sila” costituito da sei viadotti complessivi &#8211; a partire dalla procedura di appalto integrato espletata nel 2005 da parte dell’ente attuatore Comunità Montana “Sila Greca/Destra Crati” sino al suo crollo, causato da un difetto di progettazione e realizzazione.</p>
<p>In particolare, ancorché nel progetto definitivo posto a base di gara fosse stata prevista la costruzione di fondazioni “indirette” poggiate su un certo numero di micropali di profondità, nelle successive fasi di progettazione e realizzazione sono state costruite delle fondazioni “dirette” poggiate sul terreno, anche in corrispondenza dell’alveo del fiume che attraversa il viadotto. Tale difetto progettuale e realizzativo delle fondazioni ha provocato il crollo di una delle campate il 3 maggio 2023, avvenuto a seguito dello scalzamento delle fondazioni di una delle pile in alveo, anche a causa del torrente in piena per le abbondanti precipitazioni. Sulla base degli elementi sopra evidenziati, la Corte dei Conti – Procura Regionale presso la Sezione giurisdizionale per la Calabria – ha emesso un atto di citazione per un danno erariale di 4.789.765,79 euro, oltre agli accessori di legge e alle spese di giustizia, nei confronti del Responsabile Unico della Procedura, del Direttore dei Lavori e di due componenti della Commissione di collaudo dell’opera.</p>
<p>È questa la contestazione effettuata dalla Procura della Corte dei conti nella persona del Procuratore Regionale facente funzioni Dott. Giovanni Di Pietro, avvalendosi del contributo investigativo dei militari della Guardia di Finanza di Catanzaro.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Diga sul Melito non realizzata, Corte dei conti contesta danno erariale per oltre 259 milioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-diga-sul-melito-non-realizzata-corte-dei-conti-contesta-danno-erariale-per-oltre-259-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 10:46:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un’opera pubblica strategica per il territorio calabrese che non sarà più realizzata. Un finanziamento di € 259.735.539,96 concesso a mezzo della Cassa per il Mezzogiorno e, successivamente, dai Ministeri dell’ambiente e delle infrastrutture irrimediabilmente perso per la collettività locale in quanto integralmente revocato e, nel frattempo, €102.602.269,39 spesi in un impiego inutile di risorse pubbliche [&#8230;]</p>
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<p>Un’opera pubblica strategica per il territorio calabrese che non sarà più realizzata. Un finanziamento di € 259.735.539,96 concesso a mezzo della Cassa per il Mezzogiorno e, successivamente, dai Ministeri dell’ambiente e delle infrastrutture irrimediabilmente perso per la collettività locale in quanto integralmente revocato e, nel frattempo, €102.602.269,39 spesi in un impiego inutile di risorse pubbliche e per un’opera mai più realizzabile. Impiego, peraltro, dannoso tenuto conto del danno ambientale permanente arrecato dai manufatti realizzati con l’impiego di svariate tonnellate di cemento armato che deturpano zone di altissimo pregio ambientale. È questa la contestazione fatta dalla Procura della Corte dei conti al “CONSORZIO DI BONIFICA IONIO-CATANZARESE” (già Consorzio di Bonifica Alli &#8211; Punta di Copanello) nonché, in solido, ai due dirigenti pro tempore, dopo una lunga, attenta e meticolosa indagine coordinata dal Procuratore regionale Romeo Ermenegildo Palma e compiuta dal Sostituto Procuratore Generale Fernando Gallone con il prezioso e decisivo contributo investigativo dei militari della Guardia di Finanza di Catanzaro.</p>
<p>I fatti riguardano lo sbarramento artificiale sul fiume Melito e la mancata realizzazione dell’importante opera pubblica denominata “Diga sul fiume Melito” (o “Lago Azzurro”) che sarebbe dovuta sorgere tra i comuni di Gimigliano, Sorbo San Basile e Fossato Serralta, tutti siti in provincia di Catanzaro. Le indagini, delegate dalla Procura contabile al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, hanno permesso di disvelare numerosi profili di responsabilità erariale da parte dei destinatari del provvedimento di citazione. In particolare, è stato accertato che fin dalla consegna dei lavori è stata contestata dagli organi tecnici del Ministero della infrastrutture – Servizio Italiano Dighe &#8211; cui compete la rigorosa verifica della perfetta realizzazione delle dighe nel territorio nazionale &#8211; la carenza del progetto iniziale e la necessità di operare importanti integrazioni per assicurare la perfetta tenuta dell’invaso artificiale, altrimenti pericoloso per le popolazioni a valle dell’opera.<br />
Integrazione progettuale che, sebbene realizzata dallo stesso progettista responsabile dell’originario progetto ritenuto carente dal Servizio Dighe (progettista poi deceduto) non è mai stata ritenuta idonea a superare i problemi di sicurezza di un’opera che, nelle more dei numerosi contenziosi azionati con l’impresa aggiudicataria, continuava a determinare l’avanzamento della spesa fino a ben 102 milioni di euro per un’opera già allora non realizzabile in quanto priva delle necessarie autorizzazioni. La Procura regionale ha quindi citato a giudizio il CONSORZIO DI BONIFICA IONIO-CATANZARESE, in persona del Commissario Liquidatore e legale rappresentante, il RUP dall’anno 2003 al 2015 ed il Direttore Generale dal 1998 al 2014, mentre non è stato possibile procedere, in quanto defunti, nei confronti del Presidente e legale rappresentante del Consorzio ed il Progettista e Direttore dei lavori pro tempore.</p>
<p>All’entità del considerevole danno patrimoniale si affiancano ulteriori effetti negativi messi in luce brillantemente dai militari della Guardia di Finanza di Catanzaro: l’infrastruttura, inserita nel programma di opere strategiche per il territorio regionale calabrese avrebbe dovuto costituire, nell’iniziale schema progettuale, uno dei più grandi interventi idrici nel panorama nazionale, che avrebbe:<br />
&#8211; risolto l’annosa questione della carenza d’acqua per mezzo milione di cittadini calabresi e per centinaia di aziende agricole, ciclicamente interessate da fenomeni di siccità ;<br />
&#8211; consentito la produzione di energia idroelettrica in grado di soddisfare le esigenze di circa cinquanta comuni posti a valle dell’invaso.</p>
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		<title>VIDEO-Appalto termovalorizzatore rifiuti &#8216;Calabria Nord&#8217;: Contestato danno erariale per 35 milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 10:55:25 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-291785-4" width="696" height="387" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-Catanzaro.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-Catanzaro.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-Catanzaro.mp4</a></video></div>
<p>La Procura regionale della Corte dei conti per la Calabria, coordinata dal Procuratore regionale Romeo Ermenegildo Palma e a firma del Sostituto Procuratore Regionale dott. Gianpiero Madeo, a conclusione di un’articolata e complessa attività investigativa svolta dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Catanzaro, ha contestato un danno erariale pari a oltre 35 milioni di euro. L’iniziativa ha preso in esame l’appalto di un termovalorizzatore e di diversi centri di stoccaggio nell’ambito della creazione del sistema integrato di smaltimento dei rifiuti denominato “Calabria Nord” aggiudicato nell’anno 2000 dal Commissario straordinario di Governo per l’emergenza rifiuti in Calabria. L’opera, che avrebbe dovuto risolvere gli annosi problemi nella gestione e smaltimento dei rifiuti nella parte settentrionale della Calabria, non è mai stata avviata e a seguito di un contenzioso insorto tra la Gestione Commissariale e la società aggiudicataria dell’appalto, ha determinato un danno erariale alla Regione Calabria per l’importo plurimilionario contestato.</p>
<p>In particolare, a seguito di una controversia con l’appaltatore, in prima istanza devoluta alla cognizione di un collegio arbitrale, l’Ufficio commissariale era stato condannato al pagamento di una rilevantissima somma di denaro sulla base di una pronuncia, che gli inquirenti hanno riscontrato avere diverse gravi criticità. Il lodo veniva quindi impugnato davanti alla Corte d’appello di Roma che, riconoscendo in sede cautelare la fondatezza dei vizi di legittimità eccepiti, disponeva la sospensione dell’efficacia del provvedimento arbitrale. La pronuncia, favorevole alla parte pubblica, interveniva nelle more della cessazione della gestione commissariale e della successione della Regione Calabria al Commissario di Governo in tutti i rapporti giuridici, ivi inclusi quelli processuali è stata, tuttavia, travolta dalla mancata tempestiva riassunzione del giudizio. Tale inopinata omissione ha quindi determinato l’estinzione del giudizio in appello favorevolmente incardinato per la parte pubblica e giudizialmente confermato in un provvedimento esplicito, ed il passaggio in giudicato del lodo arbitrale, già giudicato illecito dal Giudice di appello.</p>
<p>Gli accertamenti del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro hanno permesso di disvelare la complessa ed articolata vicenda, individuando i connessi profili di responsabilità amministrativa, allo stato ritenuti imputabili alla condotta gravemente<br />
negligente dell’avvocato incaricato della difesa erariale che ha curato la rappresentanza nel contenzioso e del dirigente regionale preposto alla adozione delle iniziative per conto della Regione Calabria, nell’ambito di un desolante quadro di inefficienza e disorganizzazione della macchina amministrativa regionale. Per quanto sopra, i due soggetti citati in giudizio dovranno rispondere ciascuno per una quota parte del 50%, del danno derivante dalla perdita per la Regione Calabria della possibilità di vedere riformata la pronuncia arbitrale, che la Procura contabile ha ritenuto essere elevatissima, quantificandola nel 90% del nocumento complessivo cagionato alle casse pubbliche pari a circa € 40.000.000,00.</p>
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		<title>Gestione centri accoglienza migranti in Calabria, Corte Conti condanna 40 soggetti per danno erariale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 17:40:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con sentenza del 10 ottobre ultimo scorso la Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale per la Regione Calabria di Catanzaro ha condannato al risarcimento del danno erariale in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per oltre 4,2 milioni di euro, 40 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche – già amministratori di Enti Locali calabresi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con sentenza del 10 ottobre ultimo scorso la Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale per la Regione Calabria di Catanzaro ha condannato al risarcimento del danno erariale in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per <strong>oltre 4,2 milioni di euro</strong>, <strong>4</strong><strong>0</strong> <strong>s</strong><strong>oggetti</strong>, tra persone fisiche e giuridiche – già amministratori di Enti Locali calabresi e di società cooperative/associazioni aventi sede in provincia di Cosenza, Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria – per irregolarità negli affidamenti per la gestione dei centri di accoglienza dei migranti nella Regione Calabria, nell’ambito della c.d. <em>“emergenza Nord-Africa”</em>, per il periodo aprile 2011/dicembre 2012.</p>
<p>In particolare, le investigazioni – coordinate dal Procuratore Generale della Corte dei Corti di Catanzaro, Dott. Romeo Ermenegildo PALMA e dirette dal Vice Procuratore, Dott. Giovanni DI PIETRO, e condotte da militari della Guardia di Finanza della Compagnia Paola e della TenenzaAmantea – avevano posto in evidenza gravi irregolarità che determinavano un ingiustificato arricchimento dei beneficiari delle risorse pubbliche, atteso che il <em>“soggetto attuatore”</em>, Dirigente pro-tempore del Settore Protezione Civile della Regione Calabria, e delegato per la gestione dell’emergenza, aveva: &#8211; mantenuto una condotta dolosamente preordinata a <strong>favorire i soggetti affidatari</strong>, affidando il servizio di gestione dei centri di accoglienza a favore di società cooperative e consorzi costituiti in data successiva alla presentazione delle offerte;  accordato <strong>affidamenti a strutture prive di esperienza nel settore</strong>, pur se richiesta dalle norme di regolamentazione al momento della sottoscrizione della convenzione, e/o che addirittura non avevano ancora la disponibilità di immobili nei quali allocare i migranti; &#8211; eseguito la <strong>liquidazione di corrispettivi palesemente sovrastimati </strong>rispetto alla ricettività formale risultante dagli accertamenti svolti, riconoscendo ai soggetti affidatari un compenso per posti convenzionati ma non occupati (nel corso delle indagini sono anche state rinvenute fatture afferenti all’occupazione di posti in realtà inesistenti); &#8211; favorito attraverso <strong>accordi intercorsi con le società affidatarie</strong>, alcune strutture, concordando la possibilità di riconoscere alle stesse, senza alcuna motivazione a supporto della scelta, il corrispettivo giornaliero massimo per ogni singolo migrante; &#8211; <strong>concesso affidamenti ad Enti locali senza che gli stessi avessero presentato alcuna offerta</strong>, ricevendo compensi senza emettere fatture o documenti equipollenti.</p>
<p>La pronuncia della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti catanzarese recepisce, confermandola nella quasi totalità in sede di giudizio, la domanda avanzata dalla Procura Regionale della Corte dei Conti di Catanzaro, formulata sulla base della ricostruzione effettuata dalle Fiamme Gialle cosentine delle condotte dolose e dei danni al bilancio dello Stato.</p>
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