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	<title>difesa Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>A difesa dei diritti delle persone e del territorio: nasce L.A.M.E.T.I.A enonsolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 08:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: La notizia dello spostamento della base Canadair da Lamezia Terme a Crotone non è soltanto una questione aeroportuale o logistica. È un segnale che interroga il ruolo, il peso e la capacità di tutela del nostro territorio. È anche uno dei fattori che ha accelerato un percorso che avevo già avviato da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riceviamo e pubblichiamo: </strong><span class="s1">La notizia dello spostamento della base Canadair da Lamezia Terme a Crotone non è soltanto una questione aeroportuale o logistica. È un segnale che interroga il ruolo, il peso e la capacità di tutela del nostro territorio. </span><span class="s1">È anche uno dei fattori che ha accelerato un percorso che avevo già avviato da tempo: la costituzione di un’associazione capace di difendere il territorio insieme ai diritti delle persone che lo abitano. </span><span class="s1">Da questa consapevolezza nasce<strong> L.A.M.E.T.I.A. <span class="Apple-converted-space">enonsolo  </span></strong><span class="Apple-converted-space">c</span><strong>he</strong> con i puntini inseriti dopo ogni lettera significa anche <strong>Libertà, Ambiente, Memoria, Emancipazione, Territorio, Inclusione, Antifascismo</strong>, un’associazione culturale, sociale e ambientale che prende forma a Lamezia Terme ma con una visione che va oltre i confini geografici della città.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La scelta di affiancare al nome la frase “<strong>enonsolo</strong>” non è casuale. Significa affermare (così come feci un tempo con <strong>Lameziaprovinciaenonsolo</strong>) che la difesa del territorio non può essere intesa in modo localistico o competitivo, ma come parte di una battaglia più ampia per la giustizia territoriale, l’equità, i diritti e la dignità delle persone. Quando un territorio viene indebolito, marginalizzato o privato di funzioni strategiche, a pagarne il prezzo sono sempre le comunità.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Il simbolo di L.A.M.E.T.I.A. è un albero con radici visibili, un unico tronco e una chioma composta da foglie diverse tra loro. </span></strong><span class="s1">Le radici rappresentano la memoria storica, i valori costituzionali e antifascisti e il legame con il territorio. </span><span class="s1">Il tronco unico è l’asse portante dell’impegno associativo: la tutela dell’ambiente, la difesa dei diritti e la giustizia sociale come parti inseparabili di uno stesso progetto. </span><span class="s1">Le foglie diverse raccontano il pluralismo delle persone, delle idee e delle sensibilità che possono crescere insieme, senza esclusioni né gerarchie.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L.A.M.E.T.I.A. nasce come <strong>spazio aperto di partecipazione, confronto e costruzione collettiva</strong>, rifiutando ogni forma di odio, discriminazione e autoritarismo. Si riconosce pienamente nei valori antifascisti e costituzionali, intesi non come bandiere da sventolare, ma come fondamento concreto dell’agire quotidiano. </span><span class="s1">Particolare attenzione sarà rivolta alle <strong>disuguaglianze sociali</strong>, spesso silenziose ma profonde, che attraversano i territori. Tra queste, una delle più gravi riguarda l’accesso ai diritti fondamentali, a partire dal diritto alla cura, che non può dipendere dal reddito, dal luogo in cui si vive o dalle condizioni personali.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L.A.M.E.T.I.A. nasce perché credo che difendere il territorio significhi difendere le persone, e che senza diritti non esista sviluppo, così come senza cura dei luoghi non esista comunità. </span><span class="s1">Nei prossimi giorni saranno presentate le prime iniziative pubbliche.</span></p>
<p class="p1"><em><span class="s2">Francesco Grandinetti</span></em></p>
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		<title>Xylella, allarme per la Calabria, Cia: serve un piano regionale di Difesa Olivicola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/xylella-allarme-per-la-calabria-cia-serve-un-piano-regionale-di-difesa-olivicola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 08:28:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recente individuazione di 47 ulivi infetti a Cagnano Varano, nel Gargano, rappresenta un punto di svolta negativo nella diffusione della Xylella fastidiosa. La malattia, che ha colpito duramente il Salento dal 2013, dimostra di non arrestarsi: le condizioni climatiche favorevoli e la mobilità degli insetti vettori suggeriscono che la Calabria non può più considerarsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La recente individuazione di 47 ulivi infetti a Cagnano Varano, nel Gargano, rappresenta un punto di svolta negativo nella diffusione della Xylella fastidiosa. La malattia, che ha colpito duramente il Salento dal 2013, dimostra di non arrestarsi: le condizioni climatiche favorevoli e la mobilità degli insetti vettori suggeriscono che la Calabria non può più considerarsi “zona franca”. Anche la Basilicata, con la presenza di sottospecie del batterio in prossimità dei confini pugliesi, mostra come l’infezione possa penetrare da settori contigui, aumentando il rischio per i territori olivicoli calabresi. In questo contesto, il mondo agricolo calabrese, le istituzioni regionali e centrali e le strutture tecniche sono chiamati a stabilire un programma di prevenzione attiva che anticipi l’epidemia, anziché rincorrerla. Lo rende noto la Confederazione italiana agricoltori (Cia).</p>
<p><em>Una regione strategica nel mirino del batterio</em><br />
La Calabria vanta una delle più antiche e raffinate tradizioni olivicole italiane, dove cultivar come la Carolea, la Roggianella o la Ciciarello costituiscono non solo una risorsa economica, ma anche culturale e paesaggistica. Questa eredità la rende essenziale e al tempo stesso vulnerabile. Le mappe di rischio agronomico mostrano che molte aree della regione – in particolare le fasce collinari e le zone costiere con clima mite – sono compatibili con la sopravvivenza e la diffusione del batterio. È un dato che non lascia spazio all’improvvisazione: ogni azione deve partire ora, con decisione e coerenza.<br />
<strong>Strategie di difesa: prevenzione, sorveglianza e gestione condivisa</strong><br />
Dal fronte sperimentale e dai territori pugliesi emergono indicazioni che in Calabria dovrebbero diventare prassi consolidate. Il monitoraggio continuo, con controlli mirati e analisi fitosanitarie su piante sospette, è la prima barriera efficace. Qualora si individuino piante infette, l’azione tempestiva di eradicazione e l’istituzione di zone tamponi circostanti possono impedire che il batterio si diffonda. Contemporaneamente, intervenire sui vettori – in particolare la Philaenus spumarius, la “sputacchina” – con interventi agronomici (lavorazioni leggere superficiali, diserbo programmato) e trattamenti mirati è fondamentale per ridurre la pressione infettiva.<br />
Un altro pilastro è la gestione del verde spontaneo e delle piante ospiti. Terreni incolti, bordi di strade, fossi e aree non curate offrono habitat ideali per il vettore; mantenerli puliti e ben gestiti è un impegno che deve riguardare non solo gli agricoltori, ma anche le amministrazioni locali e gli enti territoriali. In questo senso, la prevenzione è una responsabilità collettiva.<br />
<strong>Ruolo strategico dei vivai certificati e della filiera vivaistica</strong><br />
In un contesto di rischio crescente, i vivai che operano con materiali certificati e sani diventano un presidio fondamentale. Abbiamo vivai anche in Calabria che storicamente rappresentano un punto di riferimento importante per gli agricoltori: producono piante certificate, garantiscono qualità genetica e fitosanitaria e sono impegnati da generazioni nell’evoluzione tecnica del vivaismo.<br />
Nel merito, per Maria Grazia Milone, Presidente di CIA Agricoltori Italiani Calabria Centro, “la qualità è lo strumento per superare le difficoltà e vincere le sfide insieme. Il vivaio è punto di partenza della filiera produttiva agroalimentare, per cui per ottenere produzioni di qualità è necessario partire da piante di qualità. Per piante di qualità intendo piante certificate, cioè sane e certe dal punto di vista genetico. Queste sono garanzie necessarie che un imprenditore agricolo deve avere per fare un impianto remunerativo, che duri nel tempo, che abbia bisogno di minori input e che produca di più e meglio.</p>
<p><strong>Rafforzare la filiera vivaistica certificata in Calabria non è idea marginale, ma misura concreta di difesa.</strong><br />
In Calabria si producono piante all&#8217;interno del sistema Qualità Vivaistica Italia (QVI), livello di qualità più alto in Italia e in Europa, garanzia di sanità per tutto il comparto agricolo e non solo, che vorremmo ci fosse ancora garantita dall&#8217;assenza di questi patogeni da quarantena.<br />
Ma perché tutto questo sia efficace i vivai certificati hanno bisogno di un lavoro sinergico, con i servizi fitosanitari regionali, che non hanno solo un ruolo di controllo, ma rappresentano la garanzia per l’intera agricoltura, non solo quella regionale, visto il contesto.<br />
Ruolo strategico in questa sfida è affidato al servizio fitosanitario regionale, il quale con un attento e capillare monitoraggio potrebbe scongiurare la presenza del batterio e/o tempestivamente individuare ed eradicare un primo focolaio. Per fare questo, però, è necessario che al Servizio Fitosanitario Regionale, da anni sottodimensionato, venga riconosciuto il ruolo che ricopre e le diverse funzioni che svolge. È necessario che questo comparto venga potenziato: avere un numero maggiore di ispettori, maggiori risorse e un dirigente dedicato.”<br />
<strong>Impegno politico e sistema delle istituzioni</strong><br />
La lotta alla Xylella non può essere delegata solo agli agronomi e agli agricoltori: serve una mobilitazione istituzionale forte. Cia Agricoltori Italiani della Calabria sostiene la nomina di un Commissario straordinario nazionale dotato di poteri semplificati e risorse dedicate, capace di coordinare le misure su scala nazionale e regionale. È imprescindibile che la Regione Calabria, attraverso gli assessorati competenti, istituisca un piano regionale d’emergenza, con protocolli sanitari aggiornabili e tempestivi. Occorre inoltre che il Governo centrale riconosca alla Calabria lo status di regione “a rischio elevato” e attivi fondi straordinari di sorveglianza, ricerca e compensazione in caso di danni. Il dialogo con l’Unione Europea deve tradursi in finanziamenti aggiuntivi per la regione che sarà bersaglio imminente del batterio.<br />
La Calabria ha oggi l’occasione, forse l’ultima, per mobilitarsi prima che l’infezione varchi i suoi confini, ammesso che non lo abbia già fatto, visto che finora non sono stati fatti controlli sufficienti per asserire questo con sicurezza. Il comparto olivicolo regionale, la cui crescita negli ultimi decenni è stata costante, rischia di subire danni irreparabili. L’avvento del batterio e il diffondersi della malattia impatterebbero sulla tradizione, la bellezza del panorama e sull’economia che si basa in modo consistente sull’olivicoltura. Non possiamo permettere che i nostri associati, olivicoltori e vivaisti, vivano nel terrore che quello che fanno con dedizione e passione possa finire da un momento all’altro e possano vedere in fumo anni di sacrifici e investimenti. Difendere gli ulivi significa difendere intere comunità rurali, preservare un paesaggio denso di identità e garantire occupazione qualificata, oltre che dare seguito a una filiera consolidata che produce prodotti di eccellenza e coinvolge diversi settori. Questo non è solo un problema agricolo.<br />
Per il presidente regionale Nicodemo Podella, “quando la difesa è messa in moto oggi, con responsabilità e visione collettiva, si può sperare di evitare che la Xylella tenga il destino della Calabria nelle sue spire. La chiamata è alle istituzioni, agli agricoltori, alle filiere, e alla stessa società civile affinché, insieme, costruiscano una barriera di prevenzione che salvi il nostro patrimonio verde dalle ombre di un batterio implacabile.”</p>
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		<item>
		<title>Maladepurazione, Regione riunisce tavolo interistituzionale: Gps, droni e radar per difendere l’ambiente</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/maladepurazione-regione-riunisce-tavolo-interistituzionale-gps-droni-e-radar-per-difendere-lambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 12:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e l’assessore all’Ambiente, Giovanni Calabrese, hanno organizzato questa mattina, presso la Cittadella regionale, un incontro interistituzionale sul programma di interventi della Giunta, in corso e per la prossima stagione estiva, relativi alla tutela del mare, al miglioramento delle acque di balneazione e della depurazione. L’organizzazione delle attività previste [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e l’assessore all’Ambiente, Giovanni Calabrese, hanno organizzato questa mattina, presso la Cittadella regionale, un incontro interistituzionale sul programma di interventi della Giunta, in corso e per la prossima stagione estiva, relativi alla tutela del mare, al miglioramento delle acque di balneazione e della depurazione. L’organizzazione delle attività previste e in atto coinvolge diversi soggetti istituzionali: il Dipartimento Ambiente, l’Ufficio unico del commissario della depurazione, Calabria Verde, Arpacal, i Comuni, la stazione Anton Dorhn, Sorical e Arrical. Hanno preso parte al tavolo odierno i prefetti della Calabria, i procuratori di Vibo Valentia, Lamezia Terme, e Paola, i comandanti della Legione dei carabinieri Calabria, del comando regionale della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto di Gioia Tauro, il direttore generale di Arpacal e il direttore della stazione zoologica Anton Dohrn.</p>
<p>&#8220;Durante la riunione- riporta una nota della Regione &#8211; sono state presentate le attività svolte dalla Regione già da settembre 2024 in vista della stagione estiva 2025. Azioni coordinate e complesse tra cui il monitoraggio Gps degli autospurghi, il sopralluogo degli impianti di depurazione, l’analisi delle segnalazioni prevenienti dalle associazioni ambientaliste, la pulizia dei corsi d’acqua, gli interventi con bioattivatori sui torrenti, il confronto costante con i Comuni. Un lavoro che è stato messo in campo fin dal 2022 e che ha consentito nel corso degli anni notevoli risultati tra cui un incremento considerevole dello smaltimento dei fanghi, maggiore efficientamento degli impianti di depurazione, progressiva pulizia di alvei (294 solo nel 2025), campionamenti di analisi straordinarie e monitoraggio costiero esteso. La Regione, solo per il 2025, ha già messo in campo 15 milioni di euro per l’efficientamento degli impianti di depurazione attraverso Sorical, oltre a 121 milioni di euro provenienti da Por, Fsc, e fondi Pnrr per 51 interventi complessivi&#8221;. </p>
<p>&#8220;Il programma di interventi &#8211; si legge ancora -si compone anche del supporto del monitoraggio innovativo con sonda Sar per l’individuazione delle condotte abusive, un’attività ad alta tecnologia realizzata con droni a lungo raggio dotati di sonda radar e dai battelli antinquinamento &#8220;Sistema Pelikan&#8221;, che, insieme a droni e row, e a una serie di altre azioni collegate, hanno fatto da deterrente contribuendo a diminuire gli sversamenti a mare durante i mesi di servizio dei battelli rispetto agli anni scorsi. Durante l’incontro odierno è stato ribadito l’impegno della Regione Calabria contro la maladepurazione e per la salvaguardia ambientale, con una strategia di interventi finalizzati all’ottimizzazione e al riefficientamento degli impianti di depurazione dei Comuni costieri, attraverso la sostituzione o la riparazione di pompe di sollevamento, lo smaltimento e il trattamento dei fanghi di depurazione e delle sabbie, il ripristino di parti elettromeccaniche dei depuratori, la fornitura e la posa in opera di apparecchiature elettromeccaniche, degli impianti di sollevamento, di serbatoi di stoccaggio e di reagenti dei sistemi depurativi.<br />
Gli interventi &#8211; realizzati con risorse regionali &#8211; hanno coinvolto oltre 500 tra impianti di depurazione e stazioni di sollevamento&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Fratellini ricoverati, la difesa di mamma e nonna: cose inventate e ingigantite dai dottori dell’ospedale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fratellini-ricoverati-la-difesa-di-mamma-e-nonna-cose-inventate-e-ingigantite-dai-dottori-dellospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 19:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo che la magistratura ha disposto l&#8217;allontanamento di mamma e nonna dai fratellini di due e 4 anni di Paola ricoverati in ospedale a Cosenza che, per la Procura dei minori, “hanno subito violenti maltrattamenti familiari e gravi e reiterate lesioni personali”, le due donne si difendono dalle accusa. &#8220;Non abbiamo mai picchiato i bambini. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo che la magistratura ha disposto l&#8217;<strong>allontanamento di mamma e nonna</strong> dai fratellini di due e 4 anni di Paola ricoverati in ospedale a Cosenza che, per la Procura dei minori, “<strong>hanno subito violenti maltrattamenti familiari e gravi e reiterate lesioni personali</strong>”, le due donne <strong>si difendono</strong> dalle accusa. &#8220;Non abbiamo mai picchiato i bambini. <strong>Ci sono tante cose inventate e ingigantite dai dottori dell’ospedale</strong>&#8211; hanno detto &#8220;Pomeriggio cinque&#8221;-. &#8220;L&#8217;ultima volta che ho visto mio figlio &#8211; ha detto la mamma &#8211; ero in ospedale con lui ed all’improvviso sono venuti a togliermelo dalle braccia. E nello stesso momento hanno tolto a mia madre il più piccolo, che era a casa. <strong>E da quel momento non li ho più né sentiti e visti</strong>. La verità é che i bambini sono stati <strong>vittime di cadute accidentali giocando</strong>. E noi ci batteremo fino all’ultimo affinché venga fuori la verità perché non posso perdere i miei figli in questo modo. Il mio compagno, quando abbiamo iniziato a frequentarci, sapeva benissimo che io avevo due bambini. <strong>Lui li ama e li rispetta più di quanto ama me e più di quanto ha sempre fatto il padre naturale</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Abbiamo dovuto portare in ospedale il più piccolo &#8211; ha detto ancora la madre &#8211; perché é caduto dalla moto che gli avevamo regalato e <strong>si é rotto un polso</strong>. L’altro mio figlio l’ho portato perché p<strong>erdeva sangue dalla bocca</strong> dopo essersi morso&#8221;. &#8220;Io, nei confronti di questi bambini &#8211; ha detto, da parte sua, la nonna &#8211; <strong>mi sento come una seconda madre</strong>. Non avrei mai potuto fargli del male e mai avrei permesso che qualcuno gliene facesse. Mi ritrovo come il mostro della situazione solo perché ho avuto lo scrupolo di portare mio nipote in ospedale. <strong>Chiedo giustizia e chiedo che venga fuori la verità su quanto é accaduto</strong>&#8220;.</p>
<p>Per ora il tribunale ha anche disposto <strong>la sospensione della responsabilità genitoriale</strong> per la mamma e il papà dei bimbi e l&#8217;affidamento ai servizi sociali, appena staranno meglio.</p>
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		<item>
		<title>Uccise padre violento per difendere madre, Alex Pompa condannato a 6 anni e 2 mesi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/uccise-padre-violento-per-difendere-madre-alex-pompa-condannato-a-6-anni-e-2-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 07:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Pompa]]></category>
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		<category><![CDATA[violento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Condanna a 6 anni e 2 mesi per Alex Pompa, il giovane che nel 2020 a Collegno, nel torinese, nel corso di un’ennesima lite, uccise a coltellate il padre per difendere la madre. A pronunciare la sentenza i giudici della Corte di Assise di appello di Torino. In primo grado il giovane era [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/uccise-padre-violento-per-difendere-madre-alex-pompa-condannato-a-6-anni-e-2-mesi/">Uccise padre violento per difendere madre, Alex Pompa condannato a 6 anni e 2 mesi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
Condanna a 6 anni e 2 mesi per Alex Pompa, il giovane che nel 2020 a Collegno, nel torinese, nel corso di un’ennesima lite, uccise a coltellate il padre per difendere la madre. A pronunciare la sentenza i giudici della Corte di Assise di appello di Torino. In primo grado il giovane era stato assolto per legittima difesa.</p>
<p>Nelle scorse settimane una sentenza della Corte di Cassazione a cui si erano rivolti i giudici torinesi aveva permesso l’applicazione della prevalenza di alcune attenuanti sulle aggravanti. Per il giovane il pm aveva chiesto inizialmente 14 anni, oggi riformulata a 6 anni e 2 mesi.  Nella sentenza pronunciata questa mattina i giudici hanno anche disposto la trasmissione degli atti in procura perché si valutino le testimonianze di mamma e fratello di Alex.</p>
<p>“Siamo passati da un’assoluzione in primo grado a una condanna con richiesta di trasmissione degli atti per valutare le dichiarazioni della madre e del fratello &#8211; ha commentato al termine della lettura della sentenza l’avvocato del giovane, Claudio Strata &#8211; è una scelta incomprensibile, molto difficile da accettare, leggeremo le motivazioni”.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Paola, grande partecipazione al corteo a difesa dell&#8217;Ospedale San Francesco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jun 2023 08:26:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Paola (CS) &#8211; &#8220;La grande partecipazione alla manifestazione &#8220;in cammino per la tutela del diritto alla salute&#8221; è il segno evidente che i cittadini hanno voglia di ribellarsi e chiedere una sanità migliore. Il comitato per la tutela del diritto alla salute ha riunito decine di cittadini che hanno sfilato dal piazzale dell&#8217;ospedale San Francesco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Paola (CS) &#8211; &#8220;La grande partecipazione alla manifestazione &#8220;in cammino per la tutela del diritto alla salute&#8221; è il segno evidente che i cittadini hanno voglia di ribellarsi e chiedere una sanità migliore. Il comitato per la tutela del diritto alla salute ha riunito decine di cittadini che hanno sfilato dal piazzale dell&#8217;ospedale San Francesco di Paola fin in Piazza del Popolo&#8221;. È quanto rendono noto, con entusiasmo, i rappresentanti del comitato popolare per il diritto alla salute. &#8220;No al trasferimento dei reparti, &#8211; prosegue la nota stampa- Si ad un servizio sanitario migliore vicino alle esigenze dei cittadini, specie dei più deboli.</p>
<p>&#8220;Ringraziamo- si legge in una nota &#8211;  la presenza dell&#8217;assessore Barbara Sciammarella e tutti gli intervenuti, il segretario del Partito Democratico di Paola, Fabio LoCane, il responsabile dell&#8217;Associazione La Migliore Calabria, Aldo Cupello, Il Rappresentante della sigla sindacale UIL-FP Robertino Serpa, Don Sergio Locane, responsabile della Pastorale per la Sanità arcidiocesi di Cosenza, il consigliere comunale, Renato Vilardi, l&#8217;ex Sindaco, ora consigliere comunale, Roberto Perrotta ed ha concluso l&#8217;ex Consigliere Regionale Graziano Di Natale.<br />
Un messaggio di saluto &#8211; continua- è arrivato dal presidente del Comitato per il diritto alla salute Dott. Guglielmo Guzzo,che da sempre sostiene le iniziative a difesa della sanità pubblica, e dal segretario provinciale delle CGIL Massimo Ianni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ora occorre fare chiarezza, Il Presidente Occhiuto aveva garantito che entro fine maggio si sarebbe delineato il riordino della rete ospedaliera.<br />
Nulla è avvenuto se non una proposta, non ritirata, che prevede il trasferimento dell&#8217;emergenza urgenza dalla nostra struttura ospedaliera.<br />
Lotteremo per evitare questo scellerato disegno e lo faremo con tutte le nostre forze. Con oggi si apre una nuova pagina, una nuova storia da raccontare.<br />
Si inizia a scrivere il futuro di una comunità che non vuole piegare la testa. Non si mercanteggia sulla salute dei cittadini &#8211; conclude- e non c&#8217;è colore politico che tenga siamo in piazza senza se e senza ma sicuri di essere dalla parte giusta&#8221;- conclude il comitato per la tutela del diritto alla salute.</p>
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		<title>A difesa della Sanità Pubblica: manifestazione davanti alla Cittadella regionale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/a-difesa-della-sanita-pubblica-manifestazione-davanti-alla-cittadella-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 14:13:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Questa mattina davanti al palazzo della cittadella regionale abbiamo tenuto una delle manifestazioni a difesa della Sanità pubblica. All’iniziativa, indetta dalle OO.SS. nazionali di categoria, la FPCGIL Dirigenza Medica e Sanitaria di Area Vasta, in unione con altre sigle sindacali appartenenti all’intersindacale, erano attivi i nostri rappresentanti.  Alessandra Baldari, segretaria generale della funzione pubblica CGIL Calabria: “Siamo qui insieme per sottolineare il grave stato di disagio in cui si trova la sanità in tutto il nostro Paese. Noi in Calabria abbiamo delle peculiarità che ci portano indietro nel tempo, questo anche grazie a tanti anni di commissariamento. Basti pensare al blocco del turnover, in questo momento noi abbiamo una carenza di medici ancora troppo importante, soprattutto, in alcune specialità. </p>
<p>Per esempio – spiega la segretaria – l’emergenze/urgenza, che ha carenze alle quali non riusciamo a sopperire. E’ responsabilità di mancanze delle politiche nazionali, ma anche regionali, che hanno indebolito fortemente il settore dei Medici. Tutto ciò lo rivendicheremo con la manifestazione del 24 giugno a Roma, a sostegno e a difesa del Sistema Sanitario Nazionale. E’ necessaria – soggiunge Baldari &#8211; una maggiore disponibilità di finanziamenti per il Fondo sanitario nazionale. Inoltre, abbiamo bisogno di un Piano straordinario di assunzioni che riguarda il comparto,  in particolare in Calabria in questo momento mancano i medici di tutte le specialità. Si pensi alla carenza nella continuità assistenziale e del 118. Noi abbiamo problemi molto grossi non riusciamo a garantire più il diritto alla salute dei cittadini calabresi e, ricordo a tutti, che è un diritto fondamentale della Costituzione. Noi &#8211; chiude la segretaria &#8211; non intendiamo rinunciare a questa battaglia, continueremo fino a che non riusciremo a riequilibrare le aspettative dei cittadini e la capacità di assistenza del Sistema Sanitario Nazionale, ed in particolare quello calabrese che è quello che in maggiore sofferenza”. </p>
<p>Davanti alla cittadella c’è stato un confronto ed un ascolto delle diverse problematiche esposte dai medici, tra queste, una molto importante legata all’azienda Dulbecco, ed è stata sottolineata da Franco Grillo, segretario generale FPCGIL Area Vasta CZ, KR, VV: “Finalmente si parla solo ed esclusivamente di Sanità pubblica. Ovviamente c’è un concentrato di attività e di problemi che riguardano tutta la Calabria, ma in particolare voglio sottolineare l’importanza dell’azienda Dulbecco, nata in un modo molto particolare e oggi va tenuta sotto nostra attenta osservazione. Bisogna comprendere – chiarisce Grillo &#8211;  cosa si vuole realizzare intorno a questa struttura, che dovrebbe essere un motore capace di muovere in maniera diversa la Sanità in Calabria, ma ancora non abbiamo avuto modo di incontraci per saperne di più. E nonostante nessun incontro ci sia stato, hanno già nominato il commissario. Allora, ci chiediamo perché sarebbe stato necessario nominarlo e insieme a lui anche il direttore sanitario? Secondo noi, dice il segretario generale dell’area Vasta &#8211;  la Dulbecco necessità di programmazione e quindi di un direttore generale. E’ questa, una struttura che diventerà centrale rispetto a tutte le attività che in Calabria si verificheranno, come ad esempio il ruolo che avranno gli spoke, gli investimenti che previsti col Pnrr, e mi riferisco soprattutto agli ospedali e alle case di comunità e ai centri di pronto intervento.  </p>
<p>Bisogna pensare prima di tutto a dare risposte ai cittadini calabresi &#8211; chiude Grillo &#8211; ecco perché noi continueremo ad essere presenti, a partire dalla manifestazione per 24 giugno. Pensiamo ai calabresi che, nonostante, paghino i servizi il doppio e il triplo di quanto costano in altre regioni italiane, hanno dei servizi non adeguati. Anche per questo noi ci saremo perchè si difenderà la Sanità anche Roma, scenderemo in piazza per difendere la salute pubblica.”. E’ intervenuto anche Ivan Potente, FPCGIL medici,  coordinatore Area Vasta CZ, KR, VV: “il manifestino voluto dall&#8217;Intersindacale medica nazionale  &#8211; spiega &#8211; noi lo abbiamo modificato un pò scrivendo < la sanità E’ il diritto >. Per noi il servizio il Servizio Sanitario Nazionale pubblico deve garantire tutti i cittadini in qualunque momento, pertanto, dobbiamo difenderlo e tutelarlo perché da oltre un ventennio lo si sta spogliando di uomini e mezzi.  La dignità professionale dei medici è sempre stata a tutela della di tutti i cittadini e &#8211; conclude Potente &#8211; deve essere rispettata. I medici del Servizio Sanitario Nazionale pubblico sono sempre stati attori e non faranno da spettatori in questo momento di sfinimento del servizio della categoria”.</p>
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