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	<title>diocesi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Apr 2026 16:48:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Tentativo di truffa via email a nome di mons. Savino, la diocesi di Cassano &#8216;non apritele&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tentativo-di-truffa-via-email-a-nome-di-mons-savino-la-diocesi-di-cassano-non-apritele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 14:40:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cassano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>False email a nome del vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, nelle quali si chiede l&#8217;invio di somme di denaro da destinare a presunte necessità di alcune comunità religiose. E&#8217; il tentativo di truffa informatica denunciato dalla diocesi cassanese attraverso una nota ufficiale, firmata dal vicario generale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>False email a nome del vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, nelle quali si chiede l&#8217;invio di somme di denaro da destinare a presunte necessità di alcune comunità religiose.</p>
<p>E&#8217; il tentativo di truffa informatica denunciato dalla diocesi cassanese attraverso una nota ufficiale, firmata dal vicario generale don Annunziato Laitano, dove si legge che &#8220;<em>chiunque dovesse ricevere tale messaggio è pregato vivamente di non aprirlo e di cestinarlo direttamente&#8221;</em>.</p>
<p>La diocesi specifica che il mittente delle email fraudolente è l&#8217;indirizzo mons.savino@outlook.it.  L&#8217;allerta non riguarda solo il rischio di esborso di denaro. Il vicario generale avverte, infatti, che la mail potrebbe contenere virus informatici o nascondere tentativi di hackeraggio per sottrarre dati sensibili ai destinatari.</p>
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		<title>Messa in mare, Diocesi Crotone: Bisognava prendere contatti con i responsabili ecclesiali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/messa-in-mare-diocesi-crotone-bisognava-prendere-contatti-con-i-responsabili-ecclesiali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 16:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[don Mattia Bernasconi]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Messa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In alcuni casi particolari, in occasione di ritiri e campi scuola e nei luoghi di vacanza, è anche possibile celebrare la Messa fuori dalla chiesa. Bisogna, però, prendere sempre contatti con i responsabili ecclesiali del luogo in cui ci si trova per consigliarsi sul modo più opportuno di realizzare una celebrazione eucaristica di questo genere&#8221;. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In alcuni casi particolari, in occasione di ritiri e campi scuola e nei luoghi di vacanza, è anche possibile celebrare la Messa fuori dalla chiesa. Bisogna, però, prendere sempre contatti con i responsabili ecclesiali del luogo in cui ci si trova per consigliarsi sul modo più opportuno di realizzare una celebrazione eucaristica di questo genere&#8221;. Lo afferma, in una nota pubblicata sul suo sito, la Diocesi di Crotone facendo riferimento alla Messa celebrata nei giorni scorsi, in occasione di un &#8220;Campo della legalità&#8221; organizzato da Libera, da don Mattia Bernasconi, vicario della Pastorale per i giovani della parrocchia di San Luigi Gonzaga di Milano, utilizzando un materassino come altare in mezzo al mare, con lo stesso parroco ed i fedeli in acqua.</p>
<p>&#8220;Soprattutto è necessario &#8211; prosegue la Diocesi &#8211; mantenere quel minimo di decoro e di attenzione ai simboli richiesti dalla natura stesse delle celebrazioni liturgiche. È necessario ricordare che la celebrazione eucaristica e, in generale, quella dei sacramenti, possiedono un loro linguaggio particolare, fatto di gesti e simboli che, da parte dei cristiani, e particolarmente dei ministri ordinati, è giusto rispettare e valorizzare, senza rinunciarvi con troppa superficialità. La Liturgia è il momento in cui s&#8217;impiegano i simboli semplici ma eloquenti elaborati in tanti secoli di vita delle comunità cristiane per rendere accessibile l&#8217;esperienza dell&#8217;incontro con Gesù Risorto e del &#8216;noi&#8217; ecclesiale. Ecco perché è richiesta per la celebrazione anche una certa forma. È evidente che curare soltanto la forma non assicura l&#8217;autenticità di un gesto liturgico, . ma non si tratta di una dimensione da trascurare.</p>
<p>&#8220;Si sono colte, comunque &#8211; è detto ancora nella nota &#8211; tutta la bellezza e la serietà dell&#8217;esperienza vissuta da questi giovani, che hanno scelto il nostro territorio per impegnarsi in un campo di volontariato e interrogarsi sul tema della legalità. Una scelta da apprezzare e per la quale essere grati. Questi giovani hanno arricchito con la loro presenza la nostra terra e hanno vissuto un momento di crescita che inciderà anche nei luoghi della loro vita quotidiana&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Lamezia piange suor Manuela, per anni ha diretto la commissione diocesana &#8216;Migrantes&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-piange-suor-manuela-per-anni-ha-diretto-la-commissione-diocesana-migrantes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 06:28:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[Migrantes]]></category>
		<category><![CDATA[Suor Manuela Simoes]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Suor Manuela Simoes è ritornata alla Casa del Padre. Per diversi anni, ha operato nella nostra chiesa di Lamezia Terme dove ha diretto la commissione diocesana “Migrantes”, lasciando, a quanti hanno avuto il dono di conoscerla e di collaborare con lei, la testimonianza di una vita offerta a Dio e ai fratelli. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Suor Manuela Simoes è ritornata alla Casa del Padre. Per diversi anni, ha operato nella nostra chiesa di Lamezia Terme dove ha diretto la commissione diocesana “Migrantes”, lasciando, a quanti hanno avuto il dono di conoscerla e di collaborare con lei, la testimonianza di una vita offerta a Dio e ai fratelli.</p>
<p>In un periodo segnato dall’intensificarsi dei flussi migratori anche nella nostra città, in particolare nel periodo dell’emergenza nord- Africa, nel sorriso di Suor Manuela donne, uomini, giovani e bambini giunti a Lamezia Terme e nel comprensorio hanno visto il “sorriso evangelico” di chi, in nome di Cristo, apre la porta e spalanca le braccia sempre, a chi ha fame di amore, di speranza, di riscatto. Tutti ricordano il suo lavoro instancabile e professionale, il calore dei rapporti umani, la sempre pronta disponibilità per gli altri.</p>
<p>La nostra Chiesa diocesana e la nostra città, insieme agli operatori e ai volontari che più strettamente hanno collaborato con lei, insieme alle sorelle e ai fratelli che oggi sono pienamente inseriti nella nostra comunità anche grazie al suo lavoro, oggi esprimono gratitudine al Signore per la sua vita e il suo servizio.</p>
<p>Il nostro Vescovo Serafino Parisi porge le condoglianze alla sua congregazione e la ringrazia per il suo servizio alla chiesa degli ultimi.<br />
Ci uniamo alla preghiera delle sue consorelle scalabriniane perché il Signore possa accogliere Suor Manuela con quel “venite benedetti dal Padre mio”, riservato a quanti, nel nome di Cristo, aprono la porta agli stranieri e agli ultimi di ogni tempo e di ogni luogo.<br />
(<em>c.s.</em>)</p>
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		<item>
		<title>Nel giorno del suo insediamento alla Diocesi il nuovo vescovo di Lamezia in visita all’ospedale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nel-giorno-del-suo-insediamento-alla-diocesi-il-nuovo-vescovo-di-lamezia-in-visita-allospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2022 08:12:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Serafino Parisi]]></category>
		<category><![CDATA[Vescovo]]></category>
		<category><![CDATA[visita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Noi dobbiamo imparare da voi a servire Gesù Cristo, vivo e vero, nella carne martoriata del malato. Il malato che attende cura, il malato che spera. Da voi, noi apprendiamo come si cura Cristo nella carne del malato”. Così monsignor Serafino Parisi che, nel giorno della presa di possesso canonico della Diocesi di Lamezia Terme [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Noi dobbiamo imparare da voi a servire Gesù Cristo, vivo e vero, nella carne martoriata del malato. Il malato che attende cura, il malato che spera. Da voi, noi apprendiamo come si cura Cristo nella carne del malato”. Così monsignor Serafino Parisi che, nel giorno della presa di possesso canonico della Diocesi di Lamezia Terme nella celebrazione di questa sera, ha voluto fosse l’ospedale “S. Giovanni Paolo II” il primo luogo dell’incontro con la comunità lametina.</p>
<p>Accolto dal direttore sanitario del presidio ospedaliero unico Rita Teresa Marasco, da numerosi medici e operatori sanitari, monsignor Parisi ha presieduto un breve momento di preghiera nella cappella del nosocomio lametino, accompagnato dal cappellano dell’ospedale padre Giuseppe Ferrara e dal direttore dell’ufficio diocesano di pastorale della salute don Francesco Farina.</p>
<p>“Tutti voi, ad ogni livello, avete un grande compito – ha detto monsignor Parisi – Io vengo qui con grande disponibilità per sostenere, dare supporto, per dare uno slancio al vostro servizio. Abbiamo bisogno soltanto di una condizione, che rappresenta una scelta e uno stile di vita: il timbro dell’umanità. Siamo chiamati ad avere gli stessi sentimenti gli uni per gli altri, aprirci all’altro, incontrare l’altro non come un paziente, non come un numero su una cartella clinica, ma guardare l’altro e servirlo come persona umana. Gesù è venuto a dirci che dobbiamo recuperare il livello più alto dell’umanità, la donna e l’uomo ad immagine e somiglianza di Dio. Non guardare all’altro come fonte di monetizzazione, ma puntare alla dignità dell’altro”.</p>
<p>“Siete chiamati – ha proseguito monsignor Parisi – a un intervento appassionato, professionalmente qualificato e soprattutto umano. Il vostro compito è quello di prendersi cura. Anche nei testi biblici, prendersi cura è un’espressione molto singolare: vuol dire intervenire su chi ha bisogno di aiuto e sentire la responsabilità della vita dell’altro. Io divento responsabile della vita dell’altro, l’altro mi interessa. Il mio intervento è ora, nel presente, ma poiché sono responsabile della vita dell’altro, il mio intervento è significativo per l’avvenire del paziente, per garantire all’altro con la mia azione un futuro dignitoso. La storia ci fa vivere a tutti, prima o poi, l’esperienza della malattia, della sofferenza. Fate in modo che chi si consegna a voi sappia di essere accolto con questo stile, in modo che possa percepire come più lieve il peso della sofferenza”.</p>
<p>Il vescovo di Lamezia si è soffermato sugli ultimi due anni di emergenza sanitaria e le restrizioni che hanno tenuto lontani gli ammalati dai loro affetti più cari. Parisi ha parlato di “una mutilazione degli affetti, necessaria dal punto di vista professionale e sanitario, ma che è una barbarie. Domandiamoci: che cosa può fare un figlio, una figlia, un nipote, una persona cara accanto a un moribondo?  Apparentemente non può fare niente. E invece è una presenza che considera una storia e accompagna un’esistenza in quel passaggio. Una presenza che dà speranza e forza.  Che quello che abbiamo vissuto in questi due anni possa servirci a incontrare l’altro con grande passione, calore, slancio”.</p>
<p>“Sin dai primi tempi della comunità cristiana, gli apostoli passavano per curare gli ammalati, per curare con la Parola – ha ricordato il cappellano dell’ospedale “S. Giovanni Paolo II” padre Giuseppe Ferrara – la sua presenza in mezza a noi è segno tangibile della presenza di Cristo che arriva in mezzo a noi. Siamo certi sarà l’inizio di un cammino insieme ricco di grazia e benedizioni”.</p>
<p>A portare il saluto di tutta la comunità ospedaliera, il direttore sanitario del presidio ospedaliero unico Rita Teresa Marasco che ha richiamato le parole del vescovo sottolineando come “il concetto del prendersi cura va al di là dell’ospedale, significa prendersi cura della persona, anche delle tante solitudini che segnano il nostro tempo e la nostra società. Ci auguriamo che quello di oggi sia l’inizio di un cammino insieme”.</p>
<p>A conclusione del momento di preghiera, il direttore dell’ufficio diocesano di pastorale della salute don Francesco Farina ha letto la preghiera di Papa Francesco per la trentesima giornata mondiale del malato.</p>
<p>Mons. Parisi ha poi fatto visita ai degenti di alcuni reparti del nosocomio lametino.</p>
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		<item>
		<title>Mons. Attilio Nostro è il nuovo vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mons-attilio-nostro-e-il-nuovo-vescovo-della-diocesi-di-mileto-nicotera-tropea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2021 18:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Attilio Nostro]]></category>
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		<category><![CDATA[Mileto-Nicotera-Tropea]]></category>
		<category><![CDATA[Vescovo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato ordinato vescovo, questo pomeriggio, nella basilica di San Giovanni in Laterano mons. Attilio Nostro, finora parroco a Roma e scelto da Papa Francesco come nuovo vescovo della diocesi calabrese di Mileto-Nicotera-Tropea. Nel discorso che ha tenuto alla fine della celebrazione, presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, mons. Nostro ha parlato del suo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato ordinato vescovo, questo pomeriggio, nella basilica di San Giovanni in Laterano mons. Attilio Nostro, finora parroco a Roma e scelto da Papa Francesco come nuovo vescovo della diocesi calabrese di Mileto-Nicotera-Tropea.</p>
<p>Nel discorso che ha tenuto alla fine della celebrazione, presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, mons. Nostro ha parlato del suo desiderio di vedere Gino Bartali verso la beatificazione, cominciando dal riconoscimento delle virtù eroiche. &#8220;San Mattia &#8211; ha detto riferendosi alla sua parrocchia romana di provenienza &#8211; ha dentro di sé un desiderio ancora incompiuto che ho espresso già al Santo Padre quattro anni fa, di vedere riconosciute le virtù eroiche di Gino Bartali a cui noi abbiamo dedicato l&#8217;oratorio. Mi piace il ciclismo, sappiatelo&#8221;, ha concluso rivolgendosi ai fedeli della sua diocesi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nuccia Tolomeo e Mariantonia Samà saranno le prime Beate dell&#8217;Arcidiocesi di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nuccia-tolomeo-e-mariantonia-sama-saranno-le-prime-beate-dellarcidiocesi-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 14:01:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[beate]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Mariantonia Samà]]></category>
		<category><![CDATA[Nuccia Tolomeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; L’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone, nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina, ha annunciato che il prossimo 3 ottobre nella Basilica dell’Immacolata di Catanzaro saranno ufficialmente proclamate beate Nuccia Tolomeo (1936-1997) di Catanzaro e Mariantonia Samà (1875-1953) di di Sant’Andrea Jonio (CZ). La celebrazione di beatificazione sarà presieduta dal cardinale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; L’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone, nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina, ha annunciato che il prossimo 3 ottobre nella Basilica dell’Immacolata di Catanzaro saranno ufficialmente proclamate beate Nuccia Tolomeo (1936-1997) di Catanzaro e Mariantonia Samà (1875-1953) di di Sant’Andrea Jonio (CZ). La celebrazione di beatificazione sarà presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi: Nuccia Tolomeo e Mariantonia Samà sono in assolute le prime due beate dell’arcidiocesi.</p>
<p>Durante l&#8217;incontro con i rappresentanti degli organi di informazione sono state ripercorse le tappe che hanno portato alla conclusione del processo di beatificazione della Tolomeo e della Samà, accomunate da molti tratti: entrambe costrette in un letto per quasi l’intera loro esistenza per problemi neurologici, entrambe colpite da una profonda sofferenza trasformata in atto di amore e di fede, entrambe animate da grande umanità e spiritualità.</p>
<p>Alla Tolomeo è stato attribuito il miracolo di una complicatissima gravidanza extrauterina portata a compimento per sua intercessione, alla Samà il miracolo della guarigione da una gravissima forma di artrosi di una sua compaesana che non riusciva più ad assistere il fratello disabile.<br />
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche padre Pasquale Pitari, postulatore diocesano delle due cause di beatificazione, che ha ricordato come &#8220;Nuccia Tolomeo e Mariantonia Samà sono in assoluto le prime due beate dell’arcidiocesi&#8221;, e don Francesco Palaia, parroco di Sant’Andrea Jonio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/nuccia-tolomeo-e-mariantonia-sama-saranno-le-prime-beate-dellarcidiocesi-di-catanzaro/">Nuccia Tolomeo e Mariantonia Samà saranno le prime Beate dell&#8217;Arcidiocesi di Catanzaro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Diocesi di Lamezia, festa dei Santi Patroni: ripartenza nel segno del bene comune</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/diocesi-di-lamezia-festa-dei-santi-patroni-ripartenza-nel-segno-del-bene-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 12:47:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[SS Pietro e Paolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Ripartiamo nel segno della carità e della ricerca del bene comune. Sarà questo il filo conduttore del novenario e dei festeggiamenti in onore dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni della città e della Diocesi di Lamezia Terme, presentato questa mattina nel salone dell’episcopio nel corso di una conferenza stampa alla quale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/diocesi-di-lamezia-festa-dei-santi-patroni-ripartenza-nel-segno-del-bene-comune/">Diocesi di Lamezia, festa dei Santi Patroni: ripartenza nel segno del bene comune</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Ripartiamo nel segno della carità e della ricerca del bene comune. Sarà questo il filo conduttore del novenario e dei festeggiamenti in onore dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni della città e della Diocesi di Lamezia Terme, presentato questa mattina nel salone dell’episcopio nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il vescovo Giuseppe Schillaci, il parroco della Cattedrale don Carlo Cittadino, il direttore e il vicedirettore dell’ufficio per le comunicazioni sociali diocesano Saveria Maria Gigliotti e Salvatore D’Elia.</p>
<p>Ogni giorno del novenario vedrà la partecipazione delle diverse realtà della società lametina, dal mondo della salute a quello del volontariato, dallo sport all’amministrazione pubblica, dal mondo della comunicazione al lavoro e all’impresa. Ripartire insieme nella diversità dei carismi e dei propri compiti nella comunità, costruendo insieme un patrimonio più grande, quello del bene comune, verso il quale la Chiesa e la comunità civile camminano insieme.</p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/06/SS-PIETRO-E-PAOLO-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-159383 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/06/SS-PIETRO-E-PAOLO-1-300x217.jpg" alt="SS Pietro e Paolo" width="500" height="362" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/06/SS-PIETRO-E-PAOLO-1-300x217.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/06/SS-PIETRO-E-PAOLO-1-1024x740.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/06/SS-PIETRO-E-PAOLO-1-768x555.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/06/SS-PIETRO-E-PAOLO-1-696x503.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/06/SS-PIETRO-E-PAOLO-1-581x420.jpg 581w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/06/SS-PIETRO-E-PAOLO-1-324x235.jpg 324w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/06/SS-PIETRO-E-PAOLO-1.jpg 1048w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>In Cattedrale ogni sera, dal 20 al 28 giugno, alle ore 18.15 la celebrazione solenne dei Vespri e alle 19 la Santa Messa presieduta da diversi sacerdoti della Diocesi. Saranno presenti, nel corso del novenario, i due vescovi emeriti della diocesi lametina: monsignor Vincenzo Rimedio il prossimo 21 giugno nella celebrazione dedicata al mondo dell’istruzione e della cultura, monsignor Luigi Cantafora il 27 giugno nella celebrazione per gli amministratori comunali.<br />
“Viviamo questo momento di ripartenza riscoprendo la capacità di abbracciare. Per troppo tempo abbiamo abbracciato in modo anomalo. Nessuno può e nessuno deve dimenticare quei mesi in cui siamo stati isolati gli uni dagli altri, tutto quello che abbiamo attraversato. Siamo chiamati a ripartire con la visione di chi non è chiuso in se stesso, ma con lo sguardo di chi si accorge degli altri, si accorge che nessuno può farcela da solo: c’è bisogno di solidarietà, di fare rete, di collaborare. Questa novena vuole dare spazio a tutte queste realtà della nostra comunità con le quali vogliamo ripartire nel segno della solidarietà, dell’attenzione reciproca, della difesa del bene comune. A cominciare dalla salute e dagli operatori sanitari, di cui nell’ultimo anno abbiamo compreso l’inestimabile valore. Il mondo del volontariato che ci ricorda come la carità sia la via maestra: è la carità che ci rende credibili. Di fronte a una pandemia che ha esasperato le diseguaglianze e fatto restare più indietro chi già era indietro, abbiamo pensato al mondo del lavoro e dell’impresa. Il bene di questa comunità ci sta a cuore”, ha detto il vescovo Giuseppe Schillaci intervenendo in conferenza stampa.</p>
<p>Si è soffermato sui dettagli del programma delle celebrazioni il parroco della Cattedrale don Carlo Cittadino, ribadendo il senso di una festa “che è festa di tutta la città e di tutta la diocesi. Comunità civile ed ecclesiale non sono entità separate e distanti ma, nella loro diversità, camminano insieme. In questo senso, abbiamo pensato a due segni nuovi per la festa di quest’anno. Il 27 giugno benediremo la tradizionale fiera dell’aglio e della cipolla, come segno di ripartenza e di vicinanza al mondo agricolo che è una realtà importante del nostro tessuto economico e sociale. Il 29 giugno, prima della solenne concelebrazione sul Corso, alle 19 pianteremo e benediremo l’albero della carità come simbolo di un cammino che vogliamo iniziare e percorrere insieme perché possa dare i suoi frutti nel tempo per tutta la nostra comunità”.</p>
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		<title>Reggio Calabria, restituito alla Diocesi il dipinto raffigurante San Prospero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 13:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[1920]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi]]></category>
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		<category><![CDATA[San Propspero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dipinto raffigurante San Prospero, opera chi il pittore emiliano Cirillo Manicardi realizzò  dopo il terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina, di cui si erano perse le tracce dal 1920, è stato restituito alla Diocesi di Reggio Calabria dai Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale di Cosenza. Il quadro &#8211; si legge [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il dipinto raffigurante San Prospero, opera chi il pittore emiliano Cirillo Manicardi realizzò  dopo il terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina, di cui si erano perse le tracce dal 1920, è stato restituito alla Diocesi di Reggio Calabria dai Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale di Cosenza.</strong></p>
<p>Il quadro &#8211; si legge in una nota &#8211; era in un’abitazione privata a Reggio Calabria, detenuto da una persona ignara della sua provenienza avendolo ricevuto in eredità.  Questa mattina, nella sede del Museo Diocesano di Reggio Calabria, si è svolta la cerimonia di riconsegna del dipinto al responsabile dei beni culturali dell&#8217;Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, Don Domenico Rodà, dal capitano Bartolo Taglietti, comandante del Nucleo Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza. <strong>La cerimonia si è svolta alla presenza dell’arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini, del prefetto Massimo Mariani e del comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Marco Guerrini</strong>.</p>
<p>“Siamo riusciti a riportare a casa un bene tanto importante per Reggio Calabria, che rappresenta il simbolo della rinascita di questa città. Spero, oltre che per Reggio, ciò sia di buon auspicio anche per noi che usciamo da un periodo di restrizioni e crediamo che come lo è stato allora anche questo possa essere un momento di rinascita”. Lo ha affermato il <strong>capitano Taglietti</strong>, il quale ha spiegato che “la persona che aveva questo bene probabilmente era ignara della provenienza del dipinto perché lo ha avuto in eredità, teniamo conto che il dipinto è sparito nel 1920 quindi la persona che lo aveva adesso era sicuramente all’oscuro della sua provenienza”.</p>
<p>“Siamo riusciti ad arrivare al dipinto &#8211; spiega ancora Taglietti &#8211; attraverso immagini fotografiche e la loro comparazione con le immagini detenute nella nostra banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti. Don Denisi (decano della Curia ndr) ci ha fornito degli elementi fotografici attraverso i quali siamo riusciti a individuare l’abitazione della persona che lo deteneva materialmente”.</p>
<p>Il dipinto rappresenta un simbolo di rinascita per la città di Reggio Calabria, &#8211; spiega ancora la nota &#8211; profondamente colpita dal terremoto del 1908. Proprio quell’anno, infatti, Monsignor Emilio Cottafavi, inviato da Papa Pio X in Calabria, si impegnò nella realizzazione di un villaggio di strutture prefabbricate in legno per accogliere ed educare gli orfani. Tra gli obiettivi anche la costruzione di chiese per l’esercizio del culto e tra queste quella dedicata a San Prospero, Santo patrono di Reggio Emilia, città natale di Monsignor Cottafavi, a testimonianza del collegamento solidale tra le due Reggio.</p>
<p>Nel 1910 &#8211; conclude la nota &#8211; il prelato commissionò al pittore e concittadino Cirillo Manicardi, per la somma di mille lire, un dipinto a olio su tela, delle dimensioni di 173&#215;114 cm, raffigurante “San Prospero inginocchiato sulle macerie della Città di Reggio Calabria”. L’opera venne collocata nell’abside della omonima chiesa-baracca. La chiesetta rimase attiva per alcuni decenni, fino a quando vennero ricostruite le chiese in muratura. Un incendio scoppiato il 3 maggio 1920 distrusse la chiesa ma il dipinto venne messo in salvo da Don Felice Cribellati, che lo trasportò nella tipografia sorta nel villaggio di baracche. Quando la tipografia venne dismessa si persero le tracce del dipinto.</p>
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		<title>Duro scontro dei cattolici sui manifesti contro l&#8217;aborto rimossi a Reggio dal sindaco Falcomatà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 10:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[cartelloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come promesso, il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà questa mattina ha rimosso i manifesti antiabortisti dell&#8217;associazione onlus Pro Vita e Famiglia, scomparsi sotto i rulli degli operai comunali incaricati dell&#8217;operazione. Un atto coraggioso quello di Falcomatà, che non ha esitato a prendere una decisione legalmente sanzionabile per esprimere la ferrea opposizione del comune reggino ai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come promesso, il sindaco di Reggio <strong>Giuseppe Falcomatà questa mattina ha rimosso i manifesti antiabortisti dell&#8217;associazione onlus Pro Vita e Famiglia</strong>, scomparsi sotto i rulli degli operai comunali incaricati dell&#8217;operazione. Un atto coraggioso quello di Falcomatà, che non ha esitato a prendere una decisione legalmente sanzionabile per esprimere la ferrea opposizione del comune reggino ai messaggi aggressivi veicolati dalla campagna dei familisti (&#8220;il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta&#8221;).<br />
Eccetto l&#8217;ovvio dissenso istituzionale dell&#8217;arcidiocesi di Reggio-Bova, <strong>il generale aspro dibattito che si è scatenato nella città dello Stretto dopo l&#8217;iniziativa del sindaco</strong> sembra bloccare la città a quarant&#8217;anni fa, quando l&#8217;aborto era ancora un reato. Oggi &#8211; giova ricordarlo continuamente &#8211; non è più così, ma le prese di posizione registrate a Reggio in queste ore dimostrano come, sul piano etico, l&#8217;aborto continui ad essere etichettato come crimine, mentre appare lecita ogni affermazione, anche la più becera, volta a dissuadere chi compia questa scelta.<br />
La reazione più eclatante è quella di <strong>Avvenire di Calabria: nel numero di domani, per protesta, stamperà a pagina 12 il manifesto oscurato</strong> e nella prossima edizione annuncia un dibattito sui contenuti della campagna. Il direttore, don Davide  Imeneo, che è pure a capo dell&#8217;ufficio comunicazione della curia, è noto per la sua storica crociata contro l&#8217;amministrazione Falcomatà con numerose prime pagine sparate soprattutto sul tema rifiuti. Sulla cancellazione dei cartelloni contro l&#8217;aborto scrive che l&#8217;iniziativa di Avvenire è volta a dire no &#8220;a una censura inaccettabile&#8221;. L&#8217;hashtag d&#8217;occasione scelto è #resistenzaculturale. Vasto plauso a lui sui social: qualcuno con personalità nostalgica invita persino ad esporre alla finestra la pagina dove sarà riproposto il manifesto di Pro Vita. L&#8217;iniziativa di Avvenire di Calabria è approvata anche dai <strong>Padri Minimi del Santuario Regionale di San Francesco di Paola.</strong><br />
Sempre su Facebook, la <strong>Colonia Sant&#8217;Antonio Aspromonte</strong> tuona: &#8220;E&#8217; l&#8217;ennesima offesa alla chiesa reggina&#8221; e davanti alla grave onta, senza timore del Covid, lancia una manifestazione in piazza dei cattolici reggini, con tanto di messa solenne nel Duomo <em>(forse per pregare in espiazione del peccato del sindaco e di chi la pensa come lui &#8211; ndr). </em></p>
<div class="a8nywdso j7796vcc rz4wbd8a l29c1vbm"><span class="d2edcug0 hpfvmrgz qv66sw1b c1et5uql rrkovp55 a8c37x1j keod5gw0 nxhoafnm aigsh9s9 d3f4x2em fe6kdd0r mau55g9w c8b282yb iv3no6db jq4qci2q a3bd9o3v knj5qynh oo9gr5id" dir="auto">Creativo è poi <strong>don Domenico Rodà</strong>, parroco della chiesa Santa Maria delle Grazie di Lazzaro, che si affida alla propria abilità artistica con un dipinto che immagina sul lungomare un cartellone dove un bimbo fa capolino da un manifesto bianco strappandolo. E cita Einstein: &#8220;Due sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo&#8221;.<br />
</span></div>
<div><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/don-domenico.jpg"><img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-143562" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/don-domenico.jpg" alt="" width="1612" height="2015" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/don-domenico.jpg 1612w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/don-domenico-240x300.jpg 240w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/don-domenico-819x1024.jpg 819w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/don-domenico-768x960.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/don-domenico-1229x1536.jpg 1229w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/don-domenico-696x870.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/don-domenico-1068x1335.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/don-domenico-336x420.jpg 336w" sizes="(max-width: 1612px) 100vw, 1612px" /></a></div>
<div></div>
<p>Il <strong>Centro Aiuto alla Vita</strong> di Reggio, stigmatizzando Falcomatà, dedica invece attraverso Enza Crea, l&#8217;unico solitario pensiero alle donne di tutto il dibattito: &#8220;Triste quella società che non aiuta la vita perchè non ne garantisce il sostentamento&#8221;. Un commento che, per lo meno, non collega la scelta di avere un figlio a un obbligo morale e riconosce la difficoltà materiale di farlo per molte donne. Dello stesso tenore è l&#8217;intervento del <strong>Forum Famiglie Calabria</strong>, il cui presidente Claudio Venditti, respingendo la decisione di Falcomatà ricorda &#8220;le donne che chiedono di abortire per le difficoltà a portare a termine la loro gravidanza ma che, se debitamente aiutate, potrebbero realizzare il loro diritto a diventare madri&#8221;. Continua Venditti: &#8220;Sono tanti i problemi che una donna in attesa di un figlio incontra, e la scelta dolorosa di abortire genera spesso drammi che ci si porta dietro tutta la vita. Le istituzioni, a partire da quelle comunali, devono occuparsi di tutti e non soltanto di una parte. Perché non vengono messe in atto politiche reali di tutela della maternità anche e soprattutto nei posti di lavoro?&#8221;</p>
<div class="j7796vcc">
<div class="nc684nl6">Il vero nucleo della polemica scoppiata attorno al caso dei manifesti rimossi è legata a doppio filo alla politica. <strong>I cattolici reggini hanno sempre costituito un serbatoio importante di voti per i vari amministratori, e per Giuseppe Falcomatà non è stato diverso. Adesso nell&#8217;ambiente della chiesa si grida al tradimento</strong> (su Facebook c&#8217;è chi ha definito il sindaco un &#8220;comunista travestito da democratico&#8221; che nella domenica di Carnevale ha gettato la maschera).</div>
<div>Sulla querelle si è espresso <strong>Giuseppe Marino, consigliere comunale e metropolitano</strong> votatissimo dalla componente cattolica. &#8220;Sono convinto &#8211; ha scritto Marino su Facebook &#8211; che la Vita rappresenti il dono più grande che va tutelato sempre. Secondo il mio punto di vista, da cattolico, una vita può essere sacrificata soltanto per salvarne un&#8217;altra. In ogni caso, sono profondamente rispettoso dell&#8217;altrui pensiero e delle libertà fondamentali. Prima fra tutte la libertà di manifestazione del pensiero sancita dalla nostra Costituzione. Per questi motivi, personalmente non avrei fatto rimuovere i manifesti della campagna stop-aborto. Penso sia più utile aprire un dibattito in città, soprattutto con i giovani, anche per aiutare i nostri ragazzi a capire che le idee degli altri possono non essere condivise ma vanno rispettate&#8221;.</div>
<div>A proposito di giovani, tra l&#8217;altro, il posizionamento dei manifesti incriminati è stato strategico, davanti a molte scuole &#8211; marketing tipico dei Pro Life con i loro spregiudicati camion-vela giganti di effetto choc.</div>
<div>Sul pensiero di Marino concorda in toto <strong>Giuseppe Sera</strong>, ex consigliere comunale di centrosinistra (candidato al consiglio metropolitano sconfitto e oggi un po&#8217; meno amichevole verso il sindaco, che pure aveva sostenuto alle scorse elezioni con una lista di peso). Rispondendo proprio a Sera su Facebook, <strong>Michela Calabrò, presidente dell&#8217;Arcigay reggina ed ex presidente commissione pari opportunità del Comune di Reggio, denuncia di aver ricevuto insulti per la sua approvazione verso il gesto di Falcomatà</strong>: &#8220;Anche questa è libertà di espressione? Io credo che chi ha l&#8217;onore di guidare una città ha l&#8217;obbligo di prendere scelte coraggiose, spesso impopolari. E se è vero che esistono valori e idee diverse è altrettanto vero che esistono valori universali e diritti riconosciuti sulla quale non ci può essere libertà di opinione. Io oggi non potrei mai dire &#8220;che la schiavitù delle persone nere è stata giusta&#8221;, difendiamo la libertà di espressione ma solo se non offende la libertà e la dignità delle altre e degli altri&#8221;. Sulla sua bacheca, aggiunge: &#8221; In quei manifesti, in maniera celata si offende la dignità anche di tante donne che hanno abortito a seguito di uno stupro o per altre terribili motivazioni&#8221;.</div>
<div>A fronte di tanto subbuglio cattolico, va detto che uguale passione non si è registrata nel centrosinistra, dove cautamente ci si è limitati a ripostare le parole di Falcomatà senza nessuna dichiarazione ufficiale.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"></div>
</div>
<p><strong>Pro Vita e Famiglia, che già ieri aveva risposto a Falcomatà ricordando come i manifesti fossero stati aitori, oggi ritorna a bomba con una lettera aperta dove anticipa un&#8217;azione legale contro il primo cittadino di Reggio:</strong> &#8220;Caro sindaco di cosa ha paura??? Che le donne sia informate su cosa sia l’aborto? Certamente non potrà fermare il nostro impegno a favore della #vita come non potrà fermare le ormai migliaia di condivisioni sui vari social tanto che ormai il nostro manifesto e il suo messaggio pro-vita sono sulla bocca e sui cellulari di tutti! Ci vedremo presto in Tribunale, quando dovrà spiegare le ragioni della sua intolleranza ideologica! Magari, caro sindaco, a sua difesa chiederà al magistrato di mandare tutti i pro-life e coloro che la pensano diversamente da lei al confino o in un gulag?&#8221;<br />
Probabilmente non sarà Falcomatà l&#8217;unico imputato, visto che la reazione degli amministratori e della società civile è stata dello stesso segno anche in altre città italiane.<br />
<strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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