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	<title>Cnr Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2026 17:19:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cnr, in Calabria 12mila gli irregolari nei campi tra lavoro nero e grigio. Violenza non è elemento episodico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i ricercatori dell&#8217;Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismed) Giovanni Ferrarese e Donato Di Sanzo &#8211; curatori dell&#8217;ultimo Rapporto Agromafie e Caporalato- i settore agricolo calabrese conta tra gli 11mila e i 12mila lavoratori irregolari, fenomeno critico soprattutto durante la stagione delle raccolte nei campi. Sono due le tipologie di sfruttamento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i ricercatori dell&#8217;Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismed) Giovanni Ferrarese e Donato Di Sanzo &#8211; curatori dell&#8217;ultimo Rapporto Agromafie e Caporalato- i settore agricolo calabrese conta tra gli 11mila e i 12mila lavoratori irregolari, fenomeno critico soprattutto durante la stagione delle raccolte nei campi.</p>
<p>Sono due le tipologie di sfruttamento della manodopera, spiegano i ricercatori, il lavoro grigio, dove i contratti esistono solo a livello formale, e il lavoro nero totale, privo di qualsiasi contratto. A gestire questo meccanismo è il caporalato, oggi vere e proprie reti transnazionali.</p>
<p>Caporali stranieri e intermediari italiani &#8211; rileva il rapporto Cnr-Ismed &#8211; collaborano per reclutare e gestire la manodopera, intrecciandosi con la criminalità locale. In questo contesto, la violenza non è episodica ma strutturale, configurandosi &#8211; concludono i ricercatori &#8211; come lo strumento definitivo e indispensabile per garantire la stabilità del sistema e perpetuare lo sfruttamento nei campi.</p>
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		<title>Catanzaro, inaugurata la sede dell&#8217;Istituto di bioimmagini e sistemi biologici complessi del Cnr</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 19:03:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata inaugurata a Catanzaro la nuova sede dell&#8217;Istituto di bioimmagini e sistemi biologici complessi del Cnr, frutto dell&#8217;intesa con la Regione Calabria del policlinico universitario Materdomini. Dalla ricerca scientifica di elevato livello all&#8217;assistenza concreta a beneficio dei pazienti. Al taglio del nastro c&#8217;erano il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, la presidente del Consiglio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata inaugurata a Catanzaro la nuova sede dell&#8217;Istituto di bioimmagini e sistemi biologici complessi del Cnr, frutto dell&#8217;intesa con la Regione Calabria del policlinico universitario Materdomini. Dalla ricerca scientifica di elevato livello all&#8217;assistenza concreta a beneficio dei pazienti. Al taglio del nastro c&#8217;erano il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, la presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche, Maria Chiara Carrozza, il direttore generale del Cnr Giuseppe Colpani e il commissario straordinario dell&#8217;Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro, Simona Carbone. La struttura è stata intitolata a Giuseppe Profiti, docente e manager della sanità, ideatore e principale promotore del progetto. Al docente e manager della sanità, catanzarese di origine, scomparso nell&#8217;estate del 2023, commissario di Azienda Zero, è stata dedicata una targa all&#8217;ingresso scoperta alla presenza della madre e il fratello. </p>
<p>L&#8217;Istituto di Bioimmagini e Sistemi Biologici, realtà ipertecnologica al servizio del territorio, ha al proprio interno moderni laboratori di genetica, neurologia, neuroscienze, e possiede una Risonanza Magnetica 3 Tesla per lo studio delle patologie neurologiche (Ictus, Sclerosi Multipla, Cefalee, etc.) sia in ambito scientifico di ricerca che nell&#8217;ambito diagnostico. &#8220;Quello di oggi è un momento importante &#8211; ha detto il presidente Occhiuto, commissario ad Acta per la sanità in Calabria &#8211; soprattutto perché qui c&#8217;è una delle risonanze più performanti, che prima era utilizzata soltanto a scopi di ricerca e oggi è restituita ai calabresi e alla città di Catanzaro anche per scopi assistenziali. Questa struttura nata da un&#8217;intuizione di Pino Profiti, sarà messa al servizio dei pazienti e per migliorare l&#8217;offerta di sanità e ridurre le liste di attesa in una città importante come il capoluogo di regione&#8221;.</p>
<p>&#8220;La collaborazione e sinergia con l&#8217;azienda Dulbecco è molto importante &#8211; ha detto la presidente del Cnr Carrozza &#8211; per dare una prospettiva di assistenza clinica ma anche di ricerca e quindi è un unire le forze fra la clinica e la ricerca scientifica proprio in un campo molto complesso come quello della neuroriabilitazione. Qui si darà la possibilità ai pazienti di avere un servizio qualificato per monitorare il recupero dopo eventi che poi possono pregiudicare la qualità della vita&#8221;. Per il commissario straordinario Carbone &#8220;si porta a compimento un obiettivo importante verso l&#8217;utenza&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Sistema di faglie sta lentamente allontanando la Calabria dalla Sicilia: Individuato da ricerca Cnr</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sistema-di-faglie-sta-lentamente-allontanando-la-calabria-dalla-sicilia-individuato-da-ricerca-cnr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 13:29:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche grazie alla campagna oceanografica &#8216;Sirene&#8217; (Serpentinite/mud diapIRs along ExtensioNal faults in the Ionian sEa) appena conclusa dalla nave Gaia Blu, hanno individuato nel mar Ionio meridionale dei rilievi sottomarini allineati lungo profonde spaccature del fondale, dove un sistema di faglie sta lentamente allontanando la Calabria dalla Sicilia facendo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche grazie alla campagna oceanografica &#8216;Sirene&#8217; (<em>Serpentinite/mud diapIRs along ExtensioNal faults in the Ionian sEa</em>) appena conclusa dalla nave Gaia Blu, hanno individuato nel mar Ionio meridionale dei rilievi sottomarini allineati lungo profonde spaccature del fondale, dove un sistema di faglie sta lentamente allontanando la Calabria dalla Sicilia facendo sprofondare la crosta terrestre al largo dello Stretto.  I rilievi identificati nel mar Ionio sono di due tipologie: ci sono diapiri, ovvero sedimenti che risalgono da zone profonde, visibili solo con ecografie del sottosuolo, e vulcani di fango, che si formano quando materiale profondo risale verso la superficie insieme a fluidi e gas, generando a volte delle vere e proprie eruzioni fluide e viscose. L&#8217;obiettivo dei ricercatori sarà quello di approfondire la natura e la provenienza del materiale che risale lungo queste grandi faglie e capire come queste influiscano sulla generazione di terremoti in una delle zone sismicamente più attive d&#8217;Europa.</p>
<p>&#8220;Le immagini sonar registrate a bordo di Gaia Blu hanno evidenziato con grande dettaglio le morfologie di questi rilievi, che mostrano indicazioni di attività eruttiva e tettonica recente&#8221;, spiega la coordinatrice della campagna Alina Polonia, ricercatrice dell&#8217;Istituto di scienze marine del Cnr (Cnr-Ismar). &#8220;Alcuni vulcani hanno forma perfettamente conica, altri hanno forme sub-circolari ma molto corrugate e allungate nella direzione delle faglie, e sono spesso associati a frane sottomarine&#8221;. </p>
<p>I dati geofisici acquisiti, precisa l&#8217;esperta, &#8220;ci permetteranno di ricostruire la morfologia degli apparati e le proprietà fisiche dei materiali coinvolti, per capire se siano alimentati da fango, materiale vulcanico o da risalita diapirica di rocce che si trovano abitualmente nel mantello terrestre a oltre 20 chilometri di profondità. Se così fosse, si tratterebbe degli ultimi lembi di crosta terrestre provenienti dell&#8217;oceano più antico della Terra, la Tetide, ancora non coinvolti dal processo di subduzione e orogenesi che ha formato gli Appennini e le Alpi&#8221;.</p>
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		<title>Ricerca Cnr-Isac stabilisce che le regioni centrali tirreniche sono un un vero &#8220;hot-spot&#8221; per i tornado</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 14:26:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente lavoro, che ha analizzato 32 anni di dati (1990-2021) e 445 tornado su tutta Italia, aggiunge importanti informazioni su tali eventi atmosferici nel nostro Paese. Ad essere particolarmente colpite da tali fenomeni sono le aree che si affacciano sul Tirreno (Lazio in particolare), le regioni sud-orientali (Puglia-Calabria) e la Pianura Padana. Recenti studi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un recente lavoro, che ha analizzato 32 anni di dati (1990-2021) e 445 tornado su tutta Italia, aggiunge importanti informazioni su tali eventi atmosferici nel nostro Paese. Ad essere particolarmente colpite da tali fenomeni sono le aree che si affacciano sul Tirreno (Lazio in particolare), le regioni sud-orientali (Puglia-<strong>Calabria</strong>) e la Pianura Padana. </p>
<p>Recenti studi hanno evidenziato come i tornado nell’area mediterranea, e in Italia in particolare, non siano degli eventi rari. Un lavoro condotto dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac), pubblicato su Atmospheric Research, conferma l’esistenza di specifiche aree maggiormente affette da tornado di forte intensità. Una di queste è rappresentata dalle regioni centrali che si affacciano sul Tirreno (Lazio in particolare); altre zone particolarmente colpite in Italia sono le regioni sud-orientali (Puglia-<strong>Calabria</strong>) e la Pianura Padana, come messo in luce anche da precedenti lavori degli stessi autori.</p>
<p>“L’intensificazione di tali fenomeni, nel corso degli anni, è condizionata anche dal cambiamento climatico in atto, essendo confermato che esistono delle forzanti specifiche, come la temperatura superficiale del mare, con un ruolo importante nello sviluppo di tali eventi”, commenta Elenio Avolio del Cnr-Isac. “Le regioni centrali tirreniche Italiane possono essere definite come un hot-spot per i tornado nell’area mediterranea. A tale riguardo, sono stati analizzati 32 anni di dati (1990-2021), isolando un numero considerevole di eventi tornadici ad elevata intensità (445 su tutta Italia). Le analisi statistiche sono state condotte analizzando sia misure (radiosondaggi) sia output da modelli a grande scala (re-analisi), al fine di individuare le condizioni atmosferiche dominanti associate ai tornado individuati. È stato quindi possibile definire delle specifiche configurazioni atmosferiche prevalenti, potenzialmente favorevoli al loro sviluppo nell’area in studio”.</p>
<p>Per quanto riguarda il Tirreno le condizioni atmosferiche medie sono caratterizzate da un&#8217;area di bassa pressione sull’Italia nord-occidentale, sia in quota che in superficie, e da venti al suolo sud-occidentali in grado di trasportare aria più calda della media verso le regioni colpite. L’utilizzo di modelli meteorologici previsionali ad alta risoluzione, nel corso degli anni, ha consentito di raggiungere livelli importanti di conoscenza sulla dinamica di tali eventi, che per definizione sono altamente localizzati nel tempo e nello spazio e, quindi, particolarmente difficili da prevedere.<br />
Un tornado verificatosi sul litorale laziale il 28 luglio 2019, tristemente noto per aver causato la morte di una persona, è stato scelto come caso studio e analizzato in dettaglio mediante simulazioni numeriche ad alta risoluzione (modello ad area limitata WRF), al fine di comprendere al meglio le caratteristiche dinamiche e verificare la capacità predittiva di un simile fenomeno. </p>
<p>“I risultati hanno mostrato come sia possibile prevedere con successo valori elevati di specifici indicatori d’instabilità atmosferica e di convezione profonda tipici dei tornado, nonché di simulare correttamente la struttura delle celle convettive responsabili della genesi di tali eventi”, conclude il ricercatore. “Il risultato pone l’accento sull’importanza di un sistema meteorologico integrato modellistico/osservativo dedicato al monitoraggio e alla previsione operativa di tali fenomeni intensi”.</p>
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		<title>Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) non ha dubbi: Sarà l’estate più calda e secca della media</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-consiglio-nazionale-delle-ricerche-cnr-non-ha-dubbi-sara-lestate-piu-calda-e-secca-della-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 05:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Temperature in aumento, caldo secco e siccità. L’estate 2022 in Italia si preannuncia ‘bollente’. Per quanto riguarda i prossimi mesi, infatti, “i modelli previsionali stagionali concordano nel preannunciare un’estate con temperature molto probabilmente sopra la media, che incideranno sull’evapotraspirazione (evaporazione dal suolo e da fiumi, laghi e bacini; traspirazione delle piante), e più secca della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Temperature in aumento, caldo secco e siccità. L’estate 2022 in Italia si preannuncia ‘bollente’. Per quanto riguarda i prossimi mesi, infatti, “i modelli previsionali stagionali concordano nel preannunciare un’estate con temperature molto probabilmente sopra la media, che incideranno sull’evapotraspirazione (evaporazione dal suolo e da fiumi, laghi e bacini; traspirazione delle piante), e più secca della media“. </p>
<p>È quanto afferma in una nota l’Osservatorio sulla siccità dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Per quanto riguarda le precipitazioni, invece, non porteranno un miglioramento significativo. “I passaggi temporaleschi potranno quindi solo mitigare localmente l’attuale deficit, in particolare sull’arco alpino, dove i valori di pioggia potrebbero risultare nella norma climatica“, spiega il Cnr.</p>
<p><strong>CNR: CALDO RECORD E SICCITÀ</strong><br />
“La siccità di questi mesi si conferma sempre più essere una siccità idrologica, la scarsità di innevamento invernale e di precipitazioni degli ultimi sei mesi sta intaccando le riserve idriche superficiali, principalmente nel nord Italia”.</p>
<p>Questa situazione spiega il Cnr “sta però progressivamente interessando anche il centro-sud, a causa delle temperature da record fatte segnare a maggio, che sorpassa l’omologo mese del 2003, e quelle di giugno, quando abbiamo registrato valori tipici di fine luglio“.</p>
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		<title>Covid Italia, Sebastiani (Cnr): Ecco le 32 province in cui corre più veloce la variante Omicron</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-italia-sebastiani-cnr-ecco-le-32-province-in-cui-corre-piu-veloce-la-variante-omicron/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2022 17:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Cnr]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Omicron]]></category>
		<category><![CDATA[province]]></category>
		<category><![CDATA[Variante]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraversano l’Italia da Nord a Sud quasi senza soluzione di continuità, le 32 province nelle quali l&#8217;epidemia di Covid-19 correva più velocemente in Italia alla fine del 2021: da Lecco a Enna, sono quelle dove l’incremento dei casi raddoppiava in un minore numero di giorni e potrebbero quindi coincidere con le province dove la Omicron [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Attraversano l’Italia da Nord a Sud quasi senza soluzione di continuità, le 32 province nelle quali l&#8217;epidemia di Covid-19 correva più velocemente in Italia alla fine del 2021: da Lecco a Enna, sono quelle dove l’incremento dei casi raddoppiava in un minore numero di giorni e potrebbero quindi coincidere con le province dove la Omicron più si è diffusa nelle ultime settimane dello scorso anno: lo indica l&#8217;analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo &#8216;M.Piconè, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).</p>
<p>«Dall’analisi delle curve dell’incidenza di positivi nelle 107 province italiane nel periodo di tre settimane che termina il 2 gennaio 2022, risulta una crescita di tipo esponenziale (modulata da una componente periodica settimanale) con tempi di raddoppio degli incrementi che hanno frequenza massima a 4,5 giorni. Le province con tempi di raddoppio inferiori o uguali a 4,5 giorni sono 32», rileva il matematico. &#8220;Escludendo Rimini, <strong>Vibo Valentia</strong> ed Enna, sono concentrate &#8211; prosegue &#8211; in tre blocchi di province contigue&#8221;: uno composto dalle quattro province lombarde di Lecco, Bergamo, Monza e della Brianza e Cremona; Parma in Emilia Romagna; tutte le province toscane esclusa Grosseto e le due umbre. «Questo gruppo &#8211; osserva Sebastiani &#8211; è quasi contiguo al secondo, composto da tutte le province abruzzesi, le due molisane e le tre campane di Caserta, Avellino e Benevento. Il secondo gruppo è quasi contiguo al terzo, composto dalle quattro province pugliesi di Barletta-Andria-Trani, Bari, Taranto e Lecce».</p>
<p>Secondo l’esperto, «dato che queste 32 province hanno valori bassi del tempo di raddoppio, è ragionevole assumere che in esse sia rappresentata (più che nelle altre) in modo rilevante la variante Omicron, caratterizzata da una maggior diffusività rispetto alla variante Delta, prevalente negli ultimi mesi».</p>
<p>E’ inoltre da sottolineare, aggiunge Sebastiani, che «la Toscana ha nove province su dieci coinvolte, e poiché essa ha la più alta copertura vaccinale (79%) tra le regioni e province autonome italiane, è evidente l’importanza della somministrazione della terza dose per la limitazione della diffusione di questa variante. La caratteristica di contiguità delle province all’interno di ciascuno dei tre blocchi, tra l&#8217;altro quasi connessi tra loro, suggerisce l’opportunità della limitazione dei flussi di persone, almeno tra le diverse regioni».<br />
Ecco di seguito l’elenco delle 32 province dove nelle ultime settimane del 2021 i casi aumentavano in modo esponenziale con i valori più bassi dei tempi di raddoppio (in giorni) degli incrementi:<br />
Chieti (1,3), Isernia (2,3), <strong>Vibo Valentia</strong> (2,8), Pescara (2,9), Prato e Pisa (3), Campobasso e Barletta-Andria-Trani (3,1), Firenze (3,2), Pistoia (3,3), Lucca (3,4), Lecce e L’Aquila (3,6), Avellino (3,7), Teramo e Siena (3,8), Taranto, Arezzo e Massa Carrara (3,9), Lecco, Enna e Bari (4), Parma (4,1), Bergamo e Terni (4,2), Livorno, Rimini e Caserta (4,3), Cremona, Perugia, Benevento, Monza e della Brianza (4,5).</p>
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		<title>Covid, Sebastiani (Cnr): Calabria quasi in giallo, entro martedì supererà soglie di saturazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Dec 2021 17:53:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cnr]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[gialla]]></category>
		<category><![CDATA[martedì]]></category>
		<category><![CDATA[Sabastiani]]></category>
		<category><![CDATA[saturazione]]></category>
		<category><![CDATA[zona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Calabria è attualmente la regione più vicina alla zona gialla per via dei valori relativi ai ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive, mentre Lombardia, Marche, Veneto e Liguria potrebbero raggiungere valori da zona gialla nelle prossime settimane. È quanto indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell&#8217;Istituto per le Applicazioni del Calcolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Calabria</strong> è attualmente <strong>la regione più vicina alla zona gialla </strong>per via dei valori relativi ai ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive, mentre Lombardia, Marche, Veneto e Liguria potrebbero raggiungere valori da zona gialla nelle prossime settimane. È quanto indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell&#8217;Istituto per le Applicazioni del Calcolo &#8216;M. Picone&#8217;, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), basate sui dati epidemiologici della Protezione civile e su quelli sull&#8217;occupazione negli ospedali forniti dall&#8217;Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).</p>
<p>&#8220;La <strong>Calabria</strong> ha superato la soglia del 10% delle terapie intensive (<strong>è all&#8217;11% circa</strong>) con trend di crescita, mentre è al <strong>14,5%</strong> per i reparti ordinari, dove da 9 giorni subisce un&#8217;improvvisa crescita lineare con tasso di aumento pari a circa <strong>0,39%</strong> al giorno. Di conseguenza &#8211; osserva l&#8217;esperto &#8211; entro martedì prossimo (giorno a cui di norma fa riferimento il monitoraggio settimanale del venerdì) si prevede che sia oltre le soglie per la zona gialla&#8221;. </p>
<p>(<em>Fonte: Ansa)</em></p>
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		<title>Tragedia funivia: Carrozza, &#8220;Sconvolta per la morte della borsista Cnr&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tragedia-funivia-carrozza-sconvolta-per-la-morte-della-borsista-cnr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 May 2021 09:52:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cnr]]></category>
		<category><![CDATA[Serena Cosentino]]></category>
		<category><![CDATA[Tragedia funivia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Ero già profondamente toccata dalla tragedia della funivia di Stresa quando ho appreso della presenza, tra le vittime, della borsista del nostro istituto di ricerca sulle acque di Pallanza Serena Cosentino, con il suo compagno Mohammadreza Shahaisavandi&#8221;. Lo ha detto Maria Chiara Carrozza, presidente del Cnr. &#8220;Sono addolorata e sconvolta, non ci sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Ero già profondamente toccata dalla tragedia della funivia di Stresa quando ho appreso della presenza, tra le vittime, della borsista del nostro istituto di ricerca sulle acque di Pallanza Serena Cosentino, con il suo compagno Mohammadreza Shahaisavandi&#8221;. </p>
<p>Lo ha detto Maria Chiara Carrozza, presidente del Cnr.<br />
&#8220;Sono addolorata e sconvolta, non ci sono parole &#8211; ha aggiunto &#8211; posso solo esprimere il mio più profondo cordoglio alla famiglia, alle colleghe e ai colleghi, a nome mio personale e di tutto il Cnr&#8221;.<br />
Serena Cosentino, 27 anni, era originaria di Diamante (Cosenza). Nella cittadina tirrenica era vissuto, per un periodo, anche il giovane fidanzato 23enne.</p>
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		<title>Sebastiani (Cnr): raddoppio in circa 5 giorni, meno che in ottobre per le varianti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sebastianicnr-raddoppio-in-circa-5-giorni-meno-che-in-ottobre-per-le-varianti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 11:13:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aumento]]></category>
		<category><![CDATA[Cnr]]></category>
		<category><![CDATA[curva epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[SEbastiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma &#8211; L&#8217;epidemia di Covid-19 in Italia si trova in una fase di aumento di tipo esponenziale, con un tempo di raddoppio di circa 5 giorni, più basso rispetto a quello registrato in ottobre, probabilmente a causa della circolazione delle varianti. E&#8217; quanto emerge dalle analisi eseguite, a livello nazionale, dal matematico Giovanni Sebastiani, dell&#8217;Istituto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; L&#8217;epidemia di Covid-19 in Italia si trova in una fase di aumento di tipo esponenziale, con un tempo di raddoppio di circa 5 giorni, più basso rispetto a quello registrato in ottobre, probabilmente a causa della circolazione delle varianti. E&#8217; quanto emerge dalle analisi eseguite, a livello nazionale, dal matematico Giovanni Sebastiani, dell&#8217;Istituto per le Applicazioni del Calcolo &#8216;Mauro Picone&#8217; del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac), relative, alla curva della percentuale dei positivi rispetto ai tamponi molecolari e quella del numero di pazienti che ogni giorno sono in ingresso nei reparti di terapia intensiva.<br />
&#8220;La percentuale dei positivi rispetto ai tamponi molecolari descrive in modo quantitativo la circolazione del virus SarsCov2 ma &#8211; osserva Sebastiani &#8211; purtroppo nel nostro Paese subisce nelle ultime settimane un aumento di tipo esponenziale, e ogni 5 giorni circa raddoppia il suo incremento. Con i dati della prossima settimana protremo avere una stima più accurata del tempo di raddoppio&#8221;.<br />
La situazione, prosegue l&#8217;esperto, &#8220;è identica per la curva degli ingressi in terapia intensiva, che quantifica invece la pressione che la circolazione del virus esercita sulle strutture sanitarie. E&#8217; da notare che, nell&#8217;analoga fase esponenziale iniziale della seconda ondata, nelle prime tre settimane di ottobre 2020, il tempo di raddoppio era di circa 7 giorni. Il fatto che il tempo di raddoppio sia ora più basso rispetto ad ottobre è compatibile con la maggior diffusività di alcune delle varianti del virus che attualmente circolano nel nostro Paese&#8221;. Relativamente ai decessi, il matematico rileva che &#8220;dall&#8217;analisi della percentuale della variazione settimanale dell&#8217;incidenza, si prevede durante la prossima settimana un ritorno alla crescita della curva media&#8221;.<br />
Per Sebastiani &#8220;è da sottolineare che attualmente abbiamo un valore medio di circa 300 decessi al giorno, come se avessimo ogni giorno un terremoto dell&#8217;Aquila o di Amatrice e non dobbiamo assolutamente abituarci a questo&#8221; e rileva che &#8220;è importante vaccinare quanto più possibile le categorie fragili per ridurre in modo diretto la mortalità. Sarebbe inoltre auspicabile che venisse vaccinata, 7 giorni su 7, h24, la fascia degli under 65 per ridurre la circolazione del virus, contribuendo anche, indirettamente, a ridurre la mortalità&#8221;.</p>
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		<title>Stima Cnr: in alcune regioni quasi 40-50% casi da varianti Sars-Cov-2</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/stima-cnr-in-alcune-regioni-quasi-40-50-casi-da-varianti-sars-cov-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2021 15:53:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Cnr]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[varianti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma &#8211; &#8220;Nelle Regioni dove si è registrato un rapido aumento dei casi come Abruzzo, Marche, Toscana e Umbria, oltre che nelle Province autonome di Trento e Bolzano, le varianti di Sars-Cov-2 sarebbero, secondo le simulazioni sull&#8217;andamento dei ricoverati, già tra il 40 e il 50% del totale dei positivi. Questo trend è in aumento&#8221;. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; &#8220;Nelle Regioni dove si è registrato un rapido aumento dei casi come Abruzzo, Marche, Toscana e Umbria, oltre che nelle Province autonome di Trento e Bolzano, le varianti di Sars-Cov-2 sarebbero, secondo le simulazioni sull&#8217;andamento dei ricoverati, già tra il 40 e il 50% del totale dei positivi. Questo trend è in aumento&#8221;. A dirlo è il fisico Corrado Spinella, direttore del Dipartimento di Scienze fisiche e tecnologie della materia del Cnr, grazie a una simulazione basata su un algoritmo che definisce &#8220;Scova-varianti&#8221; di Sars-Cov-2, che è stato sviluppato dal suo team del Consiglio nazionale delle ricerche e che aggiorna il sistema di calcolo da loro stessi realizzato per monitorare l&#8217;evoluzione della malattia.<br />
Spinella sottolinea che &#8220;in Abruzzo, nell&#8217;arco di un mese da oggi, se non dovessero esserci misure contenitive, i casi della variante potrebbero raggiungere la quota del 90%&#8221; e che &#8220;senza alcun&#8217;altra misura di contenimento dei contagi di Sars-Cov-2, nelle Regioni che si trovano già ad avere il virus variato almeno al 50%, la variante a maggiore contagiosità sostituirà pressoché totalmente la versione &#8216;standard&#8217; nell&#8217;arco di un mese e mezzo a partire da oggi. Dunque, a fine marzo&#8221;.<br />
Dal calcolo differenziale, secondo il fisico, emerge che &#8220;le varianti sono comparse su una frazione molto piccola di positivi già nei primi giorni di dicembre del 2020&#8221;. In riferimento sempre alla presenza delle varianti che si notano dalle curve realizzate grazie all&#8217;algoritmo, Spinella sottolinea: &#8220;l&#8217;Emilia-Romagna e la Lombardia iniziano a esibire un trend di aumento dei casi ospedalizzati riconducibile alla presenza delle varianti a maggiore trasmissibilità&#8221;.</p>
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