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	<title>condannato Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Jul 2026 16:36:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Confiscati 5 milioni al costruttore della cosca &#8216;Alvaro&#8217; già condannato per mafia in via definitiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 12:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando provinciale di Reggio Calabria della Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale, che dispone la confisca di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 5 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore di Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), operante prevalentemente nel settore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 540px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-390043-1" width="540" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-Reggio.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-Reggio.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-Reggio.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il Comando provinciale di Reggio Calabria della Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale, che dispone la confisca di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 5 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore di Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), operante prevalentemente nel settore edilizio. L’operazione trae origine dagli accertamenti patrimoniali condotti, su delega di questa Direzione Distrettuale Antimafia, dal Nucleo polizia economico finanziaria di Reggio Calabria e rappresenta l’approfondimento, sotto il profilo patrimoniale, delle risultanze acquisite dalla medesima autorità giudiziaria requirente nel corso del procedimento denominato “EYPHEMOS”, avente ad oggetto l’operatività della “locale” di ‘ndrangheta di Sant’Eufemia, riferibile alla sfera di influenza della cosca Alvaro.</p>
<p class="wp-block-paragraph">All’esito di quest’ultima istruttoria processuale, il proposto è stato condannato in via definitiva alla pena di 15 anni, dieci mesi e venti giorni di reclusione, per i reati di associazione di stampo mafioso illecita coltivazione di sostanze stupefacenti, illegale detenzione di armi, ricettazione, estorsione e trasferimento fraudolento di valori. Nello specifico, sulla base di tali risultanze investigative, l’imprenditore risultava aver ricoperto un ruolo apicale all’interno della predetta “locale” (“capo, promotore ed organizzatore di una fazione mafiosa all’interno del locale di ‘ndrangheta di Santa Eufemia d&#8217;Aspromonte con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere, degli obiettivi da perseguire e delle attività economiche da avviare e attraverso cui riciclare il denaro e le altre utilità provento delle dette azioni delittuose, in riferimento all’intera organizzazione criminale”).</p>
<p class="wp-block-paragraph">Successivamente, la Procura della Repubblica ha delegato al G.I.C.O. del Nucleo polizia economico finanziaria di Reggio Calabria l’esecuzione di indagini sulle disponibilità finanziarie e sul patrimonio dell’imprenditore. In particolare, tali accertamenti hanno consentito di individuare i beni patrimoniali, anche intestati a terzi, di cui il proposto poteva disporre direttamente o indirettamente. Sulla base di tali risultanze investigative è stato possibile ritenere che il valore dei beni di cui il soggetto in esame è risultato titolare o comunque di poterne disporre fosse sproporzionato rispetto al reddito ufficialmente dichiarato, ovvero come i medesimi beni fossero frutto di attività illecite o ne costituissero il reimpiego. Pertanto, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta di questa Procura della Repubblica, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità, ha disposto l’applicazione della misura della sorveglianza speciale e del sequestro, cui ha fatto seguito la confisca, di una ditta individuale, due società operanti nel settore delle costruzioni, 6 fabbricati, 3 terreni, nonché rapporti bancari/finanziari/assicurativi e relative disponibilità, per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro.</p>
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		<item>
		<title>Reggio, uccise ladro entrato in casa sua: Francesco Putortì condannato a 15 anni e 6 mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 28 maggio 2024 uccise a coltellate un ladro che si era introdotto in casa sua e ferì un complice. Oggi, Francesco Putortì, di 50 anni, è stato condannato dalla corte d&#8217;assise di Reggio Calabria a 15 anni e sei mesi di reclusione per omicidio e tentato omicidio. I giudici della Corte d&#8217;assise non hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 28 maggio 2024 uccise a coltellate un ladro che si era introdotto in casa sua e ferì un complice. Oggi, <strong>Francesco Putortì</strong>, di 50 anni, è stato condannato dalla corte d&#8217;assise di Reggio Calabria a 15 anni e sei mesi di reclusione per omicidio e tentato omicidio. I giudici della Corte d&#8217;assise non hanno riconosciuto le attenuanti generiche della legittima difesa domiciliare o della legittima difesa putativa come avevano auspicato gli avvocati dell&#8217;imputato che puntavano in una riqualificazione del reato in eccesso colposo di legittima difesa o omicidio preterintenzionale.</p>
<p>Stando alle indagini della Squadra mobile di Reggio Calabria,<strong> Alfio Stancampiano</strong>, di 30 anni, e <strong>Giovanni Bruno</strong>, di 46, entrambi di Catania, avrebbero tentato un furto nell&#8217;abitazione di Putortì, in contrada Rosario Valanidi di Reggio Calabria, che, rientrando a casa, li ha sorpresi al piano superiore della palazzina. A quel punto, il macellaio, secondo il suo racconto, aveva preso un coltello e durante una colluttazione aveva colpito i due ladri che poi erano fuggiti facendo cadere le pistole che avevano appena rubato nella casa e che erano legalmente detenute da Putortì.</p>
<p>Una ricostruzione che non aveva convinto gli inquirenti, secondo i quali, invece, l&#8217;uomo avrebbe accoltellato i due alle spalle mentre scappavano. Il primo accoltellato, Stancampiano, era stato abbandonato dai complici nei giardini dell&#8217;ospedale reggino &#8220;<em>Morelli</em>&#8220;, dove poi era morto, mentre il secondo, Giovanni Bruno, dopo aver traghettato per la Sicilia, era stato costretto a recarsi all&#8217;ospedale di Messina essendo ferito.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Torino: sequestro da 500mila euro a condannato per &#8216;ndrangheta, armi e contrabbando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:40:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Torino, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – D.D.A., all’esito di accertamenti patrimoniali svolti in applicazione della normativa antimafia, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro finalizzato alla confisca di prevenzione emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-371729-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/GdiF-Torino.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/GdiF-Torino.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/GdiF-Torino.mp4</a></video></div>
<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Torino, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – D.D.A., all’esito di accertamenti patrimoniali svolti in applicazione della normativa antimafia, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro finalizzato alla confisca di prevenzione emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino in ordine a disponibilità finanziarie e immobiliari per circa mezzo milione di euro, nei confronti di un soggetto condannato anche per reati di associazione di tipo mafioso. affiliato ad un’articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante nel basso Piemonte. In particolare, attraverso le approfondite indagini patrimoniali svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino, è stato possibile rilevare la sussistenza di una sproporzione tra le disponibilità patrimoniali accumulate nel tempo e i redditi ufficialmente dichiarati dall’intero nucleo familiare del condannato.</p>
<p>Su tali basi è stata avanzata all&#8217;Autorità Giudiziaria competente una proposta di applicazione di misure di prevenzione patrimoniali relativamente al compendio di beni individuato, costituito da beni immobili, beni mobili registrati e rapporti finanziari, acquistati in costanza pericolosità sociale. Il destinatario del provvedimento di prevenzione in argomento vanta infatti un significativo curriculum criminale, che annovera condanne per gravi reati, tra cui lesioni personali, furto, detenzione illegale di armi, tentata estorsione, contrabbando di tabacchi lavorati esteri nonché per aver fatto parte, con il ruolo di promotore e organizzatore, di un’articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante nel basso Piemonte. In tale contesto sono state altresì valorizzate le risultanze delle investigazioni effettuate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino su un’associazione per delinquere capeggiata dal medesimo pluripregiudicato, operativa tra Piemonte e Liguria e con ramificazioni anche in altre Regioni italiane, finalizzata, tra l’altro, al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (sigarette e tabacco da narghilè) e di bevande alcoliche. Tali attività avevano generato significativi proventi, che hanno ragionevolmente concorso all’incremento patrimoniale del proposto e del proprio nucleo familiare e di cui si è tenuto conto anche sotto il profilo tributario, provvedendo separatamente alla ricostruzione dei correlati ingenti diritti doganali evasi (accisa, dazi doganali e I.V.A. all’importazione). Anche per tali vicende è intervenuta condanna definitiva, nel corso del 2024.</p>
<p>Su richiesta della Procura della Repubblica di Torino, la competente Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino ha quindi da ultimo disposto il sequestro di prevenzione di disponibilità per circa mezzo milione di euro complessivi in capo al proposto e al proprio nucleo familiare, interamente eseguito dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino.</p>
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		<item>
		<title>Crotone, maltrattamenti e minacce a familiari: condannato in via definitiva finisce in carcere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-maltrattamenti-e-minacce-a-familiari-condannato-in-via-definitiva-finisce-in-carcere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 08:52:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[condannato]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, predisposti dal Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, volti a prevenire e contrastare la commissione di reati, gli agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto, in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify"><span style="font-size: medium;">Nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, predisposti dal Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, volti a prevenire e contrastare la commissione di reati, gli agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto, in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Crotone, guidata dal Procuratore dott. Domenico Guarascio, un soggetto condannato in via definitiva alla pena di 3 anni e 2 mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi, minaccia, rivelazione del contenuto di<i> </i>corrispondenza e truffa commessi in Crotone dal 2019 al 2020.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-size: medium;">Gli agenti della Squadra Mobile, dopo attente ricerche hanno individuato il cittadino mentre si trovava presso il proprio domicilio. </span><span style="font-size: medium;">Alla luce delle attività effettuate, il soggetto è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il provvedimento testimonia l’impegno costante della Polizia di Stato nel procedere all’esecuzione di ordini di carcerazione emessi dall’Autorità Giudiziaria nel pieno rispetto della legalità e volti al contrasto di fenomeni di criminalità, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare in modo deciso ogni forma di illegalità.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crotone, Polizia arresta un imprenditore condannato per il reato di bancarotta fraudolenta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-polizia-arresta-un-imprenditore-condannato-per-il-reato-di-bancarotta-fraudolenta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 15:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[condannato]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I poliziotti della Questura di Crotone, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio volti a prevenire e contrastare la commissione di reati contro il patrimonio disposti dal Questore della Provincia di Crotone, Renato PANVINO, hanno tratto in arresto, in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I poliziotti della Questura di Crotone, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio volti a prevenire e contrastare la commissione di reati contro il patrimonio disposti dal Questore della Provincia di Crotone, Renato PANVINO, hanno tratto in arresto, in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catanzaro, un soggetto condannato in via definitiva alla pena di anni 4, mesi 3 e giorni 16 di reclusione per i reati bancarotta fraudolenta aggravata, commessi in Crotone dall’anno 2002 al 2005.</p>
<p>I poliziotti, dopo attente ricerche, hanno individuato l’uomo mentre si trovava nei pressi del centro cittadino. Alla luce delle attività effettuate, si è proceduto, quindi, all’arresto del soggetto che è stato immediatamente tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone.</p>
<p>L’attività si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio volto alla prevenzione e repressione dei reati, con particolare riferimento ai reati contro il patrimonio, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare in modo deciso ogni forma di illegalità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/crotone-polizia-arresta-un-imprenditore-condannato-per-il-reato-di-bancarotta-fraudolenta/">Crotone, Polizia arresta un imprenditore condannato per il reato di bancarotta fraudolenta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bancarotta fraudolenta, condannato anche in appello il sen. Mario Occhiuto, ex sindaco di Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bancarotta-fraudolenta-condannato-anche-in-appello-il-sen-mario-occhiuto-ex-sindaco-di-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 19:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[bancarotta]]></category>
		<category><![CDATA[condannato]]></category>
		<category><![CDATA[fraudolenta]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d’Appello di Catanzaro (presidente Roberta Carotenuto) ha confermato, con l&#8217;accusa di bancarotta fraudolenta, la condanna a tre anni e sei mesi inflitta in primo grado dal Tribunale di Cosenza all’ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, 61 anni, oggi senatore di Forza Italia. L&#8217;accusa contestata ad Occhiuto, fratello del presidente della Regione Calabria, Roberto, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/bancarotta-fraudolenta-condannato-anche-in-appello-il-sen-mario-occhiuto-ex-sindaco-di-cosenza/">Bancarotta fraudolenta, condannato anche in appello il sen. Mario Occhiuto, ex sindaco di Cosenza</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d’Appello di Catanzaro (<em>presidente Roberta Carotenuto</em>) ha confermato, con l&#8217;accusa di <strong>bancarotta fraudolenta</strong>, la condanna a tre anni e sei mesi inflitta in primo grado dal Tribunale di Cosenza all’ex sindaco di Cosenza <strong>Mario Occhiuto</strong>, 61 anni, oggi senatore di Forza Italia. L&#8217;accusa contestata ad Occhiuto, fratello del presidente della Regione Calabria, Roberto, é da mettere in relazione alla sua attività di imprenditore.</p>
<p>A Mario Occhiuto sono state, inoltre, comminate le pene accessorie del divieto di esercizio dell’attività d’impresa con ruoli dirigenziali per tre anni, interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e risarcimento delle parti civili da quantificare in separata sede. Occhiuto, che é un architetto, era stato coinvolto nella vicenda giudiziaria che ha portato alla sua condanna nella qualità di <strong>ex amministratore della società di progettazione di edifici &#8220;Ofin&#8221;</strong>. Della società, fallita nel 2014, Occhiuto era stato amministratore fino al 2011.</p>
<p>Secondo l&#8217;accusa contestata a Mario Occhiuto dalla Procura della Repubblica di Cosenza, sulla base delle indagini condotte dalla Guardia di finanza, prima del fallimento dalla &#8220;Ofin&#8221; <strong>sarebbero state distratte svariate somme di denaro per un ammontare complessivo di tre milioni di euro</strong>. In precedenza, per la stessa vicenda, era stata condannata <strong>una sorella</strong> di Occhiuto,<strong> Annunziata</strong>, alla quale erano stati comminati, in abbreviato, <strong>un anno e quattro mesi di reclusione</strong>, pena sospesa e non menzione.</p>
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		<title>VIDEO-Sequestrati immobili per 860 mila euro nel Vibonese in possesso eredi condannato usura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 07:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>﻿﻿ I Finanzieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso, su richiesta della Procura di Vibo Valentia, dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione – che ha disposto il sequestro di 12 beni immobili (una palazzina di tre piani ed una villetta), tutti ubicati nel vibonese, di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span><div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-310475-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/GDF.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/GDF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/GDF.mp4</a></video></div><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_end">﻿</span></p>
<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso, su richiesta della Procura di Vibo Valentia, dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione – che ha disposto il sequestro di 12 beni immobili (una palazzina di tre piani ed una villetta), tutti ubicati nel vibonese, di proprietà di cinque soggetti, per un valore di € 860.000,00.<br />
I sequestri giungono a seguito degli accertamenti svolti dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Vibo Valentia e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Guardia di Finanza – della locale Procura della Repubblica, all’esito di un procedimento di prevenzione avviato su delega della Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Dott. Camillo Falvo (dopo che lo stesso aveva ricevuto alcune delle vittime dei reati, ad ulteriore dimostrazione dell’importanza di denunciare ogni forma di illecito) e del sostituto contitolare delle indagini, nei confronti degli eredi di un soggetto, deceduto nel 2021, che per un lunghissimo arco di tempo si è reso responsabile di reati di usura ai danni di vittime trovatesi in stato di bisogno.<br />
 Infatti, il codice delle leggi antimafia consente di disporre le misure di prevenzione patrimoniali, in caso di morte del soggetto proposto, anche nei confronti degli eredi o comunque degli aventi causa.</p>
<p>Quanto alla pericolosità sociale del proposto, lo stesso era stato ritenuto, all’esito di giudizio di primo grado, responsabile del reato di usura aggravata continuata, e condannato alla pena di anni quattro e mesi sei di reclusione, oltre al risarcimento di tutti i danni e delle restituzioni dovute in favore della parte civile, ivi compresa la restituzione di un immobile residenziale originariamente di proprietà della vittima e anch’esso provento del reato di usura. In seguito al decesso dell’imputato, la Corte d’Appello di Catanzaro dichiarava il reato estinto per morte del reo, pertanto l’immobile rimaneva nella disponibilità del nucleo familiare dell’usuraio. Gli accertamenti svolti, sono stati finalizzati a ricostruire il profilo patrimoniale delle persone che si erano avvantaggiate dai reati, rilevando forti incongruenze tra le fonti di reddito e gli impieghi (le somme investite), con particolare riferimento al settore immobiliare. La sperequazione rilevata tra i beni posseduti dal nucleo familiare del proposto e i redditi, costituisce elemento sintomatico di derivazione illecita della ricchezza, fornendo prova della sproporzione rispetto alla capacità economica effettiva. Per quanto sopra, il Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le ricostruzioni effettuate dalle Fiamme Gialle vibonesi e le prospettazioni della Procura della Repubblica di Vibo Valentia nel ravvisare una situazione di evidente sperequazione tra fonti di reddito e impieghi, ha disposto il sequestro di nr. 12 immobili, localizzati nella Provincia di Vibo Valentia.</p>
<p>Tra i beni oggetto di provvedimento ablatorio figura anche l’immobile che, come era stato accertato con sentenza di primo grado, era il provento del reato di usura aggravata continuata, ma era rimasto nella disponibilità degli eredi dell’imputato a causa dell’estinzione del reato per morte del reo e che era occupato a titolo di “locazione” da una delle parti offese del delitto di usura, alla quale il bene era stato precedentemente sottratto mentre si trovava in stato di bisogno. Poiché su quest’ultima incombeva un’azione di sfratto promossa dagli eredi del de cuius, il Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, al termine delle indagini richiedeva sia il sequestro d’urgenza dell’immobile che dell’altro patrimonio di interesse investigativo.<br />
Il servizio testimonia l&#8217;elevata attenzione che l&#8217;Autorità Giudiziaria e i militari in forza al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia pongono sul fronte del contrasto alla criminalità economica, al fine di intercettare e reprimere ogni forma di inquinamento dell&#8217;economia legale e salvaguardare gli operatori economici ed i cittadini. Altresì, il sequestro di patrimoni illeciti assume un valore anche &#8220;sociale&#8221;, poiché consente di restituire alla collettività le ricchezze accumulate nel tempo dalla criminalità. L&#8217;aggressione ad ogni forma di criminalità restituisce competitività e legalità al mercato, alimentando gli investimenti ed il conseguente sviluppo imprenditoriale ed economico che la criminalità mira a controllare e rallentare.</p>
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		<title>Favoreggiamento a persona accusata di violenza sessuale sulla nipote: condannato Massimo Ripepi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 15:28:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il consigliere comunale di centrodestra di Reggio Calabria Massimo Ripepi è stato condannato a sei mesi di reclusione con l’accusa di favoreggiamento personale nei confronti di un uomo, oggi deceduto, che era stato accusato di violenza sessuale ai danni della propria nipote, una bambina di 10 anni. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il consigliere comunale di centrodestra di Reggio Calabria Massimo Ripepi è stato condannato a sei mesi di reclusione con l’accusa di favoreggiamento personale nei confronti di un uomo, oggi deceduto, che era stato accusato di violenza sessuale ai danni della propria nipote, una bambina di 10 anni.</p>
<p>La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Reggio Calabria in composizione monocratica (giudice Pina Porchi). Lo ha reso noto, con un post su Facebook, lo stesso Ripepi, coordinatore per la Calabria di “Alternativa popolare”. La vicenda che ha portato alla condanna di Ripepi risale al 2020. Al consigliere comunale viene contestato, in particolare, secondo quanto è riportato nel capo d’imputazione, “di avere aiutato un indagato per violenza sessuale ad eludere le investigazioni”.</p>
<p>Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna di Ripepi a 11 mesi di reclusione. “Accetto questa sentenza – ha affermato Ripepi nel corso di una diretta Facebook – e continuerò a difendermi nel secondo e, nell’eventuale, terzo grado di giudizio. Le sentenze non si discutono, ma continuerò a combattere per la verità perché sono assolutamente innocente. Ho fatto solo il bene di una famiglia. Non mi pento di averlo fatto e lo rifarei ancora”.</p>
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		<title>Vibo, stalking all’ex compagna e al nuovo fidanzato: condannato &#8216;ndranghetista Michele Lo Bianco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 12:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[condannato]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Lo Bianco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’accusa di stalking e atti persecutori, il tribunale di Vibo Valentia ha condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione Michele Lo Bianco, 50 anni, di Vibo Valentia, detto Satizzu, il quale dovra’ risarcire i danni alle persone offese, costituite parti civili nel processo, in separata sede. Il pm aveva chiesto la condanna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’accusa di stalking e atti persecutori, il tribunale di Vibo Valentia ha condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione Michele Lo Bianco, 50 anni, di Vibo Valentia, detto Satizzu, il quale dovra’ risarcire i danni alle persone offese, costituite parti civili nel processo, in separata sede. Il pm aveva chiesto la condanna a 2 anni.</p>
<p>Ha perseguitato per anni l’ex compagna e il nuovo fidanzato minacciandoli di morte, posizionando croci di legno, mazzi di fiori, teste di uccelli e cartucce dinanzi alle loro abitazioni. Ha anche poi effettuato diverse telefonate con minacce di morte per far interrompere la relazione.</p>
<p>Per Michele Lo Bianco, appartenente all’omonima famiglia della ‘ndrangheta di Vibo Valentia, e’ la seconda condanna dopo i 5 anni rimediati in primo grado nel maxiprocesso Rinascita Scott per il reato di tentata estorsione. Le parti civili erano assistite dagli avvocati Luigi La Scala, Domenico Francica e Vincenzo Brosio.</p>
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		<title>Crotone, Polizia esegue ordine di carcerazione per 32enne condannato per rapina</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-polizia-esegue-ordine-di-carcerazione-per-32enne-condannato-per-rapina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 13:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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		<category><![CDATA[condannato]]></category>
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		<category><![CDATA[rapina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito di mirati servizi di controllo volti a contrastare la commissione di reati contro il patrimonio disposti dal Questore di Crotone, i Poliziotti della Squadra Mobile unitamente al personale del Commissariato di Gela, hanno tratto in arresto in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione B.A. di 32 anni, condannato a 2 anni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito di mirati servizi di controllo volti a contrastare la commissione di reati contro il patrimonio disposti dal Questore di Crotone, i Poliziotti della Squadra Mobile unitamente al personale del Commissariato di Gela, hanno tratto in arresto in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione B.A. di 32 anni, condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione.</p>
<p>L’uomo è stato condannato in via definitiva per i reati di rapina sostituzione di persona e resistenza a Pubblico Ufficiale per fatti commessi nel comune di Lodi nell’anno 2019. In particolare i poliziotti, dopo attente ricerche condotte in sinergia con i colleghi del Commissariato di Gela, hanno individuato il cittadino mentre si trovava nei pressi del centro cittadino unitamente ad altri soggetti. </p>
<p>Alla luce delle attività effettuate, si è proceduto, quindi, all’arresto del soggetto che è stato immediatamente tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone. Sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi volti ad individuare il motivo della presenza del soggetto nel territorio crotonese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/crotone-polizia-esegue-ordine-di-carcerazione-per-32enne-condannato-per-rapina/">Crotone, Polizia esegue ordine di carcerazione per 32enne condannato per rapina</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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