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	<title>commerciante Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 May 2026 16:31:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Nicotera: vìola obblighi sorveglianza speciale, aggredisce un commerciante e vìola Daspo urbano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
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		<category><![CDATA[Daspo]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicotera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Nicotera hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal GIP del Tribunale di Vibo Valentia nei confronti di un uomo del luogo, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Nicotera hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal GIP del Tribunale di Vibo Valentia nei confronti di un uomo del luogo, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Nicotera. Il provvedimento cautelare scaturisce da una serie di condotte contestate all’indagato, ritenuto, allo stato degli atti e nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza irrevocabile di condanna, responsabile di reiterate violazioni delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione, nonché di lesioni personali aggravate e violazione del divieto di accesso ai pubblici esercizi.</p>
<p>Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Nicotera, l’uomo avrebbe in più occasioni violato gli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria, omettendo di presentarsi presso la locale Stazione Carabinieri nei giorni prescritti e venendo sorpreso fuori dalla propria abitazione in orari non consentiti. ​Le indagini condotte dai Carabinieri di Nicotera hanno fatto luce su un grave episodio di violenza avvenuto lo scorso marzo nel cuore della cittadina. Secondo quanto ricostruito dai militari, l&#8217;indagato avrebbe tentato di estorcere denaro a un cliente all&#8217;interno di un esercizio commerciale del centro. ​Di fronte al rifiuto della vittima, l&#8217;aggressore avrebbe atteso l&#8217;uomo all&#8217;esterno del locale per poi scagliarsi contro di lui con inaudita violenza. La vittima è stata colpita ripetutamente con schiaffi, pugni e l&#8217;ausilio di un oggetto contundente, riportando diverse lesioni personali. Fondamentali, ai fini della ricostruzione dei fatti, sono risultati le dichiarazioni testimoniali e gli accertamenti eseguiti dai Carabinieri di Nicotera, compresa l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.</p>
<p>Nel corso degli approfondimenti investigativi è emerso, altresì, che l’uomo avrebbe violato anche il provvedimento di divieto di accesso e stazionamento nei pubblici esercizi e locali di pubblico intrattenimento del comune di Nicotera, accedendo a un bar del centro nonostante il cosiddetto “D.A.C.Ur.” emesso nei suoi confronti dalla Questura di Vibo Valentia. Alla luce del quadro indiziario raccolto e delle esigenze cautelari evidenziate dall’Autorità Giudiziaria, il GIP ha disposto nei confronti dell’indagato la misura coercitiva degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, con controllo mediante braccialetto elettronico.</p>
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		<title>Crotone, droga e una pistola clandestina in negozio: arrestato commerciante</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-droga-e-una-pistola-clandestina-in-negozio-arrestato-commerciante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 09:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, finalizzati a controllare i luoghi della movida, spesso centri di smistamento di sostanze stupefacenti tra i più giovani assuntori, personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto un giovane crotonese, per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish e per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, finalizzati a controllare i luoghi della movida, spesso centri di smistamento di sostanze stupefacenti tra i più giovani assuntori, personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto un giovane crotonese, per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish e per il possesso di un’arma clandestina.<br />
Nell specifico i poliziotti delle Volanti, hanno effettuato l’arresto a conclusione di una serie di attività di controlli e verifiche, che hanno consentito agli operatori di acquisire elementi utili per sulle abitudini del soggetto attenzionato, pertanto è stata effettuata una perquisizione domiciliare, estesa anche all’attività commerciale gestita dall’uomo, sita nel centro città. Nel corso del controllo presso il locale adibito ad attività commerciale, con il supporto dell’unità cinofila di Vibo Valentia, operata dal cane il cui nome operativo è  “Digos”, gli equipaggi delle Volanti hanno rinvenuto all’interno del locale adibito a “Toilette” riservato esclusivamente ai dipendenti, adagiati su una mensola di legno: una pistola semiautomatica clandestina priva di matricola identificativa ma dotata di caricatore e perfettamente funzionante, 90 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e un bilancino di precisione. L’arma e lo stupefacente sono stati sottoposti a sequestro.</p>
<p>Al termine delle operazioni, l’uomo è stato tratto in arresto e posto a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone. L’impegno costante della Questura di Crotone, nel contrastare il traffico di stupefacenti si inserisce in una più ampia strategia di prevenzione e sicurezza urbana, che affiancata alle indagini della Procura della Repubblica di Crotone, mira a disarticolare le organizzazioni criminali dedite al traffico degli stupefacenti. </p>
<p>Nella medesima giornata sono state identificate 148 persone e controllati 94 veicoli e 27 persone sottoposte a misure limitative della libertà personale, in tale occasione, sono state denunciate due persone, di cui una per evasione ed una in quanto nonostante fosse sottoposta agli arresti domiciliari veniva accertata la presenza di una persona non convivente all’interno del proprio domicilio. Inoltre, sono stati segnalati al Signor Prefetto due uomini per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale. Tale informativa è fornita nell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito, e nel rispetto dell’indagato che, trovandosi nella fase delle indagini, è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva.</p>
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		<title>Rapina e minaccia di morte commerciante a Crotone, Polizia arresta 33enne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapina-e-minaccia-di-morte-commerciante-a-crotone-polizia-arresta-33enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 12:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato]]></category>
		<category><![CDATA[commerciante]]></category>
		<category><![CDATA[minaccia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dal Questore della provincia di Crotone Renato Panvino, indirizzati a garantire la sicurezza nei luoghi della movida cittadina, anche interessata da fenomeni di spaccio di sostanza stupefacente tra i giovani e di consumazione di reati predatori, veniva tratto in arresto dagli operatori delle Volanti un uomo di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dal Questore della provincia di Crotone Renato Panvino, indirizzati a garantire la sicurezza nei luoghi della movida cittadina, anche interessata da fenomeni di spaccio di sostanza stupefacente tra i giovani e di consumazione di reati predatori, veniva tratto in arresto dagli operatori delle Volanti un uomo di nazionalità algerina, di anni trentatré, R.S., per il reato di rapina e resistenza a pubblico ufficiale. I fatti avvenuti sono i seguenti: un soggetto, già noto per i suoi precedenti contro il patrimonio e la persona alla Polizia di Stato, in evidente stato di agitazione psicofisica ha fatto irruzione all’interno di un’attività commerciale del centro città al fine di sottrarre il guadagno giornaliero dal registratore di cassa. </p>
<p>Il malvivente ha dapprima minacciato di morte il titolare dell’attività armato di un coltello, il quale opponeva resistenza alle richieste di denaro e, successivamente, il malvivente distruggeva le vetrate del banco di esposizione del locale sottraendo la somma di euro 400 dal registratore di cassa, per poi allontanarsi e dileguarsi nei vicoli del centro cittadino. Scattato nell’immediatezza il piano antirapina che vede impegnati gli agenti delle volanti, nelle immediate vicinanze dell’esercizio commerciale ove si è consumato il reato, veniva individuato l’autore e bloccato con un’azione fulminea e tratto in arresto per il reato di rapina aggravata. A seguito della perquisizione personale, veniva trovato in possesso dell’arma utilizzata poco prima per rapinare l’attività commerciale, comunque posta sotto sequestro.</p>
<p>L’uomo, dopo le formalità di rito, veniva tradotto presso la locale casa circondariale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.<br />
Le indagini della Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, sono volte a verificare se il malvivente oltre alla rapina consumata, si è reso responsabile di altri reati in questo centro. I risultati conseguiti nelle attività di controllo del territorio sono i seguenti: persone identificate n.254 di cui 58 pregiudicati e n.55 stranieri, veicoli controllati n. 138, persone sanzionate al CDS nr. 8 persone e controllate n.22 persone sottoposte a misure limitative della libertà.</p>
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		<item>
		<title>Reggio Calabria, da fuoco all&#8217;auto di un commerciante dopo una lite: identificato e arrestato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-da-fuoco-allauto-di-un-commerciante-dopo-una-lite-identificato-e-arrestato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 13:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato]]></category>
		<category><![CDATA[Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Credeva di farla franca l’uomo che, a seguito di una lite per futili motivi con il titolare di un’attività commerciale, dando alle fiamme l’autovettura del titolare. Il fatto risale alla tarda serata del 28 febbraio scorso. Erano circa le ore 23:00 quando le fiamme, oltre a distruggere completamente il veicolo, hanno danneggiato anche una palazzina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Credeva di farla franca l’uomo che, a seguito di una lite per futili motivi con il titolare di un’attività commerciale, dando alle fiamme l’autovettura del titolare. Il fatto risale alla tarda serata del 28 febbraio scorso. Erano circa le ore 23:00 quando le fiamme, oltre a distruggere completamente il veicolo, hanno danneggiato anche una palazzina adiacente. I Carabinieri della Stazione di Cataforio, intervenuti tempestivamente sul posto, hanno da subito avviato le indagini per chiarire le cause dell’accaduto. Fin dai primi accertamenti è emerso che non si trattasse di un evento accidentale: i riscontri iniziali, infatti, hanno lasciato presagire un atto doloso.</p>
<p>Nel corso delle settimane successive, l’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore facente funzioni Giuseppe Lombardo, si è intensificata grazie a un’attenta analisi delle immagini acquisite da diversi impianti di videosorveglianza presenti nell’area. I filmati, insieme alle altre informazioni raccolte, hanno permesso ai militari di ricostruire la dinamica dell’evento e di risalire all’identità del presunto autore dell’incendio. Sulla base degli elementi emersi, l’Autorità Giudiziaria ha emesso un provvedimento cautelare, disponendo nei confronti dell’uomo la misura degli arresti domiciliari. Si precisa che il provvedimento è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che, per l’indagato, vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.</p>
<p>L’operazione condotta dai Carabinieri rappresenta un’ulteriore testimonianza dell’impegno quotidiano dell’Arma nel contrasto ad ogni forma di illegalità, anche nei centri più piccoli, e nella tutela della sicurezza dei cittadini, attraverso una presenza costante e un lavoro puntuale ed efficace.</p>
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		<item>
		<title>Lamezia: condanne usurai operazione “Lex Genucia”: parla un commerciante vittima degli strozzini</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-condanne-usurai-operazione-lex-genucia-parla-un-commerciante-vittima-degli-strozzini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 13:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[commerciante]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[vittima usura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Sono un commerciante di autoveicoli che dall’anno 2006, trovandomi in difficoltà finanziarie e non potendo rivolgermi alle banche per ottenere liquidità, optai per chiedere prestiti a dei privati, ritenendo di poter far fronte ai miei problemi e riprendermi economicamente. Avevo sempre sentito parlare di usura sulla stampa, ma trovarsi impelagati in tali [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211;  “Sono un commerciante di autoveicoli che dall’anno 2006, trovandomi in difficoltà finanziarie e non potendo rivolgermi alle banche per ottenere liquidità, optai per chiedere prestiti a dei privati, ritenendo di poter far fronte ai miei problemi e riprendermi economicamente. Avevo sempre sentito parlare di usura sulla stampa, ma trovarsi impelagati in tali contesti è tutta un’altra cosa.</p>
<p>Per farla breve sono finito in mano a più strozzini, fino a quando, iniziate le minacce decisi di andare via da Lamezia…. vivevo come un “latitante” temendo ritorsioni fino a quando un giorno mia moglie mi propose di parlarne con la Guardia di Finanza. Io l’aggredii; a quel tempo, il fatto di rivolgermi alle forze dell’ordine non rientrava nella mia mentalità (stupida). Non sapevo, invece, che i Finanzieri avevano già contattato mia moglie, poiché probabilmente avevano sospettato qualcosa circa la mia situazione.<br />
Di fatto convinsero mia moglie a raccontare loro quello che lei conosceva delle mie disavventure finanziarie (sapeva ben poco). Inizialmente maledii il momento in cui lo aveva fatto, ma oggi ringrazio il Padre Eterno, perché quel giorno probabilmente il Misericordioso ha dato cenno della sua esistenza attraverso le fiamme gialle.</p>
<p>Incontrai per la prima volta i finanzieri nell’aprile del 2010: perquisirono il mio domicilio e mi interrogarono. Li vedevo ancora come dei nemici, ma riuscirono presto ad acquistare la mia fiducia; infatti, parlai con loro e poi con i Giudici; raccontai la mia amara verità e nel novembre del 2011 arrestarono i miei aguzzini per tre dei quali il processo si è chiuso solo il 29 novembre 2021, dopo circa dieci interminabili anni.<br />
A conclusione della vicenda giudiziaria, intendo pubblicamente ringraziare le sole persone nelle quali ho potuto vedere la presenza dello Stato a partire dal Procuratore Salvatore Vitiello, sost. Proc. Maria Alessandra Ruberto e brigadiere Vito Margiotta che sin dall’inizio mi hanno infuso sicurezza e fiducia facendomi sentire protetto dallo STATO. Ringrazio allo stesso modo e con uguali sentimenti gli altri finanzieri: Antonio Dongiovanni, Giovanni Parisi, Paolo Angeloni. Tutte persone che hanno espresso virtù umane di elevato spessore, oltre quelle professionali.</p>
<p>Ringrazio il sig. Rocco Mangiardi, persona che mi ha dato consigli e supportato moralmente in alcune fasi critiche che ho attraversato in questi anni.<br />
Ringrazio oggi il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme Dott. Salvatore Curcio ed i Giudici Dott.ssa Emma Sonni e Dott.ssa Luana Loscanna che hanno preso “di petto” il residuale processo rimasto in dibattimento, dopo essere stato costellato da decine e decine di rinvii dovuti a estenuanti richieste (legittime?) della difesa.</p>
<p>Da cittadino che ha vissuto sulla propria persona questa lungaggine, in attesa di una verità e giustizia che vedevo allontanarsi sempre di più, non essendo un tecnico del diritto ho provato solo sofferenza perché mi sentivo “scaricato” da quello STATO inizialmente presente e protettivo. Capisco chi perde la fiducia nella Giustizia.<br />
“Grazie” a queste lungaggini, i miei avvocati mi hanno spiegato che questo processo difficilmente giungerà al terzo grado di giudizio, poiché la prescrizione incombe. Per questo motivo, ai Giudici che hanno gestito il processo nelle precedenti fasi va il mio biasimo, con l’auspicio che il mio sentimento di cittadino possa essere un’esortazione a migliorare il loro lavoro.</p>
<p>Tale sentimento di biasimo è rivolto anche alla Prefettura di Catanzaro, Istituzione che avrebbe dovuto essere vicina ad una vittima di usura ed estorsione che ha collaborato con la Giustizia, invece ho riscontrato un totale abbandono da parte loro.<br />
Avevo chiesto di poter fruire dei mutui previsti per le vittime di usura, ma hanno perso il fascicolo e nel memento in cui ho avuto contezza di ciò, erano purtroppo spirati i termini di legge previsti per l’avvio del procedimento.<br />
Biasimo i miei precedenti avvocati, i quali, non si sa per quale “oscuro” motivo, non mi hanno costituito parte civile nel processo, abbandonandomi a me stesso ed al mio destino, arrecandomi, con la loro omissione un danno enorme.</p>
<p>Per ultimo, ma non per importanza, ringrazio i miei attuali Avvocati: Vincenzo Barone del Foro di Nola e Alessandro del Piano del Foro di Napoli, che mi hanno preso per mano, consigliato, guidato e rassicurato nei momenti più bui e difficili di questa triste vicenda, hanno perorato la mia causa davanti a tutte le sedi opportune, e non mi hanno abbandonato un solo minuto!!. Mi sono stati vicini professionalmente e umanamente…sono stati fondamentali!<br />
Sulla base di questa mia esperienza, e con queste poche righe, voglio lanciare un messaggio a tutti coloro che sanno di essere vittime di soprusi, di non esitare a rivolgersi alle Istituzioni preposte, perché solo in tal modo si può uscire da quei tunnel senza uscita. Il percorso è lungo, è vero che vi sono figure che dovrebbero rappresentare lo STATO che non ispirano fiducia, ma ho la prova che ve ne sono tantissime (sicuramente la maggioranza) che sono validissime, come quelle destinatarie dei miei ringraziamenti e si spendono oltre il dovuto per la Giustizia. A loro dico GRAZIE!”</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Ndrangheta: altra intimidazione per il commerciante reggino, Tiberio Bentivoglio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-altra-intimidazione-per-il-commerciante-reggino-tiberio-bentivoglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2021 12:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Bentivoglio]]></category>
		<category><![CDATA[commerciante]]></category>
		<category><![CDATA[intimidazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due intimidazioni in meno di un anno: a subirle Tiberio Bentivoglio, il commerciante di Reggio Calabria che ha denunciato la &#8216;ndrangheta. Il secondo episodio il 26 agosto scorso quando ha ricevuto una lettera minatoria. Sulla vicenda sta indagando la polizia. Dieci mesi fa Bentivoglio aveva subito un&#8217;altra minaccia: nel cancello di ingresso del suo frutteto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ndrangheta-altra-intimidazione-per-il-commerciante-reggino-tiberio-bentivoglio/">&#8216;Ndrangheta: altra intimidazione per il commerciante reggino, Tiberio Bentivoglio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due intimidazioni in meno di un anno: a subirle Tiberio Bentivoglio, il commerciante di Reggio Calabria che ha denunciato la &#8216;ndrangheta. Il secondo episodio il 26 agosto scorso quando ha ricevuto una lettera minatoria.</p>
<p>Sulla vicenda sta indagando la polizia. Dieci mesi fa Bentivoglio aveva subito un&#8217;altra minaccia: nel cancello di ingresso del suo frutteto in località Ortì i poliziotti avevano trovato una bombola a gas con un fazzoletto imbevuto di benzina e una miccia.</p>
<p>&#8220;Tiberio Bentivoglio continua a dare fastidio ai malavitosi&#8221; ha commentato lo stesso commerciante. &#8220;Continuo a dare fastidio &#8211; ha aggiunto &#8211; perché non mi sono limitato solo a denunciare i fatti, le minacce e le estorsioni, ma parlo contro le mafie e lo faccio sempre di più nei campi di Libera, nelle scuole. Parlare significa non subire e io continuo a resistere. Non esiste altro metodo se non la denuncia. Anche se lo Stato a volte non è molto presente o arriva tardi, noi dobbiamo continuare a denunciare.</p>
<p>Nella mia storia ci sono sei procedimenti penali. Gli ultimi due sono ancora in atto e sono per intimidazioni e violenza private. Ho denunciato non persone qualunque ma soggetti vicini alla mafia e quindi anche da lì potrebbe arrivare. Ma non è escluso che sia un personaggio antico della mia storia che ogni tanto vuole cercare di devastare il mio sistema psicologico. Io le chiamo lettere disturbo perché il vero mafioso non ti manda una lettera così. Serve solo a farci stare male perché noi li abbiamo denunciati&#8221;.</p>
<p>&#8220;In questi giorni &#8211; ha concluso Bentivoglio &#8211; non ho sentito la vicinanza delle istituzioni. Nessuno mi ha chiamato, nessuna telefonata da parte delle istituzioni sia locali che non locali. Non dico spero che lo facciamo, ma io ho fatto quello che era giusto fare per non perdere la dignità&#8221;.</p>
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