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	<title>Crea Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 02 Jul 2025 15:30:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Roma, presentato report Crea sanità: Calabria ultima in Italia per la qualità dei servizi sanitari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 15:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Migliora la qualità dei Servizi sanitari regionali: il Veneto si conferma al top, la Calabria fanalino di coda. E&#8217; questa in sintesi la fotografia scattata dal XIII Rapporto Crea Sanità Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sulle &#8216;Performance Regionali&#8217;, presentato oggi a Roma. Il report analizza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Migliora la <strong>qualità dei Servizi sanitari</strong> regionali: il Veneto si conferma al top, <strong>la Calabria fanalino di coda</strong>. E&#8217; questa in sintesi la fotografia scattata dal <strong>XIII Rapporto Crea Sanità Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità </strong>dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sulle &#8216;Performance Regionali&#8217;, presentato oggi a Roma. Il report analizza &#8211; dal 2019 al 2024 &#8211; le opportunità di tutela della salute offerte ai cittadini nelle diverse regioni italiane. Lo studio è stato condotto con il contributo di un panel di 107 stakeholder del Servizio sanitario nazionale, tra cui professionisti sanitari, produttori di farmaci e dispositivi, manager di Asl e ospedali, cittadini. Il Veneto si conferma la Regione con la migliore performance, raggiungendo il 55% del massimo teorico possibile, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento con il 50%. La <strong>Calabria</strong>, invece, si posiziona all’ultimo posto con il 23%. Nonostante il divario tra Nord e Sud Italia rimanga significativo, si osserva una progressiva riduzione delle disparità, con un miglioramento più marcato nelle regioni del Mezzogiorno. Tra queste, la Campania ha registrato l’incremento più rilevante, seguita da Abruzzo e Molise.</p>
<p>Un aspetto innovativo dello studio è l’introduzione di un’indagine sulla soddisfazione dei cittadini, che ha misurato l’esperienza degli utenti con i Servizi sanitari regionali. Il Trentino-Alto Adige si distingue per la maggiore soddisfazione, con un punteggio medio di 8,1 su una scala da 0 a 10, mentre le regioni del Mezzogiorno, come Puglia e Basilicata, registrano i livelli più bassi, pari a 6,5. La correlazione tra l’indice di performance e la soddisfazione dei cittadini dimostra che una migliore performance genera maggiore soddisfazione. Nel complesso, la correlazione tra l’indice di performance e il livello di soddisfazione dei cittadini risulta essere forte per le aree assistenziali ospedaliere (0,79) ed ambulatoriali (0,80), bassa per le aree del sociale e della non autosufficienza (0,55), ed intermedia per l’assistenza primaria e l’accesso al farmaco (0,64). Per questi ultimi due aspetti la soddisfazione è generalmente alta in tutto il Paese, senza particolari criticità.</p>
<p>Lo studio ha inoltre analizzato la qualità della vita correlata alla salute, evidenziando che il Trentino-Alto Adige si conferma al vertice con un valore di 0,938, mentre l’Umbria registra il valore più basso, pari a 0,840 Qaly (unità di misura impiegata nell&#8217;analisi costi-utilità che combina insieme la durata della vita con la qualità della stessa). Secondo il report, la qualità della vita non è strettamente legata alla performance sanitaria: alcune regioni del Sud, pur avendo livelli di performance sanitaria bassi, registrano una qualità della vita più alta rispetto a regioni più performanti. Questo fenomeno è attribuibile a fattori culturali, educativi e ambientali, oltre che alle diverse aspettative dei cittadini. Inoltre, è stata condotta un’analisi sulla sostenibilità dei Servizi sanitari regionali, identificando le 9 regioni più resilienti: Piemonte, Lombardia, P.A. di Trento, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Abruzzo. La correlazione tra Performance e soddisfazione dei cittadini sottolinea &#8211; riporta una nota &#8211; l’importanza di investire in politiche sanitarie mirate per migliorare l’efficienza e l’equità del sistema.</p>
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		<title>Studio Crea-sanità: il Pd attacca la Regione: il centrodestra condanna i calabresi a servizi inaccettabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 15:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I dati dell&#8217;ultimo studio C.R.E.A. Sanità condannano nettamente la gestione sanitaria calabrese, in mano al centrodestra di governo nazionale e regionale. Mentre il Veneto raggiunge il 55 per cento della performance massima teorica, la Calabria sprofonda all&#8217;ultimo posto con appena il 23 per cento e si conferma la regione d&#8217;Italia in cui la tutela della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I dati dell&#8217;ultimo studio C.R.E.A. Sanità condannano nettamente la gestione sanitaria calabrese, in mano al centrodestra di governo nazionale e regionale. Mentre il Veneto raggiunge il 55 per cento della performance massima teorica, la Calabria sprofonda all&#8217;ultimo posto con appena il 23 per cento e si conferma la regione d&#8217;Italia in cui la tutela della salute è più lontana dai bisogni e dai diritti dei cittadini&#8221;. È quanto afferma il Partito democratico della Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto, a commento del rapporto sulla sanità pubblicato dal Centro per la ricerca economica applicata (Crea) dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata. </p>
<p>&#8220;Si tratta – dichiarano i dem calabresi – di una vergogna politica prima ancora che tecnica. A fronte di un miglioramento generale del Servizio sanitario nazionale e con un recupero registrato perfino in diverse regioni del Mezzogiorno, la Calabria continua a essere la maglia nera d&#8217;Italia, prigioniera di una gestione commissariale inefficace, opaca e distante dai cittadini&#8221;. &#8220;I calabresi – continua la nota del Pd – pagano il prezzo più alto di una sanità devastata, dove ogni giorno si registrano liste d&#8217;attesa infinite, carenza di personale, reparti chiusi, strutture non operative e una migrazione sanitaria spaventosa. Non ci consola sapere che la qualità della vita percepita sia in alcuni casi superiore alla media. Questo è solo il segno della resilienza straordinaria di un popolo che merita invece giustizia sociale, diritto alla salute e servizi degni di un Paese civile&#8221;. </p>
<p>&#8220;Non è più tollerabile che chi governa la Regione pensi solo alla propaganda e alla propria immagine, mentre la sanità reale crolla sotto il peso di ritardi imperdonabili e inadempienze clamorose. Il Partito democratico non smetterà di denunciare questa situazione indecente e continuerà a lottare in ogni sede – concludono i dem – per la dignità e i diritti della comunità calabrese&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-NOMI-Reggio Calabria, favorirono la latitanza del boss Crea: 8 arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-nomi-reggio-calabria-favorirono-la-latitanza-del-boss-crea-8-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 09:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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<p>Questa mattina, personale della Polizia di Stato di Reggio Calabria ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica- Direzione Distrettuale Antimafia- diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, a carico di 8 soggetti- indiziati, a diverso titolo, e allo stato del procedimento in fase di indagini preliminari e fatte salve diverse valutazioni nelle fasi successive, dei reati di associazione mafiosa, favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, aggravati dalle finalità mafiose. Oltre ai destinatari dei provvedimenti restrittivi, nel procedimento penale risultano indagati, in stato di libertà, ulteriori 7 soggetti indagati per i soli reati di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, aggravati dalle finalità mafiose. Le indagini, condotte da personale della Squadra Mobile e dall’attuale Sezione Investigativa SCO di Reggio Calabria sotto le direttive della Procura della Repubblica hanno permesso, in particolare, attraverso numerosi servizi tecnici di intercettazione, di individuare i presunti appartenenti alla cosca Crea di Rizziconi, che si sono occupati, tra le altre cose, di gestire la latitanza di CREA Domenico, cl. 82, catturato dalla Polizia di Stato a Ricadi (VV) il 2 agosto del 2019, dopo oltre 4 anni di latitanza. Al momento della cattura, CREA Domenico, ritenuto reggente del sodalizio in ragione dello stato di detenzione del padre Teodoro e del fratello Giuseppe, quest’ultimo arrestato dopo oltre un decennio di irreperibilità, era ricercato per diversi provvedimenti restrittivi tra i quali figurava una condanna ad oltre 21 anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione.</p>
<p>Per come emerso dalle indagini la latitanza di CREA Domenico era protetta da una articolata rete di fidati sodali, tra i quali PILLARI Domenico ( che si è avvalso della fattiva collaborazione del figlio Giovanni) e VERSACE Rocco, già condannati in passato per aver favorito la latitanza dell’anziano boss Teodoro, che al contempo si occupavano di garantire l’operatività del sodalizio attraverso la veicolazione di messaggi verso esponenti di altre articolazioni criminali, fornendo ausilio ed appoggio all’allora giovanissimo CREA Teodoro, successivamente tratto in arresto nel corso dell’operazione Nuova Narcos Europea, interponendosi nelle trattative di compravendita dei terreni storicamente condizionata dai diktat mafiosi.<br />
In ordine alla circostanza che CREA Domenico abbia trascorso gran parte della sua latitanza in provincia di Vibo Valentia, le indagini hanno evidenziato il coinvolgimento di MANCUSO Luigi e GALLONE Pasquale, condannati nei mesi scorsi, in primo grado, nell’ambito del processo Rinascita-Scott, rispettivamente alla pena di anni 21 e di anni 20 di reclusione, il primo perché ritenuto al vertice dell’omonima consorteria ed il secondo quale elemento apicale della cosca di Limbadi. Nella presente indagine risultano attinti, pertanto, da misura cautelare per aver favorito la latitanza di CREA Domenico, almeno fino al mese di dicembre 2018. A mantenere i rapporti con MANCUSO e GALLONE, allora liberi, era ancora PILLARI Domenico, attraverso la mediazione dell’indagato ROTTURA Antonino.<br />
Tra i destinatari della misura cautelare figurano ancora il citato VERSACE Rocco e CANDILORO Francesco, già detenuti in quanto tratti in arresto nel mese di ottobre del 2021, nell’ambito di indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona, perché ritenuti coinvolti nell’omicidio di BRUZZESE Marcello (fratello del collaboratore BRUZZESE Girolamo Biagio) avvenuto il 25.12.2018 a Pesaro. Proprio per tale fatto di sangue, CANDILORO Francesco, in primo grado è stato condannato, in abbreviato, alla pena dell’ergastolo, mentre per VERSACE è in corso il processo con rito ordinario.</p>
<p>L’assassinio di BRUZZESE Marcello, così come ulteriori progetti di attentato, per i quali CANDILORO, sempre ad ottobre del 2021, è stato attinto da un fermo di indiziato di delitto disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, sono ritenuti, sulla base del quadro indiziario acquisito, azioni ritorsive rientranti nel programma criminoso della cosca Crea.<br />
Per tali ragioni veniva avviato un proficuo scambio informativo ed un coordinamento investigativo con le Direzioni Distrettuali Antimafia di Brescia ed Ancona, che permetteva di arricchire e consolidare il quadro indiziario, anche con le dichiarazioni di due degli indagati del procedimento bresciano, che nel frattempo manifestavano la volontà di collaborare con la giustizia, confermando l’ipotesi che l’omicidio BRUZZESE e gli ulteriori propositi omicidiari scaturivano da ordini impartiti dai vertici della cosca CREA.<br />
Per le stesse motivazioni, veniva avviato un coordinamento investigativo anche con la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, diretta dal Procuratore Nicola GRATTERI, titolare di procedimenti relativi ad ulteriori fatti delittuosi inquadrati nel programma criminoso della cosca Crea, per i quali la Procura di Catanzaro, ha richiesto ed ottenuto dal GIP un’ordinanza di custodia cautelare che è stata eseguita nelle scorse ore, contestualmente ai provvedimenti emessi dal GIP reggino.<br />
Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Reggio Calabria, oltre all’esecuzione delle misure restrittive, sono state eseguiti anche diversi decreti di perquisizione, in particolare a carico degli indagati in stato di libertà.<br />
La fase finale dell’operazione è stata supportata da personale dalle Squadre Mobili di Bologna, Nuoro e Vibo Valentia e dalle S.I.SCO di Milano, Catanzaro e L’Aquila, da equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e dal Gabinetto Polizia Scientifica.<br />
Indagati in stato di arresto e relative contestazioni:<br />
Misura cautelare in carcere:<br />
1.	PILLARI Domenico detto “Mimmo” nato a Rizziconi il 13/05/1965, per il reato di Associazione Mafiosa;<br />
2.	PILLARI Giovanni nato a Polistena il 30/11/1993, per il reato di Associazione Mafiosa;<br />
3.	VERSACE Rocco detto “Rocco ‘u Gemellu” nato a Taurianova il 31/10/1967, già detenuto per altra causa, per il reato di Associazione Mafiosa;<br />
4.	ROTTURA Antonino detto “Nino” nato a Rizziconi il 08/08/1961, per il reato di Associazione Mafiosa;<br />
5.	TRIPODI Salvatore nato a Cinquefrondi il 15/01/1993, per il reato di Associazione Mafiosa;<br />
6.	CANDILORO Francesco, nato a Polistena (RC) il 6.1.1979, già detenuto per altra causa, per il reato di Associazione Mafiosa;<br />
7.	GALLONE Pasquale nato a Nicotera (VV) il 30/08/1960, già detenuto per altra causa, per i reati di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, aggravati dalle finalità mafiose;<br />
8.	MANCUSO Luigi nato a Limbadi (VV) il 16/03/1954, già detenuto per altra causa, per il reato di favoreggiamento personale, aggravato dalle finalità mafiose;</p>
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		<title>Lazzaro: impressionante discarica abusiva allo svincolo Ss 106 “Torrente Catrica”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lazzaro-impressionante-discarica-abusiva-allo-svincolo-ss-106-torrente-catrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2020 07:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Ancadic]]></category>
		<category><![CDATA[Crea]]></category>
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		<category><![CDATA[Lazzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi metri dalla Ss 106 di Lazzaro, km 20+II svincolo “Torrente Catrica” è stata realizzata una impressionante discarica di rifiuti di diversa tipologia che tra l’altro può innescare incendi. Un supermercato di rifiuti di non facile elencazione. C’è di tutto. Altro importante deposito incontrollato dei rifiuti è stato realizzato da qualche mese nell’area lato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi metri dalla Ss 106 di Lazzaro, km 20+II svincolo “Torrente Catrica” è stata realizzata una impressionante discarica di rifiuti di diversa tipologia che tra l’altro può innescare incendi. Un supermercato di rifiuti di non facile elencazione. C’è di tutto. Altro importante deposito incontrollato dei rifiuti è stato realizzato da qualche mese nell’area lato sud della delegazione comunale di Lazzaro, a qualche metro dal supermercato sono stati accatastati rifiuti di diversa tipologia situati a pochi metri dal monumento “Lazzaro ai suoi figli morti in guerra e sul lavoro”. Un’offesa alla memoria.<br />
Non mancano altri depositi illegali o micro discariche nell’entroterra. Secondo l’ANCADIC e il suo referente unico Vincenzo Crea &#8220;il conferimento di questi rifiuti in impianti autorizzati non potrebbe avvenire nell’ambito del servizio di raccolta differenziata effettuato da una società per conto del Comune di Motta San Giovanni, ma sarebbe necessario un provvedimento sindacale extracontrattuale. Altre spese per i cittadini&#8221;.<br />
&#8220;Appare chiaro che queste gravissime situazioni che danno una immagine di degrado e rappresentano un pericolo sono riconducibili, come più volte da noi sostenuto, a comportamenti di inciviltà da parte di cittadini che calpestano e offendono il nostro paese e la maggioranza di cittadini civili, onesti e rispettosi delle regole. Tuttavia, ciò non esime chi è deputato alla vigilanza e al controllo del territorio a porre in essere azioni preventive per evitare il ripetersi di queste gravissime situazioni. Invece non si interviene come si dovrebbe e ciò fa si che il degrado galoppa e raggiunge l’apice. Lo stato di abbandono di questo paese &#8211; conclude Crea -fa emergere l’incapacità di Amministrare per questo chiediamo le dimissioni della Giunta Verduci nel rispetto anche dei cittadini che l’hanno votata. E’ doveroso aggiungere che a parere nostro nessun addebito va fatto alla società che effettuata il servizio di raccolta differenziata&#8221;.<br />
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