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	<title>criminalità Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Lotta alla criminalità organizzata, bilancio 2025 GdiF: oltre 1.300 indagini, 7.000 soggetti coinvolti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 08:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-371388-1" width="696" height="381" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/GdiF-bilancio-2025.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/GdiF-bilancio-2025.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/GdiF-bilancio-2025.mp4</a></video></div>
<p>I numeri sono importanti: nella lotta al crimine organizzato, la Guardia di finanza nel 2025 ha condotto 1.351 indagini, con 7.442 soggetti coinvolti tra persone fisiche (5.568) e giuridiche (1.874). Per un efficace contrasto alle associazioni criminali di tipo mafioso, imprescindibile è l’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate attraverso la commissione di reati. Azione, questa, resa sempre più complessa dall’interposizione di soggetti terzi, apparentemente estranei all’associazione, ai quali vengono intestati fittiziamente beni e disponibilità finanziarie. Nel 2025 il Corpo, attraverso mirate indagini patrimoniali e finanziarie e attività investigative, ha proposto all’Autorità Giudiziaria sequestri (in forma diretta, per equivalente e per sproporzione) per oltre 3,3 miliardi di euro. Pari a circa 1 miliardo e 600 milioni è, invece, il valore dei beni e delle disponibilità liquide complessivamente sequestrati e/o confiscati nell’anno.</p>
<p>Ma l’azione della Guardia di finanza nello specifico settore non si concretizza solo in attività repressive, realizzate attraverso indagini di polizia giudiziaria. Fondamentale è, infatti, l’impegno del Corpo volto a prevenire l’infiltrazione criminale nel tessuto economico sano, a tutela degli imprenditori onesti e dell’economia italiana. In questo specifico ambito, circa 66 mila sono state le attività amministrative sia di accesso ai cantieri, sia funzionali al rilascio di documentazione antimafia. Pari a 29,6 milioni di euro è il valore complessivo dei compendi aziendali sottoposti alle misure di prevenzione di amministrazione o controllo giudiziario ex artt. 34 e 34 bis del D. Lgs. 159/2001.Importanti anche i risultati nella lotta al narcotraffico: sono, infatti, oltre 33 le tonnellate di droga sequestrate dalla Guardia di finanza nel 2025 (principalmente cocaina, hashish e marijuana), con oltre 800 persone denunciate. L’impegno del Corpo in questo specifico settore non si è limitato, tuttavia, al sequestro di sostanze stupefacenti: l’obiettivo è disarticolare le organizzazioni criminali, privandole dei profitti derivanti dai traffici illeciti. Nel 2025 sono stati sequestrati ai narcotrafficanti beni e disponibilità finanziarie per 8 milioni di euro ed eseguite confische per oltre 3,5 milioni di euro.</p>
<p>Tra i risultati di maggior rilievo conseguiti dal Corpo nel 2025 nel contrasto alla criminalità organizzata, ricordiamo:</p>
<ol>
<li><strong>REGGIO CALABRIA</strong>: confiscati beni e liquidità per 140 milioni di euro a 5 imprenditori reggini, collusi con la ‘ndrangheta, che avevano permesso a tale organizzazione criminale di riciclare i propri proventi illeciti mediante le loro aziende, attraverso un complesso sistema di frode fiscale nel settore dei prodotti petroliferi.</li>
<li>CATANIA: eseguita misura di prevenzione del valore di oltre 40 milioni di euro nei confronti di un soggetto, contiguo ai clan SANTAPAOLA-ERCOLANO e CAPPELLO-BONACCORSI, che aveva ideato e fornito l’apparato tecnico ed informatico necessario per la realizzazione di un sistema gestionale per le scommesse on line, creando le condizioni per l’ingresso dei clan nel settore del gaming on line, anche mediante l’acquisizione delle licenze ed autorizzazioni necessarie. Complessivamente, sono stati sottoposti a sequestro di prevenzione 89 immobili e 20 attività commerciali, di cui 8 estere.</li>
<li>BRESCIA: arrestate 24 persone facenti parte di un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico internazionale. Il gruppo criminale importava in Europa la sostanza stupefacente, prevalentemente cocaina, direttamente dal Sud America mediante navi commerciali che arrivavano nei principali porti dell’Unione. Da qui la droga arrivava in Italia occultata su camion adibiti al trasporto commerciale su gomma. Oltre alle misure cautelari, le complesse attività d’indagine hanno condotto al sequestro di beni e liquidità per circa 3 milioni di euro.</li>
<li>TRIESTE: sequestro preventivo per 92 milioni di euro nei confronti di una organizzazione criminale dedita al traffico illecito di rifiuti. L’associazione a delinquere, mediante un complesso sistema di frode fiscale ed ambientale, ha garantito l’approvvigionamento ad alcune aziende di smaltimento rifiuti di materiale di scarto di provenienza illecita. 11 le persone fisiche coinvolte e 6 le società di capitali.</li>
</ol>
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		<title>Catanzaro, ok a protocollo per misure di contrasto criminalità ai danni di banche e clientela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 17:15:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’interno, On.le Wanda Ferro, è stato sottoscritto in Prefettura dal Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa e dal Coordinatore Nazionale di OSSIF- Centro di Ricerca ABI Sicurezza Anticrimine Marco Iaconis – “il Protocollo per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nella mattinata odierna, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’interno, On.le Wanda Ferro, è stato sottoscritto in Prefettura dal Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa e dal Coordinatore Nazionale di OSSIF- Centro di Ricerca ABI Sicurezza Anticrimine Marco Iaconis – “<strong>il Protocollo per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela”</strong> volto a migliorare l’attività di prevenzione e repressione dei fenomeni criminali, fornendo così un ulteriore strumento di governance della sicurezza in banca, dopo i recenti furti agli sportelli automatici avvenuti a <strong>Decollatura</strong> e <strong>Vallefiorita</strong>. Presenti anche il Questore Giuseppe Linares, il Comandante provinciale dei Carabinieri Col. Giovanni Pellegrino ed il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Col. Pierpaolo Manno, oltre ai Sindaci di Catanzaro Nicola Fiorita, Lamezia Terme Mario Murone, Soverato Daniele Vacca, Decollatura Raffaella Perri e Vallefiorita Salvatore Megna. I recenti episodi ai danni di alcuni sportelli automatici confermano l’esigenza di uno sforzo aggiuntivo comune, anche degli operatori del settore bancario nella prevenzione e nel contrasto dei reati in pregiudizio delle banche e della clientela.</p>
<p style="text-align: left;">
“<em>Questi atti delinquenziali sono la conferma della piena attualità del Protocollo firmato con ABI finalizzato al rafforzamento della cooperazione tra gli Istituti di credito e le Forze di Polizia, nonché al potenziamento dei sistemi di sicurezza sul territorio</em>” – ha dichiarato il Prefetto De Rosa. “Il Protocollo, in particolare, prevede specifiche misure volte alla prevenzione dei rischi cosiddetti multivettoriali e dei nuovi scenari di minaccia legati anche all’utilizzo delle tecnologie digitali e dei sistemi di intelligenza artificiale” ha continuato il Prefetto di Catanzaro. In tale ambito, le banche si impegnano a monitorare, prevenire e mitigare scenari di attacco che integrino profili fisici, informatici e di ingegneria sociale, anche attraverso la raccolta, l’analisi e la condivisione delle informazioni con l’OSSIF e con le Forze di Polizia. Gli istituti di credito sono tenuti a segnalare tempestivamente alle Forze dell’Ordine eventuali situazioni di rischio, quali carenze gravi dei sistemi di sicurezza, movimenti sospetti di persone, aggravamenti anomali del rischio, lavori che possano incidere sull’efficacia delle misure di protezione e ogni altra circostanza rilevante ai fini della prevenzione. Inoltre, con riferimento specifico al potenziamento della sicurezza intorno agli ATM, le banche sono chiamate a procedere a una costante valutazione dei rischi connessi alle rapine, ai furti agli sportelli ATM, ai danni alle cassette di sicurezza e ai dispositivi di custodia del contante, aggiornando periodicamente tali analisi in relazione all’evoluzione dei fenomeni criminali e alle informazioni fornite dalle Forze di Polizia.<br />
Particolare attenzione viene riservata anche alla prevenzione delle truffe attraverso iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte alla clientela, in particolare alle fasce più anziane, nonché mediante percorsi di formazione del personale bancario finalizzati al riconoscimento tempestivo di operazioni anomale o sospette. Il sistema di cooperazione previsto dall’Accordo consente inoltre la promozione della cultura della sicurezza, la condivisione delle buone prassi e l’aggiornamento continuo delle metodologie di prevenzione e mitigazione del rischio. Alla luce dei recenti episodi era stato già ulteriormente intensificato il coordinamento con le Forze dell’Ordine e con gli istituti di credito operanti sul territorio provinciale, promuovendo il rafforzamento delle attività di vigilanza, controllo e prevenzione, nonché l’implementazione di ulteriori misure tecnologiche e organizzative. “<em>La sottoscrizione di questo Protocollo &#8211; </em>ha sostenuto il Sottosegretario Ferro <em>&#8211; è la conferma della volontà di rafforzare la collaborazione territoriale tra le Istituzioni con il coinvolgimento, in questo caso, del sistema bancario. Gli episodi verificatisi a Decollatura e Vallefiorita nelle scorse settimane impongono una risposta decisa, capace di coniugare prevenzione, innovazione tecnologica e presidio del territorio. La sicurezza economica è parte integrante della sicurezza pubblica e la tutela di cittadini e imprese passa anche attraverso strumenti di cooperazione come quello siglato oggi in Prefettura. La sicurezza delle filiali e dei servizi finanziari non riguarda soltanto la protezione delle strutture, ma investe direttamente la fiducia dei cittadini, in particolare delle persone più vulnerabili, che devono poter accedere ai servizi bancari in condizioni di serenità e tutela. E’ rafforzato un modello di prevenzione integrata che punta ad  anticipare i fenomeni criminosi, migliorare la capacità di risposta e contrastare in modo sempre più efficace rapine, truffe e reati predatori. Il governo Meloni sta dedicando grande attenzione</em><br />
<em>al contrasto a questi fenomeni, tanto da avere introdotto con l’ultimo decreto sicurezza un nuovo reato, con pene fino a 25 anni, per le rapine commesse da gruppi armati organizzati, che riguarda nello specifico chi assalta portavalori, caveau e sportelli bancomat, anche con uso di esplosivi o tecniche paramilitari. Sul tema della prevenzione continueremo a sostenere ogni iniziativa che metta al centro la sicurezza del territorio, la protezione dei risparmiatori e la difesa della legalità, attraverso un’azione coordinata e sistemica tra pubblico e privato”.</em></p>
<p style="text-align: left;">
“<em>Il Protocollo sottoscritto costituisce uno strumento operativo innovativo per il rafforzamento delle misure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di criminalità in danno degli istituti di credito e della clientela”</em> – ha dichiarato Marco Iaconis Coordinatore nazionale di OSSIF- Centro di Ricerca ABI Sicurezza Anticrimine – <em>“l’intesa consente di consolidare il coordinamento tra sistema bancario, Forze di polizia e Autorità territoriali, favorendo lo scambio informativo, l’adozione di procedure condivise e l’implementazione di sistemi di sicurezza sempre più avanzati, tenuto conto del carattere sempre più complesso ed eterogeneo della minaccia, a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza economica del territorio e per incrementare altresì i livelli di fiducia nel sistema bancario</em>.”<br />
In merito, il Prefetto di Catanzaro, con riferimento pure ai recenti eventi delittuosi ha aggiunto che “<em>gli episodi verificatisi a Decollatura e Vallefiorita richiedono un intervento istituzionale fermo, coordinato e responsabile. L’adeguamento del contenuto dell’Intesa con la specifica implementazione delle misure per innalzare gli standard di protezione degli ATM costituisce il tratto di novità. Lo strumento adottato oggi codifica il bisogno di un costante dialogo tra le Forze di Polizia ed il sistema bancario, per una mappatura territorialmente contestualizzata dei rischi prioritari e per una conseguente calibrazione delle risposte di sicurezza oltre all’attività investigativa svolta che sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria ha già fornito significativi risultati sul fronte dell’individuazione dei responsabili</em>”.<br />
Di seguito le banche che localmente hanno aderito:<br />
BANCA CENTRO CALABRIA<br />
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA<br />
BANCA NAZIONALE DEL LAVORO<br />
BCC DELLA CALABRIA ULTERIORE<br />
BCC DI MONTEPAONE<br />
BDM BANCA<br />
BPER BANCA<br />
COMPASS BANCA<br />
CREDITO EMILIANO<br />
INTESA SAN PAOLO<br />
MEDIOBANCA PREMIER<br />
UNICREDIT.</p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-368743" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/FOTO4-300x135.jpg" alt="" width="644" height="290" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/FOTO4-300x135.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/FOTO4-1024x461.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/FOTO4-768x346.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/FOTO4-932x420.jpg 932w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/FOTO4-696x314.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/FOTO4-1068x481.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/FOTO4.jpg 1338w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crimini e criminalità informatica, Corecom e Magna Graecia: ecco i rischi del web</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crimini-e-criminalita-informatica-corecom-e-magna-graecia-ecco-i-rischi-del-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 10:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sono momenti in cui le parole non restano confinate ai microfoni, ma attraversano le persone, le scuole, le coscienze. Il convegno–seminario sui nuovi reati informatici e sui rischi del web, organizzato dal Corecom Calabria e dal Digit Lab Law dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, è stato uno di quei momenti rari in cui l’istituzione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Ci sono momenti in cui le parole non restano confinate ai microfoni, ma attraversano le persone, le scuole, le coscienze. Il convegno–seminario sui nuovi reati informatici e sui rischi del web, organizzato dal Corecom Calabria e dal Digit Lab Law dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, è stato uno di quei momenti rari in cui l’istituzione smette di essere astratta e diventa presenza viva. Un incontro nato nel solco della Media Education promossa dall’AGCOM e delle attività di Terza Missione dell’Università, ma che ha rapidamente superato i confini del formato accademico e del rito convegnistico, trasformandosi in un’esperienza collettiva di ascolto, confronto e consapevolezza, davanti a una platea di studenti chiamati non a subire un messaggio, ma a misurarsi con la complessità del presente&#8221;.</em> E&#8217; quanto si legge in una nota stampa.</p>
<p>&#8220;<em>A fare da cornice, la scuola, guidata dal Dirigente scolastico Vito Sanzo, che ha dimostrato come un istituto possa diventare luogo autentico di cittadinanza, capace di ospitare confronti di altissimo livello e di offrire agli studenti occasioni che non sono lezioni tradizionali, ma esperienze formative profonde. Non a caso, l’incontro è apparso a molti come un misto potente di lectio magistralis, racconto di vita e passione civile, capace di lasciare un segno duraturo. Al centro della mattinata, l’intervento del Salvatore Curcio, Procuratore della Repubblica di Catanzaro. Le sue parole- prosegue la nota -, nette e prive di qualsiasi enfasi artificiale, hanno restituito con chiarezza il volto attuale della criminalità organizzata nell’era digitale. La ’ndrangheta – </em>ha spiegato<em> – si muove ormai stabilmente sul dark web, utilizza criptotelefoni e sistemi di comunicazione cifrata, gestisce traffici internazionali con una rapidità impressionante, arrivando a spostare decine di migliaia di tonnellate di cocaina con un semplice messaggio, eludendo controlli e confini. Un’evoluzione criminale che non è solo tecnologica, ma strategica: le mafie non rincorrono il progresso, lo anticipano, lo sfruttano, lo piegano ai propri interessi. Curcio ha ricordato come oggi il riciclaggio, la logistica, il comando delle organizzazioni e persino il proselitismo possano avvenire a distanza, talvolta anche dall’interno degli istituti penitenziari, rendendo il contrasto una rincorsa continua tra Stato e criminalità. </em><em>In questo scenario, il Procuratore ha sottolineato con forza come le indagini non possano che diventare sempre più tecnologiche, sempre più avanzate, sempre più integrate. Software, analisi dei dati, strumenti digitali e intelligenza artificiale rappresentano oggi un supporto imprescindibile all’attività investigativa. Ma, ha chiarito con fermezza, nessuna tecnologia potrà mai sostituire la valutazione umana, il discernimento del giudice, la responsabilità della decisione. È in questo equilibrio delicato che si gioca la credibilità dello Stato nell’era digitale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Con pari intensità &#8211; </em>si legge ancora<em> &#8211; si è collocato l’intervento del Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, che ha ampliato lo sguardo dal piano giudiziario a quello dell’intero sistema Paese. Il cybercrime – ha evidenziato – non colpisce più soltanto singoli individui, ma investe l’intero sistema economico, produttivo e istituzionale, minando la sicurezza, la fiducia e la coesione sociale. La Ferro ha richiamato l’impegno straordinario delle forze dell’ordine, in particolare della Polizia Postale, ricordando numeri che raccontano una presenza costante e silenziosa sul territorio digitale: migliaia di accessi, arresti, operazioni, soprattutto nel contrasto alla pedopornografia e allo sfruttamento dei minori online. Ma il cuore del suo intervento è stato un messaggio chiaro e diretto: la repressione arriva sempre dopo. La vera sfida è quella preventiva, educativa, culturale. Ed è nelle scuole che questa sfida deve essere affrontata, accompagnando ragazzi e famiglie prima che il web diventi luogo di ricatto, isolamento o violenza invisibile. In questo quadro si inserisce l’annuncio dell’evoluzione del Premio Lucia Abiuso, che trova oggi il suo naturale sviluppo nel Cybercrime Film Festival, la cui presentazione è prevista nella terza settimana di febbraio. Un progetto che non nasce come semplice evento, ma come percorso strutturato di Media Education rivolto agli studenti, capace di utilizzare il linguaggio del cinema e dell’audiovisivo per parlare di legalità, fragilità, responsabilità e rispetto. Un’iniziativa che, per impostazione, respiro e ambizione educativa, si colloca su un piano inedito nel panorama internazionale, aprendo una strada nuova nel modo di prevenire il cybercrime attraverso la cultura&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;A tenere insieme il confronto, nel ruolo di moderatore, è stato il prof. Antonio Viscomi, Direttore del Digit Lab Law, che ha guidato il dialogo tra magistratura, istituzioni e università, restituendo agli studenti la consapevolezza che la transizione digitale può essere subita o governata, ma che in ogni caso chiama tutti a una responsabilità nuova.</em><br />
<em>Nel corso dell’incontro, il Presidente del Corecom Calabria, Fulvio Scarpino, ha riportato l’attenzione su una dimensione spesso invisibile: il sacrificio personale che accompagna il servizio alle istituzioni. Nel ricordare il percorso umano e professionale del Procuratore Curcio, segnato anche dagli anni durissimi dell’operazione Decollo, Scarpino ha parlato di una dedizione totale, che ha coinvolto anche la sfera familiare, di scelte che non finiscono con l’orario di lavoro e che raramente trovano spazio nel racconto pubblico. A quelle parole- </em>si evidenzia nel comunicato stampa<em> -, la sala dei ragazzi è esplosa. Non in un applauso rituale, ma in un abbraccio collettivo, in un applauso lungo, interminabile, capace di attraversare tutta la platea e di commuovere non solo il Procuratore, ma l’intera sala. Un riconoscimento spontaneo e potente a un eroe comune, a chi ha scelto di servire lo Stato senza risparmiarsi.</em><br />
<em>Il convegno si è svolto alla presenza del Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, del Questore di Crotone Renato Panvino, e dei massimi vertici delle forze dell’ordine, con rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato. Presenze che hanno rafforzato il valore istituzionale dell’incontro e la percezione, chiara per tutti, di uno Stato presente, unito, credibile. Catanzaro, per un giorno, è diventata il luogo in cui il digitale non è stato raccontato come destino inevitabile, ma come campo di responsabilità condivisa. Un luogo in cui la legalità ha preso voce, volto ed emozione. Ed è da qui che il percorso continuerà&#8221;</em>&#8211; conclude la nota degli organizzatori dell&#8217;iniziativa.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-361967" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-300x146.jpeg" alt="" width="645" height="314" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-300x146.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-1024x498.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-768x373.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-864x420.jpeg 864w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-696x338.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-1068x519.jpeg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10.jpeg 1179w" sizes="(max-width: 645px) 100vw, 645px" /></p>
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		<title>Indice criminalità, analisi Viminale su Sole 24ore: Provincia Cosenza ultima in Calabria per reati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:05:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle statistiche della banca dati interforze del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell&#8217;Interno, fornite in esclusiva al Sole 24 Ore del Lunedì e confrontate con quelle degli anni precedenti, emerge che Cosenza è la provincia calabrese dove, nel 2024, si è registrato il minore indice di criminalità. La città Bruzia si posiziona al 99mo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle statistiche della banca dati interforze del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell&#8217;Interno, fornite in esclusiva al Sole 24 Ore del Lunedì e confrontate con quelle degli anni precedenti, emerge che <strong>Cosenza</strong> è la provincia calabrese dove, nel 2024, si è registrato il minore indice di criminalità. La città Bruzia si posiziona al 99mo posto su 106 con 16.283 reati denunciati, 2.433,1 ogni 100mila abitanti e un calo del 5,10% rispetto al 2023. La provincia con l&#8217;indice più alto, invece, è <strong>Catanzaro</strong>, 47ma, con 11.239 delitti denunciati, 3.312,4 ogni 100mila abitanti, in flessione del -2,69%. L&#8217;indicazione emerge dalle statistiche della banca dati interforze del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell&#8217;Interno, fornite in esclusiva al Sole 24 Ore del Lunedì e confrontate con quelle degli anni precedenti.</p>
<p>Dopo Catanzaro, si trovano le province di <strong>Vibo Valentia</strong>, 55ma (4.769 denunce, 3.175,2 ogni 100mila abitanti, +4,31%), <strong>Crotone</strong> 78ma (4.561, 2.824,5 ogni 100mila abitanti, -1,62%) e <strong>Reggio Calabria</strong> 80ma (14.358, 2.804,7 ogni 100mila abitanti, +0,25%). Andando nel dettaglio, la provincia di Crotone risulta prima per i tentati omicidi, con 6,2 denunce ogni 100mila abitanti, e seconda per numero di incendi con 61,3. Crotone è prima anche per denunce di usura, 2, 1,2 ogni 100mila abitanti. Sul fronte incendi, invece, Dopo Crotone si posiziona Cosenza con 298 denunce, 44,5 ogni 100mila abitanti. Due province calabresi in prima e terza posizione anche per le rapine negli uffici postali, Vibo con 1,3 denunce ogni 100mila abitanti e Reggio con 0,8.</p>
<p>Catanzaro è ultima, 106ma, per rapine con 9 denunce, 5,6 ogni 100mila abitanti, in aumento, e 19ma per estorsioni con 83 denunce, 24,5 ogni 100mila abitanti, in calo. Cosenza è 11ma per danneggiamento seguito da incendio con 231 denunce, 34,5 ogni 100mila abitanti, in calo e penultima per truffe e frodi informatiche (291,8 denunce ogni 100mila abitanti). Crotone è una delle città più sicure riguardo ai furti, posizionandosi in 103ma posizione con 792 denunce, 490,5 ogni 100mila abitanti mentre Reggio si piazza al 4 posto per danneggiamento seguito da incendio con 274 denunce, 53,5 ogni 100mila abitanti in aumento e terzultima per lesioni dolose con 362 denunce, 70,7 ogni 100mila abitanti.<br />
Vibo, infine, è seconda per danneggiamento seguito da incendio con 92 denunce, 61,3 ogni 100mila abitanti e terzultima per usura con zero denunce.</p>
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		<title>VIDEO-Anche a Catanzaro operazione &#8220;Alto impatto&#8221; della Polizia contro la criminalità giovanile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-anche-a-catanzaro-operazione-alto-impatto-della-polizia-contro-la-criminalita-giovanile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2025 12:34:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-336047-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/09/PS-Alto-Impatto.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/09/PS-Alto-Impatto.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/09/PS-Alto-Impatto.mp4</a></video></div>
<p>Nella giornata di ieri si sono concluse le operazioni ad alto impatto finalizzate al contrasto della criminalità giovanile, condotte dalla Polizia di Stato dal 22 agosto su tutto il territorio nazionale. Tali controlli straordinari, effettuati anche nella provincia di Catanzaro dalla locale Squadra Mobile, con il supporto di personale dell’U.P.G.S.P., hanno interessato i luoghi di maggiore affluenza di giovani sia cittadini italiani che extracomunitari.<br />
Le attività, coordinate dal Servizio Centrale Operativo e supportate da diversi equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine e degli Uffici territoriali, hanno riguardato giovani dediti principalmente, in gruppo o singolarmente, a reati contro la persona, il patrimonio o in materia di stupefacenti e di armi nonché responsabili di comportamenti illeciti che sfociano anche in forme di discriminazione e odio.</p>
<p>In particolare, le investigazioni effettuate anche attraverso il monitoraggio del web e la successiva attività costituita da mirati controlli e perquisizioni svolte nei principali luoghi in cui si registra la presenza di minorenni e appena maggiorenni legati al contesto segnalato, hanno consentito di conseguire i seguenti risultati:<br />
• sono state identificate 62.822 persone, di cui 10.605 minorenni, soprattutto in aree di spaccio, di cosiddetta “movida”, centri commerciali, esercizi commerciali e stabilimenti balneari. Su 160 sono in corso verifiche per l’eventuale avvio delle procedure per l’adozione di misure di prevenzione, tra cui il divieto di accesso alle aree urbane;<br />
• sono stati arrestati o sottoposti a fermo di indiziato di delitto 283 maggiorenni, per reati contro la persona, il patrimonio, in materia di sostanze stupefacenti e di detenzione illegale armi;<br />
• sono stati arrestati o sottoposti a fermo di indiziato di delitto 22 minorenni per reati contro la persona e il patrimonio, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi;<br />
• sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, ordini per l’esecuzione della pena e mandati di arresto europeo nei confronti di 81 maggiorenni e ordinanze di collocamento presso Istituti Minorili di Pena nei confronti di 6 minorenni nonché della permanenza in casa nei confronti di un minorenne;<br />
• sono stati denunciati in stato di libertà 1.110 maggiorenni e 180 minorenni per reati contro la persona, il patrimonio, in materia di sostanza stupefacenti e detenzione illegale di armi;<br />
• sono stati controllati 829 immobili, tra cui 58 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 136 sale giochi e 464 esercizi commerciali;</p>
<p>• sono stati sequestrati kg 19 di cocaina, kg 1 di eroina e kg 79 di cannabinoidi nonché quantitativi di sostanze stupefacenti e psicotrope tra cui shaboo, ecstasy, MDMA e benzodiazepine, unitamente a diversi bilancini di precisione;<br />
• sono stati sequestrati 2 fucili, 36 pistole e munizionamento di diverso calibro;<br />
• sono stati altresì sequestrati 89 coltelli e diversi oggetti atti ad offendere o idonei alla<br />
commissione di reati contro la persona e il patrimonio, tra cui tra cui 2 katane, 1 mazza da baseball, 1 manganello telescopico, 2 bastoni sfollagente,1 bastone di metallo, 1 tirapugni di metallo, 1 bomboletta di spray urticante, 2 martelli, 2 taser, una catena di bicicletta, 1 passamontagna e diversi taglierini e strumenti atti allo scasso;<br />
• sono stati recuperati numerosi oggetti provento di furto, soprattutto collanine d’oro, gioielli, orologi e cellulari, e sequestrate banconote false, bancomat e documenti di identità rubati o contraffatti nonché un tesserino contraffatto della Guardia di Finanza;<br />
• sono state elevate 425 sanzioni amministrative di diversa natura, in particolare per uso di sostanze stupefacenti e somministrazione di bevande alcoliche;<br />
• sono stati monitorati 1.300 profili social, dei quali 5 inneggianti all’odio e alla violenza<br />
fisica, anche contro appartenenti alle Forze di Polizia, nonché all’uso delle armi da fuoco e da taglio, che saranno segnalati alle competenti Autorità giudiziarie per l’eventuale oscuramento.<br />
Alcuni dei giovani coinvolti appartengono a gruppi riconducibili ai cosiddetti “maranza”.</p>
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		<title>Nell&#8217;anniversario della strage di Capaci, a Reggio Calabria consegnati cinque nuovi beni confiscati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nellanniversario-della-strage-di-capaci-a-reggio-calabria-consegnati-cinque-nuovi-beni-confiscati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 14:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha consegnato cinque beni immobili confiscati alla criminalità organizzata a cinque realtà associative del territorio. I beni sono stati affidati rispettivamente ai rappresentanti dell’associazione dilettantistica tennis tavolo Casper; associazione di promozione sociale Espero; cooperativa sociale Res Omnia 96; associazione sportiva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha consegnato cinque beni immobili confiscati alla criminalità organizzata a cinque realtà associative del territorio. I beni sono stati affidati rispettivamente ai rappresentanti dell’associazione dilettantistica tennis tavolo Casper; associazione di promozione sociale Espero; cooperativa sociale Res Omnia 96; associazione sportiva dil. Act Reggio 2004 e Gea Gruppo escursionisti d’Aspromonte Aps. Ufficialmente, insieme alle chiavi degli immobili sono state consegnate anche le targhe da apporre agli ingressi degli stessi, che portano il simbolo di Reggio cuore del Mediterraneo. Col primo cittadino c’era l’assessora con delega ai beni confiscati, Giuggi Palmenta e la dirigente del settore patrimonio ed edilizia residenziale pubblica, Luisa Nipote. Si tratta di un importante momento simbolico e concreto nel percorso di valorizzazione e riutilizzo sociale dei beni sottratti al malaffare.</p>
<p>L’incontro, sobrio ma particolarmente significativo, si è svolto in una giornata carica di valore simbolico: il 23 maggio, data in cui l’Italia ricorda il giudice Giovanni Falcone, assassinato nel 1992 nella strage di Capaci insieme alla moglie, la magistrata Francesca Morvillo, e agli agenti della scorta. Una ricorrenza che richiama ogni anno l’attenzione del Paese sulla lotta alla mafia e sul valore imprescindibile della legalità. In tale contesto, la scelta dell’Amministrazione comunale di effettuare la consegna proprio in questa giornata assume un significato profondo: restituire alla collettività ciò che era stato sottratto, trasformando i luoghi del malaffare in spazi di aggregazione, crescita sociale, sportiva e culturale.</p>
<p>«Un momento significativo per la città – ha dichiarato il Sindaco Falcomatà – che rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato sin dall’inizio del nostro mandato: il recupero del patrimonio dei beni sequestrati alla criminalità organizzata e la loro restituzione alla città e alle associazioni, affinché siano utilizzati per fini sociali e condivisi. Siamo felici di questo nuovo traguardo, nella piena consapevolezza che il racconto della nostra terra, che stiamo cercando di costruire attraverso azioni materiali e immateriali, passa anche dal ripristino della legalità. Vogliamo ricostruire il senso di appartenenza e l’orgoglio dei cittadini, mostrando al mondo un volto diverso del nostro territorio. Accanto all’azione repressiva, portata avanti da tempo dalla squadra dello Stato, dalla Prefettura, in sinergia con la magistratura e le forze dell’ordine, esiste una dimensione culturale ed educativa altrettanto fondamentale. Siamo fermamente convinti che una città possa rinascere anche riappropriandosi di spazi che le erano stati indebitamente sottratti. Luoghi un tempo simbolo del malaffare che oggi tornano a nuova vita. La consegna di un bene confiscato a un’associazione rappresenta, quindi, un ulteriore momento di rinascita per tutta la comunità».</p>
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		<item>
		<title>Gestione beni confiscati alla criminalità: in  Calabria 147 soggetti diversi in 44 Comuni impegnati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gestione-beni-confiscati-alla-criminalita-in-calabria-147-soggetti-diversi-in-44-comuni-impegnati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 14:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: Un paese con 1132 soggetti della società civile organizzata che gestiscono beni confiscati, più di 600 associazioni di diversa tipologia, oltre 30 scuole di ogni ordine e grado che usano gli spazi confiscati come strumento didattico e che incidono nel tessuto territoriale e costruiscono economia positiva. Un Paese che ha reagito alla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo:</em><br />
Un paese con <strong>1132</strong> soggetti della società civile organizzata che gestiscono beni confiscati, più di <strong>600</strong> associazioni di diversa tipologia, oltre <strong>30 scuole </strong>di ogni ordine e grado che usano gli spazi confiscati come strumento didattico e che incidono nel tessuto territoriale e costruiscono economia positiva. Un Paese che ha reagito alla presenza mafiosa e che con orgoglio si è riappropriato dei suoi spazi. In occasione dell&#8217;anniversario <strong>della legge n. 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie,</strong> <strong>Libera ha censito le esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati.  </strong><strong>In Calabria</strong> sono<strong> 147 </strong>le diverse realtà<strong> impegnate nella gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata in 44 comuni. </strong>Una rete di esperienze in grado di fornire servizi e generare welfare, di creare nuovi modelli di economia e di sviluppo, di prendersi cura di chi fa più fatica. Dal report di <strong>Libera emerge che il 65% delle  realtà sociali è costituita da associazioni di diversa tipologia (96), </strong>mentre sono <strong>20</strong>  le Coop sociali. Tra gli altri soggetti gestori del terzo settore, ci sono <strong>13 </strong>realtà del mondo religioso (diocesi, parrocchie e Caritas), <strong>6</strong> Enti Pubblici, <strong>5</strong> fondazioni e<strong> 2 </strong>consorzi cooperative. Nel censimento non sono compresi i beni immobili riutilizzati direttamente per finalità istituzionali dalle amministrazioni statali e locali. Nella ricerca<strong> Libera ha ricostruito la tipologia di immobili gestiti dai soggetti gestori;</strong> in molti casi la singola esperienza di riutilizzo comprende più beni confiscati, anche di tipologia catastale diversa. Emerge così che i soggetti gestori censiti gestiscono <strong>71</strong> beni tra <strong>appartamenti, abitazioni indipendenti, immobili</strong>;<strong> 41 tra ville, </strong>fabbricati su più livelli e di varia tipologia catastale o singole palazzine; <strong>38</strong> terreni agricoli, edificabili e di altra tipologia (anche con pertinenze immobiliari); <strong>17</strong> complessi immobiliari; <strong>12</strong> locali commerciali o industriali. Sono <strong>91</strong> <strong>i soggetti gestori le cui attività</strong> sono direttamente legate a <strong>servizi di welfare e politiche sociali per la comunità</strong>; 59<strong> si occupano di promozione del sapere, del turismo sostenibile; </strong> <strong>13</strong> in attività legate all&#8217; agricoltura e ambiente,7  si occupano di sport e 6 produzione e lavoro. <strong>Libera </strong>presenta la nuova edizione del report “<strong>Raccontiamo il bene” &#8211; </strong>Le pratiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. I numeri, le esperienze e le proposte” che racconta, dopo ventinove anni, <strong>il Belpaese, dove in silenzio opera una comunità alternativa a quelle mafiosa</strong>, che lavora e si impegna a realizzare un nuovo modello di sviluppo territoriale. In occasione dell&#8217;anniversario <strong>Libera ha elaborat</strong>o  i dati dell<strong>&#8216;Agenzia nazionale per l&#8217;amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (al 24 febbraio 2025</strong>) dove in <strong> Calabria sono 2.920 i beni immobili </strong>(particelle catastali) confiscati e <strong>destinati</strong> mentre <strong>1.693 gli immobili ancora in gestione</strong> ed in attesa di essere destinati. Sul lato delle aziende,  sono 190 le aziende confiscate e destinate mentre sono<strong> 295 </strong>quelle ancora in gestione.</p>
<p>“<strong>Sono 1132 le realtà sociali che in tutta Italia, </strong>ogni giorno, con coraggio e generosità, trasformano luoghi che erano il simbolo del dominio criminale e mafioso sul territorio in luoghi in grado di raccontare una storia altra, un modello diverso di società, di comunità, di economia e di sviluppo. Un numero così alto, nel 1995, non si poteva immaginare. Dietro questo numero &#8211; commenta <strong>Tatiana Giannone, responsabile nazionale Beni Confiscati di Libera &#8211;</strong> ci sono volti e storie di associazioni, di cooperative che hanno trasformato quei luoghi di malaffare in luoghi parlanti, dall’inestimabile valore educativo e pedagogico. <strong>Un grande impegno plurale che ha rafforzato il tessuto sociale </strong>e che tiene unite le relazioni di una comunità, facendo da modello anche sul piano europeo e internazionale. <strong>Negli ultimi anni sono stati fatti tanti passi in avanti nella cornice normativa e in quella amministrativa;</strong> l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati, fulcro del processo di destinazione di un bene, ha assunto un ruolo cruciale di raccordo tra gli enti nazionali e le amministrazioni locali. <strong>Ma la strada è ancora lunga.</strong> La nuova modalità di destinazione dei beni confiscati, attraverso la Piattaforma Unica delle Destinazioni, rende l’intera procedura più agevole, ma ci pone davanti a nuove responsabilità: i Comuni prima, e gli Enti del Terzo Settore poi, hanno ora il compito di inserire la gestione di beni confiscati nei loro piani di azione, progettando e chiedendo quanti più spazi possibile. Il riuso sociale è una prassi consolidata, è un’opportunità per i nostri territori e questo nuovo strumento deve poterla rafforzare. Sentiamo forte la necessità di imparare a progettare insieme, pubblico e mondo del sociale, di scambiarci le visioni e di affrontare i desideri dell* cittadin* come priorità dell’agenda politica; questo era il sogno di Pio La Torre, questo è il sogno che Libera ha trasformato in legge. Per<strong> tutti questi motivi,</strong> per questa strada che insieme abbiamo costruito ora <strong>non possiamo tornare indietro</strong>: la <strong>privatizzazione</strong>, sotto ogni forma, dei beni confiscati alle mafie sarebbe un tradimento alla nostra storia e all’impegno di tutto il movimento antimafia.”</p>
<p>Gli importanti risultati raggiunti in termini di aggressione ai patrimoni delle mafie, della criminalità economica e dei corrotti e le sempre più numerose esperienze positive di riutilizzo sociale, richiamano sempre più l&#8217;attenzione sulle criticità ancora da superare e sui nodi legislativi ancora da sciogliere che richiedono uno scatto in più da parte di tutti. <strong>Per queste ragioni, con urgenza:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Chiediamo</strong> che si possa garantire trasparenza nell’intera filiera di confisca e riuso dei beni confiscati, non come pratica dei singoli enti pubblici impegnati nel percorso del bene. La partecipazione democratica dell* cittadin* e la possibilità di incidere sulle politiche pubbliche del territorio è un diritto e un dovere per chi si impegna quotidianamente; poter contare su banche dati che interagiscono tra loro e che condividono i diversi passaggi della vita di un bene confiscati permette a tutt* noi di poter progettare un riuso il più aderente possibile ai bisogni della comunità. La cultura del dato, come cultura di attivazione partecipata, deve essere alla base delle scelte amministrative dei tribunali, di ANBSC, degli enti locali di prossimità.</li>
<li><strong>Chiediamo</strong> che dal mondo della politica ci sia una chiara presa di posizione: i beni confiscati non si possono privatizzare, attraverso l’affitto oneroso o con la vendita. Chi scrive che la confisca ha penalizzato i territori del Sud Italia, sta riscrivendo la storia del nostro Paese, calpestando chi ha dedicato la sua vita a sostenere la confisca dei patrimoni come strumento cardine della lotta alle mafie. Questo non lo possiamo permettere e il nostro impegno sarà quello di tutelare l’impianto normativo nella sua interezza.</li>
<li>Le risorse per la valorizzazione dei beni confiscati devono essere messe a sistema, facendo dialogare i fondi pubblici e gli investimenti di enti privati. 30 anni di esperienza, infatti, ci confermano che non si può solo sostenere la ristrutturazione di un immobile, senza pensare a come renderlo un luogo aperto e sostenibile. <strong>Chiediamo</strong>, quindi, che si possa creare una cabina di regia nazionale, inserita all’interno della strategia nazionale che ci viene richiesta dalla nuova direttiva europea, per sistematizzare le risorse e rendere i diversi fondi complementari tra loro.</li>
</ul>
<p>Tutto ciò sarà oggetto di confronto nell’ambito dell’iniziativa che si terrà domani 7 marzo, in occasione del 29esimo anniversario della legge 109/96, alle ore 15.30 a Catanzaro, presso la sala riunioni “Casa del Terzo Settore”, per la presentazione del progetto “<strong>Da Beni confiscati a Beni Comuni. I beni confiscati alle mafie come opportunità di sviluppo culturale, sociale ed economico</strong>”.</p>
<p><em><strong>Segreteria regionale Libera Calabria</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gestione-beni-confiscati-alla-criminalita-in-calabria-147-soggetti-diversi-in-44-comuni-impegnati/">Gestione beni confiscati alla criminalità: in  Calabria 147 soggetti diversi in 44 Comuni impegnati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Criminalità giovanile: 73 arresti, 13 sono minorenni. Interventi anche a Reggio Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 11:42:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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<p>Oltre mille poliziotti delle Squadre mobili, dei Reparti prevenzione crimine e altri uffici dell’intera penisola, coordinati dal Servizio centrale operativo, sono stati impegnati in una vasta operazione a contrasto del crescente fenomeno della criminalità giovanile. L’evento di oggi è solo l’ultima fase di un lavoro iniziato con il monitoraggio delle aree critiche dove agire, come le aree di spaccio e della movida, controllando oltre 13mila giovani, di cui 3mila minorenni, che ha preparato il successivo intervento operativo nel quale 142 giovani, di cui 29 minorenni, sono stati denunciati in stato di libertà per ricettazione, possesso di armi e strumenti atti a offendere e detenzione di sostanze stupefacente ai fini di spaccio. Nel corso dell’operazione sono stati arrestati in flagranza di reato o sottoposti a fermo di indiziato di delitto 60 maggiorenni e 13 minorenni per reati, commessi singolarmente o in gruppo e che vanno dal tentato omicidio, lesioni, rissa, al danneggiamento, l’estorsione, il furto, la rapina, lo spaccio di stupefacenti, fino alla detenzione illegale di armi. Inoltre, sono stati ispezionati 150 immobili, tra cui due scuole e 23 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, oltre a diversi luoghi di abituale aggregazione giovanile, con il risultato di centinaia di sanzioni amministrative elevate soprattutto per uso di sostanze stupefacenti e somministrazione di alcolici a minorenni.</p>
<p>Gli investigatori hanno effettuato anche numerose perquisizioni recuperando diversi oggetti provento di furto come collane d’oro, cellulari e 50mila euro in contanti; sequestrate otto pistole, di cui due a salve e una da soft-air modificata, un fucile a canne mozze, un silenziatore, munizionamento di diverso calibro, 15 coltelli e diversi oggetti, tra i quali una mazza di ferro riadattata a mazza da baseball, un rompi ghiaccio e uno spray urticante. Tra le sostanze stupefacenti sequestrate ci sono due chili di cocaina, dieci di cannabinoidi, oltre a sostanze stupefacenti e psicotrope utilizzabili per produrre circa 350 dosi tra eroina, shaboo, ecstasy e anfetamine. I poliziotti hanno eseguito, inoltre, un monitoraggio web, individuando 600 profili social inneggianti all’odio e alla violenza fisica, anche contro appartenenti alle Forze di polizia, nonché all’uso di armi, segnalati per l’eventuale oscuramento.</p>
<p>L’attività dei poliziotti si è svolta in decine di città su tutta la penisola e, in dettaglio, nelle province di Alessandria, Ancona, Arezzo, Bari, Bergamo, Biella, Bologna, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Chieti, Cremona, Fermo, Firenze, Forlì Cesena, Frosinone, Genova, Imperia, L’aquila, Latina, Lecco, Livorno, Lucca, Messina, Milano, Napoli, Novara, Oristano, Palermo, Perugia, Pesaro-Urbino, Piacenza, Pisa, Prato, Roma, <strong>Reggio Calabria</strong>, Reggio Emilia, Rovigo, Teramo, Torino, Treviso, Verbano Cusio Ossola e Verona.</p>
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		<title>Catanzaro, inaugurazione anno giudiziario: Epifanio, &#8216;territorio soggiogato da presenza criminalità forte&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 13:59:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Quella di oggi non è una cerimonia vuota e inutile, non è una passerella, non è un rito trito e ritrito: è un appuntamento importante perché è il momento in cui il mondo della giustizia esce dall&#8217;autoreferenzialità per dare conto alla società di come la giurisdizione sia stata esercitata, facendo il punto della situazione. E&#8217; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quella di oggi non è una cerimonia vuota e inutile, non è una passerella, non è un rito trito e ritrito: è un appuntamento importante perché è il momento in cui il mondo della giustizia esce dall&#8217;autoreferenzialità per dare conto alla società di come la giurisdizione sia stata esercitata, facendo il punto della situazione. E&#8217; un momento di dibattito pubblico e di pacato confronto&#8221;.<br />
Con queste parole ha aperto la cerimonia dell&#8217;anno giudiziario il presidente della Corte d&#8217;Appello di Catanzaro, Concettina Epifanio. Secondo la presidente tutto quello che accomuna gli uffici giudiziari del distretto di Corte d&#8217;Appello di Catanzaro &#8220;è l&#8217;inadeguatezza e l&#8217;insufficienza delle relative piante organiche del personale amministrativo e magistraturale, attesa la pressante domanda di giustizia che proviene dal territorio.</p>
<p>Un territorio, come tristemente noto, letteralmente soggiogato dalla presenza di una criminalità organizzata forte e potente che opera, soprattutto, in forma organizzata, coinvolgendo spesso e pesantemente anche la popolazione minorile, data la struttura su base familiare di quella che oggi viene riconosciuta unanimemente come la più temibile e potente organizzazione criminale al mondo, la &#8216;ndrangheta&#8221;.</p>
<p>Anche da parte di Epifanio è arrivata una considerazione in merito alla lentezza dei processi: &#8220;Ogni governo ha le sue ricette &#8211; ha sostenuto la presidente Epifanio &#8211; in materia di giustizia, ogni governo ritiene di dover intervenire, ma in questi miei 41 anni di magistratura il problema dei problemi permane, e si chiama lentezza dei processi, anche se su questo versante sono stati fatti in verità notevoli passi in avanti&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Polizia intensifica azione e prevenzione contrasto alla criminalità nel quartiere di Catanzaro Lido</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/polizia-intensifica-azione-e-prevenzione-contrasto-alla-criminalita-nel-quartiere-di-catanzaro-lido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 13:46:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro lido]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie al lavoro meticoloso della Divisione Polizia Anticrimine, sono state adottate numerose misure di prevenzione personale, tutte a firma dell’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza. Tali provvedimenti rappresentano un elemento fondamentale per la tutela della legalità ed il rafforzamento della sicurezza in un territorio particolare come Catanzaro Lido, ove si sono verificati recenti episodi delittuosi. In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/polizia-intensifica-azione-e-prevenzione-contrasto-alla-criminalita-nel-quartiere-di-catanzaro-lido/">Polizia intensifica azione e prevenzione contrasto alla criminalità nel quartiere di Catanzaro Lido</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie al lavoro meticoloso della Divisione Polizia Anticrimine, sono state adottate numerose misure di prevenzione personale, tutte a firma dell’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza. Tali provvedimenti rappresentano un elemento fondamentale per la tutela della legalità ed il rafforzamento della sicurezza in un territorio particolare come Catanzaro Lido, ove si sono verificati recenti episodi delittuosi. In particolare sono state adottate:<br />
&#8211; 2 Sorveglianze Speciali (una a carico di un soggetto [cl.1997] residente nel quartiere di Catanzaro Lido resosi responsabile di reiterati reati che hanno messo in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica; ed un’altra a carico di un soggetto [cl.1992], sempre residente nel quartiere di Catanzaro Lido, resosi responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia);<br />
&#8211; 3 DACUR (c.d. DASPO Willy: 1 a carico di un soggetto [cl.2001] residente nel quartiere di Catanzaro Lido resosi responsabile di furto aggravato in danno di un pubblico esercizio; 1 a carico di un soggetto [cl.2001] residente nel quartiere di Catanzaro Lido resosi responsabile di resistenza a Pubblico Ufficiale e tentato furto aggravato in danno di un bar-tabaccheria; inoltre un DACUR per stupefacenti è stato emesso a carico di un soggetto [cl.1978] residente nel quartiere di Catanzaro Lido resosi responsabile di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in corrispondenza dell’entrata un ristorante;);</p>
<p>&#8211; 20 Avvisi Orali (di cui 1 ad un minorenne);<br />
&#8211; 16 Avvisi Orali Aggravati (a seguito di sentenza di condanna irrevocabile per i reati di furto aggravato, indebita percezione del reddito di cittadinanza, truffa, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, evasione e ricettazione, tutti commessi nel quartiere di Catanzaro Lido da soggetti residenti nel medesimo quartiere).<br />
Sono stati, inoltre, ben 14 i Fogli di Via Obbligatori irrogati, con divieto di ritorno nel Comune di Catanzaro per 4 anni.</p>
<p>Va immediatamente evidenziata l’importanza di un’azione incisiva nel quartiere di Catanzaro Lido, che ha coinvolto tutte le risorse disponibili per garantire un controllo capillare del territorio e una risposta concreta ai bisogni della comunità, nonché per contrastare con determinazione ogni forma di illegalità, lavorando al fianco dei cittadini e per i cittadini, affinché possano vivere il territorio in totale sicurezza, specialmente in un momento come quello delle festività, che richiede una vigilanza ancora più attenta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/polizia-intensifica-azione-e-prevenzione-contrasto-alla-criminalita-nel-quartiere-di-catanzaro-lido/">Polizia intensifica azione e prevenzione contrasto alla criminalità nel quartiere di Catanzaro Lido</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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