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	<title>curve Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Inchiesta curve, il calabrese Andrea Simoncini confessa: “Ho partecipato all’omicidio di Vittorio Boiocchi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 13:10:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sì, ho partecipato all&#8217;omicidio di Vittorio Boiocchi. Ho guidato lo scooter, ma a sparare fu Bellebuono&#8221;. Così <strong>Pietro Andrea Simoncini</strong>, 42 anni di Soriano Calabro (VV), ha confessato l&#8217;esecuzione dell&#8217;ex capo ultrà dell&#8217;Inter, avvenuta il 29 ottobre 2022 davanti a casa di Boiocchi un’ora prima del match contro la Sampdoria. Simoncini è il padre della compagna di Marco Ferdico, numero due della Curva Nord finito agli arresti dopo la maxi inchiesta della Dda di Milano sul &#8220;sistema criminale&#8221; del tifo organizzato di San Siro che, per i pm milanesi, avrebbe avuto un ruolo di primissimo piano nell&#8217;organizzazione del delitto di Boiocchi.</p>
<p>E così ieri Simoncini, coinvolto nell’inchiesta della Squadra Mobile coordinata da Alfonso Iadevaia e considerato uno dei due esecutori materiali dell&#8217;omicidio, si è seduto davanti al pm Paolo Storari e ha confessato. &#8220;Gli ho urlato di non sparare&#8221;, sempre le parole di Simoncini. &#8220;Ho gridato io quella frase a Bellebuono, ho provato a fermarlo&#8221;. Il prezzo per la vita di Boiocchi sarà di 30mila euro, divisi equamente tra il suocero di Ferdico e D&#8217;Alessandro. Quest&#8217;ultimo, interrogato il 12 maggio dalla gip Daniela Cardamone e difeso dal legale Daniele Barelli, ha scelto di non rispondere.</p>
<p>Simoncini, legato alla &#8216;ndrangheta, ha confermato, nel verbale davanti al pm, che era lui alla guida dello scooter e che a sparare sarebbe stato Daniel D’Alessandro, detto &#8220;Bellebuono&#8221;, bloccato in Bulgaria dagli investigatori e poi estradato in Italia. Anche D’Alessandro, interrogato il 12 maggio dalla gip Daniela Cardamone e difeso dal legale Daniele Barelli, aveva scelto di non rispondere. Oltre a D’Alessandro e Simoncini, davanti alla giudice si erano avvalsi della facoltà di non rispondere tutti gli altri arrestati: Marco Ferdico, che era nel direttivo della Nord, e il padre Gianfranco &#8211; a cui Beretta presunto mandante, come messo a verbale, avrebbe dato 50mila euro per l’omicidio &#8211; e anche Cristian Ferrario, che si intestò lo scooter usato dagli esecutori. </p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in curve Milano, altri 7 arresti. Ai domiciliari Mauro Russo (socio affari di Vieri e Maldini)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 11:20:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano gli arresti a Milano nella maxi inchiesta della Procura del capoluogo lombardo sulle curve di San Siro, coordinata dai pm della Dda Paolo Storari e Sara Ombra. Stamattina altre sette persone sono state arrestate (cinque in carcere e due ai domiciliari). Arresti che arrivano dopo quelli di fine settembre dei capi ultrà e sodali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano gli arresti a Milano nella maxi inchiesta della Procura del capoluogo lombardo sulle curve di San Siro, coordinata dai pm della Dda Paolo Storari e Sara Ombra. Stamattina altre sette persone sono state arrestate (cinque in carcere e due ai domiciliari). Arresti che arrivano dopo quelli di fine settembre dei capi ultrà e sodali della Curva Nord dell’Inter e della Curva Sud del Milan. In questo caso sono contestati episodi, già emersi e approfonditi, di usura, estorsione e false fatture. Per alcuni dei reati c’è anche l’aggravante della finalità mafiosa per avere agevolato «la cosca» della «<strong>famiglia Bellocco</strong>». Questa inchiesta è diventata di dominio pubblico il 30 settembre 2024, quando polizia e guardia di finanza hanno arrestato i vertici del tifo nerazzurro e rossonero. All’epoca furono 19 le misure cautelari (16 in carcere, tre ai domiciliari), con tanto di perquisizioni a carico di più di 50 ultras (non indagati). <strong>L’inchiesta portò alla luce i business illeciti degli ultras, con estorsioni su parcheggi e paninari, rivendita di biglietti, pestaggi e infiltrazioni della ‘ndrangheta.</strong></p>
<p>A dare una spinta all’evoluzione dell’indagine fu l’omicidio di <strong>Antonio Bellocco</strong>, 39 anni, legato all’omonima famiglia ‘ndranghetista. Un assassinio avvenuto il 4 settembre 2024 per mano di <strong>Andrea Beretta</strong>, 49 anni, all’epoca dei fatti leader della Curva nerazzurra. Un litigio finito male, in auto, fuori da una palestra di Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano. Secondo quanto emerso successivamente delle indagini, tra i due i rapporti erano tesi da tempo per questioni legate al merchandising: nel corso del litigio, Beretta colpì Bellocco con delle coltellate alla gola e al cuore. Si sentirono anche degli spari e un proiettile colpì Berretta. Una volta arrestato, fu lui stesso a raccontare di aver agito per legittima difesa perché a conoscenza del piano di Bellocco di ucciderlo. Da qui gli arresti. Tra i nomi della Curva Nord spiccano i nomi di<strong> Marco Ferdico</strong> (vice di Beretta) e <strong>Renato Bosetti</strong> (altro storico esponente della Curva Nord). Per quanto riguarda la Curva Sud, compaiono i nomi di <strong>Luca Lucci</strong> (capo della Curva milanista) e del fratello <strong>Francesco</strong>. Oltre che i nomi di <strong>Islam Hagag</strong> (detto Alex Cologno) e <strong>Christian Rosiello</strong>, bodyguard del rapper <strong>Fedez</strong> (non coinvolto nell’inchiesta). Secondo la Procura, lo stadio di San Siro e le attività ad esso connesso erano «fuori da ogni controllo di legalità» anche a causa di «alcune carenze organizzative» nella «gestione dei rapporti con la tifoseria».<br />
Tra le due persone finite ai domiciliari, c’è <strong>Mauro Russo</strong>, imprenditore del mondo dei parcheggi del Meazza, e anche socio d’affari di <strong>Paolo Maldini</strong>, ex storico capitano del Milan, e <strong>Bobo Vieri</strong>, ex attaccante dell’Inter. In cella su ordine del gip Domenico Santoro sono finiti <strong>Francesco Intagliata</strong>, 45 anni, <strong>Filippo Monardo</strong>, 49 anni, <strong>Giuseppe Orecchio</strong>, 36 anni, <strong>Domenico Sità</strong>, 43 anni e <strong>Davide Scarfone</strong> di 38 anni, <strong>tutti calabresi</strong>. Ai domiciliari invece è finito anche <strong>Carmelo Montalto</strong>, 49 anni. Al centro dell’inchiesta anche il business dei parcheggi dello stadio e richieste usuraie con prestiti in denaro da restituire con interessi fino all&#8217;803 per cento nei confronti dell’imprenditore Piero Bene che con la sua società, <strong>Be.Pi Sport</strong>, si occupa di programmazione e trasmissioni televisive, con aggiornamenti e notizie sul calcio dilettantistico, Eccellenza, Serie D, Serie B femminile e altro.</p>
<p>Emersero anche degli incontri tra capi ultras e giocatori (come tra Ferdico e l’allora capitano nerazzurro <strong>Milan Skriniar</strong>, o come tra Luca Lucci e l’allora capitano rossonero <strong>Davide Calabria</strong>) o contatti telefonici con allenatori (Ferdico e <strong>Simone Inzaghi</strong>). Motivo per il quale decise di muoversi la giustizia sportiva, con il procuratore federale <strong>Giuseppe Chiné</strong>. Nel frattempo, il 3 ottobre 2024 sono arrivati i primi 24 Daspo e il 5 ottobre 2024 la Curva Nord ha preso le distanze dalla vecchia gestione. Altra data importante è il 14 novembre 2024 quando Beretta ha iniziato a collaborare con gli inquirenti, fornendo informazioni importanti su un altro omicidio eccellente, <strong>l’agguato mortale a Vittorio Boiocchi</strong>, allora capo indiscusso della Curva Nord, ucciso nel 2022 sotto casa sua nel quartiere Figino. Qualche giorno dopo, il 23 novembre 2024 a Cambiago, in provincia di Milano, è stato scoperto un arsenale. In un capannone stati trovati e sequestrati pistole, kalashnikov, bombe a mano e molti proiettili.</p>
<p>Tre mesi fa, il 20 febbraio, l’inizio del processo – <strong>si tornerà in aula il 5 giugno per la requisitoria dell’accusa</strong> – per gli ultras rossoneri Rosiello, Riccardo Bonissi e Francesco Lucci, fratello di Luca. Quest’ultimo, invece, ha scelto come Beretta e Ferdico il rito abbreviato, iniziato il 4 marzo scorso (sentenza attesa per il 17 giugno). Inter, Milan e la Lega serie A sono state ammesse come parti civili. Intanto, il 1° maggio sono arrivare le sanzioni della Figc nell’ambito del filone sportivo. La <strong>Federcalcio</strong> ha reso note le sanzioni per i due club e per i tesserati coinvolti in seguito al patteggiamento con la Procura federale: <strong>una giornata di squalifica per Simone Inzaghi e Hakan Calhanoglu</strong> (scontate sabato 3 maggio contro il Verona), ammende rispettivamente di 15 e 30mila euro, 70mila per l’Inter, multa di 30mila euro per il Milan. Oggi gli altri sette arresti.</p>
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		<title>Ultras che sparano e ‘ndrine in curva: quello di Bellocco e l’ennesimo omicidio degli stadi “criminali”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 10:19:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Bellocco e Andrea Beretta. Ma prima c’erano stati Vittorio Boiocchi e Enzo Anghinelli, solo per restare nel recinto della Curva dell’Inter. E ci sono – ci sono ancora – Marco Ferdico e Domenico Bosa detto “Mimmo Hammer”. Sono nomi noti a tutti, vittime e aggressori legati alla criminalità spicciola, alle ‘ndrine calabresi, allo spaccio e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio Bellocco e Andrea Beretta. Ma prima c’erano stati Vittorio Boiocchi e Enzo Anghinelli, solo per restare nel recinto della Curva dell’Inter. E ci sono – ci sono ancora – Marco Ferdico e Domenico Bosa detto “Mimmo Hammer”. Sono nomi noti a tutti,<strong> vittime e aggressori legati alla criminalità spicciola, alle ‘ndrine calabresi, allo spaccio e agli affari criminali dello stadio.</strong> Una realtà che l’omicidio a Cernusco sul Naviglio di Bellocco, ucciso a coltellate in una Smart dall&#8217;”amico” Beretta, a sua volta ferito da un colpo di pistola, ripropone come contesto. Un ambiente che puntualmente rispunta quando la cronaca nera chiama. La “polveriera” della Curva Nord, come tante altre dello sgarrupato calcio italiano. Repubblica ricostruisce in un <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2024/09/05/news/ultra_inter_ndrangheta_sparatoria_cernusco_sul_naviglio-423479536/?ref=RHLF-BG-P6-S1-T1" data-cmp-ab="2">articolo </a>il magma ribollente che ha creato l’ennesimo delitto di sponda sul pallone. E’ l’ultimo di una lunga serie, una puntata enne di un romanzo che l’Italia riapre quando scorre il sangue. E poi dimentica.</p>
<p>Repubblica ricorda “la scossa dirompente scatenata dall’<strong>omicidio dello storico leader degli ultrà, Vittorio Boiocchi, freddato a 69 anni con due colpi di pistola la sera del 29 ottobre 2022</strong> da due killer in moto a volto coperto. Di quel leader carismatico, tornato a comandare la Nord dopo 28 anni di carcere ed eliminato sotto casa, proprio Andrea Beretta era il braccio destro”. “<strong>L’arrivo dal cuore della Calabria e dal gotha delle famiglie ’ndranghetiste di Antonio Bellocco</strong>, da oltre un anno presenza costante nell’organigramma della curva”. “L’irresistibile ascesa di Marco Ferdico, sempre al fianco dell’erede della ’ndrina di Rosarno”. Ci sono migliaia di pagine di vecchie e nuove indagini che parlano della commistione tra tifo e malavita. Ma non cambia mai niente. Antonio Bellocco era già stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa nell’indagine Tramonto della procura di Reggio Calabria, era considerato parte «del sodalizio operante in San Ferdinando e facente capo a Giulio Bellocco Giulio e Aurora Spanò», i suoi genitori.</p>
<p>E’ una storia di gruppi che perdono potere, di altri che finiscono ai margini, come “<strong>gli Irriducibili capeggiati da Domenico Bosa, “Mimmo Hammer”</strong>, leader del gruppo di estrema destra degli Hammerskin, che pure vanta solidissime relazioni criminali con il clan Pompeo di Bruzzano e una condanna per estorsione aggravata dal metodo mafioso”. E ancora di link tra tifoserie, gruppi eversivi e alcune società. A Milano prima di Bellocco c’era stato, per esempio, <strong>l’agguato del 12 aprile 2019 a un altro uomo della curva, Enzo Anghinelli</strong>, colpito alla testa da un colpo di pistola a Porta Romana, pieno centro di Milano, vivo per miracolo. La curva «è una miniera d’oro», diceva in alcune intercettazioni il boss della Barona Nazzareno Calajò. Ve lo ricordate Luca Lucci? Il capo-ultrà del Milan condannato a sei anni e quattro mesi per traffico di droga che si faceva le foto con Salvini? Tutto a cielo aperto, da anni e anni.</p>
<p>(Agenzia DIRE -www.dire.it)</p>
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