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	<title>CNA Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 02 Sep 2026 10:32:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Inflazione record in Calabria, CNA: &#8220;Più reddito e meno costo del lavoro per fermare la fuga dei giovani&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo le temperature rimangono bollenti in Calabria, ma anche il tasso di inflazione. I dati elaborati da Istat sono preoccupanti e consegnano ancora una volta alla nostra regione una maglia nera. La Calabria emerge come la regione italiana che ha registrato i rincari più significativi, posizionandosi al vertice della classifica nazionale per l&#8217;aumento dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Non solo le temperature rimangono bollenti in Calabria, ma anche il tasso di inflazione. I dati elaborati da Istat sono preoccupanti e consegnano ancora una volta alla nostra regione una maglia nera. La Calabria emerge come la regione italiana che ha registrato i rincari più significativi, posizionandosi al vertice della classifica nazionale per l&#8217;aumento dei prezzi. I rincari sono del 3,5% contro una media nazionale del 2,9%. Un&#8217;inflazione galoppante che non va di pari passo ad un aumento del potere d&#8217;acquisto e che si inserisce in un territorio penalizzato da difficoltà logistiche e strutturali. Spese per energia e carburante, foraggiate da lunghi mesi di temperature calde e dalla mancanza di un trasporto pubblico esteso, lievitano e tolgono ossigeno a famiglie e imprese. Il costo del carburante entra in ogni fase della filiera: nel trasporto delle merci, nelle consegne, negli spostamenti degli artigiani, nei servizi tecnici, nella logistica e nella distribuzione. Un&#8217;impresa calabrese che deve percorrere più chilometri per raggiungere clienti, fornitori o mercati parte già da una condizione di svantaggio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così diventa ancora più difficile scegliere di restare. Il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari è perentorio: <strong>&#8220;Più reddito in busta paga e meno costo del lavoro per le imprese che assumono stabilmente. La Calabria deve creare le condizioni per scegliere di restare&#8221;. </strong>&#8220;Formare i nostri giovani per tredici o diciotto anni, per poi lasciarli andare via per mancanza di opportunità e di condizioni favorevoli, significa trasferire il loro capitale di competenze ad altri territori ed arginare lo sviluppo della Calabria&#8221;, afferma. Cugliari <strong>condivide l&#8217;idea avanzata da Occhiuto di una no tax area per gli under 35</strong>, ma esprime la necessità che sia accompagnata da una più ampia visione, nella quale rientrino <strong>,</strong> <strong>interventi per aumentarne il reddito e</strong> <strong>sostegno alle imprese che creano occupazione stabile</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;La no-tax area per gli under 35 – afferma Cugliari – può diventare il cuore di una strategia per trattenere i giovani. Ma il vantaggio fiscale deve arrivare direttamente e ogni mese in busta paga, perché è lì che diventa affitto, rata del mutuo, spesa, progetto di famiglia e possibilità concreta di restare&#8221;. &#8220;È un paradosso – prosegue – che al Sud si formino competenze che poi vanno ad alimentare i sistemi produttivi di altre regioni, nonché degli stati esteri, mentre le nostre imprese faticano a trovare tecnici e personale qualificato. Dobbiamo creare qui le condizioni economiche e professionali perché un giovane possa scegliere di restare&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fondamentale per CNA Calabria è anche costruire un <strong>collegamento stabile tra scuole, ITS, università e sistema produttivo</strong>, programmando e investendo sulle competenze realmente richieste dal mercato del lavoro. A questo deve affiancarsi una più <strong>ampia detassazione del lavoro dipendente</strong>, concentrata soprattutto sui redditi medio-bassi e sulle nuove generazioni. &#8220;Ogni euro di tasse in meno – spiega Cugliari – deve diventare un euro in più nel salario netto del lavoratore. Basta bonus e misure una tantum: serve aumentare stabilmente il reddito disponibile ogni mese&#8221;. Un intervento che deve salvaguardare integralmente i contributi pensionistici attraverso la copertura pubblica e procedere di pari passo con misure rivolte alle aziende.</p>
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		<title>Desertificazione bancaria, Vibo Valentia prima provincia italiana per comuni senza sportelli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/desertificazione-bancaria-vibo-valentia-prima-provincia-italiana-per-comuni-senza-sportelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 11:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Calabria il 74,5 per cento dei comuni è privo di uno sportello bancario. A dominare la classifica nazionale delle province, quella di Vibo Valentia dove oltre il 52,6 per cento della popolazione risiede in comuni abbandonati dalle banche. Sono questi alcuni dei dati frutto dell&#8217;elaborazione del Centro Studi CNA che ha messo a fuoco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Calabria il 74,5 per cento dei comuni è privo di uno sportello bancario. A dominare la classifica nazionale delle province, quella di Vibo Valentia dove oltre il 52,6 per cento della popolazione risiede in comuni abbandonati dalle banche.<br />
Sono questi alcuni dei dati frutto dell&#8217;elaborazione del Centro Studi CNA che ha messo a fuoco il progressivo avanzare della desertificazione bancaria. &#8220;Dati allarmanti – commenta il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari &#8211; che minano non solo il tessuto produttivo ed economico, ma anche quello sociale. È ora di aprire una riflessione e di ripensare la geografia dei presidi bancari&#8221;. In Italia tra il 2015 e il 2025 la rete è scesa da 30.258 a circa 19.140 filiali: oltre 11mila presìdi in meno, con una contrazione del 36,7%.</p>
<p>Ad andare in affanno sono non solo i cittadini, ma anche le imprese. La Calabria è la terza regione d&#8217;Italia per numero di imprese (32mila) in comuni senza sportello. Tra le province Cosenza occupa il terzo posto nella classifica nazionale, mentre in valore percentuale Vibo Valentia domina la classifica dell&#8217;incidenza sul sistema produttivo locale (42,2 per cento). E se diminuiscono le banche, aumenta la pressione sui presidi rimasti. La Calabria, anche in questo caso, è la regione con le province in cui il fenomeno è più presente. Crotone ha il primato italiano con una media per ogni sportello di 713 imprese. Non è da meno Reggio Calabria con 617 e Vibo Valentia con 536. Ad incidere sul progressivo smantellamento fisico del sistema bancario sono la desertificazione dei piccoli centri e la digitalizzazione del sistema.</p>
<p>&#8220;La modernizzazione del sistema non può fagocitare i classici sportelli bancari. Specie per le micro e piccole imprese, che costituiscono l&#8217;asse portante dell&#8217;economia artigiana calabrese &#8211; spiega il presidente Cugliari –, il rapporto personale significa fiducia e certezza. Servono interlocutori capaci di conoscere l&#8217;azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. Aspetti fondamentali per costruire per l&#8217;impresa e per il territorio stesso.Ecco perché riteniamo che non possa essere applicata una formula ragionieristica e usata la forbice per tagliare gli sportelli. Piuttosto, auspichiamo come CNA Calabria che si inverta questa tendenza che vede la nostra regione e i suoi territori drammaticamente protagonisti&#8221;. Le conseguenze sono anche di tipo sociale. &#8220;La Calabria da tempo va incontro ad un severo inverno demografico – aggiunge il presidente &#8211; acuito dai tanti giovani che vanno via. Lo spopolamento progressivo dei centri con meno servizi, porta a concentrarsi proprio in queste aree gli anziani, quindi i più fragili. Sono loro i primi a pagare le conseguenze del non potere avere uno sportello bancario nel proprio comune. Non è a loro che si può chiedere di scaricare un&#8217;app bancaria o di rivolgersi a un call center. I presidi bancari sono anche tutela&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Caro Energia, CNA Calabria: &#8220;Occhiuto faccia convocare la Conferenza della Regioni&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/caro-energia-cna-calabria-occhiuto-faccia-convocare-la-conferenza-della-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Convocare subito la Conferenza delle Regioni e presentare una strategia d&#8217;uscita al governo. A chiederlo rivolgendosi al presidente Occhiuto è il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari allarmato dal caro energia e dall&#8217;effetto domino che questo rischia di avere su rincari, contrazioni dei consumi e crisi sistemica. &#8220;In una fase storica in cui gli equilibri internazionali incidono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Convocare subito la Conferenza delle Regioni e presentare una strategia d&#8217;uscita al governo. A chiederlo rivolgendosi al presidente Occhiuto è il<strong> presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari</strong> allarmato dal caro energia e dall&#8217;effetto domino che questo rischia di avere su rincari, contrazioni dei consumi e crisi sistemica. &#8220;<em>In una fase storica in cui gli equilibri internazionali incidono direttamente sull&#8217;economia reale, il tema dell&#8217;energia torna ad essere centrale per il futuro delle imprese e delle famiglie italiane. Non è più una questione tecnica – </em>sottolinea Cugliari<em> -, è una questione politica, economica e sociale</em>&#8220;. <em>&#8220;In Europa  &#8211; </em>continua<em> -assistiamo a modelli diversi: la Spagna ha scelto politiche energetiche che oggi consentono costi significativamente più bassi, sostenendo competitività e potere d&#8217;acquisto. La Francia continua a beneficiare di una forte autonomia grazie al nucleare. La Germania, dopo scelte complesse e un&#8217;esposizione rilevante ai mercati internazionali, sta affrontando un percorso di transizione che pesa sul sistema produttivo. L&#8217;Italia, invece, rischia di trovarsi nel mezzo, senza una strategia sufficientemente incisiva&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;Ed è qui che si gioca il futuro – </em>aggiunge Cugliari<em> &#8211; perché quando l&#8217;energia costa troppo <strong>le imprese rallentano o si fermano, le famiglie riducono i consumi, l&#8217;intero sistema economico entra in tensione e il rischio di una recessione non è più un&#8217;ipotesi teorica. È una possibilità concreta che va affrontata con lucidità e visione&#8221;. </strong>&#8220;Oggi non è il tempo delle divisioni. È il tempo della responsabilità istituzionale. Per questo riteniamo necessario un passaggio chiaro e immediato: tutti i presidenti di Regione dovrebbero convocare un Tavolo urgente, un momento di confronto reale per fare sintesi delle esigenze dei territori e costruire una strategia comune da portare al Governo. Serve una posizione unitaria. Serve una visione condivisa&#8221; </em>sottolinea il presidente che rilancia il<em> &#8220;<strong>ruolo della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome</strong>, oggi presieduta da Massimiliano Fedriga, che<strong> può e deve farsi promotrice di un coordinamento straordinario su energia, imprese e famiglie&#8221;.</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Allo stesso modo, riteniamo che il <strong>Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, possa svolgere un ruolo attivo e determinante nel sollecitare questa iniziativa, portando con forza la voce del Mezzogiorno dentro un confronto nazionale.</strong> Le imprese non chiedono sussidi, chiedono condizioni per competere. Le famiglie non chiedono assistenza, chiedono stabilità e prospettiva&#8221;. &#8220;Il punto – </em>continua Cugliari <em>&#8211; non è reagire, ma anticipare. Non è rincorrere le crisi, ma costruire una direzione. Un&#8217;Italia forte è un&#8217;Italia che sceglie di essere protagonista in Europa, con una politica energetica chiara, con una strategia industriale condivisa e con istituzioni capaci di lavorare insieme.  Oggi è il momento della visione. E la visione – </em>conclude<em> &#8211;  si costruisce solo con responsabilità, unità e coraggio&#8221;.</em></p>
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		<item>
		<title>Effetto Dazi, crolla l&#8217;export dell&#8217;arredo. CNA Calabria: &#8220;Si apre la partita di nuovi mercati&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/effetto-dazi-crolla-lexport-dellarredo-cna-calabria-si-apre-la-partita-di-nuovi-mercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 08:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Crolla l&#8217;export di mobili e arredo verso il mercato degli Stati Uniti. La Calabria accusa l&#8217;effetto dazi&#8221;. Lo afferma la CNA Calabria commentando l&#8217;indagine realizzata sulla base dei dati Istat dall&#8217;Area Studi e ricerche della CNA Nazionale. Un tracollo che rispecchia l&#8217;andamento nazionale del settore (-8,2% -131 milioni) e il grave clima di incertezza internazionale. Fortemente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Crolla l&#8217;export di mobili e arredo verso il mercato degli Stati Uniti. La Calabria accusa l&#8217;effetto dazi&#8221;</em>. Lo afferma la CNA Calabria commentando l&#8217;<strong>indagine realizzata sulla base dei dati Istat dall&#8217;Area Studi e ricerche della CNA Nazionale. </strong>Un tracollo che rispecchia l&#8217;andamento nazionale del settore (-8,2% -131 milioni) e il grave clima di incertezza internazionale. Fortemente penalizzati anche l&#8217;export di prodotti in metallo (- 7,9% -249 milioni), il settore auto (- 8,5% -655 milioni), le produzioni alimentari (-4,5% -348 milioni).</p>
<p style="font-weight: 400;">Per la Calabria, la cui economia è retta da piccole e medie imprese, la preoccupazione rimane alta. <em>&#8220;L&#8217;export costituisce una fetta importante del fatturato dell&#8217;economia calabrese. Gli Stati Uniti, in particolare, sono sempre stati un buon mercato grazie anche alla presenza di molti connazionali. <strong>Si apre ora una sfida e bisognerà attendere che il mercato si attesti e trovi un nuovo equilibrio per potere determinare le conseguenze reali sul nostro Paese&#8221;</strong></em>, afferma il <strong>presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari</strong>. &#8220;<em>Il futuro  &#8211; </em>continua <em>&#8211; è fatto di nuovi mercati ed è quello che la nostra confederazione sta già facendo con una particolare attenzione ad Asia e Africa</em>&#8220;.</p>
<p style="font-weight: 400;"> <em>&#8220;È essenziale &#8211; </em>afferma il presidente CNA Nazionale Dario Costantini<em> &#8211; dare stabilità e certezza al commercio internazionale riducendo le barriere – sottolinea Costantini – e al tempo stesso accelerare lo sviluppo su nuovi mercati definendo strumenti e misure per accompagnare la platea delle piccole imprese&#8221;</em>. A tenere su le esportazioni italiane è stato lo scorso anno il settore farmaceutico. Nel 2025, secondo l&#8217;indagine CNA, è diventato il primo settore con una quota del 22,7% sul totale dell&#8217;export negli Stati Uniti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra le eccellenze del Made in Italy la prova dei dazi è stata superata dalla filiera della moda (tessile, abbigliamento e pelletteria) con un valore di 5,7 miliardi, in crescita del 2,4% sull&#8217;anno precedente, grazie alla buona performance nell&#8217;ultimo trimestre dell&#8217;anno (+5,6%). In totale i settori tradizionali del Made in Italy registrano un calo delle vendite negli Usa del 3,7%. A livello globale il 2025 si è chiuso con un aumento dell&#8217;1,7%, grazie al +2,6% verso i paesi UE, +3,4% nel Regno Unito, +9,4% nei paesi Opec e +4% in India, mentre flessione a due cifre (-13,4%) sul mercato cinese.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CNA Calabria: micro e piccole imprese penalizzate dalle norme della manovra Meloni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cna-calabria-micro-e-piccole-imprese-penalizzate-dalle-norme-della-manovra-meloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 08:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ddl bilancio istituisca un fondo per facilitare l&#8217;accesso al credito di micro e piccole imprese artigiane e valorizzi il ruolo dei Confidi. È quanto chiede la CNA Calabria dopo avere analizzato la manovra finanziaria. Una manovra su cui la Confederazione degli Artigiani non esprime una bocciatura ma delle riserve, sottolineando come proprio le micro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ddl bilancio istituisca un fondo per facilitare l&#8217;accesso al credito di micro e piccole imprese artigiane e valorizzi il ruolo dei Confidi. È quanto chiede la CNA Calabria dopo avere analizzato la manovra finanziaria. Una manovra su cui la Confederazione degli Artigiani non esprime una bocciatura ma delle riserve, sottolineando come proprio le micro e piccole realtà siano escluse o svantaggiate da alcuni strumenti. In particolare, la CNA evidenzia che il ritorno del super ammortamento, che ha sostituito il credito d&#8217;imposta, porterà ad una contrazione del 40 per cento delle imprese artigiane che potranno accedervi. Positivo il giudizio sulla Zes Unica ma per la confederazione è un grave errore l&#8217;esclusione degli investimenti inferiori a 200mila euro, limite che va a colpire proprio le micro e piccole imprese.</p>
<p>Bene il rifinanziamento della Nuova Sabatini. Negativo, invece, il giudizio sulla restrizione al sistema delle compensazioni fiscali che mette in difficoltà finanziaria le tante piccole imprese che hanno maturato crediti investendo in innovazione o concedendo, legittimamente, lo sconto in fattura per interventi edilizi.<br />
&#8220;Le micro e piccole imprese rappresentano in Calabria la quasi totalità del tessuto economico. Studiare misure inclusive, che le valorizzino e ne facilitino l&#8217;accesso al credito, significa puntare alla crescita di tutto il territorio&#8221;, afferma il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari.</p>
<p>&#8220;Più volte &#8211; continua &#8211; abbiamo stigmatizzato la farraginosità dell&#8217;accesso al credito nonché l&#8217;eccessiva burocrazia: Elementi che tagliano le gambe a chi resta in Calabria e vuole crescere. Il nostro auspicio &#8211; conclude Cugliari &#8211; è che il governo intervenga ora con una misura ad hoc, come il fondo per facilitare l&#8217;accesso al credito di micro e piccole imprese artigiane, e che valorizzi il ruolo dei Confidi&#8221;.<br />
&#8220;Ci rivolgiamo, inoltre, ai parlamentari calabresi affinché si interessino della restrizione delle compensazioni fiscali con un impegno fattivo e concreto a sostegno del Sud&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cna-calabria-micro-e-piccole-imprese-penalizzate-dalle-norme-della-manovra-meloni/">CNA Calabria: micro e piccole imprese penalizzate dalle norme della manovra Meloni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>È Reggio Calabria la provincia calabrese con la maggiore tassazione sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/e-reggio-calabria-la-provincia-calabrese-con-la-maggiore-tassazione-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 10:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È Reggio Calabria la provincia calabrese con la maggiore tassazione sulle piccole imprese (54.4%), mentre Catanzaro si rivela, con due punti in meno (52,3%), quella con una minore pressione a fronte di un panorama in cui le regioni meridionali sono quelle più gravate. Lo dice lo studio &#8220;Comune che vai fisco che trovi&#8221; realizzato dall&#8217;Osservatorio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È <strong>Reggio Calabria</strong> la provincia calabrese con la maggiore tassazione sulle piccole imprese (54.4%), mentre Catanzaro si rivela, con due punti in meno (52,3%), quella con una minore pressione a fronte di un panorama in cui le regioni meridionali sono quelle più gravate. Lo dice lo studio &#8220;<strong>Comune che vai fisco che trovi</strong>&#8221; realizzato dall&#8217;Osservatorio sul fisco della CNA individuando i tax free days per ogni provincia in Italia, ovvero la data dell&#8217;anno che segna il confine tra il periodo di tempo in cui l&#8217;impresa ha lavorato per pagare le tasse e quello successivo in cui i guadagni sono stati utilizzati per consumi personali. <strong>L&#8217;anno di riferimento è il 2024</strong> e l&#8217;indagine vede ancora una volta nelle vette più alte della classifica i territori settentrionali, mentre quelli meridionali sono quelli più tassati. L&#8217;alta pressione fiscale, emerge dallo studio, si abbina spesso a una minore efficienza della gestione e della qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese. In particolare, le differenze territoriali riflettono le addizionali regionali e comunali sul reddito, l&#8217;Imu e l&#8217;imposizione per raccolta e gestione rifiuti. Nel complesso la divergenza territoriale si attesta intorno agli 11 punti come l&#8217;anno precedente.</p>
<p>|I DATI NAZIONALI | Soltanto in dieci comuni il total tax rate è inferiore al 50%. Tra le grandi città Milano è in 18esima posizione con una pressione complessiva al 50,5% che consente di smettere di lavorare per il fisco il 3 luglio, a Palermo il tax free day è il 7 luglio, il 12 luglio a Roma e Genova, il 15 a Torino, il 17 a Firenze, il 19 luglio a Napoli mentre a Bologna si deve attendere fino al 23 luglio In media, le imprese hanno lavorato per il fisco fino al 9 luglio, due giorni in meno rispetto all&#8217;anno precedente. Dalla fotografia che scatta l&#8217;Osservatorio CNA, Bolzano si conferma sul gradino più alto del podio con una tassazione al 46,3% mentre a chiudere la graduatoria dei 114 capoluoghi di provincia è Agrigento con una pressione fiscale complessiva del 57,4%. Il rapporto della CNA riguarda un&#8217;impresa tipo. Nello specifico un&#8217;impresa individuale che utilizza un laboratorio artigiano di 350 mq e un negozio di proprietà destinato alla vendita di 175 mq con valori immobiliari di 500mila euro in tutti i comuni, ricavi per 431mila euro e un reddito d&#8217;impresa di 50mila.</p>
<p>|I DATI REGIONALI| A <strong>Reggio Calabria</strong> si lavora per il fisco fino al 17 luglio (167 giorni) con un total tax rate del 54.4. per cento e un 95esimo posto nella classifica nazionale. Segue <strong>Crotone</strong> con il 93esimo posto nella graduatoria, un total tax rate del 54.3 per cento e il 17 luglio come &#8220;tax free day&#8221;. Si distanza di poco, 92esimo posto, la provincia di <strong>Cosenza</strong>, con un tax rate del 54.3 per cento e il tax free day al 17 luglio. A <strong>Vibo Valentia</strong> le piccole imprese lavorano 193 giorni per il fisco (11luglio) e con un total tax rate del 52.6 la provincia occupa il 72esimo posto della graduatoria. Chiude la panoramica regionale la provincia di <strong>Catanzaro</strong> che occupa il 64esimo posto della classifica nazionale con un total tax rate del 52,3 per cento. Nel capoluogo di regione si finisce di lavorare per il fisco il 9 luglio.<br />
&#8220;Con questi numeri è difficile fare impresa – è il commento del presidente della CNA Calabria <strong>Giovanni Cugliari</strong> -. Le piccole imprese si trovano al Sud a fare i conti con un&#8217;alta tassazione senza potere contare sulla qualità dei servizi di quelle regioni del Nord che, al contrario, hanno meno pressione fiscale. Un&#8217;alta tassazione rende più difficili anche gli investimenti, ecco perché bisogna lavorare per alleggerirla e dare maggiore ossigeno alla piccola impresa, vera spina dorsale del Paese&#8221;.</p>
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		<title>Impresa, credito, formazione e sicurezza: CNA Catanzaro guarda al futuro ed elegge la prima presidente donna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 07:45:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due interessanti tavole rotonde hanno preceduto giovedì sera l&#8217;Assemblea elettiva degli organismi della CNA Catanzaro. Dopo aver osservato un doveroso minuto di silenzio per l&#8217;ultima morte sul lavoro in un cantiere di Cosenza, sono state autorevoli voci a offrire contributi ricchi di spunti e riflessioni. Tra gli interventi, quello del presidente uscente della CNA Catanzaro Paolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Due interessanti tavole rotonde hanno preceduto giovedì sera <strong>l&#8217;Assemblea elettiva degli organismi della CNA Catanzaro</strong>. Dopo aver osservato un doveroso minuto di silenzio per l&#8217;ultima morte sul lavoro in un cantiere di Cosenza, sono state autorevoli voci a offrire contributi ricchi di spunti e riflessioni. Tra gli interventi, quello del <strong>presidente uscente della CNA Catanzaro Paolo D&#8217;Errico</strong>, che ha tracciato un bilancio del suo mandato durato 8 anni, durante il quale sono stati raggiunti molti obiettivi e soprattutto il traguardo più importante: essere la <strong>prima associazione sul territorio</strong>. Il tutto reso possibile grazie a un gioco di squadra e a una «coesione straordinaria». A seguire, ha preso la parola il <strong>segretario CNA Calabria Giulio Valente</strong>, che ha illustrato quelle che sono le attività che vedono quotidianamente impegnati i vari soci. La più recente (oltre che di grande rilievo) è sicuramente rappresentata dalla <strong>sottoscrizione della convenzione con la società Sole 24 ore Formazione</strong>, che consentirà agli associati di accedere ai percorsi formativi offerti dal celebre istituto a condizioni agevolate. Una straordinaria opportunità per piccole e medie imprese, volta ad acquisire nuove competenze di cui il mondo del lavoro in piena evoluzione è alla continua ricerca. Il vivo della prima tavola rotonda, dedicata agli &#8220;<strong>Strumenti per lo sviluppo delle imprese</strong>&#8220;, è arrivato con l&#8217;intervento <strong>del presidente della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura CZ/KR/VV Pietro Falbo</strong>, che ha esposto quelli che sono gli strumenti volti a supportare le imprese locali. Ha accennato, quindi, a diversi bandi: per la partecipazione a fiere e manifestazioni internazionali in Italia e all&#8217;estero; per la doppia transizione, digitale ed ecologica; per la realizzazione di video-interviste di storytelling imprenditoriale; per azioni promo pubblicitarie. Inevitabile il riferimento al <strong>progetto Mirabilia</strong>, volto a promuovere un turismo di qualità che coniughi bellezza, impresa e cultura. Un&#8217;occasione di rilievo nazionale in cui la Camera di Commercio ha scelto di essere protagonista per raccontare la Calabria quale terra ricca di storia, di eccellenze produttive e quindi anche di una grande attrattiva turistica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>presidente di Artigiancredito Fabio Petri</strong> ha sottolineato la rilevanza di uno strumento di garanzia così radicato e accessibile quale quello rappresentato dal consorzio di garanzia fidi vigilato dalla Banca d&#8217;Italia, che in collaborazione con la CNA Catanzaro sta supportando significativamente le imprese artigiane calabresi grazie all&#8217;apertura di alcuni sportelli. A illustrare due bandi importantissimi in uscita, rivolti alle imprese del territorio, il <strong>presidente CNA Vibo Valentia Antonio Cugliari</strong>: un primo bando riguarda i costi finanziari che le imprese devono sostenere, mentre il secondo rappresenta un supporto rivolto a quelle che hanno subito danni ingenti a causa delle alluvioni che hanno colpito Lamezia Terme. Ma c&#8217;è un ulteriore bando della Regione Calabria, <strong>Fondoartigianato</strong>, che prevede agevolazioni per le attrezzature. E a parlarne è stata la <strong>direttrice della CNA Catanzaro Paola Perri</strong>, che ha evidenziato il ruolo svolto dall&#8217;associazione in qualità di soggetto presentatore accreditato. Proprio quest&#8217;ultimo intervento ha concluso la prima tavola rotonda, che ha preceduto il secondo significativo momento dedicato a &#8220;<strong>Formazione, competenze e mismatching nel mercato dell&#8217;artigianato</strong>&#8220;.</p>
<p style="font-weight: 400;">A prendere la parola è stato subito il<strong> Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa</strong>, che ha rimarcato l&#8217;importanza di fare rete, esortando a compiere un gioco di squadra fatto di coesione tra pubblico e privato per rendere attrattivi i nostri territori ed evitare la costante fuga di cervelli, quindi per poter assistere a quello sviluppo tanto auspicato. Il tema del <strong>mismatching nel mercato dell&#8217;artigianato </strong>è stato approfondito poi da <strong>Giuseppe Vivace, direttore della Fondazione ECIPA</strong>, che ha evidenziato come questo disallineamento tra domanda e offerta, anche a causa del grande calo demografico, sia diventato ormai la principale sfida per la tenuta del sistema produttivo italiano, sostenendo che 7 aziende su 10 nei prossimi anni avranno problemi a trovare quei profili di cui necessitano, soprattutto nell&#8217;edilizia, nella meccanica, nel turismo e nel digitale, che si trova a rapportarsi oggi con l&#8217;AI. A concludere, <strong>Andrea Monteleone, direttore EBAC Calabria</strong>, che ha incentrato la propria attenzione sull&#8217;importanza della <strong>sicurezza nei luoghi di lavoro</strong>, attraverso l&#8217;informazione e la formazione. Ma non è stato tralasciato il tema del<strong> welfare contrattuale per migliorare il benessere del dipendente</strong>, con riferimento anche al Fondo FSBA, attraverso il quale l&#8217;Ente Bilaterale ha garantito la cassaintegrazione a tanti dipendenti delle imprese artigiane. Questo ha assicurato una continuità di reddito ai dipendenti, ma si è rivelato una garanzia anche per le imprese che, altrimenti, rischiavano di perdere maestranze e tutti gli investimenti fatti in termini di capitale umano. A seguire, l&#8217;Assemblea elettiva dei soci, che ha visto la nomina a<strong> presidente CNA Catanzaro di Giovanna Rita Vono</strong>, imprenditrice nel settore costruzioni e carpenteria metallica, ma soprattutto <strong>prima donna alla guida dell&#8217;associazione</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-318320" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/CNA-Catanzaro3-300x155.jpeg" alt="" width="650" height="336" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/CNA-Catanzaro3-300x155.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/CNA-Catanzaro3-768x396.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/CNA-Catanzaro3-814x420.jpeg 814w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/CNA-Catanzaro3-696x359.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/CNA-Catanzaro3.jpeg 890w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
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		<title>Cna Calabria, credito d&#8217;imposta Zes Unica: &#8220;Beffa che di fatto esclude da investimenti Pmi e Sud&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 10:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[CNA]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Cugliari. Zes Unica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il passaggio dal credito d&#8217;imposta per il Mezzogiorno a quello Zes, nel caso della Calabria la percentuale attuale di contributo è stata compressa fino ad arrivare al 8 per cento. Le richieste di contributo sono pari a 9 miliardi e 500 milioni di euro, ma le risorse a disposizione coprono a mala pena un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il passaggio dal credito d&#8217;imposta per il Mezzogiorno a quello Zes, nel caso della Calabria la percentuale attuale di contributo è stata compressa fino ad arrivare al 8 per cento. Le richieste di contributo sono pari a 9 miliardi e 500 milioni di euro, ma le risorse a disposizione coprono a mala pena un miliardo e 670 milioni di euro<br />
&#8220;Con una decurtazione quasi totale del credito d&#8217;imposta per le imprese operanti nella Zona Economica Speciale del Mezzogiorno si può affermare che di fatto questo strumento non esiste più&#8221;. Lo afferma il presidente della Cna Calabria Giovanni Cugliari spiegando che &#8220;con il passaggio dal credito d&#8217;imposta per il Mezzogiorno a quello Zes, nel caso della Calabria la percentuale attuale di contributo è stata compressa fino ad arrivare al 8 per cento. Briciole che non posso permettere alle pmi di acquisire la strumentazione necessaria ad effettuare investimenti, andando di fatto a bloccare lo sviluppo di un intero pezzo d&#8217;economia, un freno alla Calabria e all&#8217;occupazione&#8221;.</p>
<p>A chiarire plasticamente quanto sta accadendo sono i dati: &#8220;Le richieste di contributo – afferma il numero uno di Cna  Calabria &#8211; sono pari a 9 miliardi e 500 milioni di euro, ma le risorse a disposizione coprono a malapena un miliardo e 670 milioni di euro. Avevamo lanciato l&#8217;allarme già qualche mese fa, ora le nostre preoccupazioni diventano realtà. Un tasso così basso di credito d&#8217;imposta unito ad una soglia così alta di investimento minimo (200mila euro) non può che creare un corto circuito andando a mettere fuori gioco e fuori mercato le piccole e medie imprese costrette a rinunciare a  vantaggio di quelle più grandi che possono permettersi investimenti di tale portata e per le quali anche un credito d&#8217;imposta così basso agevola le loro casse&#8221;.</p>
<p>&#8220;Chi, invece, ha bisogno di accedervi per potere attivare quegli investimenti che gli potranno permettere di crescere e di adeguarsi ai cambiamenti del mercato, viene tagliato fuori. Più che un&#8217;agevolazione – denuncia la Cna &#8211;  ci sembra una beffa nonché una forma di accanimento verso i piccoli imprenditori e il Mezzogiorno stesso che così  non viene aiutato, ma, al contrario, affossato&#8221;.<br />
&#8220;Con questa operazione &#8211; commenta ancora Cugliari &#8211;  il credito d&#8217;imposta è stato cancellato. Chiediamo allora ai parlamentari calabresi che cosa abbiano intenzione di fare e quale alternativa propongano. A nostro modo di vedere la precedente soluzione (con zone economiche speciali perimetrate e credito d&#8217;imposta del Mezzogiorno) appare oggi assai più utile dell&#8217;ultima formula rinvenuta. Non solo per la dotazione incommensurabilmente più alta (complessivamente oltre 30 miliardi), ma anche per la odierna totale assenza di una coerente visione strategica sullo  sviluppo dei vari territori che, insieme, all&#8217;Autonomia Differenziata ci sembra vada in un&#8217;unica direzione: eliminare il Sud!&#8221;</p>
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		<title>Bonus edilizi, allarme CNA: &#8220;Blocco della cessione dei crediti devastante per la Calabria&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 16:12:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[bonus]]></category>
		<category><![CDATA[Cessione credito]]></category>
		<category><![CDATA[CNA]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Cugliari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A causa del blocco della cessione dei crediti, legati ai bonus edilizi, 33mila imprese artigiane in tutta Italia sono a rischio fallimento, con una potenziale perdita di 150mila posti di lavoro nella filiera delle costruzioni&#8221;. È l&#8217;allarme lanciato dalla Cna (Confederazione nazionale dell&#8217;Artigianato e della Piccola e Media Impresa) sulla base dei risultati di una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A causa del blocco della cessione dei crediti, legati ai bonus edilizi, 33mila imprese artigiane in tutta Italia sono a rischio fallimento, con una potenziale perdita di 150mila posti di lavoro nella filiera delle costruzioni&#8221;. È l&#8217;allarme lanciato dalla Cna (Confederazione nazionale dell&#8217;Artigianato e della Piccola e Media Impresa) sulla base dei risultati di una indagine condotta presso circa 2mila imprese che rappresentano un campione altamente rappresentativo dei comparti dell&#8217;edilizia, delle costruzioni e dei serramenti. La Confederazione sollecita il Governo a trovare rapidamente una soluzione per &#8220;disinnescare una bomba economica e sociale, generata da una serie di provvedimenti normativi che hanno alimentato confusione e profonda incertezza&#8221;.  </p>
<p>Impatto devastante per la Calabria<br />
&#8220;Abbiamo invitato tutti i parlamentari calabresi ad accogliere e rilanciare questo nostro appello&#8221; dichiara il presidente della Cna Calabria Giovanni Cugliari, che sottolinea l&#8217;importanza del settore delle costruzioni per la Calabria: &#8220;È un volano fondamentale per l&#8217;economia calabrese e da cui dipendono tanti altri settori. Se viene meno questo, specialmente in un territorio come il nostro dove l&#8217;economia è molto fragile, l&#8217;impatto sarà devastante&#8221;. Ma non solo: &#8220;Sarà molto difficile che le imprese riescano a rigenerarsi. Anche perché, tra le altre cose, abbiamo un problema di spopolamento dei giovani, con una conseguente difficoltà a creare nuove imprese&#8221;.</p>
<p>Difficoltà a pagare stipendi e fornitori: i dati<br />
La Cna stima che i crediti fiscali delle imprese italiane che hanno riconosciuto lo sconto in fattura, non monetizzato attraverso una cessione, ammontino a quasi 2,6 miliardi di euro. La consistenza dei crediti bloccati (circa il 15% del totale) sta mettendo in crisi migliaia di imprese. Infatti, oltre 60mila imprese artigiane si trovano con cassetto fiscale pieno di crediti ma senza liquidità e con impatti gravissimi. Il 48,6% del campione parla di rischio fallimento mentre il 68,4% prospetta il blocco dei cantieri attivati. Per non essere schiacciate dalla mancata cessione dei crediti quasi un&#8217;impresa su due sta pagando in ritardo i fornitori, il 30,6% rinvia tasse e imposte, e una su cinque non riesce a pagare i collaboratori. Dall&#8217;analisi dei fatturati e della consistenza media dei crediti emerge che le imprese con giro d&#8217;affari di 150mila euro detengono 57mila euro di crediti nel proprio cassetto fiscale (38,2%). Alla crescita del fatturato l&#8217;incidenza tende a scendere pur restando rilevante: un&#8217;impresa con 750mila euro di ricavi sconta 200mila euro di crediti bloccati. Il 47,2% delle imprese dichiara di non trovare soggetti disposti ad acquisire i crediti mentre il 34,4% lamenta tempi di accettazione dei documenti contrattuali eccessivamente lunghi. Per la cessione dei crediti, le imprese della filiera si sono rivolte principalmente alle banche (63,7%), a seguire Poste (22,6%), poi società di intermediazione finanziaria (5,1%).</p>
<p>Intervento straordinario dello Stato<br />
&#8220;Il quadro molto preoccupante &#8211; conclude la Cna &#8211; deve sollecitare un intervento straordinario da parte dello Stato per scongiurare una gravissima crisi economica e sociale. Inoltre i bonus per l&#8217;edilizia hanno offerto un contributo molto rilevante al rimbalzo del Pil l&#8217;anno scorso e oltre il 90% delle imprese intervistate è convinta che la mancanza di una soluzione per svuotare i cassetti fiscali determinerà il mancato avvio di nuovi cantieri. Questo porterà a ripercussioni negative sull&#8217;intera filiera e sull&#8217;economia nel complesso, nonché sul programma di riqualificazione energetica degli immobili&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Ndrangheta e Pnrr, Cugliari (Cna Calabria): &#8220;Tavolo con Regione e ascoltiamo l&#8217;appello di Gratteri&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-e-pnrr-cugliari-cna-calabria-tavolo-con-regione-e-ascoltiamo-lappello-di-gratteri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 10:22:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[CNA]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Cugliari]]></category>
		<category><![CDATA[Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[Pnrr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La &#8216;ndrangheta è in agguato per mettere le mani sui fondi europei del Pnrr con il rischio, concreto, che le somme che arriveranno per il rilancio della Calabria vengano utilizzate per affossarla. Come evitarlo? Serve un tavolo tecnico permanente tra il futuro presidente della Regione e tutte le associazioni datoriali e i sindacati. Noi faremo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ndrangheta-e-pnrr-cugliari-cna-calabria-tavolo-con-regione-e-ascoltiamo-lappello-di-gratteri/">Ndrangheta e Pnrr, Cugliari (Cna Calabria): &#8220;Tavolo con Regione e ascoltiamo l&#8217;appello di Gratteri&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La &#8216;ndrangheta è in agguato per mettere le mani sui fondi europei del Pnrr con il rischio, concreto, che le somme che arriveranno per il rilancio della Calabria vengano utilizzate per affossarla. Come evitarlo? Serve un tavolo tecnico permanente tra il futuro presidente della Regione e tutte le associazioni datoriali e i sindacati. Noi faremo la nostra parte con un codice etico più stringente per allontanare ogni impresa in odor di mafia&#8221;. A parlare è il presidente della Cna Calabria, Giovanni Cugliari, secondo cui la priorità è garantire &#8220;una programmazione e una realizzazione veloce delle opere, e allo stesso tempo arginare la criminalità organizzata&#8221;.</p>
<p>Per fare questo, secondo il presidente regionale della Confederazione nazionale dell&#8217;Artigianato e della Piccola e Media Impresa, sarà fondamentale un tavolo permanente con il futuro presidente di Regione: &#8220;Per due motivi: da un lato bisogna programmare velocemente l&#8217;utilizzo dei soldi del Recovery fund, avere un controllo sistematico sugli effetti reali, sulle tempistiche e sulla realizzazione delle opere; dall&#8217;altro bisogna capire insieme come riuscire ad evitare il più possibile che questi appalti cadano in mano a imprese in odor di &#8216;ndrangheta. Non dobbiamo essere sordi, ascoltiamo l&#8217;allarme che hanno lanciato la Dia e il procuratore Nicola Gratteri&#8221;.</p>
<p>Su quest&#8217;ultimo punto, in particolare, bisogna &#8220;lasciare da parte i personalismi &#8211; continua Giovanni Cugliari &#8211; e ascoltare umilmente il consiglio del procuratore di Catanzaro: confrontiamoci con le prefetture e le forze dell&#8217;ordine prima di assegnare i fondi&#8221;. &#8220;Avere un tavolo di monitoraggio continuo permetterà di tenere tutto sotto controllo e portare avanti progetti di visione futuristica e non localistica. Creiamo un patto per la Calabria: oggi la nostra regione è in una situazione di emergenza totale &#8211; conclude il presidente della Cna Calabria &#8211; ed è il momento di un serio rilancio per il quale dobbiamo unirci tutti insieme e fare ognuno la propria parte&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ndrangheta-e-pnrr-cugliari-cna-calabria-tavolo-con-regione-e-ascoltiamo-lappello-di-gratteri/">Ndrangheta e Pnrr, Cugliari (Cna Calabria): &#8220;Tavolo con Regione e ascoltiamo l&#8217;appello di Gratteri&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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