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  • Dalla Calabria primo modello italiano che unisce patentino ed educazione affettivo-relazionale

    Dalla Calabria primo modello italiano che unisce patentino ed educazione affettivo-relazionale

    Dalla Calabria parte un modello educativo destinato a parlare all’intero Paese: il primo percorso che unisce il patentino digitale a una formazione strutturata di educazione affettivo-relazionale, consapevolezza emotiva, rispetto della dignità personale e prevenzione dei rischi della rete. Presso il Palazzo della Cultura di Pizzo sono stati consegnati i primi 150 patentini digitali agli studenti coinvolti nel Corecom Academy Tour, il progetto promosso dal Corecom Calabria per accompagnare le nuove generazioni verso un uso consapevole, responsabile e umano del digitale. Non una semplice consegna di attestati, ma la conclusione di un cammino educativo più profondo, costruito con la scuola, l’Università, le famiglie, la Chiesa e le istituzioni. Un percorso che ha messo i ragazzi al centro, non come destinatari passivi, ma come protagonisti di una nuova cultura digitale.

    Il Presidente del Corecom Calabria, Avv. Fulvio Scarpino, ha indicato il significato più profondo dell’iniziativa: il patentino digitale non è un punto di arrivo burocratico, ma il segno di una maturazione personale, culturale e civile. «Quella di oggi — ha evidenziato Scarpino — è una giornata importantissima, perché rappresenta una pietra miliare nel lavoro che il Corecom Calabria sta portando avanti con i minori e con le scuole. Non abbiamo consegnato soltanto un patentino. Abbiamo accompagnato questi ragazzi in un cammino che li ha resi protagonisti, più consapevoli nell’uso dei social media, più attenti al rispetto di sé stessi e della dignità degli altri». Per Scarpino, il digitale non può essere trattato come un semplice ambiente tecnico. È ormai uno spazio reale della vita dei ragazzi, nel quale si formano identità, relazioni, reputazione, ferite, fragilità e opportunità. «Ogni messaggio, ogni immagine, ogni video, ogni parola pubblicata online produce conseguenze. La rete non è un mondo separato dalla vita. È vita. Per questo educare al digitale significa educare alla responsabilità, al limite, alla libertà, al rispetto. Significa insegnare ai ragazzi che dietro ogni profilo c’è una persona, dietro ogni schermo c’è una storia, dietro ogni offesa può esserci una ferita». Il Presidente del Corecom Calabria ha poi sottolineato il carattere innovativo del progetto: la Calabria non si è limitata ad aderire al percorso nazionale del patentino digitale, ma lo ha arricchito con una dimensione ulteriore e decisiva, quella dell’educazione affettivo-relazionale. «La vera sfida non è soltanto spiegare ai ragazzi come si usa una piattaforma. La vera sfida è aiutarli a capire come si sta dentro una relazione, anche quando quella relazione passa da uno schermo. Il digitale può amplificare il bene o il male. Può costruire comunità o generare solitudine. Può diventare conoscenza o violenza. Dipende dalla coscienza con cui lo si abita». Scarpino ha quindi rivendicato il ruolo del Corecom Calabria come presidio educativo e istituzionale vicino ai territori. «Il Corecom non può essere soltanto un organismo tecnico. Deve essere un ponte. Un ponte tra istituzioni e ragazzi, tra scuola e famiglie, tra innovazione e umanità. Il Corecom Academy Tour nasce da questa convinzione: non lasciare soli i giovani davanti alla complessità del digitale, ma camminare con loro, ascoltarli, formarli e renderli cittadini digitali consapevoli».

    Alla giornata hanno preso parte il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, On. Salvatore Cirillo, S.E. Mons. Attilio Nostro, Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e Presidente dell’Osservatorio Media e Minori del Corecom Calabria, il Presidente del Corecom Calabria, Avv. Fulvio Scarpino, il Vicepresidente del Corecom Calabria, Mario Mazza, il Prof. Antonio Viscomi dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, il Dirigente scolastico Prof. Giuseppe Sangeniti e il Sindaco di Pizzo, Sergio Pititto, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale e della comunità ospitante. Il Sindaco Sergio Pititto, nel rivolgere il saluto istituzionale della città di Pizzo, ha evidenziato il valore della presenza del Corecom Calabria e delle istituzioni regionali in una giornata dedicata ai giovani, alla scuola e alla responsabilità educativa della comunità.

     

     

  • Carabinieri Tpc consegnano reperti a Parchi archeologici Crotone e Sibari

    Carabinieri Tpc consegnano reperti a Parchi archeologici Crotone e Sibari

    Il 15 aprile 2026, a Cosenza nella Sala Leone di Palazzo Arnone, i Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno consegnato al Direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari 46 reperti archeologici recuperati in Italia e in Francia nel corso delle attività svolte nell’indagine denominata “ACHEI”, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone. L’evento si è svolto alla presenza del Prefetto di Cosenza e del Comandante Provinciale Carabinieri di Cosenza, oltre alle Autorità civili, militari e religiose provinciali e cittadine. Gli straordinari reperti archeologici restituiti, di importante valore storico-culturale ed economico, sono stati rintracciati nel contesto di una complessa attività d’indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo TPC di Cosenza che ha acclarato l’esistenza di un vasto traffico su scala nazionale e internazionale con ramificazioni in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia — di reperti archeologici scavati clandestinamente sul territorio italiano.

    Tra i beni consegnati figurano anche reperti sequestrati in Francia e rimpatriati lo scorso 16 ottobre su provvedimento dell’Autorità Giudiziaria francese che ne ha disposto la loro consegna allo Stato Italiano. Le indagini, svolte tra il 2017 e il 2018, hanno permesso di ricostruire i sistematici saccheggi operati da squadre di “tombaroli” che, con una articolata suddivisione di competenze e ruoli, garantivano al mercato clandestino un flusso continuo di preziosi beni archeologici, venduti in articolati e complessi canali di ricettazione in Italia e all’estero. L’operazione si è conclusa con l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari da parte del GIP del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed esportazione illecita, nonché l’esecuzione di 80 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti, indagati in stato di libertà.

    L’odierna restituzione al patrimonio dello Stato di beni culturali recuperati è frutto di azioni complesse, compiute in stretta sinergia con gli organi centrali e periferici del MiC, con l’impegno e la professionalità di donne e uomini, militari e civili specializzati nello specifico settore, che hanno permesso di salvare importanti testimonianze artistiche che appartengono alla collettività e che raccontano la storia e l’evoluzione della nostra civiltà.

  • Crotone: 16enne ritrova portafoglio con denaro e carta di credito e lo consegna alla Polizia

    Crotone: 16enne ritrova portafoglio con denaro e carta di credito e lo consegna alla Polizia

    La Polizia di Stato, grazie al giovane Abdul, ha restituito un portafoglio al legittimo proprietario, che precedentemente aveva smarrito per le vie della città. Ieri sera, mentre passeggiava sul lungomare di Crotone, Abdul, 16enne proveniente dal Pakistan, ha rinvenuto un portafoglio contenente denaro, documenti e carte di credito. Senza esitazione, immaginando la preoccupazione del legittimo proprietario, il giovane si è recato presso gli uffici della Questura per consegnarlo agli operatori della Polizia di Stato. Grazie alla tempestività dell’intervento, il proprietario è stato rapidamente rintracciato e ha potuto recuperare, pochi minuti dopo, quanto smarrito. L’uomo ha espresso sincera gratitudine nei confronti di Abdul, elogiandone l’onestà e l’elevato senso civico dimostrato.
    Per chi ha avuto modo di conoscerlo, il gesto di Abdul non rappresenta una sorpresa. Sin dal suo arrivo nella struttura di accoglienza, si è distinto per responsabilità, correttezza e rispetto delle regole. Abdul non è solo un ragazzo onesto: è un giovane sensibile, educato e profondamente rispettoso, capace di incarnare valori autentici di cittadinanza e convivenza civile. Uno di quei ragazzi che, ogni giorno, attraverso piccoli e grandi gesti, testimoniano concretamente il valore dell’accoglienza.
    La Polizia di Stato esprime il proprio apprezzamento per quanto accaduto, sottolineando che esempi come questo contribuiscono a rafforzare il senso di comunità e fiducia reciproca. Il Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, “ringrazia con grande affetto il giovane Abdul perché oggi il suo gesto, non solo valorizza il percorso educativo e culturale intrapreso, ma rappresenta un segnale positivo per l’intera collettività“.
  • Giuseppe Giorgi si è consegnato in carcere a Locri, era condannato per reati commessi in Belgio

    Giuseppe Giorgi si è consegnato in carcere a Locri, era condannato per reati commessi in Belgio

    Si è concluso con una consegna spontanea lo stato di irreperibilità di Giuseppe Giorgi, 50enne originario di San Luca (RC), latitante dallo scorso novembre 2025. L’uomo si è presentato nel corso della notte presso la Casa Circondariale di Locri, ponendo così fine alla propria fuga e avviando l’espiazione della pena. Il 50enne era destinatario di un provvedimento definitivo di condanna alla pena di 6 anni e 1 mese di reclusione, emesso dall’Autorità Giudiziaria a seguito della commissione di numerosi reati in territorio belga. Dopo essersi sottratto all’esecuzione della misura restrittiva, l’uomo si era reso irreperibile, dando inizio a un periodo di latitanza che ha richiesto un’intensa e articolata attività investigativa.

    I Carabinieri della Compagnia di Bianco (RC), sotto il costante coordinamento della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, diretta da Gerardo Dominijanni, hanno avviato mirate attività di ricerca, sviluppando un quadro informativo sempre più dettagliato sugli eventuali spostamenti e sui contatti dell’uomo. Nel corso delle settimane, l’azione investigativa si è fatta via via più incisiva, attraverso servizi di osservazione, controllo e pedinamento, nonché un costante monitoraggio degli ambienti frequentati dal latitante e della sua rete relazionale. Tale pressione investigativa ha progressivamente ristretto gli spazi di movimento dell’uomo, rendendo sempre più difficile la prosecuzione della latitanza. Proprio in questo contesto, maturata la consapevolezza dell’inevitabilità della cattura, Giuseppe Giorgi ha deciso di consegnarsi spontaneamente alle autorità, presentandosi presso l’istituto penitenziario di Locri in piena notte, dove è stato preso in carico per l’esecuzione della pena definitiva.

    L’episodio si inserisce in un più ampio quadro di attività di contrasto condotte dai Carabinieri della Locride nei confronti dei soggetti destinatari di provvedimenti restrittivi. I risultati conseguiti confermano, ancora una volta, l’efficacia dell’azione dell’Arma dei Carabinieri e la capillare presenza sul territorio reggino, a garanzia della sicurezza dei cittadini e dell’esecuzione dei provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria, assicurando alla giustizia anche coloro che tentano di sottrarsi alle proprie responsabilità.

  • Nell’anniversario della strage di Capaci, a Reggio Calabria consegnati cinque nuovi beni confiscati

    Nell’anniversario della strage di Capaci, a Reggio Calabria consegnati cinque nuovi beni confiscati

    Nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha consegnato cinque beni immobili confiscati alla criminalità organizzata a cinque realtà associative del territorio. I beni sono stati affidati rispettivamente ai rappresentanti dell’associazione dilettantistica tennis tavolo Casper; associazione di promozione sociale Espero; cooperativa sociale Res Omnia 96; associazione sportiva dil. Act Reggio 2004 e Gea Gruppo escursionisti d’Aspromonte Aps. Ufficialmente, insieme alle chiavi degli immobili sono state consegnate anche le targhe da apporre agli ingressi degli stessi, che portano il simbolo di Reggio cuore del Mediterraneo. Col primo cittadino c’era l’assessora con delega ai beni confiscati, Giuggi Palmenta e la dirigente del settore patrimonio ed edilizia residenziale pubblica, Luisa Nipote. Si tratta di un importante momento simbolico e concreto nel percorso di valorizzazione e riutilizzo sociale dei beni sottratti al malaffare.

    L’incontro, sobrio ma particolarmente significativo, si è svolto in una giornata carica di valore simbolico: il 23 maggio, data in cui l’Italia ricorda il giudice Giovanni Falcone, assassinato nel 1992 nella strage di Capaci insieme alla moglie, la magistrata Francesca Morvillo, e agli agenti della scorta. Una ricorrenza che richiama ogni anno l’attenzione del Paese sulla lotta alla mafia e sul valore imprescindibile della legalità. In tale contesto, la scelta dell’Amministrazione comunale di effettuare la consegna proprio in questa giornata assume un significato profondo: restituire alla collettività ciò che era stato sottratto, trasformando i luoghi del malaffare in spazi di aggregazione, crescita sociale, sportiva e culturale.

    «Un momento significativo per la città – ha dichiarato il Sindaco Falcomatà – che rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato sin dall’inizio del nostro mandato: il recupero del patrimonio dei beni sequestrati alla criminalità organizzata e la loro restituzione alla città e alle associazioni, affinché siano utilizzati per fini sociali e condivisi. Siamo felici di questo nuovo traguardo, nella piena consapevolezza che il racconto della nostra terra, che stiamo cercando di costruire attraverso azioni materiali e immateriali, passa anche dal ripristino della legalità. Vogliamo ricostruire il senso di appartenenza e l’orgoglio dei cittadini, mostrando al mondo un volto diverso del nostro territorio. Accanto all’azione repressiva, portata avanti da tempo dalla squadra dello Stato, dalla Prefettura, in sinergia con la magistratura e le forze dell’ordine, esiste una dimensione culturale ed educativa altrettanto fondamentale. Siamo fermamente convinti che una città possa rinascere anche riappropriandosi di spazi che le erano stati indebitamente sottratti. Luoghi un tempo simbolo del malaffare che oggi tornano a nuova vita. La consegna di un bene confiscato a un’associazione rappresenta, quindi, un ulteriore momento di rinascita per tutta la comunità».

  • Consegnato oggi alla stazione di Sibari il settimo dei treni ibridi di Trenitalia per la Calabria

    Consegnato oggi alla stazione di Sibari il settimo dei treni ibridi di Trenitalia per la Calabria

    Arriva in Calabria il 21° treno di nuova generazione della flotta del Regionale, brand di Trenitalia, Gruppo FS. È stato consegnato oggi alla stazione di Sibari il settimo treno ibrido, che si aggiunge ai 14 treni elettrici monopiano già in circolazione sulle linee calabresi. Il nuovo treno è stato presentato da Gianluca Gallo, Assessore ai Trasporti Regione Calabria, Francesco Lucianò, Responsabile della Segreteria Tecnica del MIT e Francesco Berardi, Direttore Regionale Calabria Trenitalia.

    “Prosegue – si legge in una nota – spedita l’opera di ammodernamento della flotta del Regionale, prevista dall’ampio programma di investimenti del Contratto di Servizio con la Regione Calabria e ArtCal – che ammonta a oltre 308 milioni di euro – finalizzato a migliorare l’offerta di servizi a favore di pendolari e turisti. Un piano, adesso ulteriormente integrato con circa 121 milioni di euro di finanziamenti congiunti Trenitalia e Regione per l’acquisto di ulteriori 10 treni di nuova generazione (3 elettrici monopiano e 7 ibridi), che già prevede la fornitura di 27 nuovi treni: 14 elettrici monopiano, già consegnati, e 13 ibridi, di cui 7 in circolazione con quello consegnato oggi”.

    Il nuovo treno ibrido circolerà sulla linea ionica e sulla linea trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale. Progettato e costruito da Hitachi Rail, rappresenta un salto generazionale perché può viaggiare con motori diesel su linee non elettrificate, con motore elettrico su quelle elettrificate e con batterie per percorrere il primo e l’ultimo miglio sulle linee non elettrificate o durante la sosta nelle stazioni, così da evitare l’uso di carburanti, azzerando emissioni e rumori. La tecnologia ibrida consente di ridurre del 50% il consumo di carburante, oltre a una forte diminuzione delle emissioni di CO2 rispetto agli attuali convogli diesel. Una tecnologia di nuova generazione che si traduce in massima flessibilità nell’utilizzo del treno e nel più efficace impiego dei convogli sulle linee. Il nuovo treno ibrido dispone di circa 300 posti a sedere e un massimo di 12 postazioni per le biciclette; il treno è, inoltre, dotato di un innovativo sistema di climatizzazione, con ottimizzazione dei consumi in base all’effettivo numero di passeggeri trasportati. Grazie a queste caratteristiche, il comfort di viaggio ne risulta notevolmente migliorato.

  • Consegnato oggi alla stazione di Lamezia Terme Centrale il 6° dei treni ibridi per la Regione

    Consegnato oggi alla stazione di Lamezia Terme Centrale il 6° dei treni ibridi per la Regione

    Arriva in Calabria il 20^ treno di nuova generazione della flotta del Regionale, brand di Trenitalia, Gruppo FS. È stato consegnato oggi al binario 1 della stazione di Lamezia Terme Centrale il 6° treno ibrido che si aggiunge ai 14 treni elettrici monopiano già in circolazione sulle linee calabresi. l nuovo treno è stato presentato da Paolo Mascaro, Sindaco di Lamezia Terme, Gianluca Gallo, Assessore ai Trasporti Regione Calabria Maria Annunziata Giaconia, Direttore Business Regionale e Sviluppo Intermodale Trenitalia, Francesco Berardi, Direttore Regionale Calabria Trenitalia.

    Prosegue spedita l’opera di ammodernamento della flotta del Regionale, prevista dall’ampio programma di investimenti del Contratto di Servizio con la Regione Calabria e ArtCal – che ammonta a oltre 308 milioni di euro – finalizzato a migliorare l’offerta di servizi a favore di pendolari e turisti. Un piano che include investimenti per l’acquisto di nuovi treni e nuove tecnologie di cui 140 milioni fondi regionali più 21 milioni fondi PNRR. Parte integrante del piano di investimenti la consegna di 27 treni di nuova generazione: completata la fornitura dei 14 treni elettrici monopiano previsti per la Calabria, prosegue quella dei treni ibridi, 13 in tutto, di cui in circolazione già 6 con quello consegnato oggi. Con la consegna dei nuovi treni l’età media della flotta in Calabria scenderà dai 29 anni del 2018 ai 9 anni nel 2026.

    Il nuovo treno ibrido, circolerà sulla linea ionica e sulla linea trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale. Progettato e costruito da Hitachi Rail, rappresenta un salto generazionale perché può viaggiare con motori diesel su linee non elettrificate, con motore elettrico su quelle elettrificate e con batterie per percorrere il primo e l’ultimo miglio sulle linee non elettrificate o durante la sosta nelle stazioni, così da evitare l’uso di carburanti, azzerando emissioni e rumori. La tecnologia ibrida consente di ridurre del 50% il consumo di carburante, oltre a una forte diminuzione delle emissioni di CO2 rispetto agli attuali convogli diesel. Una tecnologia di nuova generazione che si traduce in massima flessibilità nell’utilizzo del treno e nel più efficace impiego dei convogli sulle linee. Il nuovo treno ibrido dispone di circa 300 posti a sedere e un massimo di 12 postazioni per le biciclette; il treno è, inoltre, dotato di un innovativo sistema di climatizzazione, con ottimizzazione dei consumi in base all’effettivo numero di passeggeri trasportati. Grazie a queste caratteristiche, il comfort di viaggio ne risulta notevolmente migliorato.
    (c.s.)

  • Vibo Valentia, cerimonia della consegna degli alamari agli Allievi della Scuola di Polizia

    Vibo Valentia, cerimonia della consegna degli alamari agli Allievi della Scuola di Polizia

    A conclusione del primo semestre di formazione presso la Scuola Allievi Agenti “Andrea Campagna” di Vibo Valentia del 225° Corso che conta quasi 200 nuovi poliziotti, si è tenuta oggi la cerimonia della consegna delle mostrine di qualifica (alamari).

    La cerimonia ha visto un primo momento nell’auditorium dell’Istituto, alla presenza del Questore di Vibo Valentia Rodolfo Ruperti e del Direttore della Scuola Pasquale Ciocca, ove sono stati evidenziati i valori etici che devono caratterizzare l’entrata nei ruoli della Polizia di Stato per i neo assunti, con successiva consegna degli alamari nel piazzale della Scuola al suono dell’inno d’Italia. Sono stati presenti i familiari degli allievi, alcuni in divisa per un simbolico passaggio di consegne tra generazioni di poliziotti.

    Inizia così per gli allievi del 225° Corso di formazione il periodo di prova della durata di circa 4 mesi, inizialmente presso la Scuola e poi presso i Reparti operativi di ogni parte d’Italia, laddove prenderanno servizio a fine mese a seguito della celebrazione del solenne Giuramento previsto per il 19 giugno prossimo.

  • Galleria Limina, Calabrese: a breve cantierizzazione con la chiusura solo nelle ore notturne

    Galleria Limina, Calabrese: a breve cantierizzazione con la chiusura solo nelle ore notturne

    Catanzaro – “Siamo soddisfatti per aver raggiunto l’obiettivo sull’intervento di ammodernamento e messa in sicurezza della galleria della Limina e, nel contempo, per aver evitato l’isolamento della Locride per come, invece, si era paventato lo scorso anno. Grazie alla determinante azione che si è portata avanti con il presidente, Roberto Occhiuto, e con il viceministro delle infrastrutture, Galeazzo Bignami, si è raggiunto, con Anas e con il Dipartimento lavori pubblici della Regione Calabria, l’importante obiettivo. Lo ha dichiarato l’assessore alle politiche del lavoro e formazione professionale della Regione Calabria, Giovanni Calabrese, dopo aver effettuato oggi un sopralluogo sul cantiere da dove saranno avviati i lavori.

    “Tra qualche giorno, pertanto, la galleria della Limina sarà percorribile dalle ore 6 alle ore 22, mentre nell’orario di chiusura sarà garantito il transito dei mezzi di soccorso con le modalità stabilite dal tavolo tecnico.

    Siamo soddisfatti del risultato raggiunto che consente di evitare un pesante isolamento per la Locride con gravi disagi anche per i cittadini della Piana di Gioia Tauro. Continuiamo come da impegno assunto a lavorare al raddoppio del traforo della Limina che rappresenta un traguardo importante per il territorio ionico e tirrenico dell’area metropolitana”.- ha concluso Calabrese.

  • Vibo Valentia, la Polizia consegna “L’olio di Capaci” alla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea

    Vibo Valentia, la Polizia consegna “L’olio di Capaci” alla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea

    Anche quest’anno la Questura di Vibo Valentia ha aderito all’iniziativa della consegna simbolica dell’olio del Giardino della Memoria all’autorità religiosa locale, che verrà consacrato nel corso della Settimana Santa e sarà utilizzato per l’amministrazione dei Sacramenti. L’iniziativa, che coinvolge tutte le Questure, si inserisce nell’ambito delle manifestazioni per ricordare le vittime della mafia, nel trentaduesimo anniversario degli attentati di Capaci e Via D’Amelio, dove persero la vita i giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Francesca Morvillo e i poliziotti incaricati della loro tutela Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina ed Emanuela Loi.

    In tale occasione, personale della Questura di Vibo Valentia, durante la celebrazione della Domenica delle Palme, ha consegnato a Sua Eccellenza Mons. Attilio Nostro, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, una ampolla contenente l’olio prodotto dall’Associazione “Quarto Savona 15 “, che prende il nome dalla sigla radio utilizzata dall’equipaggio della Polizia di Stato di scorta al Giudice Giovanni Falcone.

    L’olio, frutto degli ulivi piantumati a pochi passi dallo svincolo di Capaci ove avvenne la tragedia, rappresenta un periodo di rinascita curato dalla Questura di Palermo e dall’Associazione “Quarto Savona 15” affinchè il frutto, nato dalla terra bagnata dal sangue dei caduti nella lotta contro la mafia, possa essere simbolo di redenzione per il territorio, rappresentando la vittoria del bene sul male.