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	<title>cure Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Jul 2026 16:11:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sanità, da martedì 28 anche in Calabria via al Numero europeo armonizzato 116117 per le cure non urgenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 16:11:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà attivo anche in Calabria, ad iniziare da martedì 28 luglio, il Numero europeo armonizzato, 116117 dedicato alle richieste sanitarie non urgenti. Il servizio, gestito da Azienda Zero, l&#8217;ente di governance del servizio sanitario calabrese, rappresenta un passaggio strategico nel percorso di rafforzamento dell&#8217;assistenza territoriale e di modernizzazione della rete sanitaria regionale.  Operativo 24 ore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà attivo anche in Calabria, ad iniziare da martedì 28 luglio, il Numero europeo armonizzato, <strong>116117</strong> dedicato alle richieste sanitarie non urgenti. Il servizio, gestito da Azienda Zero, l&#8217;ente di governance del servizio sanitario calabrese, rappresenta un passaggio strategico nel percorso di rafforzamento dell&#8217;assistenza territoriale e di modernizzazione della rete sanitaria regionale.  Operativo 24 ore su 24, sette giorni su sette, il 116117 offrirà ai cittadini un punto di riferimento unico per ricevere orientamento, informazioni e assistenza in relazione a bisogni di salute non urgenti. L&#8217;obiettivo è garantire risposte tempestive e appropriate, migliorando l&#8217;accesso ai servizi territoriali e contribuendo, allo stesso tempo, a ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorso e le chiamate non pertinenti al sistema di emergenza-urgenza 118.</p>
<p>L&#8217;avvio del servizio avverrà in maniera graduale. Nella fase iniziale, il 116117 sarà principalmente dedicato alla continuità assistenziale (ex guardia medica); successivamente verranno integrate progressivamente tutte le altre funzioni previste, in un percorso volto a rendere sempre più semplice e immediato l&#8217;accesso dei cittadini ai servizi sanitari territoriali. A supporto del nuovo numero 116117 opererà una centrale tecnologicamente avanzata e pienamente integrata con l&#8217;intera rete sanitaria regionale. Grazie a personale qualificato e specificamente formato, il servizio garantirà un&#8217;assistenza efficiente e una corretta presa in carico delle richieste sanitarie non urgenti, orientando i cittadini verso il percorso assistenziale più appropriato. Uno degli aspetti più importanti del progetto riguarda la distinzione tra il 118, dedicato alle situazioni di emergenza e urgenza, e il 116117, pensato invece per tutte le necessità sanitarie che non richiedono un intervento immediato.</p>
<p><em>&#8220;Il nuovo numero &#8211; </em>viene spiegato in una nota<em> &#8211; consentirà ai cittadini di individuare con maggiore facilità il servizio più adatto al proprio bisogno di salute, fornendo informazioni, orientamento e accesso ai servizi territoriali senza ricorrere impropriamente ai canali dell&#8217;emergenza. Favorire un utilizzo corretto e consapevole dei due servizi significa migliorare l&#8217;efficienza dell&#8217;intero sistema sanitario regionale: da un lato alleggerendo il carico sulle strutture di emergenza-urgenza, dall&#8217;altro valorizzando il ruolo del 116117 come porta di accesso all&#8217;assistenza territoriale e ai servizi di prossimità. Con l&#8217;avvio del 116117 la Regione Calabria compie un ulteriore passo verso una sanità più vicina ai cittadini, capace di offrire percorsi di accesso semplici, uniformi e appropriati, rafforzando la rete territoriale e migliorando la qualità complessiva dell&#8217;assistenza&#8221;.</em></p>
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		<title>Grandinetti (Lametia enon solo): Autonomia differenziata, così la Calabria paga il prezzo più alto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandinetti-lametia-enon-solo-autonomia-differenziata-cosi-la-calabria-paga-il-prezzo-piu-alto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 11:46:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il sì della Regione Calabria all&#8217;autonomia differenziata è un errore grave, che rischia di colpire proprio i cittadini più deboli&#8221;. Parole di Francesco Grandinetti, presidente Associazione &#8220;Lametia enon solo&#8221; che spiega &#8220;Non possiamo accettare una riforma che spacca l&#8217;Italia e contraddice apertamente i principi della Costituzione, creando cittadini di serie A e cittadini di serie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">&#8220;<span class="s1"><em>Il sì della Regione Calabria all&#8217;autonomia differenziata è un errore grave, che rischia di colpire proprio i cittadini più deboli&#8221;.</em> Parole di F</span><span class="s2">rancesco Grandinetti, p</span><span class="s2">residente Associazione &#8220;<em>Lametia enon solo&#8221;</em> che spiega &#8220;</span><em>Non possiamo accettare una riforma che spacca l&#8217;Italia e contraddice apertamente i principi della Costituzione, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. I diritti fondamentali non possono dipendere dal luogo in cui si nasce&#8221;</em>.</p>
<p class="p2"><em>&#8220;La Calabria è già oggi una delle regioni più fragili del Paese. Qui vivono tante famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese, che già oggi incontrano enormi difficoltà nell&#8217;accesso ai servizi essenziali, a partire dalla sanità. Con l&#8217;autonomia differenziata &#8211;</em>aggiunge Grandinetti <em>&#8211; il rischio è evidente e drammatico, si creerà una sanità sempre più diseguale, dove solo chi ha possibilità economiche potrà curarsi dignitosamente, mentre gli altri saranno costretti a rinunciare alle cure o a lasciare la propria terra. <span class="s1">Questa non è autonomia, è disuguaglianza istituzionalizzata&#8221;.</span></em></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8220;I livelli essenziali delle prestazioni, senza risorse certe, restano solo parole. E senza un vero riequilibrio tra territori, questa riforma finisce per rafforzare i più forti e indebolire definitivamente i più deboli. </span><span class="s1">Per questo riteniamo incomprensibile e sbagliata la scelta del presidente Occhiuto. La Calabria aveva il dovere di difendersi, non di allinearsi. </span><span class="s1">Noi siamo contrari a un&#8217;autonomia che divide il Paese e tradisce lo spirito della Costituzione. Difendere la Calabria significa difendere il diritto alla salute, alla dignità e all&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini&#8221;- conclude il <span class="s2">p</span><span class="s2">residente Associazione &#8220;<em>Lametia enon solo&#8221;.</em></span></span></p>
<p class="p1">
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		<item>
		<title>Uomo bisognoso di cure mediche resta isolato per l&#8217;allagamento in contrada &#8216;Fosse&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/uomo-bisognoso-di-cure-mediche-resta-isolato-per-lallagamento-in-contrada-fosse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 17:25:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso nella zona della costa ionica, duramente colpita dall’ondata di maltempo che continua a interessare il territorio. Nel pomeriggio odierno, una squadra fluviale dei Vigili del Fuoco del Comando di Cosenza è intervenuta a Corigliano-Rossano, in località contrada Fosse, con il supporto dell’equipaggio dell’elicottero “Drago VF165” del reparto volo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso nella zona della costa ionica, duramente colpita dall’ondata di maltempo che continua a interessare il territorio. Nel pomeriggio odierno, una squadra fluviale dei Vigili del Fuoco del Comando di Cosenza è intervenuta a Corigliano-Rossano, in località contrada Fosse, con il supporto dell’equipaggio dell’elicottero “Drago VF165” del reparto volo di Salerno e del personale sanitario del 118.</p>
<p>Le squadre operative hanno raggiunto e tratto in salvo un uomo, rimasto isolato a causa dell’allagamento dell’area e bisognoso di cure mediche. Il soggetto è stato affidato al personale del 118 per il successivo trasferimento in struttura ospedaliera.</p>
<p>Le operazioni di soccorso proseguono ininterrottamente su tutto il territorio interessato, dove si registrano criticità diffuse legate ad allagamenti, difficoltà nella viabilità e condizioni meteo ancora avverse, in linea con scenari già osservati in precedenti emergenze nazionali caratterizzate da numerosi interventi di assistenza alla popolazione e messa in sicurezza.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-370796" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34.jpeg" alt="" width="640" height="480" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34.jpeg 2000w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-300x225.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1024x768.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-768x576.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-560x420.jpeg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-80x60.jpeg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-696x522.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1068x801.jpeg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-265x198.jpeg 265w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-370797" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1.jpeg" alt="" width="638" height="759" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1.jpeg 1152w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1-252x300.jpeg 252w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1-860x1024.jpeg 860w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1-768x914.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1-353x420.jpeg 353w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1-696x828.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-17-at-18.36.34-1-1068x1271.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sanità, l’affondo del Pd: Calabresi costretti a curarsi a debito è una vergogna nazionale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-laffondo-del-pd-calabresi-costretti-a-curarsi-a-debito-e-una-vergogna-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 08:45:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[Irto]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;È inaccettabile che nel 2025 quasi 100mila persone, in Calabria, abbiano dovuto chiedere prestiti a finanziarie, amici o parenti per potersi curare&#8221;. Guidato dal senatore Nicola Irto, il Pd Calabria commenta con durezza i dati della recente indagine Facile.it-mUp Research. &#8220;Che il 79% dei cittadini calabresi abbia fatto ricorso almeno una volta alla sanità privata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;È inaccettabile che nel 2025 quasi 100mila persone, in Calabria, abbiano dovuto chiedere prestiti a finanziarie, amici o parenti per potersi curare&#8221;. Guidato dal senatore Nicola Irto, il Pd Calabria commenta con durezza i dati della recente indagine Facile.it-mUp Research. &#8220;Che il 79% dei cittadini calabresi abbia fatto ricorso almeno una volta alla sanità privata e che migliaia di famiglie si indebitino per visite, esami e cure, addirittura con prestiti medi di oltre 5.500 euro, certifica un fallimento politico e istituzionale gigantesco. In Calabria la salute è diventata un lusso e chi non può permetterselo è perduto&#8221;. </p>
<p>&#8220;Colpisce – prosegue il Pd Calabria – che a chiedere prestiti siano soprattutto persone in età lavorativa e le donne in misura crescente. È la prova che il sistema pubblico non ce la fa più, schiacciato da liste d&#8217;attesa infinite, carenze di personale, servizi territoriali debolissimi e ospedali impoveriti. Ciò mentre il governo nazionale continua a definanziare il Servizio sanitario nazionale e a scaricare le responsabilità sulle Regioni, in particolare del Mezzogiorno&#8221;. &#8220;Il Piano di rientro che pesa sulla Calabria da quasi 16 anni – denunciano i dem – ha solo prodotto tagli, disuguaglianze e migrazione sanitaria. Ha trasformato la nostra regione in un serbatoio di pazienti per il privato e per le strutture del Nord. Allora la Calabria va accompagnata a uscirne e messa nelle condizioni di ricostruire una sanità pubblica degna di questo nome&#8221;. </p>
<p>&#8220;Serve una svolta nazionale e c&#8217;è una proposta di legge, presentata dalla segretaria Elly Schlein, per portare il finanziamento della sanità pubblica almeno al 7 per cento del Pil. I calabresi non possono curarsi ancora a debito. Continueremo a batterci – conclude il Pd Calabria – affinché la salute torni a essere un diritto garantito dallo Stato&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sanita-laffondo-del-pd-calabresi-costretti-a-curarsi-a-debito-e-una-vergogna-nazionale/">Sanità, l’affondo del Pd: Calabresi costretti a curarsi a debito è una vergogna nazionale</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sanità, indagine &#8220;mUp Research&#8221;: in Calabria 600mila pazienti rinunciano alle cure</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-indagine-mup-research-in-calabria-600mila-pazienti-rinunciano-alle-cure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 19:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[calabresi]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[prestito]]></category>
		<category><![CDATA[rinunciano]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Calabria, nel 2025, circa 600.000 pazienti hanno rinunciato a curarsi per ragioni economiche o a causa di tempi d’attesa troppo lunghi. Questo il dato più allarmante emerso dall’indagine commissionata da &#8216;Facile.it&#8217; all’istituto di ricerca mUp Research che ha posto l’attenzione anche sul fenomeno delle “liste d’attesa chiuse”, vale a dire l’assenza di disponibilità per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sanita-indagine-mup-research-in-calabria-600mila-pazienti-rinunciano-alle-cure/">Sanità, indagine &#8220;mUp Research&#8221;: in Calabria 600mila pazienti rinunciano alle cure</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify">In <b>Calabria</b>, nel 2025, <b>circa 600.000 pazienti hanno rinunciato a curarsi</b> per ragioni economiche o a causa di tempi d’attesa troppo lunghi. Questo il dato più allarmante emerso dall’indagine commissionata da &#8216;Facile.it&#8217;<u></u> all’istituto di ricerca <i>mUp Research </i>che ha posto l’attenzione anche sul fenomeno delle “<b>liste d’attesa chiuse</b>”, vale a dire l’assenza di disponibilità per prenotare la prestazione richiesta, con cui ha dichiarato di aver dovuto fare i conti, almeno una volta, più di 3 pazienti su 4. Con questo tipo di difficoltà, si capisce la ragione per cui tanti cittadini della Calabria si siano spostati verso la <b>sanità privata</b>; sempre secondo l’indagine, nel 2025 ben il <b>79% dei pazienti</b> ha fatto ricorso, almeno una volta, al regime di solvenza. Con costi non trascurabili; scorrendo i dati si scopre che la <b>spesa media</b> per ciascuna prestazione presso una struttura privata è stato di circa <b>225 euro</b>. Sono <span style="color: #000000;">invece quasi </span><span style="color: #000000;"><b>95mila i pazienti</b></span><span style="color: #000000;"> che, pur di </span>non rinunciare a curarsi o, comunque, per non appesantire troppo il budget familiare, hanno <b>chiesto un prestito a finanziarie, amici o parenti</b>.</p>
<p class="western" align="justify"><i>«Il credito al consumo è uno strumento importante che può aiutare le famiglie ad affrontare con maggiore serenità alcune spese rilevanti, e magari impreviste, come possono essere quelle per le cure mediche quando ci si rivolge alla sanità privata», </i>spiegano gli esperti di <b>Facile.it</b><i>. «Dilazionare il pagamento consente di alleggerire l’impatto sui budget mensili senza dover rimandare, o peggio rinunciare, a visite, esami o cure per patologie che, se trascurate, potrebbero peggiorare».</i></p>
<p class="western" align="justify"><b>I prestiti per cure mediche</b></p>
<p class="western" align="justify">Secondo l’osservatorio<span style="font-size: small;">**</span> congiunto Facile.it – Prestiti.it, che ha analizzato il fenomeno della richiesta di <b>prestiti personali per spese mediche in Calabria</b>, questi hanno rappresentato il <b>4,2% del totale</b> dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda ha cercato di ottenere, in media, <b>5.570 euro</b>, pari ad una rata media di 125 euro da restituire in 52 rate. Analizzando il profilo dei richiedenti si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, <b>47 anni</b>, valore alto se confrontato con quello in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Calabria (44 anni e mezzo), ma <b>più di 1 domanda su 4</b> (26%) è arrivata da richiedenti con <b>età compresa tra 33-44 anni</b>. Nel 36% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stata una <b>donna</b>, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Calabria, dove la quota femminile si ferma al 24%.</p>
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		<title>Bambino di 22 mesi costretto a curarsi a Napoli, l’appello dei genitori al sindaco di Cosenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 17:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha incontrato questa mattina i genitori del piccolo Leonardo, il bambino di 22 mesi che lo scorso 13 novembre ha avuto bisogno di una broncoscopia d’urgenza, impossibile però da effettuare né a Cosenza né in altre strutture della Calabria. La famiglia è stata così costretta a raggiungere con mezzi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha incontrato questa mattina i genitori del piccolo Leonardo, il bambino di 22 mesi che lo scorso 13 novembre ha avuto bisogno di una broncoscopia d’urgenza, impossibile però da effettuare né a Cosenza né in altre strutture della Calabria. La famiglia è stata così costretta a raggiungere con mezzi privati l’ospedale pediatrico &#8216;Santobono&#8217; di Napoli, dove l’intervento è stato eseguito con successo. I genitori, Evelina Rovito e Salvatore De Vita, avevano denunciato l’accaduto sui social network, chiedendo l’intervento e la solidarietà del primo cittadino, che li ha ricevuti questa mattina a Palazzo dei Bruzi, intrattenendosi con loro a lungo.<br />
Nel corso dell’incontro, la coppia ha ripercorso la difficile vicenda vissuta al Pronto Soccorso dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, dove sarebbe emersa l’impossibilità di procedere con l’intervento necessario. Secondo quanto riferito, è stato quindi indispensabile rivolgersi privatamente a un chirurgo pediatrico, il quale ha consigliato l’immediato trasferimento al &#8216;Santobono&#8217; di Napoli, struttura in cui la situazione clinica del bambino è stata risolta brillantemente.</p>
<p>“Resta l’amarezza per non aver potuto curare nostro figlio né a Cosenza né in Calabria – hanno dichiarato i genitori – poiché nessuna struttura è dotata di strumentazioni e professionalità adeguate a praticare una broncoscopia su bambini di età inferiore ai quattro anni. In questo modo non viene garantito il diritto alla salute nella nostra regione e, se possibile, saremo costretti ad andare via dalla nostra terra, dove paghiamo tasse e tributi salatissimi senza avere neanche garantito il diritto alla salute del nostro bambino”.<br />
Nel corso della degenza a Napoli, Evelina Rovito e Salvatore De Vita hanno inoltre raccontato di aver incontrato un’altra coppia di genitori calabresi, anch’essi costretti a rivolgersi fuori regione per garantire cure adeguate ai propri figli, a conferma di una criticità sanitaria che continua a colpire numerose famiglie.<br />
Il sindaco Franz Caruso ha espresso piena solidarietà ai genitori del piccolo Leonardo, manifestando vicinanza umana e istituzionale alla famiglia per quanto accaduto. Nel contempo, il primo cittadino ha rivolto un appello a quanti hanno competenza in materia sanitaria affinché venga finalmente colmato il grave gap assistenziale che penalizza il territorio.</p>
<p>“Da tempo porto avanti una battaglia politica e istituzionale – ha affermato Franz Caruso &#8211; per chiedere al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di lasciare da parte gli slogan e di passare finalmente ai fatti, fornendo risposte concrete ai cittadini. Il sistema sanitario regionale continua infatti a mostrare gravi criticità che negano, nei fatti, il diritto alla salute ai calabresi. Per quanto riguarda il nostro territorio ed il servizio di chirurgia pediatrica, ritengo indispensabile colmare il grave gap esistente attraverso l’istituzione del servizio di broncoscopia per bambini di età inferiore ai quattro anni”.<br />
“Dobbiamo costruire anche nella nostra terra – ha concluso Franz Caruso &#8211; una sanità efficace ed efficiente, evitando che troppe famiglie siano costrette a rivolgersi fuori regione per curare soprattutto i propri figli”.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="jjEbR7BfXc"><p><a href="https://www.calabrianews.it/lettera-di-una-mamma-a-calabrianews-mio-figlio-rifiutato-dagli-ospedali-di-catanzaro-e-cosenza/">Lettera di una mamma a calabrianews: &#8220;Mio figlio rifiutato dagli ospedali di Catanzaro e Cosenza&#8221;</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Lettera di una mamma a calabrianews: &#8220;Mio figlio rifiutato dagli ospedali di Catanzaro e Cosenza&#8221;&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/lettera-di-una-mamma-a-calabrianews-mio-figlio-rifiutato-dagli-ospedali-di-catanzaro-e-cosenza/embed/#?secret=lrHcwAYEXU#?secret=jjEbR7BfXc" data-secret="jjEbR7BfXc" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Mariano si curerà in Calabria: rete tra Asp CZ, &#8220;R. Dulbecco&#8221; e Pediatria Università Verona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 09:10:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il piccolo Mariano si curerà a casa, a Vena di Maida, provincia di Catanzaro, in Calabria. Non a Roma, Firenze, Bologna, Genova o Torino, dove pure era già stato. Dopo una serie di interlocuzioni, c&#8217;è stata la prima riunione tra l&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, la Pediatria universitaria della Azienda &#8220;R. Dulbecco&#8221;, la Pediatria universitaria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il piccolo Mariano si curerà a casa, a Vena di Maida, provincia di Catanzaro, in Calabria. Non a Roma, Firenze, Bologna, Genova o Torino, dove pure era già stato. Dopo una serie di interlocuzioni, c&#8217;è stata la prima riunione tra l&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, la Pediatria universitaria della Azienda &#8220;R. Dulbecco&#8221;, la Pediatria universitaria di Verona &#8211; Centro per l&#8217;obesità infantile &#8211; e la famiglia; in tutto 14 persone, tra pediatri, endocrinologi, specialisti di malattie rare, fisioterapisti e psicologi&#8221;. Così Pasqualina Straface, assessore all&#8217;inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, della Regione Calabria.</p>
<p>&#8220;Una &#8216;presa in carico&#8217; vera, realizzata a domicilio per un adolescente affetto da una malattia tanto rara da non avere ancora un inquadramento diagnostico preciso: è stata ricostruita la storia clinica del Capitano (questo il nome di &#8216;battaglia&#8217; del piccolo Mariano), rileggendo le diverse diagnosi fatte nel tempo e le terapie tentate-aggiunge. Il confronto tra gli specialisti ha portato a delineare due percorsi paralleli: da un lato l&#8217;approfondimento diagnostico sulla malattia rara grazie ad un nuovo esame del Dna che verrà eseguito in Francia prima di Natale, dall&#8217;altro l&#8217;inizio del protocollo per avviare la terapia con un farmaco di recente introduzione per il trattamento dell&#8217;obesità negli adulti, che si userà in un adolescente al di fuori dei protocolli terapeutici usuali. Poi la fisioterapia: con tutte le attenzioni del caso sarà avviato un trattamento fisioterapico domiciliare per restituire gradualmente tono alla muscolatura. Presso l&#8217;Asp di Catanzaro nella giornata di ieri ha avuto luogo la riunione per la redazione del Piano Assistenziale Individuale, dopo la visita del fisiatra già avvenuta; il primo passo sarà una messa a punto delle condizioni cliniche e metaboliche attuali di Mariano, che sarà eseguita dagli specialisti dell&#8217;ospedale di Lamezia, che lo seguono dalla nascita, e da quelli della &#8216;Dulbecco&#8217;&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ringrazio tutti gli attori in campo &#8211; conclude Straface &#8211; che stanno rendendo possibile questo percorso, ovviamente la famiglia del piccolo, e in particolare il generale Antonio Battistini, che &#8211; alla guida dell&#8217;Asp catanzarese &#8211; sta seguendo da anni, con grande umanità e professionalità questa delicata vicenda. Casa come luogo di cura è una delle missioni del Pnrr; ora per Mariano diventa una realtà, e il Capitano ha una squadra che lo accompagna nella sfida&#8221;.</p>
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		<title>Taurianova, Baldino (M5S): &#8220;A Sabina malata di SLA a 40 anni serve sostegno per vivere&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/taurianova-baldino-m5s-a-sabina-malata-di-sla-a-40-anni-serve-sostegno-per-vivere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 08:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>. Così la deputata M5S Vittoria Baldino annuncia una nuova interrogazione ai ministri della Salute e del Lavoro e Politiche Sociali sulla vicenda di Sabina Radu, 40 anni, residente a Taurianova. . Tre le richieste al governo: attivarsi per il ripristino urgente della prestazione INPS Home Care Premium con ricalcolo aggiornato dell&#8217;ISEE per consentire di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>. Così la deputata M5S Vittoria Baldino annuncia una nuova interrogazione ai ministri della Salute e del Lavoro e Politiche Sociali sulla vicenda di Sabina Radu, 40 anni, residente a Taurianova.</p>
<p>. Tre le richieste al governo: attivarsi per il ripristino urgente della prestazione INPS Home Care Premium con ricalcolo aggiornato dell&#8217;ISEE per consentire di far fronte alla retribuzione delle due badanti; l&#8217;adeguamento del Piano Assistenziale Individuale da parte dell&#8217;ASP di Reggio Calabria, in linea con il fabbisogno reale della paziente; la verifica di eventuali ritardi o omissioni nell&#8217;assistenza socio-sanitaria.</p>
<p>, conclude la parlamentare.<br />
Per consentire a Sabina di poter continuare ad essere assistita a casa sua è stata avviata una raccolta fondi attraverso la piattaforma gofundme. Ecco il link per eventuali donazioni:<a href="https://www.gofundme.com/f/aiuto-economico-per-radu-ionela-sabinamalata-di-sla">https://www.gofundme.com/f/aiuto-economico-per-radu-ionela-sabinamalata-di-sla</a></p>
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		<item>
		<title>Sanità Italia, liste d’attesa troppo lunghe: anche il 10% dei calabresi sceglie (?) di non curarsi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-italia-liste-dattesa-troppo-lunghe-anche-il-10-dei-calabresi-sceglie-di-non-curarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 20:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aumentano gli italiani che rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d&#8217;attesa sono troppo lunghe e perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata a pagamento. Nel 2024 sono stati 1,3 milioni in più dell&#8217;anno precedente coloro che si sono arresi: un segnale preoccupante perché avviene in un Paese in cui l&#8217;età media [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano gli italiani che rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d&#8217;attesa sono troppo lunghe e perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata a pagamento. Nel 2024 sono stati 1,3 milioni in più dell&#8217;anno precedente coloro che si sono arresi: un segnale preoccupante perché avviene in un Paese in cui l&#8217;età media è molto alta. I dati sono stati illustrati dal presidente dell&#8217;Istat, Francesco Maria Chelli, nel corso dell&#8217;audizione alle commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera per esaminare il testo della Finanziaria. I dati dell&#8217;Istat sono severi: nel 2024 il 9,9 per cento degli italiani ha desistito «per problemi legati alle liste d&#8217;attesa, alle difficoltà economiche e alla scomodità delle strutture». Significa 5,8 milioni di persone. Nel 2023 quella percentuale era più bassa (7,5 per cento) e ovviamente era meno rilevante il numero assoluto (4,5 milioni). Brutale sintesi: la situazione è in peggioramento e la causa principale della rinuncia a curarsi è rappresentata dalle liste d&#8217;attesa che viene indicata &#8211; spiega ancora l&#8217;Istat &#8211; «dal 6,8 per cento della popolazione». Le regioni del Nord – come Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia – restano sotto la media nazionale. Al Centro e al Sud, invece, le percentuali schizzano in alto: Sardegna al 17,2%, Abruzzo al 12,6%, Umbria al 12,2%, Lazio al 12%. Sopra la soglia del 10% si collocano anche Basilicata, Puglia, <strong>Calabria</strong>, Molise e Marche. Sorprendentemente, anche regioni ricche come la Lombardia (10,3%) e la Liguria (10,1%) superano la media nazionale, segno che la crisi dell’accesso alle cure è ormai un fenomeno diffuso.</p>
<p>Come è possibile? Eppure il governo ha stanziato più risorse per la sanità pubblica. Analisi dell&#8217;Istat (sulla spesa totale però, non sui fondi statali): «Nel 2024 la spesa sanitaria totale è pari a 185,1 miliardi di euro. La componente finanziata dal settore pubblico si attesta a 137,5 miliardi di euro, la spesa sostenuta dalle famiglie è di 41,3 miliardi». L&#8217;ultimo spicchio &#8211; 6,4 miliardi &#8211; passa in gran parte dalle assicurazioni private. Il Ministero dell&#8217;Economia ha ricordato che il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui contribuisce lo Stato raggiungerà i 142,9 miliardi di euro nel 2026 (+6,4 miliardi rispetto al 2025), 143,9 nel 2027 e 144,8 nel 2028. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha osservato: «Anche con questa manovra si stanziano nuove risorse per la sanità, pari a 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027». In audizione c&#8217;è stato il contributo del Cnel (Consiglio Nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro) che ha dato questa chiave di lettura: «Nonostante gli investimenti attivati con il PNRR, in particolare in innovazione tecnologica e rafforzamento dell&#8217;assistenza territoriale, secondo i dati più recenti la spesa sanitaria pubblica si manterrà attorno al 6,3 per cento del PIL nel 2024 per scendere progressivamente al 6 per cento nel 2028. Sebbene in termini assoluti essa cresca di circa 8 miliardi, il rapporto rispetto al PIL segnala un definanziamento». Infine, c&#8217;è l&#8217;analisi della Corte dei Conti: «L&#8217;aumento delle risorse consente di rispondere solo parzialmente agli interventi necessari per affrontare le criticità del settore nel cui ambito appaiono in crescita i costi per i contratti del personale, per i farmaci, per gli acquisti di prestazioni sanitarie da privati e per i dispositivi medici e, in generale, per corrispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana». Ma come mai, nonostante la riforma del sistema delle liste d&#8217;attesa del Ministero della Salute, aumenta il numero degli italiani che rinunciano a curarsi perché non riesce a prenotare in tempi adeguati una visita o un esame e al contempo non può permettersi di farlo a pagamento?</p>
<p>Prima di tutto, i dati sono del 2024: ancora la riforma delle liste d&#8217;attesa non era operativa. Nel 2025 ci sono segnali di miglioramento, «ma a macchia di leopardo, a volte con differenze nella stessa regione da asl ad asl», osserva Valeria Fava, responsabile della Salute per Cittadinanzattiva. Ma c&#8217;è un macigno che pesa più di altri ed è sempre l&#8217;Istat a segnalarlo: non ci sono sufficienti medici e infermieri. E quelli ancora in servizio spesso sono vicini alla pensione. Assumerne di nuovi non è semplice, perché mancano proprio le professionalità (nel caso degli infermieri) o perché una quota dei giovani preferisce lavorare nella sanità privata o andare all&#8217;estero (i medici). Spiega l&#8217;Istat: «A fronte di un aumento della domanda di cure dovuto all&#8217;invecchiamento della popolazione, nel contesto internazionale l&#8217;Italia si connota per uno scarso ricambio generazionale per il personale medico e una dotazione insufficiente di quello infermieristico. Nel 2023 si registra la quota più alta tra i Paesi dell&#8217;Ue di medici anziani in servizio: il 44,2% ha più di 55 anni e il 20,6% supera i 65 anni; per quest&#8217;ultima fascia di età, valori decisamente più bassi si osservano in Francia (16,1%), Germania (9,4%) e Spagna (8,4%)».<br />
Sui medici di base, l&#8217;analisi è impietosa: «Attualmente sono 37.983, 0,64 per mille residenti. Il 60% ha almeno 60 anni. In un contesto in cui la dotazione è decrescente (-7.220 medici in dieci anni), desta particolare preoccupazione l&#8217;uscita dal mercato del lavoro di molti professionisti e il conseguente ulteriore incremento del carico di assistenza per chi continua a svolgere questa attività professionale: la percentuale di chi ha più di 1.500 assistiti (valore massimo stabilito dalla normativa) è pari al 51,7%, in aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2022». Non va meglio sul fronte degli infermieri: sono 405mila, 6,9 ogni mille abitanti (la media dell&#8217;Ue è di 8,3). Un infermiere su 4 ha più di 55 anni.</p>
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		<item>
		<title>Da Gimbe grave conferma: 10% dei calabresi (180mila persone) nel 2024 ha rinunciato alle cure</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/da-gimbe-grave-conferma-10-dei-calabresi-180mila-persone-nel-2024-ha-rinunciato-alle-cure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 12:40:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[sanitarie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=341043</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l&#8217;efficienza del Servizio sanitario nazionale, il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all&#8217;anno precedente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l&#8217;efficienza del Servizio sanitario nazionale, il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la <strong>Calabria</strong>, nel 2023 (<em>anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto</em>) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all&#8217;anno precedente, superiore alla media nazionale di 71 euro. Anche nel 2024, rileva il rapporto, la regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro. Sempre nello stesso anno, il 2024, il 10% dei cittadini, oltre 180 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,7 punti rispetto al 2023.</p>
<p>Riguardo l&#8217;aspettativa di vita alla nascita, Gimbe, su dati 2024, la stima a 82,3 anni, lievemente inferiore rispetto alla media nazionale, 83,4. Il Rapporto prende in esame, con riferimento al 2023, anche il personale sanitario indicato in 10,2 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); i medici dipendenti per 1000 abitanti sono 1,84 (media Italia 1,85); gli infermieri dipendenti ogni 1000 abitanti 4 (media Italia 4,7); e, infine, il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54). Gimbe, nel rapporto, parla anche, volge lo sguardo anche servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorse diverse dal Pnrr con dati Agenas al 30 giugno 2025. Riguardo alle Case della Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 63, al 30 giugno 2025 2 hanno attivato almeno un servizio e 2 hanno attivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza di medici e infermieri. </p>
<p>Alla stessa data, inoltre, le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti e certificate al 100%. Per quanto riguarda invece gli Ospedali di Comunità, rileva Gimbe, nessuna struttura, sulle 20 programmate, è stata dichiarata attiva dalla Regione.</p>
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