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	<title>dimissioni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Apr 2026 18:30:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gattuso dice addio alla Nazionale: &#8216;Lascio col dolore nel cuore, un onore questa panchina&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 18:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima Gabriele Gravina, poi Gianluigi Buffon. Mancava solo Gennaro Gattuso a completare il trio dei travolti dal disastro azzurro di Zenica e dopo le dimissioni del n.1 Figc e del capo delegazione dell&#8217;Italia è arrivato anche il passo indietro del Ct che ha risolto consensualmente il contratto annuale, firmato lo scorso giugno. La sua missione era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima Gabriele Gravina, poi Gianluigi Buffon. <strong>Mancava solo Gennaro Gattuso a completare il trio dei travolti dal disastro azzurro di Zenica</strong> e dopo le dimissioni del n.1 Figc e del capo delegazione dell&#8217;Italia è arrivato anche il passo indietro del Ct che ha <strong>risolto consensualmente il contratto annuale</strong>, firmato lo scorso giugno. La sua missione era portare la nazionale ai Mondiali, ma l&#8217;ha fallita e ne ha preso atto, allargando metaforicamente le braccia come tante volte lo si è visto fare, sconsolato, davanti alla panchina azzurra.</p>
<p>&#8220;<em>Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l&#8217;obiettivo prefissato, ritengo conclusa la mia esperienza con la Nazionale, che per me è stato un onore guidare</em>&#8220;, le parole d&#8217;addio di Gattuso, che spiega di essersi fatto da parte &#8220;<em>anche per agevolare da subito le future valutazioni tecniche</em>&#8220;. L&#8217;allenatore era pronto a lasciare già martedì notte, dopo l&#8217;avverarsi dell&#8217;incubo con la Bosnia, ma il rispetto per la maglia e la sintonia col gruppo lo hanno fermato insieme alla richiesta esplicita che Gravina, nei cupi corridoi dello stadio di Zenica, aveva rivolto a lui e all&#8217;altro campione del mondo 2006. La pressione mediatica e politica ha indotto il presidente federale a farsi, parzialmente, da parte, sciogliendo dal mutuo accordo anche Gattuso e Buffon. Il tecnico era anche disponibile, per senso di responsabilità e attaccamento, a portare a termine il suo contratto, dato che la nazionale orfana del mondiale ha due amichevoli a giugno con Lussemburgo e Grecia precedute da uno stage con giovani da inserire nel gruppo, ma, annusata l&#8217;aria, ha seguito il suo primo istinto e anticipato una decisione che, aveva fatto trapelare, voleva rendere nota dopo Pasqua.</p>
<p>In queste ore, Gattuso avrà ripercorso con la mente i dieci mesi del suo incarico, per il quale si è speso al massimo nonostante il poco tempo a disposizione, le prestazioni in campo non sempre all&#8217;altezza &#8211; dallo sconcertante 5-4 su Israele alla debacle con la Norvegia a Milano &#8211; e la giostra di dubbi e critiche che lo hanno accompagnato fin dalla sua nomina il 15 giugno scorso, dopo l&#8217;esonero di Luciano Spalletti. Se non ha convinto tutti, e il finale della sua avventura dà purtroppo in parte ragione ai detrattori, &#8216;<em>Ringhio</em>&#8216; ha saputo conquistare i suoi giocatori, ai quali ha dedicato sincere parole di ringraziamento &#8220;<em>per aver mostrato impegno e attaccamento alla maglia</em>&#8220;, e anche, almeno fino all&#8217;ultimo chilometro, gran parte dei tifosi a loro volta ricordati per non aver &#8220;<em>mai fatto mancare il loro amore e sostegno alla Nazionale&#8221;</em>.</p>
<p>Una nazionale che ora è senza guida ma la scelta del successore di Gattuso non è imminente, dato che la nomina spetterà al presidente federale che uscirà dall&#8217;assemblea elettiva del 22 giugno prossimo. E&#8217; il primo e il più importante dei nodi da sciogliere, tra strategie interne e pressioni esterne volte a estrapolare il candidato più forte, da figure di scrivania e potere come Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, a possibili alternative come Matteo Marani fino a uomini di campo come Demetrio Albertini, Paolo Maldini o anche Damiano Tommasi.</p>
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		<title>Muore dopo le dimissioni dal Pronto soccorso di Vibo, famiglia presenta denuncia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/muore-dopo-dimissioni-dal-pronto-soccorso-di-vibo-famiglia-presenta-denuncia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è recato in ospedale per difficoltà respiratorie che duravano da un paio di giorni. Dopo essere stato visitato e sottoposto ad esami è stato dimesso e dopo quattro giorni è morto. Adesso i parenti hanno presentato una denuncia-querela ai carabinieri. E&#8217; quanto accaduto nel Vibonese. L&#8217;uomo, Antonino Cavallaro, 70 anni, è morto nella mattinata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è recato in ospedale per difficoltà respiratorie che duravano da un paio di giorni. Dopo essere stato visitato e sottoposto ad esami è stato dimesso e dopo quattro giorni è morto. Adesso i parenti hanno presentato una denuncia-querela ai carabinieri. E&#8217; quanto accaduto nel Vibonese. L&#8217;uomo, Antonino Cavallaro, 70 anni, è morto nella mattinata del primo aprile nella sua abitazione a Dinami. Secondo la denuncia dei familiari, l&#8217;uomo, indicato come paziente cardiopatico, si era recato al Pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Vibo Valentia il 28 marzo. Dopo circa due ore trascorse in ospedale, durante le quali sono stati effettuati alcuni accertamenti, ritenuti non specifici dai familiari, l&#8217;uomo era stato dimesso e aveva fatto ritorno a casa.</p>
<p>Nei giorni successivi le condizioni sarebbero peggiorate. Ai problemi respiratori si sarebbero aggiunti gonfiori in diverse parti del corpo, segnali che &#8211; secondo quanto sostenuto dalla famiglia &#8211; avrebbero potuto indicare una sofferenza di natura cardiaca. La mattina del primo aprile, non riuscendo a contattarlo, i familiari si sono recati nella sua abitazione trovandolo morto. Cavallaro viveva da solo, non era sposato e non aveva figli. In paese era conosciuto e stimato per avere gestito per decenni uno bar prima di andare in pensione. Per il 15 aprile aveva fissato un appuntamento a Roma per sottoporsi a controlli cardiologici periodici, proprio in virtù della patologia di cui soffriva.</p>
<p>Nella denuncia presentata ai carabinieri di Dinami, i familiari ipotizzano la mancanza di accertamenti diagnostici più approfonditi al Pronto soccorso, in particolare esami mirati a verificare eventuali criticità cardiache, nonché la mancata valutazione di un possibile ricovero. Il legale della famiglia, l&#8217;avvocata Anna Barone, ha già avviato le prime iniziative formali, chiedendo il sequestro della cartella clinica e annunciando la nomina di un consulente medico-legale in vista dell&#8217;autopsia. &#8220;<em>Andremo fino in fondo &#8211; ha sostenuto la legale &#8211; per accertare se vi siano state negligenze nella gestione del paziente</em>&#8220;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Dopo la batosta al referendum, Nordio: &#8220;Mi assumo la responsabilità politica della sconfitta&#8230;&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dopo-la-batosta-al-referendum-nordio-mi-assumo-la-responsabilita-politica-della-sconfitta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 12:37:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La riforma della giustizia porta il mio nome, me ne assumo la responsabilità politica&#8221;. Parole di Carlo Nordio, intervistato da &#8220;Start&#8221; su Sky Tg24, all&#8217;indomani del referendum che ha sancito la vittoria dei No. Che cosa non ha funzionato? &#8220;Non vorrei trovare colpe di altri, se ci sono stati difetti di impostazione e comunicazione sono stati anche miei&#8221;, ha ammesso il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">&#8220;<em>La <strong>riforma della giustizia</strong> porta il mio nome, me ne assumo la <strong>responsabilità politica&#8221;</strong></em>. Parole di <strong>Carlo Nordio,</strong> intervistato da &#8220;Start&#8221; su Sky Tg24, all&#8217;indomani del referendum che ha sancito la vittoria dei No. Che cosa non ha funzionato? &#8220;<em>Non vorrei trovare colpe di altri, se ci sono stati <strong>difetti di impostazione e comunicazione</strong> sono stati anche miei&#8221;</em>, ha ammesso il Guardasigilli che ha aggiunto: &#8220;<em>Io ammetto di aver fatto errori anche nella comunicazione, però colgo l&#8217;ennesima occasione per ricordare che la frase più contestata, quella sul cosiddetto sistema mafioso, io non l&#8217;ho mai detta, era la citazione della dichiarazione di un pubblico ministero. E&#8217; stata attribuita a me e da lì si sono scatenate polemiche che neanche le smentite più forti sono riuscite ad arginare. Ma fa parte della politica, non è che mi stupisca più di tanto&#8221;. </em>Per il Guardasigilli, &#8220;<em>bilanciando le osservazioni sopra le righe fatte dai nostri e fatte da loro credo che la somma algebrica sia equivalente. Non dimentichiamo che loro hanno detto che eravamo dei piduisti, dei fascisti, dei mafiosi, l&#8217;ultima volta ci hanno dato addirittura dei banditi&#8230;</em>&#8220;.</p>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">&#8220;<em>Prima che una vittoria della coalizione di sinistra questa è una <strong>vittoria dell&#8217;Associazione nazionale magistrati&#8221;</strong></em>. Per Nordio, il risultato del referendum &#8220;<em>da&#8217; all&#8217;Anm un potere contrattuale enorme, del quale il giorno in cui andasse al governo, che io per ovvie ragioni politiche non auspico, la sinistra dovrà tenere conto. Secondo me, in questo momento il problema è loro più che nostro perchè ci sarà una controversia &#8216;intestina&#8217; nell&#8217;ambito della sinistra per attribuirsi la vittoria. L&#8217;Anm, la vera vincitrice, diventa </em><strong><em>un soggetto politico anomalo&#8221;</em>.</strong></p>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">&#8220;<em>Era un quesito estremamente tecnico che purtroppo è stato trasformato in una questione politica&#8221;</em>. Secondo il ministro della Giustizia, &#8220;<em>tutta la campagna che ha fatto il centrosinistra è stata<strong> improntata su una emotività che ha colpito l&#8217;immaginazione </strong>degli italiani. Si è detto che volevamo sovvertire la Costituzione, che volevamo sottoporre la magistratura all&#8217;esecutivo, cose non vere, addirittura che volevamo umiliare la magistratura. Non penso che tutti abbiano sentito l&#8217;esigenza di informarsi sul contenuto della legge, personalmente mi sono prodigato per quasi due mesi per spiegare in tutta Italia il merito della riforma, senza scendere in politica, ma evidentemente anche questo non ha funzionato&#8221;</em>.</p>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">Possibili ritorsioni della magistratura dopo il risultato del referendum? &#8220;<em>Ritorsioni in senso tecnico, con una <strong>raffica di informazioni di garanzia</strong> o provvedimenti contro chi ha patrocinato la riforma le escludo categoricamente, sarebbe sacrilego solo pensare che la magistratura possa usare il suo potere per infierite sui vinti. Certo è &#8211; </em>ha aggiunto Nordio<em> &#8211; che da parte della magistratura associata e sindacalizzata ci sarà una grossa pressione politica e che l&#8217;Italia continuerà a vivere quella sorta di sovranità limitata per cui le riforme costituzionali non si fanno senza il placet della magistratura&#8221;</em>.</p>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">&#8220;<em>Io il prossimo anno compio un anno matematico a seguito del quale<strong> credo di aver maturato il diritto a un po&#8217; di riposo&#8230;</strong></em>&#8220;. E&#8217; la risposta di Nordio alla domanda della conduttrice Giovanna Pancheri che gli ha chiesto che cosa farebbe in caso gli venisse proposto di proseguire fino a fine mandato. &#8220;<em>Sono stato chiamato a questo altissimo incarico &#8211; </em>ha ricordato il ministro della Giustizia<em> &#8211; per il quale ringrazio sempre la premier, per fare una serie di riforme, la più importante delle quali purtroppo non è andata bene, probabilmente anche per colpa mia: non tanto per il fatto che<strong> le sconfitte politiche si pagano</strong> ma anche per ragioni non solo di età ma anche di completamento di un certo percorso di riforme che cercheremo di terminare, credo che </em><strong><em>potrò tornare ai miei studi</em>&#8220;.</strong></p>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">&#8220;<em>Fino a ieri sono stato talmente occupato con il referendum, che <strong>la vicenda del sottosegretario Andrea Delmastro mi è arrivata del tutto inattesa</strong>, non sapevo nemmeno di che cosa si parlasse. Sono certo che Delmastro riuscirà a chiarire</em>&#8220;, ha spiegato Nordio, sempre a Sky Tg24. &#8220;<em>Conoscendolo, al di là di qualche eccesso di comunicazione, di lui tutto si può pensare tranne che abbia qualche contiguità o conoscenza mafiosa. Se sei a cena in un ristorante non puoi chiedere la carta di identità del proprietario &#8211; </em>ha proseguito <em>-. Io stesso ho stretto centinaia di mani in questa campagna referendaria, non vorrei che un giorno uscisse che mi sono abbracciato con un mafioso&#8230; Sicuramente la vicenda sarà chiarita, ho letto che se ne occuperà anche l&#8217;Antimafia&#8221;. Quanto a<strong> Giusi Bartolozzi</strong>, capo di Gabinetto di via Arenula, &#8220;la sua posizione non è assolutamente in discussione&#8221;</em>.</p>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160"><strong>Dimissioni? &#8220;<em>No, perchè?</em></strong><em> Fa parte della politica perdere le elezioni. Successe anche a Churchill, dopo la Seconda guerra mondiale &#8211; </em>ha detto Nordio in una intervista al Corriere della Sera<em> -. Non la considero una sconfitta personale. Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l&#8217;impegno possibile. <strong>Ero certo che avremmo vinto.</strong> Mi inchino al popolo sovrano. <strong>Ma non penso a dimettermi.</strong> Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno</em>&#8220;. &#8220;<em>Adesso dobbiamo dedicarci all&#8217;efficientamento della giustizia &#8211; </em>ha spiegato il Guardasigilli <em>-: ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr. Prendendola con filosofia, diciamo che <strong>la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo</strong> che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo&#8221;</em>.</p>
<p>(<em>Agi</em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Filippo Mancuso si dimette da Commissario regionale della Lega</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/filippo-mancuso-si-dimette-da-commissario-regionale-della-lega/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 17:37:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[commissario]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Desidero comunicare di aver maturato l&#8217;intenzione di rassegnare le dimissioni dall&#8217;incarico di commissario regionale della Lega. Si tratta di una decisione frutto di una riflessione attenta e responsabile, legata agli impegni istituzionali connessi al ruolo di vicepresidente della Giunta regionale e alle deleghe che mi sono state affidate, tra cui la difesa del suolo che, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Desidero comunicare di aver maturato l&#8217;intenzione di rassegnare le dimissioni dall&#8217;incarico di commissario regionale della Lega. Si tratta di una decisione frutto di una riflessione attenta e responsabile, legata agli impegni istituzionali connessi al ruolo di vicepresidente della Giunta regionale e alle deleghe che mi sono state affidate, tra cui la difesa del suolo che, anche alla luce dei recenti avvenimenti che hanno colpito la Calabria, meritano una totale e incondizionata dedizione in nome della salvaguardia del nostro territorio&#8221;. </em>Lo afferma il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso.</p>
<p><em>&#8220;Questa e tante altre responsabilità, di cui ho l&#8217;onore di occuparmi in sinergia con gli uffici regionali, richiedono un lavoro quotidiano intenso, una presenza costante e un livello di attenzione che, per rispetto verso le istituzioni e i cittadini, devono essere prioritari. In questo contesto- </em>sottolinea Mancuso<em> &#8211; sono consapevole che non riuscirei a garantire all&#8217;incarico di commissario regionale della Lega il tempo e l&#8217;energia necessari per svolgerlo nel modo più efficace e incisivo&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;I risultati raggiunti sono stati positivi, come dimostrano le recenti elezioni Regionali in cui la Lega ha ottenuto più voti rispetto a quelle precedenti. Ma, proprio per il senso di responsabilità che nutro verso il partito e la sua comunità, ritengo corretto che debba essere qualcun altro a dedicarsi pienamente a un ruolo tanto delicato quanto strategico&#8221;</em>&#8211; conclude.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aggressione al consigliere Ioppoli, il sindaco di Crotone chiede scusa e si dimette</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/aggressione-al-consigliere-ioppoli-sindaco-di-crotone-chiede-scusa-e-si-dimette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 14:01:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la vicenda che lo ha visto protagonista di un’aggressione ad Ernesto Ioppoli, consigliere comunale della sua maggioranza, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha rassegnato le dimissioni. “Non è mia intenzione alimentare polemiche dopo quanto accaduto ieri sera – scrive Voce – né cercare giustificazioni di sorta. Esprimo pubblicamente le mie più sincere scuse [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la vicenda che lo ha visto protagonista di un’aggressione ad Ernesto Ioppoli, consigliere comunale della sua maggioranza, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha rassegnato le dimissioni.<br />
“Non è mia intenzione alimentare polemiche dopo quanto accaduto ieri sera – scrive Voce – né cercare giustificazioni di sorta. Esprimo pubblicamente le mie più sincere scuse al consigliere Ioppoli e alla città”.</p>
<p>Poi l’annuncio: “Quando solo le parole non bastano occorre il gesto. Ritengo doveroso compiere un passo indietro per senso di responsabilità istituzionale. Le istituzioni devono essere sempre esempio di equilibrio e rispetto, valori che oggi intendo riaffermare presentando le mie dimissioni”.</p>
<p>Il sindaco concluse auspicando che “questo gesto restituisca un clima di serenità politico – amministrativa di cui la città in questo delicato momento ha bisogno”.</p>
<p><strong>Consigliere comunale di Crotone, &#8216;preso a pugni dal sindaco.</strong><br />
&#8220;Sono stato preso a calci e pugni dal sindaco di Crotone&#8221;. La denuncia arriva dal consigliere comunale Ernesto Ioppoli, esponente di una lista civica che sostiene la giunta comunale, che in una nota stampa rivela di essere stato aggredito fisicamente e verbalmente dal sindaco di Crotone Vincenzo Voce durante una riunione istituzionale convocata dal presidente della Provincia Sergio Ferrari, da poco eletto consigliere regionale della Calabria.<br />
L&#8217;incontro, convocato per discutere della contestata realizzazione di alloggi popolari in via Israele, nel quartiere di Tufolo, ha visto la partecipazione, anche dell&#8217;assessore all&#8217;Urbanistica Giuseppe Greco, e di diversi consiglieri comunali.<br />
Nel comunicato, Ioppoli ha ricostruito i fatti parlando di un clima di &#8220;assoluta minaccia&#8221; culminato in una &#8220;aggressione fisica e verbale&#8221; da parte del primo cittadino.<br />
&#8220;La discussione si è inevitabilmente animata &#8211; riporta Ioppoli &#8211; e, dopo aver fatto presente che ero e sono il riferimento del quartiere in cui abito, vicinissimo a Via Israele, sono stato come sempre sminuito dal sindaco sulla quantità dei voti presi e sulla rappresentanza e successivamente aggredito con due pugni che mi hanno raggiunto alle spalle ed un calcio che mi ha raggiunto ad una gamba&#8221;. Il consigliere ringrazia &#8220;chi ha avuto cura di trattenere il sindaco altrimenti sarei stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari&#8221;.<br />
Ioppoli ha annunciato l&#8217;intenzione di &#8220;tutelare la propria dignità personale e politica nelle sedi opportune&#8221; ed ha già dato mandato ai suoi legali di adire le vie giudiziarie.<br />
Sulla vicenda undici consiglieri di minoranza, in un documento unitario, hanno chiesto le dimissioni di Voce: &#8220;Un sindaco che ricorre alla violenza, fisica o verbale, tradisce il mandato ricevuto dai cittadini e perde ogni legittimità morale a rappresentarli&#8221;.</p>
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		<title>Falcomatà (eletto in Consiglio regionale): non mi dimetto da sindaco di Reggio Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 14:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlando con i giornalisti, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, eletto nel Consiglio regionale con la lista del Pd ha detto che &#8220;.Non mi dimetterò da sindaco per evitare che arrivi lo scioglimento del Comune e quindi il commissariamento. Arriveremo alla decadenza nei tempi che sono previsti dalle normative in modo tale da assicurare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlando con i giornalisti, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, eletto nel Consiglio regionale con la lista del Pd ha detto che &#8220;.Non mi dimetterò da sindaco per evitare che arrivi lo scioglimento del Comune e quindi il commissariamento. Arriveremo alla decadenza nei tempi che sono previsti dalle normative in modo tale da assicurare continuità amministrativa e di governo sia al Comune che alla Città metropolitana, fino alle elezioni della prossima primavera&#8221;.</p>
<p>&#8220;Noi abbiamo fatto la nostra campagna elettorale &#8211; ha aggiunto Falcomatà &#8211; cercando sempre di costruire qualcosa e mai andando contro qualcuno.</p>
<p>Sono molto contento di questo risultato &#8211; ha aggiunto &#8211; perché è maturato dopo una campagna elettorale fatta fuori dalle stanze e fuori dalle segreterie e dalle strutture di partito, ma tra le persone per strada, cercando di stimolare un senso di partecipazione spontanea che c&#8217;è stato&#8221;.</p>
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		<title>Occhiuto a RadioUno: Con mie dimissioni ho spinto pm ad indagare a fondo, niente da temere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 15:16:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Non mi sono dimesso per l’avviso di garanzia – ha detto – ma per le conseguenze che quell’avviso stava determinando. Dopo la notizia, ho visto che tutto si stava fermando: la macchina amministrativa, i dirigenti, la burocrazia. In Calabria, quando ti vedono come un presidente azzoppato o un ex presidente, si blocca tutto”. Lo ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non mi sono dimesso per l’avviso di garanzia – ha detto – ma per le conseguenze che quell’avviso stava determinando. Dopo la notizia, ho visto che tutto si stava fermando: la macchina amministrativa, i dirigenti, la burocrazia. In Calabria, quando ti vedono come un presidente azzoppato o un ex presidente, si blocca tutto”. Lo ha detto, Roberto Occhiuto, presidente rieletto della Regione Calabria, a &#8216;Ping Pong&#8217;, Rai Radio1, con Annalisa Chirico.</p>
<p>“Non ho mai avuto condotte minimamente censurabili: questa è la prima inchiesta della mia vita e non ho nulla da temere. Ho voluto dare risalto mediatico all’indagine, sapendo che in questo modo avrei spinto i magistrati a indagare con ancora più profondità. Ho detto pubblicamente: ‘indagate pure a 360 gradi, io non ho nulla da nascondere’. Mi sono dimesso non per paura, – ha aggiunto – ma per rispetto delle istituzioni, perché tutto si era bloccato. Ho resettato ogni cosa, e oggi i miei funzionari sanno che dovranno lavorare con me per altri cinque anni, con fiducia e continuità&#8221;. </p>
<p>Occhiuto ha anche riproposto la sua posizione sulla realizzazione del Ponte: &#8220;Mi auguro che nei prossimi cinque anni si possa finalmente concretizzare la realizzazione del Ponte sullo Stretto: credo che ormai siamo all’ultimo miglio”.<br />
“Il Ponte sullo Stretto – ha aggiunto – è un’opera sostenibile solo se diventa un attrattore di investimenti. L’ho detto al ministro Salvini e al governo, e così è stato: grazie al Ponte ho ottenuto 3 miliardi e 800 milioni per la strada ionica calabrese, 900 milioni per l’autostrada e 500 per un’altra arteria. Nei trent’anni precedenti i governi avevano assegnato solo un miliardo. È già servito a portare risorse e sviluppo, e così sarà anche in futuro”- ha sottolineato. </p>
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		<title>Occhiuto si è dimesso da Commissario alla sanità e per i nuovi ospedali della Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 14:09:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente dimissionario della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si è dimesso dall’incarico di commissario della sanità calabrese e di commissario per i nuovi ospedali in Calabria. Lo riferiscono fonti qualificate della Regione. Le dimissioni risalirebbero a martedì sera. La guida della sanità calabrese ora è affidata ai due subcommissari, Ernesto Esposito e Jole Fantozzi. La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente dimissionario della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si è dimesso dall’incarico di commissario della sanità calabrese e di commissario per i nuovi ospedali in Calabria. Lo riferiscono fonti qualificate della Regione. Le dimissioni risalirebbero a martedì sera. La guida della sanità calabrese ora è affidata ai due subcommissari, Ernesto Esposito e Jole Fantozzi. </p>
<p>La decisione di dimettersi sarebbe legata al possibile rischio di ineleggibilità qualora fosse rimasto in carica nei 45 giorni antecedenti le elezioni regionali del 5 e 6 ottobre, alle quali Occhiuto, che è anche vicesegretario di Forza Italia, si ricandida come leader della coalizione di centrodestra.</p>
<p>Il rischio deriverebbe dalle previsioni delle norme vigenti che disciplinano le incompatibilità e le cause ostative per presidenti di Regione, consiglieri regionali e sindaci. </p>
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		<title>Capigruppo opposizione: Occhiuto è abusivo alla Cittadella. Gestisce cosa pubblica come salotto di casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 15:20:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Verificare se il presidente dimissionario della Giunta, Roberto Occhiuto può continuare a svolgere le funzioni di governatore&#8221;. E&#8217; quanto chiederà all’Avvocatura dello Stato e al ministero dell’Interno l’opposizione di centrosinistra alla Regione Calabria. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa congiunta a Reggio Calabria, nella sede del Consiglio regionale, i capigruppo del Pd, Domenico Bevacqua, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Verificare se il presidente dimissionario della Giunta, Roberto Occhiuto può continuare a svolgere le funzioni di governatore&#8221;. E&#8217; quanto chiederà all’Avvocatura dello Stato e al ministero dell’Interno l’opposizione di centrosinistra alla Regione Calabria. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa congiunta a Reggio Calabria, nella sede del Consiglio regionale, i capigruppo del Pd, Domenico Bevacqua, del M5s, Davide Tavernise, del Misto Antonio Lo Schiavo (Sinistra Italiana). Noi- hanno aggiunto- &#8220;Riteniamo che ci sia un abusivo alla Cittadella regionale&#8221;.<br />
&#8220;Le ragioni per le quali abbiamo convocato questa conferenza nascono da un post del Presidente Occhiuto dove dichiara che lui rimane in carica fino al nuovo ingresso, in base alla all&#8217;articolo 33 comma 7 dello statuto regionale&#8221;. Per l&#8217;esponente dem Bevacqua &#8220;una sentenza della Corte costituzionale del 2011 dichiara in maniera netta che il presidente, nel momento in cui si dimette, decade della propria funzione. Invitiamo Occhiuto a rivedere la sua posizione. Noi scriveremo all&#8217;avvocatura dello Stato, al prefetto della città capoluogo e al ministero dell&#8217;Interno per chiedere un parere&#8221;.</p>
<p>Per il capogruppo del misto Antonio Lo Schiavo &#8220;siamo di fronte alla violazione delle basilari regole istituzionali Quando ci si dimette rivolgendosi direttamente al popolo, ai consumatori di social o una entità generica, saltando i filtri istituzionali, non solo non si sta rispettando le prerogative del Consiglio regionale, dei suoi stessi consiglieri che non erano assolutamente informati della vicenda, ma si trasforma davvero la Calabria in una Repubblica sudamericana dove si pensa che c&#8217;è il tribunale del popolo che può giudicare su tutto, al di là di quelli che sono i contrappesi istituzionali e delle regole. Ha già disegnato una tempistica, prescindendo da quello che pensa il Consiglio e il presidente della Corte di appello. E&#8217; un blitz per una convenienza elettorale&#8221;. Sul ruolo di commissario alla Sanità e alla realizzazione dei nuovi ospedali, ricoperto da Occhiuto, per Lo Schiavo &#8220;la legge regionale impone che se sei commissario di governo non puoi fare il candidato presidente&#8221;.</p>
<p>Per Davide Tavernise (M5S), &#8220;sui social Occhiuto racconta una Calabria diversa rispetto a quella che viviamo. E&#8217; indagato per corruzione, ha il dg del dipartimento Salute indagato, l&#8217;ex socio, il dg di Ferrovie della Calabria, la social media manager indagata e il sub Commissario alla depurazione. Decide giustamente di dimettersi, e lo condivido, ma ritengo vergognosa la sua ricandidatura&#8221;. &#8220;Occhiuto gestisce la cosa pubblica come il salotto di casa sua. &#8211; ha concluso Tavernise &#8211; Dà per scontato che lui arrivi vivo politicamente al giorno della consegna delle liste. Ma io di questo non sono per niente convinto&#8221;.</p>
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		<title>Occhiuto: mie dimissioni dimostrano che può esserci politica autorevole, imparato da Berlusconi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/occhiuto-mie-dimissioni-dimostrano-che-puo-esserci-politica-autorevole-imparato-da-berlusconi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 16:59:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo intervento pubblico del presidente dimissionario della Regione, Roberto Occhiuto agli Stati Generali del Mezzogiorno, di Forza Italia, in corso a Reggio Calabria. &#8220;Tante volte la politica è stata succube delle inchieste giudiziarie, ma non per responsabilità dei magistrati, ma per responsabilità di quanti, in maniera meschina, mediocre, nella politica, hanno utilizzato le inchieste dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo intervento pubblico del presidente dimissionario della Regione, Roberto Occhiuto agli Stati Generali del Mezzogiorno, di Forza Italia, in corso a Reggio Calabria. &#8220;Tante volte la politica è stata succube delle inchieste giudiziarie, ma non per responsabilità dei magistrati, ma per responsabilità di quanti, in maniera meschina, mediocre, nella politica, hanno utilizzato le inchieste dei magistrati per fare politica, per fare cattiva politica&#8221;. Così Occhiuto, intervenendo al panel &#8220;Il ruolo delle Regioni per lo sviluppo del Paese&#8221;, tema inserito nel programma reggino.</p>
<p>&#8220;Credo &#8211; aggiunge &#8211; che con questo mio gesto io ho dimostrato che ci può essere una politica autorevole che non è succube rispetto a quello che succede. La nostra comunità è una comunità in cui tutti quanti abbiamo lo stesso maestro e si chiama Silvio Berlusconi. Domandatevi, qual è stato l&#8217;uomo, il leader politico che nel corso degli ultimi anni ha resistito di più ad inchieste giudiziarie. E quando le inchieste giudiziarie hanno messo in discussione la sua funzione, il suo carisma, lui si è sempre rivolto agli elettori, e dagli elettori ha sempre ricevuto fiducia. </p>
<p>Ecco, dobbiamo dimostrare che abbiamo imparato qualcosa da Silvio Berlusconi. Si possono avere i migliori maestri. Ma non vince chi ha avuto il miglior maestro, vince chi dimostra di avere appreso la lezione dei suoi maestri&#8221;- ha aggiunto.</p>
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