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	<title>DIA Catanzaro Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Apr 2025 10:11:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Operazione della DIA Catanzaro: 5 arresti per l’omicidio nel 2001 di Massimo Speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 10:11:59 +0000</pubDate>
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<p>Nella mattinata odierna, 3 aprile 2025, all’esito di indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, personale del Centro Operativo DIA di Catanzaro, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. preso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 5 indagati, sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine al concorso nell’omicidio di Massimo SPERANZA, alias “il Brasiliano”, commesso nel settembre del 2001. Le misure cautelare sono intervenute a seguito degli approfondimenti investigativi delegati al personale del Centro Operativo DIA di Catanzaro, imperniati sulle analisi e riscontri di dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia che hanno consentito di ricostruire le diverse fasi dell’omicidio di SPERANZA Massimo, e delineare, a livello indiziario e cautelare (il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari e necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa) i ruoli rivestiti dai presunti responsabili, ritenuti, a livello indiziario, mandanti ed esecutori dell’omicidio, commesso con le modalità della c.d. “lupara bianca”, nonché la dinamica e la causale dell’omicidio.</p>
<p>In particolare, con riguardo all’omicidio di SPERANZA, all&#8217;epoca di 21 anni, scomparso l’11 settembre del 2001, senza lasciare alcuna traccia, è stato ricostruito il movente, maturato nel contesto mafioso riconducibile alla cosca c.d. degli Zingari di Cosenza con l’avallo dell’articolazione ‘ndranghetistica cosiddetta degli zingari di Cassano, in quanto la vittima, pur abitando in via Popilia a Cosenza, zona caratterizzata da una forte presenza ROM, era ritenuto molto vicino al clan contrapposto degli “italiani” e sospettato di aver divulgato informazioni riservate riguardanti il gruppo Rom. Si tratta di vicenda maturata nel periodo in cui, nella città dei bruzi, vi era una forte contrapposizione tra il clan dei ROM e quello degli italiani, della quale costituiva episodio emblematico la c.d. strage di via Popilia, avvenuta l’11 novembre 2000.</p>
<p>In tale fase di forte fibrillazione, il giovanissimo SPERANZA Massimo, sospettato di delazioni, sarebbe stato attratto in una trappola, ordinata ai suoi danni, dai presunti responsabili dell’omicidio che lo conducevano da Cosenza nella zona di Cassano allo Ionio, con il pretesto di fargli “testare” una partita di stupefacente di particolare qualità. In particolare, partiti da Cosenza, dopo una breve sosta a Lauropoli, SPERANZA veniva condotto ad Apollinara e, da qui, a San Demetrio Corone, dove veniva attinto da colpi di arma da fuoco con il successivo occultamento del cadavere.</p>
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		<title>Dia Catanzaro: confisca definitiva di beni a tre imprenditori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dia-catanzaro-confisca-definitiva-di-beni-a-tre-imprenditori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 07:48:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[DIA Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[profilo basso]]></category>
		<category><![CDATA[sequestri imprenditori dia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Dia di Catanzaro ha dato esecuzione ad una confisca definitiva di beni disposta dal Tribunale del capoluogo calabrese nei confronti di imprenditori ritenuti collusi con i vertici delle locali di &#8216;ndrangheta di San Leonardo di Cutro e Roccabernarda, in provincia di Crotone, coinvolti nell&#8217;operazione &#8220;Profilo basso&#8221; del gennaio 2021. Il provvedimento fa seguito alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Dia di Catanzaro ha dato esecuzione ad una confisca definitiva di beni disposta dal Tribunale del capoluogo calabrese nei confronti di imprenditori ritenuti collusi con i vertici delle locali di &#8216;ndrangheta di San Leonardo di Cutro e Roccabernarda, in provincia di Crotone, coinvolti nell&#8217;operazione &#8220;Profilo basso&#8221; del gennaio 2021.</p>
<p>Il provvedimento fa seguito alla sentenza con la quale sono state inflitte loro, in primo grado, pesanti condanne per 416-bis e reati tributari correlati a false fatturazioni. La misura ha riguardato tre società operanti in Calabria, Lazio e Lombardia e attive nei settori della pulizia generale di edifici, del commercio all&#8217;ingrosso di macchine utensili, dell&#8217;attività dei call center, della costruzione di edifici residenziali e non residenziali.</p>
<p>Confiscati anche rapporti bancari e disponibilità finanziarie per un valore complessivo stimato in circa 500 mila euro. (Fonte: ANSA)</p>
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		<title>Amantea, confiscati beni per 500 mila euro all&#8217;imprenditore Giuseppe Suriano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/amantea-confiscati-beni-per-500-mila-euro-allimprenditore-giuseppe-suriano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 11:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[DIA Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Suriano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia ha eseguito un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione relativo ad serie di beni – per un valore di circa 500 mila euro – riconducibili a Giuseppe Suriano un imprenditore di 45 anni, attualmente agli arresti domiciliari, condannato per estorsione aggravata, partecipazione ad associazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia ha eseguito un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione relativo ad serie di beni – per un valore di circa 500 mila euro – riconducibili a Giuseppe Suriano un imprenditore di 45 anni, attualmente agli arresti domiciliari, condannato per estorsione aggravata, partecipazione ad associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e concorso nel tentativo di importazione di sostanza stupefacente. </p>
<p>Il Tribunale, alla luce degli esiti delle indagini patrimoniali condotti dalla Sezione operativa Dia di Catanzaro, ha formulato un giudizio di pericolosità sociale qualificata nei confronti dell’uomo in considerazione del “duraturo e costante contributo offerto alla compagine associativa, valutato unitamente alla resistenza del gruppo criminale nel lungo periodo nonché al mancato riscontro, nell’intervallo temporale sinora intercorso, da parte del proposto di comportamenti denotanti l’abbandono delle logiche criminali in precedenza condivise”. I giudici hanno così imposto la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata massima di cinque anni. Inoltre, sulla base degli accertamenti svolti dagli investigatori, da cui è emersa una rilevante sproporzione tra beni individuati e redditi dichiarati, il Tribunale ha disposto la confisca del patrimonio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/amantea-confiscati-beni-per-500-mila-euro-allimprenditore-giuseppe-suriano/">Amantea, confiscati beni per 500 mila euro all&#8217;imprenditore Giuseppe Suriano</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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