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	<title>diagnosi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 05 Jul 2024 14:41:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Obesità, cambiano i criteri per diagnosi e cura della malattia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/obesita-cambiano-criteri-per-diagnosi-e-cura-della-malattia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 06:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Bmi addio, o quasi. Non basterà più l&#8217;indice di massa corporea per stabilire se una persona soffre di obesità e per decidere come curarla. La definizione attuale, che considera un paziente &#8216;obeso&#8217; se ha un Bmi uguale o superiore a 30, &#8220;esclude molte persone che potrebbero beneficiare del trattamento&#8221;. L&#8217;Easo, Associazione europea per lo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
Bmi addio, o quasi. Non basterà più l&#8217;indice di massa corporea per stabilire se una persona soffre di obesità e per decidere come curarla. La definizione attuale, che considera un paziente &#8216;obeso&#8217; se ha un Bmi uguale o superiore a 30, &#8220;esclude molte persone che potrebbero beneficiare del trattamento&#8221;. L&#8217;Easo, Associazione europea per lo studio dell&#8217;obesità, detta quindi &#8220;un nuovo schema per la diagnosi, la stadiazione e la gestione dell&#8217;obesità negli adulti&#8221;. Pubblicato su &#8216;Nature Medicine&#8217;, permetterà di &#8220;modernizzare la diagnosi e il trattamento&#8221; della patologia &#8220;tenendo conto di tutti gli ultimi sviluppi nel campo, compresa la nuova generazione di farmaci per l&#8217;obesità&#8221;. Medicinali la cui somministrazione potrà essere valutata anche quando l&#8217;indice di massa corporea è inferiore a 30, pari a 25 o maggiore.  &#8220;Nonostante l&#8217;ampio riconoscimento dell&#8217;obesità come una malattia multifattoriale, cronica, recidivante e non trasmissibile, caratterizzata da un accumulo anormale e/o eccessivo di grasso corporeo, la diagnosi di obesità è ancora in molti contesti basata esclusivamente sui valori di soglia del Bmi e non riflette il ruolo della distribuzione e della funzione del tessuto adiposo nella gravità della malattia&#8221;, spiega l&#8217;Easo in una comunicazione che riporta in calce anche il nome dell&#8217;italiano Luca Busetto, professore associato del Dipartimento di Medicina dell&#8217;università di Padova, vice-president della società scientifica per la regione Sud.  Una delle novità chiave dei criteri redatti dal gruppo di lavoro Easo, composto da esperti fra cui i presidenti presenti e passati dell&#8217;associazione, riguarda dunque &#8220;la componente antropometrica della diagnosi di obesità&#8221;. E mette nero su bianco che &#8220;il solo Bmi è insufficiente come criterio diagnostico&#8221; e che &#8220;la distribuzione del grasso corporeo ha un effetto sostanziale sulla salute&#8221;. Nel mirino il girovita: &#8220;L&#8217;accumulo di grasso addominale è associato a un aumento del rischio di sviluppare complicazioni cardiometaboliche&#8221;, ammoniscono gli specialisti, e rappresenta quindi &#8220;un determinante più forte dello sviluppo della malattia rispetto all&#8217;indice di massa corporea, anche in soggetti con un Bmi inferiore alla soglia standard (30) per la diagnosi di obesità&#8221;.</p>
<p>Il grasso addominale o viscerale, avverte l&#8217;Easo, &#8220;è un importante fattore di rischio per il deterioramento della salute anche in persone con Bmi basso e senza manifestazioni cliniche evidenti&#8221;. Pertanto le nuove indicazioni europee considerano obesi anche &#8220;soggetti con Bmi più basso&#8221; di 30, &#8220;compreso tra 25 e 30, ma accumulo di grasso addominale aumentato e presenza di eventuali compromissioni mediche, funzionali o psicologiche&#8221;. Così &#8220;riducendo il rischio di sottotrattamento in questo particolare gruppo di pazienti, rispetto all&#8217;attuale definizione di obesità basata sul Bmi&#8221;. Gli autori chiariscono che nelle loro raccomandazioni i &#8220;pilastri del trattamento&#8221; anti-obesità &#8220;aderiscono sostanzialmente alle linee guida attualmente disponibili: le modifiche comportamentali, inclusa la terapia nutrizionale, l&#8217;attività fisica, la riduzione dello stress e il miglioramento del sonno sono stati concordati come i principali capisaldi della gestione&#8221; della patologia, &#8220;con la possibile aggiunta di terapia psicologica, farmaci per l&#8217;obesità e procedure metaboliche o bariatriche (chirurgiche ed endoscopiche)&#8221;. Relativamente alle ultime due opzioni, precisa l&#8217;Easo, &#8220;il comitato direttivo ha discusso il fatto che le attuali linee guida si basano su evidenze derivanti da studi clinici i cui criteri di inclusione erano per lo più fondati su valori soglia antropometrici, piuttosto che su una valutazione clinica completa&#8221;. Perciò, &#8220;nella pratica attuale, l&#8217;applicazione rigorosa di questi criteri preclude l&#8217;uso di farmaci anti-obesità o procedure metaboliche/bariatriche in pazienti con un sostanziale carico di malattia da obesità, ma valori di Bmi bassi&#8221;.</p>
<p>Ora si cambia: &#8220;L&#8217;utilizzo dei farmaci &#8211; raccomandano gli esperti &#8211; dovrebbe essere considerato in pazienti con Bmi pari a 25 o maggiore, un rapporto vita-altezza superiore a 0,5 e la presenza di compromissioni o complicazioni mediche, funzionali o psicologiche, indipendentemente dai valori soglia attuali dell&#8217;indice di massa corporea&#8221;. Per gli autori dei nuovi criteri, &#8220;questa dichiarazione può anche essere vista come un appello alle aziende farmaceutiche e alle autorità regolatorie, ad adottare criteri di inclusione più aderenti alla stadiazione clinica dell&#8217;obesità e meno&#8221; legate &#8220;ai tradizionali cut-off di Bmi quando si progettano futuri studi clinici con farmaci per l&#8217;obesità&#8221;.  L&#8217;obiettivo dell&#8217;Easo è &#8220;avvicinare la gestione dell&#8217;obesità a quella di altre malattie croniche non trasmissibili&#8221;, per le quali si punta &#8220;non a risultati intermedi a breve termine, ma a benefici per la salute a lungo termine&#8221;. &#8220;Definire obiettivi terapeutici personalizzati a lungo termine&#8221;: questo, secondo gli specialisti, dovrebbe guidare &#8220;la discussione con i pazienti dall&#8217;inizio del trattamento, considerando lo stadio e la gravità della malattia, le opzioni terapeutiche disponibili e i possibili effetti collaterali e rischi concomitanti, le preferenze del paziente, i fattori individuali che determinano l&#8217;obesità e i possibili ostacoli al trattamento. Si sottolinea la necessità &#8211; concludono gli autori delle nuove indicazioni &#8211; di un piano di trattamento globale a lungo termine o per tutta la vita, piuttosto che di una riduzione del peso corporeo a breve termine&#8221;.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Diabete, arriva test rapido diagnosi: Si tratta della &#8216;mini-curva del glucosio&#8217;, ecco come funziona</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/diabete-arriva-test-rapido-diagnosi-si-tratta-della-mini-curva-del-glucosio-ecco-come-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 09:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[curva]]></category>
		<category><![CDATA[Diabete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva il test rapido per la diagnosi di diabete e pre-diabete, messo a punto con il fondamentale contributo della ricerca italiana. L&#8217;hanno già battezzata la &#8216;mini-curva&#8217; da carico di glucosio e consente di individuare la malattia, e i primi segni, almeno un paio d&#8217;anni prima rispetto ai test attuali (curva da carico di glucosio tradizionale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva il test rapido per la diagnosi di diabete e pre-diabete, messo a punto con il fondamentale contributo della ricerca italiana. L&#8217;hanno già battezzata la &#8216;mini-curva&#8217; da carico di glucosio e consente di individuare la malattia, e i primi segni, almeno un paio d&#8217;anni prima rispetto ai test attuali (curva da carico di glucosio tradizionale a due ore, o Ogtt). Per questo, l&#8217;International Diabetes Federation(Idf), la federazione mondiale che include tutte le società di diabetologia internazionali e le associazioni delle persone con diabete, ha deciso di proporla &#8211; con un Position stattement che ha revisionato la letteratura scientifica in materia &#8211; come nuovo criterio diagnostico per il pre-diabete e il diabete, basandosi sulla glicemia alla prima ora della curva da carico di glucosio. Una novità a cui ha dato un notevole contributo la ricerca italiana, in particolare con il gruppo della Medicina interna dell&#8217;Università &#8216;Magna Graecia&#8217; di Catanzaro e dell&#8217;Azienda ospedaliero universitaria Sant&#8217;Andrea-Sapienza niversità di Roma. &#8220;I nuovi criteri diagnostici &#8211; commenta Giorgio Sesti, ordinario di Medicina interna alla Sapienza università di Roma e presidente della Società di medicina interna Simi – consentono di individuare precocemente le persone ad aumentato rischio di diabete o già diabetici, che sfuggono a questa diagnosi con gli attuali criteri diagnostici. Questo significa che sarà possibile formulare la diagnosi di diabete e di prediabete attraverso una &#8216;mini-curva&#8217; da carico glucidico di appena un&#8217;ora (anziché le due ore attuali). Ma soprattutto, consentirà di intercettare una serie di soggetti che i criteri attuali non permettono di individuare né come pre-diabetici, né come diabetici.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è la mini-curva</strong><br />
La &#8216;mini-curva&#8217; rappresenta un metodo più pratico e sensibile per &#8216;catturare&#8217; un maggior numero di persone a rischio di sviluppare diabete franco e di riconoscere più precocemente i soggetti con diabete già conclamato&#8221;. Una diagnosi più precoce, spiega ancora Sesti, &#8220;consente di mettere in atto più tempestivamente una serie di misure preventive riguardanti lo stile di vita o farmacologiche, che aiutano a prevenire la progressione verso il diabete franco e a contenere i danni del diabete. Spesso infatti le complicanze vascolari sono già presenti al momento della diagnosi di diabete&#8221;. È infatti possibile prevenire la progressione dal pre-diabete al diabete mettendo in atto un drastico cambiamento dello stile di vita: dieta equilibrata e perdita di peso se necessaria, attività fisica, lotta alla sedentarietà, curare l&#8217;igiene del sonno, stop al fumo di sigaretta e in alcuni casi ricorrendo alla terapia farmacologica.</p>
<p>L&#8217;Idf è arrivato al documento di consenso sui nuovi criteri diagnostici, dopo aver esaminato i risultati di numerosi studi internazionali sul significato della glicemia alla prima ora della curva da carico, ai quali ha dato un notevole contributo la ricerca italiana. In particolare, il gruppo della Medicina interna dell&#8217;università &#8216;Magna Graecia&#8217; di Catanzaro e dell&#8217;Azienda ospedaliero universitaria Sant&#8217;Andrea-Sapienza Università di Roma ha pubblicato oltre 40 articoli sull&#8217;argomento<br />
&#8220;La glicemia alla prima ora della curva da carico – ricorda Sesti &#8211; è già da tempo usata per la diagnosi di diabete gestazionale, quindi rappresenta un elemento fisiopatologico importante, finora trascurato. L&#8217;iperglicemia precoce infatti è già un marcatore di diabete o di aumentato rischio di malattia. Quindi – conclude il presidente della Simi &#8211; se è vero che i nuovi criteri diagnostici dell&#8217;Idf rappresentano una &#8216;novità&#8217; nella diagnosi di diabete, l&#8217;importanza della glicemia alla prima ora dell&#8217;Ogtt è già consolidata da tempo, dal punto di vista fisiopatologico&#8221;.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<item>
		<title>Italiani sempre più celiaci, ecco le linee guida per diagnosi e terapia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/italiani-sempre-piu-celiaci-ecco-le-linee-guida-per-diagnosi-e-terapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 10:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Aumentano gli italiani celiaci. Sono 224mila i casi diagnosticati, ma quelli stimati sono circa 600mila perché spesso la malattia è asintomatica. Per loro, ma soprattutto per i medici di famiglia e i pediatri, è in arrivo una roadmap per districarsi nella diagnosi e nella terapia. Questa mattina a Roma in Senato sono state [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
Aumentano gli italiani celiaci. Sono 224mila i casi diagnosticati, ma quelli stimati sono circa 600mila perché spesso la malattia è asintomatica. Per loro, ma soprattutto per i medici di famiglia e i pediatri, è in arrivo una roadmap per districarsi nella diagnosi e nella terapia. Questa mattina a Roma in Senato sono state presentate le Linee guida nazionali per la diagnosi e la terapia e il follow-up della malattia celiaca e della dermatite erpetiforme, promosse dalla Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) e pubblicate dall&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss). Il documento punta ad aiutare i medici e gli specialisti ad intercettare e gestire i possibili pazienti celiaci che hanno necessità di una diagnosi e di iniziare una dieta senza glutine. &#8220;Le malattie dell&#8217;apparato digerente rappresentano la terza causa per ricovero ordinario in Italia &#8211; ha spiegato Luca Frulloni, presidente Sige e professore ordinario di Gastroenterologia dell&#8217;Università di Verona &#8211; e hanno un notevole impatto anche sull&#8217;attività di medicina generale. La stesura delle linee guida sulle malattie gastrointestinali più frequenti rappresenta un tentativo di fornire a tutti i medici uno strumento idoneo per migliorare la diagnosi e la cura dei pazienti e per contenere la spesa sanitaria&#8221;.  Tra i punti chiave evidenziati dagli esperti che hanno curato le linee guida: &#8220;Non iniziare la dieta priva di glutine prima di completare l&#8217;iter diagnostico&#8221; ed &#8220;eseguire la corretta sierologia degli anticorpi antitransglutaminasi IgA e IgA totali&#8221;, ma soprattutto &#8220;non fidarsi dei test delle intolleranze alimentari&#8221;. Questo documento presentato oggi &#8220;sarà utile per i medici di medicina generale e per i pediatri &#8211; ha sottolineato la senatrice Elena Murelli, componete della Commissione Affari sociali, sanità e lavoro pubblico e privato del Senato e promotrice dell&#8217;Intergruppo parlamentare su malattia celiaca e allergie alimentari &#8211; Serve fare informazione attraverso i media perché a rendere difficile la vita ai celiaci è ancora la discriminazione. Molti li guardano con sospetto, pensando che la dieta senza glutine serva solo a dimagrire&#8221;.  &#8220;In caso di sospetta malattia celiaca e quindi in presenza di sintomi, patologie autoimmuni associate o anche solo per familiarità, un prelievo di sangue per la ricerca degli anticorpi anti-transglutaminasi IgA, associato al dosaggio delle Immunoglobuline IgA totali, indicherà se eseguire la biopsia intestinale per la valutazione del danno atrofico intestinale”, continua Fabiana Zingone, docente associato di Gastroenterologia dell’Università di Padova e curatrice delle Linee guida insieme a Federico Biagi, docente ordinario di Gastroenterologia all’Università di Pavia. &#8220;Raccomandiamo &#8211; prosegue Zingone &#8211; di eseguire questi esami a dieta libera, quindi non iniziare la dieta priva di glutine prima di completare l’iter diagnostico. In ogni caso, è importante rivolgersi a un centro di riferimento regionale per la malattia celiaca per la corretta interpretazione degli esiti. Per i bambini è possibile, in caso di anticorpi molto elevati, evitare la biopsia intestinale, ma questa strategia deve essere decisa solo da pediatri dei centri di riferimento per la malattia celiaca.</p>
<p>Uno studio internazionale, coordinato dall’Italia e recentemente pubblicato, dimostra che la strategia di diagnosi senza biopsia è applicabile anche, in casi selezionati, alla popolazione adulta. In un prossimo futuro, è pertanto possibile che tale approccio verrà utilizzato anche in un sottogruppo di pazienti adulti”.  &#8220;Una volta diagnosticata la malattia celiaca &#8211; aggiunge la curatrice delle Linee guida &#8211; si raccomanda di continuare il follow-up in un centro dedicato. Nelle visite si valuterà la progressiva remissione dei sintomi, la negativizzazione degli anticorpi e la corretta aderenza alla dieta senza glutine. E&#8217; raccomandato, soprattutto nelle fasi iniziali, sottoporsi ad una valutazione dietistica per essere educati a una corretta dieta senza glutine. La biopsia intestinale non è sempre necessaria nel &#8216;follow-up&#8217;, viene in genere eseguita in caso di mancata risposta clinica e laboratoristica e nel sospetto di complicanze della malattia celiaca. Quest’ultime, seppur molto rare, richiedono una attenta valutazione in centri dedicati”.  &#8220;La dieta aglutinata, cioè priva di glutine, è il cardine della terapia della malattia celiaca. Tutti gli alimenti derivati da grano, orzo e segale contengono glutine. Il paziente celiaco va adeguatamente istruito per eliminare il glutine completamente e indefinitamente dalla dieta, senza sgarri o trasgressioni. Il rigore nella dieta non deve però diventare una ‘fobia delle contaminazioni’. Il paziente celiaco &#8211; sottolinea Biagi &#8211; ben informato e attento alla propria salute, non può ingerire involontariamente una dose tossica di glutine”. &#8220;Negli ultimi anni &#8211; illustra la Zingone &#8211; la ricerca ha individuato dei farmaci che possano bloccare in diversi punti la cascata patogenetica, causa della malattia celiaca. I target sono diversi: dalla digestione delle frazioni tossiche del glutine alla inibizione di alcune tappe della infiammazione glutine-correlata. Alcuni di questi studi sono in corso anche in centri italiani. I risultati sembrano promettenti per alcuni farmaci, ma bisognerà attendere ulteriori risultati al fine di definire la popolazione target e le modalità di utilizzo nella pratica clinica&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le raccomandazioni sulla gestione della malattia celiaca, pubblicate nel sito web Sistema nazionale Linee guida dell’Istituto superiore di sanità, dopo un’accurata valutazione della qualità metodologica, rappresentano un punto di riferimento importante per i professionisti sanitari e i pazienti e i loro familiari, uno strumento utile per decisioni condivise e ponderate, basate sulle migliori prove di sicurezza, efficacia, efficienza ed equità, uno standard di qualità dell’assistenza&#8221;, conclude Antonello Napoletano, ricercatore dell&#8217;Istituto superiore di sanità.   &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Esposto in Procura della famiglia di Andrea Purgatori: &#8216;diagnosi e cure sbagliate&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/esposto-in-procura-della-famiglia-di-andrea-purgatori-diagnosi-e-cure-sbagliate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 11:14:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Purgatori]]></category>
		<category><![CDATA[colposo]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[esposto]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[procura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La famiglia di Andrea Purgatori, il noto giornalista e conduttore de La7 morto la mattina del 19 luglio, ha presentato un esposto in Procura. La notizia è stata diffusa nel pomeriggio dai legali che assistono la famiglia. &#8220;La famiglia di Andrea Purgatori comunica che, a seguito di denuncia, il Nas dei Carabinieri, al comando del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia di Andrea Purgatori, il noto giornalista e conduttore de La7 morto la mattina del 19 luglio, ha presentato un esposto in Procura. La notizia è stata diffusa nel pomeriggio dai legali che assistono la famiglia.</p>
<p>&#8220;La famiglia di Andrea Purgatori comunica che, a seguito di denuncia, il Nas dei Carabinieri, al comando del Colonnello Alessandro Amadei, coordinati dai Procuratori della Repubblica Sergio Colaiocco e Giorgio Orano stanno conducendo indagini per fare luce sulla correttezza delle diagnosi e delle cure apportate al loro caro, deceduto il 19 luglio 2023 dopo solo due mesi dalla diagnosi iniziale&#8221;.</p>
<p>&#8220;In particolare, hanno chiesto che venga accertata la correttezza della diagnosi refertata ad Andrea Purgatori in una nota clinica romana e la conseguente necessità delle pesanti terapie a lui prescritte, e se, a causa dei medesimi eventuali errori diagnostici, siano state omesse le cure effettivamente necessarie. La famiglia, rappresentata dall’avvocato Gianfilippo Cau, è difesa nel procedimento dagli avvocati Alessandro e Michele Gentiloni Silveri&#8221;.<br />
Nei prossimi giorni la procura disporrà l&#8217;autopsia alla quale parteciperanno anche periti nominati dalla famiglia.</p>
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