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	<title>Coldiretti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Jun 2026 15:22:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cinghiali fuori controllo: Emergenza in Sila, a rischio la Patata IGP. Subito piena attuazione del Piano straordinario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 15:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;emergenza ormai strutturale che minaccia produzioni, reddito e futuro delle aree interne. Coldiretti Calabria interviene con fermezza sulla proliferazione incontrollata dei cinghiali negli areali della Patata della Sila IGP, chiedendo un cambio di passo immediato alle istituzioni. Lo scrive il presidente Regionale Franco Aceto in una lettera inviata all&#8217;assessore all&#8217;agricoltura Gianluca Gallo e al Commissario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Un&#8217;emergenza ormai strutturale che minaccia produzioni, reddito e futuro delle aree interne. Coldiretti Calabria interviene con fermezza sulla proliferazione incontrollata dei cinghiali negli areali della Patata della Sila IGP, chiedendo un cambio di passo immediato alle istituzioni. Lo scrive il presidente Regionale Franco Aceto in una lettera inviata all&#8217;assessore all&#8217;agricoltura Gianluca Gallo e al Commissario Straordinario dell&#8217;Ente Parco Nazionale della Sila Liborio Bloise. Con la campagna di semina ormai conclusa e gli investimenti già sostenuti, le aziende agricole segnalano danni già in atto e perdite potenzialmente irreversibili. Nei territori della Sila – si legge &#8211; la presenza dei cinghiali è sempre più massiccia, i campi risultano particolarmente vulnerabili nelle fasi iniziali e non esistono possibilità di recupero produttivo, data la brevità del ciclo colturale. Il rischio concreto è compromettere una delle filiere simbolo dell&#8217;agricoltura calabrese, con gravi ripercussioni economiche, occupazionali e sociali. Coldiretti sottolinea come il Piano Straordinario di contenimento del cinghiale (approvato a fine 2024) contenga strumenti efficaci, rimasti però in larga parte inapplicati. In particolare, non è stato attivato il coinvolgimento diretto degli agricoltori previsto dal Piano, mancano procedure operative per agire tempestivamente sui territori, si registra un evidente e forte ritardo nell&#8217;attuazione concreta delle misure.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per fronteggiare l&#8217;emergenza, Coldiretti Calabria chiede: piena e immediata applicazione del Piano straordinario, rafforzamento dei selecontrollori e delle squadre operative, attivazione concreta del ruolo degli agricoltori-cacciatori, utilizzo diffuso delle gabbie di cattura, con adeguato sostegno economico, coordinamento stabile tra Regione, Parco della Sila e ATC, attivazione di un monitoraggio continuo delle aree più colpite, convocazione urgente di un tavolo operativo permanente. Coldiretti è chiara: non si tratta più di una criticità occasionale, ma di una emergenza che mette in discussione la sopravvivenza stessa delle aziende agricole nelle aree interne. L&#8217;organizzazione richiama quindi tutte le istituzioni a una assunzione di responsabilità condivisa, sottolineando che la tutela dell&#8217;equilibrio faunistico deve privilegiare la difesa del lavoro agricolo e del presidio territoriale. Coldiretti Calabria ribadisce il proprio impegno a sostenere le imprese agricole colpite, promuovere interventi strutturali e non più emergenziali, difendere una filiera identitaria come la Patata della Sila IGP, simbolo delle aree montane calabresi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Serve agire subito &#8211; conclude la lettera -non sono più tollerabili ritardi o interventi parziali: le misure esistono e devono essere rese pienamente operative con interventi immediati, coordinati e continuativi. Ogni giorno perso significa produzioni distrutte, redditi compromessi e territori più fragili. In gioco non c&#8217;è solo una campagna produttiva, ma la tenuta stessa di una filiera strategica per la Calabria</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Olio calabrese, patrimonio da proteggere: Coldiretti Calabria chiede controlli anti-frode e stop a trafficanti e sottocosto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/olio-calabrese-patrimonio-da-proteggere-coldiretti-calabria-chiede-controlli-anti-frode-e-stop-a-trafficanti-e-sottocosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 09:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Controffensiva di Coldiretti e Unaprol &#8220;contro i trafficanti di olio e sottocosto con un Piano nazionale d&#8217;intervento che punta al potenziamento dei sistemi di controllo e al sostegno economico immediato ai produttori con la finalità di garantire consumatori e avere una maggiore trasparenza.  Per combattere questa deriva e difendere la salute dei cittadini con la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Controffensiva di Coldiretti e Unaprol <em>&#8220;contro i trafficanti di olio e sottocosto con un Piano nazionale d&#8217;intervento che punta al potenziamento dei sistemi di controllo e al sostegno economico immediato ai produttori con la finalità di garantire consumatori e avere una maggiore trasparenza.  Per combattere questa deriva e difendere la salute dei cittadini con la trasparenza, Coldiretti e Unaprol hanno predisposto un articolato Piano nazionale d&#8217;intervento che punta al potenziamento dei sistemi di controllo e al sostegno economico immediato ai produttori, in occasione della riunione per l&#8217;analisi della situazione di mercato al Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste con il sottosegretario Patrizio Giacomo la Pietra. In Calabria il piano assume molta importanza&#8221;</em>&#8211; lo si legge in una nota della Coldiretti Calabria.</div>
<div></div>
<div>&#8220;<em>L&#8217;olivicoltura &#8211; si aggiunge &#8211; è una filiera strategica che interessa il 24% della superficie agricola utilizzata (SAU). Una ricchezza produttiva, ambientale e identitaria che conta oltre 160mila ettari censiti a olivo, con oltre 100 varietà di olive che si estendono su tutta la regione, dalle coste all&#8217;entroterra, per un totale di circa 25 milioni di piante e ben 13mila ettari dichiarati a Indicazione Geografica Protetta (IGP). Un patrimonio riconosciuto anche a livello europeo da 3 DOP, 1 IGP regionale e da una forte vocazione al biologico con quasi il 50% della superficie coltivata</em>&#8220;.</div>
<div></div>
<div><b>Il piano a difesa dell&#8217;olio italiano</b></div>
<div>L&#8217;origine e l&#8217;autenticità del prodotto vanno garantite attraverso controlli innovativi come risonanza magnetica (Nmr) e mappa isotopica, che devono avere valore di prova anche in giudizio per bloccare chi spaccia per made in Italy olio estero. Le stesse tecniche devono essere integrate obbligatoriamente nei protocolli ministeriali con screening analitici mirati a blindare l&#8217;origine geografica dell&#8217;olio. Tali piani di controllo dovranno essere capillarmente eseguiti sia sulle masse olearie in ingresso in Italia, sia sui prodotti confezionati posti a scaffale nella GDO.</div>
<div>Coldiretti e Unaprol &#8220;<em>continueranno nel loro presidio ai porti e alle frontiere per denunciare le manovre di chi specula sfruttando gli arrivi di prodotto di bassa qualità per rivenderlo all&#8217;estero come nazionale, facendo abbassare i prezzi di quello made in Italy. </em><em>Serve poi un cambio di passo netto sulla tracciabilità delle olive da tavola, attraverso l&#8217;introduzione dell&#8217;etichettatura obbligatoria nazionale in un comparto strategico che vale circa un miliardo di euro. L&#8217;origine del prodotto deve essere immediatamente riconoscibile, senza classificazioni o dinamiche commerciali sovranazionali che rischiano di cancellare identità, qualità e valore del prodotto italiano&#8221;.</em></div>
<div><em>&#8220;Noi produciamo salute per i cittadini attraverso olio extravergine d&#8217;oliva di grande qualità – </em>ha dichiarato il Presidente di Unaprol e vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri <em>– e non possiamo subire la concorrenza sleale di chi trucca l&#8217;origine. Combattiamo quei trafficanti di olio che abbattono il prezzo, cercando di umiliare migliaia di olivicoltori. Per questo non si ferma la nostra mobilitazione continua e al Ministero abbiamo presentato un piano di azioni concreto. Stop al sottocosto, perché dietro ai prezzi infimi delle bottiglie sugli scaffali si nascondono truffe e sfruttamento. Sì alla garanzia dell&#8217;origine con controlli innovativi e trasparenza per i cittadini. E vogliamo che il vero olio EVO italiano sia nelle mense di scuole o ospedali, per proteggere bambini e malati a tavola. Coldiretti e Unaprol continueranno a difendere il vero Made in Italy sempre&#8221;</em>.</div>
<div></div>
<div><b>Le altre azioni del piano</b></div>
<div>In parallelo, sul fronte telematico e della tracciabilità, si richiede una profonda revisione delle procedure sul Portale SIAN. Per quanto riguarda i commercianti di olive, si propone l&#8217;obbligo tassativo di consegna della materia prima al frantoio entro 12 ore dall&#8217;acquisto, per preservarne l&#8217;efficacia qualitativa e scongiurare manipolazioni; ogni movimentazione dovrà essere vigilata in tempo reale tramite la redazione diretta sul portale di un DDT (Documento di Trasporto) elettronico nativo e non modificabile. Inoltre, per massimizzare la trasparenza di mercato, i codici operazione del SIAN dovranno integrare l&#8217;obbligo di inserimento dei prezzi delle olive e dell&#8217;olio sfuso compravenduti, permettendo l&#8217;estrazione automatica e la pubblicazione settimanale di prezzi di riferimento ufficiali dettagliati per provincia, origine e classe merceologica.</div>
<div>Serve irrigidire i controlli in Europa con intervento stringente sul Regime di Perfezionamento Attivo (TPA) con bilanci di massa sul SIAN che verifichino i carichi e gli scarichi in compensazione, intercettando l&#8217;uso abusivo di olio straniero dirottato sui canali di vendita ordinaria.</div>
<div>Le licenze in TPA dovranno inoltre decorrere non prima del 1° aprile di ogni anno, spostando l&#8217;operatività alla primavera per evitare che massicce importazioni extra-UE a dazio zero durante i mesi autunnali e invernali, in esatta concomitanza con la raccolta nazionale, generino speculazioni capaci di deprimere i prezzi all&#8217;origine. In sede comunitaria, viene sollecitato il recepimento della Raccomandazione 2 della Relazione Speciale 01/2026 della Corte dei Conti Europea per vietare espressamente la miscelazione di oli di categorie differenti (come EVO e vergine) finalizzata alla vendita di blend sotto la denominazione di Extra Vergine, una pratica che accelera la degradazione qualitativa e svaluta la purezza categoriale del 100% italiano. A tutela del principio di reciprocità, si propone l&#8217;istituzione di un Registro Telematico Unico europeo sul modello informatico di quello italiano.</div>
<div>Per dare sollievo a Cooperative, OP e frantoi privati colpiti da una severa stagnazione delle giacenze interne, si richiede l&#8217;attivazione, d&#8217;intesa con gli istituti di credito, di un piano straordinario di sostegno basato su contributi diretti a breve e medio termine per il ristoro degli interessi passivi sui finanziamenti in corso, replicando l&#8217;efficace modello adottato dall&#8217;amministrazione due anni fa. Infine, per favorire lo svuotamento dei magazzini nazionali, il piano suggerisce l&#8217;istituzione di un fondo ministeriale straordinario rivolto alle Regioni per incentivare l&#8217;acquisto di olio 100% italiano certificato nella ristorazione collettiva pubblica, vincolando l&#8217;erogazione dei contributi all&#8217;inserimento di precisi criteri di premialità e quote d&#8217;obbligo di fornitura nei bandi di gara per le mense scolastiche e le strutture ospedaliere.</div>
<div></div>
<div><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-381894" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2.jpg" alt="" width="646" height="363" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2.jpg 1067w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2-768x432.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2-747x420.jpg 747w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2-696x391.jpg 696w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></div>
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		<title>Coldiretti Calabria: atto criminale gravissimo contro l&#8217;impianto irriguo di Reggio Ovest a Rosarno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-atto-criminale-gravissimo-contro-limpianto-irriguo-di-reggio-ovest-a-rosarno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:01:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Coldiretti Calabria &#8220;<em>condanna con la massima fermezza il gravissimo atto criminale, compiuto da vigliacchi che ha compromesso arrecando gravissimi danni, l&#8217;impianto irriguo Vena del comprensorio Reggio Ovest, nel territorio di Rosarno, arrecando ingenti danni al Consorzio di Bonifica della Calabria e mettendo seriamente a rischio la stagione irrigua di numerose aziende agricole. Si tratta di un gesto vile, spregevole, deliberato e inaccettabile, che non rappresenta solo un attacco a un&#8217;infrastruttura strategica, ma un vero e proprio affronto al lavoro degli agricoltori, alla legalità e allo sviluppo di un territorio che vive di agricoltura e che non può essere ostaggio di atti di sabotaggio e intimidazione</em>&#8220;.</p>
<p>Il presidente <b>Franco Aceto</b> e il <b>direttore Francesco Cosentini</b> &#8211; in una nota &#8211; &#8220;<em>esprimono fattiva e totale solidarietà al Consorzio di Bonifica della Calabria, ai lavoratori e agli agricoltori colpiti, ribadendo che colpire l&#8217;irrigazione significa colpire direttamente la produzione, il reddito delle imprese e l&#8217;intera economia locale. Coldiretti Calabria respinge con decisione ogni forma di criminalità che tenta di frenare il progresso e la dignità del lavoro agricolo e chiede alle istituzioni e alle forze dell&#8217;ordine un&#8217;azione immediata, decisa e senza esitazioni affinché i responsabili vengano individuati e perseguiti con il massimo rigore previsto dalla legge&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>È altrettanto indispensabile che si intervenga con urgenza assoluta per il ripristino del servizio irriguo, infrastruttura essenziale e non procrastinabile per garantire la continuità produttiva delle aziende agricole, la tutela del lavoro e la salvaguardia di una stagione agricola già messa a dura prova. Coldiretti Calabria ribadisce che legalità, sicurezza e infrastrutture funzionanti sono condizioni irrinunciabili per il presente e futuro dell&#8217;agricoltura calabrese&#8221;-</em> conclude la nota.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-atto-criminale-gravissimo-contro-limpianto-irriguo-di-reggio-ovest-a-rosarno/">Coldiretti Calabria: atto criminale gravissimo contro l&#8217;impianto irriguo di Reggio Ovest a Rosarno</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Produzione alimentare a rischio: appello degli agricoltori di Coldiretti Calabria e Basilicata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/produzione-alimentare-a-rischio-appello-degli-agricoltori-di-coldiretti-calabria-e-basilicata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:08:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Servono subito risorse UE per salvare economia e produzione alimentare. Lo chiede con fermezza la Coldiretti nel corso della mobilitazione con tremila agricoltori calabresi e lucani a Policoro. Per contenere gli effetti di questa crisi che sta colpendo tutti i settori produttivi, è necessario un piano europeo di sostegno alle imprese che possa garantire la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Servono subito risorse UE per salvare economia e produzione alimentare. Lo chiede con fermezza la Coldiretti nel corso della mobilitazione con tremila agricoltori calabresi e lucani a Policoro. Per contenere gli effetti di questa crisi che sta colpendo tutti i settori produttivi, è necessario un piano europeo di sostegno alle imprese che possa garantire la produzione alimentare rispetto all&#8217;aumento spropositato dei costi, tra gasolio e fertilizzanti. E&#8217; l&#8217;appello lanciato da Coldiretti in occasione della mobilitazione al Palaercole di Policoro con tremila soci agricoltori, assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e ai presidenti di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani, e di Coldiretti Calabria, Franco Aceto oltre al ministro dell&#8217;Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. La fragile quanto incerta tregua raggiunta in Medio Oriente, rappresenta una finestra di opportunità per mettere in campo una strategia europea immediata e strutturale di difesa dei settori produttivi e dei cittadini consumatori, con risorse e strumenti a protezione degli asset strategici a partire dall&#8217;agricoltura e dalla produzione di cibo, insieme a energia e difesa. È fondamentale l&#8217;esclusione dei fertilizzanti dal sistema Ets per evitare ulteriori distorsioni competitive.  Allo stesso tempo vanno rafforzate le politiche di sostegno agli investimenti in agricoltura di precisione, indispensabili per ridurre la dipendenza energetica e contenere i costi, a partire dall&#8217;uso efficiente dell&#8217;acqua che consente di limitare il ricorso al gasolio per il pompaggio, ribadisce Coldiretti.</p>
<p>A causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,51 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Un balzo record che aveva portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni. In tale ottica è importante l&#8217;estensione alle aziende agricole della misura sul credito d&#8217;imposta adottata per la pesca, una misura nata da una proposta di Coldiretti e fatta propria del ministro Lollobrigida e dal Governo. Ma a pesare sono anche i rincari dei fertilizzanti, con l&#8217;urea che ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra. Il risultato è un aumento dei costi fino a 200 euro a ettaro per le aziende agricole italiane. Un fenomeno che nel caso dell&#8217;agricoltura del Sud va ad aggravare i problemi già causati dai cambiamenti climatici.  Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno tre eventi estremi su quattro tra quelli verificatisi in Italia hanno colpito il Meridione e le Isole, tra nubifragi, grandinate, tempeste di vento e di fulmini, causando gravi danni nelle campagne. Il maltempo si alterna peraltro alla siccità, i cui effetti sono amplificati dalla mancanza di una rete strutturata di invasi capaci di garantire la disponibilità delle risorse idriche alle imprese agricole. Coldiretti ed Anbi hanno presentato un piano in tale direzione, con invasi con sistemi di pompaggio per assicurare acque ed energia pulita.</p>
<p><b>Per dare ossigeno all&#8217;agricoltura del Sud è stato importante il recupero di 10 miliardi di fondi della Pac, di cui oltre 600 milioni quelli destinati alla Calabria</b>. Un dato rilevante della Politica agricola comune che il Governo, sulla spinta delle mobilitazioni della Coldiretti, è riuscito a riportare a casa scongiurando i tagli previsti dalla Commissione Ue. A tal proposito, ha ribadito <b>Franco Aceto &#8211; presidente di Coldiretti Calabria</b> &#8211; la mobilitazione del settore ha consentito di recuperare risorse rilevanti.  &#8220;<em>Grazie a un&#8217;azione forte e permanente siamo riusciti a recuperare per la Calabria oltre 600 milioni di euro – </em>afferma<em> –. Si tratta di risorse destinate alle aziende che beneficiano dei contributi della PAC, in un momento in cui l&#8217;aumento dei costi di produzione e le tensioni geopolitiche stanno creando difficoltà importanti per il comparto e non solo.<b><strong>Da Policoro è arrivato un messaggio forte e chiaro: servono interventi immediati su costi energetici e fertilizzanti, piena reciprocità negli scambi commerciali e strumenti efficaci per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Solo così possiamo garantire reddito alle imprese e continuità alla produzione agricola dei nostri territori</strong></b>&#8220;.</em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-373752" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Intervento-di-Cosentini.jpg" alt="" width="640" height="380" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Intervento-di-Cosentini.jpg 1620w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Intervento-di-Cosentini-300x178.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Intervento-di-Cosentini-1024x607.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Intervento-di-Cosentini-768x456.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Intervento-di-Cosentini-1536x911.jpg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Intervento-di-Cosentini-708x420.jpg 708w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Intervento-di-Cosentini-696x413.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Intervento-di-Cosentini-1068x634.jpg 1068w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<title>Coldiretti, agricoltura sotto attacco: la guerra fa schizzare i costi fino a 200 euro a ettaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;effetto domino della guerra in Iran sta colpendo duramente anche la Calabria agricola, mettendo in ginocchio aziende già provate da anni di rincari e squilibri di mercato. &#8220;L&#8217;aumento incontrollato di fertilizzanti, gasolio agricolo, plastiche e altri fattori di produzione &#8211; evidenzia Coldiretti Calabria &#8211; sta costando fino a 200 euro a ettaro agli agricoltori, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;effetto domino della guerra in Iran sta colpendo duramente anche la Calabria agricola, mettendo in ginocchio aziende già provate da anni di rincari e squilibri di mercato. &#8220;L&#8217;aumento incontrollato di fertilizzanti, gasolio agricolo, plastiche e altri fattori di produzione &#8211; evidenzia Coldiretti Calabria &#8211; sta costando fino a 200 euro a ettaro agli agricoltori, con incrementi superiori al 30% rispetto al periodo pre-conflitto. Un&#8217;escalation che mette a rischio le coltivazioni e la tenuta economica delle imprese&#8221;. È quanto emerge dalle prime stime del Centro Studi Divulga, rilanciate da Coldiretti &#8220;<em>che chiede interventi urgenti dall&#8217;Europa, per evitare che la crisi venga scaricata, ancora una volta, sui singoli Stati e sui territori più fragili, come quelli del Mezzogiorno. Difendere il reddito agricolo è una priorità. L&#8217;Unione Europea deve dimostrare di esistere non solo economicamente ma soprattutto politicamente, assumendosi la responsabilità di una crisi internazionale che sta colpendo direttamente chi produce cibo&#8221;</em>.</p>
<p><b>Uliveti calabresi in sofferenza: +205 euro a ettaro- </b>Tra i comparti più colpiti in Calabria <em>&#8220;c&#8217;è l&#8217;olio d&#8217;oliva, simbolo del Made in Calabria e pilastro dell&#8217;economia agricola regionale. Secondo Divulga, in appena un mese i costi sono aumentati di 205 euro a ettaro di uliveto, un colpo durissimo per migliaia di aziende, soprattutto nelle aree collinari e interne dove i margini sono già ridotti al minimo. Pesanti rincari anche per i cereali, con aumenti medi tra 65 e 80 euro a ettaro, fino a toccare punte di 200 euro per il mais, voce fondamentale anche per l&#8217;alimentazione del bestiame. A cascata, gli allevamenti: produrre una tonnellata di latte costa oggi 40 euro in più, mentre per il comparto suinicolo l&#8217;aggravio è di circa 25 euro a capo. In rosso anche i frutteti, con incrementi fino a 35 euro a tonnellata, mentre non sono risparmiati né il florovivaismo né il comparto vitivinicolo&#8221;.</em></p>
<p><b>Fertilizzanti e gasolio: rincari insostenibili-  </b>A far esplodere i bilanci aziendali &#8211; rimarca Coldiretti Calabria -&#8220;<em>sono soprattutto i fertilizzanti. L&#8217;urea ha raggiunto quota 815 euro a tonnellata, con un aumento di 230 euro in un solo mese (+40%). In forte crescita anche il nitrato ammonico, arrivato a 500 euro a tonnellata, quasi 100 euro in più in un mese (+21%). Allarme rosso anche per il gasolio agricolo, passato da circa 0,85 euro/litro a 1,38 euro/litro, con aumenti superiori a quelli del diesel ordinario. Una situazione che Coldiretti definisce uno scandalo, tanto da aver presentato una denuncia alla Procura e alla Guardia di Finanza contro possibili fenomeni speculativi. Gli effetti si fanno sentire, eccome, nelle aziende calabresi, penalizzate da costi di trasporto più elevati e da una logistica fragile&#8221;.</em></p>
<p><b>Rischio rincari per i consumatori e filiera sotto pressione-  </b>L&#8217;aumento dei costi energetici e dei trasporti &#8211; denuncia  Coldiretti Calabria &#8211; &#8220;rischia ora di ridurre ulteriormente i margini delle imprese agricole e di trasferirsi sui prezzi al consumo, come già avvenuto dopo l&#8217;inizio della guerra in Ucraina. Un rischio concreto, se si considera che l&#8217;88% dei prodotti alimentari viaggia su gomma, con un impatto diretto su famiglie e territori. Positivo il recupero di 10 miliardi di euro della PAC, la Politica Agricola Comune, che grazie alla mobilitazione di Coldiretti il Governo è riuscito a riportare a casa scongiurando i tagli previsti dalla Commissione UE. Ma non basta&#8221;. &#8220;<em>Di fronte a una crisi che rischia di aggravarsi – conclude Coldiretti – servono misure straordinarie e immediate per sostenere le imprese agricole, che ogni giorno garantiscono cibo di qualità al Paese, tra mille difficoltà e grandi sacrific</em>i&#8221;.</p>
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		<title>Coldiretti Calabria: conflitto in Iran, già aumentati costi lungo tutta la filiera agroalimentare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 07:45:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Purtroppo, il rischio di un nuovo shock energetico è concreto. Dalla guerra tra Russia e Ucraina ci portiamo ancora dietro aumenti che non sono mai rientrati: negli ultimi quattro anni i fertilizzanti hanno registrato un +46% e l&#8217;energia un +66%. Oltre a rappresentare un dramma umano, questo nuovo scontro bellico rischia di compromettere ancora una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Purtroppo, il rischio di un nuovo shock energetico è concreto. Dalla guerra tra Russia e Ucraina ci portiamo ancora dietro aumenti che non sono mai rientrati: negli ultimi quattro anni i fertilizzanti hanno registrato un +46% e l&#8217;energia un +66%. Oltre a rappresentare un dramma umano, questo nuovo scontro bellico rischia di compromettere ancora una volta equilibri che sono fondamentali per garantire continuità al lavoro delle nostre imprese agricole&#8221; &#8211; afferma il presidente della Coldiretti Calabria Franco Aceto &#8211; &#8220;Prevediamo ulteriori rincari sul fronte energetico, su quello dei fertilizzanti e su quello dei concimi chimici. Dalle aree del nuovo conflitto proviene oltre il 25% della disponibilità globale e più del 33% dei fertilizzanti utilizzati nel mondo &#8211; ha ricordato Aceto -: eventuali interruzioni avrebbero un impatto diretto sia sui costi sia sulla disponibilità dei prodotti. </p>
<p>Le conseguenze sarebbero inevitabili: aumento dei costi di gestione lungo tutta la filiera agroalimentare e, a cascata, crescita dei prezzi per cittadini- consumatori&#8221;. Lo scoppio della guerra in Ucraina, con l&#8217;aumento di tutti i principali fattori energetici, aveva già impattato pesantemente sui prezzi nel carrello, e l&#8217;inflazione media annua per i prodotti alimentari era passata dallo 0,6% del 2021 al 9,1% del 2022 e al 10% del 2023, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Istat. &#8220;Quando crescono i costi di produzione, l&#8217;effetto si riflette inevitabilmente sul costo della vita. Per questo è fondamentale intervenire rapidamente anche a livello europeo, con misure concrete di sostegno per non compromettere la competitività delle nostre imprese sui mercati, compresi quelli internazionali, e per garantire l&#8217;approvvigionamento alimentare. </p>
<p>Occorre inoltre evitare – ha concluso il presidente della Coldiretti &#8211; che strumenti come il CBAM (il tributo ambientale sulle emissioni)  aggiungano ulteriori oneri a prodotti già realizzati all&#8217;interno del contesto europeo. L&#8217;Europa deve agire tempestivamente per tutelare il settore agricolo per garantire cibo, assicurare stabilità e sicurezza alimentare.</p>
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		<title>Coldiretti, oltre 3.000 ettari colpiti dal maltempo in Calabria: difficile fare stima danni economici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 08:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In Calabria il maltempo ha colpito &#8220;oltre 3.000 ettari in tutta la regione, con almeno 900 ettari completamente sommersi dall&#8217;esondazione del fiume Crati nell&#8217;area di Corigliano-Rossano e Sibari&#8221;. E&#8217; quanto riferisce all&#8217;ANSA Coldiretti Calabria spiegando che, al momento, &#8220;è difficile o quantomeno prematuro fare una stima dei danni economici al settore agricolo causati dalle diverse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>In Calabria il maltempo ha colpito &#8220;oltre 3.000 ettari in tutta la regione, con almeno 900 ettari completamente sommersi dall&#8217;esondazione del fiume Crati nell&#8217;area di Corigliano-Rossano e Sibari&#8221;</em>. E&#8217; quanto riferisce all&#8217;ANSA Coldiretti Calabria spiegando che, al momento, &#8220;<em>è difficile o quantomeno prematuro fare una stima dei danni economici al settore agricolo causati dalle diverse ondate di maltempo che hanno colpito quasi tutte le province calabresi. A breve sarà operativa un&#8217;apposita piattaforma alla Regione e, come dichiarato dal presidente Occhiuto, si potrà avere un dato certo</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ci sono &#8211; </em>prosegue Coldiretti Calabria<em> &#8211; danni agli agrumeti soprattutto per le produzioni tardive. Danni a serre, coperture divelte dal vento in particolare nel reggino dove si registrano danni anche alle colture agrumicole costiere. Colture invernali (finocchi, cavolfiori, carciofi, lattughe) compromesse. Quello che preoccupa sono i ristagni idrici estesi e terreni saturi d&#8217;acqua che possono creare asfissia radicale con conseguente e possibile reimpianto</em>&#8220;.</p>
<p>Non va meglio sul fronte della zootecnia, dove Coldiretti segnala &#8220;<em>difficoltà a raggiungere gli allevamenti e strutture allagate. Gravissimi danni alle infrastrutture, che comporteranno costi di ripristino molto elevati come strade poderali (viabilità rurale) e infrastrutture irrigue. In particolare si segnala la rottura di una condotta irrigua nel Savuto&#8221;</em>. &#8220;<em>Una quantificazione economica più precisa &#8211; </em>conclude Coldiretti Calabria<em> &#8211; arriverà dopo la ricognizione ufficiale in corso da parte nostra e delle istituzioni. La visita di domani del capo nazionale della Protezione civile Ciciliano, che vedrà la presenza dei vertici di Coldiretti Calabria, sicuramente chiarirà molti aspetti&#8221;</em>.</p>
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		<title>Maltempo, allarme di Coldiretti Calabria: gravi danni alle colture in tutta la regione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/maltempo-allarme-di-coldiretti-calabria-gravi-danni-alle-colture-in-tutta-la-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 12:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le intense precipitazioni e le forti raffiche di vento del ciclone Nils che hanno colpito la Calabria hanno provocato gravi ripercussioni sul comparto agricolo regionale. Coldiretti Calabria, a seguito di un primo monitoraggio, segnala danni alle colture e alle strutture aziendali in diverse aree del territorio, da Reggio Calabria fino alla provincia di Cosenza, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le intense precipitazioni e le forti raffiche di vento del ciclone Nils che hanno colpito la Calabria hanno provocato gravi ripercussioni sul comparto agricolo regionale. Coldiretti Calabria, a seguito di un primo monitoraggio, segnala danni alle colture e alle strutture aziendali in diverse aree del territorio, da Reggio Calabria fino alla provincia di Cosenza, con particolare criticità lungo la fascia tirrenica. Campi allagati, colture inondate e in molti casi compromesse, capannoni danneggiati dal vento e dall&#8217;acqua, terreni resi impraticabili: è il quadro che emerge dalle prime verifiche effettuate sul territorio. In più zone si registrano esondazioni di corsi d&#8217;acqua, con conseguenti difficoltà per le aziende agricole situate nelle aree pianeggianti e lungo gli alvei fluviali. Particolarmente colpite risultano le aree dell&#8217;alto Tirreno cosentino e del Lametino, dove si segnalano frane e smottamenti che hanno determinato interruzioni della viabilità rurale e danni alla circolazione, ostacolando l&#8217;accesso ai fondi agricoli e alle strutture produttive. Criticità si registrano anche in altre zone della regione, con situazioni in continuo monitoraggio.</p>
<p><strong>Provincia di Cosenza</strong><br />
Particolarmente colpita la fascia dell&#8217;alto Tirreno cosentino, dove si segnalano esondazioni di fiumi e torrenti, frane e interruzioni della viabilità. Numerosi i campi allagati e le colture compromesse, con aziende agricole isolate a causa degli smottamenti e delle strade invase da fango e detriti. In piena il fiume Crati, mentre sono esondati in alcune zone il Busento e il Campagnano. Danni rilevati anche dalle Serre cosentine e in Presila.<br />
<strong>Provincia di Catanzaro</strong><br />
Nel Lametino e nelle aree costiere si registrano allagamenti diffusi, con colture inondate e strutture aziendali danneggiate dal vento. Si segnalano danni alle colture nelle aree del Reventino e in particolare nei comuni di Decollatura, Sellia e Marcedusa. Frane e smottamenti stanno interessando alcune arterie secondarie.<br />
<strong>Provincia di Crotone</strong><br />
Nel crotonese si segnalano ristagni idrici nei terreni agricoli e criticità nelle aziende situate in zone pianeggianti. Alcune coltivazioni risultano particolarmente compromesse dalle abbondanti piogge.<br />
<strong>Provincia di Vibo Valentia</strong><br />
Si segnalano cadute di massi su alcune strade interne, terreni saturi d&#8217;acqua e colture ortofrutticole compromesse in diverse aree.<br />
<strong>Provincia di Reggio Calabria</strong><br />
Nel Reggino si registrano allagamenti nei campi agrumicoli, con coperture delle serre rimosse dal vento e difficoltà per le aziende agricole situate in prossimità dei corsi d&#8217;acqua. In alcune zone rurali l&#8217;accesso ai fondi è reso complicato dal fango e dalla viabilità secondaria danneggiata.</p>
<p>Numerosi gli interventi dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile su tutta la regione, impegnati a fronteggiare allagamenti, dissesti e situazioni di emergenza legate al rischio idrogeologico. Le precipitazioni persistenti stanno mettendo a dura prova un territorio già fragile dal punto di vista idrogeologico. Coldiretti sta raccogliendo le segnalazioni delle aziende per una prima ricognizione dei danni, al fine di quantificare l&#8217;impatto sulle produzioni e sulle strutture agricole. Attraverso gli uffici provinciali continuerà a monitorare l&#8217;evolversi della situazione e a mantenere un costante raccordo con le istituzioni competenti.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-365194" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio-300x225.jpeg" alt="" width="641" height="481" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio-300x225.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio-1024x769.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio-768x576.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio-1536x1153.jpeg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio-560x420.jpeg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio-80x60.jpeg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio-696x522.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio-1068x802.jpeg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio-265x198.jpeg 265w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/02/Maltempo-Coldiretti-Provincia-Reggio.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /></p>
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		<item>
		<title>Coldiretti Calabria: i trafficanti di olio esistono, lo certifica la Corte dei conti europea</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-i-trafficanti-di-olio-esistono-lo-certifica-la-corte-dei-conti-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 14:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Unione Europea valuta l’ipotesi di aumentare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, ma alle frontiere comunitarie i controlli sull’olio importato restano largamente insufficienti, se non del tutto assenti. A lanciare l’allarme è Coldiretti Calabria, dopo la dura presa di posizione della Corte dei conti europea che, in un rapporto ufficiale, smonta ogni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’Unione Europea valuta l’ipotesi di aumentare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, ma alle frontiere comunitarie i controlli sull’olio importato restano largamente insufficienti, se non del tutto assenti. A lanciare l’allarme è Coldiretti Calabria, dopo la dura presa di posizione della Corte dei conti europea che, in un rapporto ufficiale, smonta ogni rassicurazione sulla sicurezza delle importazioni, denunciando verifiche inesistenti o sporadiche su pesticidi e contaminanti nell’olio proveniente da Paesi extra UE, in particolare dalla Tunisia. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Un paradosso evidente: oltre il 90% dell’olio prodotto nell’Unione Europea è sottoposto a controlli rigorosi, mentre il restante 9% di olio estero entra spesso nel mercato comunitario senza adeguate garanzie per produttori e consumatori. In Italia, secondo la Corte dei conti europea, nel biennio 2023-2024 nessun carico di olio d’oliva è stato controllato nei principali punti di ingresso. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In questo scenario, <strong>Coldiretti e Unaprol</strong> contestano con forza l’ipotesi di raddoppiare il contingente di olio tunisino a dazio zero, definendola una scelta autolesionista che penalizza una delle produzioni simbolo del made in Italy agroalimentare. L’annuncio del Governo tunisino dell’avvio di negoziati con Bruxelles per portare il contingente agevolato fino a 100mila tonnellate annue accende ulteriormente lo scontro. Secondo Coldiretti, l’UE continua a favorire un modello che spinge l’industria ad approvvigionarsi di olio estero a basso costo, spesso rivenduto come made in Italy, invece di garantire una giusta remunerazione all’olio nazionale. I numeri confermano l’allarme: nei primi nove mesi del 2025 le importazioni di olio tunisino in Italia sono aumentate del 38%, mentre i prezzi dell’olio extravergine italiano sono crollati di oltre il 20%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Oggi l’olio tunisino viene commercializzato a meno di 4 euro al litro, esercitando una forte pressione al ribasso sui prezzi dell’olio italiano e costringendo molti olivicoltori a vendere sotto i costi di produzione. Alla base di questa dinamica c’è l’attuale normativa europea, che consente l’ingresso annuale di 56.700 tonnellate di olio vergine d’oliva a dazio zero, una soglia che ora si vorrebbe ulteriormente ampliare. A questo si aggiunge il regime del perfezionamento attivo, che permette di importare olio, “nazionalizzarlo” e riesportarlo, un meccanismo che penalizza il vero olio extravergine made in Italy, come evidenziato anche dal Financial Times. Occorre istituire un sistema europeo di controllo della tracciabilità di tutti i prodotti in ingresso, soprattutto in termini di reciprocità delle regole e verifica dell’origine, un sistema che parta già dai produttori, compresi quelli extraeuropei. “Con una produzione di circa 300mila tonnellate, un consumo interno di 400mila tonnellate e un export di 300mila tonnellate, come si spiega il crollo del 30% del prezzo dell’olio pagato agli agricoltori?”, si chiede David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol. È evidente che qualcosa non torna. Siamo di fronte a una speculazione sull’olio d’oliva che va fermata. Servono controlli immediati e più severi per difendere i produttori onesti e la qualità dell’olio extravergine italiano”. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Duro anche l’intervento di </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Franco Aceto</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, presidente di Coldiretti Calabria: “Aumentare le importazioni a dazio zero significa spalancare le porte a olio extravergine a basso costo e di qualità discutibile, mettendo a rischio il patrimonio agroalimentare italiano. Questo modello premia il prezzo più basso e non la qualità, compromettendo la sostenibilità economica delle aziende agricole”. Sulla stessa linea </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Francesco Cosentini</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, direttore di Coldiretti Calabria, che denuncia la possibilità di dichiarare ‘italiano al 100% un olio che non lo è’, definendo la pratica una truffa sull’origine che danneggia l’intera filiera olivicola e mina la fiducia dei consumatori. Per questo Coldiretti e Unaprol chiedono un rafforzamento dei controlli nelle industrie olearie, anche alla luce dei numerosi sequestri di olio effettuati dalle forze dell’ordine. Le conseguenze sarebbero particolarmente gravi per la Calabria, seconda regione produttrice in Italia. In regione l’ulivo copre oltre 180mila ettari, con circa 84mila aziende agricole a indirizzo olivicolo e 25 milioni di piante di olivo. Il patrimonio varietale conta oltre 100 cultivar, con quasi il 50% della superficie in biologico. La Calabria vanta 3 DOP e 1 IGP, come l’IGP Olio di Calabria.</span></p>
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		<title>Coldiretti/Unaprol: raddoppio import olio tunisino a dazio zero, grave danno per la Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 08:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non possiamo permettere che una concorrenza sleale danneggi il mercato dell&#8217;olio d&#8217;oliva e le nostre produzioni di alta qualità. Siamo pronti con le nostre bandiere gialle, e con i nostri soci olivicoltori a presidiare i porti e le frontiere da cui passano le cisterne di olio pronte a diventare italiane con l&#8217;inganno. Difendiamo così anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non possiamo permettere che una concorrenza sleale danneggi il mercato dell&#8217;olio d&#8217;oliva e le nostre produzioni di alta qualità. Siamo pronti con le nostre bandiere gialle, e con i nostri soci olivicoltori a presidiare i porti e le frontiere da cui passano le cisterne di olio pronte a diventare italiane con l&#8217;inganno. Difendiamo così anche la salute dei cittadini, perchè non vorremmo che questi oli finti made in Italy presentassero anche rischi anche sulla possibile tossicità. Diciamo basta, basta, basta&#8221;. Nei primi nove mesi del 2025 gli arrivi in quantità di prodotto tunisino in Italia sono già aumentati del 38%, facendo crollare i prezzi dell&#8217;extravergine italiano di oltre il 20%, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Ismea. L&#8217;olio tunisino – denunciano Coldiretti e Unaprol – viene venduto oggi sotto i 4 euro al litro, con una pressione al ribasso sulle quotazioni di quello italiano che punta a costringere gli olivicoltori nazionali a svendere il proprio prodotto al di sotto dei costi di produzione.</p>
<p>Raddoppiare le importazioni a dazio zero di olio tunisino sarebbe l&#8217;ennesima scelta suicida di un&#8217;Unione Europea che ha evidentemente deciso di cancellare le proprie produzioni distintive e di qualità agricole, a partire da quella di olio d&#8217;oliva, favorendo un modello di mercato che spinge l&#8217;industria ad approvvigionarsi di prodotto estero a basso costo, spacciandolo come made in Italy fuori dall&#8217;Europa, invece di valorizzare l&#8217;olio italiano di qualità al giusto prezzo. A denunciarlo sono Coldiretti e Unaprol nel commentare l&#8217;annuncio del Governo della Tunisia dell&#8217;avvio di negoziati con l&#8217;Ue per rafforzare il quadro giuridico bilaterale e portare a 100.000 tonnellate annue il contingente di esportazione agevolato. In Italia produciamo 300mila tonnellate di olio, ne consumiamo nel mercato interno 400mila tonnellate e ne esportiamo 300mila tonnellate. Come è possibile quindi che il prezzo dell&#8217;olio italiano pagato agli agricoltori sia calato del 30%? Si tratta di una speculazione da fermare da parte di taluni industriali trafficanti di olio e come Coldiretti e Unaprol chiediamo alle autorità competenti di moltiplicare i controlli presso le industrie olearie, verificando gli acquisti di olio EVO che provengono da alcuni fantomatici frantoi che operano in Italia e che regolarizzano l&#8217;olio EVO quando questo non lo è. Questo come già accaduto ad esempio in Toscana con alcuni frantoi che con una rete di piccoli conferimenti non contabilizzati attraverso il sistema di controllo pubblico, determinavano la disponibilità di quantitativi fittizi da commercializzare come EVO italiano.  Così facendo si mettono in condizione quegli industriali trafficanti di olio di poter, senza colpo ferire, dichiarare che l&#8217;olio da loro imbottigliato sia italiano al 100% quando così non è. Vanno fermati questi trafficanti moltiplicando i controlli con Icqrf e Guardia di Finanza, e noi stessi siamo pronti come Coldiretti a mobilitarci ancora per presidiare i porti e i valichi di frontiera. Si tratta di una vicenda che tra l&#8217;altro colpisce la salute e la tranquillità dei cittadini consumatori di olio, uno dei prodotti più usati dalle famiglie italiane e simbolo della cucina italiana oggi riconosciuta anche come patrimonio immateriale Unesco. Questo traffico indegno, a cui aggiungiamo anche il perfezionamento attivo, che consente di nazionalizzazione l&#8217;olio per poi riesportarlo con grave danno per il vero made in Italy, come denunciato in passato anche dal Financial Times. </p>
<p>Tutto questo, ribadiscono Coldiretti e Unaprol, va fermato facendo riflettere l&#8217;industria olearia italiana del grave danno che alcuni industriali trafficanti di olio procurano al nostro Paese. Coldiretti e Unaprol, sottolineano che si batteranno fino in fondo per fermare questi traffici di olio e garantire la massima trasparenza del mercato per evitare l&#8217;inganno per i cittadini consumatori che pensano di mettere in tavola un prodotto tricolore quando in realtà così non è. Raddoppiare le importazioni rappresenterebbe un colpo di grazia per i produttori italiani, già messi all&#8217;angolo dalle importazioni selvagge, ma anche un grave pericolo per i cittadini consumatori, che trovano un alimento cardine della Dieta Mediterranea sui banchi a prezzi stracciati, spesso spacciato come made in Italy, quando si tratta in realtà di tutt&#8217;altro prodotto dal punto di vista qualitativo, ottenuto senza il rispetto degli stessi standard produttivi che valgono per i nostri olivicoltori. Una dinamica che arricchisce esclusivamente i margini dell&#8217;industria, ma mette a rischio la sopravvivenza dei produttori agricoli. Un fenomeno favorito proprio dall&#8217;accordo stipulato dalla Ue che prevede l&#8217;importazione annuale, nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre, di 56.700 tonnellate di oli vergini d&#8217;oliva, e che ora si vorrebbe ampliare ulteriormente. Il tutto mentre le richieste di prodotto africano a dazio zero da parte degli importatori continuano ad aumentare con l&#8217;obiettivo di realizzare margini sempre più alti di profitto attraverso operazioni speculative che scaricano il costo sulla filiera agricola e inondano i mercati di olio che non rispetta gli standard qualitativi europei. &#8220;Combattiamo ogni giorno i trafficanti di olio. Aumentare gli arrivi a dazio zero favorirà ulteriormente l&#8217;immissione di olio extravergine d&#8217;oliva a basso costo, spesso di dubbia qualità, che colpisce gravemente il nostro patrimonio agroalimentare di eccellenza – spiega David Granieri, vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente Unaprol – Si tratta di un modello che incentiva l&#8217;industria a scegliere il prezzo più basso anziché la qualità incidendo sulla tenuta economica dei produttori agricoli.</p>
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