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	<title>costi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 May 2026 16:31:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ponte sullo Stretto, Autorità dei trasporti stila una serie di osservazioni sul piano economico dell&#8217;opera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 15:20:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piano economico-finanziario del Ponte sullo Stretto può essere considerato “adeguato nell&#8217;attuale fase di impostazione e avvio del progetto”, ma richiede di essere monitorato nel corso del tempo su tariffe, contenimento dei costi e tutela degli utenti. A dirlo è l&#8217;Autorità di regolazione dei trasporti guidata da Nicola Zaccheo in un parere al ministero delle Infrastrutture, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">Il Piano economico-finanziario del Ponte sullo Stretto<b></b> può essere considerato “<em>adeguato nell&#8217;attuale fase di impostazione e avvio del progetto</em>”, ma richiede di essere monitorato nel corso del tempo su tariffe, contenimento dei costi e tutela degli utenti. A dirlo è l&#8217;Autorità di regolazione dei trasporti guidata da Nicola Zaccheo in un parere al ministero delle Infrastrutture, un dossier di 19 pagine fitte di rilievi e osservazioni. Il documento (parere n.39/2026) di fatto non boccia il piano tariffario dell&#8217;opera e arriva dopo il no da parte della Corte dei conti sulla prima delibera Cipess mancante tra le altre cose proprio del parere di Art. E&#8217; dunque questo uno dei tasselli necessari per riavviare l&#8217;iter e costruire una nuova delibera che passi il vaglio della giustizia contabile. Ma per farlo l&#8217;Authoriy prescrive una serie di condizioni tecniche e rilievi.</p>
<div class="asubtitle">
<h2 id="">Il parere</h2>
</div>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">L&#8217;Autorità pianta subito un paletto: il parere riguarda esclusivamente le tariffe del pedaggio, non il giudizio sull&#8217;opera nel suo complesso. Ma ilPonte sullo Stretto, osserva Art, è un&#8217;opera caratterizzata da “<em>assoluta specificità</em>”, oltre che da “<em>unicità e complessità tecnica, economica e finanziaria</em>”. Proprio per questo, secondo l&#8217;Autorità, richiede verifiche più stringenti sulla tenuta economica del progetto e sulla distribuzione dei rischi. Il filo conduttore del parere è chiaro: contenere i costi per gli utenti, garantire che il rischio resti davvero in capo al concessionario, evitare squilibri economico-finanziari e incentivare l&#8217;efficienza nella gestione. Sono, del resto, i principi che la stessa Autorità richiama espressamente nel documento quando parla di “contenimento dei costi per l&#8217;utenza” e di “<em>effettiva traslazione del rischio</em>”. E dunque la strada è tracciata: il Piano dovrà essere accompagnato da un sistema di monitoraggio strutturato e continuativo, per verificare nel tempo l&#8217;adeguatezza e la sostenibilità complessiva. In particolare, il monitoraggio dovrà consentire di valutare la sostenibilità economico-finanziaria del progetto nel suo insieme, la corretta allocazione dei rischi tra i soggetti coinvolti e la congruità delle tariffe di pedaggio rispetto ai costi effettivamente sostenuti e ai livelli di servizio offerti all&#8217;utenza.</p>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links"><span style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">I pedaggi</span></p>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">Uno dei capitoli più delicati riguarda proprio i pedaggi. Il Piano stima una tariffa media per veicolo pari a 27,43 euro all&#8217;entrata in esercizio dell&#8217;opera, prevista nel 2034, destinata a crescere progressivamente fino a 48,71 euro nel 2063, con un incremento medio annuo del 2%. Sul punto Art richiama però l&#8217;esigenza che il sistema tariffario resti coerente con i principi di “<em>sostenibilità tariffaria</em>” e “<em>tutela dell&#8217;utenza</em>”, oltre che con una corretta allocazione dei rischi. Lo sanno bene dalle parti dell&#8217;Autorità: il nodo vero resta chi sopporta il rischio economico dell&#8217;opera. Ed è qui che il parere si fa più netto. Secondo Art il modello tariffario proposto da Stretto di Messina non prevede un esplicito fattore di recupero della produttività tipico delle concessioni regolate. I costi operativi vengono sostanzialmente aggiornati sulla base dell&#8217;inflazione, senza un esplicito fattore di produttività tipico delle concessioni regolate. “<em>Il sistema tariffario posto a base del Piano non risulta pienamente idoneo a incentivare il contenimento dei costi”</em>, osserva l&#8217;Autorità. Un elemento che di fatto determina “<em>un indebolimento della funzione incentivante propria della regolazione”.</em> E dunque “<em>appare opportuno che gli obiettivi di efficientamento applicabili alla fase operativa prevista in prospettiva siano definiti in modo trasparente e verificabile, con il coinvolgimento dell&#8217;Autorità a tempo debito, in occasione della revisione del Piano precedente l&#8217;entrata in esercizio dell&#8217;Opera</em>”.</p>
<div class="acor arec" data-mrf-recirculation="Consigliati per te Inline">
<h2 class="arec-title">La rimodulazione</h2>
</div>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">Ancora più sensibile il passaggio sulla rimodulazione dei pedaggi. La convenzione consente infatti alla concessionaria di modificare le tariffe per categorie di veicoli, fasce orarie o periodi in caso di scostamenti dei ricavi da traffico, mantenendo invariati i ricavi complessivi. Una previsione che, secondo Art, potrebbe determinare una “s<em>ostanziale sterilizzazione del rischio traffico in capo alla concessionaria</em>”, attenuando di fatto il rischio d&#8217;impresa. Per questo l&#8217;Autorità chiede che eventuali modifiche tariffarie siano sottoposte preventivamente al proprio parere. Incerti, rileva l&#8217;Authority, restano poi i numeri finali dell&#8217;opera dal momento che “la concessionaria sottolinea come l&#8217;investimento complessivo è da intendersi a valori “nominali” ma non quantifica eventuali impatti derivanti dalle clausole di revisione prezzi che, anche sulla base dei futuri tassi effettivi di inflazione, potrebbero comportare, con tutta probabilità, significativi adeguamenti del Piano secondo quanto stabilito in Convenzione, ferma restando la necessità di assicurare la piena traslazione dei rischi di competenza in capo al concessionario, secondo quanto disciplinato dalla matrice dei rischi”.</p>
<p>(<em>Fonte: Il Sole 24 Ore</em>)</p>
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		<title>Produzione alimentare a rischio: appello degli agricoltori di Coldiretti Calabria e Basilicata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:08:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Servono subito risorse UE per salvare economia e produzione alimentare. Lo chiede con fermezza la Coldiretti nel corso della mobilitazione con tremila agricoltori calabresi e lucani a Policoro. Per contenere gli effetti di questa crisi che sta colpendo tutti i settori produttivi, è necessario un piano europeo di sostegno alle imprese che possa garantire la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Servono subito risorse UE per salvare economia e produzione alimentare. Lo chiede con fermezza la Coldiretti nel corso della mobilitazione con tremila agricoltori calabresi e lucani a Policoro. Per contenere gli effetti di questa crisi che sta colpendo tutti i settori produttivi, è necessario un piano europeo di sostegno alle imprese che possa garantire la produzione alimentare rispetto all&#8217;aumento spropositato dei costi, tra gasolio e fertilizzanti. E&#8217; l&#8217;appello lanciato da Coldiretti in occasione della mobilitazione al Palaercole di Policoro con tremila soci agricoltori, assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e ai presidenti di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani, e di Coldiretti Calabria, Franco Aceto oltre al ministro dell&#8217;Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. La fragile quanto incerta tregua raggiunta in Medio Oriente, rappresenta una finestra di opportunità per mettere in campo una strategia europea immediata e strutturale di difesa dei settori produttivi e dei cittadini consumatori, con risorse e strumenti a protezione degli asset strategici a partire dall&#8217;agricoltura e dalla produzione di cibo, insieme a energia e difesa. È fondamentale l&#8217;esclusione dei fertilizzanti dal sistema Ets per evitare ulteriori distorsioni competitive.  Allo stesso tempo vanno rafforzate le politiche di sostegno agli investimenti in agricoltura di precisione, indispensabili per ridurre la dipendenza energetica e contenere i costi, a partire dall&#8217;uso efficiente dell&#8217;acqua che consente di limitare il ricorso al gasolio per il pompaggio, ribadisce Coldiretti.</p>
<p>A causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,51 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Un balzo record che aveva portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni. In tale ottica è importante l&#8217;estensione alle aziende agricole della misura sul credito d&#8217;imposta adottata per la pesca, una misura nata da una proposta di Coldiretti e fatta propria del ministro Lollobrigida e dal Governo. Ma a pesare sono anche i rincari dei fertilizzanti, con l&#8217;urea che ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra. Il risultato è un aumento dei costi fino a 200 euro a ettaro per le aziende agricole italiane. Un fenomeno che nel caso dell&#8217;agricoltura del Sud va ad aggravare i problemi già causati dai cambiamenti climatici.  Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno tre eventi estremi su quattro tra quelli verificatisi in Italia hanno colpito il Meridione e le Isole, tra nubifragi, grandinate, tempeste di vento e di fulmini, causando gravi danni nelle campagne. Il maltempo si alterna peraltro alla siccità, i cui effetti sono amplificati dalla mancanza di una rete strutturata di invasi capaci di garantire la disponibilità delle risorse idriche alle imprese agricole. Coldiretti ed Anbi hanno presentato un piano in tale direzione, con invasi con sistemi di pompaggio per assicurare acque ed energia pulita.</p>
<p><b>Per dare ossigeno all&#8217;agricoltura del Sud è stato importante il recupero di 10 miliardi di fondi della Pac, di cui oltre 600 milioni quelli destinati alla Calabria</b>. Un dato rilevante della Politica agricola comune che il Governo, sulla spinta delle mobilitazioni della Coldiretti, è riuscito a riportare a casa scongiurando i tagli previsti dalla Commissione Ue. A tal proposito, ha ribadito <b>Franco Aceto &#8211; presidente di Coldiretti Calabria</b> &#8211; la mobilitazione del settore ha consentito di recuperare risorse rilevanti.  &#8220;<em>Grazie a un&#8217;azione forte e permanente siamo riusciti a recuperare per la Calabria oltre 600 milioni di euro – </em>afferma<em> –. Si tratta di risorse destinate alle aziende che beneficiano dei contributi della PAC, in un momento in cui l&#8217;aumento dei costi di produzione e le tensioni geopolitiche stanno creando difficoltà importanti per il comparto e non solo.<b><strong>Da Policoro è arrivato un messaggio forte e chiaro: servono interventi immediati su costi energetici e fertilizzanti, piena reciprocità negli scambi commerciali e strumenti efficaci per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Solo così possiamo garantire reddito alle imprese e continuità alla produzione agricola dei nostri territori</strong></b>&#8220;.</em></p>
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		<item>
		<title>Confcommercio Calabria, con la guerra +22% costi fissi nella ristorazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/confcommercio-calabria-con-la-guerra-22-costi-fissi-nella-ristorazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 17:27:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[aumento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In quest&#8217;ultimo periodo l&#8217;economia calabrese, così come quella nazionale, sta attraversando una fase di particolare complessità. I venti di guerra provenienti dal Medio Oriente, nell&#8217;ultimo anno, hanno determinato un significativo incremento dei costi fissi per le imprese del terziario, stimato mediamente intorno al 14%, con punte che raggiungono il 22% nei settori ad alta intensità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>In quest&#8217;ultimo periodo l&#8217;economia calabrese, così come quella nazionale, sta attraversando una fase di particolare complessità. I venti di guerra provenienti dal Medio Oriente, nell&#8217;ultimo anno, hanno determinato un significativo incremento dei costi fissi per le imprese del terziario, stimato mediamente intorno al 14%, con punte che raggiungono il 22% nei settori ad alta intensità energetica, come la ristorazione. E gli scenari che si prospettano non appaiono rassicuranti: qualora queste condizioni di instabilità dovessero perdurare, le stime potrebbero persino raddoppiare&#8221;</em>. Così il presidente di Confcommercio Calabria Klaus Algieri commenta con l&#8217;ANSA le ripercussioni della guerra sull&#8217;economia calabrese.</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;instabilità internazionale e il caro carburanti &#8211; aggiunge &#8211; incidono sulla nostra regione in misura più marcata rispetto ad altri territori, anche a causa del persistente gap logistico.    Il solo trasporto merci registra infatti un aggravio dell&#8217;11% sui listini regionali. Tutto ciò si traduce in una dinamica inflattiva che erode il potere d&#8217;acquisto delle famiglie, determinando una flessione reale dei volumi di vendita nel commercio al dettaglio stimata intorno al -2,1% su base annua.  Il rischio concreto è quello di innescare una spirale recessiva: le imprese stanno comprimendo i propri margini fino al 30% pur di non trasferire integralmente i maggiori costi sui consumatori. Tuttavia, questa capacità di tenuta ha ormai raggiunto il limite</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Per questo &#8211; </em>conclude Algieri<em> &#8211; chiediamo alle istituzioni interventi strutturali: non sono sufficienti misure una tantum, ma è necessaria una riduzione stabile della pressione fiscale, in grado di compensare l&#8217;impennata dei costi di gestione determinata dall&#8217;attuale scenario internazionale</em>&#8220;.</p>
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		<item>
		<title>Università: boom di richieste per stanze singole in affitto, Roma la più cara con canoni a 600 euro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/universita-boom-di-richieste-per-stanze-singole-in-affitto-roma-la-piu-cara-con-canoni-a-600-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 07:57:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Con l’avvio del nuovo anno accademico, SoloAffitti ha scattato la fotografia del mercato delle locazioni per studenti universitari in Italia, mettendo in luce le dinamiche che caratterizzano domanda, prezzi e preferenze abitative. Il quadro che emerge è chiaro: la stanza singola è ormai la sistemazione in assoluto più richiesta, mentre le doppie si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/universita-boom-di-richieste-per-stanze-singole-in-affitto-roma-la-piu-cara-con-canoni-a-600-euro/">Università: boom di richieste per stanze singole in affitto, Roma la più cara con canoni a 600 euro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Con l’avvio del nuovo anno accademico, SoloAffitti ha scattato la fotografia del mercato delle locazioni per studenti universitari in Italia, mettendo in luce le dinamiche che caratterizzano domanda, prezzi e preferenze abitative. Il quadro che emerge è chiaro: la stanza singola è ormai la sistemazione in assoluto più richiesta, mentre le doppie si avviano all’estinzione. Gli studentati universitari restano una soluzione marginale, spesso costosa e comunque incapace di soddisfare la domanda. Solo una quota ristretta di famiglie benestanti sceglie ancora di affittare interi mono o bilocali. Dopo gli incrementi degli ultimi anni, i canoni sembrano aver raggiunto il tetto massimo. In molte città del nord la prospettiva è di stabilità, con la sola <strong>Milano</strong> che, come spesso accade, anticipa i trend nazionali: le stanze singole oscillano tra i 650 e i 700 euro, con un leggero segnale di contrazione. Tra le altre grandi città, <strong>Torino, Trieste e Genova</strong> presentano i prezzi più accessibili in assoluto al nord, con stanze singole generalmente comprese tra i 300 e i 400 euro, e punte fino a 450–500 euro per soluzioni di qualità superiore o in posizione strategica. A Trieste, alcuni studenti più facoltosi scelgono di affittare interi appartamenti a circa 650 euro, mentre a Genova la scelta è fortemente influenzata dalla vicinanza ai bus.<br />
Nelle città più piccole come <strong>Padova, Brescia e Trento</strong>, i canoni per una singola si aggirano tra i 400 e i 500 euro, con Padova addirittura sopra la media, con canoni che rimangono tra i 400 e i 500 euro, ma possono arrivare a 600 euro per immobili dotati di bagno ad uso esclusivo. Anche nel centro Italia la stanza singola è la soluzione più richiesta ovunque, con prezzi che variano in modo significativo tra le grandi città e quelle più piccole.<br />
Roma è la più costosa, con canoni intorno ai 600 euro. La distanza dal centro è un elemento che incide in modo preponderante sulla scelta, così come le condizioni di sicurezza sismica e impiantistica degli immobili, che nella Capitale sono quasi sempre datati. A seguire, <strong>Firenze e Pisa</strong>, dove si prediligono zone centrali o ben collegate, con prezzi tra i 300 e i 350 euro in media, e punte fino a 450 euro per stanze con bagno privato. <strong>Siena</strong> si mantiene più accessibile (250–320 euro), ma il prezzo sale fino a 400–450 euro per piccoli appartamenti autonomi. <strong>Ferrara</strong> si conferma una delle città più accessibili, con canoni che vanno da 250 a 400 euro a seconda delle condizioni e della posizione dell’immobile. Ancora più economiche sono <strong>Perugia e Teramo</strong>, dove le stanze singole partono da 200 euro, con una media tra i 250 e i 300 euro. A Teramo cresce la domanda di appartamenti indipendenti da parte di studenti con maggiore disponibilità economica.</p>
<p>Nel sud Italia i prezzi degli affitti per studenti restano i più contenuti del Paese, ma in molte città, la vetustà degli immobili, il quartiere e i collegamenti influenzano fortemente le preferenze abitative. A <strong>Bari</strong>, i canoni per una singola si collocano tra i 250 e i 350 euro, con prezzi più bassi solo per appartamenti molto datati e più alti (fino a 400 euro) solo in caso di bagno privato. Il potenziamento del trasporto pubblico è in corso, ma la vicinanza all’università resta un fattore determinante. Il tetto massimo si alza per <strong>Napoli</strong>, dove è possibile trovare una singola stando nella fascia 250-500 euro al massimo. A <strong>Catanzaro</strong>, città con una mobilità urbana complessa, la posizione dell’alloggio è cruciale. I prezzi vanno dai 200 ai 250 euro, con valori superiori solo per stanze nuove e molto ampie. <strong>Reggio Calabria</strong> si distingue per i canoni più bassi: le singole si trovano tra i 140 e i 180 euro, tanto che chi può sceglie spesso un monolocale a circa 350 euro. Tuttavia, molte case per studenti sono vecchie e poco funzionali. A <strong>Messina</strong>, i prezzi si mantengono tra i 250 e i 300 euro, mentre a Catania si aggirano tra i 250 e i 270 euro, con punte di 300–350 euro per stanze dotate di bagno esclusivo. Anche a <strong>Catania e Palermo</strong> le singole vanno per la maggiore. A Palermo, i prezzi oscillano tra i 250 e i 350 euro, raramente superando i 400 euro anche per soluzioni migliori. A incidere sul contenimento dei prezzi, là dove funzionano bene, sono soprattutto gli accordi territoriali, che permettono di tenere allineate le aspettative dei proprietari e di garantire maggiore trasparenza agli studenti. Gli studenti definiscono le proprie scelte abitative a partire da tre fattori principali. Il primo è la prossimità all’università, che pesa soprattutto se la zona è vissuta anche di sera: la percezione di sicurezza resta un criterio determinante. In alternativa, vengono privilegiate aree ben collegate al centro cittadino. Il secondo fattore è la vicinanza ai mezzi pubblici: a Milano domina la metropolitana, a Roma bus e metro sono indifferenti, a Padova è la bici lo strumento principe, mentre nelle città medio-piccole come Macerata ci si muove prevalentemente a piedi. Il terzo elemento riguarda le condizioni dell’immobile: arredamenti nuovi e leggeri, camere ampie, climatizzatore (indispensabile al Sud), oltre alla richiesta crescente di letti matrimoniali anche nelle stanze singole. La presenza del bagno privato incide, ma non è la regola.</p>
<p>La ricerca di casa è guidata anche dalla preoccupazione per la sicurezza, soprattutto nei grandi centri urbani. Gli studenti e le loro famiglie chiedono indicazioni sulle zone da evitare, anche se gli operatori sottolineano che episodi spiacevoli possono accadere in qualsiasi quartiere, persino in quelli centrali. Più che la geografia urbana, conta spesso il comportamento individuale: la raccomandazione è affidarsi a professionisti locali non solo per l’aspetto contrattuale, ma anche per avere un quadro reale del contesto. Molti studenti, nel tentativo di risparmiare sulle commissioni d’agenzia, si affidano a soluzioni &#8216;fai-da-te&#8217;. Il rischio, però, è elevato: accessi abusivi da parte dei proprietari, spese accessorie gonfiate, affollamento eccessivo negli appartamenti, poca chiarezza su oneri e utenze. Altissimo anche il pericolo di truffe online, soprattutto sui social network, dove proliferano annunci di case inesistenti con richiesta di pagamento anticipato. SoloAffitti consiglia sempre di visitare gli immobili di persona, verificare subito lo stato dell’abitazione e conservare traccia scritta di tutte le spese sostenute.<br />
Settembre e ottobre restano i mesi di maggiore tensione per la domanda, ma il 2025 introduce una novità: il &#8216;semestre aperto&#8217; di Medicina, che porta molti studenti a richiedere contratti di soli sei mesi con possibilità di proroga. Una dinamica che introduce incertezza sia per chi cerca casa sia per i proprietari. In questo scenario, la figura dei genitori resta centrale, spesso troppo: molti operatori raccontano di trattative e gestioni condotte direttamente da madri e padri a distanza, mentre i ragazzi faticano a conquistare autonomia. &#8220;In un contesto così complesso e in continua evoluzione &#8211; dichiara Silvia Spronelli, ad di SoloAffitti, &#8211; è fondamentale affidarsi ai professionisti del settore. I rischi del fai-da-te sono altissimi, soprattutto online, dove dilagano annunci truffa o dai budget fuori mercato. In questa situazione, il nostro ruolo è quello di aiutare gli studenti, fornendo loro soluzioni abitative valide, informazioni affidabili e supporto contrattuale, in modo da garantire un’esperienza abitativa serena e sicura, sia per gli studenti, che per i proprietari&#8221;. &#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Ponte Stretto, audizione in Commissioni riunite di Busia (ANAC): aumentare i controlli antimafia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 15:50:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente dell&#8217;Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), Giuseppe Busia, torna a sollevare criticità rispetto alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha fatto durante l&#8217;ultima audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera. Sul progetto è arrivato lo scorso 22 maggio il via libera definitivo del ministero dell&#8217;Ambiente. La Commissione per la Valutazione dell&#8217;Impatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente dell&#8217;Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), Giuseppe Busia, torna a sollevare criticità rispetto alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha fatto durante l&#8217;ultima audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera. Sul progetto è arrivato lo scorso 22 maggio il via libera definitivo del ministero dell&#8217;Ambiente. La Commissione per la Valutazione dell&#8217;Impatto Ambientale aveva ancora dei nodi in sospeso su cui attendeva della documentazione. Alla fine di un lungo e accidentato iter è arrivato l&#8217;ok finale al progetto esecutivo. Parola ora al Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile che riunisce tutti i ministri economici coinvolti. Dopo questo passaggio, che dovrebbe chiudersi a giorni, può poi partire la fase operativa.</p>
<p>Secondo Busia, la mancanza di un progetto esecutivo completo, più volte slittato, rende difficile avere una visione chiara dei costi e delle fasi di realizzazione. Il progetto, infatti, sarà approvato per fasi successive, un&#8217;impostazione che secondo l&#8217;Autorità non può che portare incertezza e rischi anche dal punto di vista economico. &#8220;Sarebbe auspicabile arrivare a un progetto esecutivo complessivo per fornire al governo e al Parlamento un quadro preciso almeno dei costi iniziali&#8221;, ha detto nell&#8217;ambito dell’esame del decreto recante misure urgenti per garantire la continuità nella realizzazione di infrastrutture strategiche e nella gestione di contratti pubblici, il corretto funzionamento del sistema di trasporti ferroviari e su strada, l’ordinata gestione del demanio portuale e marittimo, nonché l’attuazione di indifferibili adempimenti connessi al Piano nazionale di ripresa e resilienza e alla partecipazione all’Unione europea in materia di infrastrutture e trasporti.</p>
<p>Busia ha evidenziato inoltre la necessità di aumentare i controlli antimafia, sfruttando strumenti di digitalizzazione per monitorare i cantieri e verificare anche le imprese in subappalto, dove più spesso si annidano le infiltrazioni mafiose.<br />
A questo proposito, ha auspicato, il decreto Infrastrutture può, e deve, diventare un&#8217;occasione per rafforzare i controlli antimafia sul progetto. Il presidente ANAC ha anche proposto di abbassare la soglia degli affidamenti da sottoporre a controllo, includendo anche quelli inferiori ai 150mila euro. Un altro nodo riguarda poi il rispetto delle regole europee sugli appalti pubblici. Busia ha ricordato che la normativa Ue non consente variazioni di costo superiori al 50% rispetto al valore iniziale di gara. Il decreto fa riferimento al valore aggiornato nel 2012, ma il presidente dell&#8217;ANAC ha invitato a chiarire questo aspetto con un&#8217;interlocuzione formale con le istituzioni europee, per evitare possibili contenziosi.<br />
Per il Ponte “il riconoscimento dell’aumento dei prezzi per i contratti caducati è ragionevole, ma non dobbiamo nasconderci il fatto che questo riapre il problema dei costi, facendo sì che aumentino rispetto alla previsione iniziale e superino il vincolo iniziale che non prevedeva nuovi oneri a carico della finanza pubblica, ripropone il problema del superamento del tetto del 50% per gli aumenti”, ha detto Busia.</p>
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		<title>Caruso a Calabrese: aumento costi rifiuti è inconfutabile, non si prendano in giro i calabresi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 09:50:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I Sindaci sono ogni giorno in trincea spendendo tutte le proprie energie per rispondere in maniera adeguata ai bisogni dei propri amministrati, a dar loro risposte esaustive ed a garantire servizi di qualità. Resistere in trincea, dovrebbe sapere l&#8217;assessore Calabrese, che è stato Sindaco, è molto faticoso, ma lo si può fare se si sa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I Sindaci sono ogni giorno in trincea spendendo tutte le proprie energie per rispondere in maniera adeguata ai bisogni dei propri amministrati, a dar loro risposte esaustive ed a garantire servizi di qualità. Resistere in trincea, dovrebbe sapere l&#8217;assessore Calabrese, che è stato Sindaco, è molto faticoso, ma lo si può fare se si sa e si conosce e, laddove si dovesse ignorare, ci si informa. E&#8217; questo quello che faccio ed è questo quello che dovrebbe fare anche lui, nel rispetto dei calabresi che governa, ma anche per non cadere in errori grossolani&#8221;. E&#8217; quanto afferma il sindaco Franz Caruso replicando all&#8217;assessore regionale alla tutela dell&#8217;Ambiente che, dopo l&#8217;intervento del primo cittadino di Cosenza ha ribadito &#8220;Arrical non ha determinato alcun aumento delle tariffe&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sappiamo bene – prosegue Franz Caruso &#8211; che per il privato le tariffe sono determinate in conformità a quanto stabilito da ARERA e che per gli impianti pubblici vengono, invece, ricavate sulla base dei Piani economico/finanziari di gestione degli stessi. Certo è  che da quando c&#8217;è Arrical i costi sono lievitati considerevolmente. Tant&#8217;è che il Comune di Cosenza ha avuto notificato da ARRICAL, con apposita missiva (prot. n. 0001322 del 28 febbraio u.s.), costi di gestione per il servizio conferimento rifiuti a consuntivo 2024 di 5 milioni 633.355,01 euro, mentre per il 2023 l&#8217;ammontare era di   4milioni 915.439,88euro, registrando un consistente incremento, pari a 717mila 815,13 euro. Per cui il sottoscritto è bene informato di quanto accade nel proprio Ente, al contrario, è del tutto evidente, dell&#8217;assessore Calabrese che non sa o non vuole sapere. A meno che lo stesso non abbia inteso con le sue dichiarazioni, per nulla attinenti alla realtà per come dimostrato con dati inconfutabili, prendere in giro i calabresi, sui quali graverà, ahinoi!  l&#8217;aumento dei costi di conferimento dei rifiuti per come comunicato da Arrical. Questo perché i dati sopracitati si riferiscono a Cosenza, ma gli aumenti si registrano in maniera lineare in tutti gli altri Comuni della regione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le rassicurazioni dell&#8217;assessore Calabrese, seppur in netta contraddizione con quanto sostenuto – conclude Franz Caruso – comunque ci confortano e si attendono in merito interventi corrispondenti ad una rivisitazione degli aumenti. Nel frattempo mi auguro che si risponda formalmente alla richiesta formulata dal mio dirigente del settore Ambiente, in risposta alla suddetta notifica di Arrical, di fornire al nostro Ente ogni elemento utile a comprendere esaustivamente l&#8217;abnorme incremento dei costi di smaltimento richiesti per il 2024 (1milione359.788,44), rispetto al dato previsionale di Arrical per la stessa annualità&#8221;.</p>
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		<title>Annuncio Antitrust: Ryanair rimborserà i costi extra per il check-in in aeroporto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/annuncio-antitrust-ryanair-rimborsera-i-costi-extra-per-il-check-in-in-aeroporto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 08:45:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ryanair rimborserà i consumatori per i costi extra del check in: in particolare, l&#8217;indennizzo sarà per un importo pari a 55 euro, ovvero l&#8217;intero costo del check in effettuato in aeroporto e varrà per tutti i consumatori che, tra il 2021 e il 2023, hanno inviato un reclamo alla società non conoscendo le condizioni applicabili al check-in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">Ryanair rimborserà i consumatori per i costi extra del check in: in particolare, l&#8217;indennizzo sarà per un importo pari a 55 euro, ovvero <strong>l&#8217;intero costo del check in effettuato in aeroporto </strong>e varrà per tutti i consumatori che, tra il 2021 e il 2023, hanno inviato un reclamo alla società non conoscendo le condizioni applicabili al check-in online. Lo annuncia l&#8217;Antitrust, spiegando di aver contestato le informazioni fornite dalla compagnia sulle condizioni applicabili al check-in online e sul possibile aggravio di costi in caso di mancato check-in online. E così Ryanair si è impegnata a rimborsare <strong>oltre un milione e mezzo di euro ai consumatori </strong>che hanno sostenuto costi extra del check in. Ora quindi l&#8217;istruttoria avviata dall&#8217;Autorità per possibile pratica commerciale scorretta è stata chiusa.</p>
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<div class="advDiv-Bottom advDiv" data-collapse-mode="hide">
<div class=" max-w-[600px] large:min-w-[600px] mx-auto ">
<div id="adv-Bottom" class="advZone [&amp;_iframe]:m-auto" data-collapse-mode="hide">Secondo quanto contestato in sede di avvio, le indicazioni fornite dalla compagnia aerea sulle condizioni applicabili al check-in online potevano risultare ingannevoli, perchè non informavano adeguatamente i consumatori sul periodo di disponibilità del servizio e sul possibile aggravio di costi in caso di mancato check-in online entro il termine di scadenza fissato da Ryanair. Inoltre l&#8217;Autorità aveva rilevato che, in sede di prenotazione di un biglietto di andata e ritorno, se l&#8217;utente avesse selezionato l&#8217;opzione priorità e bagaglio a mano, questa veniva automaticamente estesa ad entrambe le tratte.</div>
</div>
</div>
</div>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">Infine, tutti i consumatori che nello stesso periodo hanno effettuato prenotazioni di un volo (che sono state in totale oltre 100.000) e il check-in in aeroporto, pagando il relativo supplemento, riceveranno un ristoro di 15 euro o, in alternativa, un voucher del valore di 20 euro utilizzabile per acquistare servizi di Ryanair DAC. Dunque, considerando le <strong>oltre 100.000 prenotazioni </strong>&#8211; che corrispondono almeno a oltre 100.000 consumatori &#8211; la cifra che la società si è impegnata a rimborsare si aggira intorno al milione e mezzo di euro.</p>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">La società si è poi impegnata a modificare le modalità di selezione dell&#8217;opzione priorità e bagaglio a mano, così da consentire agli utenti la selezione disgiunta dello stesso servizio nei viaggi di andata e ritorno e la visualizzazione del relativo differente prezzo unitario, nonchè a rimborsare i consumatori che avevano presentato un reclamo a riguardo. Infine, Ryanair si è <strong>impegnata a modificare il sito web, l&#8217;app e il testo della mail di conferma </strong>della prenotazione per integrare le informazioni sulla finestra temporale entro cui il passeggero puo&#8217; effettuare il check-in online gratuitamente e sugli eventuali costi relativi allo svolgimento del servizio di check-in in aeroporto.</p>
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		<title>Rincari, Guzzi (Unilavoro Pmi): Costi insostenibili per famiglie meno abbienti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rincari-guzzi-unilavoro-pmi-costi-insostenibili-per-famiglie-meno-abbienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 09:49:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[autunno]]></category>
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		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La stangata autunnale ha fatto il suo solito esordio a settembre. Protagonista assoluto il caro scuola. Le spese scolastiche sono state l’inizio di un incessante tour de force. Un impatto economico forte che ha travolto tutte le famiglie. Soprattutto quelle meno abbienti che hanno dovuto fare i conti con importi scellerati. Non è ancora finita. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rincari-guzzi-unilavoro-pmi-costi-insostenibili-per-famiglie-meno-abbienti/">Rincari, Guzzi (Unilavoro Pmi): Costi insostenibili per famiglie meno abbienti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La stangata autunnale ha fatto il suo solito esordio a settembre. Protagonista assoluto il caro scuola. Le spese scolastiche sono state l’inizio di un incessante tour de force. Un impatto economico forte che ha travolto tutte le famiglie. Soprattutto quelle meno abbienti che hanno dovuto fare i conti con importi scellerati. Non è ancora finita. Nonostante i costi dei beni energetici siano in discesa, la spesa complessiva per i beni autunnali aumenta&#8221;. A sottolinearlo, con impeto, è Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi.</p>
<p>&#8220;Sarà un autunno impegnativo dal punto di vista economico. Tra le voci degli incrementi, oltre alle spese scolastiche, troviamo bollette, alimentari, mutui, benzina, ristorazione, visite mediche. Nella situazione di disagio in cui si trovano tantissime famiglie italiane, questi costi risulteranno estremamente onerosi per alcuni, insostenibili per altri. Le spese alimentari, si legge, raggiungeranno 1.629 euro a famiglia. Una cifra questa che peserà sul bilancio familiare come un macigno. Altrettanto significative le spese per la salute, aumentate dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Questo rincaro eccessivo- continua Guzzi &#8211; rappresenta un problema grave: molte famiglie, infatti, sono costrette, e questo accade con una certa frequenza, a rinviare le visite mediche e gli accertamenti necessari, con conseguenze piuttosto gravi sul piano della salute pubblica. Una situazione di estremo disagio che si ripercuote sull’intero paese. A confermarlo, le numerose famiglie intervistate, le cui aspettative per il futuro sono incerte e per niente promettenti. Stenti e continue rinunce sono diventati scelte obbligatorie e vincolanti&#8221;. </p>
<p>&#8220;Davvero triste pensare &#8211; conclude Guzzi &#8211; che molte famiglie non possano godere del tempo libero (con chiaro riferimento a palestra, cinema, teatro, viaggi), né fruire di prodotti culturali. Tutto ciò rappresenta un lusso&#8221;.     </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rincari-guzzi-unilavoro-pmi-costi-insostenibili-per-famiglie-meno-abbienti/">Rincari, Guzzi (Unilavoro Pmi): Costi insostenibili per famiglie meno abbienti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ponte Stretto, Cgil: Progetto lacunoso con presupposto un&#8217;analisi costi-benefici irrealistica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-cgil-progetto-lacunoso-con-presupposto-unanalisi-costi-benefici-irrealistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 14:55:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[benifici]]></category>
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		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il Ponte sullo Stretto è un’opera inutile e dannosa, non è l&#8217;infrastruttura necessaria a rilanciare lo sviluppo della Sicilia, della Calabria e dello stesso Mezzogiorno”. A dirlo sono il segretario confederale Cgil Pino Gesmundo, e i segretari generali Cgil Calabria (Angelo Sposato) e Cgil Sicilia (Alfio Mannino): “Occorre un intervento dello Stato per costruire una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-cgil-progetto-lacunoso-con-presupposto-unanalisi-costi-benefici-irrealistica/">Ponte Stretto, Cgil: Progetto lacunoso con presupposto un&#8217;analisi costi-benefici irrealistica</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il Ponte sullo Stretto è un’opera inutile e dannosa, non è l&#8217;infrastruttura necessaria a rilanciare lo sviluppo della Sicilia, della Calabria e dello stesso Mezzogiorno”. A dirlo sono il segretario confederale Cgil Pino Gesmundo, e i segretari generali Cgil Calabria (Angelo Sposato) e Cgil Sicilia (Alfio Mannino): “Occorre un intervento dello Stato per costruire una programmazione mirata e coerente e disegnare un nuovo piano di sviluppo industriale”. I dirigenti sindacali sottolineano che “il progetto lacunoso del Ponte, che ha come presupposto un&#8217;analisi costi-benefici irrealistica, comporterebbe gravi impatti ambientali, paesaggistici e naturalistici, determinati anche dall&#8217;enorme problematicità della gestione dei cantieri disseminati in tutta l&#8217;area, e che metteranno in crisi per anni le città di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni”. Vi è poi un ulteriore aspetto che lo rende “dannoso ancor prima di essere realizzato”, ossia “l&#8217;esecuzione di espropri di case, terreni, immobili di privati cittadini, investiti dai disagi e costretti a lasciare l&#8217;abitazione per andare non si sa dove e neppure con quale indennizzo”. Per Gesmundo, Sposato e Mannino è “un grave errore considerare la realizzazione del Ponte l&#8217;elemento strategico della modernizzazione infrastrutturale del Mezzogiorno. Riteniamo, invece, prioritarie la realizzazione dell&#8217;alta velocità Salerno-Reggio Calabria, che rischia di fermarsi a Romagnano; il completamento dell&#8217;elettrificazione e messa in sicurezza della ferrovia jonica Sibari-Reggio Calabria; il miglioramento del sistema di mobilità dell&#8217;area centrale dello Stretto; il completamento della Messina-Catania-Palermo e il raddoppio della Messina-Catania-Siracusa che continuano a procedere a rilento”. Indispensabile, inoltre, è poi “la messa in sicurezza del sistema autostradale siciliano e calabrese, portando a compimento la realizzazione dell&#8217;E90 (Ss 106), meglio conosciuta come la &#8216;strada della morte&#8217;”.</p>
<p>Per gli esponenti sindacali è “essenziale riaprire una nuova stagione di programmazione per le due regioni, le cui potenzialità di sviluppo socio-economico sono frenate dall&#8217;involuzione delle politiche messe in atto dal governo nazionale e dai governi regionali, colpendo le popolazioni e indebolendo lo stesso sistema produttivo”. Tra queste, “la centralizzazione delle Zes, lo smantellamento del reddito di cittadinanza, la revisione del Pnrr che definanzia molte opere strategiche, il blocco del Fondo di sviluppo e coesione e la sottrazione di 2.100 milioni alle due Regioni, lo svuotamento del Fondo perequativo infrastrutturale, tutto in una logica neocentralistica che annulla il ruolo della autonomie, soprattutto dei Comuni”. I tre dirigenti evidenziano l’urgenza di “un piano industriale di sviluppo per le due regioni che incentivi la produzione di energia, con investimenti nelle rinnovabili e portando a compimento le bonifiche dei siti contaminati; una politica dei trasporti che privilegi il trasporto pubblico locale e regionale; interventi radicali che affrontino decisamente le problematicità inerenti il dissesto idrogeologico e l&#8217;endemico disservizio della rete idrica”.</p>
<p>Le ingenti risorse finanziarie disponibili tra Pnrr, Pnc, fondi strutturali europei e fondi nazionali vanno “spese nei tempi dovuti e in modo corretto e trasparente, sottraendole al pericolo di una gestione clientelare che possa aprire il varco a fenomeni corruttivi e di penetrazione delle mafie nel sistema degli appalti pubblici. Su tutte le questioni evidenziate è indispensabile esercitare un&#8217;attenzione continua che promuova un controllo sociale assieme alla capacità di mobilitazione e d&#8217;iniziativa del movimento sindacale”.</p>
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		<title>&#8216;Amore quanto mi costi&#8217;, dalla cena ai fiori tutti i rincari di San Valentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/amore-quanto-mi-costi-dalla-cena-ai-fiori-tutti-i-rincari-di-san-valentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 06:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[aumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Codacons]]></category>
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		<category><![CDATA[San Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; I rincari si abbattono anche sugli innamorati, con la festa di San Valentino che sarà quest’anno più costosa rispetto al 2023. Lo afferma il Codacons che, sulla base degli ultimi dati sull’inflazione, ha analizzato l’andamento di prezzi e tariffe nei comparti legati alla ricorrenza del 14 febbraio. Le coppie che si concederanno una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; I rincari si abbattono anche sugli innamorati, con la festa di San Valentino che sarà quest’anno più costosa rispetto al 2023. Lo afferma il Codacons che, sulla base degli ultimi dati sull’inflazione, ha analizzato l’andamento di prezzi e tariffe nei comparti legati alla ricorrenza del 14 febbraio.</p>
<p>Le coppie che si concederanno una cena romantica al ristorante andranno incontro ad aumenti medi dei listini del +3,7%, ma la spesa più alta attende chi si regalerà un viaggio o un weekend fuori casa: dormire in albergo costa infatti in media il 6,7% in più rispetto allo scorso anno, per un volo nazionale il biglietto costa l’11,1% in più, mentre i pacchetti vacanza rincarano del 6,9%, secondo l&#8217;analisi del Codacons.</p>
<p>I prezzi dei dolci di pasticceria aumentano in media del +5,4%, mentre più contenuti appaiono i rialzi di cioccolato e cioccolatini, +2,3%. Un mazzo di fiori costa il 4% in più rispetto al 2023 e per regalare un gioiello al proprio partner si spende in media il 4,8% in più, +2,9% per i prodotti di bellezza. I prodotti con confezionamenti speciali creati ad hoc per la ricorrenza del 14 febbraio hanno inoltre prezzi al pubblico fino al 20% in più rispetto allo stesso prodotto venduto in confezione normale.  &#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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