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	<title>confcommercio calabria Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Jun 2022 14:01:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Saldi estivi in Calabria: spesa si, ma con attenzione. Privilegiati i capi di abbigliamento e le calzature</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 14:01:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[data inizio saldi]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[Saldi estivi 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Arriva luglio, arrivano i saldi estivi. Attesi da molti come momento di svago e di shopping. Anche quest’anno il Centro Studi di Confcommercio Calabria ha lanciato un sondaggio per conoscere le previsioni di spesa e la propensione agli acquisti dei calabresi in vista dei saldi estivi in partenza il 2 luglio. Spesa media a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza <strong>&#8211;</strong> Arriva luglio, arrivano i saldi estivi. Attesi da molti come momento di svago e di shopping. Anche quest’anno il Centro Studi di Confcommercio Calabria ha lanciato un sondaggio per conoscere le previsioni di spesa e la propensione agli acquisti dei calabresi in vista dei saldi estivi <strong>in partenza il 2 luglio</strong>.</p>
<p><strong>Spesa media a persona</strong><br />
Dall’analisi delle risposte del campione intervistato è emerso che il 38,5% spenderà una cifra inferiore ai 100€ per i propri acquisti, mentre il 16,1% spenderà una cifra compresa tra i 200€ e 250€. Il dato calabrese risulta essere in linea con quello nazionale. Il Centro Studi di Confcommercio nazionale infatti ha stimato una spesa media pro capite pari a 88€. <strong>Spesa media per famiglia</strong><br />
Per quanto concerne la spesa delle famiglie, il 51,6% ha dichiarato che la spesa nel periodo dei saldi si attesterà sui 200€. Anche in riferimento all’acquisto medio a famiglia, il dato registrato nella nostra regione si uniforma a quello nazionale, dove si stima una spesa a famiglia pari a 202 €.<br />
<strong>Utilità dei saldi</strong><br />
Il 90% degli intervistati ha dichiarato che ritiene i saldi ancora molto utili, sintomo che nonostante le varie attività promozionali fatte nel corso dell’anno, i saldi continuano a rivestire un ruolo particolare nelle occasioni di acquisto dei calabresi. In particolare, in particolare il 35,5% ritiene che i saldi siano molto utili e solo il 3,1% ritiene che siano poco utili.<br />
<strong>Prodotti acquistati in saldo</strong><br />
Per quel che riguarda la tipologia di prodotti acquistati, si confermano oggetto di interesse delle famiglie calabresi prevalentemente i capi di abbigliamento (93,5%) seguiti dalle calzature (83,9%), dagli articoli per la casa (22,6%), dalla pelletteria (9,7%) e dagli articoli di elettronica (9,7%).<br />
<strong>Tasso di sconto applicato</strong><br />
Con riferimento al tasso di sconto applicato, si prevede che oltre il 70% delle imprese applicherà in partenza un ribasso sugli articoli che va dal 30% ad oltre il 50% per poi crescere nella seconda metà di luglio (arrivando fino al 70%).</p>
<p><strong>L’analisi di Confcommercio</strong><br />
“I dati forniti dal nostro centro studi mostrano in modo inequivocabile la difficoltà della fase economica che stiamo attraversando con un continuo aumento dei prezzi al quale però non si accompagna un aumento della domanda di beni. Un sintomo di questo è anche la percezione di difficoltà che le persone hanno, infatti alla domanda sulla situazione economica della nostra regione il 77,4 % ha risposto che è peggiorata. Le persone, quindi, percependo negativamente il momento tendono a risparmiare e a fare acquisti oculati. Il dato dell’abbigliamento e delle calzature come principali beni oggetti di acquisto, sta ad indicare che ci si limita ad acquistare l’essenziale. Questo è confermato dalla spesa media pro-capite che anche quest’anno si attesta al di sotto dei 100€ a persona” a dichiararlo Maria Santagada, Direttrice di Confcommercio Calabria.</p>
<p><strong>Le regole dei saldi</strong>: come di consueto Confcommercio ricorda le regole di base per saldi chiari e trasparenti.</p>
<p><strong>Cambi</strong><br />
La possibilità di cambiare il capo acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante. Tuttavia, se il prodotto è danneggiato o non conforme (ex artt. 130 e ss. d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, codice del consumo e successive modificazioni) scatta l’obbligo per il negoziante di: riparazione o sostituzione, entro un congruo periodo di tempo e, nel caso ciò risulti impossibile o se i costi che il venditore dovrebbe sostenere siano sproporzionati: riduzione del prezzo pagato restituzione del prezzo pagato. Il compratore è tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto (entro due anni).<br />
<strong>Prova dei capi </strong><br />
Non c’è obbligo. È rimessa alla discrezionalità del negoziante (non sono più previsti obblighi di effettuare la prova dei prodotti previa disinfezione delle mani e di utilizzo delle mascherine, anche nei camerini).<br />
<strong>Pagamenti</strong><br />
Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante. Dal 30 giugno 2022 per chi non accetta pagamenti con bancomat e carta di credito (ex art. 18 del decreto legge n. 36 del 30 aprile 2022) scatteranno le sanzioni (pari ad una quota fissa di 30 euro cui va aggiunta una quota pari al 4% del valore della transazione rifiutata).<br />
<strong>Prodotti in vendita</strong><br />
I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.<br />
<strong>Indicazione del prezzo </strong><br />
Obbligo del negoziante di indicare: prezzo normale di vendita, sconto, prezzo finale (in quasi tutte le regioni.<br />
<strong>Riparazioni</strong><br />
In caso di modifiche e/o adattamenti sartoriali alle esigenze della clientela (es. orli, maniche, asole) il costo è a carico del cliente, salvo diversa pattuizione. Va data preventiva informazione al cliente.</p>
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		<title>Posti di lavoro in Calabria: ci sono ma manca il personale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/posti-di-lavoro-in-calabria-ci-sono-ma-manca-il-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 08:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[posti di lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un lavoro che c’è ma non si riesce a dare. Le polemiche degli ultimi mesi mosse da imprenditori noti e meno noti, sembrano trovare conferma nel dato statistico. Un Gap tra domanda e offerta di lavoro sempre più ampio che le imprese riescono a colmare con non poche difficoltà. A confermarlo l’indagine svolta dal centro [&#8230;]</p>
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<p>Un lavoro che c’è ma non si riesce a dare. Le polemiche degli ultimi mesi mosse da <strong>imprenditori noti e meno noti</strong>, sembrano trovare conferma nel dato statistico. Un Gap tra domanda e offerta di lavoro sempre più ampio che le imprese riescono a colmare con non poche difficoltà. A confermarlo l’indagine svolta dal centro studi di<em> Confcommercio Calabria</em> condotta su un campione di <strong>230 imprese attive nel terziario</strong>, di cui poco meno della metà con sede in provincia di Cosenza (48%). Si tratta per lo più di imprese di piccole dimensioni. Il 51,6% di loro infatti impiega da 1 a 3 dipendenti. L’obiettivo del sondaggio era quello di far emergere quale fosse il livello di domanda e quali siano le cause che, secondo gli imprenditori, rendono difficile l’occupare i posti di lavoro. Dal dossier emerge chiaro come<strong> il 52,6% delle imprese vuole assumere</strong>, ma di queste 8 su 10 non trovano dipendenti nonostante la volontà di incrementare il proprio organico fino al 10% degli impiegati attuali.</p>
<p><strong>Servizi</strong> (23,2%) <strong>dettaglio alimentare</strong> (20%),<strong> ristorazione</strong> (17,9%) e <strong>ricettività</strong> (12%) sono le aree con le più alte previsioni di nuovi addetti entro il 2022, spinte anche dalla voglia di riportare il giro d’affari ai livelli pre-pandemici. Alla domanda se nel corso di quest’anno prevede un incremento del giro d’affari quest’anno, infatti, il 56,8% <strong>ha risposto “si”</strong>, mentre il 26,3% non prevede variazioni e il 16,8% invece prevede un decremento. Tutti dati che spingono le imprese alla ricerca di personale. <strong>Tra le figure più richieste spiccano</strong>: commessi, addetti alla reception, banconisti, responsabili di sala, cuochi, aiuto cuoco, camerieri, addetti alla segreteria, informatici, operai. Posti che rischiano di rimanere vacanti soprattutto in ambito ristorativo/alberghiero, dove il quasi il 70% delle imprese lamenta la forte difficoltà nel reperimento di nuove risorse umane. In merito alle cause alle quali è legata la difficoltà di reperire personale, secondo il campione intervistato, troviamo la mancanza di competenze di base (49,5%), indisponibilità a lasciare il reddito di cittadinanza (48,5%), scarso interesse per la mansione proposta (35,8%), indisponibilità a orari/giorni proposti (23,2%), retribuzione giudicata troppo bassa (20%).</p>
<p><strong>L’analisi di Confcommercio</strong><br />
Secondo il Presidente di Confcommercio Calabria Klaus Algieri: “Nonostante lo scenario non molto rassicurante che ci circonda, guerra in Ucraina, caro energia, crescita dell’inflazione e calo dei consumi, molte delle imprese del terziario credono fortemente nella ripresa e vogliono investire nel personale. Tuttavia ci sono dei fattori che rendono quest’investimento difficile, come dimostrano i dati. Mancanza delle giuste competenze e reddito di cittadinanza su tutti. Tuttavia, questo non ci deve portare a demonizzare misure di sostegno come appunto il reddito di cittadinanza, ma ci devono spingere ad una riflessione seria. Forse è giunto il momento di apportare dei correttivi allo strumento per renderlo più flessibile. Vanno riviste più in generale anche le politiche per il lavoro. Servono più formazione e incentivi maggiori per chi assume, solo così si riuscirà a ridurre il gap. Inoltre– aggiunge Algieri – dobbiamo anche fare una riflessione noi imprese. Dobbiamo cominciare ad analizzare con attenzione l’universo dei giovani, le loro aspettative, il loro modo di ragionare, sempre più mutevole e imprevedibile e capire cosa li attrae e cosa no. Perché quando un problema comincia a diventare irrisolvibile l&#8217;unica soluzione è innovare l&#8217;approccio al problema. E questo noi imprenditori lo sappiamo meglio di chiunque altro. Spero e conto, dunque, sul fatto che cominceremo a guardare anche a quello che possiamo fare noi, per tornare ad essere desiderabili agli occhi dei tanti che sembrano snobbare le nostre offerte di lavoro, e non solo a lamentarci dei pur tanti fattori che le indeboliscono”.</p>
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		<title>Confcommercio Calabria. Usura vera piaga del post pandemia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/186763-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 10:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[usura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dopo due anni di assenza ritorna la giornata di mobilitazione nazionale ideata da Confcommercio “Legalità ci piace” il cui obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui fenomeni illegali che colpiscono la vita delle imprese. Secondo la consueta indagine svolta dal centro studi di Confcommercio, l’usura oltre ad essere percepito come il reato che aumenta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dopo due anni di assenza ritorna la giornata di mobilitazione nazionale ideata da Confcommercio “Legalità ci piace” il cui obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui fenomeni illegali che colpiscono la vita delle imprese.</p>
<p>Secondo la consueta indagine svolta dal centro studi di Confcommercio, l’usura oltre ad essere percepito come il reato che aumenta di più, è anche un fenomeno che penalizza lo sviluppo delle imprese e frena la crescita.</p>
<p>&lt;&lt;Un dato preoccupante questo soprattutto nel post pandemia dove le imprese sono fragili e vulnerabili a causa delle difficoltà che hanno dovuto sopportare in questi anni. Ha commentato Klaus Algieri, Presidente di Confcommercio Calabria; che ha poi proseguito: per contrastare questo fenomeno, e più in generale tutti i fenomeni illegali, è necessario un rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e realtà associative. Non dobbiamo lasciare soli gli imprenditori in questa lotta, dobbiamo incoraggiarli a denunciare e supportarli nel post denuncia con tutele adeguate. Solo così – ha concluso Algieri – riusciremo ad avere un’economia più sana e forte&gt;&gt;</p>
<p><strong>Risultati indagine Confcommercio su usura e fenomeni illegali</strong></p>
<p><strong>Sintesi dei principali risultati </strong></p>
<ul>
<li>Quasi il 12% delle imprese del terziario di mercato percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2021.</li>
<li>L’usura è il fenomeno criminale percepito in maggior aumento dagli imprenditori del terziario di mercato (per il 27%). Il trend è più marcato nelle grandi città e al Sud dove l’usura è indicata in aumento dal 30% delle imprese. Il racket è in crescita per il 21% degli imprenditori.</li>
<li>L’11% degli imprenditori ha avuto notizia diretta di episodi di usura o estorsione nella propria zona di attività.</li>
<li>Il 17,7% degli imprenditori è molto preoccupato per il rischio di esposizione a usura e racket. Un timore che è più elevato nelle grandi città e al Sud.</li>
<li>Di fronte all’usura e al racket il 58,4% degli imprenditori ritiene che si dovrebbe denunciare, il 33,6% dichiara che non saprebbe cosa fare,  il 6,4%  pensa di non poter fare nulla. I dati sono più marcati al Sud.</li>
</ul>
<p><strong>Stime Sud e isole </strong></p>
<p><strong>I livelli di sicurezza. </strong></p>
<p>Nel Sud e Isole le imprese del terziario di mercato che percepiscono un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2021 sono il 16,6%, un valore più elevato rispetto alla media nazionale pari all’11,8%. L’usura è il fenomeno criminale percepito in maggior crescita dagli imprenditori del terziario di mercato (per il 30%), un dato superiore alla media nazionale del 27%. ll racket è in crescita per il 22% delle imprese, dato superiore alla media nazionale del 21%. In generale, nel Mezzogiorno l’andamento di tutti i fenomeni criminali rilevati risulta in maggior crescita rispetto alla media nazionale.</p>
<p><strong> </strong><strong>L’esposizione all’usura e al racket. </strong></p>
<p>L’8,3% degli imprenditori ha avuto notizia diretta di fenomeni di usura o estorsione nella propria zona di attività, il dato risulta inferiore a quello nazionale pari all’11%. La percentuale di imprenditori che sono molto preoccupati per il rischio di esposizione a fenomeni di usura e racket nella zona in cui operano è del 19,1%, dato superiore alla media nazionale pari al 17,7%.</p>
<p>Di fronte a fenomeni di usura e racket il 66,7% delle imprese del Sud ritiene che si dovrebbe denunciare (un valore superiore alla media nazionale del 58,4%) e il 41% dichiara che non saprebbe cosa fare (dato più elevato della media nazionale pari al 33,6%).</p>
<p><strong>Decoro urbano e qualità della vita. </strong></p>
<p>Il 20% delle imprese del Sud e Isole ritiene che nell’ultimo biennio la qualità della vita nel centro urbano sia peggiorata, la media nazionale è del 19,9%. Quanto al degrado urbano, il 45,3% degli imprenditori del Sud ritiene degradati i centri di piccole dimensioni (comuni con meno di 10.000 abitanti), un dato decisamente superiore a quello nazionale pari al 27,9%. Rispetto ai centri più grandi (comuni con più di 10mila abitanti), il 54% delle imprese del Sud considera degradate le periferie (il dato nazionale è pari al 47,1%) e il 33,3% giudica degradati i centri storici (il dato nazionale è pari al 21,6%).</p>
<p><strong>Stime Ufficio Studi Confcommercio</strong></p>
<p>• Almeno 30mila imprese del commercio, della ristorazione e della ricettività sono oggi ad elevato rischio usura.</p>
<ul>
<li>L’illegalità costa alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi quasi 31 miliardi di euro e mette a rischio circa 200mila posti di lavoro. La perdita annua in termini di fatturato e di valore aggiunto è pari al 6,3%. In dettaglio, l&#8217;abusivismo commerciale costa 8,7 miliardi di euro, l&#8217;abusivismo nella ristorazione pesa per 4,8 miliardi, la contraffazione per 4,1 miliardi, il taccheggio per 4,3 miliardi. Gli altri costi della criminalità (ferimenti, assicurazioni, spese difensive) ammontano a 6 miliardi e i costi per la cyber criminalità a 2,8 miliardi.&#8221;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>San Giovanni in Fiore tra i sei borghi digitali d’Italia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/san-giovanni-in-fiore-tra-i-sei-borghi-digitali-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 May 2021 09:53:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ebay]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni in Fiore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un anno che ha visto le imprese italiane duramente colpite dagli effetti della pandemia, eBay e Confcommercio hanno fortemente voluto sviluppare un progetto per supportare i piccoli negozianti dei borghi italiani e aiutarli a cogliere le opportunità che il commercio online può offrire. Un’iniziativa che punta non solo a fornire nuovi strumenti alle imprese [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un anno che ha visto le imprese italiane duramente colpite dagli effetti della pandemia, <strong>eBay e Confcommercio</strong> hanno fortemente voluto sviluppare un <strong>progetto per supportare i piccoli negozianti dei borghi italiani</strong> e aiutarli a cogliere le opportunità che il commercio online può offrire. Un’iniziativa che punta non solo a fornire nuovi strumenti alle imprese locali, ma che vuole gettare le basi per pensare a un modello di “<strong>borgo del futuro</strong>” dove tradizione e innovazione si integrano con successo.</p>
<p><strong>Algieri, Confcommercio Cosenza</strong>: “<em>Essere scelti tra i sei borghi digitali significa dare un segnale forte ad una provincia e ad una intera Regione che ha voglia e bisogno di iniziare a volare verso il futuro</em>”</p>
<p>Quest’anno <strong>tra i sei borghi selezionati</strong> per partecipare al progetto c’è ne anche uno calabrese. Si tratta di <strong>San Giovanni in Fiore</strong> la cui candidatura è stata voluta e sostenuta da Confcommercio Cosenza.</p>
<p>Grazie a Confcommercio ed Ebay <strong>35 imprese della capitale della Sila</strong> hanno avuto l’opportunità di seguire un<strong> corso di formazione gratuito</strong> durante il quale hanno appreso direttamente dagli esperti di Ebay tutti gli strumenti <strong>per poter aprire il proprio negozio digitale</strong> sulla piattaforma e-commerce. Le imprese partecipanti, infatti, sono visibili in una pagina dedicata all’interno del sito eBay.it con a disposizione una vera e propria vetrina per ciascuna di esse, dove sarà possibile scoprire di più su San Giovanni in Fiore e la sua storia, oltre ad accedere direttamente ai negozi online e alla loro offerta di prodotti.</p>
<p>&#8220;<em>Siamo orgogliosi che Confcommercio abbia scelto la nostra candidatura tra le tante pervenute–</em><strong> afferma il Presidente di Confcommercio Cosenza, Klaus Algieri </strong><em>– segno che la nostra realtà associativa ancora una volta ha lavorato bene a favore del territorio. Essere scelti tra i sei borghi digitali significa dare un segnale forte ad una provincia e ad una intera Regione che ha voglia e bisogno di iniziare a volare verso il futuro. La rivoluzione digitale, infatti, contiene delle opportunità straordinarie, una rivoluzione che sta cambiando le nostre vite e sta cambiando anche il volto del commercio tradizionale. E questo aspetto è ancora più sentito nel nostro territorio che ha bisogno di comprendere quanto sia importante affiancare il negozio fisico al negozio digitale, al fine di far valicare i confini della nostra Regione a quelle eccellenze tipiche in grado di costituire un volano per l’economia</em>&#8220;.</p>
<p>L’obiettivo della collaborazione tra Confcommercio e eBay è quello di aiutare le imprese a trovare nell’evoluzione digitale e nella <strong>vendita online</strong> un nuovo impulso alla propria attività, investendo in formazione e informazione per trasformare una possibile criticità in una nuova opportunità di sbocco, ma senza perdere la loro dimensione fisica e la presenza sul territorio. Grazie a questa partnership,<strong> i negozi partecipanti avranno accesso a un bacino di oltre 183 milioni di acquirenti</strong> a livello globale su eBay, di cui oltre 5,5 milioni in Italia (dato aggiornato a dicembre 2019), unendosi alle migliaia di imprese italiane che già operano ed esportano in tutto il mondo attraverso il <strong>marketplace</strong>.</p>
<p><strong>Landing page borghi digitali: <a href="https://pages.ebay.it/san-giovanni-in-fiore/">https://pages.ebay.it/san-giovanni-in-fiore/</a></strong></p>
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