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	<title>diffusione Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Mar 2025 15:11:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vibo Valentia, Polizia prosegue contrasto a diffusione di sostanze stupefacenti tra i giovanissimi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 10:20:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato prosegue nei suoi servizi di controllo capillare del territorio della Provincia, disposti dal Questore di Vibo Valentia e tesi ad implementare al massimo la prevenzione di reati, con particolare attenzione anche alla diffusione di sostanze stupefacenti tra i giovanissimi. Nei giorni scorsi personale della Squadra Mobile della Questura ha tratto in arresto una persona per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e, contestualmente, ha segnalato alla Prefettura di Vibo Valentia tre soggetti, ai quali è stata contestata la violazione amministrativa di uso personale di sostanze stupefacenti.<br />
Nello specifico, nel corso di mirate attività volte a contrastare il traffico di droga, gli agenti della Squadra Mobile hanno documentato diversi episodi di spaccio da parte di un soggetto, che aveva “eletto” la propria abitazione a luogo d’incontro con i propri “clienti”.</p>
<p>I soggetti (tra cui un minore degli anni 15), dopo aver ricevuto lo stupefacente, sono stati fermati dagli operatori, i quali avevano così modo di trovare degli involucri contenenti marijuana, di cui uno del peso netto di gr. 0,1 e gli altri due di gr. 0,9.<br />
In considerazione dell’accaduto, gli agenti procedevano a sottoporre a perquisizione personale e locale l’abitazione interessata, attività che consentiva di rinvenire, nascosto in un mobile, un involucro di carta stagnola contenente sostanza erbacea successivamente identificata in sostanza stupefacente del tipo marijuana del peso di gr. 14, nonché n. 5 involucri di carta stagnola uguali a quelle rinvenute addosso ai tre soggetti, anch’essi contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana del peso complessivo di gr. 5,7 e un involucro contenente sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso di gr. 0,8.<br />
Oltre alla sostanza stupefacente venivano, altresì, trovati due bilancini di precisione perfettamente funzionanti, la somma di euro 8,20 rinvenuti vicino alla sostanza stupefacente e un coltello con residui di sostanza erbacea sulla lama.</p>
<p>All’esito delle attività, eseguite sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, la persona veniva così tratta in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, aggravato dalla cessione a soggetto minorenne e posta a disposizione della competente Autorità Giudiziaria, mentre gli altri tre soggetti venivano segnalati alla competente Autorità amministrativa per la violazione amministrativa di uso personale di sostanza stupefacente.<br />
Il G.I.P. presso il Tribunale di Vibo Valentia, dopo aver convalidato l’arresto del presunto spacciatore, ha poi disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.</p>
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		<title>Aviaria si diffonde in Ue, l&#8217;allarme: &#8220;Focolai anche in allevamenti&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/aviaria-si-diffonde-in-ue-lallarme-focolai-anche-in-allevamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 09:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Il virus dell&#8217;influenza aviaria continua a diffondersi nell&#8217;Unione europea, e altrove, provocando un&#8217;elevata mortalità tra gli uccelli selvatici, spillover (salti di specie, ndr.) tra i mammiferi selvatici e domestici e focolai negli allevamenti&#8221;. A evidenziarlo è l&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare Efsa, in una nota in cui fa il punto su quanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Il virus dell&#8217;influenza aviaria continua a diffondersi nell&#8217;Unione europea, e altrove, provocando un&#8217;elevata mortalità tra gli uccelli selvatici, spillover (salti di specie, ndr.) tra i mammiferi selvatici e domestici e focolai negli allevamenti&#8221;. A evidenziarlo è l&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare Efsa, in una nota in cui fa il punto su quanto emerge da un rapporto scientifico, firmato insieme al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), nel quale si valutano i fattori di rischio per una potenziale pandemia influenzale e le relative misure di mitigazione. Quali sono i driver che potrebbero guidare l&#8217;evoluzione virale? Gli esperti hanno identificato &#8220;alcune specie di animali da pelliccia d&#8217;allevamento (ad esempio visoni o volpi), che sono altamente sensibili ai virus dell&#8217;influenza come possibili fattori di diffusione&#8221;, si evidenzia nella nota. &#8220;Sebbene la trasmissione da mammifero a mammifero non sia stata ancora confermata, i mammiferi selvatici potrebbero fungere da ospiti &#8216;ponte&#8217; tra gli uccelli selvatici, gli animali domestici e gli esseri umani. Anche gli animali da compagnia, come i gatti, che vivono in casa e hanno accesso all&#8217;esterno, in ambienti all&#8217;aria aperta possono essere un potenziale veicolo di trasmissione&#8221;, avvertono le autorità Ue.  L&#8217;allevamento in aree ricche di uccelli acquatici, con produzione all&#8217;aperto e/o scarsa biosicurezza &#8220;può facilitare l&#8217;introduzione del virus nelle aziende agricole e la sua ulteriore diffusione&#8221;, prosegue l&#8217;Efsa. &#8220;Gli eventi meteorologici estremi e i cambiamenti climatici svolgono un ruolo aggiuntivo nell&#8217;evoluzione della situazione perché possono influenzare l&#8217;ecologia e la demografia degli uccelli selvatici e quindi influenzare il modo in cui la malattia si sviluppa nel tempo, hanno scoperto gli esperti&#8221;. E&#8217; dunque questa la situazione attuale illustrata dai due enti Ue. Un quadro che vede &#8220;i virus dell&#8217;influenza aviaria rimanere prevalenti tra le popolazioni di uccelli selvatici nell&#8217;Ue e nello Spazio economico europeo&#8221;. Elemento al quale si aggiunge l&#8217;osservazione di fenomeni di &#8220;trasmissione tra specie di uccelli e di mammiferi, in particolare negli allevamenti di animali da pelliccia, dove sono stati segnalati focolai. Sebbene la trasmissione da uccelli infetti all&#8217;uomo sia rara &#8211; si legge in un estratto del rapporto nel quale si fa il punto anche sulle misure di mitigazione e sull&#8217;importanza di una strategia &#8216;One Health&#8217; &#8211; dal 2020 si sono verificati casi di esposizione a questi virus senza che siano state segnalate infezioni sintomatiche nell&#8217;Ue/See&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, avvertono gli autori, &#8220;questi virus continuano a evolversi a livello globale e, con la migrazione degli uccelli selvatici, potrebbero essere selezionati nuovi ceppi portatori di potenziali mutazioni per l&#8217;adattamento ai mammiferi. Se i virus dell&#8217;influenza aviaria A/H5N1 acquisissero la capacità di diffondersi in modo efficiente tra gli esseri umani, potrebbe verificarsi una trasmissione su larga scala a causa della mancanza di difese immunitarie contro i virus H5 nell&#8217;uomo. L&#8217;emergere di virus dell&#8217;influenza aviaria in grado di infettare i mammiferi, compreso l&#8217;uomo, può essere facilitato da vari fattori&#8221;. Le misure One Health per mitigare il rischio di adattamento di questi virus ai mammiferi e agli esseri umani &#8220;si concentrano sulla limitazione dell&#8217;esposizione e sulla prevenzione della diffusione&#8221; si legge, infine. Opzioni chiave sono &#8220;il rafforzamento della sorveglianza, mirata all&#8217;uomo e agli animali, la garanzia dell&#8217;accesso a una diagnosi rapida, la promozione della collaborazione tra il settore animali e quello umano e l&#8217;attuazione di misure preventive come la vaccinazione&#8221;. Dovrebbe essere poi promossa &#8220;una comunicazione efficace&#8221;, nonché il &#8220;rafforzamento delle infrastrutture veterinarie, l&#8217;applicazione di misure di biosicurezza negli allevamenti e la riduzione del contatto della fauna selvatica con gli animali domestici. Per un&#8217;efficace riduzione del rischio è fondamentale un&#8217;attenta pianificazione delle attività di allevamento di pollame e animali da pelliccia, soprattutto nelle aree ad alta densità di uccelli acquatici&#8221;. Il caso umano di influenza aviaria identificato in Texas, in un lavoratore del settore lattiero-caseario che ha avuto contatti con bovini infetti, &#8220;non deve creare allarmismo&#8221; secondo il virologo Fabrizio Pregliasco. Se negli Usa c&#8217;è preoccupazione per un ceppo di H5N1 altamente virulento che corre fra le mucche da latte in diversi stati del Paese, va considerato che il passaggio del patogeno ai mammiferi &#8220;è una cosa già assodata&#8221;, precisa il docente dell&#8217;università Statale di Milano. &#8220;Sappiamo già che diversi mammiferi possono infettarsi&#8221;, ricorda. &#8220;Non sono però ospiti preferenziali dei virus aviari &#8211; puntualizza &#8211; e in molti casi non presentano sintomi. Ogni specie ha comunque dei recettori per questi virus, anche noi esseri umani&#8221;.  Questi contagi nell&#8217;uomo &#8220;sono casi a oggi isolati &#8211; sottolinea Pregliasco &#8211; limitati a persone che hanno avuto contatti stretti con animali infetti&#8221;. Per il medico &#8220;va visto l&#8217;aspetto positivo: grazie all&#8217;attenzione delle reti di laboratorio, e a una maggiore sensibilità che per certi versi possiamo leggere come un&#8217;eredità positiva del Covid, riusciamo a individuare anche casi che, se non ci fosse stata questa attenzione, sarebbero stati archiviati come &#8216;banali infreddature&#8217;. Significa che il sistema di allerta funziona ed è molto sensibile. Gestiamo queste informazioni in termini positivi e propositivi&#8221;, è l&#8217;invito del virologo.</p>
<p>&#8220;Ci sono centinaia di casi in letteratura di infezioni da H5N1, passate da volatili a uomo&#8221; dice all&#8217;Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali. &#8220;E&#8217; certo che questo passaggio in Usa da un mammifero a un uomo è un segnale di adattamento del virus che crea preoccupazione&#8221;. Il virus H5N1 di influenza aviaria potrebbe essere la prossima malattia X che porterà una pandemia? &#8220;La mortalità per questo virus è intorno al 50%, quindi, potrebbe essere la malattia X, i virus influenzali aviari sono gli indiziati numero uno e i più temuti &#8211; risponde Andreoni -. I virus H5N1 e H7N9 sono quelli più pericolosi, il secondo ha una mortalità intorno al 30%, è chiaro che se diventasse possibile una loro trasmissione da uomo a uomo, al momento mai confermata, potrebbero essere molto dannosi&#8221;. &#8212;internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Tutela minori e diffusione web contenuti porno, Mancuso condivide petizione Corecom-Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 09:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Condivido pienamente lo spirito dell&#8217;iniziativa e il contenuto della petizione &#8216;Stop all&#8217;accesso dei minori ai contenuti pornografici sul web&#8217;, lanciata dal Corecom &#8211; Calabria, per sostenere l&#8217;attività messa in campo sull&#8217;argomento dal Governo e del Parlamento e volta a introdurre una sorta di blocco informatico&#8221;. Afferma, inoltre, il presidente Filippo Mancuso: &#8220;Abbiamo il dovere di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Condivido pienamente lo spirito dell&#8217;iniziativa e il contenuto della petizione &#8216;Stop all&#8217;accesso dei minori ai contenuti pornografici sul web&#8217;, lanciata dal Corecom &#8211; Calabria, per sostenere l&#8217;attività messa in campo sull&#8217;argomento dal Governo e del Parlamento e volta a introdurre una sorta di blocco informatico&#8221;.</p>
<p>Afferma, inoltre, il presidente Filippo Mancuso: &#8220;Abbiamo il dovere di tutelare l&#8217;equilibrio psicofisico dei minori nella prospettiva di un corretto sviluppo della loro personalità, e il Consiglio regionale è in prima linea in questa battaglia di civiltà. Perché l&#8217;utilizzo massiccio, incessante e quotidiano, sin dalla tenera età, di internet, social network e vari tipi di app che erogano contenuti pornografici, rischiano di inculcare, specie nei minori, un&#8217;idea perversa del sesso, con la figura femminile alla stregua di un oggetto. Si è davanti a distorsioni culturali che generano una socialità a forte rischio. </p>
<p>La petizione del Coreom &#8211; Calabria sostiene l&#8217;impegno del Governo per contrastare, attraverso una specifica normativa, un&#8217;emergenza che impatta negativamente sul futuro di ragazze e ragazzi. Bisogna dotarsi &#8211; sottolinea Mancuso &#8211;  di strumenti atti ad invertire una tendenza preoccupante che, in diverse circostanze, è concausa di comportamenti violenti da parte di una generazione che va aiutata a non cadere nel vortice della stupida emulazione&#8221;.<br />
La petizione del Corecom-Calabria può essere firmata al link: Petizione · Stop all&#8217;accesso libero e incontrollato dei minori ai siti pornografici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/tutela-minori-e-diffusione-web-contenuti-porno-mancuso-condivide-petizione-corecom-calabria/">Tutela minori e diffusione web contenuti porno, Mancuso condivide petizione Corecom-Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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