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	<title>dop Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Mar 2026 08:27:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Sequestrati circa 2,5 milioni di litri di vino falsamente certificati DOP e IGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 07:50:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie alla collaborazione istituzionale tra l&#8217;Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) e il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, nel corso del 2024 è iniziata l’operazione nazionale denominata “Vinum Mentitum”, finalizzata al contrasto delle frodi nel settore vitivinicolo. L’attività, nata dall’analisi congiunta delle informazioni e [&#8230;]</p>
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<p>Grazie alla collaborazione istituzionale tra l&#8217;Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) e il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, nel corso del 2024 è iniziata l’operazione nazionale denominata “Vinum Mentitum”, finalizzata al contrasto delle frodi nel settore vitivinicolo. L’attività, nata dall’analisi congiunta delle informazioni e dei dati disponibili alle due Amministrazioni, ha tenuto in considerazione molti aspetti critici di un settore come quello vitivinicolo che ha raggiunto un’importanza strategica nel mercato, aumentando il consolidamento del ruolo di leadership dell’Italia negli scambi dell’export agroalimentare. I controlli si sono concentrati sulla prevenzione e repressione di pratiche fraudolente legate alla illecita rivendicazione di vini come DOP e IGP, all’utilizzo di uve e mosti non conformi ai disciplinari di produzione e alla provenienza da areali diversi da quelli certificati, con l’obiettivo di tutelare il mercato e garantire una corretta informazione ai consumatori.</p>
<p>L’accurata analisi del rischio, svolta congiuntamente dall’ICQRF centrale e dal Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti del Nucleo Speciale Beni e Servizi, ha individuato specifiche criticità nelle diverse fasi della filiera – dalla raccolta all’imbottigliamento – anche in relazione a fattori esogeni quali eventi climatici avversi, carenza di manodopera, inflazione e fitopatie. Tali elementi hanno orientato la pianificazione delle attività di controllo e la selezione degli operatori da sottoporre a verifica. I controlli mirati, eseguiti su tutto il territorio nazionale dai Reparti territoriali della Guardia di Finanza e dagli Uffici e Laboratori dell’ICQRF, hanno portato al sequestro di circa 2,5 milioni di litri di vino falsamente certificati DOP e IGP, per un valore complessivo superiore a 4 milioni di euro, nonché alla segnalazione di 24 soggetti alle Autorità amministrative competenti. Nel corso delle ispezioni sono state inoltre riscontrate numerose incongruenze tra le giacenze fisiche e le rimanenze contabili risultanti dal registro dematerializzato SIAN, con conseguente contestazione di 59 violazioni amministrative, che hanno determinato un gettito minimo per l’erario pari a 410.000 euro, oltre all’emissione di 11 diffide per violazioni sanabili.</p>
<p>Dalle attività sono scaturiti anche controlli di natura fiscale, che hanno consentito di accertare l’omessa documentazione di operazioni imponibili per oltre 280.000 euro, l’omesso versamento dell’IVA per circa 800.000 euro, nonché irregolarità in materia di lavoro sommerso e accise sul vino. I risultati dell’operazione confermano, ancora una volta, l’efficacia dell’azione sinergica tra ICQRF e Guardia di Finanza nella tutela del Made in Italy, delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, a garanzia della leale concorrenza e delle scelte consapevoli dei consumatori.</p>
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		<title>Coldiretti Calabria, DOP economy vale oltre 62Mln di euro. Ok a Ddl su reati agroalimentari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 08:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[dop]]></category>
		<category><![CDATA[economy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Cresce la Dop Economy calabrese, raggiungendo oltre 62 milioni di euro di valore, con un balzo del 8,2% nel 2024 ed in costante crescita, del valore dell&#8217;economia legata ai prodotti Dop e Igp, un patrimonio agroalimentare da tutelare anche grazie alla legge Caselli sui reati agroalimentari, approvata al Senato, con l&#8217;auspicio che il provvedimento ora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Cresce la Dop Economy calabrese, raggiungendo oltre 62 milioni di euro di valore, con un balzo del 8,2% nel 2024 ed in costante crescita, del valore dell&#8217;economia legata ai prodotti Dop e Igp, un patrimonio agroalimentare da tutelare anche grazie alla legge Caselli sui reati agroalimentari, approvata al Senato, con l&#8217;auspicio che il provvedimento ora possa essere velocemente licenziato anche dalla Camera&#8221;. A darne notizia è Coldiretti Calabria, sulla base del XXIII Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG, in occasione dell&#8217;approvazione al Senato del ddl Agroalimentare (ddl n. 1519 sulle disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani), collegato alla manovra.</p>
<p>Il disegno di legge sui reati agroalimentari approvato rappresenta un passo storico per la protezione delle eccellenze di una filiera agroalimentare allargata e che vede nella Dop Economy la sua punta d&#8217;eccellenza &#8211; afferma la Coldiretti &#8211; nell&#8217;evidenziare del  DdL atteso da dieci anni, che riprende le proposte della cosiddetta &#8220;Legge Caselli&#8221; da sempre sostenuta dalla Coldiretti grazie al lavoro dell&#8217;Osservatorio Agromafie. Il ddl Agroalimentare, approvato dal Senato in prima lettura, ora passa all&#8217;esame della Camera, è un provvedimento che risale nella forma originaria al 2015, quando venne istituita la commissione Caselli. Gian Carlo Caselli è Presidente Comitato scientifico Fondazione Osservatorio Agromafie, promosso dalla Coldiretti, ed è il magistrato a cui si deve l&#8217;architettura originaria della legge grazie ad una Commissione istituita per aggiornare il sistema normativo dei controlli. Il testo è stato integrato grazie alle audizioni a livello di Ministero e Parlamento ma anche con le forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>L&#8217;aggiornamento del codice penale con un capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare rappresenta un progresso fondamentale per contrastare efficacemente le frodi nella filiera alimentare – rileva Coldiretti. Questa riforma mira a tutelare in particolare le denominazioni di origine Dop e Igp, considerato che con l&#8217;introduzione del reato di agropirateria si riconosce finalmente la pericolosità criminale delle attività fraudolente organizzate e reiterate. Soddisfazione anche per la nuova disciplina che rafforza le sanzioni amministrative per chi viola le norme su etichettatura, origine, ingredienti e denominazioni.<br />
Una battaglia che vede da sempre Coldiretti schierata in prima fila per il riconoscimento dell&#8217;origine su tutti i prodotti europei e a contrasto di un italian sounding oggi consentito dal codice doganale che permette attraverso l&#8217;ultima trasformazione di far diventare un prodotto straniero magicamente made in Italy. Il sistema delle Indicazioni Geografiche – commenta Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria &#8211; continua a rappresentare un modello produttivo vincente, in grado di generare valore diffuso sul territorio, mantenere vitali le aree interne e garantire sviluppo e competitività al nostro agroalimentare.  </p>
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		<title>In Calabria 21 prodotti Dop e Igp: una ricchezza per il territorio e i consumatori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/in-calabria-21-prodotti-dop-e-igp-una-ricchezza-per-il-territorio-e-i-consumatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 08:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[dop]]></category>
		<category><![CDATA[Igp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati del Ministero della sovranità alimentare, in Calabria ci sono 21 prodotti Dop e Igp, oltre ai vini e ai prodotti tradizionali censiti dal ministero. Tra questi, spiccano i salumi, come il capocollo, la pancetta, la salsiccia e la soppressata, i formaggi, come il caciocavallo silano e il pecorino crotonese, gli oli extravergine di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-medium-font-size">Secondo i dati del Ministero della sovranità alimentare, <strong><a href="https://www.arsacweb.it/le-produzioni-dop-e-igp-della-regione-calabria/">in Calabria ci sono 21 prodotti Dop e Igp</a></strong>, oltre ai vini e ai prodotti tradizionali censiti dal ministero. Tra questi, spiccano i salumi, come il capocollo, la pancetta, la salsiccia e la soppressata, i formaggi, come il caciocavallo silano e il pecorino crotonese, gli oli extravergine di oliva, come l’alto crotonese, il brutio e il lametia, i frutti, come i fichi di Cosenza, le clementine, il limone di Rocca Imperiale e il bergamotto di Reggio Calabria, e i prodotti di pasticceria, come il torrone di Bagnara.</p>
<h2 id="h-l-impatto-economico-dei-marchi-di-origine-e-indicazione-protetta" class="wp-block-heading"><strong>L’impatto economico dei marchi di origine e indicazione protetta</strong></h2>
<p class="has-medium-font-size">Tutti prodotti che rappresentano <strong>una ricchezza per la regione, sia dal punto di vista economico che culturale</strong>. Negli ultimi cinque anni, <strong>l’impatto economico di Dop e Igp in Calabria è aumentato di oltre il 20%, raggiungendo un valore di circa 300 milioni di euro</strong>. Questo significa che i prodotti Dop e Igp contribuiscono a sostenere il reddito e l’occupazione di migliaia di persone che lavorano nelle filiere agroalimentari, spesso in aree rurali o marginali, dove questi prodotti sono un elemento di identità e di attrattiva turistica.</p>
<h2 id="h-dop-e-igp-garanzia-per-produzioni-e-consumatori" class="wp-block-heading"><strong>Dop e Igp “garanzia” per produzioni e consumatori</strong></h2>
<p class="has-medium-font-size"><strong>Le denominazioni Dop e Igp rappresentano una garanzia per i consumatori</strong>, che possono contare su informazioni chiare e trasparenti sulle caratteristiche e i metodi di produzione dei prodotti che acquistano. Questi prodotti, infatti, devono rispettare dei rigorosi disciplinari di produzione, che ne tutelano la qualità, l’origine e la tipicità, e che vengono controllati da organismi indipendenti. In questo modo, i consumatori possono scegliere prodotti sicuri, genuini e di qualità, che esprimono il meglio della tradizione e del territorio calabrese. Per questo motivo, è importante difendere e <strong>valorizzare il sistema delle indicazioni geografiche europee,</strong> che rappresenta un patrimonio comune da proteggere dalle <strong>imitazioni</strong> e dalle <strong>contraffazioni</strong>, soprattutto <strong>sul mercato globale e sul web</strong>.</p>
<h2 id="h-coldiretti-la-riforma-europea-va-nella-giusta-direzione" class="wp-block-heading"><strong>Coldiretti: «La riforma europea va nella giusta direzione»</strong></h2>
<p class="has-medium-font-size">In questo senso va nella giusta direzione &#8211; afferma Coldiretti Calabria &#8211; <strong>«l’approvazione definitiva al Parlamento Europeo della riforma delle Indicazioni geografiche</strong> (IG) dopo quasi tre anni di negoziato». Dalla difesa del sistema delle indicazioni geografiche europee dipende la lotta al falso made in Italy che colpisce le nostre produzioni alimentari. <strong>Il contrasto alle imitazioni </strong>&#8211; aggiunge Coldiretti <strong>&#8211; aiuta la crescita di un sistema</strong> che, oltre all’impatto economico e occupazionale, rappresenta un patrimonio culturale e ambientale.</p>
<h2 id="h-il-commento-di-coldiretti-si-rafforza-ruolo-e-competitivita-dei-produttori-calabresi" class="wp-block-heading"><strong>Il commento di Coldiretti: «Si rafforza ruolo e competitività dei produttori calabresi»</strong></h2>
<p class="has-medium-font-size">Si tratta di <strong>misure che vanno a rafforzare il ruolo e la competitività dei produttori calabresi</strong> di Dop e Igp, che potranno contare su una maggiore visibilità e riconoscibilità dei loro prodotti, su una maggiore tutela dal rischio di imitazione e di frode, e su una maggiore capacità di organizzarsi e di cooperare per potenziare la loro posizione all’interno della filiera. Ci sarà &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; maggiore tutela dei prodotti a indicazione d’origine anche come ingredienti in prodotti trasformati, soprattutto sul web. Il nuovo regolamento riconosce e valorizza poi le pratiche sostenibili, che comprendono aspetti ambientali, economici e sociali, inclusi il benessere animale. Inoltre «conferisce maggiore autonomia ai gruppi di produttori, consentendo di istituire un sistema volontario per potenziare la loro posizione all&#8217;interno della filiera», chiosa Coldiretti.</p>
<p>(<em>Fonte: avveniredicalabria.it</em>)</p>
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		<item>
		<title>Dopo l&#8217;olio essenziale si richiederà il riconoscimento anche per l&#8217;agrume</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dopo-lolio-essenziale-si-richiedera-il-riconoscimento-anche-per-lagrume/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 13:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e attività produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Agrumi]]></category>
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		<category><![CDATA[camera di commercio]]></category>
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		<category><![CDATA[olio essenziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Bergamotto di Reggio Calabria ha grandi ambizioni e adesso si pensa a un riconoscimento comunitario Dop per la produzione del frutto fresco. Entra sempre più nel vivo il progetto di promozione della Camera di commercio reggina con le confederazioni agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Bergamotto di Reggio Calabria ha grandi ambizioni e adesso si pensa a un riconoscimento comunitario Dop per la produzione del frutto fresco</strong>. Entra sempre più nel vivo il progetto di promozione della <strong>Camera di commercio reggina</strong> con le confederazioni agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il Consorzio di tutela del Bergamotto di Reggio Calabria e la Stazione Sperimentale per le industrie delle essenze e dei derivati dagli agrumi.</p>
<p>Il confronto già avviato e ampliamente condiviso dal mese di marzo, ha consentito, nel corso di una nuova riunione che si è svolta la scorsa settimana, di affrontare alcuni aspetti centrali da valutare insieme ai produttori nella definizione del disciplinare,<strong> guardando da un lato alla tutela della storicità ed esclusività del prodotto e dall’altro al futuro di questa importante produzione e di quello che la Dop al frutto fresco, aggiungendosi a quella già attribuita all&#8217;olio essenziale di bergamotto, potrà rappresentare</strong> per il potenziamento dell’intera filiera.</p>
<p>“Insieme ai produttori e a tutti i partner del progetto, alla luce delle valutazioni emerse, riteniamo che si potrebbe puntare anche ad un riconoscimento Dop del frutto fresco di bergamotto. E’ sicuramente un iter più complesso ma che sarà in grado di offrire una <strong>maggiore tutela alla produzione fortemente legata al territorio reggino&#8221;, ha dichiarato il Presidente della Camera di commercio</strong> <strong>Antonino Tramontana</strong>. &#8220;E’ un’iniziativa che stiamo condividendo anche con la Città metropolitana di Reggio Calabria e con il Consigliere delegato all’Agricoltura Giuseppe Marino, per la valenza strategica che può assumere il riconoscimento di questo importante prodotto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Vorremmo &#8211; ha proseguito Tramontana &#8211; che  la certificazione comunitaria non fosse l’obiettivo, bensì il punto di partenza ed il modello dal quale partire affinchè il prezioso agrume, promosso e valorizzato per la sua esclusività, possa beneficiare di un  vantaggio competitivo e registrare una crescita delle proprie quote di mercato.</p>
<p>Grande soddisfazione è stata espressa dal <strong>Presidente del Consorzio di tutela del Bergamotto di Reggio Calabria Ezio Pizzi, che ha dichiarato: “Siamo ben lieti di essere parte attiva al progetto</strong> per la tutela del frutto fresco di bergamotto dop; quella della dop è la prima scelta che facciamo, per garantire la massima tutela che, unita al riconoscimento già in essere dell’olio essenziale di bergamotto dop, consentirà di valorizzare anche tutti gli ulteriori derivati sempre più apprezzati nei mercati nazionali ed internazionali, proprio nella logica di filiera. Grazie alla propositività della Camera di commercio e dell’Università reggina sono tante le attese che riguardano tutta la gestione del processo, non escluse le fasi di confronto e di istruttoria nazionale previste con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali”.</p>
<p>E’ pienamente operativo <strong>il gruppo tecnico costituito tra i partner del progetto, che seguirà tutte le fasi richieste</strong> dall’iter di certificazione, alla raccolta dei dati storici e tecnici, allo studio e stesura di tutta la documentazione atta a comprovare la storicità della frutto, il legame con il territorio, le peculiarità proprie del prodotto reggino, l’uso consolidato del nome; la Camera di commercio accompagnerà i principali attori di questo percorso, ovvero i produttori, anche nelle fasi che riguarderanno la costituzione  del comitato promotore, la presentazione dell’istanza e tutto l’iter conseguente per l’ottenimento del riconoscimento.</p>
<p><strong>Il prossimo passo sarà la richiesta di un incontro con la Regione Calabria, chiamata ad esprimere un proprio parere sull’istanza di riconoscimento</strong>. &#8220;Come Camera di commercio &#8211; conclude Tramontana &#8211; siamo certi che anche la Regione  sarà accanto all’Ente camerale, all’Università Mediterranea e a tutti i partner che vorranno lavorare in sinergia per raggiungere questo importante traguardo, nella consapevolezza che il Bergamotto di Reggio Calabria rappresenta non solo un prodotto agroalimentare di eccellenza, ma anche una suggestiva risorsa delle tradizioni e della cultura enogastronomica regionale&#8221;.</p>
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