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	<title>emergenza Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2026 15:56:45 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Scuole roventi e uffici invivibili: allarme in vista del rientro in classe. Rilevati oltre 35°C durante la programmazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 15:56:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L’ondata di calore eccezionale che accompagna la riapertura dei plessi e l’avvio delle attività propedeutiche sta rendendo gli istituti insalubri e pericolosi. Nelle ultime 48 ore, con il personale docente e ATA già rientrato in servizio per gli incontri collegiali, la programmazione e le procedure d’avvio, i monitoraggi della FLC CGIL hanno registrato picchi drammatici: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L’ondata di calore eccezionale che accompagna la riapertura dei plessi e l’avvio delle attività propedeutiche sta rendendo gli istituti insalubri e pericolosi. Nelle ultime 48 ore, con il personale docente e ATA già rientrato in servizio per gli incontri collegiali, la programmazione e le procedure d’avvio, i monitoraggi della FLC CGIL hanno registrato picchi drammatici: temperature interne che superano stabilmente i <b>35°C</b> nelle aule e negli uffici esposti a sud, privi di climatizzazione o schermature idonee&#8221;. E&#8217; quanto scrivono in una nota Alfonso Marcuzzo-s<i>egretario generale FLC CGIL Calabria e la s</i>egreteria Regionale FLC CGIL Calabria (<i>(Carmen Aiello, Ivan Caroleo, Grace D’Agata, Amelia Rovella).</i></p>
<p>&#8220;Con l’imminente ripresa delle lezioni per tutti gli studenti- aggiungono &#8211;  questa emergenza microclimatica rischia di colpire con straordinaria gravità soprattutto gli <b>alunni con disabilità, disturbi dello spettro autistico o patologie croniche</b>. Accogliere questi ragazzi in ambienti sovraffollati e roventi rappresenterà una vera e propria barriera all’inclusione, trasformando la classe in un fattore di alto rischio psicofisico e di grave sofferenza. A fronte di questa situazione, la quota di scuole climatizzate in Calabria si ferma ad appena il 6,6% e soltanto un istituto su quattro possiede la formale certificazione di agibilità. I 20 milioni di euro annunciati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito si traducono in circa 57 euro per aula: la cifra simbolica per l’acquisto di un singolo ventilatore. Gestire una crisi strutturale con risorse irrisorie significa abbandonare i Dirigenti Scolastici in trincea a gestire “classi pollaio” destinate a trasformarsi in forni&#8221;.</p>
<p>La FLC CGIL Calabria &#8211; inoltre- richiama ciascun soggetto istituzionale al rispetto del quadro legislativo vigente:</p>
<p><b>Sindaci (D.Lgs. 267/2000 e D.Lgs. 1/2018):</b> Hanno il pieno potere-dovere di emanare ordinanze contingibili e urgenti per sospendere le attività o rinviare l’apertura dei plessi termicamente inidonei in presenza di bollettini meteo critici (bollini rossi).</p>
<p><b>Enti Locali (Legge 23/1996):</b> Devono garantire la manutenzione degli edifici. L’inerzia sui bandi edili e la perdita di fondi PNRR configurano profili di danno erariale.</p>
<p><b>Dirigenti Scolastici (D.Lgs. 81/2008 e Art. 2087 C.C.):</b> Datori di lavoro responsabili della sicurezza, tenuti ad attivare tutele d’urgenza sia per i lavoratori attualmente in servizio, sia per la popolazione scolastica in arrivo, sollecitando verifiche dello stress termico a RSPP e ASL.</p>
<p>In attesa di un piano strutturale di riconversione termica, il Segretario Generale Alfonso Marcuzzo e la Segreteria Regionale chiedono l’adozione immediata di misure flessibili d’urgenza:</p>
<p><b>Rimodulazione oraria e programmazione:</b> Accorciamento dei turni per le attività propedeutiche, svolgimento a distanza dei collegi docenti e previsione di sospensioni pomeridiane all’avvio effettivo delle lezioni.</p>
<p><b>Tutele per gli alunni fragili e il personale ATA:</b> Pianificazione di misure ad hoc per la futura accoglienza degli studenti con disabilità in ambienti idonei, unitamente all’attivazione immediata dello smart working, rimodulazione dei turni di pulizia ed estensione delle pause per il personale ATA in linea con i protocolli INAIL Worklimate.</p>
<p><b>Interventi edilizi leggeri:</b> Applicazione rapida di pellicole solari riflettenti sui vetri e piantumazione di barriere alberate nei cortili.</p>
<p><b>Supporto alle famiglie:</b> Apertura immediata di tavoli con gli Enti Locali per attivare servizi straordinari di welfare e conciliazione in vista della prima campanella.</p>
<p>“Difendere la salute e l’inclusione di chi vive, lavora e studierà nella scuola non può e non deve essere subordinato a rigidità burocratiche”, rimarca la guida sindacale regionale.</p>
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		<title>Sicurezza e qualità istituti scolastici, Fillea: &#8216;se continua caldo valutare rinvio inizio lezioni in Calabria&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:53:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non bastano le emergenze: servono scuole sicure, efficienti, climatizzate e adeguate ai cambiamenti climatici. Di fronte alle temperature sempre più elevate che stanno interessando la Calabria non possiamo limitarci a discutere ogni anno se sia opportuno rinviare o meno l’apertura delle scuole. Il problema è molto più grande e riguarda la sicurezza e la qualità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non bastano le emergenze: servono scuole sicure, efficienti, climatizzate e adeguate ai cambiamenti climatici. Di fronte alle temperature sempre più elevate che stanno interessando la Calabria non possiamo limitarci a discutere ogni anno se sia opportuno rinviare o meno l’apertura delle scuole. Il problema è molto più grande e riguarda la sicurezza e la qualità degli edifici scolastici della nostra regione”. È quanto sostiene il segretario generale della Fillea CGIL Calabria, Simone Celebre, che lancia un appello alla Regione e agli enti proprietari degli edifici scolastici affinché si apra una vera stagione di interventi strutturali sul patrimonio scolastico calabrese.</p>
<p>“Se le condizioni climatiche dovessero rendere incompatibile la permanenza nelle aule si valuti senza esitazioni – sostiene Celebre &#8211; il rinvio dell&#8217;inizio delle lezioni, mettendo al primo posto la tutela della salute di bambini, ragazzi, docenti e personale scolastico. Non può essere il calendario scolastico a venire prima della sicurezza delle persone”. Ma per il segretario generale della Fillea Cgil Calabria il rinvio, laddove necessario, rappresenterebbe soltanto una risposta emergenziale. “La vera questione – evidenzia Simone Celebre &#8211; è che non possiamo continuare a gestire il caldo estremo come se fosse un evento eccezionale. I cambiamenti climatici stanno modificando le nostre condizioni di vita e di lavoro e dobbiamo adeguare le nostre infrastrutture a questa nuova realtà. Per questo, come Fillea CGIL Calabria, chiediamo “un grande Piano regionale per la riqualificazione delle scuole, con risorse e tempi certi, che coinvolga Regione, Comuni, Province e Città Metropolitana. Un piano che dovrà prevedere interventi di messa in sicurezza, efficientamento energetico, isolamento termico, sostituzione degli infissi, adeguamento degli impianti, climatizzazione e ventilazione degli ambienti, oltre all&#8217;installazione di sistemi da fonti rinnovabili e alla riqualificazione degli spazi esterni, con aree verdi e zone d&#8217;ombra. Dobbiamo smettere di pensare – continua il segretario generale della Fillea Cgil Calabria &#8211; alla scuola soltanto come a un luogo dove si fa lezione. La scuola è un luogo di studio e contemporaneamente un luogo di lavoro, dove ogni giorno entrano migliaia di persone. Per questo deve rispettare tutti gli standard di sicurezza, salubrità, efficienza e comfort necessari. La scuola deve essere il primo luogo sicuro”.</p>
<p>Simone Celebre tiene a sottolineare, inoltre, come “un grande programma di riqualificazione del patrimonio scolastico potrebbe rappresentare un&#8217;importante occasione di sviluppo economico e occupazionale. Investire nelle scuole – evidenzia Celebre &#8211; significa investire nei nostri ragazzi, ma significa anche creare lavoro, sostenere il settore delle costruzioni e dell&#8217;impiantistica e valorizzare professionalità e imprese che operano nel rispetto delle regole, della sicurezza e dei contratti. La transizione energetica può e deve diventare anche una grande occasione di lavoro di qualità. Chiediamo quindi che gli interventi vengano programmati con una visione pluriennale e non attraverso finanziamenti frammentari e interventi tampone. Non possiamo aspettare la prossima ondata di calore, la prossima emergenza o il prossimo problema strutturale per intervenire. La prevenzione costa meno dell&#8217;emergenza e la sicurezza non può essere affidata alla fortuna. La Calabria ha bisogno di una vera politica industriale e infrastrutturale per la scuola. Vogliamo scuole che siano sicure d&#8217;inverno e vivibili d&#8217;estate, energeticamente efficienti, antisismiche, accessibili e adeguate ai nuovi rischi climatici.</p>
<p>La Fillea CGIL Calabria, tramite il suo segretario generale, chiede pertanto alla Regione di “convocare un tavolo con le organizzazioni sindacali e gli enti interessati per avviare la costruzione di un Piano straordinario regionale per la sicurezza, la riqualificazione e l&#8217;efficientamento energetico degli edifici scolastici. Proteggere i nostri ragazzi dagli effetti dei cambiamenti climatici non è un&#8217;opzione. È una responsabilità delle istituzioni. E noi chiediamo che questa responsabilità venga assunta adesso, prima che sia troppo tardi”.</p>
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		<title>Emergenza-urgenza, Silipo (SGB): Ogni minuto conta. Il soccorso non è un esercizio amministrativo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emergenza-urgenza-silipo-sgb-ogni-minuto-conta-il-soccorso-non-e-un-esercizio-amministrativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:30:48 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In merito alle dichiarazioni diffuse da Azienda Zero sulla tragica vicenda di Andrea, riteniamo doveroso richiamare l&#8217;attenzione su un principio fondamentale che non può essere offuscato da comunicati incentrati esclusivamente su tempi, procedure e aspetti burocratici&#8221;. E&#8217; quanto riporta una nota firmata da Giacarlo Silipo del Sindacato Generale di Base che aggiunge &#8220;Il servizio di <strong>Emergenza-Urgenza</strong> si chiama <strong>Soccorso Tecnico Urgente</strong> proprio perché la sua natura impone interventi tempestivi, efficaci e coordinati. La parola “<em>urgenza</em>” non è un termine amministrativo: significa che ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Per questo motivo, il sistema dell&#8217;emergenza territoriale non può essere valutato solo attraverso il rispetto formale di procedure o la mera esposizione di cronologie degli eventi. Gli standard del soccorso sanitario si fondano su un principio imprescindibile: garantire la risposta più rapida possibile e assicurare che ogni anello della catena dell&#8217;emergenza operi con efficienza, competenza e capacità decisionale. Il soccorso non è burocrazia. Il soccorso è organizzazione, esperienza, formazione continua e conoscenza concreta delle dinamiche operative&#8221;.</p>
<p>&#8220;E&#8217; inaccettabile &#8211; prosegue Silipo &#8211; che un&#8217;Azienda organizzata secondo logiche manageriali continui a parlare quasi esclusivamente di numeri, tempi e tecnicismi, e non di una riorganizzazione del sistema del Soccorso Tecnico Urgente sanitario. Chi assume decisioni senza conoscere la realtà quotidiana del servizio di emergenza-urgenza rischia inevitabilmente di costruire un sistema distante dalle esigenze operative, compromettendo l&#8217;efficienza del soccorso e mortificando il lavoro degli operatori che ogni giorno, tra enormi difficoltà, garantiscono assistenza ai cittadini. L&#8217;emergenza sanitaria non può essere governata esclusivamente da logiche amministrative. Servono competenze specifiche, esperienza maturata sul campo e una conoscenza diretta delle criticità che caratterizzano il sistema del 118. Le decisioni strategiche devono essere assunte da chi conosce realmente il significato del soccorso tecnico urgente e le responsabilità che esso comporta&#8221;.</p>
<p>&#8220;Come Organizzazione Sindacale <strong>SGB</strong>, ribadiamo che la tutela della salute dei cittadini passa attraverso una gestione dell&#8217;emergenza fondata sulla qualità dell&#8217;organizzazione, sull&#8217;ascolto degli operatori e sulla valorizzazione delle professionalità che quotidianamente operano in prima linea. Se la risposta istituzionale a tragedie come questa continua a limitarsi alla difesa dell&#8217;apparato amministrativo anziché aprire una seria riflessione sull&#8217;organizzazione del servizio, significa che questa gestione ha ormai mostrato tutti i propri limiti- sottolinea Silipo. Per questo chiediamo un profondo cambio di rotta, con una governance affidata a persone realmente competenti nel settore dell&#8217;emergenza-urgenza e del soccorso operativo. Se chi oggi guida il sistema non è in grado di comprendere cosa significhi garantire un servizio di emergenza-urgenza efficiente, assumendosi fino in fondo le responsabilità che tale ruolo impone, allora esiste una sola scelta coerente: fare un passo indietro e lasciare spazio a chi possiede competenza, esperienza e conoscenza del soccorso. <strong>Il soccorso non si misura soltanto con un cronometro. Si misura con la capacità del sistema di salvare vite umane. Ed è su questo che ogni organizzazione dovrebbe essere giudicata&#8221;- </strong>conclude Silipo.</p>
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		<item>
		<title>Legambiente Calabria: Non emergenza ma crisi strutturale. Servono prevenzione e strategia per i boschi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/legambiente-calabria-non-emergenza-ma-crisi-strutturale-servono-prevenzione-strategia-per-i-boschi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 14:17:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da giorni la Calabria è stretta nella morsa degli incendi. Centinaia di ettari di patrimonio boschivo e di macchia mediterranea sono andati distrutti, gli animali sono costretti alla fuga o restano senza via di scampo, mentre numerose famiglie si sono ritrovate intrappolate nelle proprie abitazioni o costrette ad abbandonarle. In molte aree è persino difficile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Da giorni la Calabria è stretta nella morsa degli incendi. Centinaia di ettari di patrimonio boschivo e di macchia mediterranea sono andati distrutti, gli animali sono costretti alla fuga o restano senza via di scampo, mentre numerose famiglie si sono ritrovate intrappolate nelle proprie abitazioni o costrette ad abbandonarle. In molte aree è persino difficile respirare a causa del fumo. Da nord a sud della regione, dalle montagne fino alle coste, si susseguono roghi che stanno devastando ecosistemi di straordinario valore e mettendo a dura prova il lavoro di vigili del fuoco, volontari e operatori impegnati nello spegnimento delle fiamme. Un fenomeno alimentato dalle altissime temperature, ma che continua ad avere, nella maggior parte dei casi, un&#8217;origine dolosa&#8221;</em>. Sono le valutazioni di Legambiente Calabria.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>I boschi coprono il 44,5% della superficie regionale, con 670.968 ettari di patrimonio forestale che comprendono gran parte dei parchi e delle riserve naturali della Calabria. Un patrimonio di enorme valore ambientale, paesaggistico e climatico che non può essere tutelato soltanto attraverso gli obblighi di legge, ma richiede una gestione strategica, fondata sulle conoscenze scientifiche e sulla valorizzazione della cultura forestale locale. Secondo l&#8217;elaborazione di Legambiente su dati EFFIS/Copernicus, dal primo gennaio al 15 luglio 2026 in Calabria erano già stati censiti 179 incendi che avevano percorso 1.940 ettari di territorio. A questo bilancio, purtroppo, si aggiungeranno i danni provocati dagli oltre 150 roghi che hanno colpito la regione negli ultimi giorni. La Calabria occupa inoltre i primi posti della drammatica classifica nazionale per superficie bruciata nei siti della Rete Natura 2000: è quarta dopo Sicilia, Toscana e Campania. Il report Italia in Fumo di Legambiente evidenzia inoltre come, nel 2025, gli incendi abbiano interessato 19 comuni del Parco nazionale del Pollino, 15 del Parco nazionale dell&#8217;Aspromonte e 7 del Parco nazionale della Sila&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Un altro dato significativo </em>&#8211; secondo Legambiente Calabria <em>&#8220;riguarda la concentrazione degli incendi negli stessi territori. L&#8217;indice di recidività comunale elaborato per la prima volta da Legambiente mostra infatti che tra i dieci comuni italiani top nel 2026, con il maggior numero di incendi, figurano anche Reggio Calabria e Papasidero. Ad aggravare il fenomeno contribuiscono la scarsa gestione forestale, l&#8217;abbandono delle aree agricole, la mancata manutenzione delle zone di interfaccia tra aree urbane e rurali, la fragilità degli ecosistemi mediterranei, la siccità e le temperature estreme. Ma il principale fattore resta la mano criminale. A fronte di 603 incendi che hanno mandato in fumo 16.971 ettari di territorio, in Calabria sono stati contestati soltanto 498 reati, con 19 denunce, un arresto, sei sequestri e 307 illeciti amministrativi. Per Legambiente è indispensabile rafforzare l&#8217;azione repressiva delle Forze dell&#8217;ordine contro gli incendiari e garantire la piena applicazione della legge 353 del 2000. Ciò significa completare il catasto delle aree percorse dal fuoco in tutti i comuni e applicare rigorosamente i vincoli previsti dalla normativa: divieto di edificazione e di caccia per dieci anni, vincolo di destinazione d&#8217;uso per quindici anni e divieto di rimboschimento per cinque anni. L&#8217;associazione chiede inoltre di conoscere quali misure siano state adottate dai 187 comuni calabresi interessati dagli incendi nel 2025 per rispettare tali obblighi, con particolare riferimento ai territori maggiormente colpiti, come Roccella Jonica, dove sono andati in fumo 1.872 ettari, Cutro con 1.606 ettari e Crotone con 962 ettari&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Alla Regione Calabria Legambiente &#8220;<em>rivolge alcune domande precise: quali iniziative intende assumere nei confronti dei comuni inadempienti? È disponibile a sostituirsi agli enti che non hanno istituito il catasto delle aree percorse dal fuoco, anche attraverso la nomina di un commissario ad acta? Intende sostenere i piccoli comuni nell&#8217;adempimento degli obblighi di legge e introdurre meccanismi di premialità per gli enti virtuosi e misure penalizzanti per quelli che non rispettano la normativa, anche nell&#8217;accesso ai finanziamenti pubblici? Gli incendi boschivi non possono più essere considerati semplici emergenze. Sono un fenomeno ricorrente e strutturale che richiede una politica permanente di prevenzione, manutenzione e controllo del territorio, accompagnata da un&#8217;efficace azione di contrasto agli incendi dolosi. Allo stesso tempo, per limitare gli effetti della crisi climatica è indispensabile ridurre le emissioni climalteranti, accelerando la transizione dalle fonti fossili alle energie rinnovabili. La Calabria ha bisogno con urgenza di una strategia complessiva di pianificazione, salvaguardia e valorizzazione dei propri boschi e delle aree montane, che rappresentano il 42% del territorio regionale e comprendono circa il 37% dei comuni calabresi, nei quali vive quasi un quarto della popolazione. La tutela del patrimonio naturale richiede un presidio costante del territorio, capace di affiancare le comunità locali, prevenire i reati ambientali e sanzionare severamente ogni forma di illegalità. La tecnologia rappresenta un valido supporto- </em>conclude Legambiente Calabria <em>&#8211; , ma non può sostituire la presenza continua di personale sul territorio. La protezione dei boschi deve essere garantita prima, durante e dopo gli incendi, accompagnando anche il ripristino delle aree devastate dal fuoco&#8221;.</em></p>
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		<title>Passaggio Emergenza Urgenza ad Azienda Zero, Fp Cgil Calabria: si scaricano costi e responsabilità sui territori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/passaggio-emergenza-urgenza-ad-azienda-zero-fp-cgil-calabria-si-scaricano-costi-e-responsabilita-sui-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 17:00:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;ennesimo salto nel buio per la sanità calabrese. Così la Funzione Pubblica Cgil Calabria definisce l&#8217;accordo per il passaggio della funzione Emergenza Urgenza ad Azienda Zero. Per il sindacato dietro c&#8217;è una visione meramente burocratica e accentratrice che non tiene conto della realtà operativa delle strutture territoriali e fa sì che ci trovi davanti all&#8217;ennesima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;L&#8217;ennesimo salto nel buio per la sanità calabrese. Così la Funzione Pubblica Cgil Calabria definisce l&#8217;accordo per il passaggio della funzione Emergenza Urgenza ad Azienda Zero. Per il sindacato dietro c&#8217;è una visione meramente burocratica e accentratrice che non tiene conto della realtà operativa delle strutture territoriali e fa sì che ci trovi davanti all&#8217;ennesima occasione mancata. Per il Segretario generale Bruno Schipano e il responsabile Medici e Dirigenti Sanitari Ivan Potente il Servizio di Emergenza-Urgenza 118, l&#8217;elisoccorso e le reti tempo-dipendenti non possono essere gestiti da un&#8217;azienda priva di radicamento sul territorio e sprovvista di risorse umane e finanziarie autonome. Risorse che avrebbero consentito la gestione del servizio senza intaccare i già provati bilanci delle aziende territoriali provinciali&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;Accentrare le funzioni a Catanzaro, lasciando il peso operativo ed economico sulle province, &#8211; </em>si evidenzia in una nota<em> -. genererà unicamente un cortocircuito burocratico, avverte l&#8217;organizzazione sindacale che spiega che negli articoli 2 e 4 dell&#8217;accordo si conferma che Azienda Zero, per esistere operativamente, deve interamente spogliare o porre in dipendenza funzionale il personale delle singole Asp e Aziende ospedaliere territoriali, costringendole a mettere a disposizione locali, arredi, ambulanze, dispositivi medici e farmaci. È andata persa per i Segretari l&#8217;occasione di utilizzare i meccanismi di finanziamento regionale per realizzare un incremento aggiuntivo dei fondi del personale. Accentrare le funzioni a Catanzaro, lasciando il peso operativo ed economico sulle province, genererà unicamente un cortocircuito burocratico. L&#8217;accordo delinea un modello organizzativo schizofrenico che parcellizza le dinamiche gestionali. Da un lato Azienda Zero assume la titolarità della &#8220;governance&#8221;, della documentazione sanitaria, del risk management e dei sistemi informatici; dall&#8217;altro, scarica sulle Aziende del sistema sanitario regionale le responsabilità materiali ed economiche. Invece di snellire i processi, questo accordo introduce una farraginosa procedura di rendicontazione e validazione semestrale dei costi, costringendo i bilanci delle Asp  a fare da &#8220;banca&#8221; per Azienda Zero nell&#8217;attesa di riparti del Fondo Sanitario Regionale che avverranno solo a consuntivo&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Per Fp Cgil Calabria &#8220;<em>la direzione è quella della precarizzazione del coordinamento e delle tutele orarie con ricadute sul personale. I lavoratori che hanno scelto di rimanere nelle aziende territoriali, verranno posti in &#8220;utilizzo funzionale&#8221; presumibilmente nelle more che Azienda Zero completi la propria dotazione organica. Prevedere una catena di comando sdoppiata creerà inevitabilmente disparità di trattamento e conflitti di competenza. Inoltre, l&#8217;affidamento del servizio di Elisoccorso su base esclusivamente &#8220;volontaria&#8221; tramite manifestazioni di interesse dimostra la totale assenza di una programmazione organica. Vi è il serio rischio che tale volontarietà porti a un&#8217;alterazione dei diritti contrattuali. La FP CGIL vigilerà rigorosamente affinché l&#8217;organizzazione dei turni rimanga tassativamente all&#8217;interno dei limiti orari previsti dalla Legge 161/2014, a tutela della salute psicofisica dei lavoratori e della sicurezza del servizio salvavita&#8221;..</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Per tutte le motivazioni esposte, la FP CGIL Calabria &#8211; conclude la nota &#8211; &#8220;<em>respinge con fermezza logiche di riorganizzazione parcellizzate e accentratrici che si limitano a istituire nuovi apparati burocratici senza immettere un solo operatore sanitario in corsia o sulle ambulanze. L&#8217;emergenza-urgenza si difende esclusivamente potenziando la medicina territoriale, assumendo a tempo indeterminato e rinnovando le dotazioni direttamente nelle province. L&#8217;organizzazione si riserva  di attivare ogni forma di mobilitazione e di denuncia pubblica consentita a tutela del diritto alla salute dei cittadini calabresi e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità&#8221;.</em></p>
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		<title>Dai mezzi al personale, il servizio di emergenza-urgenza 118 passa dalle Asp ad &#8220;Azienda Zero&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dai-mezzi-al-personale-il-servizio-di-emergenza-urgenza-118-passa-dalle-asp-ad-azienda-zero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 15:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Azienda Zero ha sottoscritto un accordo che disciplina le modalità di passaggio delle &#8220;risorse strutturali e strumentali&#8221; del servizio d&#8217;emergenza-urgenza, attualmente in capo alle aziende sanitarie provinciali ma transitate sotto la competenza dell&#8217;ente di governance in applicazione della riforma di sistema voluta dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Azienda Zero dovrà nei fatti accentrare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Azienda Zero ha sottoscritto un accordo che disciplina le modalità di passaggio delle &#8220;<em>risorse strutturali e strumentali</em>&#8221; del servizio d&#8217;emergenza-urgenza, attualmente in capo alle aziende sanitarie provinciali ma transitate sotto la competenza dell&#8217;ente di governance in applicazione della riforma di sistema voluta dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.<br />
Azienda Zero dovrà nei fatti accentrare una serie di funzioni allo scopo di migliorare le performance amministrative del servizio sanitario, fra queste anche il servizio di emergenza-urgenza.</p>
<p>L&#8217;accordo siglato con le aziende sanitarie e ospedaliere calabresi regolamenta in dettaglio le modalità d&#8217;acquisizione di strumentazioni, mezzi e locali; ultimo step dopo la regolamentazione del passaggio del personale avvenuto con un accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali. Le risorse economiche per la gestione del servizio saranno assegnate ad Azienda Zero, come quota del fondo sanitario, e trasferite alle aziende dietro presentazione di una rendicontazione che attesta semestralmente le spese sostenute per lo svolgimento delle attività.</p>
<p>La gestione dell&#8217;elisoccorso avverrà con personale fornito sempre dalle aziende tra coloro, medici e infermieri, disponibili a prestare servizio sugli elicotteri. Le strumentazioni, i mezzi e i locali saranno messi a disposizione in comodato d&#8217;uso gratuito. E, in particolare, il parco automezzi sarà gestito da Azienda Zero con &#8220;<em>la funzione di coordinamento e gestione operativa, definendo i criteri di assegnazione dei mezzi alle postazioni, le modalità di utilizzo conforme e i controlli sulla conformità operativa</em>&#8220;.</p>
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		<title>Emergenza 118, Guccione (PD): in Calabria sistema paralizzato tra accordi disattesi e centralizzazione nel caos</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emergenza-118-guccione-pd-in-calabria-sistema-paralizzato-tra-accordi-disattesi-e-centralizzazione-nel-caos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 10:42:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Guccione]]></category>
		<category><![CDATA[paralizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ha sottoscritto una convenzione con le associazioni del Terzo Settore accreditate con il Servizio Sanitario Regionale per la gestione delle postazioni a supporto del servizio 118. Tuttavia, con la deliberazione n. 609 del 13 maggio 2026, l’Asp avrebbe modificato unilateralmente le condizioni concordate, determinando un possibile inadempimento contrattuale. Tale situazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>L’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ha sottoscritto una convenzione con le associazioni del Terzo Settore accreditate con il Servizio Sanitario Regionale per la gestione delle postazioni a supporto del servizio 118. Tuttavia, con la deliberazione n. 609 del 13 maggio 2026, l’Asp avrebbe modificato unilateralmente le condizioni concordate, determinando un possibile inadempimento contrattuale. Tale situazione rischia di compromettere la validità delle convenzioni sottoscritte con le associazioni coinvolte, configurando una grave responsabilità in capo all’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza&#8221;</em>. Lo scrive Carlo Guccione della Direzione nazionale del PD.</p>
<p>&#8220;<em>A questo &#8211;</em> prosegue &#8211;<em> si aggiunge una condizione generale di forte criticità del sistema di emergenza-urgenza 118 in Calabria. Il processo di regionalizzazione appare infatti bloccato da caos amministrativo e contenziosi pendenti davanti ai tribunali amministrativi, mentre il servizio continua a operare in una cronica carenza di personale. Gli organici risultano gravemente sottodimensionati, con inevitabili ripercussioni sulla qualità e sulla tempestività dei soccorsi. Particolarmente allarmante è la situazione del parco mezzi. Numerose ambulanze e veicoli di emergenza risultano guasti e inutilizzati da mesi, senza che siano state disposte adeguate sostituzioni o riparazioni. In alcuni casi, i mezzi risulterebbero addirittura sottoposti a procedure di pignoramento. Una situazione che, secondo Guccione, si configurerebbe in palese violazione degli obblighi previsti dal capitolato contrattuale con la società Orion, affidataria della gestione e manutenzione del parco mezzi del 118</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>A fronte di una spesa complessiva che sfiora i 24 milioni di euro destinati al potenziamento delle infrastrutture e dei mezzi di soccorso, la realtà sul territorio restituisce l’immagine di un servizio fortemente ridimensionato e privo di una reale governance&#8221;</em>. Ecco le principali criticità segnalate da Guccione:</p>
<p>&#8220;-<em> Postazioni dimezzate: delle 63 postazioni del 118 originariamente programmate e finanziate per garantire una copertura capillare del territorio, soltanto 30 risultano oggi pienamente operative. Intere aree della Calabria, in particolare le zone montane e dell’entroterra, restano gravemente scoperte.</em><br />
<em>&#8211; Mezzi inutilizzati: i consistenti investimenti effettuati non si sono tradotti in un effettivo miglioramento del servizio a causa di una disorganizzazione strutturale che continua a penalizzare personale, logistica e capacità operativa&#8221;</em></p>
<p>&#8220;<em>Siamo di fronte a uno spreco inaccettabile di risorse pubbliche e a un rischio quotidiano per la sicurezza e la vita dei cittadini calabresi. Non è tollerabile che, nonostante gli ingenti investimenti annunciati, i cittadini debbano continuare a subire un servizio dimezzato e inefficiente. Non si può fare propaganda sulla pelle delle persone. Serve una svolta immediata e una radicale inversione di rotta nella gestione dell’emergenza-urgenza in Calabria, prima che il sistema imploda definitivamente&#8221;</em>&#8211; conclude l&#8217;esponente dem.</p>
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		<item>
		<title>Emergenza idrica nel centro di Vibo, a &#8216;Ottocannali&#8217; e alla Marina: attivato il Centro Operativo Comunale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emergenza-idrica-nel-centro-di-vibo-a-ottocannali-e-alla-marina-attivato-il-centro-operativo-comunale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 11:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA['Ottocannali']]></category>
		<category><![CDATA[Attivato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A causa delle criticità rilevate negli ultimi giorni sulla rete idrica comunale, e che oggi si sono ulteriormente aggravate con nuove perdite sulla condotta idrica, il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo ha disposto, con apposita ordinanza, l&#8217;attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) con tutte le funzioni di supporto, al fine di garantire il coordinamento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>A causa delle criticità rilevate negli ultimi giorni sulla rete idrica comunale, e che oggi si sono ulteriormente aggravate con nuove perdite sulla condotta idrica, il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo ha disposto, con apposita ordinanza, l&#8217;attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) con tutte le funzioni di supporto, al fine di garantire il coordinamento degli interventi.</div>
<div>Le maggiori problematiche si stanno registrando nel centro storico, in località &#8216;Ottocannali&#8217; e a Vibo Marina. Problematiche che, malgrado numerosi interventi già avviati dall&#8217;amministrazione nel corso dell&#8217;ultima settimana, impediscono il mantenimento dei volumi necessari per una regolare erogazione dell&#8217;acqua.</div>
<div></div>
<div>Le squadre tecniche sono già al lavoro per individuare e riparare i guasti. Gli interventi, per essere eseguiti in sicurezza, richiederanno l&#8217;interruzione della fornitura idrica nelle zone interessate a partire dalla serata di oggi e fino alla conclusione delle operazioni.</div>
<div></div>
<div>Il C.O.C. resterà attivo fino al superamento dell&#8217;emergenza, garantendo il monitoraggio costante della situazione, il coordinamento delle attività e l&#8217;informazione alla cittadinanza. Aggiornamenti saranno pubblicati sui canali istituzionali del Comune di Vibo Valentia.</div>
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		<item>
		<title>Osservatorio nuove povertà, Belmonte: &#8220;Salari compressi e diritti fondamentali spesso tralasciati&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/osservatorio-nuove-poverta-belmonte-salari-compressi-e-diritti-fondamentali-spesso-tralasciati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 13:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[povero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del Primo maggio l&#8217;Osservatorio regionale sulle nuove povertà &#8220;intende riaccendere la luce su una piaga sociale che in Calabria assume contorni d&#8217;emergenza: il lavoro povero. Avere un&#8217;occupazione non è più garanzia di autosufficienza economica. Nonostante le politiche governative abbiano portato a un significativo calo della disoccupazione nazionale, attestata al 5,2%, il dato giovanile [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del Primo maggio l&#8217;Osservatorio regionale sulle nuove povertà <em>&#8220;intende riaccendere la luce su una piaga sociale che in Calabria assume contorni d&#8217;emergenza: il lavoro povero. Avere un&#8217;occupazione non è più garanzia di autosufficienza economica. Nonostante le politiche governative abbiano portato a un significativo calo della disoccupazione nazionale, attestata al 5,2%, il dato giovanile resta critico a causa delle fragilità intrinseche del mercato&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;S<em>ebbene in Italia &#8211; prosegue l&#8217;Osservatorio &#8211; vi sia una solida rappresentanza di &#8216;contratti buoni&#8217; e i salari crescano laddove vi è una sana contrattazione, la Calabria soffre per il precariato, i contratti &#8216;pirata</em>&#8216;, il dilagare del dumping contrattuale e il part-time involontario. Qui, per troppi giovani e donne, il lavoro rischia di trasformarsi da strumento di emancipazione a trappola di sussistenza. &#8220;<em>Non possiamo festeggiare pienamente &#8211; dichiara il direttore Antonio Belmonte &#8211; finché oltre il 13% dei lavoratori vive sotto la soglia di povertà. La Calabria è diventata un&#8217;isola dove i salari sono compressi e i diritti fondamentali spesso tralasciati. Il nostro monitoraggio parla chiaro: la povertà lavorativa è una realtà strutturale che genera nuove povertà, costringendo chi lavora a chiedere aiuto per i beni di prima necessità&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;Osservatorio sottolinea, inoltre, &#8220;<em>il binomio inscindibile tra bassi salari e rischio sicurezza. La precarietà contrattuale si traduce spesso in una minore tutela della salute. Chi è povero e ricattabile ha meno forza contrattuale per pretendere standard di sicurezza adeguati, alimentando la tragica statistica degli infortuni lavorativi</em>&#8220;. L&#8217;Osservatorio regionale sulle nuove povertà &#8211; conclude una nota &#8211; <em>&#8220;in sinergia con la Regione Calabria e il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali rinnova l&#8217;impegno a vigilare e a dare voce a chi non ne ha, affinché il lavoro torni a essere, come recita la nostra Costituzione, il fondamento di una cittadinanza piena e dignitosa e non un&#8217;estensione della marginalità sociale e delle nuove povertà. Attendiamo con fiducia l&#8217;attuazione delle nuove norme, continuando uniti a contrastare il lavoro povero&#8221;</em>.<br />
(<em>Ansa)</em></p>
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		<item>
		<title>Emergenza Idrica e Territorio: Cia-Agricoltori Italiani Calabria lancia allarme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emergenza-idrica-territorio-agricoltori-italiani-calabria-lancia-allarme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 08:16:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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		<category><![CDATA[Cia-Agricoltori Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[idrica]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cia-Agricoltori Italiani della Calabria &#8211; attraverso una nota &#8211; &#8220;esprime profonda preoccupazione per la gestione attuale delle risorse idriche regionali, con particolare riferimento all’uso smodato dell’acqua accumulata nei bacini della Sila. Nonostante le recenti piogge, l&#8217;Organizzazione richiama l&#8217;attenzione sulla fragilità del sistema e sulla necessità di una gerarchia rigorosa degli utilizzi per evitare il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La Cia-Agricoltori Italiani della Calabria &#8211; attraverso una nota &#8211; &#8220;<em>esprime profonda preoccupazione per la gestione attuale delle risorse idriche regionali, con particolare riferimento all’uso smodato dell’acqua accumulata nei bacini della Sila. Nonostante le recenti piogge, l&#8217;Organizzazione richiama l&#8217;attenzione sulla fragilità del sistema e sulla necessità di una gerarchia rigorosa degli utilizzi per evitare il collasso dei settori produttivi</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">Per Cia Calabria, <em>&#8220;la risorsa idrica – vitale per il comprensorio crotonese e per l&#8217;intera regione – deve essere garantita seguendo un ordine di priorità inderogabile: usi potabili, usi agricoli e, solo in ultima istanza, per altri scopi. Le piogge dei mesi scorsi, spesso di natura alluvionale, non hanno favorito una ricarica ottimale delle falde,&#8221;</em> osserva l&#8217;Organizzazione. &#8220;<em>Siamo consapevoli che ci attendono nuove stagioni siccitose: svuotare i bacini ora, lasciando che la preziosa acqua finisca in mare per usi inopportuni, è un errore che non possiamo permetterci. Chi ha la responsabilità del controllo intervenga subito&#8221;</em>. Accanto alla gestione dei volumi, Cia &#8220;<em>pone l&#8217;accento sullo stato critico delle infrastrutture. È imperativo investire nell&#8217;ammodernamento e nella riparazione delle condotte, che oggi presentano perdite strutturali gravissime in tutto il territorio. Non è più accettabile che la risorsa venga dispersa prima ancora di raggiungere i campi o le abitazioni per colpa di una rete che &#8220;fa acqua da tutte le parti</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">L&#8217;Organizzazione &#8211; inoltre &#8211; &#8220;<em>torna a sollecitare con forza un &#8216;Piano straordinario di manutenzione del territorio&#8217;. Le alluvioni degli ultimi anni hanno dimostrato che l&#8217;incuria degli alvei fluviali è il principale alleato del maltempo. Pulizia dei corsi d&#8217;acqua: Rimozione immediata di alberi, vegetazione infestante e accumuli di inerti che ostruiscono il libero deflusso. Prevenzione dei danni: Interventi mirati per evitare esondazioni e trascinamenti di detriti che causano danni materiali ingenti, spesso subiti direttamente dagli agricoltori senza adeguate forme di ristoro. Gli agricoltori preferiscono interventi preventivi e non ristori a danni spesso irreparabili seppure costosi&#8221;. </em>Cia Calabria &#8211; conclude la nota &#8211; &#8220;<em>invita gli Enti responsabili ad abbandonare la logica dell&#8217;emergenza per adottare una programmazione seria e lungimirante che metta al sicuro l&#8217;agricoltura e la cittadinanza calabrese&#8221;.</em></p>
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