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	<title>cosca Molè Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Mar 2023 11:52:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Operazione &#8220;Hybris&#8221;, Piromalli e Molè &#8220;aiutati&#8221; anche da un sacerdote ed un componente delle forze dell&#8217;ordine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 10:58:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cosca Molè]]></category>
		<category><![CDATA[cosca Piromalli]]></category>
		<category><![CDATA[Operazione "Hybris"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Così come riportato nelle prime ore della mattinata i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e la  DDA, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno 49 soggetti misure cautelari e nello specifico 34 in carcere e 15 agli arresti domiciliari. Associazione di tipo mafioso, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Così come riportato nelle prime ore della mattinata i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e la  DDA, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno 49 soggetti misure cautelari e nello specifico 34 in carcere e 15 agli arresti domiciliari. Associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, porto e detenzione di armi comuni e da guerra, estorsioni, danneggiamento seguito da incendio, turbata libertà degli incanti, importazione internazionale di sostanze stupefacenti, sono i capi d’accusa a carico dei soggetti sopra riportati. L’operazione non a caso denominata &#8220;Hybris&#8221; (<em>orgogliosa presunzione che porta l&#8217;uomo a presumere della propria potenza</em>) aveva lo scopo di disarticolare la cosca dominante della Piana.</p>
<p>L’indagine accende un faro sui mesi prima della scarcerazione di Giuseppe Piromalli <strong>(dopo circa 20anni di reclusione</strong>) dove l’ impegno degli affiliati era di recuperare un fulcro fermo e concorde della cosca segnata da interessi personali come la mancata condivisione degli utili. In questa unità rientra anche il riavvicinamento tra le cosche Piromalli e Molé dopo 15 anni dall’omicidio di Rocco Molé, avvenuto nel 2008, data in cui si azzera il monopolio condiviso tra le due cosche nella Piana. L’intento dei Piromalli – come si avince dalle intercettazioni – è proprio quello di ripristinare la collaborazione con i Molé: è risaputo che l’unione fa la forza. Da qui il controllo del mercato ittico di Gioia Tauro: il primo però a farne le spese fu un peschereccio in un cantiere navale alla Tonnara di Palmi. Era ottobre 2020 quando un incendio distrusse l’imbarcazione: il proprietario non aveva conferito il pescato al mercato ittico di Gioia Tauro così come imposto. L’uomo però cercò protezione dai componenti della cosca Piromalli con tanto di summit in zona neutra ovvero all’interno dell’area cimiteriale del centro più importante della «Piana». Oltre alle misure personali il provvedimento ha riguardato anche il sequestro preventivo di una ditta attiva nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli, e di due proprietà immobiliari utili per espletare le attività criminali per un valore complessivo stimato in circa 1 milione di Euro. Oltre alle misure personali il provvedimento ha riguardato anche il sequestro preventivo di una ditta attiva nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli, e di due proprietà immobiliari utili per espletare le attività criminali, per un valore complessivo stimato in circa 1 milione di Euro.</p>
<p>E sui fondi agricoli si è concentrato anche il racket: non è stato difficile ricostruire le estorsioni a cui erano sottoposti con cadenza annuale i proprietari agricoli. E c’è di più: è stato dimostrato come le cosche si insinuano ed entrano direttamente nelle attività da loro individuate come è successo ad un imprenditore costretto a stringere un sodalizio con una fabbrica attiva nella zona industriale del porto di Gioia Tauro. Questo oltre a non poter scegliere chi assumere, non poteva neanche metter bocca sul lavoro svolto e il rendimento. La malavita locale avrebbe messo le mani anche sulle aste giudiziarie, terreno ghiotto per immobili e affini, della zona industriale affacciata sul Porto di Gioia Tauro; Come? Alle vendite “<em>all’incanto”</em> ghiotte alle cosche chi poteva parteciparvi veniva scoraggiato in partenza. Le organizzazioni criminali in questione, per cui è stata accerta una ramificazione anche aldilà della sola Calabria, potevano contare su ruoli attivi come un appartenente alle forze dell’ordine per cui è stata ipotizzata una “rivelazione del segreto d’ufficio” in favore degli appartenenti alla cosca Piromalli ed anche “false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’Autorità Giudiziaria” per cui è chiamato a rispondere un Sacerdote “compiacente” reo di dichiarazioni «di comodo», che gli appartenenti al sodalizio potevano utilizzare per ottenere benefici e misure alternative alle pene.</p>
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		<title>INTERCETTAZIONI-Gdf: fermate in Lombardia 54 persone accusate di associazione di stampo ‘ndranghetista</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdf-fermate-in-lombardia-54-persone-accusate-di-associazione-di-stampo-ndranghetista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 10:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime ore dell’alba, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza stanno eseguendo 54 provvedimenti di fermo di indiziati di delitto, al termine di una lunga e articolata indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Milano e condotta dalla Squadra Mobile di Milano, unitamente al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dal [&#8230;]</p>
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<p>Dalle prime ore dell’alba, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza stanno eseguendo 54 provvedimenti di fermo di indiziati di delitto, al termine di una lunga e articolata indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Milano e condotta dalla Squadra Mobile di Milano, unitamente al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Como.</p>
<p>La complessa attività di indagine, sviluppatasi in coordinamento tra la DDA di Milano e la DDA di Reggio Calabria, ha consentito di ricostruire la storia di circa quindici anni di presenza della ‘ndrangheta nel territorio a cavallo tra le province di Como e Varese, evidenziandone la vocazione sempre più imprenditoriale e svelandone le modalità di mimetizzazione e compenetrazione con il tessuto economico-legale.</p>
<p>Si tratta di persone di origine calabrese provenienti dalla piana di Gioia Tauro, <strong>presunti appartenenti alla cosca Molè</strong>, che, avvalendosi della forza di intimidazione e della condizione di assoggettamento e omertà che ne è derivata, hanno, in un primo periodo, posto in essere, in modo stabile e continuativo, una serie indeterminata di delitti di estorsione, usura, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e corruzione, costringendo gli imprenditori lombardi al pagamento di ingenti somme di denaro per poi acquisire la totale gestione e controllo di attività economiche.</p>
<p>In particolare, l’indagine ha consentito di fotografe tre periodi storici, caratterizzati da altrettante modalità di assoggettamento del territorio:</p>
<p>• periodo 2007/2010, caratterizzato da numerosi episodi di estorsione in danno di imprenditori locali;</p>
<p>• periodo 2010/2019 in cui, alle estorsioni, si è aggiunto il controllo e la gestione economica di appalti assai remunerativi relativi al servizio di pulizia di grandi imprese ottenuti dall’organizzazione grazie alla “collusione” di un imprenditore che si presentava quale “faccia pulita”, titolare formale di cooperative operanti nel settore, cooperative con le quali veniva ideato ed attuato un articolato sistema di frode finalizzato all’evasione fiscale attraverso cui veniva finanziata l’associazione di stampo mafioso;</p>
<p>• periodo 2018 sino ad oggi in cui, disarticolato in parte il sistema di frode fiscale di cui al periodo precedente in seguito ad alcuni arresti, sono ripresi, su larga scala, gli episodi di estorsione in danno di piccoli e medi imprenditori e, anche, di semplici cittadini.</p>
<p>Molteplici sono stati i settori in cui vi sono indizi gravi che gli indagati siano riusciti ad estendere il loro controllo, dal settore del trasporto conto terzi alla ristorazione e ai servizi di pulizia e facchinaggio, caratterizzandone ognuno con il marchio dell’acquisizione illegale e/o della gestione illegale, in spregio di ogni norma a tutela degli interessi dello Stato, dei cittadini e degli altri imprenditori. Emblematico il caso di un noto ristorante milanese sito in un punto panoramico cittadino, gestito da una società riconducibile agli indagati che, dopo aver drenato notevoli risorse finanziarie illecite dagli indagati e verso gli indagati, accumulando, però, ingenti debiti nei confronti dell’erario, è stata dichiarata fallita per aver sistematicamente omesso il versamento delle imposte.</p>
<p>Agli indagati viene, altresì, contestato, in via indiziaria, l’utilizzo di modalità estorsive, di violenze e di fatti di illecita concorrenza che avrebbero consentito di gestire i sub appalti di una nota e storica società lombarda operante nel settore della produzione di bevande e connessa logistica. Le commesse di trasporto così illecitamente acquisite venivano poi spartite tra i vari affiliati consentendo a tutti lauti guadagni accresciuti, altresì, dal ricorso sistematico a false fatturazioni.</p>
<p>Accanto a questa ‘ndrangheta 2.0 Società Per Affari, mai abbandonato appare anche l’interesse per il traffico di stupefacenti, nell’ambito del quale sono chiaramente emerse le mire espansionistiche verso la Svizzera e, in particolare, verso il Cantone San Gallo divenuto una vera e propria base logistica per alcuni dei soggetti indagati che vi si sono stabilmente insediati, dedicandosi prevalentemente ai traffici di sostanza stupefacente proveniente dall’Italia, provvedendo, nel contempo, a radicarsi e ramificarsi allo scopo di costituire in loco nuove strutture territoriali di ‘ndrangheta. In questo filone, le attività d’indagine sono state effettuate avvalendosi di una Squadra Investigativa Comune costituita tra l’Autorità Giudiziaria Italiana e il Ministero Pubblico della Confederazione per la Svizzera.</p>
<p>Il coordinamento investigativo sia tra le rispettive polizie giudiziarie sia tra le DDA di Milano e Reggio Calabria, evidenziando la presenza di soggetti protagonisti di entrambe le indagini, ha consentito di confermare ancora una volta la struttura unitaria della ‘ndrangheta, pur nella sostanziale autonomia delle singole articolazioni territoriali, confermando il legame esistente tra i locali lombardi e i corrispondenti locali di ‘ndrangheta esistenti in Calabria, nonché il rilevante ruolo di Milano e della Lombardia, nelle dinamiche e negli interessi della ‘ndrangheta al nord Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdf-fermate-in-lombardia-54-persone-accusate-di-associazione-di-stampo-ndranghetista/">INTERCETTAZIONI-Gdf: fermate in Lombardia 54 persone accusate di associazione di stampo ‘ndranghetista</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: colpo alla cosca Molè oltre 100 misure cautelari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 08:17:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[piana di gioia tauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 100 misure cautelari chieste e ottenute dalle procure distrettuali antimafia di Milano, Firenze e Reggio Calabria sono in corso dalle prime ore del mattino contro presunti appartenenti alla cosca Molè della piana di Gioia Tauro. I reati contestati sono, a vario titolo, associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto illegale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ndrangheta-colpo-alla-cosca-mole-oltre-100-misure-cautelari/">&#8216;Ndrangheta: colpo alla cosca Molè oltre 100 misure cautelari</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oltre 100 misure cautelari chieste e ottenute dalle <strong>procure distrettuali antimafia di Milano</strong>, <strong>Firenze</strong> e <strong>Reggio Calabria</strong> sono in corso dalle prime ore del mattino contro presunti appartenenti alla cosca Molè della piana di Gioia Tauro.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>reati contestati</strong> sono, a vario titolo, associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, autoriciclaggio, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, produzione, traffico e cessione di sostanze stupefacenti, usura, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e corruzione. A condurre le indagini sono state le squadre mobili di Reggio Calabria, Milano, Firenze e Livorno, coordinate dal Servizio centrale operativo della Polizia. Al filone milanese dell&#8217;inchiesta ha lavorato anche il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Como. I dettagli dell&#8217;operazione saranno illustrati in tre distinte conferenze stampa che si terranno <strong>alle 10.45 in Procura a Milano e Firenze e nella Questura di Reggio Calabria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dell&#8217;indagine è stata sequestrata anche una tonnellata di cocaina proveniente dal Sudamerica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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