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	<title>Elena Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 Nov 2024 13:17:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>A “Chi l’ha visto?” la storia della catanzarese Beatrice Celia. Mamma Elena: &#8220;Cos’è successo quella sera&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 14:03:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa è accaduto a Beatrice Celia? La giovane aveva 22 anni ed è stata trovata morta il 17 marzo 2024 a Catanzaro, dove viveva in casa con la madre. Ci sono però dei punti oscuri nella vicenda, dato che quella mattina la madre ha ritrovato in casa oggetti che non appartenevano alla figlia e che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa è accaduto a <strong>Beatrice Celia?</strong> La giovane aveva 22 anni ed è stata <strong>trovata morta il 17 marzo 2024 a Catanzaro</strong>, dove viveva in casa con la madre. Ci sono però dei punti oscuri nella vicenda, dato che quella mattina la madre ha ritrovato in casa oggetti che non appartenevano alla figlia e che non aveva mai visto. Beatrice era una ragazza molto attiva: aveva posato occasionalmente come fotomodella, lavorava nell’azienda di famiglia e aveva realizzato un filmato per partecipare al casting di Uomini e Donne. <strong>Per un anno e mezzo aveva avuto una relazione con un coetaneo di Catanzaro, ma quella relazione era finita.</strong> La madre e le amiche non parlano del rapporto in un’accezione positiva. Mamma Elena ha infatti raccontato a <strong>“Chi l’ha visto?”</strong>: “Era un rapporto malato, perché lei non era più la stessa quando stava con lui”. La donna ha riferito di una lite in discoteca, che avrebbe richiesto l’intervento dei buttafuori, quando lui avrebbe messo le mani al collo di Beatrice. La ragazza avrebbe chiarito che la reazione sarebbe stata generata dal proprio saluto a un’altra persona. Beatrice avrebbe intanto smesso di uscire, poiché avrebbe temuto la reazione di lui che, stando a quanto afferma la madre, l’avrebbe geolocalizzata. Quando usciva con le amiche, avrebbe inviato dei messaggi definendo Beatrice e le sue sodali come “prostitute”.</p>
<p>Ma un giorno tutto cambia: l’ex fidanzato avrebbe invitato Beatrice a un concerto a Milano, e lei avrebbe accettato, dopo molte resistenze, l’invito, forse anche per fare chiarezza sul loro rapporto, come avrebbe raccontato successivamente a un’amica. Ma al concerto, l’11 marzo, i due arrivano solo all’ultima canzone, perché avrebbero litigato, e una volta rientrati in albergo la lite sarebbe continuata anche fisicamente. <strong>“Ho visto lividi”</strong>, ha chiarito <strong>mamma Elena</strong> indicando il collo, ma segni di presunta violenza sarebbero stati presenti anche sulle braccia. Nei giorni successivi, Beatrice sarebbe rimasta sempre in casa, anche la notte prima del 17 marzo, in cui era da sola poiché la madre era impegnata al lavoro. Beatrice avrebbe inviato all’ex alcuni messaggi, ma lui ha riferito di averli visti solo al mattino.</p>
<p><strong>È stata mamma Elena a ritrovare la figlia rientrando alle 7 del mattino</strong>: non trovandola in camera avrebbe provato a chiamarla al telefono e, entrando in bagno, avrebbe notato dapprima la vasca piena d’acqua e la figlia, che sembrava in piedi, nella doccia. <strong>Ma Beatrice era morta</strong>. La donna ha ritrovato però in casa degli oggetti che non appartengono alla ragazza, ovvero una maglietta appoggiata su una sedia in camera da letto e sul lavello un paio di auricolari nere &#8211; quelle di Beatrice erano bianche. <strong>L’ex, al telefono con la trasmissione di Rai 3, smentisce qualunque coinvolgimento, e anzi ridimensiona la portata delle loro liti</strong>: “I carabinieri hanno, penso, il suo telefono e tutto quanto. Come possono vedere le cose negative che ci sono in una relazione, come possono essere litigate, potranno sicuramente avere appurato, <strong>e per questo io invito i carabinieri a indagare</strong>”.</p>
<p><strong>Alessandro, ex ragazzo di Beatrice intende precisare:</strong><br />
<em>&#8220;Apprendo, finanche da notizie di stampa, che la madre della mia ex ragazza non riesce a sopravvivere allo straziante dolore causato dall’aver rinvenuto Beatrice morta suicida nel bagno di casa.<strong> Legittimo, condivisibile e comprensibile lo stato d’animo che alberga in una madre che, appena pochi mesi fa, ha improvvisamente perso la giovane ed amata figlia. </strong></em><em>Parimenti, avrei anch’io bisogno di riacquistare quella serenità oramai compromessa a causa di un evidente comportamento suicidario che tanto dolore ha provocato a parenti, amici, e semplici conoscenti. Tutti quelli che le stavano vicino sapevano del malessere che attanagliava Beatrice, ma nessuno poteva immaginare che l’avrebbe condotta a tale infausta conseguenza. <strong>Ciò che non comprendo, però, sono le spiacevoli oltre che illegali illazioni che sconsideratamente si pretende di alimentare per dare un senso ad un insano gesto che evidentemente ha radici ben più profonde e lontane.</strong></em><br />
<em>È alquanto inopportuno, quindi, che, peraltro senza alcun contraddittorio, vengano resi pubblici piccoli frammenti di situazioni afferenti alla relazione intrattenuta con Beatrice.</em><br />
<em><strong>Trattasi di una narrazione distorta di (pseudo)fatti, privi di rilevanza penale, che nulla centrano con quanto accaduto. Sul punto non temo smentita.</strong></em><br />
<em>Pertanto, se da un lato è grave la mancanza di rispetto per il dolore che, mio malgrado, mi ha investito, dall’altro è evidente come dette avventate ricostruzioni, ben lontane dalla realtà dei fatti, rivestano carattere giuridicamente tutelabile, poiché lesive di ogni mio diritto.<strong> Diffido, quindi, chiunque, dal proseguire su binari non consentiti, giacché riverberanti grave nocumento (anche) alla mia persona</strong>. In mancanza, ho già conferito formale mandato al mio legale di fiducia, affinché vengano intraprese le opportune iniziative giudiziarie&#8221;.</em></p>
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		<title>La mamma confessa l&#8217;omicidio della piccola Elena: &#8220;Come se qualcuno si fosse impadronito di me&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 13:10:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[bimba]]></category>
		<category><![CDATA[confessa]]></category>
		<category><![CDATA[Elena]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confessa davanti ai carabinieri e alla Procura: &#8220;l&#8217;ho uccisa io Elena&#8221;. Con una serie di coltellate al collo e alla schiena. Poi questa madre di 23 anni ha preso il corpicino, lo ha messo in dei sacchi neri e lo ha seppellito nel terreno vicino casa. E&#8217; crollata dopo un&#8217;intera notte d&#8217;interrogatorio Martina Patti. Ma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Confessa davanti ai carabinieri e alla Procura: &#8220;l&#8217;ho uccisa io Elena&#8221;. Con una serie di coltellate al collo e alla schiena. Poi questa madre di 23 anni ha preso il corpicino, lo ha messo in dei sacchi neri e lo ha seppellito nel terreno vicino casa. E&#8217; crollata dopo un&#8217;intera notte d&#8217;interrogatorio Martina Patti. Ma non ha spiegato il folle gesto né la dinamica esatta dell&#8217;omicidio. </p>
<p>Appare &#8220;assente e distante&#8221; dice chi indaga dopo aver ascoltato la donna ammettere di aver assassinato la bambina dopo averla presa ieri all&#8217;asilo a Tremestieri Etneo ed avere simulato il suo rapimento da parte di un commando armato. La giovane madre ammette dunque le sue colpe e dice avere agito da sola, versione confermata dagli inquirenti che parlano di un &#8220;orrendo crimine commesso in maniera solitaria&#8221; ma che non hanno ancora chiuso le indagini. Ma sul movente fa scena muta.<br />
&#8220;E&#8217; rimasta sul vago &#8211; spiegano i carabinieri &#8211; come se non si fosse resa conto di quello che ha fatto. E&#8217; come se avesse detto: &#8216;l&#8217;ho fatto ma non so perché'&#8221;. Il legale della donna, l&#8217;avvocato Gabriele Celesti, parla di &#8220;un interrogatorio drammatico&#8221; di una &#8220;donna distrutta e molto provata che ha fatto qualcosa che neppure lei pensava di poter fare&#8221;, agendo come se &#8220;qualcuno si fosse impadronito&#8221; di lei, dimostrandosi &#8220;tutt&#8217;altro che fredda e calcolatrice&#8221;. &#8220;Farò incontrare la mia assistita con uno psichiatra di fama &#8211; aggiunge il penalista &#8211; per verificare le sue condizioni e dopo decideremo sulla perizia. Devo dare atto di grande correttezza ai carabinieri e alla Procura&#8221;.</p>
<p>Per gli investigatori c&#8217;è però un&#8217;ipotesi: la gelosia. Nei confronti dell&#8217;attuale convivente dell&#8217;ex compagno Alessandro Del Pozzo, 24 anni. E gelosia per l&#8217;affetto che Elena mostrava nei confronti della nuova compagna del papà. &#8220;Non tollerava che vi si affezionasse anche la propria figlia&#8221; dicono gli inquirenti. Le indagini hanno portato alla luce un &#8220;triste quadro familiare&#8221;: dietro una gestione &#8220;apparentemente serena&#8221; della bambina, c&#8217;erano tensioni e liti. Una rabbia che sarebbe covata dentro Martina fino al punto da portarla a premeditare il delitto con un piano studiato nei dettagli. La &#8216;scintilla&#8217; potrebbe essere stata la sera trascorsa da Elena con i nonni paterni e la felicità dimostrata dalla bambina nel frequentare la donna che sarebbe potuto diventare la sua &#8216;matrigna&#8217;. La sera prima di essere uccisa, infatti, la bambina dorme dai nonni. La mattina dopo la zia l&#8217;accompagna all&#8217;asilo e la madre la va riprendere alle 13.30 e torna a casa, a Mascalucia. Poi Martina Patti esce nuovamente con l&#8217;auto, per creare un diversivo e ritorna nell&#8217;abitazione. E&#8217; in quel lasso di tempo che sarebbe stato commesso il delitto, tra l&#8217;abitazione e il terreno abbandonato a seicento metri di distanza dove la madre seppellisce il corpicino che era nascosto in cinque sacchi di plastica nera e semi sotterrato, con una pala e un piccone che tenevano in giardino.</p>
<p><strong>I protagonisti della vicenda</strong><br />
Poi fa scattare la messa in scena: avvisa per telefono del falso sequestro i genitori e il padre di Elena, torna a casa e subito dopo, accompagnata dalla madre e dal padre, va dai carabinieri a denunciare l&#8217;accaduto. Ai militari dell&#8217;Arma associa il rapimento ad alcune minacce che nel 2021 l&#8217;ex convivente aveva trovato davanti al cancello di casa per una rapina per la quale Del Pozzo era stato arrestato nel 2020 e poi assolto per non avere commesso il fatto. Una versione che non convince gli investigatori, che però la verificano e che infatti viene smentita dalla visione di immagini riprese da telecamere di sicurezza della zona interessata: non c&#8217;è alcun commando &#8216;armato&#8217; che ha sequestrato la bambina nell&#8217;orario e nel luogo indicati da Martina. Così, messa sotto pressione per ore dagli investigatori, la donna confessa: sono stata io, l&#8217;ho uccisa.</p>
<p>L&#8217;arma sarebbe un coltello da cucina, che però non è stato trovato. Un primo esame effettuato dal medico legale &#8220;ha evidenziato ferite da armi da punta e taglio alla regione cervicale e intrascapolare&#8221; dice la procura, che ha disposto l&#8217;autopsia per stabilire con certezza come è morta la piccola. Nel campo in cui è stato ritrovato il corpicino di Elena sono arrivati i nonni paterni, sconvolti e in lacrime. &#8220;Non si poteva immaginare quello che è successo &#8211; dice il nonno, Giovanni Dal Pozzo &#8211; mi sembra tutto così strano, assurdo. La madre di Elena era una ragazza molto chiusa, ma non riesco a spiegarmi il motivo di quello che è accaduto. Ma adesso chi è stato deve pagare, anche chi l&#8217;ha eventualmente aiutata&#8221;. La zia paterna, Martina Vanessa Del Pozzo, accusa la cognata esplicitamente: &#8220;Martina Patti voleva incastrare mio fratello&#8221;. Per gelosia secondo i carabinieri del comando provinciale di Catania. E della Procura distrettuale etnea che, raccolta la confessione, firma un provvedimento di fermo per omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere. Per Martina scatta anche il reato di false informazioni al pubblico ministero: per aver inventato l&#8217;inesistente rapimento e nascondere di aver ammazzato Elena.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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