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	<title>clinica Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Jan 2026 11:57:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Sanità, Ferdinando Laghi: La copia della cartella clinica deve essere gratuita, lo dice l&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 10:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Ferdinando Laghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ho depositato una proposta di legge che mira a garantire ai cittadini, in modo chiaro e uniforme su tutto il territorio regionale, il rilascio gratuito della documentazione clinica, incluse le cartelle sanitarie, in piena attuazione di quanto stabilito dalla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea con la sentenza C-307/22&#8221;. È quanto dichiara il Consigliere regionale e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Ho depositato una proposta di legge che mira a garantire ai cittadini, in modo chiaro e uniforme su tutto il territorio regionale, il rilascio gratuito della documentazione clinica, incluse le cartelle sanitarie, in piena attuazione di quanto stabilito dalla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea con la sentenza C-307/22&#8221;</em>. È quanto dichiara il Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, firmatario della proposta di legge recante &#8216;Disposizioni in materia di rilascio gratuito della documentazione clinica.</p>
<p><em>&#8220;La Corte di Giustizia – </em>spiega<em> – è stata inequivocabile: ogni cittadino ha diritto a ottenere gratuitamente la prima copia dei propri dati sanitari. Eppure, ancora oggi, in molte strutture sanitarie calabresi, pubbliche e private, vengono applicati tariffari che non hanno alcun fondamento giuridico. Ancora più grave il fatto che ciò avviene anche per il rilascio della documentazione in formato digitale e senza costi reali per l&#8217;ente. Questa proposta di legge nasce per mettere fine a una situazione disomogenea e ingiusta, che penalizza i cittadini e crea confusione. Non è accettabile che un diritto sancito a livello europeo venga applicato in modo discrezionale o, peggio, del tutto disatteso&#8221;.</em><br />
Laghi sottolinea come la proposta valorizzi il fascicolo sanitario elettronico quale dispositivo ordinario di accesso gratuito ai dati sanitari: <em>&#8220;Questo strumento deve diventare il canale principale e permanente per garantire trasparenza, immediatezza e gratuità. Nelle more della sua piena operatività, introduciamo comunque procedure semplici e gratuite tramite PEC, tutelando anche i cittadini non residenti</em>&#8220;.</p>
<p><em>&#8220;Si tratta di una legge di civiltà, che non comporta nuovi oneri per il bilancio regionale, ma che rafforza diritti fondamentali, migliora la trasparenza amministrativa e restituisce ai cittadini il pieno controllo delle proprie informazioni sanitarie. La sanità pubblica deve essere al servizio delle persone, non un ulteriore ostacolo burocratico, magari condito anche da esborsi economici. Con questa iniziativa legislativa – </em>conclude il Segretario Questore <em>– si vuole affermare un principio semplice: i dati sanitari appartengono ai cittadini, non alle strutture che li custodiscono&#8221;.</em></p>
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		<title>Cosenza, 5 sanitari indagati per la morte di Guglielmo Gualtieri durante asportazione della colecisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 14:40:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Guglielmo Gualtieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono sviluppi giudiziari per la morte di Guglielmo Gualtieri, il 40enne deceduto venerdì scorso, durante un intervento per l’asportazione della colecisti, in una clinica privata a Cosenza. La Procura della Repubblica, infatti, ha iscritto nel registro degli indagati cinque sanitari con l&#8217;ipotesi di accusa di omicidio colposo. La Procura, nella figura del Pm, Rossella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono sviluppi giudiziari per la morte di <strong>Guglielmo Gualtieri</strong>, il 40enne deceduto venerdì scorso, durante un intervento per l’asportazione della colecisti, in una clinica privata a Cosenza. La Procura della Repubblica, infatti, ha iscritto nel registro degli indagati cinque sanitari con l&#8217;ipotesi di accusa di omicidio colposo. La Procura, nella figura del Pm,  Rossella Torrusio, stamattina ha dato incarico per l’accertamento autoptico a tre medici legali, Berardo Silvio Cavalcanti, Vannio Vercillo e Bruno Amantea. </p>
<p>I familiari di Guglielmo Gualtieri – che si sono affidati allo studio Giesse risarcimento della sede di Lamezia Terme, che ha reso noto la notizia – hanno a loro volta nominato diversi professionisti tra i quali legali e medici legali che li assisteranno sia durante l’accertamento autoptico, sia nel procedimento penale. </p>
<p>&#8220;I familiari chiedono a gran voce verità e giustizia – sottolineano Mary Paolella e Domenico Mesiano, consulenti di Giesse -. Faremo di tutto per stare al loro fianco in questo momento così tragico. Qualsiasi ipotesi, in questo momento, è prematura ma riponiamo la massima fiducia nel lavoro certosino che sta svolgendo la magistratura&#8221;. </p>
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		<title>Neonata rapita: clinica accusa la mamma. La replica: nessuno ha chiesto a Rosa Vespa scusi lei chi è?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 15:44:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapimento della piccola Sofia, la neonata sottratta da Rosa Vespa mentre si trovava nella clinica Sacro Cuore di Cosenza, si sta trasformando in una disputa legale tra avvocati. La famiglia della neonata ha infatti presentato una diffida contro &#8220;iGreco – Ospedali Riuniti S.r.l.&#8221; per negligenza nella custodia dei pazienti, mentre i legali della stessa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapimento della piccola Sofia, la neonata sottratta da Rosa Vespa mentre si trovava nella clinica Sacro Cuore di Cosenza, si sta trasformando in una disputa legale tra avvocati. La famiglia della neonata ha infatti presentato una diffida contro &#8220;iGreco – Ospedali Riuniti S.r.l.&#8221; per negligenza nella custodia dei pazienti, mentre i legali della stessa struttura ospedaliera del capoluogo calabrese hanno risposto, sottolineando che il rapimento è stato reso possibile dalla &#8220;consegna incauta&#8221; della neonata da parte della madre a Vespa, che si era spacciata per operatrice senza un adeguato identificativo (<em>vedi articolo completo sotto</em>). Questo scambio segna molto probabilmente l&#8217;inizio di un procedimento legale in vista di un possibile processo. La clinica sostiene che la madre biologica di Sofia, appena 36 ore dopo il parto, non si fosse accorta che Rosa Vespa non faceva parte del personale, poiché mancava del cartellino identificativo. La mamma ha quindi consegnato la figlia in una fascia oraria che favoriva l&#8217;accesso di terzi. I legali della clinica hanno imputato alla madre una mancanza di diligenza, mentre altri familiari avevano espresso dubbi sulla consegna della neonata alla falsa infermiera. Gli stessi avvocati della struttura sanitaria hanno anche sottolineato l&#8217;efficacia del sistema di videosorveglianza per ritrovare rapidamente la bambina.</p>
<p>Ora è arrivata la controreplica tramite Fanpage.it da parte dell’avvocata Chiara Penna, legale della mamma della piccola Sofia.<br />
&#8220;La risposta è gravissima perché trasforma la vittima oggettiva nella causa principale dell’accaduto. Mi ricorda chi accusava le vittime di violenza sessuale di essersela cercata per aver indossato la gonna troppo corta.<br />
La mamma è additata come incauta? Pensiamo a cosa sarebbe accaduto se la polizia non li avesse rintracciati grazie alle telecamere di una pasticceria che ha individuato auto e targa all’uscita della clinica. Altro che sistemi di video sorveglianza sofisticati. Avrebbe dovuto esserci una guardia giurata all’ingresso ed all’uscita, oltre che un soggetto preposto a visionare le immagini delle telecamere in tempo reale. Questo e molto altro dicono i protocolli. Si accusa una degente e allo stesso tempo si ammette che una persona sospetta si aggirava indisturbata da giorni nella clinica. C’è poco da commentare oltre. Quasi quasi adesso chiediamo scusa noi per il trambusto creato.</p>
<p>E ancora: Il fatto è uno ed incontrovertibile. Una bambina di 24h è stata portata via da una sconosciuta.<br />
Ciò è stato possibile perché in una casa di cura a pagamento è stato possibile entrare nel flusso dei visitatori, stazionare per giorni nei corridoi, spiare i bambini, avvicinare le degenti, fare sopralluoghi, portare in giro cullette ed uscire con una neonata senza registrare dimissioni. Evidentemente senza che neanche il personale effettivo si accorgesse che un soggetto non degente, per come dicono loro senza il cartellino, senza una presunta divisa, chiedesse informazioni sui neonati ed uscisse rapendone uno.<br />
Forse perché neanche oss, addetti alle pulizie, puericultrici, si conoscono tutti fra loro e non esistono divise canoniche, così come non tutti indossano regolarmente il tesserino di riconoscimento. Quindi Rosa Vespa ha fatto quello che voleva perché nessuno le ha mai chiesto: scusi lei chi è? Però doveva farlo la mia assistita&#8221;.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="NLWuiQbhGt"><p><a href="https://www.calabrianews.it/la-neonata-sofia-rapita-per-colpa-della-mamma-la-consegno-lei-alla-finta-infermiera-rosa-vespa/">&#8220;La neonata Sofia rapita per colpa della mamma, la consegnò lei alla finta infermiera Rosa Vespa&#8221;</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;&#8220;La neonata Sofia rapita per colpa della mamma, la consegnò lei alla finta infermiera Rosa Vespa&#8221;&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/la-neonata-sofia-rapita-per-colpa-della-mamma-la-consegno-lei-alla-finta-infermiera-rosa-vespa/embed/#?secret=Rchrs69qGu#?secret=NLWuiQbhGt" data-secret="NLWuiQbhGt" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/neonata-rapita-clinica-accusa-la-mamma-la-replica-nessuno-ha-chiesto-a-rosa-vespa-scusi-lei-chi-e/">Neonata rapita: clinica accusa la mamma. La replica: nessuno ha chiesto a Rosa Vespa scusi lei chi è?</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>&#8220;La neonata Sofia rapita per colpa della mamma, la consegnò lei alla finta infermiera Rosa Vespa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 17:44:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia della piccola Sofia, la neonata portata via da una donna, Rosa Vespa, che le si era presentata come infermiera ma invece prese la bimba e se la portò a casa, sconvolse tutta l&#8217;Italia: ma due mesi e mezzo dopo, la strategia di difesa della clinica rischia di fare ancora più rumore. I legali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia della piccola Sofia, la neonata portata via da una donna, Rosa Vespa, che le si era presentata come infermiera ma invece prese la bimba e se la portò a casa, sconvolse tutta l&#8217;Italia: ma due mesi e mezzo dopo, la strategia di difesa della clinica rischia di fare ancora più rumore. I legali della struttura, a cui i genitori della neonata avevano mandato una diffida per &#8220;omessa custodia e vigilanza dei pazienti ricoverati&#8221;, sostengono infatti che il rapimento non sia avvenuto per colpa della clinica ma per colpa della mamma.</p>
<p>&#8220;La struttura sanitaria, infatti, ha attuato tutti i protocolli operativi idonei a tutelare la sicurezza dei pazienti, tanto più che la Signora Chiappetta (madre della neonata, ndr), all&#8217;atto dell&#8217;ingresso in struttura, era stata debitamente istruita e resa edotta dalle operatrici, circa la necessità di rivolgersi, in via esclusiva e per qualsivoglia necessità, alla puericultrice assegnata, riconoscibile attraverso divisa e cartellino con foto identificativa, oltre che al personale medico sanitario di riferimento che le veniva puntualmente palesato, del resto coerentemente con gli avvisi presenti all&#8217;interno degli ambienti di ricovero&#8221;. &#8220;Nello specifico &#8211; aggiungono gli avvocati &#8211; costituisce dato inconfutabile la corretta applicazione del protocollo procedurale ad inizio turno che comporta, tra l&#8217;altro, la presentazione delle operatrici nelle stanze delle puerpere ad ogni cambio turno, al fine di rendere compiuta informazione circa i servizi offerti quali: aiuto all&#8217;igiene dei bimbi, supporto all&#8217;alimentazione, consigli pratici sull&#8217;allattamento e sull&#8217;interpretazione dei bisogni del neonato, collaborazione in sinergia con i pediatri e i psicologi e gli altri specialisti della struttura per monitorare la salute e lo sviluppo del bambino, onde assicurare la massima interlocuzione tra paziente e struttura ed un tempestivo intervento in base alle contingenti necessità. Proprio in tale contesto operativo, sono per l&#8217;appunto le puericultrici, in simbiosi con le altre figure medico sanitarie, ad informare le puerpere ed i familiari più stretti presenti in accompagnamento, che per qualsiasi esigenza devono rivolgersi solo agli operatori sanitari della clinica, tutti agevolmente identificabili per i segni distintivi che portano indosso&#8221;.</p>
<p>&#8220;La circostanza di cui sopra &#8211; evidenziano gli avvocati della clinica &#8211; non è minimamente revocabile in dubbio, non soltanto perché altre pazienti presenti in struttura nelle stesse circostanze di tempo e di luogo hanno puntualmente confermato l&#8217;esistenza di protocolli operativi, alle quali, tra l&#8217;altro, le puerpere stesse si sono diligentemente uniformate impedendo che l&#8217;autrice del gesto criminoso potesse impossessarsi di altri neonati, pur avendo tentato di farlo ma essendo stata immediatamente respinta dalle interessate, ma anche e soprattutto perché gli stessi stretti congiunti della Signora Chiappetta si erano ben avveduti della non appartenenza della rapitrice al personale sanitario esprimendo sospetto ed iniziale dissenso circa l&#8217;opportunità di consegnare la bambina alla persona che si era malevolmente offerta di prestare assistenza&#8221;. &#8220;In ossequio ad esigenze di corretta e leale ricostruzione dei fatti, proprio la vostra assistita &#8211; ancora i legali &#8211; avrebbe dovuto riferirvi, infatti, che la di lei genitrice si era fortemente insospettita alla richiesta della rapitrice, e pur tuttavia la puerpera consegnava ugualmente ed incautamente la piccola alla Signora Rosa Vespa (la presunta rapitrice, ndr), sebbene fosse ictu oculi riconoscibile con l&#8217;ordinaria avvedutezza che la figura che le si era presentata in stanza non presentava alcun segno che ne potesse ricondurre l&#8217;appartenenza al personale di struttura. Il dato di cui sopra è ampiamente conclamato, non solo perché raccolto nell&#8217;immediatezza da tutti gli operatori della clinica presenti, quanto più in considerazione delle dichiarazioni rese anche agli organi di informazione, nell&#8217;immediatezza, proprio dagli interessati; dichiarazioni che non lasciano ombra di dubbio alcuno in ordine al fatto che la madre della puerpera Vs assistita si fosse ben avveduta che la sedicente operatrice di struttura tale non potesse essere, a cagione dell&#8217;assenza di segni distintivi&#8221;.<br />
<strong>Il rapimento della neonata</strong><br />
I fatti risalgono allo scorso 21 gennaio, quando Rosa Vespa, vestita da infermiera, rapì la neonata Sofia dicendo alla mamma Valeria Chiappetta che la piccola doveva essere visitata. La mamma si fidò inizialmente di lei, poi capì che c&#8217;era qualcosa che non andava e insieme al marito Federico Cavoto chiamò le forze dell&#8217;ordine: la polizia, grazie anche all&#8217;ausilio delle telecamere di sorveglianza, rintracciò poi la neonata a casa della donna, che aveva simulato una gravidanza affermando di aver avuto un figlio maschio. </p>
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		<title>Cosenza, il papà di Sofia: sembra che la donna ci provasse da giorni, già da venerdì entrata in clinica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-il-papa-di-sofia-sembra-che-la-donna-ci-provasse-da-giorni-gia-da-venerdi-entrata-in-clinica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 19:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da questa clinica purtroppo entra e esce chiunque. Non c&#8217;è nessuno che controlla, non c&#8217;è nessuno né all&#8217;entrata né all&#8217;uscita&#8221;. parole di Federico, il papà di Sofia, la neonata rapita e ritrovata dopo alcune ore a Cosenza. &#8220;Sembra che la donna (Rosa Vespa, ndr) ci provasse già da giorni, perché già da venerdì hanno detto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cosenza-il-papa-di-sofia-sembra-che-la-donna-ci-provasse-da-giorni-gia-da-venerdi-entrata-in-clinica/">Cosenza, il papà di Sofia: sembra che la donna ci provasse da giorni, già da venerdì entrata in clinica</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Da questa clinica purtroppo entra e esce chiunque</strong>. Non c&#8217;è nessuno che controlla, non c&#8217;è nessuno né all&#8217;entrata né all&#8217;uscita&#8221;. parole di<strong> Federico</strong>, il papà di <strong>Sofia</strong>, la neonata rapita e ritrovata dopo alcune ore a Cosenza. &#8220;Sembra che la donna (<em>Rosa Vespa, ndr</em>) ci provasse già da giorni, <strong>perché già da venerdì hanno detto che era entrata in clinica</strong>. Dalle telecamere &#8211; ha aggiunto -si vedeva,<strong> hanno detto che stava qui fuori</strong>&#8220;. Quando la donna è entrata nella stanza &#8211; ha raccontato ancora- eravamo tutti insieme, io, mia moglie, mia suocera e mio figlio. Quando è venuta è stata soprattutto <strong>mia suocera ad avere il sospetto perché non l&#8217;avevamo mai vista</strong>. Lei è entrata dicendo che era <strong>una puericultrice</strong> che doveva pulire la bambina. Noi abbiamo detto che la bambina era stata cambiata e ci ha chiesto se fossero passate più di tre ore. Alla nostra risposta affermativa ci ha detto <strong>&#8216;allora ve la cambio&#8217;</strong>. E noi gliela abbiamo data, non potevamo pensare a tutto il resto. <strong>Sembrava serena, non c&#8217;era nulla di strano</strong>. Quando poi ho visto le immagini della telecamera, all&#8217;inizio ho pensato di tutto, magari questi potevano andare chissà dove con la bambina. <strong>In quel momento ne pensi tante</strong>&#8220;.</p>
<p>Ripercorrendo le fasi della felice conclusione della vicenda, l&#8217;uomo ha detto che prima di ricevere la telefonata con cui gli hanno comunicato il ritrovamento, &#8220;<strong>abbiamo sentito un boato, un urlo</strong>, e tutti quanti che dicevano è stata trovata, è stata trovata. Non pensavamo ad <strong>una soluzione così veloce</strong>. Però gli uomini e le donne delle forze dell&#8217;ordine s<strong>ono stati eccezionali</strong>, sono stati bravissimi, in pochissimo sono riusciti a trovarli. <strong>Sono state però le tre ore più brutte della nostra vita</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Se un giorno mia figlia saprà? <strong>Quando sarà più grande</strong>. Ora &#8211; ha detto Federico &#8211; vogliamo stare tranquilli, sereni e dimenticarci di ieri. Non abbiamo paura che possa accadere di nuovo. <strong>Non era una cosa mirata a noi, alla nostra famiglia.</strong> Quella donna è entrata nella prima stanza che gli è venuta davanti. <strong>Lei già aveva escogitato tutto</strong>. Fingere una gravidanza poi, non lo so, anche in casa, <strong>come hanno fatto a non accorgersi?</strong>&#8220;. E riguardo ai sequestratori della figlia, l&#8217;uomo ha concluso, &#8220;<strong>non voglio né vederli né sentirli</strong>. Di giustizia se ne parlerà poi&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cosenza-il-papa-di-sofia-sembra-che-la-donna-ci-provasse-da-giorni-gia-da-venerdi-entrata-in-clinica/">Cosenza, il papà di Sofia: sembra che la donna ci provasse da giorni, già da venerdì entrata in clinica</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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