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	<title>curva Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Dec 2025 16:41:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Inchiesta ‘Doppia curva’: quella milanista faceva 100mila euro l&#8217;anno, quella interista mafiosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 07:39:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Un quadro di stabile interazione tra il gruppo ultras, articolazioni della criminalità organizzata calabrese e l’attività economica dei parcheggi, con Giuseppe Caminiti quale snodo funzionale tra interessi imprenditoriali di Gherardo Zaccagni e protezione mafiosa, e con permanenza del controllo ambientale del settore da parte della Curva Nord mediante vere e proprie modalità estorsive”. Lo scrive [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Un quadro di stabile interazione tra il gruppo ultras, articolazioni della criminalità organizzata calabrese e l’attività economica dei parcheggi, con Giuseppe Caminiti quale snodo funzionale tra interessi imprenditoriali di Gherardo Zaccagni e protezione mafiosa, e con permanenza del controllo ambientale del settore da parte della Curva Nord mediante vere e proprie modalità estorsive”. Lo scrive la Gup di Milano Rossana Mongiardo nelle motivazioni della sentenza con cui, il 17 giugno, ha inflitto pene per quasi 90 anni di carcere a carico di 16 imputati nel processo abbreviato scaturito dalle indagini dei pm della Dda Paolo Storari e Sara Ombra e che avevano portato al maxi blitz &#8220;doppia curva&#8221; del settembre 2024 di Polizia e Gdf sugli ex vertici del tifo organizzato di Inter e Milan.</p>
<p>“Le conversazioni captate, inoltre, accertano, senza dubbio, l’intrinseca carica intimidatrice dei capi ultras, derivante sia dai precedenti penali e dalla propensione alla violenza, sia dal ruolo apicale nella Curva Nord, la cui capacità di condizionamento costituiva elemento idoneo a coartare la volontà della vittima, che accettava il versamento quale costo necessario alla prosecuzione dell’attività” si legge nelle motivazioni in cui si ravvisa l’estorsione ambientale. Caminiti ha un ruolo di “raccordo” con esponenti della Nord e della criminalità organizzata di matrice ‘ndranghetista.<br />
Il quadro delineato nelle motivazioni, rispetto a quanto accade nelle fila del tifo organizzato nerazzurro, “configura dinamiche relazionali riconducibili alle modalità operative della ‘Ndrangheta, caratterizzate da rapporti di fedeltà, riconoscimento delle posizioni di influenza e gestione gerarchica delle pretese economiche connesse al controllo territoriale ed alle attività imprenditoriali para-lecite”.</p>
<p>Nelle motivazioni, inoltre, si legge la &#8220;volontà di non spartire con nessuno la gestione e gli introiti&#8221; della Curva Sud milanista ha &#8220;motivato le azioni di intimidazione e di violenza&#8221; assicurando guadagni illeciti, come con la &#8220;rivendita dei biglietti&#8221;, superiori a &#8220;100mila euro all&#8217;anno&#8221;. Dall&#8217;altro lato, la Curva Nord interista era &#8220;un mero contesto materiale di copertura&#8221; sempre per i business illegali e con &#8220;un rapporto di protezione di matrice mafiosa&#8221;, che aveva &#8220;l&#8217;avallo&#8221; del clan della &#8216;ndrangheta dei Bellocco.</p>
<p>Le pene più alte per i capi delle due curve di San Siro, l&#8217;interista Andrea Beretta, ora collaboratore di giustizia, e il milanista Luca Lucci: 10 anni a testa. Gup che ha riconosciuto tutte le imputazioni, da un omicidio recente, quello del 2024 di Antonio Bellocco rampollo dell&#8217;omonima cosca, ad un tentato omicidio di sei anni fa, fino alle due associazioni per delinquere tra cui ci sarebbe stato un &#8220;patto&#8221; per gli affari, tra la Curva Sud milanista e la Nord interista, quest&#8217;ultima pure con l&#8217;aggravante mafiosa per rapporti con la &#8216;ndrangheta.</p>
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		<title>Sale ancora la curva Covid, 4.256 casi e 37 morti nell&#8217;ultima settimana: i dati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sale-ancora-curva-covid-4-256-casi-e-37-morti-nellultima-settimana-i-dati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 08:29:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Settembre si chiude con la curva dei casi Covid in Italia ancora in salita: sono infatti 4.256 casi e 37 morti nell&#8217;ultima settimana (18-24), erano 3.692 e 21 la precedente. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo bollettino settimanale pubblicato dal ministero della Salute. Crescono anche i tamponi, che passano da 29.112 a 33.209. Il tasso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Settembre si chiude con la curva dei casi Covid in Italia ancora in salita: sono infatti 4.256 casi e 37 morti nell&#8217;ultima settimana (18-24), erano 3.692 e 21 la precedente. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo bollettino settimanale pubblicato dal ministero della Salute. Crescono anche i tamponi, che passano da 29.112 a 33.209. Il tasso di positività è al 12,8% (12,7% la settimana precedente). La regione con più contagi rimane la Lombardia (1.637), seguita dalla Campania (674) e dal Veneto (436).  La situazione varianti. In base ai dati di sequenziamento presenti nella piattaforma nazionale I-Co-Gen, &#8220;nell&#8217;ultimo mese di campionamento consolidato (agosto, dati al 21 settembre) si evidenzia la co-circolazione di differenti sotto-varianti di JN.1 attenzionate a livello internazionale, con una predominanza di sequenziamenti attribuibili a XFG (78%), variante sotto monitoraggio attualmente in crescita su scala globale. Tra i diversi lignaggi identificati nel mese di luglio 2025, XFG.3 è risultato prevalente (12%)&#8221;, si legge nel monitoraggio pubblicato dall&#8217;Istituto superiore di sanità.</p>
<p>&#8220;I casi di Covid nel nostro Paese sono in lento, ma continuo aumento, e ormai &#8211; nell&#8217;ultima settimana &#8211; hanno superato quota 4mila. Se sì pensa che probabilmente c&#8217;è una forte sottostima, in quanto i più fanno un tampone fai da te e molti non lo fanno proprio, i numeri sono tutt&#8217;altro che irrilevanti. Per fortuna, i casi gravi sono davvero una piccola minoranza e anche le ospedalizzazioni sono relativamente poche&#8221;. Così all&#8217;Adnkronos Salute Giovanni Rezza, docente straordinario di Igiene e Sanità pubblica all&#8217;università Vita-Salute San Raffaele di Milano, commentando l&#8217;ultimo bollettino. &#8220;Ciò che colpisce è soprattutto che, essendo un virus giovane e capriccioso, Sars-CoV-2 non ha ancora una stagionalità ben assestata &#8211; sottolinea l&#8217;epidemiologo &#8211; per cui tende a fare dei picchi anche col clima caldo, ad esempio a inizio estate o inizio autunno, anticipando di fatto la stagione influenzale, in conseguenza delle mutazioni che accumula e approfittando del calo delle risposte naturali indotte dall&#8217;ultima vaccinazione o dalla malattia naturale. Ciò rende difficile programmare una campagna vaccinale finalizzata, secondo le ultime indicazioni del ministero della Salute, a proteggere anziani e fragili&#8221;.  &#8220;Le ondate degli ultimi tempi &#8211; osserva Rezza &#8211; non sono state particolarmente intense e, soprattutto, l&#8217;impatto clinico è relativamente modesto. Ma fosse anche una normale influenza o un banale raffreddore, poterlo evitare e proteggere gli altri, evitando eventi pubblici quando si ha febbre o altri sintomi respiratori, e magari usando una mascherina se si ha la tosse (che sia da Covid o meno), rimane certamente un consiglio di buon senso e una forma di rispetto nei confronti degli altri, soprattutto se si tratta di persone vulnerabili&#8221;.</p>
<p>&#8220;La crescita dei casi Covid osservata in questi giorni rientra nella dinamica attesa per questo periodo. La riapertura delle scuole e il rientro nei luoghi di lavoro comporta un naturale aumento della circolazione dei virus respiratori&#8221;, commenta quindi all&#8217;Adnkronos Salute l&#8217;epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all&#8217;università del Salento. &#8220;Lo scorso anno &#8211; evidenzia Lopalco &#8211; la crescita dei casi era stata anche maggiore in questo periodo. Ci avviamo gradualmente verso il picco stagionale atteso per il periodo invernale. Non dimentichiamo che la vaccinazione è disponibile e gratuita per tutte le categorie a rischio&#8221;.  &#8220;Il lento, ma continuo aumento dei casi Covid è legato alle nuove condizioni in cui ci troviamo a vivere dopo l&#8217;estate: è ricominciato tutto, dalla scuola al lavoro, e il virus &#8211; che è sempre rimasto tra noi &#8211; ora trova maggior facilità a diffondersi, favorito anche dalla nuova variante XFG. Si vedono di nuovo positivi ricoverati in ospedale e dobbiamo anche stare attenti perché sta arrivando l&#8217;influenza, quindi la vaccinazione anti-Covid e antinfluenzale rimane la miglior raccomandazione per anziani e fragili&#8221;. Così all&#8217;Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, la Società italiana di malattie infettive e tropicali.  &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>La &#8220;curva della morte&#8221; continua ad uccidere sulla Statale 106 a Corigliano Rossano*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 16:01:14 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una formale e durissima segnalazione trasmessa oggi via PEC a tutte le autorità competenti – dalla Struttura Territoriale di Anas Spa in Calabria alla Direzione Generale, dal Commissario Straordinario per la S.S.106 alla Procura della Repubblica, dalla Prefettura di Cosenza fino al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – <strong>l&#8217;Organizzazione di Volontariato &#8220;Basta Vittime Sulla Strada Statale 106&#8221; ha chiesto un immediato intervento tecnico e risolutivo sul tratto al km 328+900 della famigerata Statale 106 &#8220;Jonica&#8221;, teatro di una lunga e inaccettabile scia di sangue. </strong><strong>In quello stesso punto – ribattezzato ormai da tutto il territorio come la &#8220;curva della morte&#8221; – in poco più di un anno hanno perso la vita tre persone:</strong> il 28 giugno 2025, <strong>Gaetano Ruffo</strong>, 17 anni appena, morto sul colpo; il 12 agosto 2024, <strong>Umberto Graziano</strong>, 39 anni, deceduto in ospedale dopo ore di agonia; il 16 maggio 2024, <strong>Maria Rosa Boccuti</strong>, 40 anni, travolta da un&#8217;auto impazzita che ha invaso la corsia opposta dopo aver perso il controllo nella curva maledetta. <strong>Tre famiglie devastate, tre comunità straziate, un solo tratto di strada dove – tragicamente – tutto si ripete. Oltra alla paura che quanto purtroppo già accaduto possa ripetersi generando dolore e sconforto.</strong></p>
<p>«È ormai lecito e doveroso porsi una domanda netta e ineludibile: <em>perché sempre lì? Perché sempre nello stesso punto?</em>», si legge nella segnalazione inviata dall&#8217;Organizzazione. «È inaccettabile continuare a tacere di fronte a una costante mortale che grida vendetta e chiede risposte: il silenzio è complicità, l&#8217;inazione è colpevole.» <strong>Secondo l&#8217;ipotesi già formulata dal Comitato Scientifico dell&#8217;Organizzazione</strong>, la realizzazione della rotatoria di Aranceto – che a quanto percorrono la Statale 106 da nord verso sud impone un rallentamento seguito da una brusca accelerazione – potrebbe contribuire alla perdita di controllo dei veicoli in un punto dove la curva è a gomito e a meno di 400 metri di distanza. Un&#8217;ipotesi che necessita, oggi più che mai, <strong>di una rigorosa verifica tecnica da parte di ingegneri e periti qualificati</strong>. Nel documento ufficiale, <strong>l&#8217;Associazione ha chiesto formalmente</strong>: Un <strong>sopralluogo tecnico immediato</strong> da parte di ANAS, alla presenza – ove possibile – dei rappresentanti dell&#8217;Organizzazione; L&#8217;<strong>adozione urgente di tutte le misure necessarie</strong>, anche provvisorie, per garantire la sicurezza nel tratto in questione; Una <strong>puntuale comunicazione istituzionale</strong> su ogni iniziativa che Anas intenderà assumere. Non si tratta di semplici richieste, ma di un <strong>grido di allarme che pretende ascolto</strong>, e che si fa carico del dolore e della rabbia di un&#8217;intera popolazione.</p>
<p>«Non è più accettabile dover contare i morti prima di agire. Non è più tollerabile voltarsi dall&#8217;altra parte. La responsabilità, quando si amministra una rete viaria, è civile, morale e giuridica. E chi oggi tace o minimizza, domani dovrà rispondere anche davanti alla legge», si legge nella parte conclusiva della segnalazione, che richiama con precisione gli articoli del Codice Civile e Penale relativi alla responsabilità per omicidio colposo, lesioni e mancata manutenzione stradale.<br />
(<em>* Organizzazione di Volontariato &#8220;Basta Vittime Sulla Strada Statale 106&#8221;</em>)</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in curva a San Siro: Daspo di 3 anni per Emis Killa che rinuncia al Festival di Sanremo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 11:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Risulta indagato dalla Dda di Milano per associazione per delinquere Emis Killa, nome d&#8217;arte del rapper Emiliano Rudolf Giambelli, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Doppia Curva&#8221; condotta dallo Sco e la Squadra mobile di Milano nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta della Direzione Distrettuale antimafia sugli affari criminali del mondo ultrà interista e milanista e delle infiltrazioni di &#8216;ndrangheta. La notizia, anticipata dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">Risulta<strong> indagato dalla Dda di Milano per associazione per delinquere</strong> Emis Killa, nome d&#8217;arte del rapper Emiliano Rudolf Giambelli, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Doppia Curva&#8221; condotta dallo Sco e la Squadra mobile di Milano nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta della Direzione Distrettuale antimafia sugli affari criminali del mondo ultrà interista e milanista e delle infiltrazioni di &#8216;ndrangheta. La notizia, anticipata dal Corriere della Sera, è confermata da fonti inquirenti. Inoltre, al cantante, concorrente al Festival di Sanremo 2025, la questura di Milano ha <strong>notificato un provvedimento di Daspo per tre anni.</strong> Il coinvolgimento di Emis Killa, vicino al direttivo della Curva Sud Milano rossonera, era emerso già nelle prime battute dell&#8217;indagine. Era stato anche perquisito, da non indagato, il giorno dell&#8217;esecuzione delle <strong>19 misure cautelari emesse nei confronti </strong>degli ultrà di Milan e Inter.</p>
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<div id="adv-Middle1" class="advZone [&amp;_iframe]:m-auto flex justify-center items-center" data-collapse-mode="hide">Emis Killa avrebbe partecipato con altri a una delle presunte aggressioni nei confronti di uno steward dello stadio San Siro, colpito da uno schiaffo e un pugno da un ultrà rossonero, in occasione della partita di Europa League dell&#8217;11 aprile 2024 tra Milan e Roma.</div>
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<div id="adv-Bottom" class="advZone [&amp;_iframe]:m-auto" data-collapse-mode="hide"><strong>Questa svolta giudiziaria ha spinto Emis Killa a rinunciare al prossimo Festival di Sanremo</strong> dove si sarebbe presentato con il brano &#8220;Demoni&#8221;.</div>
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<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">&#8220;Apprendo oggi dai giornali che sono indagato (<em>a me è stato notificato esclusivamente il Daspo, che è un atto amministrativo e non penale</em>) e se questo corrisponderà al vero sarà importante che l&#8217;indagine faccia il suo corso e la magistratura possa lavorare in serenità senza polemiche o pressioni e circhi mediatici&#8221;, ha scritto sui social. &#8220;Dopo 15 anni di carriera ero felice di affrontare il mio primo Sanremo. Ringrazio <strong>Carlo Conti</strong> per avermi voluto ma <strong>preferisco fare un passo indietro e non partecipare. </strong>Confido che tutto si risolverà al più presto, per il meglio, e spero di poter affrontare in futuro un Festival in cui a essere centrale sia la musica, poter portare la mia canzone, parlare solo di quella e divertirmi, come avrebbe dovuto essere quest&#8217;anno e come è giusto che sia per tutti gli Artisti che decidono di mettersi in gioco e partecipare alla gara&#8221;.</p>
<h2 class="h4 pt-2 border-t border-base-300"></h2>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in curva Milan, nuovo arresto per Luca Lucci mandante dell&#8217;agguato al rivale Anghinelli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-in-curva-milan-nuovo-arresto-per-luca-lucci-mandante-dellagguato-al-rivale-anghinelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 18:04:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riunioni di mafia sull&#8217;asse Milano-Calabria per la gestione della Curva Sud. Coperture della &#8216;ndrangheta per difendersi dall&#8217;assalto del «rivale» Domenico Vottari che voleva scalare il feudo della Sud della coppia Lucci-Lombardi. È lo scenario che emerge nella nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Domenico Santoro nei confronti del capo ultrà rossonero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riunioni di mafia sull&#8217;asse <strong>Milano-Calabria per la gestione della Curva Sud</strong>. Coperture della <strong>&#8216;ndrangheta</strong> per difendersi dall&#8217;assalto del «rivale» Domenico Vottari che voleva scalare il feudo della Sud della coppia Lucci-Lombardi. È lo scenario che emerge nella <strong>nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere</strong> firmata dal gip Domenico Santoro <strong>nei confronti del capo ultrà rossonero Luca Lucci</strong>, già in carcere da fine settembre per l&#8217;inchiesta «Doppia curva» e per droga (18 novembre), nelle <strong>indagini sul tentato omicidio di Enzino Anghinelli</strong>, il tifoso rossonero vittima di un agguato il 12 aprile 2019 in via Cadore a Milano. Come esecutore materiale è già stato arrestato alcune settimane fa l&#8217;ultrà (e braccio destro di Lucci) Daniele Cataldo, e lo stesso Lucci era indagato come mandante. Ora l&#8217;inchiesta coordinata dai pm Paolo Storari e Leonardo Lesti, ha portato alla nuova ordinanza per Lucci notificata dalla squadra Mobile di Milano nel carcere di Voghera (Pavia) dove è detenuto. Un agguato che, secondo le indagini, sarebbe maturato nell&#8217;ambito di «<strong>uno scontro per il controllo della Curva Sud</strong>» e per certificare la volontà di «supremazia» conquistata dal 2016 da Luca Lucci, che stava portando avanti una «guerra» contro un altro gruppo di ultrà milanisti, i Black Devil, capeggiati da Domenico Vottari, a cui era legato Anghinelli. <strong>In mezzo anche presunte mediazioni portate avanti da Giuseppe Calabrò, detto ‘u Dutturicchiu, personaggio considerato legato ai clan della ‘ndrangheta di San Luca e di Platì (Reggio Calabria)</strong>.</p>
<p>Per il gip Santoro, i «contatti» tra «<strong>esponenti della Curva Sud</strong>» e «<strong>ambienti della criminalità organizzata calabrese</strong>» dimostrano un «progressivo avvicinamento tra delinquenza da stadio e ‘ndrangheta, che lascia pensare a sviluppi preoccupanti» e che conferma la «estrema pericolosità» del gruppo «capeggiato» da Luca Lucci, che può «avvalersi di legami di così rilevante spessore». Per il giudice, come si legge nella parte del provvedimento sulle esigenze cautelari, Lucci è diventato un «vero e proprio padrone» di quel «territorio», ossia dello stadio di San Siro, e ha creato negli anni un «clima di intimidazione e assoggettamento». Sarebbe riuscito anche ad entrare «in contesti forieri di sempre maggiori introiti economici avvalendosi» della sua «fama criminale».<br />
Per il giudice Santoro è «obiettivamente impensabile ritenere che l&#8217;azione di sangue» ai danni di Anghinelli «sia stata frutto di iniziativa autonoma di Cataldo», l&#8217;uomo di fiducia di Lucci, ma ci sarebbe stata, invece, una «precisa direttiva» del capo della Sud. Per il gip il «sentimento di astio» di Lucci nei confronti di Anghinelli aveva «radici risalenti». Già nell&#8217;ottobre 2018 «Manolo Recrosio, fedelissimo di Lucci» aveva minacciato di morte Anghinelli, il quale poi subì una lunga serie di aggressioni fino allo scorso luglio, con l&#8217;ultimo pestaggio. Anghinelli, sintetizza il gip, sarebbe stato un «cane sciolto» che voleva «fare affari con la curva», minando il potere di Lucci e alleandosi a volte con Giancarlo Lombardi, ex capo ultrà detto «Sandokan», o con<strong> Domenico Vottari</strong> dei «Black Devil».</p>
<p>Per Lucci e i suoi quel loro &#8220;bersaglio&#8221; era anche un «infame» e questo rappresentava un altro «solidissimo movente». Anghinelli era diventato «troppo ingombrante», in particolare per uno dei business della curva Sud, ossia il traffico di droga. <strong>Tutto ciò in un contesto in cui entrambi i gruppi «in guerra» per il controllo della curva avrebbero avuto pure «rilevanti legami con articolazioni della `ndrangheta», contatti che Lucci avrebbe avuto ancora di recente</strong>. Agli atti le parole intercettate di Giuseppe Caminiti, legato a Calabrò e arrestato a fine settembre nell&#8217;inchiesta «Doppia curva»: quelli «sparano di brutto» diceva, facendo riferimento a Lucci e ai suoi. «Quando c&#8217;era qualcuno che voleva fare un attimo lo scemo nella Curva del Milan &#8230; l&#8217;han seccato! (&#8230;) è vivo ma è come un vegetale», spiegava Caminiti. Un riferimento «chiaro», secondo gli atti, ad Anghinelli.<br />
(<em>Fonte: corriere.it</em>)</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in curva, Zanetti: Capo ultrà mi parlò della questione dei biglietti, parlai con dirigenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 14:08:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Faccia a faccia tra gli investigatori della Squadra mobile milanese, che indagano sulle curve di San Siro e sui traffici illeciti degli ultras, e il vicepresidente e storica bandiera dell&#8217;Inter Javier Zanetti, sentito come teste su presunte pressioni dei capi ultrà sul club nell&#8217;inchiesta che ha portato a 19 arresti dieci giorni fa. Indagine in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Faccia a faccia tra gli investigatori della Squadra mobile milanese, che indagano sulle curve di San Siro e sui traffici illeciti degli ultras, e il vicepresidente e storica bandiera dell&#8217;Inter <strong>Javier Zanetti</strong>, sentito come teste su presunte pressioni dei capi ultrà sul club nell&#8217;inchiesta che ha portato a 19 arresti dieci giorni fa. Indagine in cui è saltato, invece, un interrogatorio programmato nei giorni scorsi per Fedez, amico del leader della curva Sud milanista Luca Lucci.<br />
L&#8217;audizione di Zanetti, in un ufficio di Polizia e durata circa due ore, si è tenuta dopo quella di mercoledì del tecnico interista <strong>Simone Inzaghi</strong>. <strong>Il capo ultrà Marco Ferdico</strong> (in carcere) &#8211; ha spiegato il numero due del club, a cui è stato chiesto conto di un&#8217;intercettazione tra lo stesso Ferdico e Inzaghi &#8211; &#8220;<strong>mi accennò la questione&#8221; biglietti, ossia quelli che voleva la curva (1500) per la finale di Champions del 2023.</strong></p>
<p>&#8220;Io ne parlai con la base della dirigenza, non con <strong>Marotta</strong>&#8220;, ha aggiunto l&#8217;ex capitano, chiarendo che la &#8220;situazione&#8221; dei ticket, comunque, era già nota alla società e che lui non aveva &#8220;compiti esecutivi nel board&#8221;. Zanetti ha riferito di <strong>non aver subito mai pressioni, minacce, intimidazioni</strong> e che parlava con i capi curva, li vedeva quando andavano ad Appiano Gentile anche per sostenere la squadra o per dei video o altri appuntamenti, ma sempre in un clima &#8220;tranquillo&#8221;. D&#8217;altronde lui &#8220;da 30 anni&#8221; è all&#8217;Inter e i rapporti con gli ultras sono una cosa &#8220;normale&#8221;. E loro non &#8220;facevano nulla di male&#8221; nei confronti del club. Ha <strong>negato, poi, di aver avvisato Ferdico di un monitoraggio della polizia sulla curva</strong> dopo l&#8217;omicidio del leader storico della Nord <strong>Vittorio Boiocchi</strong>.</p>
<p>&#8220;Non è vero&#8221;, ha risposto smentendo la presunta soffiata, quando gli è stata letta un&#8217;intercettazione in cui Ferdico parlava con Marco Materazzi. <strong>Ha detto anche di aver incontrato Antonio Bellocco, nel direttivo della curva ma anche &#8216;ndranghetista e ucciso il 4 settembre.</strong> &#8220;L&#8217;ho visto una volta, me lo hanno presentato altri della curva, in una <strong>situazione conviviale</strong>&#8220;, ha chiarito. Intanto, il ct della Nazionale <strong>Luciano Spalletti</strong> è intervenuto sulle telefonate tra gli ultrà e Inzaghi. &#8220;A me non è mai capitato che qualcuno mi chiamasse per queste cose e<strong> in caso so riattaccare</strong>&#8220;, è stato il suo commento.<br />
E ha aggiunto: &#8220;L&#8217;ho trovata una cosa molto nuova e che mi ha sorpreso&#8221;.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in curva, pm di Milano Paolo Storari sotto scorta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-curve-pm-di-milano-paolo-storari-sotto-scorta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 12:21:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Paolo Storari, pm della Dda di Milano e uno dei titolari dell&#8217;inchiesta che ha permesso di azzerare i vertici delle curve milanesi, è sotto scorta. La decisione presa dalla prefettura, su richiesta del procuratore capo Marcello Viola vista la delicatezza dell&#8217;indagine e i presunti legami con la &#8216;ndrangheta di alcuni protagonisti, prevede una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Paolo Storari, pm della Dda di Milano e uno dei titolari dell&#8217;inchiesta che ha permesso di azzerare i vertici delle curve milanesi, è sotto scorta.</p>
<p>La decisione presa dalla prefettura, su richiesta del procuratore capo Marcello Viola vista la delicatezza dell&#8217;indagine e i presunti legami con la &#8216;ndrangheta di alcuni protagonisti, prevede una scorta armata con due persone (<em>scorta di quarto livello, ndr</em>) per almeno sei mesi.</p>
<p>Sara Ombra, co-titolare del fascicolo, è già da tempo sotto scorta per altre inchieste sulla criminalità organizzata.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in curva, i pm duri sull’Inter: Situazione tossica, di fatto finanziava quel mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 14:30:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere i primi ultrà milanisti ed interisti interrogati stamattina nel carcere milanese di San Vittore, davanti al gip Domenico Santoro e ai pm, dopo il maxi blitz di due giorni fa della Dda milanese, di Polizia e Gdf. In particolare, sono rimasti in silenzio Francesco Lucci, difeso dall&#8217;avvocato Jacopo Cappetta e tra i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere i primi ultrà milanisti ed interisti interrogati stamattina nel carcere milanese di San Vittore, davanti al gip <strong>Domenico Santoro </strong>e ai pm, dopo il <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2024/10/01/news/emis_killa_perquisito_inchiesta_ultras_inter_milan-423529043/">maxi blitz di due giorni fa</a> della Dda milanese, di Polizia e Gdf. In particolare, sono rimasti in silenzio <strong>Francesco Lucci</strong>, difeso dall&#8217;avvocato <strong>Jacopo Cappetta</strong> e tra i capi della curva Sud milanista, nonché fratello del leader Luca (sarà sentito più avanti, non stamattina come scritto in precedenza), <strong>Riccardo Bonissi e Luciano Romano</strong>, anche loro accusati di far parte dell&#8217;associazione per delinquere della curva rossonera. Infine, ha deciso di non rispondere alle domande anche <strong>Andrea Beretta</strong>, l&#8217;ormai ex capo della curva Nord interista e che era nel direttivo assieme a<strong> Marco Ferdico e Antonio Bellocco</strong>, quest&#8217;ultimo esponente dell&#8217;omonima cosca della ‘ndrangheta e ucciso proprio da Beretta, che è in carcere per l&#8217;omicidio dal 4 settembre scorso. Gli interrogatori andranno avanti, ma la linea dei sedici ultrà finiti in carcere appare chiara: silenzio davanti al giudice.</p>
<h2>I pm sull’Inter: “Situazioni tossiche, non basta rimuovere i vertici”</h2>
<p>Nel frattempo dalle carte si legge come i pm abbiano sottolineato l’atteggiamento della società nerazzurra troppo morbido nei confronti degli ultrà. Una società che &#8220;cede alle pressioni&#8221; della curva e “di fatto finanzia gli ultrà infiltrati nel club” e che deve rivedere la sua struttura organizzativa per eliminare &#8220;situazioni tossiche&#8221;. <strong>E&#8217; il ritratto che la procura di Milano fa dell&#8217;Inter nell&#8217;inchiesta che ha portato ad azzerare le due curve milanesi per sospette infiltrazioni criminali. </strong>Nell&#8217;ordinanza di custodia cautelare firmata dai pm Sara Ombra e Paolo Storari, si sottolinea come il club &#8220;cede alle pressioni&#8221; del capo ultrà Marco Ferdico che chiede sempre più biglietti per la curva Nord, e come dietro di lui ci sono Andrea Beretta e <strong>Antonio Bellocco</strong>, &#8220;cioè un delinquente comune da anni dedito a commettere atti di violenza all&#8217;interno dello stadio&#8221; il primo, ed &#8220;esponente di rilievo della famiglia mafiosa&#8221; di <strong>Rosarno</strong> l&#8217;altro. I tre, arrestati, devono rispondere anche di associazione per delinquere con l&#8217;aggravante mafiosa. La procura parla di &#8220;problema&#8221; per l&#8217;Inter soprattutto sotto il profilo organizzativo e della necessità di &#8220;rimuovere quelle &#8216;situazioni tossiche&#8217; che hanno creato l&#8217;humus favorevole perché un ambito imprenditoriale sportivo si trasformasse, in fin dei conti, in occasione di illecito&#8221; si legge nel provvedimento di richiesta degli arresti. <strong>Per la procura non è ragionevole pensare che il problema possa essere risolto &#8220;solo rimuovendo le figure apicali o semi apicali&#8221; senza nulla mutare del sistema organizzativo: &#8220;inalterata l&#8217;organizzazione, &#8216;i nuovi venuti&#8217; si troverebbero nelle medesime condizioni (tossiche) dei loro predecessori e il sistema illecito sarebbe destinato a perpetuarsi&#8221;.</strong></p>
<p>Dall&#8217;attività investigativa emerge che nella società nerazzurra &#8220;<strong>vi è una sorta di cultura di impresa</strong>, cioè un insieme di regole, un modo di gestire e di condurre l&#8217;azienda, <strong>un contesto ambientale intessuto di convenzioni anche tacite</strong>, radicate all&#8217;interno della struttura della persona giuridica, che hanno di fatto favorito, colposamente, i soggetti indagati per gravi reati che sono stati in grado di infiltrarsi nelle maglie della struttura societaria&#8221;.<br />
(<em>Fonte: repubblica.it</em>)</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in curva: dopo inchiesta, procedimento di prevenzione: cosa rischiano Inter e Milan</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inter-e-milan-procedimento-prevenzione-dopo-inchiesta-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 17:53:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La procura di Milano, nell&#8217;indagine che ha portato a smantellare i direttivi delle curve di Inter e Milan, ha avviato anche un &#8220;procedimento di prevenzione&#8221; nei confronti di Inter e Milan, società non indagate, che dovranno dimostrare di non avere legami di sudditanza con il mondo ultrà. In caso contrario si potrebbe arrivare, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La procura di Milano, nell&#8217;indagine che ha portato a smantellare i direttivi delle curve di Inter e Milan, ha avviato anche un &#8220;procedimento di prevenzione&#8221; nei confronti di Inter e Milan, società non indagate, che dovranno dimostrare di non avere legami di sudditanza con il mondo ultrà. In caso contrario si potrebbe arrivare, davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale, a un provvedimento di amministrazione giudiziaria. Per la prima volta in Italia, la procura di Milano avvia un &#8220;procedimento di prevenzione&#8221; sui due club: le due società dovranno migliorare i propri modelli organizzativi che si sono mostrati sufficienti a respingere le eventuali pressioni illecite delle curve. Modelli che hanno permesso alle due società sportive di non essere coinvolte nell&#8217;inchiesta che ha portato a 19 arresti tra le due curve del Meazza. Per migliorare gli &#8216;anticorpi&#8217; è già iniziato un dialogo tra la stessa procura meneghina e le due società che hanno fornito la massima disponibilità, oltre ai documenti richiesti. Il confronto tra legali e procura proseguirà nei prossimi mesi, la procura di Milano ha intanto nominato propri consulenti che contribuiranno a questa attività di ricerca di sistemi che possano frenare gli affari illeciti delle curve.</p>
<p>In merito alle indagini, il Milan &#8220;si è immediatamente reso disponibile a collaborare con gli inquirenti, per fornire qualsiasi documentazione e informazione richiesta&#8221;, è la posizione del club rossonero a quanto apprende l&#8217;Adnkronos. Sono una quarantina gli indagati nell&#8217;inchiesta. &#8220;Tra loro non c&#8217;è nessun dirigente delle società sportive&#8221; volte sottolinea il pm Paolo Storari che insieme all&#8217;aggiunta Alessandra Dolci e alla pm Sara Ombra ha coordinato l&#8217;indagine. Le società sono da considerarsi &#8220;soggetti danneggiati&#8221; sottolinea più volte il procuratore capo Marcello Viola che non nega &#8220;profili di criticità&#8221; nei modelli organizzativi, ma si dice &#8220;certo della collaborazione&#8221;. Il pubblico ministero Storari, così come il gip Domenico Santoro, parlano di &#8220;sudditanza&#8221; da parte dei due club di Serie A. &#8220;Guardiamo con assoluta attenzione a quello che sta succedendo. È presto per dare un giudizio sostanziale, ma massima fiducia nel lavoro degli inquirenti&#8221;, dice Luigi De Siervo, ad della Lega Serie A, a &#8216;La Politica nel pallone&#8217;, su Radio Rai Gr Parlamento, sul blitz che ha portato all&#8217;arresto di diversi ultras di Inter e Milan. &#8220;Attenzione anche a quelli che possono essere i giudizi sommari nei confronti delle squadre coinvolte. Il tema del tifo organizzato la Lega Calcio lo ha sempre denunciato&#8221;, ha aggiunto. </p>
<p>La <strong>procura della Figc</strong> vuole verificare eventuali condotte &#8220;rilevanti&#8221; per l&#8217;ordinamento sportivo, da parte delle due società o di loro tesserati. Vale la pena ricordare che per il <strong>codice di Giustizia sportiva della Federcalcio</strong>, “Ai tesserati è fatto divieto di avere rapporti con esponenti e/o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società. In ogni caso detti rapporti devono essere autorizzati dal delegato della società a rapporti con la tifoseria”. E che, in caso di violazioni, si va incontro a squalifica o inibizione a tempo oltre a una ammenda che, per la Serie A, ammonta a 20 mila euro</p>
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		<title>Diabete, arriva test rapido diagnosi: Si tratta della &#8216;mini-curva del glucosio&#8217;, ecco come funziona</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/diabete-arriva-test-rapido-diagnosi-si-tratta-della-mini-curva-del-glucosio-ecco-come-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 09:45:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva il test rapido per la diagnosi di diabete e pre-diabete, messo a punto con il fondamentale contributo della ricerca italiana. L&#8217;hanno già battezzata la &#8216;mini-curva&#8217; da carico di glucosio e consente di individuare la malattia, e i primi segni, almeno un paio d&#8217;anni prima rispetto ai test attuali (curva da carico di glucosio tradizionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva il test rapido per la diagnosi di diabete e pre-diabete, messo a punto con il fondamentale contributo della ricerca italiana. L&#8217;hanno già battezzata la &#8216;mini-curva&#8217; da carico di glucosio e consente di individuare la malattia, e i primi segni, almeno un paio d&#8217;anni prima rispetto ai test attuali (curva da carico di glucosio tradizionale a due ore, o Ogtt). Per questo, l&#8217;International Diabetes Federation(Idf), la federazione mondiale che include tutte le società di diabetologia internazionali e le associazioni delle persone con diabete, ha deciso di proporla &#8211; con un Position stattement che ha revisionato la letteratura scientifica in materia &#8211; come nuovo criterio diagnostico per il pre-diabete e il diabete, basandosi sulla glicemia alla prima ora della curva da carico di glucosio. Una novità a cui ha dato un notevole contributo la ricerca italiana, in particolare con il gruppo della Medicina interna dell&#8217;Università &#8216;Magna Graecia&#8217; di Catanzaro e dell&#8217;Azienda ospedaliero universitaria Sant&#8217;Andrea-Sapienza niversità di Roma. &#8220;I nuovi criteri diagnostici &#8211; commenta Giorgio Sesti, ordinario di Medicina interna alla Sapienza università di Roma e presidente della Società di medicina interna Simi – consentono di individuare precocemente le persone ad aumentato rischio di diabete o già diabetici, che sfuggono a questa diagnosi con gli attuali criteri diagnostici. Questo significa che sarà possibile formulare la diagnosi di diabete e di prediabete attraverso una &#8216;mini-curva&#8217; da carico glucidico di appena un&#8217;ora (anziché le due ore attuali). Ma soprattutto, consentirà di intercettare una serie di soggetti che i criteri attuali non permettono di individuare né come pre-diabetici, né come diabetici.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è la mini-curva</strong><br />
La &#8216;mini-curva&#8217; rappresenta un metodo più pratico e sensibile per &#8216;catturare&#8217; un maggior numero di persone a rischio di sviluppare diabete franco e di riconoscere più precocemente i soggetti con diabete già conclamato&#8221;. Una diagnosi più precoce, spiega ancora Sesti, &#8220;consente di mettere in atto più tempestivamente una serie di misure preventive riguardanti lo stile di vita o farmacologiche, che aiutano a prevenire la progressione verso il diabete franco e a contenere i danni del diabete. Spesso infatti le complicanze vascolari sono già presenti al momento della diagnosi di diabete&#8221;. È infatti possibile prevenire la progressione dal pre-diabete al diabete mettendo in atto un drastico cambiamento dello stile di vita: dieta equilibrata e perdita di peso se necessaria, attività fisica, lotta alla sedentarietà, curare l&#8217;igiene del sonno, stop al fumo di sigaretta e in alcuni casi ricorrendo alla terapia farmacologica.</p>
<p>L&#8217;Idf è arrivato al documento di consenso sui nuovi criteri diagnostici, dopo aver esaminato i risultati di numerosi studi internazionali sul significato della glicemia alla prima ora della curva da carico, ai quali ha dato un notevole contributo la ricerca italiana. In particolare, il gruppo della Medicina interna dell&#8217;università &#8216;Magna Graecia&#8217; di Catanzaro e dell&#8217;Azienda ospedaliero universitaria Sant&#8217;Andrea-Sapienza Università di Roma ha pubblicato oltre 40 articoli sull&#8217;argomento<br />
&#8220;La glicemia alla prima ora della curva da carico – ricorda Sesti &#8211; è già da tempo usata per la diagnosi di diabete gestazionale, quindi rappresenta un elemento fisiopatologico importante, finora trascurato. L&#8217;iperglicemia precoce infatti è già un marcatore di diabete o di aumentato rischio di malattia. Quindi – conclude il presidente della Simi &#8211; se è vero che i nuovi criteri diagnostici dell&#8217;Idf rappresentano una &#8216;novità&#8217; nella diagnosi di diabete, l&#8217;importanza della glicemia alla prima ora dell&#8217;Ogtt è già consolidata da tempo, dal punto di vista fisiopatologico&#8221;.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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