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	<title>Diabete Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 28 Apr 2025 10:58:27 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Legame demenza-diabete: importante scoperta del team del Prof. Antonio Brunetti dell&#8217;UMG</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 10:58:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;importante scoperta scientifica del gruppo di ricerca guidato dal prof. Antonio Brunetti, docente ordinario di Endocrinologia dell&#8217;Università Magna Græcia di Catanzaro, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Lancet eBioMedicine. Lo studio svela un nuovo meccanismo molecolare che collega le malattie neurodegenerative, come la malattia di Alzheimer, alla resistenza insulinica e al diabete mellito di tipo [&#8230;]</p>
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<p>Un&#8217;importante scoperta scientifica del gruppo di ricerca guidato dal prof. Antonio Brunetti, docente ordinario di Endocrinologia dell&#8217;Università Magna Græcia di Catanzaro, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Lancet eBioMedicine. Lo studio svela un nuovo meccanismo molecolare che collega le malattie neurodegenerative, come la malattia di Alzheimer, alla resistenza insulinica e al diabete mellito di tipo 2. Le tauopatie, tra cui l&#8217;Alzheimer, sono caratterizzate dall&#8217;accumulo della proteina tau nei neuroni, un processo che conduce al progressivo declino delle funzioni cognitive. Diverse evidenze scientifiche hanno già suggerito una correlazione tra queste patologie e condizioni metaboliche come il diabete di tipo 2, ipotizzando l&#8217;esistenza di basi genetiche condivise. Il team del prof. Brunetti ha approfondito il ruolo della proteina nucleare HMGA1, definita un vero e proprio &#8220;interruttore biologico&#8221;, per la sua capacità di regolare l&#8217;espressione del gene del recettore dell&#8217;insulina. Studi precedenti dello stesso gruppo di ricerca avevano già identificato una variante genetica specifica, denominata rs146052672, associata a una ridotta produzione di HMGA1 e a un aumento del rischio di diabete e disturbi metabolici.</p>
<p>Nel nuovo studio i ricercatori dimostrano che bassi livelli di HMGA1 portano a una eccessiva produzione della proteina tau. Questo effetto è stato osservato in modelli sperimentali in vitro, in vivo e in una coorte di pazienti affetti da demenza. In assenza di HMGA1, infatti, la proteina tau tende ad accumularsi nel cervello, contribuendo alla neurodegenerazione. «Questi risultati – ha dichiarato il prof. Brunetti &#8211; ci portano a un nuovo modello patogenetico che chiarisce non solo il legame tra diabete e Alzheimer ma anche le basi molecolari comuni che uniscono queste due malattie. Comprendere il ruolo di HMGA1– ha sottolineato Brunetti &#8211;  potrebbe aprire la strada a nuove strategie terapeutiche, utili tanto nel trattamento del diabete quanto nella lotta contro le malattie neurodegenerative».</p>
<p>Lo studio è il frutto di una collaborazione multidisciplinare tra ricercatori dell&#8217;Università Magna Græcia di Catanzaro e altri centri di ricerca italiani ed europei, e rappresenta un importante passo avanti nella comprensione dei complessi intrecci tra metabolismo e neurodegenerazione.</p>
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		<title>L&#8217;UMG di Catanzaro ha partecipato alla stesura del manifesto dei diritti delle persone con diabete</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lumg-di-catanzaro-ha-partecipato-alla-stesura-del-manifesto-dei-diritti-delle-persone-con-diabete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 10:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La docente Concetta Irace, professoressa ordinaria dell&#8217;Università Magna Graecia, e la dott.ssa Raffaella Fiorentino, coordinatrice infermieristica nell&#8217;ateneo di Catanzaro, hanno partecipato alla redazione del Manifesto dei diritti delle persona con diabete e dei doveri dell&#8217;individuo e della comunità. Il Manifesto, presentato al Senato della Repubblica, rappresenta un prezioso documento che, richiamando i diritti della persona, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La docente Concetta Irace, professoressa ordinaria dell&#8217;Università Magna Graecia, e la dott.ssa Raffaella Fiorentino, coordinatrice infermieristica nell&#8217;ateneo di Catanzaro, hanno partecipato alla redazione del Manifesto dei diritti delle persona con diabete e dei doveri dell&#8217;individuo e della comunità. Il Manifesto, presentato al Senato della Repubblica, rappresenta un prezioso documento che, richiamando i diritti della persona, individua azioni concrete a livello nazionale per la tutela e la promozione dei diritti delle persone con diabete. Il Manifesto dei diritti della persona con diabete viene firmato, per la prima volta, in Senato il 9 luglio 2009 da Diabete Italia e dall&#8217;Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione. La prima stesura ha coinvolto diverse associazioni di volontariato delle persone con diabete e società scientifiche di diabetologia. Il documento viene verificato puntualmente al fine di risultare aderente alla realtà culturale, sociale e assistenziale italiana in continua evoluzione. Oggi, a quindici anni dalla sua prima stesura, il manifesto è stato ulteriormente aggiornato con un&#8217;integrazione che sottolinea i doveri della comunità che si deve far carico della persona con diabete. </p>
<p>Il sistema sanitario deve garantire alla persona con diabete l&#8217;accesso a metodi diagnostici e terapeutici appropriati, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Il diritto delle persone con diabete a vivere una vita sociale, educativa, lavorativa al pari delle persone senza diabete deve essere considerato un obiettivo delle azioni parlamentari e di governo per affermare e garantire che questo diritto venga riconosciuto in ogni ambito e contesto. In questa visione del diritto alla salute, la comunità diventa punto di riferimento della persona con diabete in tutte le fasi della vita. Il documento si compone di diverse parti e spazia dalla sezione dedicata ai diritti delle persone con diabete e della comunità alle nuove frontiere della digitalizzazione e della salute territoriale. Il documento pone l&#8217;attenzione anche sulla prevenzione e sul controllo del diabete, ribadendo l&#8217;impegno nell&#8217;attività di ricerca e sul fronte educativo. Il manifesto, inoltre, individua azioni condivise che riguardano il diabete in gravidanza e  in età evolutiva, il dialogo medico-paziente, l&#8217;applicazione di protocolli negli istituti penitenziari e in relazione a emergenze e catastrofi naturali.</p>
<p>Il Manifesto dei Diritti della persona con diabete è un documento promosso e sottoscritto da: Intergruppo Parlamentare Obesità, Diabete e Malattie Croniche non trasmissibili, Federazione delle Società Diabetologiche Italiane – FeSDI, Kallan Wellness Alliance – IWA, Comitati per i diritti della persona con diabete, Cittadinanzattiva, Fondazione Longevitas, Associazione Medici Diabetologi-AMD, Società Italiana di Diabetologia-SID, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica-SIEDP, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie-SIMG, Operatori Sanitari in Diabetologia-OSDI, IBDO Foundation, Coordinamento tra le Associazioni Italiane Giovani con Diabete-AGD Italia, Associazione italiana per la difesa degli interessi dei diabetici-AID, Associazione Nazionale Italiana -Atleti Diabetici –ANIAD, Diabete Italia, Associazione Italiana Diabetici – FAND, Federazione Nazionale Diabete Giovanile – FDG. Il manifesto è consultabile al link https://issuu.com/raffaelecreativagroupcom/docs/manifesto_diritti_e_doveri_agg15122024?fr=sYWExMTY1MDgxMDU</p>
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		<title>Cosenza, questa mattina in Piazza XI Settembre screening gratuito per il diabete</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-questa-mattina-in-piazza-xi-settembre-screening-gratuito-per-il-diabete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2024 07:31:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono le iniziative del progetto &#8220;Il Rotary per la salute&#8221; che il Rotary Club Cosenza Sette Colli ha da tempo avviato allo scopo di informare i cittadini e conseguentemente stimolare le attività di prevenzione in relazione alle più comuni problematiche di carattere sanitario. Oggi, sabato 23 Novembre, dalle 9 alle 13 in Piazza XI Settembre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Proseguono le iniziative del progetto &#8220;Il Rotary per la salute&#8221; che il <strong>Rotary Club Cosenza Sette Colli</strong> ha da tempo avviato allo scopo di informare i cittadini e conseguentemente stimolare le attività di prevenzione in relazione alle più comuni problematiche di carattere sanitario. Oggi, <strong>sabato 23 Novembre</strong>, dalle 9 alle 13 in <strong>Piazza XI Settembre a Cosenza</strong>, è in programma un&#8217;iniziativa legata alla <strong>Giornata Mondiale del Diabete</strong>, patrocinata dalla Città di Cosenza, dall&#8217;ASP di Cosenza e dalla OSDI che riunisce gli operatori sanitari di diabetologia italiani. Tutti i cittadini potranno recarsi presso il punto medico allestito per l&#8217;occasione e sottoporsi a un&#8217;attività di screening gratuito con controllo di glicemia capillare, pressione arteriosa e circonferenza dell&#8217;addome. In più, saranno presenti esperti e volontari del RC Cosenza Sette Colli e delle Associazioni che operano in ambito medico, i quali illustreranno le principali problematiche legate alla malattia e forniranno opuscoli illustrativi. Un interessante<strong> momento di educazione sanitaria</strong> su una patologia che, oltre a portare gravi conseguenze per reni, vista e cuore, pesa per circa il 14% sul bilancio della sanità pubblica.</p>
<p dir="ltr">Con l&#8217;occasione, si farà sensibilizzazione anche su un&#8217;altra patologia particolarmente grave e diffusa, il <strong>tumore del colon retto</strong>, una malattia dovuta alla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste l&#8217;ultima parte dell&#8217;intestino, che nel 2023 ha colpito 50.500 nuovi pazienti, secondo l&#8217;ultimo rapporto diffuso dall&#8217;Associazione Italiana di Oncologia Medica (<strong>AIOM</strong>). Per tale motivo, una corretta attività di prevenzione è alquanto necessaria. Ed è proprio in questa scia che i volontari del Rotary Club Cosenza Sette Colli in mattinata illustreranno ai cittadini presenti le principali problematiche legate al tumore al colon retto, allo scopo di sensibilizzare i cittadini presenti sulla problematica oncologica. L&#8217;iniziativa è indirizzata in special modo a uomini e donne in età compresa tra i 40 e i 50 anni. Chi tra loro intenderà sottoporsi a screening potrà rivolgersi nei prossimi giorni <strong>all&#8217;AFT Kos di Via Luigi Fera 166 a Cosenza.</strong></p>
<p dir="ltr">&#8220;Un interessante momento di educazione sanitaria che ben si inserisce nelle attività del Rotary Club Cosenza Sette Colli, impegnato sin dalla sua costituzione nel proprio percorso al servizio del territorio&#8221;- si legge in una nota.</p>
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		<item>
		<title>Diabete, arriva test rapido diagnosi: Si tratta della &#8216;mini-curva del glucosio&#8217;, ecco come funziona</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/diabete-arriva-test-rapido-diagnosi-si-tratta-della-mini-curva-del-glucosio-ecco-come-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 09:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva il test rapido per la diagnosi di diabete e pre-diabete, messo a punto con il fondamentale contributo della ricerca italiana. L&#8217;hanno già battezzata la &#8216;mini-curva&#8217; da carico di glucosio e consente di individuare la malattia, e i primi segni, almeno un paio d&#8217;anni prima rispetto ai test attuali (curva da carico di glucosio tradizionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva il test rapido per la diagnosi di diabete e pre-diabete, messo a punto con il fondamentale contributo della ricerca italiana. L&#8217;hanno già battezzata la &#8216;mini-curva&#8217; da carico di glucosio e consente di individuare la malattia, e i primi segni, almeno un paio d&#8217;anni prima rispetto ai test attuali (curva da carico di glucosio tradizionale a due ore, o Ogtt). Per questo, l&#8217;International Diabetes Federation(Idf), la federazione mondiale che include tutte le società di diabetologia internazionali e le associazioni delle persone con diabete, ha deciso di proporla &#8211; con un Position stattement che ha revisionato la letteratura scientifica in materia &#8211; come nuovo criterio diagnostico per il pre-diabete e il diabete, basandosi sulla glicemia alla prima ora della curva da carico di glucosio. Una novità a cui ha dato un notevole contributo la ricerca italiana, in particolare con il gruppo della Medicina interna dell&#8217;Università &#8216;Magna Graecia&#8217; di Catanzaro e dell&#8217;Azienda ospedaliero universitaria Sant&#8217;Andrea-Sapienza niversità di Roma. &#8220;I nuovi criteri diagnostici &#8211; commenta Giorgio Sesti, ordinario di Medicina interna alla Sapienza università di Roma e presidente della Società di medicina interna Simi – consentono di individuare precocemente le persone ad aumentato rischio di diabete o già diabetici, che sfuggono a questa diagnosi con gli attuali criteri diagnostici. Questo significa che sarà possibile formulare la diagnosi di diabete e di prediabete attraverso una &#8216;mini-curva&#8217; da carico glucidico di appena un&#8217;ora (anziché le due ore attuali). Ma soprattutto, consentirà di intercettare una serie di soggetti che i criteri attuali non permettono di individuare né come pre-diabetici, né come diabetici.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è la mini-curva</strong><br />
La &#8216;mini-curva&#8217; rappresenta un metodo più pratico e sensibile per &#8216;catturare&#8217; un maggior numero di persone a rischio di sviluppare diabete franco e di riconoscere più precocemente i soggetti con diabete già conclamato&#8221;. Una diagnosi più precoce, spiega ancora Sesti, &#8220;consente di mettere in atto più tempestivamente una serie di misure preventive riguardanti lo stile di vita o farmacologiche, che aiutano a prevenire la progressione verso il diabete franco e a contenere i danni del diabete. Spesso infatti le complicanze vascolari sono già presenti al momento della diagnosi di diabete&#8221;. È infatti possibile prevenire la progressione dal pre-diabete al diabete mettendo in atto un drastico cambiamento dello stile di vita: dieta equilibrata e perdita di peso se necessaria, attività fisica, lotta alla sedentarietà, curare l&#8217;igiene del sonno, stop al fumo di sigaretta e in alcuni casi ricorrendo alla terapia farmacologica.</p>
<p>L&#8217;Idf è arrivato al documento di consenso sui nuovi criteri diagnostici, dopo aver esaminato i risultati di numerosi studi internazionali sul significato della glicemia alla prima ora della curva da carico, ai quali ha dato un notevole contributo la ricerca italiana. In particolare, il gruppo della Medicina interna dell&#8217;università &#8216;Magna Graecia&#8217; di Catanzaro e dell&#8217;Azienda ospedaliero universitaria Sant&#8217;Andrea-Sapienza Università di Roma ha pubblicato oltre 40 articoli sull&#8217;argomento<br />
&#8220;La glicemia alla prima ora della curva da carico – ricorda Sesti &#8211; è già da tempo usata per la diagnosi di diabete gestazionale, quindi rappresenta un elemento fisiopatologico importante, finora trascurato. L&#8217;iperglicemia precoce infatti è già un marcatore di diabete o di aumentato rischio di malattia. Quindi – conclude il presidente della Simi &#8211; se è vero che i nuovi criteri diagnostici dell&#8217;Idf rappresentano una &#8216;novità&#8217; nella diagnosi di diabete, l&#8217;importanza della glicemia alla prima ora dell&#8217;Ogtt è già consolidata da tempo, dal punto di vista fisiopatologico&#8221;.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Covid, il dato emerge da una ricerca internazionale pubblicata su &#8216;Nature Metabolism&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-il-dato-emerge-da-una-ricerca-internazionale-pubblicata-su-nature-metabolism/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 13:15:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA['Nature Metabolism']]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Diabete]]></category>
		<category><![CDATA[prediabete]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il diabete e il prediabete possono essere alcune delle conseguenze a lungo termine del Covid-19. La scoperta arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista &#8216;Nature Metabolism&#8217; e sviluppata dall&#8217;ospedale Sacco, ospedale San Paolo e dall&#8217;Università degli Studi di Milano con un team internazionale coordinato dal professore Paolo Fiorina che annovera fra i partner anche l’Università [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il diabete e il prediabete possono essere alcune delle conseguenze a lungo termine del Covid-19. La scoperta arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista &#8216;Nature Metabolism&#8217; e sviluppata dall&#8217;ospedale Sacco, ospedale San Paolo e dall&#8217;Università degli Studi di Milano con un team internazionale coordinato dal professore Paolo Fiorina che annovera fra i partner anche l’Università di Pisa e la Harvard Medical School.</p>
<p>Lo studio, che ha rivelato come si sviluppa il diabete correlato al Covid-19, dimostra per la prima volta che l’infezione virale può indurre insulino-resistenza e quindi deteriorare la normale funzionalità β-cellulare, alterazioni che possono portare ad iperglicemia persistente di varia gravità anche dopo la guarigione.</p>
<p>In particolare per l’Università di Pisa ha partecipato il dottor Giuseppe Daniele, ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale. Il suo lavoro ha contribuito a dimostrare che il rischio sviluppo d’insulino-resistenza e diabete sono strettamente e proporzionalmente correlati alla tempesta citochinica che si sviluppa durante l’infezione da Covid-19 e che tale compromissione persiste anche una volta guariti. Il ruolo delle citochine e della sub-infiammazione nella genesi dell’insulino-resistenza nell’obesità e nel diabete di tipo 2 è una linea di ricerca già seguita dal dottor Giuseppe Daniele insieme al professore Franco Folli ed altri, in studi condotti a San Antonio, in Texas.</p>
<p>Questo ultimo lavoro pubblicato su &#8216;Nature Metabolism&#8217; &#8211; secondo i professori Paolo Fiorina, Massimo Galli, Gianvincenzo Zuccotti della Asst Fatebenefratelli-Sacco e Franco Folli, Asst Santi Paolo e Carlo (tutti dell’Università degli Studi di Milano) &#8211; potrà quindi aiutare ad approfondire i meccanismi del diabete in pazienti particolarmente fragili e a mettere a punto nuove strategie terapeutiche per questa malattia.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/covid-il-dato-emerge-da-una-ricerca-internazionale-pubblicata-su-nature-metabolism/">Covid, il dato emerge da una ricerca internazionale pubblicata su &#8216;Nature Metabolism&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Appello Umg ai pazienti diabetici: non interrompere le terapie della vista</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/appello-umg-ai-pazienti-diabetici-non-interrompere-le-terapie-della-vista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2021 08:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Diabete]]></category>
		<category><![CDATA[edema]]></category>
		<category><![CDATA[maculopatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; I pazienti diabetici con patologie della vista come l’edema maculare non devono interrompere il loro percorso terapeutico per timore del Covid-19. A Catanzaro l’U.O. di Oculistica dell&#8217;Università &#8220;Magna Graecia&#8221; diretta dal prof. Vincenzo Scorcia prevede visite in totale sicurezza e trattamenti efficaci a lungo termine che riducono il numero di somministrazioni e quindi gli accessi in ospedale. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/appello-umg-ai-pazienti-diabetici-non-interrompere-le-terapie-della-vista/">Appello Umg ai pazienti diabetici: non interrompere le terapie della vista</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
I pazienti diabetici con patologie della vista come l’edema maculare non devono interrompere il loro percorso terapeutico per timore del Covid-19. A <strong>Catanzaro</strong> l’<strong>U.O. di Oculistica dell&#8217;Università &#8220;Magna Graecia&#8221;</strong> diretta dal prof. <strong>Vincenzo Scorcia</strong> prevede visite in totale sicurezza e trattamenti efficaci a lungo termine che riducono il numero di somministrazioni e quindi gli accessi in ospedale. &#8220;È importante che i pazienti diabetici con patologie della vista non sospendano il loro percorso terapeutico per timore del contagio, poichè sono generalmente sottoposti a terapie continuative che prevedono una periodicità definita. Il vero rischio, arrestando il trattamento, sarebbe infatti quello di perdere i benefici della cura, causando una ripresa della maculopatia, in alcuni casi irreversibile.</p>
<h4>I dati</h4>
<p>In<strong> Calabria</strong> le persone con diabete sono più del 7-8% della popolazione (più di 130.000; dati dell’IBDO, Italian Barometer Diabetes Observatory) di cui almeno il 10% soffre di edema maculare diabetico e tale percentuale sale drasticamente sopra i 60 anni di età e nei casi di retinopatia diabetica proliferante.<br />
Offuscamento della visione centrale, visione deformata, difficoltà nella percezione dei colori e, in alcuni casi, riduzione della visione notturna: sono questi i principali sintomi di questa complicanza del diabete che, se non controllata, nel lungo periodo può provocare danni gravi e irreversibili alla retina, mettendo a rischio la vista.<br />
<em>“L’edema maculare diabetico è la principale causa di perdita della vista e cecità nei pazienti diabetici. Per questo motivo è importante che le persone con diabete facciano almeno una visita oculistica all’anno per diagnosticare precocemente la malattia e velocizzare i trattamenti riducendo così i potenziali danni alla vista – </em>spiega il prof. <strong>Vincenzo Scorcia, direttore  U.O. di Oculistica dell&#8217;Università &#8220;Magna Graecia&#8221; di Catanzaro</strong><em> – </em><br />
<em>Presso il nostro Centro di riferimento è possibile ricevere la propria terapia o fare un accertamento diagnostico, senza correre alcun rischio.</em> Fortunatamente la paura dell’infezione da Covid-19 non ha spinto le persone a rinunciare alle visite o interrompere le cure e questo ci ha permesso di portare avanti regolarmente la nostra attività sia durante la prima che durante la seconda ondata della pandemia. Inoltre, per tutelare ulteriormente la sicurezza del personale sanitario, in tutto questo periodo abbiamo sempre effettuato e continuiamo ad effettuare un tampone a tutte le persone che si recano in reparto”.</p>
<h4>I rischi</h4>
<p>I pazienti affetti da questa patologia sono generalmente sottoposti a terapie continuative che prevedono una periodicità definita. Si tratta di iniezioni intravitreali ripetute nel tempo &#8211; vale a dire con un farmaco iniettato direttamente all&#8217;interno dell&#8217;occhio mediante una procedura che deve essere necessariamente eseguita in ambiente ospedaliero &#8211; che consentono non solo di prevenire la perdita della vista, ma anche di recuperare l’acuità visiva perduta.<br />
<em>“Questi pazienti dovrebbero essere gestiti da oftalmologi esperti di questa patologia come l’UO di Oculistica dell&#8217;Università &#8220;Magna Graecia&#8221;, che garantisce competenze e continuità assistenziale &#8211; </em>spiega <strong>Scorcia</strong><em> &#8211; Un’alta frequenza di visite e iniezioni è una complessità sia per il centro che per il paziente.</em><br />
<em> Oggi sono disponibili farmaci come il desametasone che richiedono un numero di somministrazioni inferiore, grazie alla tecnologia che ne permette un rilascio prolungato nel tempo, e che determinano anche un recupero rapido della vista. Questo si traduce in un duplice vantaggio per il paziente e per il centro: grazie ad un’azione di lunga durata e ad un minor numero di visite, diminuiscono gli accessi al Centro.”</em></p>
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		<title>ABCDiabete onlus: diabete di tipo 1, quando un diritto diventa eccezione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/abcdiabete-onlus-diabete-di-tipo-1-quando-un-diritto-diventa-eccezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2021 11:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[AbcDiabete]]></category>
		<category><![CDATA[Diabete]]></category>
		<category><![CDATA[Martina]]></category>
		<category><![CDATA[tipo1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: &#8220;Mi chiamo Martina, ho 22 anni e convivo con il diabete di tipo 1 da 16 anni. Sono solo una tra le 300.000 persone in Italia ad essere affetta da questa patologia e sono solo una piccolissima rappresentanza di una percentuale non indifferente in Calabria. Quando si parla di diabete di tipo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/abcdiabete-onlus-diabete-di-tipo-1-quando-un-diritto-diventa-eccezione/">ABCDiabete onlus: diabete di tipo 1, quando un diritto diventa eccezione</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:<br />
<em>&#8220;Mi chiamo Martina, ho 22 anni e convivo con il diabete di tipo 1 da 16 anni. Sono solo una tra le 300.000  persone in Italia ad essere affetta da questa patologia e sono solo una piccolissima rappresentanza di una percentuale non indifferente in Calabria.<br />
Quando si parla di diabete di tipo 1 c&#8217;è sempre molta confusione e poca informazione. Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, diversa dal diabete di tipo 2 che si tratta invece di una malattia metabolica. L&#8217;unica cosa che hanno in comune è l&#8217;organo che viene danneggiato: il pancreas.<br />
Il diabete di tipo 1 spesso è erroneamente definito come &#8216;diabete giovanile&#8217; ma non è così poiché può insorgere a qualsiasi età. Un tempo veniva definito &#8216;diabete insulino-dipendente&#8217; ma anche questa definizione è parzialmente errata poiché anche i soggetti con diabete di tipo 2 possono diventare insulino-dipendenti. L&#8217;unica cura e terapia salvavita attualmente disponibile per il diabete di tipo 1 è l&#8217;insulina.<br />
Non è un trattamento monotono, uguale per tutti, diverse sfumature caratterizzano questa malattia: ogni paziente richiede cure, schemi di terapia insulinica, controllo della glicemia personalizzati. Microinfusori, sistemi di monitoraggio in continuo e pancreas artificiali sono la concretizzazione di un grande passo avanti che la tecnologia ha fatto in questo campo ciò permette di gestire al meglio la patologia che per ogni paziente è una compagna di vita.<br />
Sembrano apparentemente sistemi complessi ma che, noi persone col diabete, conosciamo bene, ci salvano la vita, ci consentono di vivere meglio, di ritardare se non del tutto evitare le gravi complicanze che la cronicità del diabete comporta, in altre parole ci consentono di avere una vita quasi normale.<br />
Il diabete non concede pause! Le persone che accedono ai questi dispositivi sono: donne in gravidanza consapevoli che l&#8217;utilizzo del device è indispensabile per partorire un bambino sano e sanno che senza i sensori,  senza la possibilità di monitorare in maniera costante la propria glicemia, aumentano i rischi di complicanze sia per la mamma che per il nascituro;  bambini anche molto piccoli, con le loro mamme costrette a vegliare sui loro piccini durante la notte per paura delle ipoglicemie notturne che, se inavvertite possono essere mortali, e che grazie a questi devices sono notevolmente ridotte; bambini in età scolare i cui genitori,  grazie ai sensori hanno la possibilità di monitorare a distanza, senza essere costretti a lasciare il lavoro per recarsi a scuola;  giovani ragazzi come me e adulti che grazie all&#8217;azione del microinfusore e del sensore sono arrivati a un compenso glicometabolico.<br />
Tutti i pazienti con diabete di tipo 1 che ne hanno la necessità dovrebbero avere la possibilità di indossare il sensore o il microinfusore.<br />
Ma qui in Calabria, nonostante le buone leggi che  purtroppo sono solo rimaste sulla carta e mai applicate, non è così, la storia si complica, la nostra vita quotidiana si complica e ognuno di noi ne ha una da raccontare.<br />
L&#8217;associazione AbcDiabete onlus ha raccolto tante storie di persone con diabete di tipo 1, provenienti da ogni parte della Calabria, quasi tutte accomunate dal lungo travaglio da affrontare prima di ricevere (forse dopo mesi) i loro presidi salvavita.  Un travaglio composto da chiamate ai vari uffici preposti, solleciti in presenza, giornate perse alla ricerca di risposte che molte volte, quando si ottengono, sfociano in un &#8221;c&#8217;è carenza di personale e non abbiamo nessuno che possa effettuare gli ordini e gli acquisti&#8221; oppure &#8220;non abbiamo i soldi&#8221;. Questa è la migliore delle situazioni poiché in alcuni contesti le persone preposte elargiscono commenti ed opinioni sulla gestione della malattia che poco hanno a che fare con le loro competenze<br />
Un fatto gravissimo, una risposta inammissibile! È evidente che chi dovrebbe organizzare e disporre il servizio, non ha idea di che cosa sia il diabete, di come va trattato e gestito e di come la cronicità della patologia determini un carico al paziente e alla famiglia che non può e non deve essere assolutamente aggravato da problematiche di questo tipo.<br />
Tanti riferiscono che l&#8217;unica soluzione possibile, stremati, sia quella di recarsi dai carabinieri per una denuncia. Tuttavia non mancano storie positive, Asl che effettivamente svolgono il loro lavoro nei tempi giusti, adottando un modus operandi chiaro e preciso, senza lunghe trafile, senza rischiare di mettere in pericolo la vita di un paziente diabetico di tipo 1.<br />
Sulle numerose persone che l&#8217;associazione ABCDiabete onlus ha intervistato, purtroppo le storie positive trovano un riscontro molto basso, anzi, quando le cose vanno come dovrebbero andare, ci si meraviglia, si ringrazia perché si crede di aver trovato una persona gentile che ha avuto pietà.<br />
Ma se la maggior parte dei pazienti con diabete si trova in un triste luogo comune nonostante una delibera regionale chiara, precisa, perché le province stanno a delle sotto-regole diverse? Perché nessuno ha ben chiara l&#8217;urgenza e il bisogno che i pazienti hanno di questi dispositivi salva-vita?<br />
Si cercano più che delle risposte dei provvedimenti immediati. Parlare non serve più&#8221;. </em></p>
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