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	<title>Cugliari Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 02 Sep 2026 10:32:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Inflazione record in Calabria, CNA: &#8220;Più reddito e meno costo del lavoro per fermare la fuga dei giovani&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo le temperature rimangono bollenti in Calabria, ma anche il tasso di inflazione. I dati elaborati da Istat sono preoccupanti e consegnano ancora una volta alla nostra regione una maglia nera. La Calabria emerge come la regione italiana che ha registrato i rincari più significativi, posizionandosi al vertice della classifica nazionale per l&#8217;aumento dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Non solo le temperature rimangono bollenti in Calabria, ma anche il tasso di inflazione. I dati elaborati da Istat sono preoccupanti e consegnano ancora una volta alla nostra regione una maglia nera. La Calabria emerge come la regione italiana che ha registrato i rincari più significativi, posizionandosi al vertice della classifica nazionale per l&#8217;aumento dei prezzi. I rincari sono del 3,5% contro una media nazionale del 2,9%. Un&#8217;inflazione galoppante che non va di pari passo ad un aumento del potere d&#8217;acquisto e che si inserisce in un territorio penalizzato da difficoltà logistiche e strutturali. Spese per energia e carburante, foraggiate da lunghi mesi di temperature calde e dalla mancanza di un trasporto pubblico esteso, lievitano e tolgono ossigeno a famiglie e imprese. Il costo del carburante entra in ogni fase della filiera: nel trasporto delle merci, nelle consegne, negli spostamenti degli artigiani, nei servizi tecnici, nella logistica e nella distribuzione. Un&#8217;impresa calabrese che deve percorrere più chilometri per raggiungere clienti, fornitori o mercati parte già da una condizione di svantaggio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così diventa ancora più difficile scegliere di restare. Il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari è perentorio: <strong>&#8220;Più reddito in busta paga e meno costo del lavoro per le imprese che assumono stabilmente. La Calabria deve creare le condizioni per scegliere di restare&#8221;. </strong>&#8220;Formare i nostri giovani per tredici o diciotto anni, per poi lasciarli andare via per mancanza di opportunità e di condizioni favorevoli, significa trasferire il loro capitale di competenze ad altri territori ed arginare lo sviluppo della Calabria&#8221;, afferma. Cugliari <strong>condivide l&#8217;idea avanzata da Occhiuto di una no tax area per gli under 35</strong>, ma esprime la necessità che sia accompagnata da una più ampia visione, nella quale rientrino <strong>,</strong> <strong>interventi per aumentarne il reddito e</strong> <strong>sostegno alle imprese che creano occupazione stabile</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;La no-tax area per gli under 35 – afferma Cugliari – può diventare il cuore di una strategia per trattenere i giovani. Ma il vantaggio fiscale deve arrivare direttamente e ogni mese in busta paga, perché è lì che diventa affitto, rata del mutuo, spesa, progetto di famiglia e possibilità concreta di restare&#8221;. &#8220;È un paradosso – prosegue – che al Sud si formino competenze che poi vanno ad alimentare i sistemi produttivi di altre regioni, nonché degli stati esteri, mentre le nostre imprese faticano a trovare tecnici e personale qualificato. Dobbiamo creare qui le condizioni economiche e professionali perché un giovane possa scegliere di restare&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fondamentale per CNA Calabria è anche costruire un <strong>collegamento stabile tra scuole, ITS, università e sistema produttivo</strong>, programmando e investendo sulle competenze realmente richieste dal mercato del lavoro. A questo deve affiancarsi una più <strong>ampia detassazione del lavoro dipendente</strong>, concentrata soprattutto sui redditi medio-bassi e sulle nuove generazioni. &#8220;Ogni euro di tasse in meno – spiega Cugliari – deve diventare un euro in più nel salario netto del lavoratore. Basta bonus e misure una tantum: serve aumentare stabilmente il reddito disponibile ogni mese&#8221;. Un intervento che deve salvaguardare integralmente i contributi pensionistici attraverso la copertura pubblica e procedere di pari passo con misure rivolte alle aziende.</p>
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		<title>Desertificazione bancaria, Vibo Valentia prima provincia italiana per comuni senza sportelli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/desertificazione-bancaria-vibo-valentia-prima-provincia-italiana-per-comuni-senza-sportelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 11:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[bancaria]]></category>
		<category><![CDATA[CNA]]></category>
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		<category><![CDATA[maglia]]></category>
		<category><![CDATA[nera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Calabria il 74,5 per cento dei comuni è privo di uno sportello bancario. A dominare la classifica nazionale delle province, quella di Vibo Valentia dove oltre il 52,6 per cento della popolazione risiede in comuni abbandonati dalle banche. Sono questi alcuni dei dati frutto dell&#8217;elaborazione del Centro Studi CNA che ha messo a fuoco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Calabria il 74,5 per cento dei comuni è privo di uno sportello bancario. A dominare la classifica nazionale delle province, quella di Vibo Valentia dove oltre il 52,6 per cento della popolazione risiede in comuni abbandonati dalle banche.<br />
Sono questi alcuni dei dati frutto dell&#8217;elaborazione del Centro Studi CNA che ha messo a fuoco il progressivo avanzare della desertificazione bancaria. &#8220;Dati allarmanti – commenta il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari &#8211; che minano non solo il tessuto produttivo ed economico, ma anche quello sociale. È ora di aprire una riflessione e di ripensare la geografia dei presidi bancari&#8221;. In Italia tra il 2015 e il 2025 la rete è scesa da 30.258 a circa 19.140 filiali: oltre 11mila presìdi in meno, con una contrazione del 36,7%.</p>
<p>Ad andare in affanno sono non solo i cittadini, ma anche le imprese. La Calabria è la terza regione d&#8217;Italia per numero di imprese (32mila) in comuni senza sportello. Tra le province Cosenza occupa il terzo posto nella classifica nazionale, mentre in valore percentuale Vibo Valentia domina la classifica dell&#8217;incidenza sul sistema produttivo locale (42,2 per cento). E se diminuiscono le banche, aumenta la pressione sui presidi rimasti. La Calabria, anche in questo caso, è la regione con le province in cui il fenomeno è più presente. Crotone ha il primato italiano con una media per ogni sportello di 713 imprese. Non è da meno Reggio Calabria con 617 e Vibo Valentia con 536. Ad incidere sul progressivo smantellamento fisico del sistema bancario sono la desertificazione dei piccoli centri e la digitalizzazione del sistema.</p>
<p>&#8220;La modernizzazione del sistema non può fagocitare i classici sportelli bancari. Specie per le micro e piccole imprese, che costituiscono l&#8217;asse portante dell&#8217;economia artigiana calabrese &#8211; spiega il presidente Cugliari –, il rapporto personale significa fiducia e certezza. Servono interlocutori capaci di conoscere l&#8217;azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. Aspetti fondamentali per costruire per l&#8217;impresa e per il territorio stesso.Ecco perché riteniamo che non possa essere applicata una formula ragionieristica e usata la forbice per tagliare gli sportelli. Piuttosto, auspichiamo come CNA Calabria che si inverta questa tendenza che vede la nostra regione e i suoi territori drammaticamente protagonisti&#8221;. Le conseguenze sono anche di tipo sociale. &#8220;La Calabria da tempo va incontro ad un severo inverno demografico – aggiunge il presidente &#8211; acuito dai tanti giovani che vanno via. Lo spopolamento progressivo dei centri con meno servizi, porta a concentrarsi proprio in queste aree gli anziani, quindi i più fragili. Sono loro i primi a pagare le conseguenze del non potere avere uno sportello bancario nel proprio comune. Non è a loro che si può chiedere di scaricare un&#8217;app bancaria o di rivolgersi a un call center. I presidi bancari sono anche tutela&#8221;.</p>
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		<title>Imprese artigiane nella morsa del caro energia, Cna Calabria: &#8220;Subito interventi strutturali&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/imprese-artigiane-nella-morsa-del-caro-energia-cna-calabria-subito-interventi-strutturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 08:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[artigiane]]></category>
		<category><![CDATA[Cugliari]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il caro energia pesa in maniera importante sulle spalle delle piccole e micro imprese artigiane e il quadro geopolitico desta ancora maggiore preoccupazione, facendoci temere che gli aumenti potrebbero non fermarsi&#8221;. A lanciare l&#8217;allarme è il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari che spiega: &#8220;La situazione è drammatica e lo è ancora di più per le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il caro energia pesa in maniera importante sulle spalle delle piccole e micro imprese artigiane e il quadro geopolitico desta ancora maggiore preoccupazione, facendoci temere che gli aumenti potrebbero non fermarsi&#8221;. A lanciare l&#8217;allarme è il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari che spiega: &#8220;La situazione è drammatica e lo è ancora di più per le imprese calabresi. La turbolenza economica e politica che sta attraversando l&#8217;Europa andrà a minare la concorrenza e la competitività del nostro tessuto, schiacciato tra bollette e difficoltà a posizionare i propri prodotti sul mercato, al netto di un indice di esportazione ancora basso&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se le piccole imprese &#8211; che costituiscono con le micro lo zoccolo duro dell&#8217;economia calabrese &#8211; soffrono, a rischio c&#8217;è la tenuta occupazionale, quindi consumi e crescita andrebbero ad essere interessati da una brusca frenata&#8221; aggiunge Cugliari che chiede &#8220;interventi immediati e strutturali, incentivi per le imprese e per la costituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili&#8221;.</p>
<p>Il presidente evidenzia anche come l&#8217;Italia sia il Paese con i costi energetici più alti nell&#8217;Eurozona. Nel primo semestre del 2024 il costo in euro per mwh era di 348,3 euro in Italia, mentre la media dei 20 paesi monitorati dall&#8217;Eurostat ha toccato i 294 euro (+18,5% in Italia). Ma non solo. C&#8217;è da considerare anche la forbice con le grandi imprese. Secondo i dati Cna, le microimprese italiane pagano 2,5 volte in più l&#8217;energia rispetto alle grandi imprese. </p>
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