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	<title>dipendenti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Aug 2026 11:14:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Catanzaro: esplode il caso delle richieste di rimborso ricevute dai dipendenti della &#8220;Dulbecco&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-esplode-il-caso-delle-richieste-di-rimborso-ricevute-dai-dipendenti-della-dulbecco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 11:14:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Revoca  immediata delle missive relative al recupero somme per la vestizione e svestizione e le dimissioni del commissario straordinario e direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro “R. Dulbecco”». Lo chiedono Fials e Nursind provinciali di Catanzaro al governatore della Regione Calabria Roberto Occhiuto, al Commissario di Azienda Zero Gandolfo Miserendino, al sottosegretario alla Sanità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Revoca  immediata delle missive relative al recupero somme per la vestizione e svestizione e le dimissioni del commissario straordinario e direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro “R. Dulbecco”». Lo chiedono Fials e Nursind provinciali di Catanzaro al governatore della Regione Calabria Roberto Occhiuto, al Commissario di Azienda Zero Gandolfo Miserendino, al sottosegretario alla Sanità Marcello Gemmato e al prefetto di Catanzaro Clemente di Nuzzo. Le considerazioni di Fials e Nursind, che  restano in ogni caso a disposizione per eventuali convocazioni e documentazioni correlate,  poggiono su di «prioritario appello al presidente Occhiuto» e su alcune prmesse significative. Le due sigle sindacali fanno riferimento, in primo luogo, «alla grave sospensione economica del pagamento della “Vestizione e Svestizione” scaturente da precedenti accordi sindacali migliorativi ai sensi dell’articolo  43 commi 11 e 12 del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2019/2021, dell’articolo 27 commi 12 e 13 del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2022/2024 e dell’art. 24 commi 13 e 14 Ipotesi Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025/2027 che, “fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere”, corrisposta regolarmente fino allo scorso mese di febbraio 2026 e sospesa unilateralmente da marzo 2026 senza nessun accordo sindacale quando, invece e in precedenza, si era avanzata richiesta di estenderla e equipararla a tutti i dipendente della Dulbecco per i quali non era stata attivata».</p>
<p>I due sindacati, inoltre, fanno «addirttura» leva «sulla richiesta da parte dell’Azienda “Dulbecco” di un recupero somme relative a vestizione e svestizione inviate ai dipendenti lo scorso tramite 31 luglio tramite Pec facendo decorre il recupero da datazioni retroattive antecedenti alla nascita dell’Azienda stessa, risultante  legalmente costituita il 27aprile 2023 (date recupero dal 01/01/2022: è legislativamente possibile?)».  Ma vi è di più. Fials e Nursind prendono atto dello stato dell’arte sull’applicazione di alcuni istituti contrattuali. «In relazione ai Dep (Differenziali economici di Professionalità)  &#8211; insistono  &#8211;  partiti i procedimenti nel Dicembre 2025, a tutt’oggi non si ha contezza di quando saranno definiti (si perderà una risposta importante per tutti i lavoratori anche ai fini pensionistici?) ; sui Buoni Pasto siamo stati costretti a rivolgerci al Giudice del lavoro e solo nei primi mesi dell’anno 2026 simo stati edotti  che si può procedere ad eventuali conciliazioni. E se si brancola nel buio sull’attivazione delle progressioni verticali, per gli Incarichi di Funzione risultano emanate diverse deliberazioni in autotutela, per cui si rende necessario verificare se l’avviso sia conforme agli accordi sul regolamento sottoscritto con noi».</p>
<p>&#8220;Da qui, dunque, &#8211; dichiarano Dario Rizzo e Nino Critelli &#8211; la necessità di rivolgersi alle istituzioni preposte con l’intento di chiedere la revoca  immediata delle missive relative al recupero somme per la vestizione e svestizione e le dimissioni del commissario straordinario e direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro “R. Dulbecco”.</p>
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		<title>Reggio Calabria, due dipendenti del Comune e due imprenditori arrestati per corruzione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-due-dipendenti-del-comune-e-due-imprenditori-arrestati-per-corruzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due dipendenti dell&#8217;ufficio tecnico del Comune di Reggio Calabria e due imprenditori, sono stati arrestati per corruzione. Secondo le prime informazioni trapelate il blitz è avvenuto questa mattina quando gli agenti della squadra mobile hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli. Un dipendente pubblico è stato portato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due dipendenti dell&#8217;ufficio tecnico del Comune di Reggio Calabria e due imprenditori, sono stati arrestati per corruzione. Secondo le prime informazioni trapelate il blitz è avvenuto questa mattina quando gli agenti della squadra mobile hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli.</p>
<p>Un dipendente pubblico è stato portato in carcere mentre per gli altri tre indagati il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari. Gli episodi riguardano la gestione degli appalti pubblici e il rilascio di autorizzazioni agli imprenditori reggini coinvolti che sono amministratori di due società sequestrate.</p>
<p>Le misure cautelari hanno riguardato: <strong>Arturo Arcano, </strong>63 anni, dipendente comunale, arrestato in carcere;<br />
<strong>Giancarlo Cutrupi, </strong>61 anni,  dipendente comunale, ai domiciliari;  <strong>Demetrio Cama, </strong>51 anni<strong>, </strong> imprenditore, ai domiciliari e <strong>Antonino Scopelliti, </strong>37 anni<strong>, </strong>ai domiciliari.</p>
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		<item>
		<title>Sfruttava i dipendenti costretti anche a restituire parte dello stipendio: imprenditore arrestato a Satriano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sfruttava-i-dipendenti-costretti-anche-a-restituire-parte-dello-stipendio-imprenditore-arrestato-a-satriano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 09:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina, a Satriano (CZ), i Carabinieri della Compagnia di Soverato unitamente a quelli del Nucleo Ispettorato del lavoro (NIL) di Catanzaro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura, nei confronti di un soggetto legale rappresentante di un’impresa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-328003-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Satriano-CC.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Satriano-CC.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Satriano-CC.mp4</a></video></div>
<p>Questa mattina, a Satriano (CZ), i Carabinieri della Compagnia di Soverato unitamente a quelli del Nucleo Ispettorato del lavoro (NIL) di Catanzaro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura, nei confronti di un soggetto legale rappresentante di un’impresa operante nel settore del commercio, gravemente indiziato di avere commesso i reati di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro ed estorsione. </p>
<p>Contestualmente il Gip ha emesso decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca dell’intera azienda e dei beni strumentali all’esercizio dell’attività, con contestuale nomina di un custode e amministratore giudiziario dei beni</p>
<p>L’indagine, avviata nel gennaio 2024 a seguito delle dichiarazioni acquisite da due lavoratori che riferivano illegittime condotte del datore di lavoro, ha consentito di delineare l’esistenza di un’attività illecita di sfruttamento del lavoro posto in essere dall’indagato; nella fattispecie:<br />
	i dipendenti erano impiegati per 10 ore giornaliere a fronte delle 4 previste dal contratto di assunzione a tempo parziale;<br />
	le mansioni effettivamente svolte di cassiere e commessi risultavano diverse da quelle contrattuali (addetto alle pulizie);<br />
	ogni lavoratore poteva assentarsi per un massimo di tre giorni al mese e non erano concessi altri giorni di assenza;<br />
	i giorni di assenza venivano decurtati dallo stipendio;<br />
	omesso versamento dei contribuiti previdenziali in favore dei dipendenti pari a 166.6886.00 euro;<br />
	disvelare che i dipendenti erano costretti a restituire una parte dello stipendio in contanti, pena il loro licenziamento;<br />
	appurare le pessime condizioni di lavoro, ovvero anche il controllo attraverso sistemi di videosorveglianza dei dipendenti.</p>
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		<title>Assenteismo all’ARSAC di Crotone: sospesi 20 dipendenti pubblici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/assenteismo-allarsac-di-crotone-sospesi-20-dipendenti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 09:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone, oggi, hanno dato esecuzione al provvedimento interdittivo della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica, nei confronti di venti pubblici impiegati, in servizio presso la sede di Crotone dell’Azienda Regionale per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone, oggi, hanno dato esecuzione al provvedimento interdittivo della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica, nei confronti di venti pubblici impiegati, in servizio presso la sede di Crotone dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo Agricolo della Calabria (A.R.S.A.C.) e già coinvolti in un dilagante fenomeno di assenteismo, per responsabilità in ordine ai reati di truffa aggravata continuata in danno del citato Ente Pubblico e di falsa attestazione in servizio. Le articolate indagini, condotte a partire dal novembre 2024, hanno dato conto dell’esistenza, all’interno del citato Ente Pubblico, di un perdurante e consolidato meccanismo illecito di astensione sistematica dal luogo di lavoro, fondato su timbrature multiple effettuate da un singolo dipendente in favore di colleghi assenti e sullo scambio dei badge aziendali per simulare la presenza in servizio e celare assenze ingiustificate (arrivi ritardati, uscite anticipate o comunque allontanamenti non autorizzati durante l’orario di lavoro), che ha visto coinvolta la quasi totalità del personale in organico.</p>
<p>Al fine di interrompere tali condotte, la Procura della Repubblica di Crotone aveva già emesso un’informazione di garanzia ed un provvedimento di sequestro preventivo delle indebite retribuzioni erogate dalla Regione Calabria, a carico dei venti dipendenti pubblici indagati, a cui le Fiamme Gialle di Crotone hanno dato esecuzione lo scorso 19 giugno. L’odierno provvedimento cautelare, invece, è stato ritenuto necessario in quanto le condotte fraudolente delineate, poiché poste in essere con sistematicità e pervicacia, hanno reso concreto ed attuale il pericolo di reiterazione dei reati contestati, inscrivendo il modus operandi adottato in un grave contesto di malcostume condiviso che ha cagionato non soltanto un danno patrimoniale ma anche un pesante pregiudizio all’immagine dell’Amministrazione regionale.</p>
<p>I provvedimenti cautelari personali, stimati dal Giudice adeguati per escludere ogni rischio di reiterazione, determineranno, per 5 degli indagati (ritenuti autori delle condotte più gravi), la sospensione dal servizio per la durata di sei mesi, mentre per tutti gli altri la sospensione per tre mesi. L’attività svolta dai finanzieri di Crotone, nel più ampio quadro delle priorità indicate dalla Procura della Repubblica di Crotone, comprova l’importanza di garantire un costante presidio idoneo a conseguire un effetto deterrente rispetto a condotte illecite che possano determinare ripercussioni negative sul bilancio dello Stato.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Crotone, denunciati per assenteismo 20 dipendenti pubblici su 23 all&#8217;ARSAC Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-crotone-denunciati-per-assenteismo-20-dipendenti-pubblici-su-23-allarsac-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 10:19:50 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-322089-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/KR-GDF.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/KR-GDF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/KR-GDF.mp4</a></video></div>
<p>Nella giornata del 19 giungo 2025 i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone, hanno notificato un’informazione di garanzia, emessa dalla Procura della Repubblica pitagorica, nei confronti di venti pubblici impiegati, in servizio presso la sede di Crotone dell’ Azienda Regionale per lo Sviluppo Agricolo della Calabria (A.R.S.A.C.) e coinvolti in un dilagante fenomeno di assenteismo, per responsabilità in ordine ai reati di truffa aggravata continuata in danno del citato Ente Pubblico e di falsa attestazione in servizio. L’intervento giudiziario, nell’ambito del quale è stata data esecuzione anche ad un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza delle somme indebitamente percepite, si è si è reso necessario per interrompere un perdurante e consolidato meccanismo illecito di astensione sistematica dal luogo di lavoro, la cui spregiudicatezza è apparsa ancor più intollerabile se inserita nel contesto crotonese afflitto da severe criticità del mercato del lavoro. Le articolate indagini, condotte, a partire dal novembre 2024, attraverso mirati servizi di osservazione, pedinamento e controllo nonché mediante il supporto di apparati di videosorveglianza, installate all’interno e all’esterno della sede di servizio, di localizzatori satellitare GPS, installati sui veicoli in uso ai dipendenti indagati e l’analisi del traffico telefonico delle utenze dei citati dipendenti, per tracciarne gli spostamenti, ha consentito di disvelare numerosi episodi di false attestazioni di presenza in servizio, ottenute mediante utilizzo illecito dei badge aziendali, che ha permesso di conseguire indebitamente retribuzioni non spettanti, con danno economico per l’Amministrazione regionale.</p>
<p>Il modus operandi, disvelato di militari del Gruppo in appena quattro mesi, prevedeva timbrature multiple effettuate da un singolo dipendente in favore di colleghi assenti ma anche lo scambio dei badge aziendali per simulare la presenza in servizio e celare assenze ingiustificate (arrivi ritardati, uscite anticipate o comunque allontanamenti non autorizzati durante l’orario di lavoro) con il coinvolgimento della quasi totalità del personale in organico all’ARSAC (sia con incarico amministrativo che di vigilanza).<br />
Le verifiche hanno, difatti, evidenziato gravi e sistematiche violazioni dell’obbligo di servizio da parte di 20 dipendenti sui 23 in organico, determinando indebite retribuzioni erogate dalla Regione Calabria per un importo complessivo prossimo ai 20.000 euro, parametrate ai soli 40 giorni di monitoraggio investigativo. Strumentale alla concretizzazione delle finalità illecite anche le modalità di custodia e gestione dei badge aziendali. Gli stessi non venivano custoditi sulla persona bensì conservati in un preciso posto all’interno dell’ufficio, in modo da essere utilizzati all’occorrenza in assenza del reale utilizzatore. Al di sopra di ciascun badge era impresso il nominativo del dipendente interessato, al fine di scongiurare errori nelle “badgiate”. Le “strisciate”, comprovanti l’inizio e la fine del servizio, venivano effettuate in modo cumulativo da un dipendente, di volta in volta, incaricato sulla base degli accordi illeciti assunti in precedenza, attestando falsamente l’ingresso e/o l’uscita di tutti gli altri. In una occasione addirittura è stato accertato che un unico soggetto ha eseguito ben 12 timbrature sequenziali, a favore di altrettanti colleghi di lavoro.</p>
<p>In costanza di servizio, taluni dipendenti pubblici, anziché rendere la propria prestazione lavorativa nell’interesse dell’Ente, espletavano parallele attività lavorative di natura privata (principalmente nel settore della ristorazione o dei lavori edili).<br />
Le risultanze della complessa attività investigativa, che ha attestato percentuali di assenteismo pari fino al 90% delle prestazioni lavorative dichiarate, per volontà della stessa Procura della Repubblica, formeranno oggetto di segnalazione alla competente Corte dei Conti in ordine alle diverse ipotesi di danno erariale emerse, ma anche alla Direzione dell’Ente Pubblico per l’adozione dei provvedimenti consequenziali, eventualmente anche di natura disciplinare.<br />
L’attività svolta dai finanzieri di Crotone, nel più ampio quadro delle priorità indicate dalla Procura della Repubblica di Crotone, comprova l’importanza di garantire un costante presidio idoneo a conseguire un effetto deterrente rispetto a condotte illecite che possano determinare ripercussioni negative sul bilancio dello Stato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-crotone-denunciati-per-assenteismo-20-dipendenti-pubblici-su-23-allarsac-calabria/">VIDEO-Crotone, denunciati per assenteismo 20 dipendenti pubblici su 23 all&#8217;ARSAC Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Sfruttamento dipendenti, chiesti 14 anni per titolare supermercati Paoletti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sfruttamento-dipendenti-chiesti-14-anni-per-titolare-supermercati-paoletti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 18:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
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		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[supermercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>14 anni di reclusione insieme alla confisca del compendio aziendale, é stata questa la richiesta dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Saverio Sapia, a carico del titolare dei supermercati, Paolo Paoletti. Il pm, inoltre, ha anche chiesto la condanna di tutte e sei le persone che hanno scelto il rito abbreviato nel procedimento sul [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>14 anni di reclusione insieme alla confisca del compendio aziendale, é stata questa la richiesta dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Saverio Sapia, a carico del titolare dei supermercati, <strong>Paolo Paoletti</strong>. Il pm, inoltre, ha anche chiesto la condanna di tutte e sei le persone che hanno scelto il rito abbreviato nel procedimento sul presunto sfruttamento dei lavoratori nei supermercati del gruppo Paoletti, distribuiti tra Montepaone, Soverato e Chiaravalle Centrale.</p>
<p>Per quanto riguarda gli altri imputati, 9 anni e 2 mesi sono stati chiesti per la moglie di Paoletti, Anna Valentino; 7 anni e 11 mesi per Vittorio Fusto, dipendente di Paoletti; 4 anni e 11 mesi per la collaboratrice Tiziana Nisticò; un anno e 4 mesi per il figlio di Paoletti, Rosario Martinez, e 2 anni per Vito Doria, conciliatore sindacale della Uila. Dall&#8217;indagine sulla quale s&#8217;incardina il processo, condotta dalla Guardia di finanza di Catanzaro, sono emerse le retribuzioni inadeguate, o comunque insufficienti rispetto alla quantità ed alla qualità del lavoro svolto, e cioè quattro euro l&#8217;ora a fronte di una prestazione lavorativa di oltre 50 ore a settimana.</p>
<p>Alcuni dipendenti, secondo l&#8217;accusa, sarebbero stati costretti inoltre a restituire in contanti ai datori di lavoro parte delle retribuzioni ricevute, con minaccia di licenziamento e facendo leva sul loro stato di bisogno. Nel processo si sono costituite parte civile 51 persone, la maggior parte delle quali é composta da dipendenti dei supermercati.</p>
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		<item>
		<title>Crotone, rischio licenziamenti alla Contacts: protesta dipendenti, 90 candele accese su terrazzo azienda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 10:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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		<category><![CDATA[accese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una distesa di 90 candele accese, un grande cartellone con la scritta &#8220;La guerra tra Poste Italiane e Network Contacts: 90 licenziamenti = 90 vittime&#8221;, un silenzio carico di significato. È questa l&#8217;immagine che arriva dal terrazzo della sede della Network Contacts di Crotone dove, nella tarda serata di ieri, i lavoratori hanno inscenato una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una distesa di 90 candele accese, un grande cartellone con la scritta &#8220;La guerra tra Poste Italiane e Network Contacts: 90 licenziamenti = 90 vittime&#8221;, un silenzio carico di significato. È questa l&#8217;immagine che arriva dal terrazzo della sede della Network Contacts di Crotone dove, nella tarda serata di ieri, i lavoratori hanno inscenato una protesta pacifica per dire no ai licenziamenti annunciati dall&#8217;azienda.</p>
<p>&#8220;Abbiamo voluto manifestare uno stato d&#8217;animo che ci opprime da settimane &#8211; ha detto Francesco Foglia, tra i promotori della manifestazione -. E&#8217; un&#8217;iniziativa simbolica organizzata spontaneamente dai dipendenti senza il coinvolgimento delle sigle sindacali. Il cartellone (con novanta figure anonime, ndr) rappresenta in modo crudo ciò che stiamo subendo: un&#8217;ingiustizia. Protestiamo in silenzio, senza clamore, per far capire che dietro i numeri ci sono volti, famiglie e vite&#8221;.<br />
La crisi occupazionale è stata innescata dalla decisione di Network Contacts di tagliare 90 posti di lavoro &#8211; 86 operatori e 4 team leader &#8211; nel sito di Crotone dove lavorano 233 persone. Una scelta che l&#8217;azienda ha motivato con il calo dei volumi della commessa di Poste Italiane. In particolare i dipendenti di Crotone si occupano di gestire le chiamate per Digital, sito e assistenza Poste Pay. Durante un incontro tenutosi lo scorso 5 maggio con le segreterie nazionali e regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, la posizione dell&#8217;azienda è rimasta ferma, sfociando nella redazione di un verbale di mancato accordo e nell&#8217;avvio ufficiale della procedura di licenziamento. Una delegazione di lavoratori era stata ricevuta anche dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto.</p>
<p>Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro tra sindacati, azienda e Regione Calabria. &#8220;Ci auguriamo &#8211; ha aggiunto Foglia &#8211; che si arrivi a una soluzione che permetta di salvare questi 90 posti di lavoro. Non protestiamo contro nessuno, non ci sono bandiere, né slogan politici. Abbiamo fiducia che sindacati e istituzioni, anche senza proclami, stiano lavorando per tutelarci&#8221;. Se la situazione non troverà una svolta, la normativa prevede che, trascorsi 120 giorni, si potrà procedere con i licenziamenti effettivi.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-316657" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/KR-protesta-Contacts-300x139.jpeg" alt="" width="645" height="299" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/KR-protesta-Contacts-300x139.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/KR-protesta-Contacts-768x355.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/KR-protesta-Contacts-910x420.jpeg 910w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/KR-protesta-Contacts.jpeg 927w" sizes="(max-width: 645px) 100vw, 645px" /></p>
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		<title>Sfruttamento dipendenti supermercati Paoletti, Gup Catanzaro manda a processo 4 persone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sfruttamento-dipendenti-supermercati-paoletti-gup-catanzaro-manda-a-processo-4-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 10:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice dell&#8217;udienza preliminare di Catanzaro Mario Santoemma ha rinviato a giudizio quattro persone fisiche e due società nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta della Procura di Catanzaro che mira a far luce sul presunto sfruttamento dei lavoratori nei supermercati del gruppo riconducibile a Paolo Paoletti, operanti nel Catanzarese. Avrà inizio il prossimo 10 giugno, come riporta la stampa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice dell&#8217;udienza preliminare di Catanzaro Mario Santoemma ha rinviato a giudizio quattro persone fisiche e due società nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta della Procura di Catanzaro che mira a far luce sul presunto sfruttamento dei lavoratori nei supermercati del gruppo riconducibile a Paolo Paoletti, operanti nel Catanzarese. Avrà inizio il prossimo 10 giugno, come riporta la stampa locale, il processo davanti al Tribunale collegiale di Catanzaro nei confronti di Antonio Citriniti, Paolo Giordano, Maria Teresa Panariello, Giorgio Rizzuto &#8211; in qualità di collaboratori di Paoletti &#8211; e di due società coinvolte, Food &#038; More srl e Paoletti spa.</p>
<p>Il rito abbreviato proseguirà davanti al gup il 18 giugno, giorno in cui è prevista la requisitoria del pm Saverio Sapia nei confronti di Paolo Paoletti dei suoi collaboratori Anna Valentino, Rosario Martinez Paoletti, Vittorio Fusto, Tiziana Nisticò.<br />
Rito abbreviato anche per anche per Vito Doria, conciliatore sindacale della Uila.</p>
<p>Nel processo sono costituite 51 parti civili: 47 dipendenti dei supermercati e Cgil, la Filcams Cgil Calabria, la Filcams Cgil nazionale. Secondo l&#8217;accusa, i lavoratori avrebbero ricevuto compensi inadeguati rispetto alle ore di lavoro e, in alcuni casi, parte delle retribuzioni sarebbero state sottratte dietro la minaccia di licenziamento.</p>
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		<item>
		<title>Sfruttamento dipendenti supermercati: imprenditore Paoletti sceglie rito abbreviato, 51 le parti civili</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sfruttamento-dipendenti-supermercati-imprenditore-paoletti-sceglie-rito-abbreviato-51-le-parti-civili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 11:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Paoletti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha scelto il rito abbreviato Paolo Paoletti, l&#8217;imprenditore accusato di avere vessato per anni i propri dipendenti dei cinque supermercati a lui riconducibili a distribuiti tra Montepaone, Soverato e Chiaravalle Centrale, nel catanzarese. La scelta è stata fatta oggi nel corso dell&#8217;udienza preliminare davanti al gup di Catanzaro che doveva decidere sul rinvio a giudizio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha scelto il rito abbreviato Paolo Paoletti, l&#8217;imprenditore accusato di avere vessato per anni i propri dipendenti dei cinque supermercati a lui riconducibili a distribuiti tra Montepaone, Soverato e Chiaravalle Centrale, nel catanzarese. La scelta è stata fatta oggi nel corso dell&#8217;udienza preliminare davanti al gup di Catanzaro che doveva decidere sul rinvio a giudizio dell&#8217;imprenditore e di altre nove persone. In virtù dell&#8217;affievolimento delle esigenze cautelari, avendo scelto Paoletti il rito abbreviato, è stata disposta la sua scarcerazione &#8211; era stato arrestato il 29 ottobre scorso &#8211; e il passaggio ai domiciliari. Nel corso dell&#8217;udienza Paoletti, difeso dagli avvocati Sergio Rotundo e Francesco Gambardella, ha reso dichiarazioni spontanee ammettendo le proprie responsabilità in merito a determinati addebiti che gli vengono contestati. In totale si sono costituite parti civili 51 persone, gran parte delle quali dipendenti.</p>
<p>Oltre a Paoletti hanno scelto il rito abbreviato tre collaboratori dell&#8217;imprenditore, Rosario Martinez Paoletti, Vittorio Fusto, Tiziana Nisticò e Vito Doria, conciliatore sindacale della Uila, accusato di aver stipulato &#8220;plurimi accordi transattivi &#8216;tombali&#8217; relativi alle posizioni dei lavoratori sottoposti a sfruttamento, così assicurando all&#8217;associazione a delinquere il profitto dei reati&#8221;. Per loro il procedimento proseguirà il prossimo 18 giugno. Non hanno chiesto riti alternativi Antonio Citriniti, Paolo Giordano, Maria Teresa Panariello, Giorgio Rizzuto, Anna Valentino, anche loro collaboratori di Paoletti. Nei loro confronti il pm Saverio Sapia ha chiesto il rinvio a giudizio. L&#8217;udienza preliminare proseguirà il prossimo 28 aprile per repliche del pm e decisione del gup Mario Santoemma.</p>
<p>Dall&#8217;inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Catanzaro, sarebbero emerse retribuzioni inadeguate, o comunque insufficienti rispetto alla quantità e qualità del lavoro svolto (4 euro all&#8217;ora, a fronte di una prestazione di attività lavorativa di oltre 50 ore a settimana), la sottrazione, con restituzione in contanti, di parte della retribuzione dietro la minaccia del licenziamento e facendo leva sullo stato di bisogno dei dipendenti.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Dipendenti comunali di Savelli accusati di peculato: sequestrato un immobile a Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dipendenti-comunali-di-savelli-accusati-di-peculato-sequestrato-un-immobile-a-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 13:08:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, a Savelli, Crotone e  Rende (CS), i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di questo Capoluogo e quelli dei Reparti dell’Arma dei Carabinieri, territorialmente competenti, hanno notificato e contestualmente eseguito a carico di 2 (due) persone, native di questa provincia, di cui una residente a Rende, un Decreto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, a Savelli, Crotone e  Rende (CS), i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di questo Capoluogo e quelli dei Reparti dell’Arma dei Carabinieri, territorialmente competenti, hanno notificato e contestualmente eseguito a carico di 2 (<em>due</em>) persone, native di questa provincia, di cui una residente a Rende, un Decreto di Sequestro Preventivo di un immobile, ubicato nel centro cosentino, individuato quale verosimile provento dei reati di <em>“peculato”</em>, “<em>falso</em>” e “<em>autoriciclaggio</em>”, nonché intestato in maniera fittizia ad una 32enne, figlia di uno degli indagati, nell’ambito del procedimento penale, instaurato, all’esito delle articolate indagini, avviate dai Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, nel novembre del 2023, e proseguite dai militari del citato Nucleo Investigativo, a seguito della ricezione della denuncia dell’ammanco di circa 1 (<em>uno</em>) milione di euro dal Bilancio del Comune di Savelli, presentata dal Sindaco e dal Segretario Comunale di quel centro, che dagli accertamenti eseguiti è stata ulteriormente aggiornata a complessivi euro 3.024.091, nel periodo che va dall’agosto 2008 a dicembre 2023.</p>
<p>L’odierna operazione segue a quella del maggio 2024, allorquando veniva notificato ed eseguito un primo sequestro preventivo di beni con contestuale notifica di un Avviso di Garanzia, emesso dalla Procura della Repubblica di Crotone, nei confronti di 3 (<em>tre</em>) co-indagati, a vario titolo, per “<em>peculato</em>”, “<em>falsità ideologica e materiale, commesse dal Pubblico Ufficiale in degli atti pubblici</em>” e per “<em>impiego di denari, beni o utilità di provenienza illecita (auto &#8211; riciclaggio)</em>”, commessi, in concorso, ai danni del citato Ente, dal quale, in maniera fraudolenta, 2 (<em>due</em>) dei presumibili correi, dal 2013 al 2023, nelle qualità di Responsabile del Settore “<em>Finanziario &#8211; Contabile &#8211; Tributi</em>”, fino al 15 novembre 2023, e di impiegata con la mansioni sia di “<em>Collaboratore del Settore Finanziario</em>” che di “<em>Economo Comunale</em>”, fino al 1° novembre 2020 (<em>data del suo pensionamento</em>) e, successivamente, come “<em>collaboratore a titolo gratuito</em>” presso il sunnominato Ente, insieme a una terza persona, avrebbero sottratto delle somme, complessivamente ammontanti a 2.830.404,05 euro, accreditate tramite il Servizio di Tesoreria Comunale con 320 (<em>trecentoventi</em>) mandati di pagamento, diretti ai loro conti personali o delle aziende, ai medesimi riconducibili, dai quali, successivamente, sono stati disposti dei bonifici nei confronti dei rispettivi familiari, tentando di eludere preventivamente ogni possibile controllo.</p>
<p>In quella circostanza, erano stati, altresì, sequestrati:</p>
<ul>
<li>del materiale documentale, rimesso all’Autorità Giudiziaria, mandante del provvedimento;</li>
<li>del denaro contante [<em>ammontante a circa 18.000,00 (diciottomila/00) Euro e a 1.300,00 (milletrecento/00) Dollari Americani</em>], dei gioielli e dei preziosi [<em>tra i quali alcuni orologi di grande pregio delle marche Rolex e Baume &amp; Mercier, nonché dei gioielli della nota marca Bulgari, aventi un valore stimato in non meno di 150.000,00 (centocinquantamila/00) Euro</em>], depositati in un apposito Istituto di Credito, all’uopo individuato per la loro custodia;</li>
<li>dei conti correnti, delle società, dei beni immobili [<em>4 appartamenti e 2 ampi terreni agricoli, aventi un valore stimato in circa 800.000,00 (ottocentomila/00) Euro</em>] e degli auto &#8211; motoveicoli (<em>due autovetture Toyota Rav 4 del 2020 e BMW serie 3 cabrio coupé del 2022, nonché un motociclo Ducati Monster del 2020</em>), messi nella disponibilità dell’Amministratore Giudiziario, nominato dalla Procura della Repubblica di Crotone per gli adempimenti di sua competenza.</li>
</ul>
<p>In particolare, i successivi accertamenti, svolti dagli operanti presso i Comuni di Savelli, di Pallagorio e di Cirò Marina, hanno permesso di acclarare delle ulteriori condotte delittuose, analoghe a quelle, già perpetrate dai 3 (<em>tre</em>) coinvolti nell’originaria vicenda, che hanno consentito di accertare la distrazione fraudolenta, con le medesime modalità truffaldine, già riscontrate in precedenza, di circa 305.000,00 euro. Le investigazioni sono state condotte dal personale del citato Nucleo Investigativo e coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, alla quale, dopo un meticoloso lavoro di ricostruzione documentale dei flussi finanziari degli indagati e delle società, agli stessi riconducibili, è stato presentato un quadro indiziario, che ha fatto emergere le loro responsabilità nell’esecuzione complessiva di ulteriori 105 (<em>centocinque</em>) mandati di pagamento falsi, in aggiunta ai 320 (<em>trecentoventi</em>), già contestati.</p>
<p>Ha attirato l’attenzione degli operanti e destato delle perplessità, permettendo di risalire alla totalità delle suddette somme, distratte, la modalità, adottata dai prefati dipendenti del “<em>Settore Finanziario</em>” del Comune di Savelli, originariamente, e di quelli degli altri già menzionati Enti Pubblici, i quali hanno mascherato gli illeciti versamenti, facendo figurare i mandati di pagamento, presenti nella Contabilità, in favore di persone fisiche o giuridiche, aventi diritto, mentre, nella Tesoreria, indirizzandoli, di fatto, a dei soggetti diversi da quelli realmente titolari del beneficio, così rendendo estremamente difficoltoso riscontrare tali condotte con degli accertamenti sommari e non specificamente eseguiti su ogni singolo documento, mediante la comparazione tra quelli, registrati “<em>in Contabilità</em>”, e i corrispondenti “<em>in Tesoreria</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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