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	<title>De Stefano Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 11:40:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Reggio Calabria, 79 arresti contro le cosche storiche. Colpiti i De Stefano, Tegano e Condello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 11:40:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È scattata all’alba di oggi una imponente operazione antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che ha coordinato le indagini dei Carabinieri e della Polizia di Stato nei confronti delle storiche cosche di ‘ndrangheta dei DE STEFANO, TEGANO, CONDELLO e di altre articolazioni, anche dedite al narcotraffico operanti nel territorio reggino. Oltre 500 uomini [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388803-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/91b398ce-7ed2-11f1-916a-736d736f6674.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/91b398ce-7ed2-11f1-916a-736d736f6674.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/91b398ce-7ed2-11f1-916a-736d736f6674.mp4</a></video></div>
<p>È scattata all’alba di oggi una imponente operazione antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che ha coordinato le indagini dei Carabinieri e della Polizia di Stato nei confronti delle storiche cosche di ‘ndrangheta dei DE STEFANO, TEGANO, CONDELLO e di altre articolazioni, anche dedite al narcotraffico operanti nel territorio reggino.</p>
<div class="formatted-text">
<p>Oltre 500 uomini della Polizia di Stato e dell&#8217;Arma dei Carabinieri sono stati impegnati sul territorio della città di <strong>Reggio Calabria </strong>in un&#8217;operazione  che ha portato all&#8217;esecuzione di <strong>79 misure cautelari</strong>, di cui <strong>73 custodie in carcere</strong> e <strong>6 arresti domiciliari</strong>. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della <strong>Direzione distrettuale antimafia</strong> reggina. Le investigazioni sono state condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri, dalla Squadra Mobile, dalla Sisco di Reggio Calabria e dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria e hanno interessato un&#8217;ampia porzione del territorio cittadino. All&#8217;operazione hanno preso parte personale delle Squadre Mobili, delle Sisco, dei Reparti Prevenzione Crimine, dei Reparti Volo della Polizia di Stato, delle unità cinofile della Questura di Reggio Calabria, oltre ai militari del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria e Messina, del 14° Battaglione Carabinieri di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato &#8220;Cacciatori Calabria&#8221;.</p>
<p>Le accuse contestate, a vario titolo e fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, riguardano <strong>associazione mafiosa</strong>, <strong>associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti</strong>, aggravata dall&#8217;agevolazione della &#8216;ndrangheta, <strong>estorsione</strong>, <strong>detenzione e porto di armi</strong>, anche da guerra, riciclaggio, rapina e trasferimento fraudolento di valori. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero stati individuati quelli ritenuti gli esponenti di vertice delle cosche <strong>De Stefano</strong>, <strong>Tegano</strong>, <strong>Condello</strong> e <strong>Logiudice</strong>, ricostruendone le dinamiche associative in continuità con precedenti procedimenti che hanno descritto l&#8217;esistenza di una federazione tra le storiche famiglie mafiose operanti nel mandamento Centro, in collegamento operativo tra loro e subordinate al gruppo dirigente di Archi.</p>
<p>Le indagini avrebbero inoltre consentito di delineare la presenza di ulteriori articolazioni di &#8216;ndrangheta attive nelle zone collinari della città, in particolare a Ortì, Arghillà, Oliveto e Croce Valanidi. Contestualmente all&#8217;esecuzione delle misure cautelari sono state effettuate numerose perquisizioni in provincia di Reggio Calabria e in altre città italiane ed è stato eseguito il sequestro preventivo di <strong>sei società</strong> ritenute riconducibili agli indagati.</p>
</div>
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		<title>VIDEO-NOMI-Operazione &#8216;Atto Quarto&#8217;: Arrestati 28 affiliati cosche Libri, De Stefano e Tegano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2023 15:09:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-220019-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/10/RC-QuartoAtto-calabrianews.it_.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/10/RC-QuartoAtto-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/10/RC-QuartoAtto-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Nella mattinata di oggi 11 ottobre, personale della Polizia di Stato, a Reggio Calabria ed in altre città d’Italia, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica- Direzione Distrettuale Antimafia- diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, a carico di 28 soggetti (23 in carcere e 5 agli arresti domiciliari)- indiziati, a diverso titolo, e allo stato del procedimento in fase di indagini preliminari e fatte salve diverse valutazioni nelle fasi successive,  dei reati di associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, detenzione illegale di armi, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed altro. Contestualmente è stato eseguito anche il sequestro preventivo di 11 società riconducibili ad imprenditori indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. </p>
<p>Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria sotto le direttive della Procura della Repubblica costituiscono il natura seguito (da qui il nome convenzionale Atto Quarto) delle investigazioni note come Theorema – Roccaforte, Libro Nero e Malefix, che nel tempo hanno disvelato assetti e dinamiche criminali delle cosche LIBRI, DE STEFANO e TEGANO, con la conseguente esecuzione di misure cautelari nei confronti di numerosi soggetti. Le odierne acquisizioni investigative, costituite da  intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, ma anche dalle dichiarazioni di un imprenditore vittima di estorsione,  hanno consentito di acclarare la perdurante operatività della cosca LIBRI non solo nella storica roccaforte costituita dal quartiere di Cannavò e zone limitrofe, ma anche la sua influenza nei quartieri di Condera, Reggio Campi, Modena, Ciccarello, San Giorgio, nelle frazioni di Gallina, Mosorrofa, Vinco e Pavigliana nonché nella zona centro di Reggio Calabria, porzione di territorio quest’ultima all’interno della quale vigono accordi spartitori con le consorterie DE STEFANO e TEGANO.<br />
In ordine agli assetti del gruppo criminale, l’attività investigativa ha posto in evidenza la persistente operatività di MANGIOLA Edoardo, capo del locale di Spirito Santo, già detenuto perché tratto in arresto nel corso dell’operazione Malefix, che attraverso l’utilizzo di telefoni cellulari abilmente modificati e introdotti all’interno degli istituti di pena ove era recluso, con la fattiva collaborazione del figlio MANGIOLA Beniamino, continuava a dare disposizioni ad alcune dei più fidati sodali quali PALMISANO Francesco, SICLARI Domenico, BELFIORE Caterina e BARBARO Ernesto.<br />
Nonostante l’accertata operatività del predetto MANGIOLA, il suo stato di detenzione e quello del capo cosca LIBRI Antonio, a cui, con l’ordinanza eseguita oggi vengono contestati nuovi episodi estorsivi, hanno imposto di affidare la reggenza della cosca a VOTANO Antonino, vertice della ndrina di Vinco e Pavigliana.<br />
L’indagine, inoltre, ha fatto emergere l’operatività, in seno alla cosca LIBRI, di un’ulteriore articolazione, ossia quella di San Cristoforo, territorio limitrofo a quello di Spirito Santo, al cui vertice, secondo la ricostruzione investigativa, è posto DOTTA Filippo, che in virtù del suo ruolo è deputato anche alla gestione delle attività estorsive. Nella medesima area territoriale è stata censita, dopo la sua scarcerazione, l’attivismo criminale di BIANCHETTI Claudio, vero e proprio braccio operativo della cosca, che per come documentato dalle indagini si relazionava costantemente ed in maniera riservata, con l’attuale reggente VOTANO Antonino.<br />
Nel territorio di Gallina, invece, anch’esso sotto l’influenza della cosca LIBRI, i referenti sono stati individuati nei fratelli QUATTRONE Emanuele e QUATTRONE Vittorio, che per la gestione degli affari illeciti si sono relazionati, fino al suo arresto, con LIBRI Antonio e, successivamente, con VOTANO Antonino, ZIMBATO Cristofaro e BIANCHETTI Claudio. Sul medesimo territorio ulteriori soggetti affiliati sono risultati essere POLIMENO Demetrio e POLIMENO Domenico che nell’arco temporale compreso tra il dicembre 2018 ed il dicembre 2020, su mandato dell’allora capo cosca LIBRI Antonio, inteso Totò, si erano resi responsabili di una serie di estorsioni.<br />
Ulteriore territorio sottoposto all’influenza della cosca LIBRI è quello delle frazioni preaspromontane di Terreti, Straorino ed Ortì, dove il sodalizio opera nel settore delle estorsioni, in simbiosi con i componenti della cosca MORABITO intesi “i Grilli”, attraverso i sodali SERAFINO Carmelo e SERAFINO Pietro Danilo.<br />
L’indagine ha ricostruito ancora il ruolo di uno dei più fidati collaboratori di LIBRI Antonio, CHIRICO Giovanni, che in una sorta di veste di ministro degli esteri è stato delegato soprattutto a gestire i rapporti con gli esponenti della cosca TEGANO, ma anche quello di GULLI’ Antonino, originario di Roccaforte del Greco, già esponente della cosca ZAVETTIERI egemone su quel territorio, rivelatisi essere tra i più fidati luogotenenti di LIBRI Antonio.<br />
Con particolare riferimento agli accordi con la cosca DE STEFANO – TEGANO, le interlocuzioni con gli esponenti apicali della stessa, Carmine DE STEFANO (poi tratto in arresto nell’operazione Malefix), Michele CRUDO (genero del boss Giovanni TEGANO) e Mariano TEGANO ( figlio del boss  Pasquale TEGANO), questi ultimi colpiti dalla odierna misura cautelare, sono stati mediati, tra gli altri, dal sodale BILARDI Davide, anch’egli affiliato al sodalizio arcoto e attinto da misura cautelare nel presente procedimento.<br />
A riprova del carisma e delle significative relazioni criminali della cosca LIBRI sono stati censiti, infine, solidi rapporti con le articolazioni di ndrangheta sia del mandamento tirrenico sia del mandamento Ionico.<br />
Oltre al reato di associazione mafiosa ad alcuni degli indagati vengono contestati diversi episodi estorsivi ai danni di imprenditori impegnati nella realizzazioni di lavori ed appalti nei territori di influenza criminale della cosca.<br />
Ad alcuni imprenditori, di converso, viene contestato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ritenendo che gli stessi avevano stretto un vero e proprio rapporto sinallagmatico con la cosca, versando somme di denaro o assumendo personale segnalato in cambio di protezione e aiuto ad acquisire commesse ed espandere le proprie attività, in alcuni casi anche al di fuori della provincia di Reggio Calabria.</p>
<p>Altra vicenda criminale su cui le indagini hanno fatto, seppur parzialmente, luce è il tentato omicidio posto in essere il 17 maggio del 2017 a Reggio Calabria in pregiudizio di BAGGETTA Antonio. Per tale fatto risultano indagati MANGIOLA Edoardo e DOTTA Filippo, che avrebbero avuto il compito di procurare ed occultare le armi ed il motociclo (poi rinvenuti e sequestrati dagli investigatori della Polizia di Stato) utilizzati per portare a compimento il delitto.<br />
Da evidenziare, infine, che MANGIOLA Edoardo, ancora durante lo stato di detenzione, è risultato attivo anche nel traffico di stupefacente, in particolare cocaina. Sfruttando, infatti, la possibilità di comunicare dal carcere attraverso un telefono abusivamente detenuto, incaricava il figlio Beniamino di recuperare circa 800 grammi di cocaina in un garage sito nel Nord Italia, che veniva poi commercializzata con l’aiuto dei coindagati DI MAURO Sebastiano e SICLARI Domenico.<br />
Alla fase esecutiva dell’operazione hanno fornito ausilio personale della S.I.SCO di Reggio Calabria, della Divisione Anticrimine e dei Commissariati distaccati, delle Squadre Mobili di Bologna, Brindisi, Catanzaro, Cuneo, Verbania, Verona e Udine, Crotone, Cosenza, Enna, Catania, Messina, Siracusa ed equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine di Calabria e Sicilia.</p>
<p><strong>Elenco indagati<br />
Misura cautelare in carcere:</strong><br />
1.	BIANCHETTI Claudio, nato a Reggio Calabria in data 06/04/1980;<br />
2.	CHIRICO Giovanni, nato a Reggio Calabria in data 30.05.1979;<br />
3.	DI MAURO Sebastiano, nato a Reggio Calabria in data 20.11.1975;<br />
4.	DOTTA Filippo, nato a Reggio Calabria in data 11.12.1969;<br />
5.	GULLI’ Antonino, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 04/10/1969;<br />
6.	LIBRI Antonio, nato a Reggio Calabria in data 27.12.1983, già detenuto;<br />
7.	MAGNO Nunzio, nato a Patti (ME) in data 30.07.1970;<br />
8.	MANGIOLA Beniamino, nato a Reggio Calabria in data 30.06.2000;<br />
9.	MANGIOLA Edoardo, nato a Reggio Calabria in data 28.02.1980, già detenuto;<br />
10.	MUSOLINO Domenico, nato a Reggio Calabria il 17.07.1976, già detenuto;<br />
11.	PALMISANO Francesco, nato a Reggio Calabria in data 09.06.1987;<br />
12.	PIRRELLO Antonino, nato a Reggio Calabria in data 18.12.1979;<br />
13.	POLIMENO Domenico, nato a Reggio Calabria in data 20.10.1987<br />
14.	QUATTRONE Emanuele, nato a Reggio Calabria in data 24.03.1969;<br />
15.	QUATTRONE Vittorio, nato a Reggio Calabria in data 14.10.1955;<br />
16.	SICLARI Domenico, nato a Reggio Calabria in data 12.06.1978;<br />
17.	VOTANO Antonino, nato a Reggio Calabria in data 18.02.1966;<br />
18.	ZEMA Giovanni, nato a Reggio Calabria in data 10.09.1954;<br />
19.	ZIMBATO Cristofaro, nato a Reggio Calabria in data 27.04.1976;<br />
20.	CRUDO Michele, nato a Reggio Calabria il 02.04.1977;<br />
21.	BILARDI Davide, nato a Reggio Calabria in data 27.05.1975<br />
22.	SERAFINO Carmelo, nato a Reggio Calabria in data 31.05.1989;<br />
<strong>Misura cautelare degli arresti domiciliari:</strong><br />
1.	BARBARO Ernesto, nato a Melito Porto Salvo in data 17.04.1968;<br />
2.	BELFIORE Caterina, nata a Reggio Calabria in data 28.04.1968;<br />
3.	POLIMENO Demetrio, nato a Reggio Calabria in data 08.09.1957;<br />
4.	SERAFINO Pietro Danilo, nato a Reggio Calabria in data 06.09.1991;<br />
5.	SICLARI Giovanni, nato a Reggio Calabria in data 22.04.1959.<br />
<strong>Elenco delle società sottoposte a sequestro preventivo:</strong><br />
1.	Impresa individuale “CG Gluten free&#8230; e non solo”;<br />
2.	SIMA EDILIZIA S.r.l.;<br />
3.	SISCO COSTRUZIONI S.r.l;<br />
4.	G.S. COSTRUZIONI S.r.l.;<br />
5.	SIGEST IMMOBILIARE S.r.l.;<br />
6.	CRIPAS COSTRUZIONI S.r.l.&#8221;;<br />
7.	DUEESSE Immobiliare S.r.l.”;<br />
8.	PULISERVICE S.r.l;<br />
9.	ILE IMMOBILIARE S.r.l.;<br />
10.	ZE.GIRO. S.r.l.;<br />
11.	CESAF S.r.l.</p>
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		<title>Processo &#8216;Gotha&#8217;, pentito Cortese: avvocati Romeo e De Stefano sopra cosche</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-gotha-pentito-cortese-avvocati-romeo-e-de-stefano-sopra-cosche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 16:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[De Stefano]]></category>
		<category><![CDATA[Gotha]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Cortese]]></category>
		<category><![CDATA[romeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; &#8220;Quando io lasciato il carcere, Paolo Romeo è passato nella mia cella. Romeo era arrivato a Tolmezzo pochi mesi prima. Io sapevo chi era lui e lui sapeva qual era il mio calibro e il mio ruolo criminale. Pietro Labate mi disse che dovevo portare rispetto a Paolo Romeo e Giorgio De [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; &#8220;Quando io lasciato il carcere, Paolo Romeo è passato nella mia cella. Romeo era arrivato a Tolmezzo pochi mesi prima. Io sapevo chi era lui e lui sapeva qual era il mio calibro e il mio ruolo criminale. Pietro Labate mi disse che dovevo portare rispetto a Paolo Romeo e Giorgio De Stefano&#8221;. A dirlo è stato il collaboratore di giustizia <strong>Maurizio Cortese</strong> che per la prima volta ha deposto in un dibattimento pubblico. Lo ha fatto stamani, collegato in videoconferenza con l&#8217;aula bunker di Reggio Calabria, nell&#8217;udienza del processo &#8220;Gotha&#8221; che si sta celebrando con il rito ordinario e che vede, come principale imputato, l&#8217;avvocato ed ex parlamentare del Psdi Paolo Romeo, ritenuto la testa pensante della &#8216;ndrangheta reggina.<br />
<strong>Romeo e l&#8217;avvocato Giorgio De Stefano</strong>, secondo l&#8217;ex boss, &#8220;non facevano parte della &#8216;ndrangheta &#8216;vecchio modello'&#8221;. Piuttosto, ha aggiunto, <strong>facevano parte &#8220;di un sistema di potere superiore di quello della &#8216;ndrangheta tradizionale</strong>. Paolo Romeo non credo che era affiliato, ma faceva parte di questo sistema superiore che dirigeva la &#8216;ndrangheta. Pietro Labate mi disse di rispettarli perché sono delle brave persone&#8221;. Con questo termine, ha chiarito il pentito, &#8220;non intendo che facevano beneficienza alla Caritas, ma che erano persone di cui ci si poteva fidare. Romeo aveva un circolo nautico e mi era stata fatta una battuta: che il Comune non era al Comune ma in questo circolo.<strong> Chi aveva un problema da risolvere si rivolgeva a Romeo</strong>&#8220;.<br />
Cortese ha parlato anche di Mimmo Morabito, arrestato con lui nell&#8217;operazione &#8220;Pedigree&#8221; descrivendolo come un confidente delle forze dell&#8217;ordine. &#8220;Sapevo &#8211; ha detto il collaboratore &#8211; che era una persona che collaborava con i carabinieri, con i servizi segreti e che faceva parte della massoneria. Morabito mi faceva sapere quando scattavano le operazioni o quando dovevo ricevere una perquisizione. <strong>Mi informava delle indagini e delle microspie che avevano messo in varie parti della città</strong>. Tutte queste cose me le faceva sapere perché lui riceveva notizie dalle forze dell&#8217;ordine. Morabito faceva parte del sistema&#8221;.<br />
Dopo Cortese è stato sentito il collaboratore <strong>Maurizio De Carlo</strong>, ex contabile della cosca De Stefano che ha parlato di politica e, riferendosi a Nino Fiume, oggi collaboratore di giustizia ma fino al 2002 killer degli &#8220;arcoti&#8221;, ha detto: <strong>&#8220;Ha fatto una forte campagna elettorale per l&#8217;ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti. Conosco Antonio Caridi, anche lui è stato sostenuto dalla famiglia De Stefano</strong>. Lui era sponsorizzato dalla cosca De Stefano e soprattutto da Franco Chirico. Stavano nascendo le municipalizzate, come la Leonia, e ci volevano delle persone. C&#8217;era il senatore Caridi e tramite lui i De Stefano sapevano quello che succedeva all&#8217;interno delle municipalizzate e si potevano fare assunzioni. Se avevo bisogno di un posto, ne parlavo con Giovanni De Stefano e lui ne parlava con chi di competenza. Io non potevo andare dal senatore&#8221;.<br />
De Carlo <strong><em>ha confermato, infine, l&#8217;esistenza della componente &#8220;riservata&#8221; della &#8216;ndrangheta</em>:</strong> &#8220;Io spesso e volentieri partecipavo anche agli incontri con Giovanni De Stefano. Quando si parlava di cose super riservate non mi faceva partecipare. Quando parlavano di discorsi inerenti alla politica, a me non mi facevano partecipare. Ci sono delle persone riservate che li chiamavano gli invisibili all&#8217;interno della cosca De Stefano. Persone che neanche io conosco&#8221;.</p>
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