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	<title>Comune Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Sep 2026 09:53:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Aggressione ai danni di un Dirigente del Comune di Vibo Valentia: la Polizia arresta gli autori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 09:53:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna personale della Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa delle misure cautelari della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna personale della Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa delle misure cautelari della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due soggetti, originari del vibonese, ritenuti gravemente indiziati, in concorso, dei reati di lesioni personali aggravate, tentata estorsione e violenza a Corpo amministrativo. Nei confronti di uno dei due indagati, inoltre, è stato contestato anche il reato di danneggiamento seguito da incendio di una autovettura.</p>
<p>Il provvedimento trae origine da una complessa attività investigativa avviata dalla Squadra Mobile a seguito dell’aggressione subita, il 29 aprile scorso, da un Dirigente del Comune di Vibo Valentia. L’uomo, mentre si trovava nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo, veniva colpito alle spalle con un mezzo contundente, riportando lesioni giudicate guaribili in 15 giorni. Pochi giorni dopo, nello stesso luogo, l’autovettura in uso allo stesso Dirigente comunale veniva data alle fiamme. Le successive attività di indagine condotte dagli investigatori della Squadra Mobile, sviluppate anche mediante attività di intercettazione telefonica, telematica ed ambientale, hanno consentito di ricostruire la dinamica degli episodi e di individuarne i responsabili, facendo emergere un collegamento con l’attività professionale svolta dalla vittima e, in particolare, con accertamenti amministrativi in materia di abusivismo edilizio eseguiti dal Comune di Vibo Valentia; secondo la ricostruzione investigativa, infatti, gli episodi delittuosi sono stati commessi per ostacolare o comunque condizionare il regolare esercizio dell’attività amministrativa, attraverso condotte di carattere intimidatorio nei confronti degli organi comunali competenti.</p>
<p>Nello specifico, le indagini hanno permesso di accertare che, a seguito di un controllo amministrativo finalizzato alla demolizione o all’acquisizione al patrimonio comunale di un fabbricato abusivo in uso ad uno degli indagati, questi, dopo aver manifestato la propria opposizione all’attività dell’Amministrazione, aveva rivolto a un tecnico comunale incaricato dell’accertamento una minaccia riferibile al Dirigente, facendo intendere di conoscerne le abitudini e il luogo in cui parcheggiava l’autovettura. È emerso, inoltre, che l’aggressione fisica è stata materialmente compiuta, dietro promessa di un compenso economico, dal secondo indagato, il quale, per compiere l’agguato, ha utilizzato un motoveicolo successivamente rinvenuto nella disponibilità del mandante; sotto questo profilo è emerso che la targa del mezzo utilizzato era stata artatamente modificata, al fine di alterarne i caratteri alfanumerici.</p>
<p>Sulla scorta degli elementi probatori raccolti, considerata la gravità delle condotte assunte dagli indagati ed al fine di impedire la reiterazione dei delitti, nonché il pericolo di inquinamento probatorio, il Pubblico Ministero titolare del fascicolo processuale ha, pertanto, richiesto l’applicazione delle misure cautelari, successivamente accolte dal G.I.P. del Tribunale di Vibo Valentia. Al termine degli adempimenti di rito, il destinatario della custodia cautelare in carcere è stato associato presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia, mentre il secondo indagato è stato accompagnato presso la propria abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.</p>
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		<title>Comune di Crotone consegna la menzione speciale a Davide Ferrerio, da 4 anni in coma dopo aggressione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 15:49:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è tenuta questa mattina nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino”, in una atmosfera di profonda commozione e partecipazione, la cerimonia di conferimento della Menzione Speciale prevista dal Regolamento Comunale per la concessione delle benemerenze civiche a Davide Ferrerio, a quattro anni dalla tragica aggressione subita nell’agosto 2022. Alla presenza della mamma Giusy e del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuta questa mattina nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino”, in una atmosfera di profonda commozione e partecipazione, la cerimonia di conferimento della Menzione Speciale prevista dal Regolamento Comunale per la concessione delle benemerenze civiche a Davide Ferrerio, a quattro anni dalla tragica aggressione subita nell’agosto 2022. Alla presenza della mamma Giusy e del fratello Alessandro, l’Amministrazione Comunale ha voluto rinnovare la propria vicinanza alla famiglia e custodire, attraverso un riconoscimento istituzionale, la memoria di una vicenda che ha profondamente segnato la comunità crotonese. La Menzione Speciale nasce dalla volontà di ricordare non soltanto la tragedia che ha colpito Davide, ma soprattutto il futuro che gli è stato ingiustamente sottratto: i suoi sogni, le sue passioni, gli affetti e tutte quelle esperienze di vita che avrebbe dovuto ancora vivere.</p>
<p>“Oggi conferiamo a Davide una Menzione Speciale non per celebrare ciò che ha avuto la possibilità di compiere, ma per affermare il valore di tutto ciò che gli è stato tragicamente negato. È un riconoscimento che nasce da una vicenda dolorosa e che vuole trasformare il dolore in memoria, consapevolezza e responsabilità. A Davide è stato negato il futuro che avrebbe dovuto vivere, e il compito di una comunità è anche quello di custodirne il ricordo e impedire che una tragedia simile venga dimenticata” ha dichiarato il sindaco Voce. “Con questa cerimonia abbiamo voluto manifestare, a nome dell’intera comunità, la nostra vicinanza alla famiglia Ferrerio. Ricordare Davide significa mantenere viva l’attenzione sulle conseguenze drammatiche della violenza e sull’importanza di non restare indifferenti. Il suo nome deve diventare un richiamo permanente alla responsabilità di ciascuno e alla necessità di costruire una comunità capace di reagire alla violenza, di contrastare l’indifferenza e di tutelare sempre la dignità e il valore della vita” ha aggiunto il sindaco.</p>
<p>Alla cerimonia ha partecipato mons. Pino Caiazzo, oggi vescovo di Cesena, da sempre vicino alla famiglia: “questa vicenda, come per tutti i crotonesi, mi ha profondamente colpito. Conosco Giusy, la mamma, da quando era ragazza. Abbiamo condiviso in tutto questo tempo, il loro dolore. L’amore che il papà, la mamma, il fratello Alessandro che hanno per Davide è grande. Non lo lasciano un momento. Ed è un amore che sta aiutando tanto Davide. Quanto avvenuto è gravissimo perché non si coglie l’altro come persona. Il riconoscimento di oggi è importante perché è significativo: bisogna seminare vita”. Alessandro il fratello nel ringraziare l’amministrazione e la città di Crotone ha ricordato il fratello, il suo migliore amico: “ricordo quando venivamo a Crotone, in piazza della Resistenza, parlavamo molto. Chi ha avuto la fortuna di conoscere Davide sa che è un ragazzo meraviglioso, con una nobiltà d’animo e una sensibilità fuori dal comune. Ed anche se sono passati quattro anni il dolore resta invariato. Lui è sempre con me”.</p>
<p>La mamma Giusy, commossa, ha ricordato i tragici momenti dell’agosto 2022 ma soprattutto la dolcezza del suo Davide, la sua bellezza esteriore ed interiore: “lo guardavo mentre si preparava per uscire, ignaro del tranello che era stato teso, una spedizione punitiva che in una società civile non è ammissibile. E quando l’ho visto, dopo l’aggressione, le ultime parole che mi ha detto sono state “ti voglio bene, mamma”. Davide è sempre con noi, io ci parlo continuamente. E’ nel mio cuore”.<br />
E come è stato detto nel corso della cerimonia Davide è nel cuore di tutta la comunità cittadina. Quanto vissuto nella Sala Consiliare ha rappresentato un momento di forte partecipazione e vicinanza istituzionale alla famiglia Ferrerio, nel segno di una comunità che sceglie di non dimenticare e che affida alla memoria anche un messaggio per il futuro: perché il nome di Davide possa continuare a essere un monito contro ogni forma di violenza e un richiamo alla responsabilità collettiva.</p>
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		<title>Virus &#8220;West Nile&#8221;, Comune Catanzaro rassicura: gli interventi specifici di disinfestazione sono già in corso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:29:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In riferimento al rinvenimento di una zanzara risultata positiva al virus &#8220;West Nile&#8221; nella frazione Roccelletta del Comune di Borgia, il Comune di Catanzaro &#8211; si legge in una nota &#8211; &#8220;rassicura la cittadinanza informando che gli interventi di disinfestazione mirati al contrasto della zanzara sono già in corso sul territorio comunale nell&#8217;ambito della programmazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="elementToProof">In riferimento al rinvenimento di una zanzara risultata positiva al virus &#8220;West Nile&#8221; nella frazione Roccelletta del Comune di Borgia, il Comune di Catanzaro &#8211; si legge in una nota &#8211; <em>&#8220;rassicura la cittadinanza informando che gli interventi di disinfestazione mirati al contrasto della zanzara sono già in corso sul territorio comunale nell&#8217;ambito della programmazione predisposta dall&#8217;Amministrazione. </em><em>Le attività, avviate già nelle scorse settimane, rientrano nel piano ordinario di prevenzione e controllo e proseguiranno regolarmente con ulteriori interventi già programmati, che saranno eseguiti secondo il calendario stabilito e, se necessario, ulteriormente implementati sulla base delle indicazioni delle autorità competenti. </em></div>
<div></div>
<div class="elementToProof"><em>Il ritrovamento dell&#8217;insetto in un Comune limitrofo conferma l&#8217;importanza delle misure di prevenzione già adottate dal Comune capoluogo di regione, che continua a mantenere alta l&#8217;attenzione attraverso un costante monitoraggio della situazione e una stretta collaborazione con gli organismi sanitari preposti. Domani 16 luglio, inoltre, è prevista alle 10:30 la riunione dei sindaci dell&#8217;Ambito Territoriale Sociale (ATS), presso il Comune di Catanzaro, città capofila&#8221;.</em></div>
<div></div>
<div class="elementToProof">L&#8217;Amministrazione comunale -inoltre &#8211; &#8220;<em>invita i cittadini a continuare a osservare le buone pratiche utili a limitare la proliferazione delle zanzare, ricordando che il virus West Nile si trasmette esclusivamente attraverso la puntura di insetti infetti e non da persona a persona. Il Comune continuerà a seguire con la massima attenzione l&#8217;evolversi della situazione, garantendo la prosecuzione delle attività di prevenzione e informando tempestivamente la cittadinanza su ogni eventuale aggiornamento&#8221;</em>.</div>
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		<title>VIDEO-Fondi sottratti al Comune di Vazzano, sequestro preventivo di 462mila euro a 11 indagati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-fondi-sottratti-al-comune-di-vazzano-sequestro-preventivo-di-462mila-euro-11-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 18:15:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-383792-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile.mp4</a></video></div>
<p>Nelle prime ore della mattina di mercoledì 10 giugno un dispositivo composta dal personale dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha eseguito un “<em>sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente</em>”, dell’ammontare di circa € 462.460, nei confronti di 11 persone, le quali, dal 2015-2024, si sono appropriate di somme sottratte a un ente pubblico locale del vibonese. Il provvedimento scaturisce da una segnalazione presentata nell’ottobre 2024 presso una Stazione Carabinieri da parte di alcuni amministratori dell’ente relativa a delle incongruenze tra i destinatari dei pagamenti effettuati dall’ente e gli effettivi beneficiari. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia, prontamente informata dagli operanti, ha in prima battuta disposto immediati sequestri preventivi per l’ammontare di oltre € 200.000 nei confronti degli indagati iniziali e ampliato il ventaglio delle forze in campo interessando il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.</p>
<p>La Guardia di Finanza ha provveduto, per il periodo 2015-2025, all’analitica disamina della contabilità dell’Ente Pubblico, individuando oltre 228 mandati di pagamento illeciti. Sulla base di quanto accertato dagli investigatori delle Fiamme Gialle, il principale indagato risponde del delitto di peculato per essersi appropriato di ulteriori somme per € 179.002,17 in via autonoma ed in concorso con altri 10 indagati per complessivi € 283.458. Le indagini hanno, quindi, evidenziato un quadro della situazione ancor più torbido, disvelando l’esistenza di un articolato meccanismo attraverso il quale, ingenti somme di denaro, quantificate in ulteriori € 462.460, appartenenti ad un comune delle serre vibonesi, venivano drenate in favore di un ex dipendente, di soggetti privati imprenditori, associazioni ed enti con esso concorrenti. Il sistema vedeva, quale principale protagonista, il responsabile dell’area “affari generali” dell’Ente Pubblico, in quiescenza dal gennaio 2022 e, successivamente, collaboratore della medesima area fino all’ottobre del 2024, il quale, in ragione dell’incarico ricoperto, gestiva in via diretta i pagamenti dell’ente Pubblico, disponendo della smart card rilasciata dal tesoriere comunale e curando personalmente l’iter delle procedure di liquidazione e pagamento, risultando di fatto, negli anni, l’unico dipendente comunale in grado di operare sui sistemi contabili. In particolare, l’indagato avrebbe proceduto alla distrazione di risorse dell’Ente mediante la liquidazione di<br />
falsi mandati di pagamento in favore di terzi (sia essi professionisti, imprenditori, rappresentanti di enti o associazioni) privi di qualsiasi titolo creditorio (totale assenza di documentazione giustificativa). Nei casi in cui il denaro confluiva direttamente nella disponibilità dell’indagato, i soggetti terzi sono risultati estranei alle indagini. In altre ipotesi, le investigazioni hanno permesso di contestare la fattispecie di concorso nel delitto di peculato unitamente al citato ex dipendente.</p>
<p>Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, all’esito delle indagini ha disposto il sequestro di liquidità e in via alternativa per equivalente sui beni nella disponibilità di tutti gli 11 indagati. Nello specifico, sono stati sequestrati i conti correnti, gli immobili ed altri beni mobili registrati in pregiudizio degli indagati, per l’intero ammontare indicato nel provvedimento giudiziario. Gli esiti dell’odierna attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio di legalità nel territorio vibonese, assicurato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia a tutela della<br />
Pubblica Amministrazione &#8211; in stretta sinergia con le forze polizia.</p>
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		<title>Lamezia, 32enne arrestato per la rissa tra famiglie rom negli uffici dei servizi sociali del Comune</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 06:54:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono arrivati rapidamente gli sviluppi investigati, con conseguenti provvedimenti, dopo la rissa che nella mattinata di giovedì mattina si è scatenata all&#8217;interno degli uffici dei servizi sociali del Comune di Lamezia Terme. I Carabinieri della locale Compagnia, infatti, hanno arrestato l&#8217;uomo che ha scatenato la rissa tra famiglie per l&#8217;affido di un minorenne.. Si tratta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono arrivati rapidamente gli sviluppi investigati, con conseguenti provvedimenti, dopo la rissa che nella mattinata di giovedì mattina si è scatenata all&#8217;interno degli uffici dei servizi sociali del Comune di Lamezia Terme. I Carabinieri della locale Compagnia, infatti, hanno arrestato l&#8217;uomo che ha scatenato la rissa tra famiglie per l&#8217;affido di un minorenne.. Si tratta di un cittadino di etnia rom di 32 anni originario di Agrigento. Secondo quanto appreso, dopo la fuga di ieri, oltre al 32enne, sono stati identificati altre persone coinvolte nella rissa le cui posizioni sono ancora al vaglio degli inquirenti. L&#8217;uomo, padre del minore &#8220;<em>conteso</em>&#8220;, si sarebbe scagliato prima contro la compagna, poi contro un&#8217;assistente sociale.  Dalle parole si è poi passati ai fatti anche per il sopraggiungere dei rispettivi parenti della coppia, dando così il via alla rissa. Nel tentativo di calmare gli animi, un cittadino marocchino è rimasto lievemente ferito a un braccio ed è stato portato al Pronto soccorso.</p>
<p>Rimane alto lo sconforto e lo stato di shock dei dipendenti dell’ufficio servizi sociali che, da tempo, hanno richiesto alle varie amministrazioni comunali di voler predisporre all’ingresso dell’ufficio un servizio di controllo attraverso agenti della Polizia Locale o di sicurezza privata.</p>
<p><strong>La precisazione dell&#8217;avv. Maria Valeria Ferrara:</strong> “<em>Il mio assistito non è un soggetto di etnia rom ma un italiano residente in Sicilia, recatosi a Lamezia Terme da solo, allo specifico scopo di incontrare il proprio figlio minore, nato da una precedente relazione con una donna di etnia rom. Si specifica, infatti, che con sentenza del Tribunale Civile di Lamezia Terme il mio assistito ha ottenuto l&#8217;affido condiviso del figlio &#8211; il quale vive con la madre e la famiglia della stessa nel campo rom di contrada Scordovillo &#8211; nonché un calendario di incontri protetti con il minore alla presenza degli assistenti sociali del Comune di Lamezia Terme. Tali modalità di frequentazione padre-figlio si sono rese necessarie a causa dei pericolosi contrasti da sempre in essere tra il mio assistito e la ex compagna, nonché con i famigliari della stessa, ostili alla frequentazione del bambino con il padre e purtroppo sfociati nell&#8217;increscioso episodio del 4 giugno”.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-32enne-arrestato-per-la-rissa-tra-famiglie-rom-negli-uffici-dei-servizi-sociali-del-comune/">Lamezia, 32enne arrestato per la rissa tra famiglie rom negli uffici dei servizi sociali del Comune</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Reggio Calabria, il blitz al Comune sgomina un &#8216;sistema corruttivo sui lavori pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-il-blitz-al-comune-sgomina-un-sistema-corruttivo-sui-lavori-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 15:14:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quello che è emerso dall&#8217;inchiesta che stamattina ha portato all&#8217;arresto di quattro persone è &#8220;un sistema corruttivo all&#8217;interno del settore Lavori pubblici e grandi opere&#8221; del Comune di Reggio Calabria. Lo ha riferito, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli.  In carcere è finito il dipendente dell&#8217;ufficio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che è emerso dall&#8217;inchiesta che stamattina ha portato all&#8217;arresto di quattro persone è &#8220;<em>un sistema corruttivo all&#8217;interno del settore Lavori pubblici e grandi opere&#8221;</em> del Comune di Reggio Calabria. Lo ha riferito, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli.  In carcere è finito il dipendente dell&#8217;ufficio tecnico dell&#8217;Ente <strong>Arturo Arcano</strong>, di 63 anni, mentre gli arresti domiciliari sono stati disposti per l&#8217;altro dipendente comunale coinvolto, <strong>Giancarlo Cutrupi</strong> (61), e per gli imprenditori <strong>Antonio Scopelliti</strong> (36) e <strong>Demetrio Cama</strong> (51). Condotta dalla Squadra mobile e dagli specialisti del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, l&#8217;inchiesta ha portato anche al sequestro preventivo delle quote di due società, la Ecolog Italia srl e la As Costruzioni Srl.  Nell&#8217;inchiesta ci sono anche altri due indagati.</p>
<p>&#8220;<em>Il sistema corruttivo &#8211; </em>ha spiegato Borrelli<em> &#8211; era incentrato sulla figura di Arcano ed era finalizzato all&#8217;accelerazione delle procedure per la liquidazione degli stati di avanzamento dei lavori. Sono stati contestati i delitti di corruzione in relazione ad una pluralità di affidamenti diretti realizzati dal Comune di Reggio. L&#8217;inchiesta riguarda unicamente la struttura tecnica dato che le indagini non hanno evidenziato il coinvolgimento in tutto ciò che è stato accertato di alcuna figura della amministrazione</em>&#8220;.<br />
Tra gli episodi contestati, i lavori di riqualificazione, del valore di oltre 2 milioni di euro, dell&#8217;ex cinema &#8220;<em>Orchidea</em>&#8221; da destinare a museo comunale sul lungomare di Reggio Calabria.<br />
&#8220;<em>Viene contestato ad Arcano &#8211; </em>ha detto Borrelli<em> &#8211; di avere fornito agli imprenditori notizie ancora non ufficializzate dagli organi della stazione appaltante, di avere sollecitato agli uffici competenti le emissioni di stati di avanzamento di lavori e di aver sollecitato la chiusura di una procedura di variante in corso d&#8217;opera</em>&#8220;. In cambio l&#8217;indagato avrebbe ricevuto una somma di denaro di 5mila euro.</p>
<p>Gli investigatori hanno ricostruito il pagamento delle mazzette grazie a intercettazioni e videoriprese. Per il capo della Squadra mobile Gianfranco Minissale &#8220;<em>le dazioni di denaro arrivano all&#8217;esito di una serie di comportamenti, che sono stati documentati durante le intercettazioni e che andavano oltre la normale dialettica che intercorre tra la parte privata e la parte pubblica</em>&#8220;.  L&#8217;inchiesta, comunque, non è finita. Per il procuratore aggiunto Walter Ignazitto, infatti, &#8220;<em>l&#8217;indagine si inserisce in una più ampia attività con tutta un&#8217;ulteriore serie di fenomeni criminali che sono stati e sono in fase di accertamento</em>&#8220;.</p>
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		<title>Reggio Calabria, due dipendenti del Comune e due imprenditori arrestati per corruzione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-due-dipendenti-del-comune-e-due-imprenditori-arrestati-per-corruzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due dipendenti dell&#8217;ufficio tecnico del Comune di Reggio Calabria e due imprenditori, sono stati arrestati per corruzione. Secondo le prime informazioni trapelate il blitz è avvenuto questa mattina quando gli agenti della squadra mobile hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli. Un dipendente pubblico è stato portato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due dipendenti dell&#8217;ufficio tecnico del Comune di Reggio Calabria e due imprenditori, sono stati arrestati per corruzione. Secondo le prime informazioni trapelate il blitz è avvenuto questa mattina quando gli agenti della squadra mobile hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli.</p>
<p>Un dipendente pubblico è stato portato in carcere mentre per gli altri tre indagati il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari. Gli episodi riguardano la gestione degli appalti pubblici e il rilascio di autorizzazioni agli imprenditori reggini coinvolti che sono amministratori di due società sequestrate.</p>
<p>Le misure cautelari hanno riguardato: <strong>Arturo Arcano, </strong>63 anni, dipendente comunale, arrestato in carcere;<br />
<strong>Giancarlo Cutrupi, </strong>61 anni,  dipendente comunale, ai domiciliari;  <strong>Demetrio Cama, </strong>51 anni<strong>, </strong> imprenditore, ai domiciliari e <strong>Antonino Scopelliti, </strong>37 anni<strong>, </strong>ai domiciliari.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Altro che risanamento, ora si dica tutta la verità. Serve unità per salvare Lamezia Terme&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 07:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Oggi assistiamo, soprattutto sui social, a una vera e propria gara su chi ha fatto di più per la città. C’è chi rivendica una buca sistemata in via dei Mille, chi due buche in Piazza d’Armi, chi denuncia da anni piccoli disservizi. Una rincorsa continua alla visibilità, fatta di frasi, slogan e autocelebrazione. Ma manca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Oggi assistiamo, soprattutto sui social, a una vera e propria gara su chi ha fatto di più per la città. C’è chi rivendica una buca sistemata in via dei Mille, chi due buche in Piazza d’Armi, chi denuncia da anni piccoli disservizi. Una rincorsa continua alla visibilità, fatta di frasi, slogan e autocelebrazione. Ma manca una cosa fondamentale, la verità. Nessuno – o quasi – parla di ciò che non è stato fatto. Nessuno affronta fino in fondo il nodo centrale che oggi blocca ogni prospettiva di sviluppo: il disastro finanziario del Comune di Lamezia Terme. </em><em>Di chi è la responsabilità? Perché non si ha il coraggio di dirlo chiaramente? Ricordo bene che l’attuale sindaco, Mario Murone, è arrivato alla guida della città in un momento in cui si raccontava che il Comune fosse risanato, che la precedente amministrazione guidata da Paolo Mascaro avesse rimesso in ordine i conti e che ci fossero risorse pronte per essere investite. Oggi, alla prova dei fatti, viene spontanea una domanda: era davvero così? Oppure era una narrazione che non corrispondeva alla realtà?&#8221;</em>&#8211; la riflessione arriva da Francesco Grandinetti, presidente di &#8220;LAMETIA enonsolo&#8221;.</p>
<p>&#8220;<em>Se le cose stanno diversamente – </em>e io credo che sia così specifica Grandinetti<em>– allora bisogna dirlo con chiarezza, senza ambiguità. Solo partendo dalla verità si può interrompere questo sterile ping-pong tra maggioranza e opposizione (e non solo!) e cominciare a lavorare insieme per salvare la città. Perché è questo il punto: Lamezia Terme non ha bisogno di Facebook o Instagram, soprattutto da parte di chi ha strumenti ben più concreti per incidere e cambiare le cose. Ha bisogno di visione, di determinazione, di unità. Siamo in una fase storica decisiva. Si parla di area centrale della Calabria, di una possibile “città dei due mari”, di un nuovo ruolo strategico per il territorio. In questo contesto, la compattezza bipartisan è fondamentale per affermare la centralità politica e geografica della nostra città, sia che si parli di una nuova provincia, di una nuova città, sia di un nuovo modello di sviluppo territoriale. Per questo oggi dico con chiarezza che il sindaco Murone va aiutato. Avrà davanti ancora quattro anni di governo e in questi quattro anni la città deve crescere. Non possiamo permetterci divisioni sterili o polemiche quotidiane. </em></p>
<p><em>Lo dice una persona iscritta al Partito Democratico profondamente convinto di un modello sociale diverso dai partiti che oggi governano. Lo dice una persona stanca ma non rassegnata, e soprattutto profondamente delusa da un dibattito pubblico ridotto troppo spesso a post inutili, lontani anni luce dai veri problemi e dalle vere opportunità della città. E le opportunità ci sono. </em><em>Cresce il turismo, aumentano gli investitori interessati al territorio, si discute a livello regionale di nuove prospettive strategiche dell&#8217;area. </em><em>È questo il momento di alzare lo sguardo. Per questo &#8211; </em>sottolinea Grandinetti<em> &#8211; rivolgo un invito sincero alle opposizioni, facciamo tesoro o se vogliamo prendiamo spunto da queste mie riflessioni. Abbiamo perso le elezioni, è un dato di fatto. Ma proprio per questo oggi serve un gesto di maturità politica: sedersi attorno a un tavolo e contribuire, insieme, alla programmazione dello sviluppo della città. Si parta dai temi fondamentali, come la sanità, e si costruisca una visione condivisa con Lamezia che dica la sua. Allo stesso tempo, chiedo al sindaco Mario Murone maggiore attenzione verso le proposte e le sensibilità delle opposizioni. Chieda collaborazione. Perché oggi più che mai serve mettere insieme competenze, idee, energie. Servono menti eccellenti. Serve unità. Serve coraggio. Perché Lamezia Terme non ha bisogno di polemiche di maniera, ha bisogno di futuro&#8221;</em>&#8211; conclude il presidente .di &#8220;LAMETIA enonsolo&#8221;.</p>
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		<title>Dopo operazione anti-&#8216;ndrangheta arriva Commissione d&#8217;accesso al Comune di Gioia Tauro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dopo-operazione-anti-ndrangheta-arriva-commissione-daccesso-al-comune-di-gioia-tauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 15:04:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al fine di &#8220;verificare la regolarità degli atti amministrativi&#8220;, il Prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro ha disposto la commissione d&#8217;accesso al Comune di Gioia Tauro. Lo ha reso noto, con un video sui social, la sindaca di Gioia Tauro Simona Scarcella definendola &#8220;una notizia che ritengo molto brutta per la nostra città. Siamo sereni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al fine di &#8220;<em>verificare la regolarità degli atti amministrativi</em>&#8220;, il Prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro ha disposto la commissione d&#8217;accesso al Comune di Gioia Tauro. Lo ha reso noto, con un video sui social, la sindaca di Gioia Tauro Simona Scarcella definendola &#8220;<em>una notizia che ritengo molto brutta per la nostra città. Siamo sereni &#8211; </em>ha detto<em> &#8211; perché sappiamo come abbiamo amministrato in questi quasi due anni di attività istituzionale.</em><br />
<em>Siamo sereni perché abbiamo dimostrato con i fatti la linearità della nostra azione amministrativa. A differenza di chi ci ha preceduto, abbiamo fatto le gare soltanto attraverso la Suap, abbiamo applicato la normativa antimafia, abbiamo riscosso i tributi, abbiamo accertato e sanzionato infrazioni. A differenza di chi ci ha preceduto, con i fatti abbiamo contrastato la criminalità togliendo materialmente dalle loro mani i beni confiscati e restituendoli ai cittadini&#8221;.</em></p>
<p>Parlando di sé stessa, la sindaca ha ricordato di essere &#8220;u<em>na persona che proviene da una famiglia che ha fatto dell&#8217;onestà il proprio simbolo. Sono figlia di genitori che nella loro vita hanno soltanto lavorato e non hanno avuto mai bisogno di rispondere nemmeno per una contravvenzione al codice della strada. Non ho fratelli pregiudicati, non ho parenti pregiudicati, non ho fratelli sposati con pregiudicati né collaboratori di giustizia. Sono una persona perbene e con me tutti gli assessori, tutti i consiglieri comunali. Sono certa e sicura che la commissione di accesso, che è formata da persone valide e competenti, saprà e potrà valutare con la opportuna serenità tutti gli atti amministrativi che noi abbiamo prodotto. L&#8217;unica forma di condizionamento che questa amministrazione comunale ha avuto è stata quella di voler fare il bene della città di Gioia Tauro, una città che sta cambiando e che è diventata un&#8217;altra città in due anni&#8221;.</em></p>
<p>La decisione della Prefettura giunge a pochi mesi dall&#8217;operazione della Dda reggina &#8220;<em>Restauro</em>&#8221; contro esponenti della potente cosca di &#8216;ndrangheta Piromalli.</p>
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		<title>Crotone, Comune e Provincia contro Eni Rewind: stop a bonifica SIN fatto di estrema gravità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-comune-e-provincia-contro-eni-rewind-stop-a-bonifica-sin-fatto-di-estrema-gravita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La comunicazione con cui Eni Rewind ha annunciato la sospensione delle attività di scavo per la bonifica del SIN di Crotone nell’area della discarica fronte mare dell’ex Pertusola, a seguito del rinvenimento di materiale contenente TENORM (Technologically Enhanced Naturally Occurring Radioactive Materials), rappresenta un fatto di estrema gravità che non può essere liquidato come un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La comunicazione con cui Eni Rewind ha annunciato la sospensione delle attività di scavo per la bonifica del SIN di Crotone nell’area della discarica fronte mare dell’ex Pertusola, a seguito del rinvenimento di materiale contenente TENORM (<em>Technologically Enhanced Naturally Occurring Radioactive Materials</em>), rappresenta un fatto di estrema gravità che non può essere liquidato come un semplice imprevisto tecnico&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una nota congiunta di Comune e Provincia di Crotone. &#8220;ENI, in realtà, sostiene ormai da tempo la tesi secondo cui la bonifica della discarica “Farina Trappeto” non si potrebbe realizzare in quanto non sussisterebbero discariche idonee per ospitare i TENORM con amianto nemmeno all’estero. Tutte le amministrazioni coinvolte &#8211; prosegue la nota &#8211; esprimono da tempo forti remore rispetto a tale convincimento e, per tale ragione, abbiamo già richiesto, nell’ultimo tavolo interistituzionale presso la Prefettura di Crotone, che gli organismi tecnici assumano una motivata posizione anche ai fini della prosecuzione di uno scouting quanto mai opinabile in ordine alle relative risultanze. Ciò premesso, riteniamo del tutto evidente che, allo stato degli atti, non sussista alcuna alternativa. I rifiuti non potrebbero comunque essere conferiti presso la locale discarica di proprietà di SOVRECO S.p.A., in quanto non munita delle necessarie autorizzazioni. Alternativamente, non potrebbe essere realizzato un impianto di scopo presso il sito di Pertusola&#8221;</p>
<p>&#8220;Sosteniamo da tempo &#8211; affermano Comune e Provincia &#8211; che la società vorrebbe evitare il costoso soil mixing sui suoli di Pertusola, in favore del ricorso all’attenuazione naturale potenziata (ENA). La società sta evidentemente tentando di evitare il soil mixing (per 360.000 mc di suoli da trattare), nonostante le aree da trattare risultino ormai definite dalla fine dell’anno 2022. Anche l’impianto di scopo non può essere realizzato in quanto il fattore di pressione discariche (areale), pari a 50.000 mc/kmq di discariche in un raggio di 5 km, risulta più che doppio nell’areale della discarica di proprietà di Sovreco. Il fattore di pressione “discariche” non coincide con il fattore di pressione “rifiuti”. Di conseguenza, i rifiuti delle discariche a mare, essendo queste ultime state autorizzate per rifiuti inerti (solo 50.000 tonnellate), non entrerebbero nel calcolo. Non si tratterebbe pertanto di discariche da riallocare a distanza di pochi metri sul sito di Pertusola, ma della realizzazione di una nuova discarica, irrealizzabile sulla base di quanto sinora riferito.<br />
Alla luce di tutto ciò, la nostra posizione può essere riassunta come segue:<br />
    • riteniamo imposta la necessità che la società avvii immediatamente, all’interno dell’area “Pertusola”, i lavori di bonifica mediante soil mixing sui 360.000 mc di suoli, senza attendere gli esiti dell’ENA, che riguarderebbe la falda e non i suoli fortemente inquinati;<br />
    • non possiamo che riaffermare la permanente vigenza delle prescrizioni di cui al provvedimento regionale ex art. 26-bis del D. Lgs. n. 152/2006 (PAUR) circa il destino dei rifiuti al di fuori dei confini regionali;<br />
    • riteniamo necessario che siano sottoposte al vaglio di tutti gli organi tecnici presenti in conferenza di servizi le risultanze dello scouting condotto da ENI in merito alla ritenuta insussistenza di impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi con metalli, o di TENORM con amianto, all’estero;<br />
    • qualora, e solo qualora, risultasse confermata l’impossibilità di conferire all’estero i rifiuti speciali pericolosi con metalli o i TENORM con amianto, riteniamo imposta la necessità che ENI Rewind o Edison provvedano al reperimento o alla costruzione e autorizzazione di un nuovo impianto di confinamento fuori regione, considerato che tanto il PAUR in ambito regionale quanto il fattore di pressione impediscono sia l’utilizzo della discarica di Sovreco, anche laddove in futuro autorizzata, sia la realizzazione di impianti in situ in vigenza del fattore di pressione.<br />
Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di arresto di un percorso che dura da oltre vent’anni, dopo decenni di progettazione, studi, caratterizzazioni e promesse&#8221;.</p>
<p>&#8220;Parlare oggi di una “nuova scoperta” equivale ad ammettere che le caratterizzazioni siano state eseguite in modo errato o incompleto, con conseguenze che ricadono ancora una volta sulla città di Crotone e sui suoi cittadini.<br />
Per queste ragioni abbiamo chiesto al Ministero dell’Ambiente la convocazione urgente di una conferenza dei servizi, con la partecipazione di tutte le amministrazioni competenti, affinché il soggetto responsabile della bonifica sia posto di fronte alle proprie responsabilità. Non sono più accettabili rinvii, sospensioni o continui cambi di scenario.<br />
In questo contesto rivolgiamo un appello forte e chiaro alla cittadinanza: non è il tempo delle polemiche, delle contrapposizioni o delle divisioni. È il tempo della compattezza, dell’unità e della responsabilità collettiva. La bonifica del SIN non è una battaglia di parte, ma una questione che riguarda la salute, l’ambiente e il futuro dell’intera comunità. Continueremo a esercitare ogni pressione istituzionale possibile, a vigilare con rigore e a informare costantemente la cittadinanza. La bonifica del SIN di Crotone non può e non deve fermarsi ancora. Il territorio chiede rispetto, verità e fatti concreti&#8221;- concludono il sindaco Vincenzo Voce e il presidente della Provincia Fabio Manica.</p>
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