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	<title>diffamazione Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 Sep 2023 06:13:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Indagini &#8220;Why Not&#8221; sottratte: De Magistris non diffamò il procuratore aggiunto Salvatore Murone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 06:13:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione, su conforme richiesta del Procuratore Generale della Cassazione, oltre che del mio difensore avvocata Elena Lepre, ha annullato senza rinvio la condanna per diffamazione, emessa dal Tribunale di Lamezia Terme e confermata dalla Corte d&#8217;Appello di Catanzaro, nei miei confronti su querela dell&#8217;allora Procuratore Aggiunto della Repubblica di Catanzaro Salvatore Murone.&#8221; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione, su conforme richiesta del Procuratore Generale della Cassazione, oltre che del mio difensore avvocata Elena Lepre, ha annullato senza rinvio la condanna per diffamazione, emessa dal Tribunale di Lamezia Terme e confermata dalla Corte d&#8217;Appello di Catanzaro, nei miei confronti su querela dell&#8217;allora Procuratore Aggiunto della Repubblica di Catanzaro Salvatore Murone.&#8221; Ne dà notizia Luigi de Magistris</p>
<p>&#8220;Durante una puntata della trasmissione Piazza Pulita su La7 avevo raccontato del sistema criminale sul quale avevo lavorato da PM in Calabria, composto da pezzi di politica, magistratura ed altri apparati dello Stato, con il collante delle logge occulte e parlato della sottrazione di alcune delicatissime indagini, in particolare Why Not, impedendomi in tal modo di continuare a svolgere il mio lavoro. &#8221; prosegue de Magistris.</p>
<p>&#8220;Avevo descritto fatti ed inoltre riferito di sottrazione di indagini non da parte del Dr. Murone che non è stato mai citato durante il dibattito. Una condanna incomprensibile sul piano giuridico, cancellata dalla Corte di Cassazione. Sottrazione di indagini delicatissime che avevano ad oggetto soprattutto la criminalità istituzionale, il mio allontanamento dalla Calabria e l&#8217;impossibilità di svolgere le funzioni di pubblico ministero sono storia che nessuno può cancellare. Il tempo in questi dieci anni ha messo a posto ciò che nel corso degli anni numerosi traditori delle istituzioni hanno cercato di cancellare.&#8221; conclude de Magistris.</p>
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		<item>
		<title>Luigi de Magistris rinviato a giudizio per diffamazione nei confronti dell&#8217;ex parlamentare Giuseppe Galati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 14:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ex sostituto procuratore di Catanzaro, sindaco di Napoli e già candidato alla presidenza della Regione Calabria, Luigi de Magistris, è stato rinviato a giudizio per diffamazione. De Magistris era stato denunciato dall&#8217;ex Parlamentare Giuseppe Galati &#8211; difeso dall&#8217;avvocato Salvatore Cerra &#8211; per alcune affermazioni espresse a mezzo stampa. La vicenda è collegata alle indagini cosiddette [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ex sostituto procuratore di Catanzaro, sindaco di Napoli e già candidato alla presidenza della Regione Calabria, Luigi de Magistris, è stato rinviato a giudizio per diffamazione. De Magistris era stato denunciato dall&#8217;ex Parlamentare Giuseppe Galati &#8211; difeso dall&#8217;avvocato Salvatore Cerra &#8211; per alcune affermazioni espresse a mezzo stampa. La vicenda è collegata alle indagini cosiddette &#8220;Poesidone&#8221; e &#8220;Why Not&#8221;, e ad alcune affermazioni ad esse inerenti rilasciate proprio dall&#8217;allora titolare delle indagini.</p>
<p>In alcune dichiarazioni rilasciate ad una testata giornalistica, infatti, de Magistris ha lasciato intendere che le indagini gli furono al tempo sottratte illegittimamente e di essere stato fermato &#8220;perchè arrivato al cuore del sistema criminale&#8221;, affermando che, in quelle indagini, era coinvolto &#8211; tra gli altri &#8211; proprio lo stesso Galati.<br />
Lo stesso, tuttavia &#8211; secondo il capo d&#8217;imputazione formulato dal locale Ufficio di Procura &#8211; ometteva di specificare, con riferimento proprio alla posizione di Galati, che il procedimento c.d. Poseidone era stato definito con decreto di archivizione del gip di Catanzaro in data 3 novembre 2011, e che il procedimento c.d. Why Not, era stato &#8211; invece &#8211; definito con sentenza di assoluzione per l&#8217;insussistenza del fatto del Tribunale di Salerno in data 20 aprile 2016.<br />
L&#8217;udienza è fissata per il prossimo 13 luglio davanti al Tribunale di Lamezia Terme.</p>
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		<item>
		<title>Grave diffamazione nei confronti di Cusato e Gioffrè: Condannato il settimanale &#8216;l&#8217;Espresso&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grave-diffamazione-nei-confronti-di-cusato-e-gioffre-condannato-il-settimanale-lespresso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Dec 2021 11:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
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		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Cusato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Rilevante sentenza emessa dal Tribunale di Palmi, Sezione Civile, Giudice Unico, dott.ssa Ginevra Chinè, che ha ritenuto diffamatorio un articolo del settimanale l&#8217;Espresso, condannando il giornalista Giovanni Tizian, il direttore responsabile Marco Damilano e l&#8217;editore Gruppo Editoriale GE.DI., al pagamento in favore di Vincenzo Cusato e Vincenzo Gioffrè dei danni subiti e quantificati in euro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Rilevante sentenza emessa dal Tribunale di Palmi, Sezione Civile, Giudice Unico, dott.ssa Ginevra Chinè, che ha ritenuto diffamatorio un articolo del settimanale l&#8217;Espresso, condannando il giornalista Giovanni Tizian, il direttore responsabile Marco Damilano e l&#8217;editore Gruppo Editoriale GE.DI., al pagamento in favore di Vincenzo Cusato e Vincenzo Gioffrè dei danni subiti e quantificati in euro 7.000,00, oltre interessi al tasso legale e delle spese legali&#8221;. Lo rende noto l&#8217;avv. Giacomo Francesco Saccomanno, nonchè commissario regionale della Lega.</p>
<p>&#8220;La vicenda &#8211; ricorda- nasce a seguito di un articolo comparso sull&#8217;Espresso in data 27.03.2019, dal titolo &#8220;ELEZIONI, LA LEGA PRIMO PARTITO A ROSARNO. TRA IMPRESENTABILI E LEGAMI CON LA &#8216;NDRANGHETA&#8221; e dal sottotitolo &#8220;Matteo Salvini sfonda al Sud e nel comune simbolo dello sfruttamento dei migranti nelle campagne. Dove il partito è rappresentato da personaggi che hanno intrattenuto legami di affari con esponenti della criminalità organizzata&#8221;, a firma di Giovanni Tizian. Nel contesto dell&#8217;articolo, dal titolo già abbondantemente denigratorio, venivano indicati, per giustificare tali presunti legami, tra l&#8217;altro, per Vincenzo Gioffrè, chiamato in causa per aver nel lontano 2000, appena maggiorenne, partecipato alla costituzione di una cooperativa e poi di un consorzio nel settore agricolo, ove vi erano due soggetti (Giuseppe Arfuso e Antonio Francesco Rao) non pregiudicati, né coinvolti con vicende mafiose. Altro passaggio, vi era poi per Vincenzo Cusato, incensurato, totalmente estraneo agli ambienti della criminalità organizzata, senza essere candidato e, quindi, senza alcun consenso elettorale, per essere il suocero di Domenico Bellocco, anch&#8217;egli incensurato. Per tali ragioni il giornalista affermava che grazie a tali soggetti la Lega aveva avuto un rilevante successo a Rosarno, divenendo il primo partito. Ebbene, la sentenza con una ricostruzione certosina dei fatti e della giurisprudenza, ha affermato che già il titolo dell&#8217;articolo è di per sé diffamatorio, atteso che palesa un legame tra la Lega e i c.d. impresentabili e vicini alle cosche mafiose. Così come non si può trascurare il sottotitolo dell&#8217;articolo che è diffamatorio con riferimento ai ricorrenti, perché giudica soggetti &#8220;impresentabili e vicini alle cosche mafiose&#8221;. In relazione, poi, alla posizione di Cusato, il Tribunale ha statuito che l&#8217;autore per palesarne l&#8217;impresentabilità ed il legame con le cosche mafiose ha sottolineato che &#8220;è consuocero di uno dei reggenti del clan Bellocco, potente famiglia della &#8216;ndrangheta in Calabria&#8221;. Orbene, continua la sentenza, detta notizia -la cui oggettiva verità non è contestata- è inserita in un contesto diffamatorio, perché volta a rimarcare che il Cusato sia per ciò solo vicino alle cosche mafiose e, dunque, impresentabile ovvero non degno di svolgere attività politica. Il Tribunale ha ritenuto, comunque, questa ricostruzione una mera congettura e il sillogismo (genero di un mafioso ergo mafioso) oltre ad essere contrario ai principi di non colpevolezza &#8230; è fortemente contrario anche ai canoni etici, che dovrebbero accompagnare il diritto di informazione. Proseguendo il Tribunale afferma, ancora, che le notizie raccolte sul conto di Cusato, per il loro specifico contenuto e per la loro valenza essenzialmente neutra, essere consuocero di Bellocco, non potevano indurre nemmeno il sospetto di una possibile contiguità tra il ricorrente e la criminalità organizzata, salvo a voler considerare mafiosi tutti i soggetti imparentati agli stessi così da quantificare una mafiosità di genere e/o discendenza. Per quanto riguarda la posizione di Vincenzo Gioffrè, la sentenza afferma che le stesse considerazioni valgono per il medesimo, considerato dall&#8217;autore impresentabile e vicino alle cosche per avere avuto, in passato, rapporti di lavoro con soggetti successivamente coinvolti in processi per mafia. Anche in questo caso un fatto vero -l&#8217;avere fatto parte di una cooperativa dieci anni prima con tale Arfuso, personaggio vicino al clan Pesce e tale Antonio Francesco Rao, personaggio vicino al clan Pesce- è stato stravolto in maniera da rendere attuale il rapporto con  ipregiudicati, senza fornirne alcuna prova. Per quanto sin qui argomentato, la domanda di condanna al risarcimento danni formulata dai ricorrenti è meritevole di accoglimento anzitutto nei confronti del giornalista firmatario dell&#8217;articolo quale autore diretto della condotta diffamatoria. Per tale evidente denigrazione sono stati anche condannati il Direttore responsabile, Marco Damilano, e la società GE.DI Gruppo Editoriale S.p.a. Questi sono stati anche condannati al pagamento delle spese di lite&#8221;.</p>
<p>&#8220;Gli avv.ti Giacomo e Roberto Saccomanno, difensori dei ricorrenti, hanno dichiarato che &#8216;finalmente giustizia è stata fatta e due galantuomini possono riprendersi quella dignità fortemente danneggiata e calpestata da articoli da tabloid scandalistici e che hanno distrutto due persone per bene per attaccare la Lega e Matteo Salvini. Una informazione che non ha nulla di serio e che dovrebbe far riflettere tutti prima di puntare il dito nei confronti di chi palesemente viene gratuitamente diffamato, per interessi personali e di parte. La sentenza del Tribunale di Palmi è importante per aver effettuato una ricostruzione in diritto e per aver, specialmente, riconosciuto la assoluta estraneità di Cusato e Gioffrè da pseudo rapporti con la criminalità organizzata. Un riconoscimento importante che, però, non può ripagare gli stessi dalle sofferenze che hanno subito in questi anni, unitamente alle loro famiglie. Questa è una battaglia di civiltà che serve per dare valore alla corretta informazione che, però, negli ultimi tempi ha perso di moralità ed etica&#8217;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Archiviata la denuncia per diffamazione di Carmine Lupia contro Enza Berlingò</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/archiviata-la-denuncia-per-diffamazione-di-carmine-lupia-contro-enza-berlingo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2021 12:24:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[archiviazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo dall&#8217;avv. Tommaso Stanizzi e pubblichiamo integralmente: &#8220;Il 23 novembre 2019, quale socia della Cooperativa Segreti Mediterranei, la signora Enza Berlingò venne invitata a partecipare ad una conferenza stampa indetta dal Comune di Sersale sul cambio di gestione “Valli Cupe” nel corso della quale dichiarò che l’ex direttore Carmine Lupia aveva ricevuto somme non tracciabili [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo dall&#8217;avv. Tommaso Stanizzi e pubblichiamo integralmente:</p>
<p><em>&#8220;Il 23 novembre 2019, quale socia della Cooperativa Segreti Mediterranei, la signora Enza Berlingò venne invitata a partecipare ad una conferenza stampa indetta dal Comune di Sersale sul cambio di gestione “Valli Cupe” nel corso della quale dichiarò che l’ex direttore Carmine Lupia aveva ricevuto somme non tracciabili dalla cooperativa stessa.<br />
Alle sue dichiarazioni l’ex direttore replicò su FB nei suoi confronti nel seguente modo: “…La signora Enza Berlingò, socia della Cooperativa Segreti Mediterranei, ha falsamente sostenuto che il sottoscritto avrebbe ricevuto dalla stessa cooperativa dei riconoscimenti materiali e non certificati e non tracciabili, ritenendo i contenuti della suddetta affermazione contrari a verità e gravemente diffamatori, comunico di aver conferito, oggi stesso, mandato ai miei legali di depositare già nella giornata di lunedì 25 novembre, apposito atto di esposto- querela presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Catanzaro nei confronti della signora Enza Berlingò” (post del 24/11/2019).</p>
<p>Queste dichiarazioni furono riprese da molte testate giornalistiche locali e nel giro di qualche giorno venne descritta, nella denuncia del Lupia, come una persona che aveva pronunciato una  “frase lesiva e falsa” con cui “volutamente e dolosamente getta fango e lede l’onore e la reputazione” e cosi chiese nei miei confronti una “punizione  come per legge”, configurandosi  “palesemente il reato di diffamazione ex art. 595 c.p.” e  le ipotesi aggravate previste poiché la sottoscritta avrebbe leso “l’onore ed il decoro di chi procede alla luce delle condotte testé narrate”.<br />
Il 19/7/2021 il GIP presso il Tribunale di Catanzaro Teresa Guerrieri ha depositato l’ordinanza di archiviazione del procedimento penale a carico della signora Berlingò per il reato di diffamazione nei confronti dell’ex direttore della Riserva, sollevandola da ogni accusa.<br />
Sostanzialmente il giudice, nel considerare i rapporti anche economici intercorrenti tra le parti, evidenziava, tra le altre cose, il fatto che “…allorquando egli (il Lupia) non rivestiva alcun ruolo ufficiale, aveva percepito denaro per come effettivamente indicato dai soci della cooperativa oltre che dalla Berlingò. Difetta altresì, nella condotta dell’indagata l’elemento psicologico del reato, non potendosi ravvisare alcuna volontarietà di ledere l’altrui reputazione nella propria condotta pure sollecitata dalle domande di terzi”.<br />
E’ importante sottolineare che la Procura di Catanzaro aveva già formulato richiesta di archiviazione alla quale la “presunta persona offesa” aveva fatto opposizione.</p>
<p>A seguito dell’udienza camerale del 23/02/2021 innanzi al GIP del Tribunale di Catanzaro è arrivata ora l’ordinanza di archiviazione:  “Per quanto detto ne deriva l’inutilità di proseguire ulteriormente l’attività di indagine, dovendosi il procedimento venire archiviato per insussistenza del fatto”.<br />
La signora Berlingò desidera ringraziare tutti coloro che le sono stati vicini e le hanno espresso sempre solidarietà in questi quasi due anni di “malessere” interiore ed esteriore (la sua immagine ne usciva troppo frettolosamente ed impudentemente lesa nella sua integrità morale). Infatti non sono stati pochi i momenti di scoramento che ha dovuto affrontare e superare&#8221;. </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/archiviata-la-denuncia-per-diffamazione-di-carmine-lupia-contro-enza-berlingo/">Archiviata la denuncia per diffamazione di Carmine Lupia contro Enza Berlingò</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-Lamezia, de Magistris condannato per diffamazione nei confronti di Salvatore Murone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-lamezia-de-magistris-condannato-per-diffamazione-nei-confronti-di-salvatore-murone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2021 15:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Un`ora fa sono stato condannato dal tribunale di Lamezia Terme per diffamazione ai danni di Salvatore Murone che quando io ero sostituto Procuratore della Repubblica a Catanzaro era Procuratore aggiunto. &#8221; Lo afferma in un video pubblicato sui social Luigi de Magistris. &#8220;Una sentenza di primo grado ingiusta che non posso accettare e che sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-lamezia-de-magistris-condannato-per-diffamazione-nei-confronti-di-salvatore-murone/">VIDEO-Lamezia, de Magistris condannato per diffamazione nei confronti di Salvatore Murone</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Lamezia, de Magistris condannato per diffamazione" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/Epc1XbVpNwo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&#8220;Un`ora fa sono stato condannato dal tribunale di Lamezia Terme per diffamazione ai danni di Salvatore Murone che quando io ero sostituto Procuratore della Repubblica a Catanzaro era Procuratore aggiunto. &#8221; Lo afferma in un video pubblicato sui social Luigi de Magistris.<br />
&#8220;Una sentenza di primo grado ingiusta che non posso accettare e che sono certo verrà riformata da magistrati autonomi e indipendenti. Quale è l’accusa che ha portato alla condanna in primo grado? Nella trasmissione &#8220;Piazza pulita&#8221; di Corrado Formigli del 9 marzo 2017, nell&#8217;ambito di un&#8217;intervista, a un certo punto affermo ciò che ho affermato tante volte e dimostrato nelle sedi giudiziarie, che l&#8217;indagine why not mi fu sottratta illecitamente e che fui vittima di un sistema criminale che operò ai miei danni. Dov`è la diffamazione? è provato dalla storia, da ultima la confessione di Palamara, nei provvedimenti giudiziari, che quella indagine mi fu sottratta illegittimamente. E come fa Murone ad essere parte offesa di questo processo se in quella trasmissione non cito mai Murone e non fu Murone che mi tolse l&#8217;indagine why not. Ho fatto il magistrato, non ho mai visto nulla di simile: un processo per diffamazione dove il fatto non esiste e dove la parte lesa non è mai citata. È il bentornato in Calabria evidentemente, ma io non mi faccio mettere il bavaglio da nessuno né mi faccio mai intimidire da nessuno. Ho denunciato un sistema criminale, è stato dimostrato in tutte le sedi giudiziarie la correttezza del mio operato, è stata dimostrata l` interferenza illecita che ho subito insieme ai miei collaboratori in indagini particolarmente delicate, il tempo è stato galantuomo e mi ha dato ragione, sarà galantuomo anche in questo caso e si capirà come si è potuto arrivare a una condanna come questa in primo grado. Ho fiducia come sempre che all&#8217;interno delle istituzioni il bene prevalga sul male e che all&#8217;interno dalla magistratura ci siano donne e uomini autonomi e indipendenti in grado di rimettere a posto la storia e la verità.&#8221; conclude de Magistris.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-lamezia-de-magistris-condannato-per-diffamazione-nei-confronti-di-salvatore-murone/">VIDEO-Lamezia, de Magistris condannato per diffamazione nei confronti di Salvatore Murone</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tansi annuncia: Tallini rinviato a giudizio per avermi diffamato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tansi-annuncia-tallini-rinviato-a-giudizio-per-avermi-diffamato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 13:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[diffamazione]]></category>
		<category><![CDATA[rinvio a giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[Tallini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Giustizia con la G maiuscola esiste. Certo, spesso è una macchina lenta, ma quando si mette in moto arriva ovunque, riuscendo anche a far coincidere la verità storica con quella processuale. Una circostanza, quest&#8217;ultima, che non è affatto scontata. Ma detto ciò, seppur in virtù del lasso di tempo relativamente breve ancora trascorso dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Giustizia con la G maiuscola esiste. Certo, spesso è una macchina lenta, ma quando si mette in moto arriva ovunque, riuscendo anche a far coincidere la verità storica con quella processuale. Una circostanza, quest&#8217;ultima, che non è affatto scontata. Ma detto ciò, seppur in virtù del lasso di tempo relativamente breve ancora trascorso dal verificarsi dei fatti non si sia ancora di fronte a una definitiva sentenza di condanna, comunico la notizia del decreto di rinvio a giudizio emesso nei confronti dell&#8217;ormai ex presidente del consiglio regionale Domenico Tallini, detto Mimmo dagli amici, di cui sono peraltro arcinote le recenti disavventure giudiziarie, per alcune dichiarazioni fortemente lesive della mia reputazione, personale e professionale, e non solo&#8221;. Lo scrive Carlo tansi del movimento &#8216;Tesoro Calabria&#8217;.<br />
&#8220;Un&#8217;informazione &#8211; aggiunge &#8211; che ho avuto dall&#8217;avvocato Nicola Mondelli, da cui sono assistito e al quale rivolgo come sempre un sentito ringraziamento per il prezioso lavoro svolto in difesa delle prerogative di cittadino e professionista a me a un certo punto negate in seguito a una manovra di&#8230;palazzo. Tallini, che ricordo, è il responsabile del mio allontanamento dalla Protezione Civile calabrese. Un siluramento in piena regola, possibile grazie all&#8217;escamotage di un procedimento disciplinare avviato contro di me dallo stesso Tallini per alcuni giudizi espressi, guarda tu il caso, proprio su di lui peraltro nell&#8217;esercizio di un libero diritto di critica per giunta esercitato in risposta a chi ogni giorno sparava a zero sul sottoscritto in maniera strumentale e indiscriminata. Ma io ero uno che agli occhi di determinati soggetti, abituati a ben altro, si era macchiato della colpa più grave ascrivibile a un dirigente pubblico. Avevo cioè operato con scrupolo e coscienza, senza guardare in faccia ad alcuno, dando quindi parecchio fastidio. In modo particolare a qualche dipendente fannullone e superprivilegiato, per fortuna facente parte di una sparuta minoranza, che si sentiva al di sopra di tutto e tutti vantando coperture in alto. Molto in alto&#8221;.<br />
&#8220;Adesso, però, è acqua passata &#8211; prosegue Tansi -e a me spetta soltanto il compito di far emergere la verità. Nessuno spirito di rivalsa, dunque. Bensì il desiderio di veder riconosciuto il mio diritto a non essere infangato, in particolare come quando Tallini, anche per questo rinviato a giudizio, tentò addirittura di addebitarmi le morti per gli alluvioni di Civita e Lamezia, presuntivamente dovute alla mia imperizia alla guida della Prociv, mi apostrofò con termini pesantissimi in diretta tv e giunse al punto di diffondere materiale posticcio e &#8216;fabbricato ad arte&#8217; per farmi apparire come una persona poco seria e credibile. Comportamenti di una gravità inaudita, che a mio avviso avranno un sicuro e inequivocabile sbocco giudiziario. Un esempio per quanti hanno cercato di infangarmi e screditarmi, sulla sua scia o su iniziativa personale, nei confronti dei quali ho avviato altrettante denunce sia in sede Penale che Civile. Ma anche un monito per quanti credevano illusoriamente di poter fermare o almeno intralciare il percorso da me intrapreso, votato al cambiamento di questa nostra Terra bellissima ma ritenuta da alcuni &#8220;disgraziata&#8221; e senza speranze. Che io invece reputo convintamente nient&#8217;affatto disgraziata&#8221;.<br />
&#8220;Anzi,- sottolinea Carlo tansi &#8211; direi fortunatissima perchè ricca di immense risorse storiche, paesaggistiche e naturalistiche, di un&#8217;accecante bellezza ma purtroppo completamente inespresse. La Calabria la vedo insomma come un&#8217;aquila reale che non ha mai potuto spiccare il volo solo perché in mano a un manipolo di delinquenti. Un Tesoro che, insieme ai miei tantissimi conterranei con cui ne condivido l&#8217;amore viscerale, voglio portare finalmente al decollo, attraverso un processo di liberazione da una cappa mafiosa spesso non esclusivamente connessa alla pervasiva presenza della &#8216;ndrangheta. Che senza l&#8217;appoggio di pezzi, anche importanti, della cosiddetta società civile sarebbe destinata a una sicura sconfitta&#8221;- conclude il leader di &#8216;Tesoro Calabria&#8217;.</p>
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		<title>Giuseppe Galati all&#8217;attacco di de Magistris: io assolto in &#8220;Poseidone&#8221; e &#8220;Why not&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 13:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[De Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[diffamazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Galati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: &#8220;Ormai stanco dei continui attacchi mediatici perpetrati dal Dott. Luigi De Magistris, in mio danno, ho provveduto &#8211; per il tramite del mio difensore, l’Avv. Salvatore Cerra, &#8211; a sporgere formale querela nei confronti dell’ex Sostituto Procuratore della Repubblica di Catanzaro. Quest’ultimo, invero, si è più volte reso protagonista di farneticanti enunciazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo:</em><br />
&#8220;Ormai stanco dei continui attacchi mediatici perpetrati dal Dott. Luigi De Magistris, in mio danno, ho provveduto &#8211; per il tramite del mio difensore, l’Avv. Salvatore Cerra, &#8211; a sporgere formale querela nei confronti dell’ex Sostituto Procuratore della Repubblica di Catanzaro.<br />
Quest’ultimo, invero, si è più volte reso protagonista di farneticanti enunciazioni ai danni della mia reputazione, alle quali &#8211; per lo sconfinato rispetto nutrito nei confronti della libertà di manifestazione del pensiero &#8211; ho deciso di soprassedere, sino alle inqualificabili dichiarazioni rilasciate dal candidato alla presidenza della giunta regionale della Calabria nelle quali lo stesso parla di “golpe istituzionale” di “sottrazione illecita accertata dall’autorità giudiziaria di indagini” di “azioni punitive” e di “abuso della legalità formale” trincerandosi dietro le dichiarazioni del Dott. Luca Palamara in relazione alla ricostruzione dei fatti che avrebbero portato al suo trasferimento dalla Procura di Catanzaro mentre lo stesso era titolare delle indagini Poseidone e WhyNot.<br />
È evidente come quanto affermato dal Dott. De Magistris sia incontrovertibilmente tendenzioso, così come i fatti da egli riportati risultino correlati e combinati tra loro in maniera tale da evocare in maniera suggestiva un quadro generale fondato su fatti già accertati dall’autorità giudiziaria.<br />
De Magistris, infatti, omette tendenziosamente di riferire che in relazione all’inchiesta “Poseidone”, la Procura di Catanzaro all’epoca dei fatti avanzò richiesta di archiviazione, accolta dal G.I.P., mentre &#8211; in merito all’inchiesta convenzionalmente denominata “WhyNot” &#8211; in seguito all’acquisizione dei fascicoli dell’attività investigativa precedentemente svolta da parte del Dott. De Magistris, da parte della Procura di Salerno, conseguì un procedimento penale conclusosi con sentenza assolutoria &#8211; perché il fatto non sussiste &#8211; nei miei confronti.<br />
È quindi evidente come il Dott. De Magistris &#8211; con palese intento diffamatorio &#8211; abbia omesso di riferire, nella sua nota, tanto la circostanza afferente la suddetta avocazione dei fascicoli della Procura salernitana &#8211; contenenti l’attività investigativa svolta dallo stesso &#8211; dalla quale scaturiva un procedimento penale, quanto &#8211; soprattutto &#8211; l’esito del procedimento medesimo, fuorviando la collettività, ed attribuendo al sottoscritto condotte poco cristalline e responsabilità inesistenti. Tanto per dovere di cronaca&#8221;.<br />
<em>Giuseppe Galati</em></p>
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		<title>Rocca di Neto, tre denunce per diffamazione aggravata on line</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rocca-di-neto-tre-denunce-per-diffamazione-aggravata-on-line/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 10:20:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[aggravata]]></category>
		<category><![CDATA[diffamazione]]></category>
		<category><![CDATA[leoni da tastiera]]></category>
		<category><![CDATA[rocca di neto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rocca di Neto (KR) – Li chiamano “leoni da tastiera”. Sono quei soggetti sempre pronti a insultare chiunque nelle piattaforme social. Per tre di loro è scattata la denuncia. I carabinieri della Stazione di Rocca di Neto, infatti, al termine di accertamenti, hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria, tre persone del luogo, ritenute responsabili del reato di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rocca di Neto (KR) – Li chiamano “leoni da tastiera”. Sono quei soggetti sempre pronti a insultare chiunque nelle piattaforme social.<br />
Per tre di loro è scattata la denuncia.<br />
I carabinieri della Stazione di Rocca di Neto, infatti, al termine di accertamenti, hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria, tre persone del luogo, ritenute responsabili del reato di “diffamazione aggravata”.<br />
I carabinieri hanno accertato che, in seguito ad un post pubblicato sul social network di una testata giornalistica on line, relativo alla sospensione dell’attività di una sala giochi ed al sanzionamento dei suoi titolari e di alcuni avventori da parte di personale della Questura di Crotone, i predetti hanno inserito dei commenti dal contenuto diffamatorio nei confronti dell’organo di polizia che aveva proceduto.</p>
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		<title>Legale Tallini: perseguiremo penalmente chi lo diffama e lo infanga gratuitamente</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/legale-tallini-perseguiremo-penalmente-chi-lo-diffama-e-lo-infanga-gratuitamente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 16:49:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[diffamazione]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Tallini]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Velerio Zimatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Il Consigliere Regionale Domenico Tallini ci ha dato mandato, quali suoi legali, di rivolgerci alla Magistratura allo scopo di perseguire penalmente coloro che da mesi lo diffamano gratuitamente e lo infangano su talune testate giornalistiche scandalistiche, su trasmissioni televisive o sui social&#8221;. Lo rende noto l&#8217;avv. Valerio Zimatore. &#8220;Tale azione di delegittimazione, che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Il Consigliere Regionale Domenico Tallini ci ha dato mandato, quali suoi legali, di rivolgerci alla Magistratura allo scopo di perseguire penalmente coloro che da mesi lo diffamano gratuitamente e lo infangano su talune testate giornalistiche scandalistiche, su trasmissioni televisive o sui social&#8221;. Lo rende noto l&#8217;avv. Valerio Zimatore.<br />
&#8220;Tale azione di delegittimazione, che appare orchestrata da un’unica regia, &#8211; si legge in una nota &#8211; sta proseguendo anche dopo la decisione del Tribunale del Riesame che ha annullato l’ordinanza del GIP con cui erano stati disposti gli arresti domiciliari per il Presidente del Consiglio Regionale Domenico Tallini. Occorrerà chiarire chi e perché ha interesse a diffamarlo, quando sappiamo che Tallini è stato ingiustamente tratto in arresto e costretto a dimettersi dal ruolo che la democrazia gli aveva consegnato di Presidente del Consiglio Regionale. Oggi qualcuno continua ad attaccarlo, nascondendosi dietro il simulacro di una presunta e sedicente professionalità giornalistica, utilizzata come strumento fasullo e come pretesto, non per soddisfare l’interesse alla corretta informazione, ma piuttosto per manipolare i fatti e suggestionare l’opinione pubblica&#8221;.<br />
Secondo quanto scrive l&#8217;avv. Zimatore &#8220;Abbiamo sufficienti prove e documentazioni per affermare che la campagna denigratoria in atto è ispirata da una serie di ambienti pseudo-giornalistici e politici che hanno interessi inconfessabili e non certo nobili che evidentemente trovano nel Tallini un ostacolo da eliminare ad ogni costo. E’ estremamente grave che questa opera di denigrazione sia stata portata avanti con cinismo anche nei giorni in cui il Tribunale del Riesame si era ritirato per decidere&#8221;.<br />
Concludendo l&#8217;avv. Zimatore sottolinea: &#8220;Ci sono le condizioni perché la Magistratura appuri le ragioni che hanno portato soggetti diversi, conduttori televisivi imparentati con personaggi politici, ex assessori e consiglieri comunali in cerca di rivalsa, ambienti dell’antipolitica parlamentare, a convergere in una vergognosa opera diffamatoria, di cui saranno chiamati a rispondere penalmente&#8221;.</p>
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