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	<title>depuratore Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 May 2026 12:05:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Stage sul lavoro che continua: operaio 53enne schiacciato da un camion-gru nel Vibonese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 11:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si ferma la strage sul lavoro anche in Calabria. Un operaio, F.N, di 53 anni originario di Reggio Calabria è morto, nelle scorse ore, schiacciato da un camion-gru mentre si trovava nel cantiere del depuratore consortile in località &#8216;Carcarella&#8216; di Francavilla Angitola, nel Vibonese. Il mezzo, su cui stava operando la vittima, si sarebbe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non si ferma la strage sul lavoro anche in Calabria. Un operaio, F.N, di 53 anni originario di Reggio Calabria è morto, nelle scorse ore, schiacciato da un camion-gru mentre si trovava nel cantiere del depuratore consortile in località &#8216;<em>Carcarella</em>&#8216; di Francavilla Angitola, nel Vibonese. Il mezzo, su cui stava operando la vittima, si sarebbe ribaltato, schiacciandolo.</p>
<p>Secondo quanto si è appreso, l&#8217;operaio, lavorava  per una ditta incaricata dalla Regione per eseguire i lavori di manutenzione e adeguamento necessari al funzionamento del depuratore.</p>
<p>Inutili, purtroppo, si sono rivelati i soccorsi dei sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso sul colpo del 53enne. Sul posto i Carabinieri della stazione di Filadelfia per gli adempimenti del caso.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO-Reggio, anomalie riscontrate in impianti: sequestrati depuratori di Ravagnese e Catona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 13:39:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, con il supporto dei militari della Capitale, questa mattina, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza dal pubblico ministero nei confronti della società Idrorhegion s.c.a.r.l., affidataria della gestione dei sette impianti di depurazione delle acque reflue presenti nel comune di Reggio Calabria. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="formatted-text has-first-letter">
<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-361930-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/NOE-video.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/NOE-video.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/NOE-video.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, con il supporto dei militari della Capitale, questa mattina, hanno dato esecuzione a <strong>un decreto di sequestro preventivo </strong>emesso d’urgenza dal pubblico ministero nei confronti<strong> della società Idrorhegion s.c.a.r.l.</strong>, affidataria della gestione dei <strong>sette impianti di depurazione delle acque reflue presenti nel comune di Reggio Calabria</strong>. Secondo quanto reso noto il provvedimento rientra nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, avviata nel corso del 2025 e convenzionalmente denominata “<strong>Panta Rei”</strong>, scaturita da segnalazioni relative a gravi anomalie operative riscontrate negli <strong>impianti di depurazione di Ravagnese e Catona</strong>. L&#8217;’attività investigativa – svolta anche mediante l’ausilio di un sistema di videosorveglianza, con il supporto del Nucleo elicotteri di Vibo Valentia e di un consulente esperto della materia – ha consentito di delineare, nella prospettazione accusatoria che sarà verificata nel contraddittorio con la difesa davanti al giudice, un quadro dettagliato di gestione sistematicamente illecita degli impianti. Secondo quanto emerso, la conduzione degli impianti sarebbe avvenuta in violazione delle prescrizioni contenute nei titoli autorizzativi ambientali, compresa l’autorizzazione allo scarico, al fine di conseguire risparmi di spesa, con presunta frode ai danni dell’ente comunale.</p>
</div>
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<div data-type="_mgwidget" data-widget-id="1919886">In particolare, oltre a una presunta gestione illecita dei rifiuti prodotti dal ciclo depurativo – con specifico riferimento ai fanghi di depurazione – attraverso il loro deposito incontrollato in luoghi non autorizzati e lo sversamento illecito in mare, <strong>gli impianti sarebbero stati gestiti in modo tale da consentire lo scarico in mare di acque reflue non adeguatamente trattate.</strong> Le analisi effettuate avrebbero evidenziato il superamento dei limiti tabellari previsti dalla normativa ambientale vigente e fissati nei provvedimenti autorizzativi, con riferimento ai principali parametri chimico-fisici e microbiologici, attestando il mancato rispetto delle condizioni necessarie a garantire un corretto processo di depurazione prima dello scarico nel corpo recettore. <strong>Il valore complessivo dei beni mobili e immobili sottoposti a sequestro è stimato in circa 10 milioni di euro</strong>.</div>
</div>
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		<item>
		<title>Operaio morto durante lavoro al depuratore, Scalese (Cgil Area Vasta): la sicurezza resta un&#8217;emergenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operaio-morto-durante-lavoro-al-depuratore-scalese-cgil-area-vasta-la-sicurezza-resta-unemergenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 15:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Demasi]]></category>
		<category><![CDATA[depuratore]]></category>
		<category><![CDATA[Guardavalle Marina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La tragica morte di Antonio Demasi, operaio di sessant&#8217;anni deceduto mentre svolgeva da solo un intervento di manutenzione al depuratore comunale di Guardavalle Marina, impone un momento di profonda riflessione, ma soprattutto un&#8217;assunzione di responsabilità collettiva. Antonio è morto mentre lavorava, da solo, in un impianto complesso e potenzialmente pericoloso. È stato ritrovato solo perché i familiari, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&#8220;La tragica morte di <strong>Antonio Demasi</strong>, operaio di sessant&#8217;anni deceduto mentre svolgeva da solo un intervento di manutenzione al depuratore comunale di Guardavalle Marina, impone un momento di profonda riflessione, ma soprattutto un&#8217;assunzione di responsabilità collettiva. Antonio è morto <strong>mentre lavorava, da solo</strong>, in un impianto complesso e potenzialmente pericoloso. È stato ritrovato solo perché i familiari, preoccupati per il mancato rientro, hanno deciso di cercarlo. Un fatto che, di per sé, dovrebbe far rumore&#8221;. È quanto afferma <strong>il segretario generale della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>&#8220;Non è solo una fatalità: è il risultato di una cultura ancora troppo debole sulla sicurezza nei luoghi di lavoro</strong>, di una gestione organizzativa che spesso non tiene conto dei rischi reali, della tendenza a considerare la sicurezza un costo e non un diritto. Quando un lavoratore viene lasciato da solo ad operare in simili condizioni, il sistema ha già fallito&#8221;, afferma ancora Scalese. Come Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo esprimiamo <strong>cordoglio e vicinanza alla famiglia di Antonio</strong>, ma non possiamo limitarci al solo sentimento. Serve un salto di qualità nelle politiche pubbliche e nelle prassi aziendali in materia di sicurezza: <strong>la prevenzione deve diventare parte strutturale dell&#8217;organizzazione del lavoro</strong>, soprattutto nei servizi pubblici gestiti in appalto o affidati a imprese esterne – si legge ancora nella nota -. Chiediamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che le responsabilità siano accertate con rigore. Ma chiediamo anche che si apra un confronto vero – tra istituzioni, enti locali, aziende e parti sociali – per garantire che tragedie come questa non si ripetano. <strong>Il tema della sicurezza non può restare materia da commemorazioni o slogan</strong>, deve diventare una priorità concreta e quotidiana dell&#8217;agenda politica e amministrativa&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;Sollecitiamo il prefetto di Catanzaro, che nei mesi scorsi ha presieduto il <strong>tavolo regionale per la sicurezza nei luoghi di lavoro</strong> con i rappresentanti del mondo delle imprese, dei sindacati, l&#8217;Ispettorato del lavoro, Inail, Inps, Spisal, i rappresentanti degli enti territoriali e i vertici provinciali delle forze dell&#8217;ordine a riprendere il percorso di confronto e condivisione per lavorare concretamente al Patto territoriale di comunità contro gli infortuni sul lavoro e per una maggiore sicurezza&#8221;. &#8220;Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per lo Stato, per l&#8217;impresa, per la comunità. <strong>Morire sul lavoro è inaccettabile. Morire da soli, nel silenzio di un impianto industriale, lo è ancora di più.</strong> A noi il dovere di non restare indifferenti&#8221;, conclude Scalese.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Reflui non depurati finivano in torrente Ancinale, sequestrato depuratore consortile di Soverato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reflui-non-depurati-finivano-in-torrente-ancinale-sequestrato-depuratore-consortile-di-soverato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 15:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia costiera ha sottoposto a sequestro penale il depuratore consortile a servizio dei comuni di Soverato, Satriano, Davoli e San Sostene. Le indagini dei militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale dell&#8217;Ufficio circondariale marittimo di Soverato, avviate nel mese di luglio e protratte fino ai giorni scorsi, avrebbero consentito di accertare che l&#8217;impianto aveva [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia costiera ha sottoposto a sequestro penale il depuratore consortile a servizio dei comuni di Soverato, Satriano, Davoli e San Sostene. Le indagini dei militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale dell&#8217;Ufficio circondariale marittimo di Soverato, avviate nel mese di luglio e protratte fino ai giorni scorsi, avrebbero consentito di accertare che l&#8217;impianto aveva gravi anomalie strutturali che ne compromettevano significativamente il funzionamento.</p>
<p>A causa delle criticità riscontrate, secondo la Guardia costiera, tutti i reflui fognari venivano scaricati nel vicino fiume Ancinale senza aver completato il necessario ciclo di depurazione. Nei confronti dei responsabili sono state formulate le ipotesi di reato di scarico nelle acque superficiali di rifiuti speciali tra cui fanghi di depurazione e vaglio nonché raccolta e deposito non autorizzato di rifiuti.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;ispezione è stato effettuato il campionamento dei reflui in uscita dall&#8217;impianto e le successive analisi, a cura dell&#8217;Agenzia regionale per la protezione dell&#8217;ambiente della Calabria, hanno evidenziato un altissimo livello del parametro Escherichia coli.</p>
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		<item>
		<title>Squillace, Guardia Costiera sequestra depuratore: impianto chiuso ma reflui finivano ancora in canale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/squillace-guardia-costiera-sequestra-depuratore-impianto-chiuso-ma-reflui-finivano-ancora-in-canale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2024 09:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[depuratore]]></category>
		<category><![CDATA[guardia costiera]]></category>
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		<category><![CDATA[Squillace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue l’attività investigativa dei militari del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Soverato impegnati nelle operazioni di controllo a tutela dell’ambiente marino e costiero. Le indagini si sono concentrate sul depuratore di acque reflue del comune di Squillace che all’ispezione degli investigatori è risultato completamente demolito. Nonostante l’impianto non fosse funzionante i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l’attività investigativa dei militari del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Soverato impegnati nelle operazioni di controllo a tutela dell’ambiente marino e costiero. Le indagini si sono concentrate sul depuratore di acque reflue del comune di Squillace che all’ispezione degli investigatori è risultato completamente demolito.</p>
<p>Nonostante l’impianto non fosse funzionante i reflui continuavano ad arrivare all’interno dello stesso per poi essere scaricati in un vicino canale senza subire alcun processo depurativo. Tempestivamente l’intero impianto è stato posto sotto sequestro penale e sono state formulate le ipotesi di reato di mancata osservazione del divieto di scarico e abbandono di rifiuti sul suolo e nelle acque superficiali.</p>
<p>L’impegno della Guardia Costiera continuerà ad essere concreto e costante per prevenire e scoraggiare comportamenti che possano deturpare l’ambiente marino e costiero.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Reflui scaricati in torrente, Guardia costiera sequestra il depuratore del Comune di Girifalco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reflui-scaricati-in-torrente-guardia-costiera-sequestra-il-depuratore-del-comune-di-girifalco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 12:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale dell&#8217;Ufficio circondariale marittimo di Soverato, hanno posto sotto sequestro penale il depuratore del Comune di Girifalco in una indagine nel corso della quale ad alcune persone è stata contestata l&#8217;ipotesi di reato di abbandono di rifiuti speciali tra cui vaglio, sabbie, fanghi e reflui fognari. Nel corso del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/reflui-scaricati-in-torrente-guardia-costiera-sequestra-il-depuratore-del-comune-di-girifalco/">Reflui scaricati in torrente, Guardia costiera sequestra il depuratore del Comune di Girifalco</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale dell&#8217;Ufficio circondariale marittimo di Soverato, hanno posto sotto sequestro penale il depuratore del Comune di Girifalco in una indagine nel corso della quale ad alcune persone è stata contestata l&#8217;ipotesi di reato di abbandono di rifiuti speciali tra cui vaglio, sabbie, fanghi e reflui fognari. Nel corso del controllo effettuato all&#8217;impianto, sarebbero state rilevate diverse anomalie ed in particolare sarebbe stato trovato un tubo &#8220;by-pass&#8221; dal quale fuoriuscivano reflui fognari non depurati che scaricano direttamente nel fosso &#8220;Maligno&#8221;.</p>
<p>Oltre al sequestro, ai responsabili è stata comminata una sanzione amministrativa per scarico di reflui in uscita con superamento limiti tabellari che prevede una sanzione pecuniaria da 3.000 a 30.000 euro. Analoghi controlli sono stati effettuati anche al depuratore delle acque reflue del comune di Borgia dove sarebbe stato riscontrato che i fanghi di depurazione venivano abbandonati nelle acque superficiali, ragione per cui il responsabile è stato deferito alla competente Autorità giudiziaria.</p>
<p>Allo stesso soggetto è stata contestata anche una sanzione amministrativa con un minimo di 6.000 euro ed un massimo di 60.000 euro in quanto nel depuratore è stato trovato un tubo in plastica che collega la vasca di arrivo reflui direttamente al pozzetto finale d&#8217;uscita costituendo un cosiddetto &#8220;by-pass&#8221; che permette l&#8217;immissione in ambiente di reflui urbani non depurati.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Isola Capo Rizzuto, rubano la recinzione del depuratore comunale: In due pizzicati dai carabinieri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/isola-capo-rizzuto-rubano-la-recinzione-del-depuratore-comunale-in-due-pizzicati-dai-carabinieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 08:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[comunale]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[depuratore]]></category>
		<category><![CDATA[due]]></category>
		<category><![CDATA[isola capo rizzuto]]></category>
		<category><![CDATA[recinzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, 24 novembre, è giunta ai carabinieri della Compagnia di Crotone una richiesta di intervento in località Mazzotta di Isola di Capo Rizzuto, presso la struttura del depuratore comunale, che, tra l’altro, è oggetto di sequestro dal 2022. I militari della Tenenza di Isola, giunti rapidamente sul posto, hanno verificato che effettivamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/isola-capo-rizzuto-rubano-la-recinzione-del-depuratore-comunale-in-due-pizzicati-dai-carabinieri/">Isola Capo Rizzuto, rubano la recinzione del depuratore comunale: In due pizzicati dai carabinieri</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, 24 novembre, è giunta ai carabinieri della Compagnia di Crotone una richiesta di intervento in località Mazzotta di Isola di Capo Rizzuto, presso la struttura del depuratore comunale, che, tra l’altro, è oggetto di sequestro dal 2022.<br />
I militari della Tenenza di Isola, giunti rapidamente sul posto, hanno verificato che effettivamente poco prima qualcuno aveva rubato 6 pannelli di rete di ferro che facevano parte della recinzione dell’area del depuratore; gli stessi soggetti erano scappati a bordo di un’utilitaria.</p>
<p>Con il supporto e coordinandosi con i colleghi della Sezione Radiomobile della Compagnia, i carabinieri di Isola hanno subito rintracciato l’auto, i cui occupanti alla vista dei militari hanno tentato ancora la fuga. A bordo è stata trovata la refurtiva, appena sottratta. I responsabili, due soggetti residenti ad Isola di Capo Rizzuto, hanno sostenuto di voler impiegare i pannelli per costruire una recinzione per animali randagi. </p>
<p>Sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria; il materiale rinvenuto verrà restituito all’avente diritto, cioè &#8216;Con.ge.s.i.&#8217;, ente che gestisce l’impianto di depurazione. Il risultato è frutto della costante presenza dell’Arma sul territorio, e dell’impegno che riguarda, tra gli altri molteplici e impegnativi fronti, il contrasto ai reati contro il patrimonio, come i furti.</p>
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		<title>Depuratore di Catanzaro, nuova denuncia di Legambiente: I cattivi odori raggiungono il lungomare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2022 12:27:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[cattivi odori]]></category>
		<category><![CDATA[depuratore]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Puntualmente, all&#8217;inizio della stagione estiva, si ripresentano a Catanzaro le ormai insopportabili problematiche legate all&#8217;impianto di depurazione. Nel quartiere marinaro della città, da qualche giorno, con il progressivo aumento delle temperature, i cattivi odori accolgono abitanti e visitatori dal ponte Nalini sino al lungomare, dove i primi lidi sono in procinto di iniziare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Puntualmente, all&#8217;inizio della stagione estiva, si ripresentano a Catanzaro le ormai insopportabili problematiche legate all&#8217;impianto di depurazione. Nel quartiere marinaro della città, da qualche giorno, con il progressivo aumento delle temperature, i cattivi odori accolgono abitanti e visitatori dal ponte Nalini sino al lungomare, dove i primi lidi sono in procinto di iniziare le proprie attività e puntualmente i cittadini sono costretti a stendere sui propri balconi lenzuoli che raccontano la propria disperata protesta&#8221;. E&#8217; quanto riporta una nota di Legambiente Calabria.</p>
<p>&#8220;La storia del depuratore di Catanzaro, sito in località Verghello, è simbolo dell&#8217;incapacità e della cattiva amministrazione che diventa non solo un problema ambientale, ma anche un disagio per cittadini e turisti e che si traduce in danno per l&#8217;economia dell&#8217;intera città- si legge ancora. Dopo oltre trenta anni, Catanzaro, capoluogo di regione, non ha raggiunto l&#8217;obiettivo di dotarsi del nuovo depuratore che avrebbe dovuto salvaguardare il territorio sotto il profilo ambientale e di completare le reti fognanti realizzando nuovi collettori all&#8217;impianto di depurazione, pur avendo ricevuto, a tale scopo, cospicue risorse finanziarie.<br />
L&#8217;attuale sistema, per come emerge dalle stesse dichiarazioni rese tempo fa dall&#8217;Amministrazione comunale, comporta che i reflui provenienti dal settore est del territorio comunale, confluiscano al sistema depurativo esistente tramite la rete fognaria che attraversa il lungomare della città con conseguente possibilità di congestionamento delle reti esistenti e rischio di sversamenti di liquami in una delle zone di maggior attrazione turistica&#8221;.</p>
<p>Per Legambiente Calabria &#8220;Gli anni passano inesorabilmente e Catanzaro si ritrova ad affrontare i problemi di sempre, dovuti ad un impianto di depurazione obsoleto ed inefficiente a cui, evidentemente, sono serviti ben poco i costosi interventi che sono stati posti in essere con buona pace della salvaguardia dell&#8217;ambiente e della salute dei cittadini. Catanzaro continua ad essere malata cronica di mala depurazione come altri luoghi della Calabria e rientra tra le centinaia di agglomerati che ricadono in procedura di infrazione comunitaria. Tutto ciò avviene nel capoluogo di regione, sul bellissimo mare Jonio e nello scenario incantato del Golfo di Squillace, in una città che dovrebbe avere una vocazione turistica. Legambiente ha portato avanti, nel corso del tempo, la &#8220;protesta dei lenzuoli bianchi&#8221; lanciata da un gruppo di cittadini del quartiere Lido ed insieme a loro ha richiesto, con istanza stragiudiziale del 02 luglio 2019, rimasta inevasa,  l&#8217;accesso agli atti del depuratore di Catanzaro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Associazione ambientalista &#8220;ha, quindi, adito il T.a.r. di Catanzaro che, riconoscendo le ragioni di Legambiente in ben due giudizi amministrativi patrocinati dai legali Marialuisa Mancuso ed Anna Parretta, ha ordinato al Comune di Catanzaro di consentire l&#8217;accesso agli atti  ( sentenza n. 2155/2019) e di ottemperare ( sentenza n. 2148/2021) consegnando tutta la documentazione mancante, anche per il tramite di un Commissario ad acta. Recentemente, con l&#8217;intervento del Commissario ad acta, Legambiente Calabria ha ottenuto ulteriori documenti che sta analizzando con l&#8217;ausilio dei tecnici del proprio Comitato scientifico. Legambiente Calabria considera inaccettabile che le problematiche relative alla depurazione non vengano risolte a Catanzaro, così come nell&#8217;intera regione. Con estrema urgenza, chiediamo quindi che vengano messi in campo, da parte di tutte le Amministrazioni coinvolte, ciascuna per la propria competenza,  tutti i necessari interventi per risolvere concretamente la situazione del depuratore di Catanzaro, a tutela della salute pubblica, dando immediatamente segnali concreti alla popolazione giustamente indignata&#8221;.</p>
<p>Concludendo Legambiente Calabria ricorda &#8220;che la tutela dell&#8217;ambiente e della salute non possono e non devono attendere le scadenze elettorali&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-Bomba ecologica scoperta dai Carabinieri: sequestrato depuratore nel Vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bomba-ecologica-scoperta-dai-carabinieri-sequestrato-depuratore-nel-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 08:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[bomba ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[contrada Tomarchiello]]></category>
		<category><![CDATA[depuratore]]></category>
		<category><![CDATA[fiume mesima]]></category>
		<category><![CDATA[località Scarpaleggia]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Onofrio]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-178451-2" width="696" height="391" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/Sequestrato-depuratore-nel-Vibonese-calabrianews.it_.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/Sequestrato-depuratore-nel-Vibonese-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/Sequestrato-depuratore-nel-Vibonese-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Vibo Valentia &#8211; </b>i Carabinieri della Stazione di Sant’Onofrio e dai loro colleghi dell’Arma forestale, a seguito di serrati controlli, hanno rinvenuto una nuova<strong> bomba ecologica</strong>, destinata a colpire il <strong>fiume Mesima</strong> e, a valle, inondare<strong> sostanze inquinanti</strong> nel tratto di costa tirrenica del vibonese. Sotto accusa il sistema di <strong>depurazione comunale del Comune di Sant’Onofrio</strong>, operazione che ha consentito di accertare gravissime irregolarità. In particolare, gli uomini della Benemerita hanno documentato, scandagliando un’<strong>area di oltre 600 metri quadrati</strong>, in <strong>contrada Tomarchiello</strong>, <strong>località Scarpaleggia</strong>, il mancato funzionamento dell’impianto e lo sversamento diretto dei reflui fognari direttamente nel<strong> fosso “Valente”</strong>, confluente nel <strong>fiume Mesima</strong>.</p>
<p>Le verifiche hanno consentito di portare alla luce anche ulteriori fonti di inquinamento ambientale e, in particolare, la <strong>realizzazione abusiva di alcuni bypass</strong> all’impianto, così che, anche durante il suo funzionamento, si sarebbe comunque realizzato un illecito sversamento di materiale. Immediata è scattata la segnalazione all’Autorità giudiziaria dei responsabili di una società catanzarese che gestisce l’impianto, <strong>sottoposto a sequestro</strong> su disposizione della Procura e, contestualmente, affidato in custodia al primo cittadino. Al vaglio anche la posizione di personale dell’Ufficio tecnico e di una ditta appaltatrice di alcuni lavori nel sito. Nonostante i numerosi appelli a maturare una cultura della legalità e del rispetto dell’ambiente, vera ricchezza del territorio, lanciati proprio dal Procuratore Falvo, all’indomani del suo insediamento e in ogni suo pubblico intervento, ancora una volta deve registrarsi però la necessità di un intervento dei Carabinieri e dei Magistrati per porre freno ad una pericolosa situazione di inquinamento e di degrado ecologico.</p>
<p><strong>Solo pochi giorni fa si era tenuto a Pizzo</strong> l&#8217;evento con operatori del settore, associazioni e forze dell’ordine, rappresentante anche dai vertici regionali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con un tema fondamentale per il vibonese <em>“<strong>Mare pulito, un diritto, non un privilegio</strong>”. </em>In attesa di una completa rivisitazione del ciclo dello smaltimenti dei rifiuti, auspicata da tutti gli addetti ai lavori, non è rimasto inascoltato, dalle Forze dell’Ordine, l’appello lanciato dagli zoologi marini, chiamati a studiare a fondo le cause del fenomeno, grazie ad un protocollo fortemente voluto dal<strong> Procuratore Camillo Falvo</strong> e sottoscritto lo scorso 30 novembre dalla<strong> Procura di Vibo Valentia</strong>, in stretta cooperazione con quella di <strong>Lamezia Terme</strong>, guidata dal <strong>Procuratore Salvatore Maria Curcio</strong>.</p>
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		<title>Fuscaldo: immagini choc lungo il Torrente Maddalena</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fuscaldo-immagini-choc-lungo-il-torrente-maddalena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2021 08:26:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[depuratore]]></category>
		<category><![CDATA[Fuscaldo]]></category>
		<category><![CDATA[immagini choc]]></category>
		<category><![CDATA[liquami]]></category>
		<category><![CDATA[torrente maddalena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Arrivano alla posta di Mare Pulito immagini forti che mostrano fanghi e melma provenienti dal depuratore che, spesso in condizioni di pioggia e maggiore pressione antropica, scarica impropriamente liquami nel torrente Maddalena e, quindi, in mare. IL PROBLEMA È NOTO DA TEMPO. I DANNI ALLA SALUTE UMANA E AL MARE ALTRETTANTO. NE PRETENDIAMO LA RISOLUZIONE [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"><em>&#8220;Arrivano alla posta di Mare Pulito immagini forti che mostrano fanghi e melma provenienti dal depuratore che, spesso in condizioni di pioggia e maggiore pressione antropica, scarica impropriamente liquami nel torrente Maddalena e, quindi, in mare.</em></div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"><em>IL PROBLEMA È NOTO DA TEMPO.</em></div>
<div dir="auto"><em>I DANNI ALLA SALUTE UMANA E AL MARE ALTRETTANTO.</em></div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"><em>NE PRETENDIAMO LA RISOLUZIONE E SIAMO CERTI CHE L&#8217;AMMINISTRAZIONE COMUNALE PROVVEDERÀ AD OCCUPARSENE NELL&#8217;IMMEDIATO&#8221;.</em></div>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">A pubblicarlo sulla propria pagina Facebook l&#8217;<strong>Associazione Mare Pulito</strong>, un’associazione indipendente e apartitica attenta alla salvaguardia e la tutela del mare.</div>
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