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	<title>denunce Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Polizia Stradale: Controlli a tappeto nel settore veicolare, 121 attività ispezionate e 22 denunciati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 09:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È decisamente soddisfacente il bilancio dell’ultima campagna semestrale di controlli amministrativi condotta dalla Polizia Stradale calabrese presso esercizi commerciali, attività artigiane e agenzie di servizi operanti nel settore dei veicoli a motore su tutto il territorio regionale. La mirata attività ispettiva, svolta dalle diverse articolazioni territoriali della Polizia Stradale, coordinate e supportate dalla Squadra di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isselectedend" style="text-align: justify;">È decisamente soddisfacente il bilancio dell’ultima campagna semestrale di controlli amministrativi condotta dalla Polizia Stradale calabrese presso esercizi commerciali, attività artigiane e agenzie di servizi operanti nel settore dei veicoli a motore su tutto il territorio regionale. La mirata attività ispettiva, svolta dalle diverse articolazioni territoriali della Polizia Stradale, coordinate e supportate dalla Squadra di Polizia Giudiziaria Compartimentale con sede a Catanzaro, ha interessato <strong>121 attività commerciali e artigiane</strong>, tra autofficine, autodemolitori, autonoleggi, rivendite di autovetture nuove e usate e altre attività connesse al comparto automobilistico. I controlli hanno riguardato molteplici profili, dal possesso delle necessarie competenze e professionalità da parte degli operatori – come nel caso delle officine di autoriparazione, delle agenzie di pratiche auto e delle autoscuole – alla verifica delle attività che, nell’offrire beni e servizi alla collettività, coinvolgono interessi di particolare rilievo sotto il profilo della <strong>pubblica sicurezza, della tutela ambientale e della sicurezza della circolazione stradale</strong>. Particolare attenzione è stata rivolta alle rivendite di autovetture usate, al fine di verificarne la lecita provenienza, e a quelle di pezzi di ricambio usati, per accertarne l’origine e l’idoneità all’installazione sui veicoli senza compromettere l’efficienza e la sicurezza degli stessi. Specifici controlli hanno inoltre interessato gli autodemolitori, con verifiche sul rispetto della normativa ambientale relativa alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi, tra cui oli e liquidi esausti, batterie e filtri.</p>
<h3>Controlli rafforzati anche sull’A2 del Mediterraneo</h3>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;">Accanto ai controlli specialistici nei diversi comparti commerciali e artigianali, è stato dato particolare impulso alle attività di verifica lungo l’intero asse autostradale calabrese dell’<strong>A2 del Mediterraneo</strong>. Per la provincia di Catanzaro, i controlli hanno riguardato il capoluogo catanzarese, Lamezia Terme, Soverato e Satriano. In tale ambito, la Polizia Stradale ha sottoposto a controllo le imprese impegnate nei cantieri di ammodernamento e manutenzione straordinaria dell’asse autostradale, verificando le autorizzazioni e la regolarità dei contratti di lavoro delle maestranze. Analoghe verifiche hanno riguardato le imprese che svolgono il servizio di soccorso stradale e i gestori delle aree di servizio, con particolare attenzione agli impianti di distribuzione carburanti e agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. I controlli hanno interessato, tra l’altro, la corretta conservazione degli alimenti e il rispetto della catena del freddo, delle procedure HACCP e della normativa in materia di lavoro, anche attraverso la collaborazione con i competenti Servizi tecnici delle ASP territoriali. L’attività di controllo in ambito autostradale ha restituito una <strong>fotografia di sostanziale regolarità</strong> nell’esercizio dei servizi commerciali rivolti all’utenza.</p>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;">Diversa, invece, la situazione riscontrata in una parte delle imprese connesse alla circolazione dei veicoli, dove è stato rilevato un ancora significativo tasso di irregolarità. Sono state infatti accertate e contestate numerose violazioni della normativa in materia di commercio, tutela ambientale, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono state inoltre individuate <strong>rivendite di autovetture e officine irregolari o abusive</strong>, nonché aree sospettate di essere utilizzate per lo stoccaggio illecito e la gestione irregolare di rifiuti. Le verifiche hanno determinato anche l’avvio di procedimenti amministrativi nei confronti di Comuni e Province, finalizzati, a seconda dei casi, alla <strong>sospensione o alla revoca delle licenze di esercizio</strong>, con il contestuale sequestro di attrezzature e aree destinate allo stoccaggio dei rifiuti.</p>
<h3>22 persone denunciate e oltre 100.000 euro di sanzioni</h3>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;">Nel corso dei controlli sono state identificate <strong>oltre 160 persone</strong>, 22 delle quali sono state denunciate in stato di libertà. Le denunce hanno riguardato, tra gli altri, reati connessi all’illecita gestione dei rifiuti, nonché fattispecie di natura strettamente penale quali <strong>riciclaggio e ricettazione di veicoli, falsità documentale e violazioni in materia ambientale</strong>. Sono stati inoltre accertati casi di esercizio dell’attività di autonoleggio in assenza della prescritta iscrizione al portale telematico <strong>Ca.R.G.O.S. </strong>Particolarmente significativi anche i risultati sul piano amministrativo: sono state contestate <strong>violazioni per un importo complessivo superiore a 100.000 euro</strong>. È stata inoltre disposta la chiusura di un’attività di autoriparazione risultata abusiva, con il contestuale sequestro, ai fini della confisca, di tutta l’attrezzatura destinata alle lavorazioni. Presso tre diverse autocarrozzerie sono stati invece sequestrati <strong>tre forni di verniciatura</strong>, risultati privi della necessaria autorizzazione ambientale.</p>
<h3>Sequestrati motori e componenti elettronici di provenienza furtiva</h3>
<p class="isselectedend">Nell’ambito della campagna di controlli, particolare attenzione è stata dedicata anche al commercio di ricambi attraverso i canali digitali. Sono stati sottoposti a verifica <strong>due rivenditori di ricambi online</strong>, presso i quali sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi motori e componenti elettronici risultati di provenienza furtiva. L’attività conferma l’importanza di un controllo capillare dell’intera filiera del settore automobilistico, anche con riferimento ai canali di vendita online, che possono rappresentare un ulteriore veicolo per la commercializzazione di componenti di provenienza illecita.</p>
<h3>Controlli sempre più capillari</h3>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;">Le attività di controllo proseguiranno con particolare intensità e con una presenza sempre più capillare nelle diverse aree, centrali e periferiche, delle province calabresi, in linea con gli indirizzi del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. L’obiettivo è contrastare le forme di illegalità che possono annidarsi in un settore caratterizzato da un rilevante volume economico e che, proprio per la sua elevata redditività, può costituire terreno fertile per il reimpiego di risorse di provenienza delittuosa e per tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata e della <strong>’ndrangheta nel tessuto produttivo e imprenditoriale</strong>. Il risultato conseguito conferma l’efficacia dei controlli amministrativi e specialistici svolti dalla Polizia Stradale, che può contare su una <strong>specifica e consolidata competenza nel settore della circolazione stradale e delle attività economiche ad essa collegate</strong>, a tutela della legalità, della sicurezza e della collettività.</p>
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		<title>VIDEO-Fuochi durante la festa patronale distruggono centinaia di piante di ulivo: 4 denunciati a Rossano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 09:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Quattro persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Castrovillari per aver causato un incendio in occasione della festa religiosa della &#8220;Madonna dell&#8217;Achiropita&#8221; tenutasi il 15 agosto nell&#8217;area urbana di Rossano. L&#8217;incendio, sviluppatosi in un vasto uliveto in contrada Pollice/Santa Maria delle Grazie, è stato causato dall&#8217;esplosione dei fuochi pirotecnici che hanno caratterizzato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-395214-1" width="696" height="1237" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/ROssano-fuichi-artificio-festa.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/ROssano-fuichi-artificio-festa.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/ROssano-fuichi-artificio-festa.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quattro persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Castrovillari per aver causato un incendio in occasione della festa religiosa della &#8220;Madonna dell&#8217;Achiropita&#8221; tenutasi il 15 agosto nell&#8217;area urbana di Rossano. L&#8217;incendio, sviluppatosi in un vasto uliveto in contrada Pollice/Santa Maria delle Grazie, è stato causato dall&#8217;esplosione dei fuochi pirotecnici che hanno caratterizzato sul finale la festa. A seguito dell&#8217;incendio i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Rossano hanno effettuato i rilievi tecnici dell&#8217;area percorsa dal fuoco che ha interessato un uliveto privato con oltre 500 piante andate completamente bruciate.</p>
<p>I militari hanno rinvenuto sulla strada adiacente l&#8217;uliveto, luogo di esplosione, dei fuochi pirici e resti/manufatti pirici esplosi che sono inequivocabilmente compatibili con il materiale e i resti pirici rinvenuti nel punto di lancio/esplosione. Da tali accertamenti eseguiti i militari hanno ipotizzato come la proiezione delle scorie e delle particelle incandescenti scaturite dall&#8217;esplosione della batteria pirica verso il fondo sottostante ha provocato la diretta ed immediata accensione della vegetazione erbacea presente nell&#8217;uliveto innescando così l&#8217;incendio.</p>
<p>Si è pertanto proceduto al sequestro del materiale rinvenuto e del fondo oggetto dell&#8217;incendio: scattata così la denuncia del responsabile dell&#8217;organizzazione della festa e le tre persone che materialmente hanno acceso i fuochi pirotecnici.</p>
<p><em>Video da pagina facebook Castrum-Blog personale · Blogger.</em></p>
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		<title>VIDEO-Operazione &#8216;Medusa&#8217; nel Crotonese: prostituzione in hotel e luoghi affollati, sei arresti e due denunce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 10:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-394178-2" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/medusa.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/medusa.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/medusa.mp4</a></video></div>
<p>Nelle prime ore della mattinata odierna, in Isola Capo Rizzuto e Crotone, i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, supportati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, da unità cinofile dell’Arma, dal Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un gruppo criminale composto da 8 soggetti (7 di nazionalità straniera e un cittadino italiano). Nel dettaglio, per sei indagati è stata disposta l’applicazione di misure coercitive (per quattro è stata emessa la custodia cautelare in carcere e per due gli arresti domiciliari), mentre ulteriori due soggetti sono stati deferiti in stato di libertà. Le persone coinvolte sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, nonché di violenza sessuale aggravata e minaccia grave. Tra i destinatari del provvedimento figurano anche due donne dedite al meretricio, indagate per aver occasionalmente favorito l’inserimento e l’attività di nuove ragazze all’interno del giro illecito.</p>
<p>L’operazione scaturisce da una complessa e articolata attività investigativa avviata nell’autunno scorso dai militari della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal dott. Domenico Guarascio, che ne hanno curato in prima persona e con meticolosa attenzione ogni singolo aspetto. Un’indagine condotta senza soluzione di continuità per interi mesi, attraverso un incessante e diuturno impegno che ha visto i militari della Tenenza di Isola Capo Rizzuto operare ininterrottamente, giorno e notte, in impegnativi servizi di osservazione, controllo e pedinamento sull’intero territorio Crotonese. I puntuali accertamenti sul campo, costantemente affiancati da una capillare attività tecnica mediante l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza e intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso di disvelare l’esistenza di un presunto sodalizio criminale stabile, la cui base operativa era saldamente radicata a Isola di Capo Rizzuto. Le attività di prostituzione, tuttavia, si consumavano per la quasi totalità nella città di Crotone, con incontri che avvenivano prevalentemente per strada, ma anche a domicilio e all’interno di un noto Hotel del capoluogo pitagorico, il quale è stato contestualmente posto sotto sequestro preventivo. A destare profondo allarme sociale sono anche i luoghi scelti per consumare i rapporti sessuali in auto. Lungi dall’essere relegati in periferia, gli incontri avvenivano in pieno giorno anche nel cuore della città, tra i vicoli del mercato di Piazzale Nettuno, nei parcheggi affollati di stadio e ospedale e, persino, a ridosso dei parchi giochi. Una spregiudicatezza che, alla luce del sole, ha esposto famiglie e bambini a scene esplicite, compromettendo gravemente il decoro urbano e l’ordine pubblico.</p>
<p>Secondo il solido quadro accusatorio, il gruppo criminale, caratterizzato da forti vincoli familiari e gerarchici, avrebbe gestito in modo sistematico l’attività illecita. Agli indagati con ruolo direttivo viene contestata l&#8217;organizzazione logistica ed economica dell’attività illecita. Pur essendo le donne a gestire in autonomia il procacciamento dei clienti, gli uomini ne garantivano il sistematico accompagnamento sui luoghi di meretricio e la successiva vigilanza. Il sodalizio si fondava sul diretto sfruttamento di tale attività ove gli indagati, infatti, vivevano quasi esclusivamente dei guadagni delle donne, amministrando una vera e propria “<em>cassa comune</em>” ove confluivano i proventi. Un giro d’affari imponente e totalmente sommerso. Gli accertamenti economico-finanziari, condotti dai militari della Tenenza in piena sinergia con il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, hanno smascherato il lussuoso tenore di vita degli indagati a fronte di redditi dichiarati pari a zero. Incrociando l&#8217;analisi dei conti correnti con la proiezione operativa degli incassi quotidiani, le indagini hanno stimato profitti illeciti per svariate decine di migliaia di euro a carico di ciascun nucleo familiare, raggiungendo in alcuni casi picchi di quasi 90.000 euro per un singolo sfruttatore. Parte di questi fiumi di denaro contante veniva poi costantemente veicolata verso l&#8217;estero attraverso circuiti di rimessa non bancari, al fine di eluderne la tracciabilità.</p>
<p>Ad alimentare questo fiorente business era una platea di clienti tanto vasta quanto trasversale e insospettabile, espressione di ogni ceto sociale e professionale. Un fenomeno così radicato da innescare un vero e proprio pendolarismo in quanto gli avventori non provenivano solo dalla cittadina pitagorica, ma viaggiavano appositamente da tutto il territorio crotonese e dalle province di Catanzaro e Cosenza. Le indagini hanno inoltre disvelato come il gruppo, forte dei profitti illeciti accumulati, stesse pianificando un’ulteriore espansione del proprio raggio d’azione, progettando di esportare il consolidato modello di sfruttamento anche in altre aree della regione. Sempre nell’ambito dell’indagine, e con riferimento alle connivenze logistiche maturate a livello locale, sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari i gestori di una nota struttura ricettiva di Crotone, contestualmente posta sotto sequestro. Secondo le indagini, questi ultimi avrebbero abitualmente tollerato e agevolato la consumazione dei rapporti sessuali a pagamento all’interno delle proprie camere, omettendo le previste registrazioni degli alloggiati e traendo un diretto vantaggio economico dall’illecito. Le donne, apparentemente consenzienti e soggette allo stigma sociale, erano in realtà vittime di una crudele manipolazione psicologica da parte dei loro stessi mariti e compagni. Questi hanno tradito il vincolo familiare per ciniche logiche di profitto, favorendo e sfruttando la loro prostituzione proprio nel crotonese <em>“Piazzale Nettuno”</em>. Un cinismo spinto all’estremo, tanto da usare i figli in tenera età, portati in auto durante gli accompagnamenti, come copertura per eludere i controlli delle Forze dell’Ordine. A carico del presunto vertice del sodalizio, il G.I.P. ha ritenuto sussistenti anche gravi indizi di colpevolezza per violenza sessuale aggravata. Abusando dell’ospitalità e della forte vulnerabilità della vittima, l’uomo avrebbe costretto anni addietro una familiare, all’epoca minorenne, a subire ripetuti abusi, tentando persino di avviarla al meretricio.</p>
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		<title>Lavori abusivi in area sottoposta a vincolo paesaggistico: tre persone denunciate e due mezzi sequestrati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lavori-abusivi-in-area-sottoposta-a-vincolo-paesaggistico-tre-persone-denunciate-e-due-mezzi-sequestrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[abusivi]]></category>
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		<category><![CDATA[vilaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata del 28 luglio 2026, i Carabinieri della Stazione di Cotronei, al termine di una mirata attività investigativa, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Crotone tre persone, ritenute responsabili, in concorso tra loro, di deturpamento di bellezze naturali, esecuzione di opere su beni paesaggistici in assenza della prescritta autorizzazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lavori-abusivi-in-area-sottoposta-a-vincolo-paesaggistico-tre-persone-denunciate-e-due-mezzi-sequestrati/">Lavori abusivi in area sottoposta a vincolo paesaggistico: tre persone denunciate e due mezzi sequestrati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata del 28 luglio 2026, i Carabinieri della Stazione di Cotronei, al termine di una mirata attività investigativa, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Crotone tre persone, ritenute responsabili, in concorso tra loro, di deturpamento di bellezze naturali, esecuzione di opere su beni paesaggistici in assenza della prescritta autorizzazione e violazioni della normativa edilizia e urbanistica. Le indagini hanno consentito di accertare l’esecuzione di lavori di sbancamento, escavazione e movimento terra in località “Caprarelle”, nel comprensorio turistico di Villaggio Palumbo, finalizzati alla realizzazione di un’area da destinare al parcheggio di quad.</p>
<p>Gli interventi sarebbero stati realizzati in un contesto territoriale sottoposto a tutela paesaggistica, senza le necessarie autorizzazioni, determinando una significativa modificazione dello stato dei luoghi. Nel corso dell’attività, i militari hanno sottoposto a sequestro un mini-escavatore e un autocarro utilizzati per l’esecuzione dei lavori, impedendo così la prosecuzione delle opere e l’ulteriore compromissione dell’area interessata. L’operazione si inserisce nella più ampia e costante attività di controllo del territorio condotta dall’Arma dei Carabinieri per la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali e paesaggistici, con particolare attenzione alla salvaguardia del patrimonio naturale dell’altopiano silano, bene collettivo di rilevante valore ambientale e turistico.</p>
<p>L’attività investigativa è stata svolta in stretto coordinamento con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore della Repubblica, dott. Domenico GUARASCIO, nell’ambito della consolidata sinergia istituzionale finalizzata a garantire una risposta tempestiva ed efficace contro ogni forma di aggressione al territorio e alle risorse ambientali. L’azione dell’Arma proseguirà attraverso servizi di vigilanza, controlli mirati e approfondimenti investigativi, al fine di individuare e interrompere tempestivamente condotte suscettibili di compromettere l’integrità del paesaggio e la corretta gestione del territorio.</p>
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		<title>Capitaneria di Porto sequestra aree demaniali occupate abusivamente: quattro denunce nel Crotonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/capitaneria-di-porto-sequestra-aree-demaniali-occupate-abusivamente-quattro-denunce-nel-crotonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:34:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito dell’operazione “Mare e Laghi Sicuri 2026”, finalizzata alla tutela del patrimonio costiero e al contrasto degli illeciti sul demanio pubblico, la Capitaneria di porto di Crotone ha sottoposto a sequestro tre aree del demanio marittimo occupate abusivamente, mentre quattro persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria. Le verifiche hanno interessato i territori comunali di Crucoli, Strongoli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito dell’operazione <strong>“Mare e Laghi Sicuri 2026”</strong>, finalizzata alla tutela del patrimonio costiero e al contrasto degli illeciti sul demanio pubblico, la Capitaneria di porto di Crotone ha sottoposto a sequestro tre aree del demanio marittimo occupate abusivamente, mentre quattro persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria.</p>
<p>Le verifiche hanno interessato i territori comunali di <strong>Crucoli, Strongoli e Crotone</strong>, dove i militari hanno accertato occupazioni non autorizzate di aree appartenenti al demanio marittimo, anche attraverso la realizzazione di opere difficilmente rimovibili. Complessivamente, gli spazi interessati dagli abusi ammontano a circa <strong>350 metri quadrati</strong> sottratti alla libera disponibilità della collettività.</p>
<p>L’attività di controllo proseguirà in collaborazione con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, con l’obiettivo di contrastare comportamenti illeciti che incidono sulla fruizione pubblica di beni appartenenti allo Stato e sulla corretta gestione delle aree costiere.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-387894" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Cpitaneria-KR.jpg" alt="" width="702" height="509" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Cpitaneria-KR.jpg 1080w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Cpitaneria-KR-300x218.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Cpitaneria-KR-1024x742.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Cpitaneria-KR-768x557.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Cpitaneria-KR-579x420.jpg 579w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Cpitaneria-KR-696x505.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Cpitaneria-KR-1068x774.jpg 1068w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></p>
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		<title>Denunce online: prosegue in via sperimentale il nuovo servizio della Polizia. Disponibile anche nell&#8217;app IO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 17:09:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A partire da oggi, 15 giugno, è operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio della Polizia di Stato “Denunce online”. Il portale, raggiungibile all’indirizzo https://denunceonline.poliziadistato.it/, offre ai cittadini un servizio di trasmissione telematica di pre-denuncia, da formalizzare, entro le successive 48 ore, presso un Ufficio della Polizia di Stato, previo appuntamento da fissare tramite il servizio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-384610-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/Denunce-online.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/Denunce-online.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/Denunce-online.mp4</a></video></div>
<p>A partire da oggi, 15 giugno, è operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio della Polizia di Stato “Denunce online”. Il portale, raggiungibile all’indirizzo <a href="https://denunceonline.poliziadistato.it/">https://denunceonline.poliziadistato.it/</a>, offre ai cittadini un servizio di trasmissione telematica di pre-denuncia, da formalizzare, entro le successive 48 ore, presso un Ufficio della Polizia di Stato, previo appuntamento da fissare tramite il servizio di prenotazione, sempre sulla stessa piattaforma. Al momento, il nuovo sistema di denunce online è attivo, per la fase di sperimentazione, presso la questura di Rieti, la questura di Frosinone ed i commissariati di Cassino, Fiuggi e Sora, il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica Lazio e le sezioni dipendenti di Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina, il Compartimento Polizia ferroviaria Lazio e i dipendenti posti di Frosinone, Orte, Roma Ciampino, Roma Termini e la sottosezione di Roma Tiburtina e, infine, presso il Compartimento Polizia stradale Lazio e Umbria e le sezioni di Frosinone e Rieti.</p>
<p>Le fattispecie per le quali è possibile presentare una pre-denuncia sono: furto, frode informatica, truffa, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento, diffamazione online. È invece operativo, in tutta Italia, sempre a partire da oggi, il sistema di denunce online per la segnalazione di smarrimento di beni personali come: cellulare, tablet, computer portatile, chiavi, denaro, passi di accesso al veicolo, carta d’identità cartacea o elettronica, contrassegno parcheggio invalidi, libretto o tessera postale, targa, bancomat e carta di credito. In questi casi, è sufficiente effettuare la segnalazione di smarrimento online , sul portale, senza doversi presentare presso l&#8217;ufficio di Polizia per la formalizzazione della stessa. Il verbale protocollato sarà poi disponibile, entro 96 ore dall&#8217;invio, all&#8217;interno dell’area personale del portale “Denunce Online”.</p>
<p>Il documento, scaricato dalla piattaforma, sarà valido per la successiva richiesta di rilascio di una copia, per l’emissione di un nuovo documento o per altre eventuali richieste. Il link al portale &#8220;Denunce Online&#8221; è infine disponibile anche nell&#8217;app IO nella sezione &#8220;Servizi&#8221; del Ministero dell&#8217;Interno &#8211; Dipartimento della pubblica sicurezza.</p>
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		<title>VIDEO-Blitz anti-pirateria a Crotone, smantellate tre centrali del &#8216;pezzotto&#8217; utilizzate da 2.700 &#8220;clienti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 15:00:36 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-384130-4" width="696" height="522" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile-3.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile-3.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile-3.mp4</a></video></div>
<p>Nell’ambito delle attività svolte a contrasto della pirateria audiovisiva digitale, sviluppate anche in previsione degli imminenti mondiali di calcio FIFA 2026, finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi – Gruppo Radiodiffusione Editoria di Roma, hanno individuato 3 centrali di smistamento illegale del segnale IPTV – c.d. “Pezzotto”, tutte dislocate nella città pitagorica e gestite da quattro cittadini di nazionalità italiana, attraverso le quali sono stati illecitamente distribuiti abbonamenti “pirata”, in favore di migliaia di clienti, attraverso cui è stato reso possibile l’accesso ai contenuti audiovisivi a pagamento offerti dalle più note piattaforme digitali e satellitari (<em>Sky, Dazn, NowTv, Netflix, Disney+ e Spotify</em>).</p>
<p>L’individuazione dei centri di distribuzione illecita è stata ottenuta grazie al meticoloso approfondimento di diverse segnalazioni di operazioni sospette, trasmesse dal Nucleo speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma, che ha dato avvio ad una vasta indagine finanziaria grazie alla quale è stato possibile disvelare l’esistenza dell’imponente ed articolato schema di frode perpetrato nel settore dell’audiovisual piracy, con specifico riguardo alla diffusione illegale di contenuti tutelati dal diritto d’autore. Nel contesto dell’indagine condotta, l’attenzione investigativa è stata catturata dalle causali esplicite dei diversi bonifici attenzionati, riportanti la dicitura “IBO PLAYER PRO”, un software compatibile con la riproduzione di flussi streaming illeciti, installabile su vari dispositivi di riproduzione quali smartphone, smart-tv, computer etc. Sulla base della descritta architettura telematica, sono stati individuati i vari livelli del sistema criminale: al vertice della filiera illecita, i fornitori principali noti come “head-provider”, che gestiscono l’architettura dei server sorgente, a metà, i soggetti intermedi denominati “reseller”, diffusi su tutto il territorio nazionale, che rivendono gli abbonamenti ad una platea indiscriminata di utenti finali, posti al termine della catena di distribuzione, che fruiscono del servizio illegale. L’azione sinergica sviluppata dai diversi Reparti del Corpo della Guardia di Finanza – appartenenti alle diverse componenti specialistiche e territoriale &#8211; ha reso possibile estendere gli accertamenti su tutto il territorio nazionale pervenendo all’esatta ricostruzione dell’intera filiera che alimentava il sistema illecito disarticolato. L’attività investigativa ha infatti permesso di cristallizzare la distribuzione illecita dei contenuti digitali in favore di almeno 2.769 clienti, tutti identificati e residenti in 43 province del territorio dello Stato, quantificando in circa 650.000 euro il valore dei proventi illecitamente accumulati che, per come appurato dalle articolate indagini bancarie, sono stati reinvestiti nel circuito dell’economia legale e nell’acquisto di moneta virtuale, in modo da occultarne l’illecita provenienza.</p>
<p>Il costo degli abbonamenti “pirati” variava da 10 a 40 euro a seconda dei “pacchetti” selezionati, a fronte del quale era garantito anche un “servizio di assistenza clienti” nei casi di difficoltà alla visione, al pari delle piattaforme legali erogatrici dei servizi digitali. Nei confronti dei 2.769 utilizzatori finali, nei prossimi giorni, saranno notificate le prescritte sanzioni amministrative con importo variabile da 154 sino a 5.000 euro, previsti per le forme più gravi di recidiva. Al termine delle attività, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Crotone – dott. Domenico Guarascio, hanno denunciato i 4 responsabili per gravi violazioni del copyright, della proprietà intellettuale e per il reato di autoriciclaggio, pervenendo al sequestro di beni – in esecuzione di specifico decreto di sequestro preventivo emesso in via d’urgenza – del valore complessivo di circa 650mila euro. L’importante operazione di servizio (una delle prime operazioni anti-pirateria di tale portata sul territorio calabrese), attualmente nella fase delle indagini preliminari e che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, testimonia l’attenzione del Corpo e della Procura della Repubblica al contrasto delle diverse forme di illegalità economico-finanziaria, come nel caso di specie delle violazioni del diritto d’autore, che costituiscono attività illecite estremamente lucrative per le organizzazioni criminali e che generano notevoli danni per l’economia nazionale.</p>
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		<item>
		<title>Roccelletta di Borgia, due persone denunciate per tentato furto di cavi elettrici sulla spiaggia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/roccelletta-di-borgia-due-persone-denunciate-per-tentato-furto-di-cavi-elettrici-sulla-spiaggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:02:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Squadra Motociclisti della Sezione Radiomobile di Catanzaro, su segnalazione della Centrale Operativa dei Carabinieri, è intervenuta, sorprendendo due uomini intenti a tagliare cavi elettrici sulla spiaggia di Roccelletta di Borgia, utilizzando una tronchese e un seghetto. Le verifiche sul posto hanno permesso di accertare che i cavi asportati erano alloggiati all’interno di tubazioni interrate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/roccelletta-di-borgia-due-persone-denunciate-per-tentato-furto-di-cavi-elettrici-sulla-spiaggia/">Roccelletta di Borgia, due persone denunciate per tentato furto di cavi elettrici sulla spiaggia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Squadra Motociclisti della Sezione Radiomobile di Catanzaro, su segnalazione della Centrale Operativa dei Carabinieri, è intervenuta, sorprendendo due uomini intenti a tagliare cavi elettrici sulla spiaggia di Roccelletta di Borgia, utilizzando una tronchese e un seghetto.</p>
<p>Le verifiche sul posto hanno permesso di accertare che i cavi asportati erano alloggiati all’interno di tubazioni interrate collegate a cassette elettriche posizionate sulla spiaggia e destinate all’alimentazione dei lidi balneari in fase di ripristino per la stagione estiva. I due uomini, dopo aver tagliato i cavi, li avevano sezionati in piccoli pezzi accumulandoli nella vicina pineta, con l’intenzione evidente di caricarli successivamente sull’autovettura</p>
<p>Per questo motivo, i due sono stati denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentato furto aggravato. Gli attrezzi utilizzati per il taglio sono stati invece sottoposti a sequestro penale. Il materiale asportato immesso nel mercato poteva fruttare diverse centinaia di euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Girifalco, usura ed estorsione a piccolo imprenditore agricolo: un arresto e due denunciati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/girifalco-usura-ed-estorsione-a-piccolo-imprenditore-agricolo-un-arresto-e-due-denunciati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 10:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella scadenza mensile si era trasformata in un vero e proprio incubo per un piccolo imprenditore locale, finito fin dal nel 2019 nella morsa dell’usura e dell’estorsione. II 25 marzo 2026, i Carabinieri della Compagnia di Girifalco, coadiuvati dai militari della Stazione di Maida (CZ) e dallo Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/girifalco-usura-ed-estorsione-a-piccolo-imprenditore-agricolo-un-arresto-e-due-denunciati/">Girifalco, usura ed estorsione a piccolo imprenditore agricolo: un arresto e due denunciati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella scadenza mensile si era trasformata in un vero e proprio incubo per un piccolo imprenditore locale, finito fin dal nel 2019 nella morsa dell’usura e dell’estorsione. II 25 marzo 2026, i Carabinieri della Compagnia di Girifalco, coadiuvati dai militari della Stazione di Maida (CZ) e dallo Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 70enne del posto per il reato di usura emessa dal Tribunale di Lamezia Terme. L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, attualmente diretta dal Procuratore facente funzioni, e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Girifalco, ha permesso anche mediante accertamenti tecnici di disvelare la condotta usuraria dell’uomo che dopo aver prestato del denaro nel 2019 ad un piccolo imprenditore agricolo ne aveva preteso la restituzione con un tasso del 120%.</p>
<p>Alle crescenti difficoltà della vittima di onorare il debito e alla conseguente denuncia dello stesso presso la stazione carabinieri di Maida nel giugno 2025, sarebbero seguite le minacce e la tentata estorsione da parte di altri due soggetti del luogo indagati nel medesimo procedimento, i quali ripetutamente ingaggiavano la vittima allo scopo di fargli ritirare la denuncia. Contestualmente alla esecuzione della misura cautelare personale, i Carabinieri della Compagnia di Girifalco hanno dato esecuzione anche al decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP di Lamezia Terme su richiesta della locale Procura della Repubblica, relativo al profitto illecito direttamente riconducibile alla vicenda usuraria oggetto di specifica contestazione cautelare.</p>
<p>L’Ufficio di Procura ha proprio di recente intensificato il ricorso agli strumenti normativi che hanno la funzione di aggredire illecite accumulazioni di patrimoni. Inoltre, la parallela attività di perquisizione locale ha consentito di rinvenire, nella disponibilità del soggetto attinto da misura degli arresti domiciliari, la somma contante di circa € 130.000,00, detenuto in un bidone riposto all’interno di un pollaio, che l’interessato, come era emerso dalle intercettazioni, intendeva occultare murandola per metterla definitivamente al riparo da possibili investigazioni.</p>
<p>In relazione a tale somma, pari a circa € 98.000,00, si è proceduto al sequestro preventivo in funzione della confisca disciplinata dall’art. 240 bis cpp, che consente l’apprensione degli elementi patrimoniali in relazione ai quali il soggetto indagato, per uno dei reati ricompresi nell’elenco di cui all’art. 240 bis cp, non possa giustificare il collegamento con redditi leciti, dichiarati al Fisco. L’uomo al termine delle operazioni è stato ristretto ai domiciliari presso la propria abitazione. Il relativo procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e vige pertanto la presunzione di non colpevolezza.</p>
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		<title>RSA del terrore per ultracentenaria: arrestato operatore socio-sanitario, denunciate 5 persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 16:24:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un’anziana donna ultracentenaria, fragile e completamente affidata alle cure del personale sanitario, sarebbe stata ripetutamente maltrattata e umiliata all’interno della struttura assistenziale che avrebbe dovuto garantirle protezione e dignità. Per questi fatti i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un’anziana donna ultracentenaria, fragile e completamente affidata alle cure del personale sanitario, sarebbe stata ripetutamente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">maltrattata e umiliata all’interno della struttura assistenziale che avrebbe dovuto garantirle protezione e dignità</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Per questi fatti i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">arresti domiciliari</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> nei confronti di un operatore socio-sanitario in servizio presso una R.S.A., ritenuto responsabile del reato di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">maltrattamenti contro familiari o conviventi</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il provvedimento è stato emesso dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, su richiesta della locale Procura della Repubblica, al termine di una complessa attività investigativa condotta dai militari della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Nell’ambito della stessa indagine, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">altre cinque persone</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, tra operatori socio-sanitari e infermieri professionali, sono state </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">deferite in stato di libertà</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> all’Autorità Giudiziaria poiché ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">maltrattamenti e abbandono di persone incapaci</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’indagine ha preso avvio nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">settembre 2025</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, quando una delle figlie dell’anziana si è rivolta ai Carabinieri dopo aver notato </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">lividi sospetti sul corpo della madre</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e aver percepito in lei un atteggiamento di paura e reticenza durante le visite in struttura. Da quella segnalazione è scattato un articolato lavoro investigativo che, attraverso accertamenti tradizionali e attività tecniche, ha consentito di fare luce su una serie di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">condotte vessatorie e degradanti</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che la vittima sarebbe stata costretta a subire. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Secondo quanto emerso nel corso delle indagini e riportato nel provvedimento cautelare, gli episodi si sarebbero verificati soprattutto durante i momenti di assistenza quotidiana, come le operazioni di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">igiene personale e cambio del pannolone</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, quando l’anziana – completamente indifesa – era affidata alle cure degli operatori. In tali frangenti l’indagato avrebbe posto in essere </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">offese, aggressioni verbali e fisiche, umiliazioni e soprusi</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, arrivando in alcune circostanze ad augurare la morte alla paziente o a compiere gesti particolarmente mortificanti. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra gli episodi documentati dagli investigatori anche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">atteggiamenti di grave disprezzo e prevaricazione</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, come il gesto di strofinare sul volto della donna le lenzuola sporche di urina durante il cambio della biancheria. Le attività tecniche avrebbero inoltre consentito di accertare ulteriori comportamenti negligenti da parte di alcuni operatori, come il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">mancato cambio del pannolone</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, talvolta semplicemente lanciato sul letto senza provvedere alla sostituzione, o l’invito rivolto all’anziana ad arrangiarsi autonomamente nonostante la totale impossibilità di provvedere a se stessa, in alcune circostanze persino </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">al buio</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le condotte accertate, reiterate nel tempo e poste in essere approfittando della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">condizione di estrema vulnerabilità fisica e psichica della vittima</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, avrebbero determinato nell’ultracentenaria un profondo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">stato di sofferenza fisica e morale</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, oltre a un persistente clima di paura. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’intervento dei Carabinieri ha consentito di interrompere quella situazione e di portare alla luce una vicenda particolarmente grave, confermando ancora una volta l’impegno dell’Arma nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">tutela delle persone più fragili</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con particolare attenzione agli anziani ospitati nelle strutture assistenziali.</span></span></p>
<p align="justify">
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