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	<title>climatico Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>In Calabria l&#8217;11 e 12 febbraio evento climatico tra i più rari: il report dell&#8217;Arpacal</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:43:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un evento meteo climatico tra i più rari delle serie storiche disponibili, è quello che ha interessato la Calabria tra l’11 e il 20 febbraio 2026. Lo certifica il Report elaborato dai tecnici del Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL che hanno ricostruito la dinamica atmosferica, le quantità di precipitazioni, gli effetti sui corsi d’acqua e i sistema di allertamento attivato durante il maltempo. Si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un evento meteo climatico <strong>tra i più rari delle serie storiche disponibili</strong>, è quello <strong>che ha interessato la Calabria tra l’11 e il 20 febbraio 2026</strong>. Lo certifica il Report elaborato dai tecnici del Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL che hanno ricostruito<strong> la dinamica atmosferica,</strong> le <strong>quantità di precipitazioni</strong>, gli <strong>effetti sui corsi d’acqua </strong>e i sistema di <strong>allertamento</strong> attivato durante il maltempo.<br />
Si è trattato di un episodio meteorologico lungo e articolato, caratterizzato dal passaggio ripetuto di perturbazioni atlantiche che hanno colpito soprattutto il versante tirrenico della regione e le aree interne montuose. Le piogge sono state diffuse e persistenti e, in diverse zone, hanno superato livelli molto elevati nel giro di pochi giorni.<br />
<strong>I dati raccolti dalla rete di monitoraggio regionale mostrano quantitativi di pioggia particolarmente rilevanti</strong>. Il valore più alto è stato registrato a Montalto Uffugo, dove sono caduti <strong>456 millimetri di pioggia durante l’intero evento, quasi il 30% della pioggia che normalmente cade in un intero anno</strong>. Valori molto elevati sono stati registrati anche in altre località: Altilia: 401 mm; Belsito: 391 mm; Domanico: 384 mm; Decollatura: oltre 380 mm.</p>
<p>In molte aree della Calabria tirrenica, dunque, in meno di dieci giorni è caduta la quantità di pioggia che normalmente si accumula in diversi mesi. L’evento è stato caratterizzato non solo da <strong>piogge persistenti</strong> ma anche da <strong>precipitazioni intense concentrate in tempi brevi</strong>. In alcune stazioni le piogge nelle 24 ore hanno raggiunto valori fino a 192 millimetri, mentre le precipitazioni di poche ore hanno superato gli 80 millimetri.<br />
Le analisi statistiche mostrano che alcune di queste precipitazioni rientrano <strong>tra gli eventi più rari delle serie storiche disponibili</strong>: in alcuni casi il cosiddetto tempo di ritorno supera i 70–100 anni, cioè si tratta di fenomeni che hanno probabilità molto basse di verificarsi in un singolo anno.<br />
<strong>Piene dei fiumi e portata record del Crati</strong><br />
Le precipitazioni persistenti hanno determinato una risposta significativa dei bacini idrografici. Il fiume Crati, nella sezione di Sibari, ha registrato una piena particolarmente rilevante: <strong>il livello idrometrico ha superato i 5 metri</strong>, con una portata di circa 663 metri cubi al secondo, il valore più alto mai misurato storicamente in quella sezione.<br />
L’aumento delle portate ha interessato anche altri corsi d’acqua regionali, tra cui <strong>Savuto</strong> e <strong>Corace</strong>, evidenziando gli effetti cumulativi delle precipitazioni prolungate sui bacini idrografici.</p>
<p><strong>Venti intensi e mareggiate</strong><br />
L’evento è stato accompagnato anche da una ventilazione molto sostenuta. In diverse stazioni della rete regionale le raffiche di vento hanno superato i 30 metri al secondo, cioè oltre 110 chilometri orari, con punte fino a 137 km/h registrate nel Reggino. Queste condizioni hanno provocato mareggiate significative lungo la costa tirrenica.<br />
Durante tutto il periodo di maltempo il Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL ha operato in regime di presidio continuo, monitorando l’evoluzione dei fenomeni e supportando il sistema di protezione civile regionale. Nel corso dell’evento sono stati allertati complessivamente <strong>88 Comuni</strong>, con diversi territori che hanno raggiunto livelli operativi di preallarme e allarme a seguito del superamento delle soglie idrometeorologiche.<br />
L’analisi contenuta nel Rapporto evidenzia che non si è trattato di un singolo episodio temporalesco ma di una sequenza di perturbazioni ravvicinate, intervallate da brevi pause. Questa dinamica ha determinato la <strong>progressiva saturazione dei suoli e l’innalzamento dei livelli fluviali</strong>, aumentando il rischio idrogeologico su diverse aree del territorio regionale.<br />
La rete di monitoraggio meteoclimatico regionale ha consentito di controllare in tempo reale l’evoluzione dell’evento e di fornire informazioni tempestive alle istituzioni e al sistema di protezione civile. Il Rapporto completo rappresenta uno strumento di analisi utile per comprendere meglio la dinamica degli eventi meteorologici intensi e per <strong>rafforzare le attività di prevenzione e pianificazione del rischio idrogeologico in Calabria</strong>.</p>
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		<title>Nubifragi, vento forte e neve a bassa quota in arrivo: in Calabria meteo peggiora da giovedì sera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 08:53:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Prima l’Autunno, poi un anticipo di Primavera ed infine il ritorno dell’Inverno con neve in pianura. Le previsioni meteo confermano 4 giorni di ‘rivoluzione’, di movimenti estremi, di ribaltoni bizzarri e in parte inquietanti. Passeremo, in alcune regioni, da temperature massime oltre i 20 gradi alla possibilità di neve in pianura. Lorenzo Tedici, meteorologo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Prima l’Autunno, poi un anticipo di Primavera ed infine il ritorno dell’Inverno con neve in pianura. Le previsioni meteo confermano 4 giorni di ‘rivoluzione’, di movimenti estremi, di ribaltoni bizzarri e in parte inquietanti. Passeremo, in alcune regioni, da temperature massime oltre i 20 gradi alla possibilità di neve in pianura. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, spiega che inizialmente, nelle prossime ore, il tempo sarà prettamente autunnale al Centro-Sud con piogge anche forti sull’Alta Toscana, precipitazioni che non saranno nevose neanche sulle cime più alte degli Appennini; con temperature di 5-6 gradi a 1500 metri, la neve fonderà dando luogo ad un’equazione pericolosa: acqua dal cielo più acqua fusa della neve, uguale attenzione alle piene fluviali tra Liguria, Toscana, Emilia ed Umbria. Nel frattempo al Nord resisterà uno scampolo di inverno con neve sulle Alpi oltre i 600-800 metri e con piogge moderate in pianura.</p>
<p>Attenzione poi nella giornata di oggi ai venti forti meridionali soprattutto al Centro-Sud.<br />
<strong>Giovedì 18 gennaio</strong> segnerà un Anticipo di Primavera in alcune zone italiane, con 25°C in Sicilia, ma con oltre 20°C di massima anche in Puglia e <strong>Calabria</strong>; degni di nota anche i 18 gradi a Chieti a circa 350 metri di quota. A Chieti dai 18 gradi scenderemo a 6°C in 48 ore con la possibilità anche di qualche fiocco di neve nel weekend!<br />
<strong>Venerdì 19</strong>, infatti, è prevista un’irruzione di aria polare in ingresso dalla Porta della Bora: in giornata avremo l’arrivo di venti taglienti sul Nord-Est che porteranno un crollo termico specie verso le adriatiche e possibile neve in serata-notte fino in pianura tra Emilia Romagna e Marche. Sarà un’irruzione che ci riporterà nel pieno Inverno. La terza stagione (Inverno) inizierà venerdì pomeriggio e ci accompagnerà fino a domenica. Durante il weekend sono attesi dei ‘blizzard’, delle bufere di neve, al Centro fino a quote di bassa collina: se la previsione venisse confermata potremmo avere fino a 70 cm di neve fresca sull’Appennino Centrale anche a quote collinari! Una vera tempesta<strong> Sabato 20 gennaio</strong> non è dunque esclusa sulle regioni centrali. <strong>Domenica 21</strong>, infine, il maltempo si attarderà solo al Sud, favorendo ampie schiarite al Centro-Nord con gelate molto intense. Sono previste minime fino a -7°C in pianura al Nord! Ci aspettiamo dunque un periodo di estrema altalena termica, tipico delle aree continentali, con variazione di +15°C/-15°C come se niente fosse; ricordiamo che un clima così ‘ballerino’ è più tipico delle Montagne Rocciose in America, più tipico del Colorado dove a Denver spesso passiamo da 25°C a 0°C: anche la Puglia potrebbe passare da 20°C a 0°C ricordando le continentali Montagne Rocciose.</p>
<p><strong>NEL DETTAGLIO</strong> -Giovedì 18. Al nord: miglioramento temporaneo. Al centro: maltempo sulle tirreniche, caldo anomalo sulle adriatiche. Al sud: tempo instabile con rovesci in Campania ed alta <strong>Calabria</strong>, caldo anomalo su Puglia e Sicilia. Venerdì 19. Al nord: ingresso di aria polare, neve possibile in serata fino in pianura su Emilia Romagna. Al centro: maltempo verso le adriatiche con forti venti in serata. <strong>Al sud: peggioramento marcato dalla sera con crollo termico, venti gelidi e neve fino in collina nella notte</strong>. Tendenza: irruzione di aria artica, neve a bassa quota e crollo termico anche di 10-15°C. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Estate 2023 da record per il caldo. Onu lancia allarme: E&#8217; iniziato il collasso climatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 13:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’estate 2023, secondo l’osservatorio europeo Copernicus, nei mesi di giugno, luglio e agosto ha fatto registrare le temperature medie globali più alte mai misurate. Il 2023 si appresta a diventare con molte probabilità l’anno più caldo della storia. “Il collasso climatico è iniziato”, è l’allarme rilanciato dal Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, impegnato proprio in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’estate 2023, secondo l’osservatorio europeo Copernicus, nei mesi di giugno, luglio e agosto ha fatto registrare le temperature medie globali più alte mai misurate. Il 2023 si appresta a diventare con molte probabilità l’anno più caldo della storia.<br />
“Il collasso climatico è iniziato”, è l’allarme rilanciato dal Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, impegnato proprio in questi giorni nel primo vertice in Africa sul clima, a Nairobi.</p>
<p>Ondate di calore, inondazioni improvvise, incendi e siccità hanno colpito varie parti del mondo, dall’Asia, all’Europa al Nordamerica, in proporzioni drammatiche e spesso senza precedenti per numero di morti e danni alle economie e all’ambiente.<br />
Da giugno ad agosto, l’estate nell’emisfero settentrionale, dove vive la maggioranza della popolazione mondiale, ha fatto registrare una temperatura media globale di 16,77 gradi, comunica il database dell’osservatorio europeo, un record. Era 16 gradi e 48 nel 2019.<br />
Agosto 2023 è stato il più caldo a livello globale e il più caldo di tutti gli altri mesi, a eccezione solo di luglio 2023. Si stima che abbia superato di circa 1.5 gradi la media preindustriale del periodo compreso tra il 1850 e il 1900.</p>
<p>Il 2023 è attualmente al secondo posto tra gli anni più caldi, a soli 0.01 gradi di differenza dal 2016, ma mancano ancora quattro mesi alla fine dell’anno. Anche l’oceano globale ha registrato ad agosto la temperatura superficiale giornaliera più calda mai registrata. Senza una netta inversione di rotta sui gas serra si temono “record climatici continui ed eventi meteorologici estremi sempre più intensi e frequenti” avverte Samantha Burgess, vicedirettrice del Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus.<br />
<em>(Askanews)</em></p>
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