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	<title>Corecom Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Jul 2026 17:41:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Rapporto tra diritto di cronaca, libertà editoriale e disciplina delle comunicazioni commerciali audiovisive</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-tra-diritto-di-cronaca-liberta-editoriale-disciplina-delle-comunicazioni-commerciali-audiovisive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 12:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[atto]]></category>
		<category><![CDATA[Corecom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comitato Regionale per le Comunicazioni della Calabria, riunitosi in seduta ordinaria alla presenza del nuovo Dirigente del Settore, dott.ssa Maria Stefania Lauria, ha approvato all&#8217;unanimità un articolato atto di indirizzo giuridico concernente l&#8217;applicazione della disciplina sulle comunicazioni commerciali audiovisive nell&#8217;ambito della copertura giornalistica di fiere, manifestazioni espositive, eventi enogastronomici e iniziative di valorizzazione economica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Regionale per le Comunicazioni della Calabria, riunitosi in seduta ordinaria alla presenza del nuovo Dirigente del Settore, <strong>dott.ssa Maria Stefania Lauria</strong>, ha approvato all&#8217;unanimità un articolato <strong>atto di indirizzo giuridico</strong> concernente l&#8217;applicazione della disciplina sulle comunicazioni commerciali audiovisive nell&#8217;ambito della copertura giornalistica di fiere, manifestazioni espositive, eventi enogastronomici e iniziative di valorizzazione economica e territoriale.  L&#8217;iniziativa nasce dall&#8217;esperienza maturata dal Co.Re.Com. Calabria nell&#8217;esercizio delle funzioni delegate dall&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, attività che ha consentito di rilevare una significativa criticità interpretativa destinata ad incidere sull&#8217;intero sistema nazionale della vigilanza radiotelevisiva. L&#8217;atto, elaborato dal <strong>Presidente del Co.Re.Com. Calabria, Fulvio Scarpino</strong>, unitamente ai componenti del Comitato il <strong>Vice Presidente</strong> <strong>Mario Mazza, </strong>e <strong>il Segretario</strong> <strong>Pasquale Petrolo</strong>, rappresenta una riflessione giuridica organica sul delicato rapporto tra diritto di cronaca, libertà editoriale e disciplina delle comunicazioni commerciali audiovisive. Il documento non propone alcuna modifica del quadro normativo vigente né introduce deroghe al Testo unico dei servizi di media audiovisivi. Al contrario, richiama i principi costituzionali di legalità, imparzialità, buon andamento, proporzionalità, ragionevolezza, libertà di manifestazione del pensiero e pluralismo dell&#8217;informazione, evidenziando come la <strong>mera presenza di marchi, prodotti, imprese o stand espositivi all&#8217;interno di un servizio giornalistico non possa, di per sé sola, integrare automaticamente una comunicazione commerciale audiovisiva né giustificare l&#8217;avvio di un procedimento sanzionatorio</strong>. Secondo il Comitato, la qualificazione di un contenuto quale comunicazione commerciale richiede un rigoroso accertamento istruttorio della finalità promozionale del messaggio, dell&#8217;eventuale esistenza di rapporti economici, della permanenza dell&#8217;autonomia editoriale dell&#8217;emittente e dell&#8217;intero contesto comunicativo nel quale il servizio è stato realizzato. Particolare attenzione viene dedicata alle manifestazioni fieristiche, agli eventi enogastronomici, alle iniziative artigianali e di promozione territoriale, nelle quali imprese, marchi e prodotti rappresentano spesso il contenuto stesso della notizia e non già un elemento estraneo introdotto con finalità pubblicitarie. Proprio per tale ragione, il Comitato ha ritenuto necessario promuovere un confronto istituzionale di carattere nazionale. L&#8217;atto di indirizzo sarà infatti sottoposto al <strong>Coordinamento nazionale dei Presidenti dei Co.Re.Com.</strong>, convocato il prossimo <strong>16 luglio</strong>, affinché possa essere condiviso dall&#8217;intero sistema dei Comitati regionali e successivamente trasmesso all&#8217;<strong>Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni</strong> per le valutazioni di competenza e l&#8217;eventuale adozione di indirizzi interpretativi uniformi sull&#8217;intero territorio nazionale.</p>
<p>Contestualmente, il Co.Re.Com. Calabria ha approvato un <strong>atto di indirizzo istruttorio interno</strong>, destinato ad orientare l&#8217;esercizio delle funzioni delegate nelle more delle determinazioni dell&#8217;Autorità. L&#8217;atto stabilisce che, fino all&#8217;adozione di un orientamento interpretativo nazionale, i procedimenti dovranno essere definiti esclusivamente all&#8217;esito di una valutazione complessiva della fattispecie concreta, escludendo qualsiasi automatismo fondato sulla sola presenza di marchi, prodotti, imprese o loghi all&#8217;interno di servizi giornalistici dedicati ad eventi fieristici, iniziative di promozione territoriale e manifestazioni analoghe. L&#8217;eventuale esercizio del potere sanzionatorio dovrà pertanto essere preceduto dall&#8217;accertamento puntuale di tutti gli elementi costitutivi della comunicazione commerciale audiovisiva previsti dalla normativa vigente, nel pieno rispetto dei principi che regolano il procedimento amministrativo e sanzionatorio.</p>
<p><strong>«Non si tratta di attenuare il contrasto alla pubblicità occulta»</strong> – evidenzia il Comitato – <strong>«ma di garantire che ogni procedimento venga fondato su un&#8217;istruttoria completa, evitando automatismi interpretativi che potrebbero compromettere tanto la tutela dei consumatori quanto la libertà di informazione e il pluralismo dell&#8217;emittenza locale.» </strong>A quasi cinquant&#8217;anni dalle storiche pronunce della Corte costituzionale che hanno segnato la nascita del pluralismo radiotelevisivo italiano, il Co.Re.Com. Calabria ritiene che l&#8217;evoluzione dell&#8217;ecosistema mediatico renda oggi indispensabile un nuovo momento di riflessione istituzionale, capace di coniugare la piena tutela degli utenti con il diritto delle emittenti locali di svolgere la propria funzione informativa secondo criteri certi, uniformi e coerenti con i principi costituzionali ed europei. L&#8217;iniziativa assunta dal Comitato si pone l&#8217;obiettivo di offrire all&#8217;AGCOM e all&#8217;intero sistema dei Co.Re.Com. un contributo tecnico-giuridico finalizzato a rafforzare la <strong>certezza del diritto</strong>, assicurare un&#8217;applicazione uniforme della disciplina nazionale e fornire agli operatori dell&#8217;informazione criteri interpretativi chiari, prevedibili e rispettosi dell&#8217;equilibrio tra tutela del consumatore, libertà editoriale e diritto di cronaca. Per Scarpino, Mazza e Petrolo: <strong>«<em>Non è una scelta a favore delle emittenti o contro le sanzioni. È una scelta a favore della certezza del diritto. Le sanzioni devono colpire le effettive violazioni, non le zone d&#8217;ombra interpretative. È questo il principio che il Co.Re.Com. Calabria intende sottoporre al Coordinamento nazionale e, successivamente, all&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.»</em></strong></p>
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		<title>Calabria al vertice delle garanzie digitali: Scarpino riconfermato vice coordinatore nazionale dei Corecom italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:43:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Corecom]]></category>
		<category><![CDATA[digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Scarpino*]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riconferma del Presidente Scarpino assume un significato politico-istituzionale di particolare forza. Non è soltanto la conferma di un incarico: è il riconoscimento nazionale di un percorso che ha portato il Corecom Calabria a essere percepito come presidio avanzato di garanzia, educazione digitale, tutela dei minori e contrasto alle nuove fragilità. Un tributo tanto più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La riconferma del Presidente Scarpino assume un significato politico-istituzionale di particolare forza. Non è soltanto la conferma di un incarico: è il riconoscimento nazionale di un percorso che ha portato il Corecom Calabria a essere percepito come presidio avanzato di garanzia, educazione digitale, tutela dei minori e contrasto alle nuove fragilità. Un tributo tanto più rilevante perché attribuito a un presidente in prorogatio, ormai prossimo alla scadenza del mandato, superando una prassi che normalmente esclude i presidenti in scadenza dai ruoli di coordinamento. <em>“Sono emozionato e onorato per questa riconferma”,</em> ha dichiarato Fulvio Scarpino, “<em>perché rappresenta un segnale eccezionale del lavoro svolto dal Corecom Calabria, dai componenti Mario Mazza e Paolo Petrolo, dal personale del Corecom Calabria e dai tanti amici che ci sono stati vicini in questo lungo e appassionato percorso. Con il Corecom Academy in Tour, il Cybercrime Film Festival, l’indizione della prima Giornata nazionale sulla povertà educativa, il premio sulle minoranze linguistiche e la realizzazione dell’Osservatorio media e minori abbiamo lasciato un segno importante, portando la Calabria all’attenzione di tutti i Corecom come modello</em>”.</p>
<p>Scarpino ha poi richiamato il valore del lavoro compiuto dal Coordinamento nazionale guidato da Carola Barbato: <em>“In questi anni, anche attraverso il vice coordinamento prima condiviso con l’amico Marco Mazzoni, che ha poi assunto l’importante incarico di direttore generale della Giunta regionale del Veneto, il Coordinamento nazionale ha dimostrato il ruolo fondamentale dei Corecom nell’ambito delle garanzie. Lo hanno dimostrato la partecipazione a Sanremo della giuria delle radio, le forti posizioni assunte sulla situazione della cronaca in TV, poi poste all’attenzione del Garante della privacy e di Agcom, le battaglie condotte in tutta Italia a favore dei minori, il patentino digitale, i percorsi di media education, il controllo sulle pubblicità occulte, il supporto agli utenti nei contenziosi con telefonia e pay TV. I diversi protocolli nazionali hanno attestato i Corecom come agenzia di garanzia regionale”. </em>Particolarmente intenso, nelle parole del presidente del Corecom Calabria, il passaggio sulla riconferma ricevuta: “<em>La mia emozione è ancora più forte perché, per la prima volta, un presidente in prorogatio e prossimo alla scadenza del proprio mandato è stato nominato ai vertici del Coordinamento nazionale. Avrei dovuto soltanto votare, secondo una prassi per cui i presidenti in scadenza non assumono ruoli di coordinamento. La decisione, in primis di Carola Barbato e di tutti i presidenti, dal Lazio alla Lombardia, dal Trentino alla Basilicata, nessuno escluso, è stata per me un tributo inatteso, che mi ha sinceramente commosso. Mi ha fatto comprendere che il lavoro costante, silenzioso e duro produce risultati che restano, e che mi accompagneranno nel prosieguo del mio percorso di vita e professionale”</em>.</p>
<p>“<em>Ho lavorato al meglio delle mie possibilità</em>”, ha concluso Scarpino, “<em>e credo di aver saputo finalmente dare un senso alla domanda che mio figlio mi rivolse il giorno della mia nomina: ‘Papà, cosa è il Corecom?’. Oggi molte persone non solo sanno cosa sia il Corecom, ma sanno che il Corecom Calabria rappresenta un baluardo di formazione, contrasto alla fragilità, supporto alle scuole, agli utenti e ai più fragili. I miei colleghi presidenti mi hanno consegnato un riconoscimento dal valore soprattutto morale, che difficilmente dimenticherò</em>”.</p>
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		<title>Dalla Calabria primo modello italiano che unisce patentino ed educazione affettivo-relazionale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dalla-calabria-primo-modello-italiano-che-unisce-patentino-ed-educazione-affettivo-relazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 15:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[consegna]]></category>
		<category><![CDATA[Corecom]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[patentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla Calabria parte un modello educativo destinato a parlare all’intero Paese: il primo percorso che unisce il patentino digitale a una formazione strutturata di educazione affettivo-relazionale, consapevolezza emotiva, rispetto della dignità personale e prevenzione dei rischi della rete. Presso il Palazzo della Cultura di Pizzo sono stati consegnati i primi 150 patentini digitali agli studenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Calabria parte un modello educativo destinato a parlare all’intero Paese: il primo percorso che unisce il patentino digitale a una formazione strutturata di educazione affettivo-relazionale, consapevolezza emotiva, rispetto della dignità personale e prevenzione dei rischi della rete. Presso il Palazzo della Cultura di Pizzo sono stati consegnati i primi 150 patentini digitali agli studenti coinvolti nel Corecom Academy Tour, il progetto promosso dal Corecom Calabria per accompagnare le nuove generazioni verso un uso consapevole, responsabile e umano del digitale. Non una semplice consegna di attestati, ma la conclusione di un cammino educativo più profondo, costruito con la scuola, l’Università, le famiglie, la Chiesa e le istituzioni. Un percorso che ha messo i ragazzi al centro, non come destinatari passivi, ma come protagonisti di una nuova cultura digitale.</p>
<p>Il Presidente del Corecom Calabria, Avv. Fulvio Scarpino, ha indicato il significato più profondo dell’iniziativa: il patentino digitale non è un punto di arrivo burocratico, ma il segno di una maturazione personale, culturale e civile. «<em>Quella di oggi — ha evidenziato Scarpino — è una giornata importantissima, perché rappresenta una pietra miliare nel lavoro che il Corecom Calabria sta portando avanti con i minori e con le scuole. Non abbiamo consegnato soltanto un patentino. Abbiamo accompagnato questi ragazzi in un cammino che li ha resi protagonisti, più consapevoli nell’uso dei social media, più attenti al rispetto di sé stessi e della dignità degli altri»</em>. Per Scarpino, il digitale non può essere trattato come un semplice ambiente tecnico. È ormai uno spazio reale della vita dei ragazzi, nel quale si formano identità, relazioni, reputazione, ferite, fragilità e opportunità. «<em>Ogni messaggio, ogni immagine, ogni video, ogni parola pubblicata online produce conseguenze. La rete non è un mondo separato dalla vita. È vita. Per questo educare al digitale significa educare alla responsabilità, al limite, alla libertà, al rispetto. Significa insegnare ai ragazzi che dietro ogni profilo c’è una persona, dietro ogni schermo c’è una storia, dietro ogni offesa può esserci una ferita</em>». Il Presidente del Corecom Calabria ha poi sottolineato il carattere innovativo del progetto: la Calabria non si è limitata ad aderire al percorso nazionale del patentino digitale, ma lo ha arricchito con una dimensione ulteriore e decisiva, quella dell’educazione affettivo-relazionale. «<em>La vera sfida non è soltanto spiegare ai ragazzi come si usa una piattaforma. La vera sfida è aiutarli a capire come si sta dentro una relazione, anche quando quella relazione passa da uno schermo. Il digitale può amplificare il bene o il male. Può costruire comunità o generare solitudine. Può diventare conoscenza o violenza. Dipende dalla coscienza con cui lo si abita»</em>. Scarpino ha quindi rivendicato il ruolo del Corecom Calabria come presidio educativo e istituzionale vicino ai territori. «I<em>l Corecom non può essere soltanto un organismo tecnico. Deve essere un ponte. Un ponte tra istituzioni e ragazzi, tra scuola e famiglie, tra innovazione e umanità. Il Corecom Academy Tour nasce da questa convinzione: non lasciare soli i giovani davanti alla complessità del digitale, ma camminare con loro, ascoltarli, formarli e renderli cittadini digitali consapevoli</em>».</p>
<p>Alla giornata hanno preso parte il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, On. Salvatore Cirillo, S.E. Mons. Attilio Nostro, Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e Presidente dell’Osservatorio Media e Minori del Corecom Calabria, il Presidente del Corecom Calabria, Avv. Fulvio Scarpino, il Vicepresidente del Corecom Calabria, Mario Mazza, il Prof. Antonio Viscomi dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, il Dirigente scolastico Prof. Giuseppe Sangeniti e il Sindaco di Pizzo, Sergio Pititto, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale e della comunità ospitante. Il Sindaco Sergio Pititto, nel rivolgere il saluto istituzionale della città di Pizzo, ha evidenziato il valore della presenza del Corecom Calabria e delle istituzioni regionali in una giornata dedicata ai giovani, alla scuola e alla responsabilità educativa della comunità.</p>
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		<title>Scarpino: Serve un’intelligenza artificiale che protegga i ragazzi, non che impari a sfruttarne le fragilità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scarpino-serve-unintelligenza-artificiale-che-protegga-i-ragazzi-non-che-impari-a-sfruttarne-le-fragilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 09:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Corecom]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Scarpino*]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta a Napoli, nella prestigiosa cornice del Maschio Angioino, l’edizione degli “Stati Generali della Comunicazione sui Minori”, importante momento di confronto nazionale dedicato alla responsabilità dell’ecosistema comunicativo, ideato da Carola Barbato, Presidente del Corecom Campania e Coordinatrice Nazionale dei Corecom. Un parterre di assoluto rilievo ha accompagnato l’iniziativa: S.E.R. Mons. A. Di Donna, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta a Napoli, nella prestigiosa cornice del Maschio Angioino, l’edizione degli “Stati Generali della Comunicazione sui Minori”, importante momento di confronto nazionale dedicato alla responsabilità dell’ecosistema comunicativo, ideato da <strong>Carola Barbato</strong>, Presidente del Corecom Campania e Coordinatrice Nazionale dei Corecom. Un parterre di assoluto rilievo ha accompagnato l’iniziativa: <strong>S.E.R. Mons. A. Di Donna</strong>, Vescovo di Acerra e Presidente della Conferenza Episcopale campana, <strong>Mons. A. Foderaro</strong>, Vicepresidente della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sezione San Tommaso e giornalista, <strong>Don Tonino Palmese</strong>, Presidente della Fondazione Polis, e, nelle conclusioni, <strong>S.E. Rev. Cardinale Angelo Bagnasco</strong>. Presenti anche autorevoli rappresentanti istituzionali e del mondo della comunicazione, tra cui <strong>Vincenzo Varagona</strong>, Presidente nazionale UCSI, <strong>Avv. Nicola Sansalone</strong>, Dirigente del Servizio rapporti con i Corecom e Coordinamento ispettivo AGCOM.</p>
<p>«<em>Ci sono momenti in cui le parole “futuro” e “tecnologia” rischiano di diventare troppo comode. Le pronunciamo come se fossero neutre, inevitabili, lontane. Ma l’intelligenza artificiale non è più lontana. È già qui. È nelle case, nelle scuole, nei telefoni dei ragazzi, nelle loro ricerche, nelle loro curiosità, nelle loro solitudini. Come il cellulare, è entrata nel presente prima ancora che gli adulti avessero il tempo di comprenderla davvero</em>». Lo ha dichiarato Fulvio Scarpino, Vice Coordinatore Nazionale dei Corecom e Presidente del Corecom Calabria, intervenendo a Napoli, in occasione degli Stati Generali della Comunicazione sui Minori, dedicati alla responsabilità dell’ecosistema comunicativo. Al centro della riflessione, il progetto <strong>Colnissar</strong>, nato dall’iniziativa e dalla visione di industrie calabresi., quale esperienza di intelligenza artificiale etica, antropocentrica e orientata alla responsabilità pubblica. «<em>Colnissar </em>— afferma Scarpino —<em> indica una strada importante perché non parte dalla macchina, ma dall’uomo. Non si limita a chiedere cosa possa fare l’intelligenza artificiale, ma cosa debba evitare di fare. E questa è la vera differenza. Una IA etica non è una IA alla quale si mette un filtro alla fine. È una IA pensata fin dall’inizio per riconoscere il limite, proteggere la persona, non approfittare della fragilità, non manipolare la libertà</em>». Secondo Scarpino, il tema assume un rilievo decisivo soprattutto quando l’interlocutore è un minore. «<em>Un ragazzo non entra nel digitale con le difese di un adulto. Ci entra con la curiosità, con il bisogno di essere visto, con la voglia di capire, ma anche con paure, solitudini, insicurezze. A volte una domanda fatta a un chatbot non è solo una domanda. È una richiesta di ascolto. È una crepa. È un modo indiretto per dire: “ci sono, mi senti?”. Se dall’altra parte trova una macchina progettata soltanto per trattenere attenzione, assecondare, sedurre, orientare, allora il rischio non è più tecnologico. È umano</em>».</p>
<p>Il Presidente del Corecom Calabria richiama i rischi già emersi nel rapporto tra sistemi conversazionali e minori. «<em>Esistono chatbot che hanno intrattenuto conversazioni sessualizzate anche con minorenni, nonostante ciò dovesse essere vietato. Esistono sistemi che, davanti a segnali di disagio, autolesionismo o disperazione, non hanno saputo fermarsi. Esistono casi in cui strumenti conversazionali sono stati accusati di aver fornito risposte gravemente inadeguate su temi collegati al suicidio. Questo ci dice una cosa semplice: una tecnologia può essere molto avanzata e, nello stesso tempo, profondamente pericolosa se non è costruita dentro un perimetro etico e giuridico chiaro</em>». Scarpino ricorda anche un’esperienza personale maturata nel corso di un convegno a Salerno dedicato ai rischi del digitale. «<em>Ho sperimentato direttamente come un chatbot potesse arrivare a consigliare a un minore modalità e percorsi di gioco online. Quel passaggio mi ha colpito perché mostrava il pericolo più sottile: non sempre il danno nasce da una risposta apertamente illecita. Talvolta nasce da una relazione artificiale che accompagna, normalizza, sposta piano piano il limite. È lì che una IA etica diventa necessaria. Non per intervenire dopo, quando il danno è già avvenuto, ma per impedire che quel danno venga costruito dentro la conversazione</em>». In questa prospettiva, Scarpino collega Colnissar al paradigma dell’Innovazione Armonica elaborato da Francesco Cicione. «<em>Il pensiero di Francesco Cicione ci ricorda che l’innovazione non è armonica perché corre più veloce, ma perché tiene insieme sviluppo, persona, comunità, responsabilità e senso. Non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche umanamente accettabile. Non tutto ciò che è efficiente è giusto. La domanda vera è un’altra: questa tecnologia accresce la dignità della persona o la riduce a dato, profilo, bersaglio, consumo?». I</em>l Vice Coordinatore Nazionale richiama poi un altro fronte di attenzione: le nuove applicazioni dell’intelligenza artificiale al neuromarketing, alla profilazione comportamentale e alla persuasione algoritmica. «<em>Oggi non dobbiamo guardare soltanto all’IA che risponde. Dobbiamo guardare anche all’IA che osserva, misura, interpreta e orienta. I sistemi applicati al neuromarketing non cercano solo di capire cosa compriamo, ma cosa desideriamo, cosa temiamo, cosa ci emoziona, cosa ci rende più vulnerabili. Le ricadute non sono soltanto commerciali. Possono diventare politiche, culturali, democratiche. Quando la profilazione diventa capacità di influenzare comportamenti, opinioni e paure, il tema non riguarda più il mercato. Riguarda la libertà</em>». Per Scarpino, la tutela dei minori deve essere letta dentro questo quadro più ampio. «<em>Un ragazzo non è un consumatore in miniatura. Non è un elettore futuro da addestrare. Non è un profilo da intercettare nel momento della massima fragilità emotiva. È una persona in formazione. E una persona in formazione ha diritto a un ambiente digitale che non la seduca, non la manipoli, non la isoli, non la trasformi in materiale da previsione comportamentale</em>».</p>
<p>Il Presidente collega questa riflessione al percorso svolto dal Corecom Calabria. «<em>In questi anni abbiamo incontrato studenti, docenti, famiglie, giornalisti, giuristi, psicologi, rappresentanti della Chiesa, dell’università e delle istituzioni. Abbiamo parlato di cyberbullismo, fake news, hate speech, identità digitale, educazione affettiva, smartphone, intelligenza artificiale. Ma soprattutto abbiamo ascoltato i ragazzi. E ascoltandoli abbiamo capito che il digitale non è un luogo separato dalla loro vita. È una parte della loro vita. Per questo non basta dire loro di stare attenti. Dobbiamo costruire strumenti, regole e ambienti capaci di non sfruttare la loro attenzione, la loro solitudine, la loro fragilità</em>». Da Napoli, Scarpino sottolinea anche il valore della prospettiva calabrese. «<em>Che una riflessione così avanzata nasca in Calabria è un segnale forte. La Calabria non deve essere raccontata soltanto attraverso le sue ferite. Può essere luogo di pensiero, responsabilità, ricerca e visione. Può diventare laboratorio di un nuovo umanesimo digitale. Da una terra spesso considerata periferia può partire una domanda centrale per tutto il Paese: come impedire che l’intelligenza artificiale diventi più veloce della nostra coscienza?». </em>«<em>Il punto </em>— conclude Scarpino —<em> non è rendere la macchina più simile all’uomo. Il punto è impedire che l’uomo, soprattutto quando è giovane e fragile, venga ridotto a macchina. Se Colnissar saprà contribuire a questa direzione, non sarà soltanto un progetto tecnologico. Sarà un presidio culturale. E se la Calabria saprà essere protagonista di questa battaglia, avrà difeso una parte essenziale della democrazia: la libertà dei ragazzi di crescere senza essere manipolati</em>».</p>
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		<title>Appello istituzionale minori e social: il futuro è oggi&#8230;di Fulvio Scarpino*</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/appello-istituzionale-minori-e-social-il-futuro-e-oggi-di-fulvio-scarpino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[Corecom]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Scarpino*]]></category>
		<category><![CDATA[istituzionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Avverto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche, senza distinzione alcuna di appartenenza, di schieramento o di sensibilità culturale. Il disegno di legge n. 1136, recante Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale, è oggi al centro dell’attenzione parlamentare: si tratta di un passaggio reale, concreto, che segna una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Avverto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche, senza distinzione alcuna di appartenenza, di schieramento o di sensibilità culturale. Il disegno di legge n. 1136, recante Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale, è oggi al centro dell’attenzione parlamentare: si tratta di un passaggio reale, concreto, che segna una fase di maturazione istituzionale su un tema che per troppo tempo è rimasto privo di strumenti pienamente efficaci. È doveroso riconoscere che la politica, nel suo insieme, sta affrontando con crescente consapevolezza una delle questioni più complesse del nostro tempo: la protezione dei minori nell’ecosistema digitale. Non è una questione di parte. È un terreno comune, sul quale si sta costruendo una risposta normativa destinata a incidere in modo significativo sulla qualità della tutela. In questo contesto, il contributo dei territori assume un valore specifico. So bene che qualcuno potrebbe ritenere che questo non sia il compito di un singolo Corecom, richiamando le competenze dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni o del Garante per la protezione dei dati personali. Tuttavia, i Corecom non sono meri snodi amministrativi: sono presìdi territoriali della Repubblica, luoghi nei quali il dato normativo incontra la realtà concreta delle comunità. È proprio da qui che nasce questo intervento. Chi opera quotidianamente nelle scuole, nei percorsi di educazione ai media, nel confronto diretto con studenti, docenti e famiglie, conosce non solo i numeri, ma ciò che quei numeri rappresentano: fragilità, esposizione precoce, difficoltà relazionali, dinamiche spesso invisibili fino a quando non si trasformano in emergenza. Il Corecom Calabria vive ogni giorno questa dimensione, intercettando segnali che raramente emergono nelle analisi astratte. E lo affermo con la stessa coerenza con cui, in ogni riunione, in ogni convegno, in ogni incontro pubblico, ho sempre richiamato con chiarezza le responsabilità delle famiglie e, prima ancora, di noi genitori. Sono e restano tra i principali presìdi educativi. Ma proprio per questo non possono essere lasciati soli. Devono essere sostenuti, accompagnati, messi nelle condizioni di esercitare una responsabilità che oggi, nell’ecosistema digitale, è divenuta enormemente più complessa. Non è un’affermazione teorica.</em></p>
<p><em>Siamo stati tra i primi in Italia a promuovere un approccio integrato in cui l’educazione affettiva precede e sostiene l’educazione digitale. Con il Corecom Academy in Tour abbiamo costruito un percorso strutturato di formazione nei territori. Con il Cybercrime Film Festival – Premio Lucia Abiuso abbiamo introdotto un modello innovativo di prevenzione, capace di parlare ai giovani attraverso il linguaggio del cinema, nei luoghi in cui si forma la loro identità emotiva e relazionale. Questa esperienza sul campo si intreccia con i dati ufficiali.</em><br />
<em>Il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha subìto almeno un episodio offensivo o di esclusione; il 21% ne è vittima in modo reiterato; il 34% ha subìto aggressioni online. Il 13,5% degli adolescenti presenta un uso problematico dei social media. Si registrano 6.024 accessi al pronto soccorso di minori per violenza nel periodo 2017–2023, con una incidenza significativa nella fascia 11–17 anni. Sul piano penale, si contano migliaia di procedimenti per adescamento e pedopornografia. Sul versante della salute mentale, le istituzioni sanitarie segnalano un aumento delle manifestazioni di disagio, tra cui autolesionismo, ritiro sociale e ideazione suicidaria. Si tratta di indicatori convergenti, che descrivono una realtà già in atto. Accanto a questi dati, emerge con forza la voce della società. La petizione promossa dal Corecom Calabria per limitare l’accesso libero e incontrollato dei minori ai siti per adulti ha raccolto 3.483 adesioni in poche settimane. Rapportato alla dimensione dei canali istituzionali utilizzati, questo risultato assume un valore percentuale particolarmente significativo: non è una mobilitazione costruita, ma una risposta spontanea. È il segnale di una richiesta di protezione che proviene direttamente dalle famiglie. Ed è proprio in risposta a questa domanda sociale che il percorso normativo in atto assume un valore ancora più rilevante. Il punto centrale resta uno: porre un limite reale. Un limite che non sia soltanto dichiarato, ma effettivo. Un limite che non resti affidato alla sola responsabilità individuale, ma che sia sostenuto da strumenti giuridici e tecnici adeguati.</em></p>
<p><em>In questa prospettiva, la certificazione dell’età rappresenta un elemento decisivo. Non è un aggravio burocratico, ma la condizione necessaria per rendere concreta la tutela. Senza una verifica credibile, ogni limite resta esposto all’elusione; con la certificazione, il principio si traduce in protezione effettiva. Allo stesso tempo, deve essere affermato con chiarezza che le famiglie non devono essere gravate da un approccio sanzionatorio. La tutela dei minori richiede sostegno, strumenti, alleanza educativa. Richiede istituzioni che affianchino, non che sostituiscano o colpiscano. Per queste ragioni, l’appello che si rivolge alla politica, nel suo complesso, è di proseguire con determinazione lungo il percorso intrapreso, valorizzando questa occasione come un momento di responsabilità condivisa. L’introduzione di una disciplina organica, fondata su limiti reali, su sistemi efficaci di certificazione dell’età, sul sostegno alle famiglie e sul rafforzamento delle politiche educative, rappresenta un passaggio essenziale. Non si tratta soltanto di regolare un ambito tecnologico. Si tratta di accompagnare una generazione. Il futuro non è domani. Il futuro è oggi. E oggi ha il volto dei nostri figli&#8221;.</em><br />
*Presidente del Corecom Calabria e .Vice Coordinatore Nazionale dei Presidenti dei Corecom Italiani</p>
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		<title>Crimini e criminalità informatica, Corecom e Magna Graecia: ecco i rischi del web</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crimini-e-criminalita-informatica-corecom-e-magna-graecia-ecco-i-rischi-del-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 10:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sono momenti in cui le parole non restano confinate ai microfoni, ma attraversano le persone, le scuole, le coscienze. Il convegno–seminario sui nuovi reati informatici e sui rischi del web, organizzato dal Corecom Calabria e dal Digit Lab Law dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, è stato uno di quei momenti rari in cui l’istituzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Ci sono momenti in cui le parole non restano confinate ai microfoni, ma attraversano le persone, le scuole, le coscienze. Il convegno–seminario sui nuovi reati informatici e sui rischi del web, organizzato dal Corecom Calabria e dal Digit Lab Law dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, è stato uno di quei momenti rari in cui l’istituzione smette di essere astratta e diventa presenza viva. Un incontro nato nel solco della Media Education promossa dall’AGCOM e delle attività di Terza Missione dell’Università, ma che ha rapidamente superato i confini del formato accademico e del rito convegnistico, trasformandosi in un’esperienza collettiva di ascolto, confronto e consapevolezza, davanti a una platea di studenti chiamati non a subire un messaggio, ma a misurarsi con la complessità del presente&#8221;.</em> E&#8217; quanto si legge in una nota stampa.</p>
<p>&#8220;<em>A fare da cornice, la scuola, guidata dal Dirigente scolastico Vito Sanzo, che ha dimostrato come un istituto possa diventare luogo autentico di cittadinanza, capace di ospitare confronti di altissimo livello e di offrire agli studenti occasioni che non sono lezioni tradizionali, ma esperienze formative profonde. Non a caso, l’incontro è apparso a molti come un misto potente di lectio magistralis, racconto di vita e passione civile, capace di lasciare un segno duraturo. Al centro della mattinata, l’intervento del Salvatore Curcio, Procuratore della Repubblica di Catanzaro. Le sue parole- prosegue la nota -, nette e prive di qualsiasi enfasi artificiale, hanno restituito con chiarezza il volto attuale della criminalità organizzata nell’era digitale. La ’ndrangheta – </em>ha spiegato<em> – si muove ormai stabilmente sul dark web, utilizza criptotelefoni e sistemi di comunicazione cifrata, gestisce traffici internazionali con una rapidità impressionante, arrivando a spostare decine di migliaia di tonnellate di cocaina con un semplice messaggio, eludendo controlli e confini. Un’evoluzione criminale che non è solo tecnologica, ma strategica: le mafie non rincorrono il progresso, lo anticipano, lo sfruttano, lo piegano ai propri interessi. Curcio ha ricordato come oggi il riciclaggio, la logistica, il comando delle organizzazioni e persino il proselitismo possano avvenire a distanza, talvolta anche dall’interno degli istituti penitenziari, rendendo il contrasto una rincorsa continua tra Stato e criminalità. </em><em>In questo scenario, il Procuratore ha sottolineato con forza come le indagini non possano che diventare sempre più tecnologiche, sempre più avanzate, sempre più integrate. Software, analisi dei dati, strumenti digitali e intelligenza artificiale rappresentano oggi un supporto imprescindibile all’attività investigativa. Ma, ha chiarito con fermezza, nessuna tecnologia potrà mai sostituire la valutazione umana, il discernimento del giudice, la responsabilità della decisione. È in questo equilibrio delicato che si gioca la credibilità dello Stato nell’era digitale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Con pari intensità &#8211; </em>si legge ancora<em> &#8211; si è collocato l’intervento del Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, che ha ampliato lo sguardo dal piano giudiziario a quello dell’intero sistema Paese. Il cybercrime – ha evidenziato – non colpisce più soltanto singoli individui, ma investe l’intero sistema economico, produttivo e istituzionale, minando la sicurezza, la fiducia e la coesione sociale. La Ferro ha richiamato l’impegno straordinario delle forze dell’ordine, in particolare della Polizia Postale, ricordando numeri che raccontano una presenza costante e silenziosa sul territorio digitale: migliaia di accessi, arresti, operazioni, soprattutto nel contrasto alla pedopornografia e allo sfruttamento dei minori online. Ma il cuore del suo intervento è stato un messaggio chiaro e diretto: la repressione arriva sempre dopo. La vera sfida è quella preventiva, educativa, culturale. Ed è nelle scuole che questa sfida deve essere affrontata, accompagnando ragazzi e famiglie prima che il web diventi luogo di ricatto, isolamento o violenza invisibile. In questo quadro si inserisce l’annuncio dell’evoluzione del Premio Lucia Abiuso, che trova oggi il suo naturale sviluppo nel Cybercrime Film Festival, la cui presentazione è prevista nella terza settimana di febbraio. Un progetto che non nasce come semplice evento, ma come percorso strutturato di Media Education rivolto agli studenti, capace di utilizzare il linguaggio del cinema e dell’audiovisivo per parlare di legalità, fragilità, responsabilità e rispetto. Un’iniziativa che, per impostazione, respiro e ambizione educativa, si colloca su un piano inedito nel panorama internazionale, aprendo una strada nuova nel modo di prevenire il cybercrime attraverso la cultura&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;A tenere insieme il confronto, nel ruolo di moderatore, è stato il prof. Antonio Viscomi, Direttore del Digit Lab Law, che ha guidato il dialogo tra magistratura, istituzioni e università, restituendo agli studenti la consapevolezza che la transizione digitale può essere subita o governata, ma che in ogni caso chiama tutti a una responsabilità nuova.</em><br />
<em>Nel corso dell’incontro, il Presidente del Corecom Calabria, Fulvio Scarpino, ha riportato l’attenzione su una dimensione spesso invisibile: il sacrificio personale che accompagna il servizio alle istituzioni. Nel ricordare il percorso umano e professionale del Procuratore Curcio, segnato anche dagli anni durissimi dell’operazione Decollo, Scarpino ha parlato di una dedizione totale, che ha coinvolto anche la sfera familiare, di scelte che non finiscono con l’orario di lavoro e che raramente trovano spazio nel racconto pubblico. A quelle parole- </em>si evidenzia nel comunicato stampa<em> -, la sala dei ragazzi è esplosa. Non in un applauso rituale, ma in un abbraccio collettivo, in un applauso lungo, interminabile, capace di attraversare tutta la platea e di commuovere non solo il Procuratore, ma l’intera sala. Un riconoscimento spontaneo e potente a un eroe comune, a chi ha scelto di servire lo Stato senza risparmiarsi.</em><br />
<em>Il convegno si è svolto alla presenza del Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, del Questore di Crotone Renato Panvino, e dei massimi vertici delle forze dell’ordine, con rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato. Presenze che hanno rafforzato il valore istituzionale dell’incontro e la percezione, chiara per tutti, di uno Stato presente, unito, credibile. Catanzaro, per un giorno, è diventata il luogo in cui il digitale non è stato raccontato come destino inevitabile, ma come campo di responsabilità condivisa. Un luogo in cui la legalità ha preso voce, volto ed emozione. Ed è da qui che il percorso continuerà&#8221;</em>&#8211; conclude la nota degli organizzatori dell&#8217;iniziativa.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-361967" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-300x146.jpeg" alt="" width="645" height="314" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-300x146.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-1024x498.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-768x373.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-864x420.jpeg 864w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-696x338.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10-1068x519.jpeg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-26-at-15.09.10.jpeg 1179w" sizes="(max-width: 645px) 100vw, 645px" /></p>
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		<title>Corecom Calabria: nuova alleanza istituzionale contro l&#8217;azzardo digitale che divora i giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 07:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[azzardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore di una stagione segnata da profondi cambiamenti sociali, la giornata di ieri ha rappresentato un autentico spartiacque nell&#8217;impegno collettivo per la tutela dei minori contro le nuove forme di azzardo. All&#8217;interno della prestigiosa sala dell&#8217;Ordine dei Medici di Reggio Calabria, si è compiuto un autentico atto fondativo. Per la prima volta, la comunità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore di una stagione segnata da profondi cambiamenti sociali, la giornata di ieri ha rappresentato un autentico spartiacque nell&#8217;impegno collettivo per la tutela dei minori contro le nuove forme di azzardo. All&#8217;interno della prestigiosa sala dell&#8217;Ordine dei Medici di Reggio Calabria, si è compiuto un autentico atto fondativo. Per la prima volta, la comunità medica, la Garante della Salute regionale e il Corecom Calabria si sono ritrovati attorno allo stesso tavolo per dare corpo a un&#8217;alleanza trasversale, concreta, fondata sulla responsabilità e sull&#8217;urgenza di proteggere i giovani dalle insidie delle nuove dipendenze digitali.<br />
La cornice è stata quella di un confronto vero, partecipato e ricco di contributi, in cui ciascuna delle istituzioni presenti – rappresentate da Fulvio Scarpino, Presidente del Corecom Calabria, Pasquale Veneziano, Presidente provinciale dell&#8217;Ordine dei Medici, con il vicepresidente Vincenzo Nociti, il segretario Marco Tescione e il tesoriere Bruno Porcino, e Anna Maria Stanganelli, Garante della Salute regionale – ha portato la propria visione, le proprie competenze e il proprio vissuto di ascolto e servizio. Sin dall&#8217;apertura dei lavori è emersa la volontà condivisa di superare ogni barriera formale e aprirsi a un dialogo franco, schietto e costruttivo, finalizzato a individuare strategie innovative e sinergiche per la prevenzione, la formazione e l&#8217;ascolto delle nuove generazioni.</p>
<p>Sono stati portati all&#8217;attenzione dei partecipanti dati, esperienze di lavoro sul campo e testimonianze che hanno restituito tutta la complessità e l&#8217;urgenza del fenomeno. L&#8217;incontro si è trasformato così in un vero e proprio laboratorio permanente di idee, prassi e strategie, con la ferma decisione di istituire una cabina di regia stabile, in dialogo costante con scuole, famiglie, servizi sociali e tutto il tessuto territoriale, pronta a rispondere con tempestività e innovazione alle sfide che la contemporaneità digitale pone ai più giovani. Di particolare rilievo è stata la scelta di non limitarsi alla mera dichiarazione d&#8217;intenti, ma di siglare un vero patto operativo, destinato a produrre effetti concreti: dalla condivisione delle migliori pratiche tra le istituzioni, alla programmazione di campagne formative e informative su vasta scala, fino all&#8217;avvio di protocolli di segnalazione e presa in carico precoce delle situazioni di rischio. La forza di questa alleanza risiede nella convinzione, ribadita a più voci, che nessun ragazzo debba più essere lasciato solo davanti a sfide che nessun adolescente dovrebbe affrontare senza il sostegno della propria comunità.</p>
<p>La prevenzione dell&#8217;azzardo minorile non dovrà essere più lasciata all&#8217;iniziativa di singole realtà, ma deve diventare una priorità condivisa e una responsabilità collettiva: questo primo incontro ha voluto rappresentare la premessa di una rivoluzione culturale fondata sulla dignità, la sicurezza e il futuro delle nuove generazioni. Al termine del confronto, le istituzioni hanno ribadito l&#8217;urgenza di un&#8217;azione congiunta, certificata dai dati: quasi un adolescente su cinque tra i 14 e i 17 anni in Italia ha già sperimentato il gioco d&#8217;azzardo online, e le piattaforme digitali – spesso supportate da chatbot e intelligenze artificiali – rappresentano oggi la principale via di accesso per i minori, con conseguenze documentate di dipendenza, isolamento e disagio psicologico. Medici, garanti e Comitato per le comunicazioni hanno assunto l&#8217;impegno, dunque, a trasformare questa consapevolezza in azione concreta e strutturata, promuovendo prevenzione, formazione, ascolto, sensibilizzazione e protocolli di tutela, affinché nessun giovane sia più lasciato solo davanti alle nuove insidie dell&#8217;azzardo digitale. È un patto di responsabilità collettiva, per restituire ai ragazzi la fiducia e la certezza di non essere più invisibili.</p>
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		<title>Fulvio Scarpino: le nuove regole dell&#8217;Agcom lungo la strada tracciata dal Corecom Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fulvio-scarpino-le-nuove-regole-dellagcom-lungo-la-strada-tracciata-dal-corecom-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 08:41:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Corecom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una recente delibera, l&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha finalmente posto una pietra miliare nella protezione dei minori nel contesto digitale: l&#8217;introduzione di un sistema rigoroso di verifica dell&#8217;età per l&#8217;accesso ai contenuti sensibili, in attuazione del cosiddetto &#8220;Decreto Caivano&#8221;. &#8220;In un momento che ci vede testimoni di un cambiamento, vogliamo ricordare con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una recente delibera, l&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha finalmente posto una pietra miliare nella protezione dei minori nel contesto digitale: l&#8217;introduzione di un sistema rigoroso di verifica dell&#8217;età per l&#8217;accesso ai contenuti sensibili, in attuazione del cosiddetto &#8220;Decreto Caivano&#8221;. &#8220;In un momento che ci vede testimoni di un cambiamento, vogliamo ricordare con fierezza che è stato proprio il Corecom Calabria, per primo, ad alzare la voce contro l&#8217;accesso indiscriminato ai contenuti pornografici da parte dei minori, denunciando con forza e determinazione l&#8217;assenza di filtri, di controlli, di senso del limite&#8221;, afferma il Presidente del Comitato regionale per le Comunicazioni, Fulvio Scarpino. </p>
<p>&#8220;Già dal 2024 , di fronte a un fenomeno tanto diffuso quanto taciuto – l&#8217;accesso indisturbato dei minori a contenuti pornografici sul web – abbiamo deciso di promuovere una raccolta firme per chiedere un blocco automatico a tali contenuti, attivabile solo previa identificazione e verifica della maggiore età. Non una provocazione. Non un atto di moralismo. Ma un grido civile, un gesto d&#8217;amore per l&#8217;infanzia, un dovere educativo e istituzionale. Abbiamo voluto portare il dibattito fuori dai recinti tecnici e inserirlo in un contesto più alto: quello della tutela della crescita psico-affettiva dei nostri figli. Perché oggi più che mai occorre dire, con fermezza: un bambino lasciato solo davanti allo schermo non è un bambino libero. È un bambino abbandonato. L&#8217;infanzia non chiede algoritmi, ma adulti. Non cerca scorciatoie, ma confini sicuri&#8221;.</p>
<p>L&#8217;impianto costruito da Agcom, con il contributo del Garante per la Privacy e il riscontro delle istituzioni europee, si presenta come una fortezza di tutela basata su sistemi di doppio anonimato, identificazione sicura, rispetto dei dati personali, inclusività e proporzionalità. &#8220;Proteggere i più fragili non è censura, è civiltà – evidenzia Scarpino -. Rivendico con orgoglio, dunque, l&#8217;impegno del Corecom Calabria, che non si è limitato a osservare, ma ha agito, ha parlato, ha raccolto firme, ha coinvolto famiglie, istituzioni, educatori. E continuerà a farlo. Perché il futuro non si difende per decreto. Si difende ogni giorno, con la cura, la presenza e il coraggio di chi sceglie di non restare in silenzio&#8221;.</p>
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		<title>Corecom Academy in Tour: in Calabria porta l&#8217;educazione digitale e affettiva nelle scuole</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/corecom-academy-in-tour-in-calabria-porta-leducazione-digitale-e-affettiva-nelle-scuole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 08:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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		<category><![CDATA[affettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Corecom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sensibilizzare i giovani sui rischi legati ai media digitali per aiutarli a navigare in rete in maniera corretta e consapevole. E’ questo il principale obiettivo del progetto &#8220;Corecom Academy in Tour&#8221;, partito ufficialmente con la firma del protocollo d’intesa, avvenuta al Campus dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, tra il Presidente del Co.Re.Com. Calabria, Fulvio Scarpino, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sensibilizzare i giovani sui rischi legati ai media digitali per aiutarli a navigare in rete in maniera corretta e consapevole. E’ questo il principale obiettivo del progetto &#8220;Corecom Academy in Tour&#8221;, partito ufficialmente con la firma del protocollo d’intesa, avvenuta al Campus dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, tra il Presidente del Co.Re.Com. Calabria, Fulvio Scarpino, il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Filippo Mancuso, e il Rettore dell’Umg, Giovanni Cuda, alla presenza anche del professore Antonio Viscomi, responsabile scientifico dell’iniziativa. </p>
<p>Il progetto pilota, che parte dalla Calabria per poi estendersi a tutto il territorio nazionale, mira a creare un modello replicabile di educazione integrata sui temi dell&#8217;educazione digitale e affettiva e prevenzione del cybercrime tra i giovani. Un faro di conoscenza e sicurezza, progettato per offrire ai giovani, ma anche ai loro insegnanti e alle loro famiglie, gli strumenti per governare e non essere governati dalle onde del digitale. Le attività di ricerca e formazione coinvolgeranno gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado in workshop interattivi, sessioni di formazione mirate e discussioni guidate, coniugando approcci didattici interattivi, uso di tecnologie avanzate e collaborazioni strategiche. Inoltre, il progetto prevede una valutazione continua attraverso questionari di gradimento e analisi dei risultati, condividendo metodologie e obiettivi legati anche al percorso del “Patentino Digitale” elaborato da Agcom. </p>
<p>“Con il lancio di Corecom Academy in Tour, stiamo facendo un passo decisivo verso la realizzazione di una società digitale più giusta e informata. È nostro dovere proteggere ed educare i giovani all&#8217;uso consapevole e responsabile delle tecnologie che permeano un mondo sempre più connesso, ma spesso privo di guida”, commenta il Presidente del Comitatato regionale per le comunicazioni, Fulvio Scarpino. “Crediamo fermamente che l&#8217;educazione non debba limitarsi a diffondere conoscenze, ma mirare soprattutto alla formazione di cittadini responsabili e informati. Invito quindi tutti gli stakeholders — scuole, famiglie, enti locali — a collaborare attivamente con noi in questa iniziativa, per promuovere un ambiente digitale sicuro, etico ed inclusivo e garantire che questo possa essere un modello replicabile a livello nazionale&#8221;. </p>
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		<title>Festival Sanremo, Fulvio Scarpino: Corecom e Rai insieme con Giuria delle Radio per dare voce ai giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 08:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Corecom]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Scarpino*]]></category>
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		<category><![CDATA[Rai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sanremo 2025 segna il ritorno della prestigiosa &#8220;Giuria delle Radio&#8221;, una straordinaria iniziativa che rinnova il legame tra il mondo della musica e quello della comunicazione, sottolineando l&#8217;importanza sociale e culturale delle emittenti radiofoniche. In occasione della 75/ma edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, in programma dall’11 al 15 febbraio 2025, la RAI [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sanremo 2025 segna il ritorno della prestigiosa &#8220;Giuria delle Radio&#8221;, una straordinaria iniziativa che rinnova il legame tra il mondo della musica e quello della comunicazione, sottolineando l&#8217;importanza sociale e culturale delle emittenti radiofoniche. In occasione della 75/ma edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, in programma dall’11 al 15 febbraio 2025, la RAI ha rinnovato l’intesa con i CORECOM di tutta Italia per l’istituzione della Giuria delle Radio, composta da emittenti nazionali e locali. Un’iniziativa che guarda non solo alla grande tradizione musicale italiana, ma anche al futuro, riconoscendo il ruolo centrale delle radio, mezzo insostituibile di aggregazione e partecipazione sociale, nella scoperta di talenti emergenti e nella diffusione di nuove tendenze artistiche. Fulvio Scarpino, Vice-Coordinatore Nazionale dei Corecom Italiani nonché Presidente del Corecom Calabria, ha così commentato il valore dell’iniziativa: &#8220;In un’epoca segnata da velocità e frammentazione, la radio continua a rappresentare uno spazio di ascolto e riflessione, uno specchio nel quale le comunità e soprattutto i giovani possono riconoscersi e ritrovarsi. La radio è empatia in frequenza, una finestra sempre aperta sul mondo capace di abbattere le distanze e costruire legami invisibili ma profondi. La Giuria delle Radio è, dunque, un’opportunità straordinaria per rafforzare questo dialogo tra tradizione e innovazione, tra identità e cambiamento&#8221;.</p>
<p>Il contributo dei Comitati Regionali per le Comunicazioni (Corecom) è stato determinante per sostenere e promuovere questa iniziativa, confermando il loro impegno nel garantire trasparenza, inclusività e qualità nei contenuti radiotelevisivi. La presenza della radio al Festival di Sanremo testimonia il valore sociale di questo mezzo di comunicazione, consolidando il ruolo della musica come linguaggio universale capace di unire le persone.  “Per i giovani, la radio rappresenta uno stimolo a guardare oltre, oggi più che mai abbiamo bisogno di strumenti che sappiano interpretare le ansie e i sogni delle nuove generazioni, offrendo loro uno spazio di espressione autentica. La Giuria delle Radio incarna proprio questo spirito, trasformando Sanremo in un simbolo di apertura, dialogo e crescita collettiva.&#8221;</p>
<p>La selezione delle emittenti &#8211; che invitate tra quelle già iscritte al ROC potranno inoltrare apposita istanza entro il 15 gennaio &#8211; avverrà sulla base di criteri definiti dalla RAI, mirati a garantire una rappresentanza capillare ed inclusiva dell’intero territorio italiano. Sono escluse le radio solo DAB e solo WEB, essendo requisito imprescindibile la trasmissione in FM. Un processo di selezione che mira a valorizzare il pluralismo e la varietà culturale, elementi fondamentali per riflettere la ricchezza e la complessità della scena musicale italiana.</p>
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