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	<title>confisca di beni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 31 Mar 2025 12:23:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Eseguita dalla Guardia di Finanza la confisca di beni a 3 imprenditori Catanzaresi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 07:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno dato esecuzione a un provvedimento di confisca di prevenzione di beni per un valore di oltre 160 milioni di euro, emesso dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione Misure di Prevenzione all&#8217;esito del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-305678-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-CZ-.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-CZ-.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-CZ-.mp4</a></video></div>
<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno dato esecuzione a un provvedimento di confisca di prevenzione di beni per un valore di oltre 160 milioni di euro, emesso dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione Misure di Prevenzione all&#8217;esito del procedimento avviato. <strong>Destinatari della misura</strong> ablativa sono tre imprenditori catanzaresi,<strong> padre e due figli</strong>, <strong>condannati in via definitiva</strong> perché riconosciuti colpevoli, il primo, di <strong>concorso esterno </strong><strong>in associazione mafiosa</strong>, <strong>autoriciclaggio</strong>,<strong> trasferimento fraudolento</strong> di valori ed <strong>estorsione</strong>; i secondi, per i reati di <strong>autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori</strong>.</p>
<p>Le indagini economico-patrimoniali, condotte dagli investigatori del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, prodromiche all&#8217;emanazione del suddetto provvedimento, hanno consentito di individuare in capo ai proposti ingenti patrimoni, i cui valori sono risultati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati o alle attività economiche svolte dagli stessi e dai loro familiari. Gli approfondimenti eseguiti dai Finanzieri sono stati estesi a tutti i soggetti legati con i predetti dai vincoli previsti dalla normativa di prevenzione, nonché alle altre persone fisiche e giuridiche, società e consorzi, del cui patrimonio i citati imprenditori potevano disporre in tutto o in parte, direttamente o indirettamente. Gli accertamenti documentali in ordine alle variazioni patrimoniali e societarie, che si sono verificate nel corso degli anni, sono stati corroborati da complesse e articolate indagini, anche di tipo bancario, che hanno evidenziato l&#8217;esistenza di una vera e propria <strong>&#8220;holding familiare&#8221;</strong>.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;analisi delle precedenti vicende giudiziarie che avevano visto coinvolti i predetti imprenditori in passato, hanno disvelato l&#8217;esistenza di legami con esponenti di importanti cosche di &#8216;ndrangheta, da cui è scaturito l&#8217;inquadramento degli stessi nella categoria dei soggetti portatori di pericolosità sociale qualificata. I beni sottoposti a confisca costituiscono gran parte del patrimonio già sequestrato nel maggio 2021 e sono costituiti da <strong>79 unità immobiliari</strong> e<strong> 45 appezzamenti</strong> di terreno ubicati nei territori di Catanzaro, Simeri Crichi (CZ), Sersale (CZ), Saveria Simeri (CZ), Settingiano (CZ) e Cirò Marina (KR), <strong>80 automezzi</strong> (tra autoveicoli e macchine operatrici), <strong>43 rapporti bancari</strong> e <strong>polizze assicurative</strong>, quote sociali e complessi aziendali, tra i quali figurano un importante cantiere per la<strong> produzione del calcestruzzo</strong>,<strong> 7 società</strong> con sede a Catanzaro, Botricello (CZ), Simeri Crichi (CZ) e Firenze operanti nel settore dell&#8217;edilizia pubblica e privata. Il valore complessivo dell&#8217;ingente patrimonio confiscato in primo grado ammonta ad un totale di oltre 160 milioni di euro. Il relativo procedimento di prevenzione patrimoniale è tuttora pendente.</p>
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		<title>VIDEO-Confiscate 2 aziende del settore edilizio a 2 soggetti gravitanti alla cosca “Gallace-Gallelli”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/confiscate-2-aziende-operanti-nel-settore-edilizio-2-soggetti-gravitanti-alla-cosca-gallace-gallelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 11:55:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda edile]]></category>
		<category><![CDATA[confisca di beni]]></category>
		<category><![CDATA[Cosca Gallace gallelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione alla Sentenza del Tribunale di Catanzaro, divenuta irrevocabile, che ha disposto, tra l’altro, la confisca di due aziende operanti nel settore edilizio, immobili, terreni, numerosi automezzi e rapporti bancari riconducibili a due soggetti, affiliati e/o gravitanti nel contesto della cosca “GALLACE-GALLELLI” [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-303722-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-Catanzaro.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-Catanzaro.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-Catanzaro.mp4</a></video></div>
<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione alla Sentenza del Tribunale di Catanzaro, divenuta irrevocabile, che ha disposto, tra l’altro, la confisca di<strong> due aziende operanti nel settore edilizio</strong>, <strong>immobili</strong>, <strong>terreni</strong>, numerosi <strong>automezzi</strong> e <strong>rapporti bancari</strong> riconducibili a due soggetti, affiliati e/o gravitanti nel contesto della<strong> cosca “GALLACE-GALLELLI”</strong> per l’<strong>articolazione di Badolato</strong> (CZ), del valore complessivo di circa 1.200.000 euro.</p>
<p>Il provvedimento costituisce l’epilogo, con il definitivo trasferimento dei beni al patrimonio dello Stato, della complessa vicenda ricostruita nell’ambito del p.p. 7811/2014 DDA di Catanzaro (operazione denominata “SCHERIA”), le cui indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, e delegate alle indagini della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Catanzaro, erano culminate, nella esecuzione della misura cautelare, nel 2015, e poi nella sentenza, prevalentemente di <strong>condanna, di 7 soggetti</strong> ritenute responsabili di<strong> estorsione aggravata</strong> dalle<strong> modalità e finalità mafiose</strong>, ai danni di un imprenditore,<strong> titolare di un villaggio turistico </strong>di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio (CZ), <strong>vessato per circa trent’anni</strong> con richieste di denaro.</p>
<p>Nel corso delle suddette investigazioni, i militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Catanzaro, delegati dalla D.D.A. di Catanzaro, hanno svolto complesse <strong>indagini economico-finanziarie</strong> &#8211; eseguite attraverso una meticolosa ricostruzione degli articolati assetti societari ed il conseguente incrocio con le risultanze dell’attività tecnica ed investigativa svolta sul territorio, parallelamente all’attività investigativa svolta dalla Polizia di Stato &#8211; che hanno consentito di ricostruire gli interessi economici della cosca <strong>GALLELLI</strong> che, ricorrendo a schermi societari e a fittizie intestazioni di beni, era riuscita ad ingerirsi in importanti iniziative imprenditoriali ed attività commerciali. Con la medesima sentenza è stata, altresì, disposta nei confronti dei sette soggetti condannati, la confisca diretta delle somme di denaro nella loro disponibilità per un importo corrispondente ai proventi illeciti accertati nel corso delle indagini – nonché, fra l’altro, la revoca di ogni prestazione assistenziale in base alla legislazione vigente.</p>
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		<item>
		<title>Confiscato patrimonio a imprenditore condannato per usura aggravata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/confiscato-patrimonio-a-imprenditore-condannato-per-usura-aggravata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 08:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[confisca di beni]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Autorità Giudiziaria di Catanzaro con il quale è stata disposta, in via definitiva, la confisca del patrimonio riconducibile ad un imprenditore che opera anche nel noleggio di apparecchi per il gaming. Il provvedimento ablativo conclude il procedimento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Autorità Giudiziaria di Catanzaro con il quale è stata disposta, in via definitiva, la confisca del patrimonio riconducibile ad un imprenditore che opera anche nel<strong> noleggio di apparecchi per il gaming</strong>. Il provvedimento ablativo conclude il procedimento che ha avuto inizio con un decreto di sequestro preventivo emesso, nel mese di novembre 2020, dal GIP del Tribunale Ordinario di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica D.D.A., sulla base delle risultanze delle attività investigative poste in essere dal predetto Nucleo Speciale della Guardia di Finanza.</p>
<p>All’esito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica catanzarese, l’imprenditore cui sono anche riconducibili i predetti beni è stato <strong>condannato</strong>, <strong>con sentenza passata in giudicato</strong>, per <strong>usura con l’aggravante mafiosa</strong>. Il provvedimento di confisca trae origine dagli accertamenti patrimoniali a suo tempo eseguiti dalle Fiamme Gialle anche nei confronti dell’imprenditore ritenuto collegato alla cosca di ‘ndrangheta<strong> operante nel territorio di Cosenza</strong>, che hanno evidenziato la sproporzione tra il patrimonio accumulato e le effettive disponibilità economiche, così come rilevato dai redditi dichiarati.</p>
<p>A seguito delle attività investigative (accertamenti patrimoniali, finanziari e societari) è stata infatti accertata la disponibilità, diretta o indiretta, di beni di valore sproporzionato ai redditi dichiarati e alle attività economiche. Le evidenze emerse hanno portato prima al provvedimento di sequestro e, quindi, dell’odierna confisca, divenuta definitiva con la irrevocabilità della sentenza della Corte di Appello, determinando, così, l’acquisizione definitiva dei beni in favore dello Stato in particolare: <strong>2 aziende</strong>, tra cui un’attività di noleggio <strong>apparecchiature da gioco</strong>,<strong> 4 unità immobiliari</strong>,<strong> 2 autovetture</strong> e <strong>2 motocicli</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>GdF Reggio Calabria: confisca di beni per 2 amministratori attivi nella vendita di prodotti ittici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdf-reggio-calabria-confisca-di-beni-per-2-amministratori-attivi-nella-vendita-di-prodotti-ittici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 07:24:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[confisca di beni]]></category>
		<category><![CDATA[GdF Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti ittici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Dott. Emanuele Crescenti, stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, per un valore pari a 3.863.560 euro, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, nei confronti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Dott. Emanuele Crescenti, stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente,<strong> per un valore pari a 3.863.560 euro</strong>, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, nei confronti di due amministratori di una società di Gioia Tauro attiva nella vendita di prodotti ittici, nei cui confronti è stato ipotizzato il reato di omessa dichiarazione, dichiarazione infedele nonché di occultamento delle scritture contabili.</p>
<p>La misura ablativa disposta costituisce l’epilogo di attività d’indagine condotte dal Gruppo di Gioia Tauro che ha permesso di dimostrare &#8211; allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità &#8211; come l’amministratore di fatto, unitamente a quello di diritto, abbia operato in sistematica evasione d’imposta negli anni fra il 2016 e il 2019, omettendo di dichiarare ricavi per oltre 15.408.745 euro. In particolare, l’attività trae origine da un’attività di verifica fiscale, che ha consentito di rilevare come, a fronte di un elevato volume d’affari, la società abbia totalmente omesso di presentare le relative dichiarazioni fiscali.</p>
<p>All’esito delle indagini, pertanto, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Palmi, condividendo la proposta avanzata dalla Procura della Repubblica a quella sede, ha disposto il sequestro delle somme evase. L’operazione testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica di Palmi (RC) e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria nel contrasto dell’economia sommersa nel settore imprenditoriale, a tutela della sicurezza economico finanziaria e degli imprenditori corretti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdf-reggio-calabria-confisca-di-beni-per-2-amministratori-attivi-nella-vendita-di-prodotti-ittici/">GdF Reggio Calabria: confisca di beni per 2 amministratori attivi nella vendita di prodotti ittici</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>GdF confisca beni riconducibili ad un Imprenditore Reggino, ritenuto “espressione della ‘ndrangheta”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdf-confisca-beni-riconducibili-ad-un-imprenditore-reggino-ritenuto-espressione-della-ndrangheta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 07:52:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[confisca di beni]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore reggino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dello S.C.I.C.O., personale della Direzione Investigativa Antimafia, con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo diretta dal Procuratore Dott. Giovanni Melillo e della locale Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Dott. Giovanni Bombardieri, stanno dando esecuzione ad un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dello S.C.I.C.O., personale della Direzione Investigativa Antimafia, con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo diretta dal Procuratore Dott. Giovanni Melillo e della locale Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Dott. Giovanni Bombardieri, stanno dando esecuzione ad un provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca di beni &#8211; per un valore complessivo stimato in oltre 18 milioni di euro &#8211; riconducibili ad un imprenditore reggino, ritenuto essere “espressione della ‘ndrangheta” nel settore della distribuzione commerciale. La figura dell’imprenditore era emersa nell’ambito dell’operazione denominata “MARTINGALA”, condotta dalla DIA e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, conclusasi nel mese di febbraio 2018, nel cui ambito il predetto &#8211; allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità – è stato rinviato a giudizio per diverse ipotesi di reato, tra cui associazione di stampo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, bancarotta, usura e reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche e finanziarie, fattispecie in diversi casi aggravate dall’aver agevolato gli interessi della ‘ndrangheta.</p>
<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-219003-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/20092023_084132_VIDEO-CONFISCA.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/20092023_084132_VIDEO-CONFISCA.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/20092023_084132_VIDEO-CONFISCA.mp4</a></video></div>
<p>Le indagini &#8211; allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità – avrebbero permesso di delineare la figura di un imprenditore al servizio della &#8216;ndrangheta nonché punto di riferimento sistemico per gli interessi economici e finanziari dell&#8217;organizzazione, con la quale operava in rapporto sinallagmatico. Il proposto avrebbe gestito, di fatto, plurime imprese impegnate nel settore della distribuzione commerciale di svariate tipologie merceologiche, formalmente intestate &#8211; al fine di evitare l&#8217;applicazione di misure giudiziarie a carattere patrimoniale &#8211; a compiacenti fiduciari, nelle quali sarebbero confluiti notevoli volumi finanziari di origine illecita. Nel luglio 2022 l’imprenditore è stato altresì attinto da ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione “Planning”, anch’essa originata da indagini svolte dalla DIA e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, coordinate dalla Procura Distrettuale reggina, in quanto indiziato dei reati di intestazione fittizia e reimpiego di capitali illeciti. In relazione alle risultanze dell’attività di cui sopra, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e la locale Direzione Distrettuale Antimafia – sempre più interessate agli aspetti economico-imprenditoriali legati alla criminalità organizzata – hanno delegato al Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, allo S.C.I.C.O. ed al locale Centro Operativo D.I.A., apposita indagine a carattere economico/patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato imprenditore, di misure di prevenzione personali e patrimoniali.</p>
<p>Al riguardo, dopo aver delineato il profilo di pericolosità sociale del proposto, l’attività investigativa è stata indirizzata alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali &#8211; dirette o indirette &#8211; effettuate nell’ultimo trentennio, accertando, attraverso una complessa e articolata attività di verifica e riscontro documentale, i patrimoni dei quali il medesimo risultava comunque disporre, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi nonché in quanto frutto o reimpiego, in buona parte, di attività illecite. Alla luce di tali risultanze, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, riconoscendo la validità dell’impianto indiziario, con il provvedimento in esecuzione ha decretato – allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione – l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dell’intero compendio aziendale di 5 imprese operanti nei settori del commercio di elettrodomestici ed immobiliare, 7 immobili, 2 autovetture, 27 orologi di lusso, preziosi, 147.000 euro in contanti nonché disponibilità finanziarie, per un valore complessivo stimato in oltre 18 milioni di euro. Con il medesimo provvedimento, il locale Tribunale ha sottoposto l’imprenditore alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, per anni 3, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza o dimora abituale. L’attività di servizio in rassegna, frutto di una sinergica collaborazione tra Forze di Polizia, efficacemente coordinate dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dalla Procura Distrettuale reggina, testimonia l’elevata attenzione rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, restituendo competitività e legalità al mercato, alimentando gli investimenti ed il conseguente sviluppo imprenditoriale ed economico che la criminalità mira a controllare e rallentare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdf-confisca-beni-riconducibili-ad-un-imprenditore-reggino-ritenuto-espressione-della-ndrangheta/">GdF confisca beni riconducibili ad un Imprenditore Reggino, ritenuto “espressione della ‘ndrangheta”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in Liguria: confiscati beni per 400mila euro a 65enne considerato vicino alle cosche di Cittanova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 08:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Cittanova]]></category>
		<category><![CDATA[confisca di beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un provvedimento di confisca emesso dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di un 65enne di Albenga ma originario di Cittanova (RC) di 2 beni immobili e un rapporto bancario per un valore complessivo di 400.000 euro circa. L’uomo, nonostante l’assoluzione del Tribunale di Palmi del luglio 2020, è ritenuto vicino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un provvedimento di confisca emesso dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di un 65enne di Albenga ma originario di Cittanova (RC) di 2 beni immobili e un rapporto bancario per un valore complessivo di 400.000 euro circa.</p>
<p>L’uomo, nonostante l’assoluzione del Tribunale di Palmi del luglio 2020, è ritenuto vicino a una cosca di ‘ndrangheta: il soggetto avrebbe avuto la funziona di diramare le comunicazioni tra i facenti parte del clan e suo fratello, capo della cosca.</p>
<p>Il 65enne figurava anche in una precedente inchiesta, a conclusione della quale la Dia e la Polizia avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 42 persone indiziate di associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e corruzione.</p>
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		<title>VIDEO-Confiscato l’ingente patrimonio di un imprenditore reggino &#8220;sostenuto&#8221; dalle cosche di &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdf-confiscato-lingente-patrimonio-di-un-imprenditore-reggino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 08:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[GdF Reggio Calabria]]></category>
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<p>I Militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Reggio Calabria, unitamente a personale della D.I.A. e dello S.C.I.C.O., con il coordinamento della locale Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, stanno dando esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca di beni &#8211; per un valore complessivo stimato in <strong>oltre 160 milioni di euro</strong> &#8211; riconducibili ad un<strong> imprenditore reggino</strong>,<strong> operante nel settore edile</strong>. Secondo quanto emerso dalle indagini, il proposto, dalla metà degli anni ’80 al 2017, avrebbe avviato e consolidato nel territorio reggino il suo ruolo di imprenditore nel settore edile, facendo leva sul sostegno di storiche locali di ‘Ndrangheta, dapprima su quella dei Latella e dagli anni 2000 in avanti su quella dei De Stefano. Tali evidenze erano emerse, tra le altre, nell’ambito delle <strong>operazioni “Monopoli” e “Martingala”</strong>.</p>
<p>La prima, eseguita dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, ha fatto luce su un sistema di cointeressenze criminali coltivate da imprenditori reggini che,<strong> sfruttando l’appoggio di cosche cittadine</strong>, sarebbero riusciti ad accumulare, in modo del tutto illecito, enormi profitti prontamente riciclati in fiorenti e diversificate attività commerciali. Le indagini sono culminate, nel 2018, con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 4 soggetti per i reati &#8211; tra gli altri &#8211; di cui all’art. 416 bis c.p. (associazione per delinquere di tipo mafioso), 12 quinquies D.L. 306/92 (oggi 512 bis c.p.) (trasferimento fraudolento di valori) e art. 648 ter 1 c.p. (autoriciclaggio) aggravati dall’agevolazione mafiosa di cui all’art. 7 D.L. 152/1991 (oggi 416 bis 1 c.p.), nonché reali su compendi aziendali di imprese/società, beni mobili e immobili, per un valore complessivo stimato in 50 milioni di euro. In tale ambito, il proposto &#8211; allo stato e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità &#8211; è stato condannato in primo grado alla pena di anni 12 di reclusione e alla misura di sicurezza della libertà vigilata per anni 3, in ordine al reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Tra l’altro, l’attività investigativa avrebbe consentito di appurare come<strong> il citato imprenditore</strong> avesse stretto un patto sinallagmatico con l’organizzazione criminale e, in particolare, <strong>con la cosca De Stefano</strong>, in base al quale egli aveva espanso le sue attività economiche a carattere speculativo immobiliare, imponendosi come uno dei principali imprenditori cittadini in tale settore e consentendone l’infiltrazione alla ‘ndrangheta. La seconda è stata, invece, condotta dal locale Centro Operativo della D.I.A. e dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria nei confronti di un articolato sodalizio criminale dedito alla commissione di gravi delitti tra cui, a vario titolo, quelli di associazione mafiosa, riciclaggio, autoriciclaggio e associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni, con l&#8217;aggravante, per alcuni di essi, del metodo mafioso. L’attività è stata conclusa nel 2018 con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 27 persone, nonché di provvedimenti cautelari reali nei confronti di 51 società &#8211; anche estere &#8211; partecipazioni sociali, beni mobili e immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo stimato in circa € 119.000.000.</p>
<p>In tale ambito, in relazione al proposto, sarebbero emersi indizi in ordine alla commissione di <strong>reati tributari</strong> posti in essere mediante un indebito risparmio d’imposta che avrebbe consentito all’imprenditore di produrre illeciti profitti da reinvestire anche nelle proprie attività aziendali. Alla luce delle richiamate evidenze, la locale Direzione Distrettuale Antimafia – sempre più interessata agli aspetti economico-imprenditoriali legati alla criminalità organizzata – ha delegato il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) della Guardia di Finanza, il Nucleo Investigativo dei Carabinieri ed il locale Centro Operativo D.I.A. a svolgere apposita indagine a carattere economico/patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato imprenditore, di misure di prevenzione personali e patrimoniali. L’attività in rassegna, anche valorizzando le risultanze delle pregresse indagini, ha consentito di ricostruire le acquisizioni patrimoniali effettuate dall’anno 1985 all’anno 2017 e di rilevare, attraverso una complessa e articolata attività di riscontro, anche documentale, il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità dell’imprenditore, il cui valore sarebbe risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.</p>
<p>Nel mese di ottobre 2019 la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, ha disposto, di conseguenza, il <strong>sequestro del patrimonio riconducibile al citato imprenditore</strong> e, successivamente, riconoscendo la validità dell’impianto indiziario, con il provvedimento in esecuzione ha decretato &#8211; allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito &#8211; l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dell’<strong>intero compendio aziendale di 7 tra imprese e società</strong> commerciali attive nel settore edile/immobiliare &#8211; comprensivo, altresì, di<strong> 99 immobili</strong> e <strong>16 veicoli</strong> &#8211; quote di partecipazione al capitale di <strong>2 società</strong> attive nei settori edile e turistico, <strong>234 tra terreni e fabbricati</strong>, <strong>beni mobili</strong>, nonché disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato in oltre<strong> 160 milioni di euro</strong>. Con il medesimo provvedimento, il locale Tribunale ha sottoposto l’imprenditore alla misura personale della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza per la durata di anni 3, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale. L’attività di servizio in rassegna, frutto di una sinergica collaborazione tra Forze di Polizia, efficacemente coordinate dalla Procura Distrettuale reggina, testimonia l’elevata attenzione rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e della sana imprenditoria, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità, trasparenza e sicurezza pubblica.</p>
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		<title>Guardia di Finanza confisca beni a Imprenditrice Calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guardia-di-finanza-confisca-beni-a-imprenditrice-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 09:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
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		<category><![CDATA[cosca Grande Aracri]]></category>
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		<category><![CDATA[imprenditrice calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Reggio Emilia ha dato esecuzione – previe indagini patrimoniali &#8211; ad un decreto di confisca definitiva, emesso dalla Procura Generale presso la Corte D’Appello di Bologna, nei confronti di un’imprenditrice di origine calabrese, contigua a personaggi di spicco della locale cosca di ‘ndrangheta attiva storicamente nel territorio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Reggio Emilia ha dato esecuzione – previe indagini patrimoniali &#8211; ad un decreto di <strong>confisca definitiva</strong>, emesso dalla Procura Generale presso la Corte D’Appello di Bologna, nei confronti di un’<strong>imprenditrice di origine calabrese</strong>, contigua a personaggi di spicco della locale <strong>cosca di ‘ndrangheta</strong> attiva storicamente nel territorio emiliano.</p>
<p>La donna, amministratrice di diritto di una<strong> società che gestiva palestre</strong> (ora in fallimento) con unità locali disseminate fra le province di Reggio Emilia, Parma e Perugia, è nota per essere la moglie di un fiancheggiatore della <strong>cosca Grande Aracri</strong>, emerso in seno all’inchiesta Aemilia, per il cosiddetto “affare Sorbolo”, ove compare fra i primi investitori del denaro impiegato, di fatto, dallo stesso <strong>Nicolino Grande Aracri</strong>. La donna, <strong>condannata definitivamente a due anni di reclusione</strong> e relativa confisca per il reato tributario di indebita compensazione (previsto all’art. 10 quater, comma 2, del D. Lgs n. 74/2000), dal 2004 al 2008 non aveva versato all’erario la somma complessiva di euro 628.237,65.</p>
<p>Pertanto, è stata disposta la confisca per equivalente dei beni nella disponibilità della persona, consistenti in diversi asset patrimoniali, tra cui un fondo pensione ed una villa di pregio nel capoluogo reggiano, individuati dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Emilia, a seguito di specifiche indagini patrimoniali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/guardia-di-finanza-confisca-beni-a-imprenditrice-calabrese/">Guardia di Finanza confisca beni a Imprenditrice Calabrese</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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