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	<title>dipartimento Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Apr 2025 15:00:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Unical, Berardino Sciunzi eletto direttore del dipartimento di Matematica e Informatica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/unical-berardino-sciunzi-eletto-direttore-del-dipartimento-di-matematica-e-informatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 08:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il professore Berardino Sciunzi è stato eletto alla guida del dipartimento di Matematica e Informatica (DeMaCS) dell’Università della Calabria. Gli aventi diritto erano 79 e l’affluenza al voto è stata del 100%. Il neo direttore ha ottenuto 75 preferenze sui 79 voti validi espressi (lo scrutinio ha registrato 4 schede bianche). Le operazioni di voto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il professore Berardino Sciunzi è stato eletto alla guida del dipartimento di Matematica e Informatica (DeMaCS) dell’Università della Calabria. Gli aventi diritto erano 79 e l’affluenza al voto è stata del 100%. Il neo direttore ha ottenuto 75 preferenze sui 79 voti validi espressi (lo scrutinio ha registrato 4 schede bianche). Le operazioni di voto si sono svolte interamente in modalità telematica sulla piattaforma Eligo.</p>
<p>Berardino Sciunzi subentra alla guida del dipartimento dopo la direzione del professore Gianluigi Greco e resterà in carica fino al 31 ottobre 2029. Professore ordinario di Analisi Matematica presso il DeMaCS dell&#8217;Unical, coordinatore del Consiglio unificato del corso di laurea in Matematica e del corso di laurea magistrale in Matematica, Sciunzi è un ricercatore di riconosciuto prestigio internazionale e autore di numerose pubblicazioni su importanti riviste di rilievo internazionale.</p>
<p>Formatosi presso l&#8217;Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha proseguito gli studi di post Dottorato presso la Sapienza Università di Roma e successivamente negli Stati Uniti, in Spagna e in Francia dove ha coltivato collaborazioni con alcuni dei matematici contemporanei più prestigiosi. Arrivato in Calabria nel 2007, ha avuto la possibilità di crescere ulteriormente avviando fruttuose partnership e ottenendo, insieme ai suoi collaboratori, importanti finanziamenti tra cui due Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN), di cui uno come Principal Investigator (PI).</p>
<p>PRIN di cui uno come PI. </p>
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		<title>Politiche attive lavoro, siglato protocollo d’intesa tra Dipartimento regionale e Unindustria Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/politiche-attive-lavoro-siglato-protocollo-dintesa-tra-dipartimento-regionale-e-unindustria-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 12:23:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Dipartimento Lavoro della Regione Calabria e Unindustria Calabria rafforzano la loro sinergia e interazione istituzionale siglando un protocollo di intesa finalizzato alla promozione delle Politiche attive del lavoro sul territorio. Presenti alla firma l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, e il direttore del Dipartimento, Fortunato Varone, il presidente e direttore di Unindustria Calabria, rispettivamente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dipartimento Lavoro della Regione Calabria e Unindustria Calabria rafforzano la loro sinergia e interazione istituzionale siglando un protocollo di intesa finalizzato alla promozione delle Politiche attive del lavoro sul territorio. Presenti alla firma l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, e il direttore del Dipartimento, Fortunato Varone, il presidente e direttore di Unindustria Calabria, rispettivamente, Aldo Ferrara e Dario Lamanna. Le azioni dell’accordo riguardano tre ambiti specifici. L’attività di cooperazione destinata all’efficace attuazione del Padel-Piano delle politiche attive del lavoro, a valere sul Pr Calabria Fesr-Fse+ 2021-2027, che prevede una serie di interventi suddivisi in quattro aree tematiche (incentivi all’autoimprenditorialità; incentivi all’occupazione; formazione e competenze; servizi per il lavoro).</p>
<p>Unindustria Calabria s’impegna a collaborare con la Regione Calabria per: promuovere il confronto in relazione all’attuazione ed implementazione delle azioni e delle misure previste, al fine di individuare termini e modalità più efficaci; mettere in campo azioni di promozione e di diffusione delle iniziative previste dal Piano, nonché di supporto per l’attuazione delle stesse; svolgere un’attività di monitoraggio e di verifica sull’impatto delle azioni e misure del Piano sul tessuto produttivo regionale; promuovere momenti di confronto strutturati al fine di valutare gli esiti dell’attività di monitoraggio sull’efficacia delle iniziative adottate sul tessuto produttivo regionale e individuare eventuali azioni correttive di miglioramento.<br />
La Regione Calabria e Unindustria Calabria si impegnano ad attivare un sistema di monitoraggio territoriale volto a verificare la rispondenza dei contenuti del Repertorio regionale delle qualificazioni e delle competenze sul tessuto produttivo calabrese, con i seguenti obiettivi: analizzare i percorsi formativi esistenti e verificarne l’aderenza alle necessità delle imprese del territorio; individuare eventuali lacune formative e proporre l’integrazione con nuovi percorsi, coerenti con le esigenze produttive locali; favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro attraverso la raccolta e l’analisi di dati sulle competenze richieste dalle imprese e sulla disponibilità di profili professionali adeguati; promuovere iniziative di raccordo tra il sistema formativo e il tessuto imprenditoriale, attraverso tavoli tecnici, workshop e strumenti di orientamento professionale.</p>
<p>Inoltre, la collaborazione riguarderà anche l’attuazione del Progetto Mirai-Insieme creiamo il futuro, per l’avvio di percorsi formativi brevi professionalizzanti destinati agli studenti delle classi quarta e quinta delle scuole secondarie di secondo grado della Calabria. Nello specifico, Unindustria, in sinergia con i Centri per l’impiego calabresi, promuoverà incontri informativi e di orientamento con i giovani, al fine di: dare ai giovani la possibilità di conoscere il mondo delle imprese e promuovere la cultura d’impresa; trasmettere ai giovani i concetti economici di base e lo spirito imprenditoriale; mostrare ai giovani come possono prepararsi al meglio per il futuro lavorativo al fine di adottare scelte consapevoli rispetto alle proprie aspirazioni e vocazioni e alle reali opportunità e richieste; provenienti dal mondo del lavoro; creare contatti diretti e favorire il dialogo costruttivo tra scuola ed imprese; far conoscere alle imprese industriali la scuola rispetto ai diversi indirizzi, alle attività e alle specificità presenti nel sistema educativo provinciale.</p>
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		<item>
		<title>Parco eolico in mare “Enotria”, c&#8217;è il parere negativo del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/parco-eolico-in-mare-enotria-ce-il-parere-negativo-del-dipartimento-ambiente-della-regione-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 14:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria ha dato parere negativo rispetto al progetto del parco eolico in mare denominato “Enotria” e lo ha fatto trasmettendo le sue osservazioni al competente Ministero. Il no al progetto tiene conto delle diverse tematiche ambientali che erano state sollevate dai Comuni nei mesi scorsi. La Regione ha, infatti, evidenziato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria ha dato parere negativo rispetto al progetto del parco eolico in mare denominato “Enotria” e lo ha fatto trasmettendo le sue osservazioni al competente Ministero. Il no al progetto tiene conto delle diverse tematiche ambientali che erano state sollevate dai Comuni nei mesi scorsi. La Regione ha, infatti, evidenziato che nel solo Golfo di Squillace ogni anno si contano fino a venti nidi di tartarughe Caretta Caretta e che le pale potrebbero ostacolare le rotte delle specie migratorie che attraversano il Mare Jonio. Anche la Soprintendenza aveva chiesto ulteriori spiegazioni, chiedendo alla società di presentare ulteriori integrazioni. </p>
<p>Per il Sindaco di Botricello Saverio Simone Puccio: “<em>Le tesi che abbiamo sostenuto, fin dal primo giorno, come Comune di Botricello e insieme a tutti i Sindaci coinvolti, sono state accolte dalla Regione Calabria. Abbiamo tenuto un profilo coerente e determinato, senza farci trascinare in polemiche sterili che non servono alla collettività. Ci siamo esposti tenendo fede ad una sola linea, quella di scongiurare la realizzazione di diversi parchi eolici nel Golfo di Squillace e questo ha portato i risultati sperati. </p>
<p>Sia il parere della Regione Calabria sia quello del Comune di Botricello fanno parte degli atti ufficiali pubblicati dal Ministero dell’Ambiente, d’altronde è proprio dal sito del Ministero che sarebbero stati estrapolati gli atti in questione. Questo smentisce le ricostruzioni fantasiose di chi ha sempre affrontato questo tema con superficialità e incoerenza. Il ritardo nella trasmissione degli atti è solo un fatto burocratico che non ha inficiato nulla, né per il Comune né per la Regione</em>&#8220;. L&#8217;Amministrazione Comunale di Botricello, infine, ha espresso il proprio &#8220;ringraziamento al Dipartimento Ambiente e alla Regione Calabria per avere analizzato il progetto con attenzione e sensibilità, consentendo di difendere concretamente il nostro territorio&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Regione, il Dipartimento lavoro e welfare ha elaborato il dossier sul precariato in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/regione-il-dipartimento-lavoro-e-welfare-ha-elaborato-il-dossier-sul-precariato-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 14:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Si chiama “Dossier sul precariato in Calabria. Analisi e ricostruzione storica” il documento elaborato e presentato dall’assessorato alle politiche del lavoro e formazione professionale e dal dipartimento lavoro e welfare della Regione Calabria. Un lavoro di ricognizione, una “radiografia” sui vari bacini di precariato, di fondamentale importanza per l&#8217;individuazione delle necessarie soluzioni che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Si chiama “Dossier sul precariato in Calabria. Analisi e ricostruzione storica” il documento elaborato e presentato dall’assessorato alle politiche del lavoro e formazione professionale e dal dipartimento lavoro e welfare della Regione Calabria. Un lavoro di ricognizione, una “radiografia” sui vari bacini di precariato, di fondamentale importanza per l&#8217;individuazione delle necessarie soluzioni che il Governo regionale dovrà avviare in linea con alcune attività già poste in essere negli ultimi tempi e che verrà illustrato, insieme al presidente Roberto Occhiuto, a breve al “Tavolo regionale per i servizi e le politiche del lavoro”.<br />
Dal dossier emerge uno spaccato reale preoccupante, con scelte del passato che hanno determinato condizioni lavorative di incertezza con il ricorso costante a contratti atipici ed un utilizzo, a volte, improprio della formula del “tirocinio” che hanno gravato sulla Pubblica Amministrazione calabrese, pensando di risolvere il problema della disoccupazione con la creazione di bacini di precariato distribuiti negli enti pubblici calabresi. Ciò ha comportato aspettava nei soggetti interessati che si sono ritrovato a fare una &#8220;vita da precario&#8221; e l&#8217;utilizzo in modo errato di una montagna di risorse economiche senza la soluzione del problema.</p>
<p>Ad oggi la Regione utilizza circa 52 milioni di euro di risorse storicizzate nel proprio bilancio e quasi 300 milioni di euro sono stati utilizzate negli anni per il sostegno delle misure di precariato nella PA senza però concretizzare lavoro stabile e dignitoso.<br />
Un lavoro importante quello del “dossier sul precariato” promosso dall&#8217;assessore Giovanni Calabrese ed elaborato dal dipartimento lavoro e welfare con il direttore generale Roberto Cosentino ed il responsabile del settore precariato Pasquale Capicotto. (<em>nella foto</em>)</p>
<p>L&#8217;assessore Calabrese ha ribadito “la ferma volontà del governo regionale di svuotare tutti i bacini di precariato in essere e di avviare politiche attive diverse per creare lavoro vero, senza ricorrere a costosi espedienti che non solo non hanno spesso risolto il problema ma hanno privato di dignità lavorativa tante persone trasformati in ostaggi da una speranza di assunzione che per alcuni è arrivata anche fuori tempo massimo”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/regione-il-dipartimento-lavoro-e-welfare-ha-elaborato-il-dossier-sul-precariato-in-calabria/">Regione, il Dipartimento lavoro e welfare ha elaborato il dossier sul precariato in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>CSA-Cisal: Nuovo flop nel reclutamento interno per il dipartimento salute della Regione, restano solo 35 dipendenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/csa-cisal-nuovo-flop-nel-reclutamento-interno-per-il-dipartimento-salute-della-regione-restano-solo-35-dipendenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2022 11:16:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; La rinascita del servizio sanitario calabrese passa inevitabilmente dal necessario rafforzamento del Dipartimento regionale “Tutela della Salute”, da anni non in grado di svolgere appieno la sua funzione di coordinamento su Asp e aziende ospedaliere anche a causa delle gravi carenze di personale. Purtroppo &#8211; rivela il sindacato CSA-Cisal -, su questo fronte [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; La rinascita del servizio sanitario calabrese passa inevitabilmente dal necessario rafforzamento del Dipartimento regionale “Tutela della Salute”, da anni non in grado di svolgere appieno la sua funzione di coordinamento su Asp e aziende ospedaliere anche a causa delle gravi carenze di personale. Purtroppo &#8211; rivela il sindacato CSA-Cisal -, su questo fronte sembra ancora lontana una vera svolta.</p>
<p><strong>IL FLOP DELL’AVVISO INTERNO DELLE 61 UNITA’</strong>&#8211; Il nuovo dirigente generale del dipartimento “Tutela della Salute” Jole Fantozzi, in data 16 dicembre, proprio per sopperire alla cronica carenza di risorse umane aveva bandito un avviso interno (quindi rivolto ai dipendenti regionali di altri dipartimenti) per reclutare 61 unità. Nello specifico si cercavano: 28 dipendenti di categoria D (con i seguenti profili: 10 giuridico amministrativo, 5 giuridico legale, 5 economico finanziario, statistico o informatico, 5 tecnico) e 33 dipendenti di categoria C (con i seguenti profili: 20 amministrativo, 6 economico finanziario, 2 statistico o informatico e 5 tecnico). Come già avvenuto in passato, gli avvisi di mobilità volontaria verso il dipartimento “Tutela della Salute” si sono rivelati un flop. E quest’ultimo non ha fatto eccezione. Infatti (e siamo al colmo) non solo non ha presentato la domanda alcun lavoratore regionale, ma l’unica candidatura pervenuta è stata quella di un dirigente superiore tecnico della Polizia di Stato. Domanda ovviamente inammissibile, pur se apprezzabile, essendo un avviso interno rivolto ai soli dipendenti nel ruolo della Giunta regionale a tempo indeterminato. Dunque, per il momento niente rinforzi per il dipartimento più in sofferenza della Regione Calabria. Quest’avviso andato deserto &#8211; osserva il sindacato &#8211; è l’ennesimo episodio che deve far riflettere. Senza il rafforzamento del dipartimento si riducono le possibilità di potenziare la sanità regionale. L’impatto non è solo sul piano dell’organizzazione della macchina burocratica, ma sull’intero servizio sanitario calabrese: senza unità aggiuntive si riducono le forze in grado di coordinare il servizio sanitario regionale. Dovrebbe esserci uno scatto d’orgoglio da parte di tutti nel nome del supremo interesse di garantire il diritto alla salute dei cittadini calabresi.</p>
<p><strong>NON VANNO BENE I PART-TIME</strong> &#8211; Sarebbero state proposte soluzioni di unità lavorative part-time per il dipartimento “Tutela della Salute”. Ma la stessa dg Jole Fantozzi ha giudicato non praticabile questa opzione poiché non sarebbe garantita la “continuità lavorativa” e “il totale impegno settimanale lavorativo di cui il dipartimento Tutela della Salute necessita”. Come dare torto a questa impostazione. Sappiamo bene che la dirigente generale del dipartimento e lo stesso presidente della Regione Roberto Occhiuto, che è anche commissario ad acta della sanità, sono chiamati ad un arduo compito. Il sindacato CSA-Cisal supporterà le decisioni che saranno da loro assunte (dalla dg per la parte tecnica e dal presidente per la parte politica) a patto che siano in grado di incidere in profondità sul rafforzamento del dipartimento regionale “Tutela della Salute”, che è gravemente malato e la cui patologia purtroppo colpisce anche il funzionamento delle Asp e delle aziende ospedaliere che erogano prestazioni ai calabresi.</p>
<p><strong>APPENA 35 DIPENDENTI REGIONALI DI RUOLO</strong> &#8211; Come il sindacato CSA-Cisal ha sottolineato già in passato non servono soluzioni “tampone” o “part-time” ma strutturali. Senza un dipartimento Sanità “in piena salute e forze” è impensabile arrivare al tanto agognato cambiamento, su cui punta molto il presidente regionale Roberto Occhiuto. Abbiamo fatto notare come oltre 60% del bilancio regionale sia appunto destinato alla Sanità, eppure non si capisce come il numero dei dipendenti assegnati al relativo dipartimento sia nettamente inferiore ad altri che non hanno decisamente lo stesso impatto. Basti pensare che l’intero dipartimento può contare soltanto su 35 dipendenti regionali di ruolo nei dodici settori di cui è composto. Tre settori importanti come “Bilancio”, “Programmazione dell’offerta ospedaliera” e “Assistenza farmaceutica” sono vacanti da tempo e tuttora alla ricerca di un dirigente. Ci sono casi estremi. Restando proprio nel settore dell’Assistenza farmaceutica non c’è nessun lavoratore regionale di ruolo, in quello della “Prevenzione” (in prima linea per fronteggiare il Covid) ce n’è appena uno, la “Sanità Veterinaria” (che pesa parecchio sui Lea) ne conta appena due. La maggior parte ne conta tre, pochissimi quattro o cinque. Le falle sono coperte da personale in “utilizzo” dagli enti del servizio sanitario, da dipendenti di Azienda Calabria Lavoro e da personale Agenas. Manca quindi una vera e propria “spina dorsale” di risorse umane proprie del dipartimento che con il passare degli anni (e dei pensionamenti) si assottigliano sempre più.</p>
<p><strong>DECISIONE DEFINITIVA SUI “TEMPORANEAMENTE” UTILIZZATI</strong> &#8211; Quali possono essere le soluzioni praticabili? Anzitutto, non bisogna dimenticare l’apporto dei lavoratori in “temporaneo utilizzo”. Che poi, in molti casi, è diventata ormaiuna barzelletta dire “temporaneo” considerato che si tratta di lavoratori al servizio della Regione da oltre venti anni. Visto che, giusto a fine anno, è stata fatta l’ennesima proroga (e stavolta per soli tre mesi, fino a marzo 2022), crediamo sia giunto il momento di prendere decisioni definitive senza scalciare in avanti la lattina evitando di assumersi la responsabilità. Occorre decidere una volta per tutte le loro sorti? Non è possibile proseguire con questa fasulla “transitorietà”. Per chi ha dimostrato impegno e dedizione &#8211; fa notare il sindacato CSA-Cisal &#8211; si deve pensare a un definitivo inserimento nell’organico regionale, mentre gli altri che spezzettano la settimana (ri)tornino pure alle aziende di appartenenza. Per operare questa scelta si possono utilizzare dei criteri. Ad esempio, delle 28 unità “in utilizzo”, 20 sono a tempo pieno (fra questi peraltro 3 sono destinate alla Stazione Unica Appaltante). Crediamo che fra coloro i quali ci sia la volontà di passare nei ruoli della Regione si debba consentire la possibilità di farlo. Poi ci sono altre 7 unità che sono impiegate in dipartimento due giorni a settimana e un’altra appena un giorno. Ecco, se la dirigente generale ha già rifiutato proposte di altri dipartimenti di personale non a “tempo pieno” che senso ha mantenere gli “utilizzi” per così poche ore lavorative nell’arco della settimana? Bisogna mettere ordine una volta per tutte. Oltre agli “utilizzati”, ci sono altri gruppi di lavoratori del dipartimento “Tutela della Salute” che vivono da tempo in una situazione di “limbo”. Si fa riferimento &#8211; prosegue il sindacato &#8211; alle 15 unità (ex borsisti, di cui 11 al 50% Agenas e Azienda Calabria Lavoro e i restanti 4 Azienda Calabria Lavoro) che lavorano dal 2014 in Regione e che sono tuttora appese al filo dell’incertezza. Per non dimenticare le 5 unità del “Centro Regionale di Farmacovigilanza” il cui contratto è scaduto il 15 dicembre del 2021. Possibile che si voglia buttare al macero queste professionalità senza trovare una quadra risolutiva? Cosa ostacola un rinnovo definitivo? La dirigente generale assuma provvedimenti definitivi quanto prima. Lo si deve anche per rispetto della dignità di questi stessi lavoratori che non meritano di trovarsi in bilico praticamente per l’intera carriera professionale.</p>
<p><strong>LA DIRIGENTE GENERALE SI CONFRONTI CON I DIRIGENTI DI SETTORE</strong> &#8211; Naturalmente oltre a queste risorse umane, saranno necessarie tante altre unità aggiuntive. Voci di corridoio lasciano intendere che questo punto il dg del dipartimento “Tutela della Salute” vorrà ricorrere alla mobilità d’ufficio. Francamente sarebbe uno sbaglio. Ad avviso del sindacato sarebbe meglio scongiurare questa soluzione estrema perché porterebbe sì un discreto numero di lavoratori nel dipartimento “Tutela della Salute” ma probabilmente non predisposti ad occuparsi di Sanità proprio perché “quasi costretti” a farlo. Speriamo che questo appello alla responsabilità verso la Salute dei calabresi possa convincere alcuni dipendenti ad accettare volontariamente e senza forzature questa fondamentale sfida nell’interesse di tutti i cittadini. Certo, non c’è solo una questione di funzionari e dipendenti. Un dipartimento funziona se il dirigente generale e dirigenti di settore sono in sintonia e remano nella stessa direzione. Da quando è avvenuto il suo insediamento, la dg non ha ancora inteso incontrare i suoi “colleghi” dirigenti. Crediamo sia il caso che lo faccia al più presto (è già trascorso troppo tempo) anche perché nessun generale senza colonnelli andrà molto lontano. Ce ne sono molti, e dalle indiscutibili qualità, che possono offrire il giusto contributo in nome del rafforzamento perseguito dal dg del dipartimento se debitamente coinvolti, stimolati e invogliati a fare bene. Dal confronto non si può che uscire migliorati. L’impresa è ardua e i problemi atavici, ma questa è davvero l’ultima spiaggia per la Sanità calabrese e dunque per la salute dei cittadini. Non si può più sbagliare e perdere tempo.</p>
<p>(<em>c.s.</em>)</p>
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