﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>climatica Archivi - Calabria News</title>
	<atom:link href="https://www.calabrianews.it/tag/climatica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.calabrianews.it/tag/climatica/</link>
	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Apr 2026 17:20:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>
	<item>
		<title>Ciclone Erminio: emergenza crisi climatica nel centro sud Italia, 794 eventi estremi in 15 anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ciclone-erminio-emergenza-crisi-climatica-nel-centro-sud-italia-794-eventi-estremi-in-15-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 17:20:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[centro]]></category>
		<category><![CDATA[ciclone]]></category>
		<category><![CDATA[climatica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Erminio]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=373003</guid>

					<description><![CDATA[<p>l centro sud è sempre più vittima della crisi climatica. A denunciarlo è Legambiente che commenta quanto sta accadendo in questi giorni ed ore nel centro sud Italia partendo dai nuovi dati del suo Osservatorio Città Clima. Dal 2011 a fine marzo 2026 nelle regioni adriatiche &#8211; Marche Abruzzo, Molise e Puglia &#8211; e in quelle del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ciclone-erminio-emergenza-crisi-climatica-nel-centro-sud-italia-794-eventi-estremi-in-15-anni/">Ciclone Erminio: emergenza crisi climatica nel centro sud Italia, 794 eventi estremi in 15 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">l centro sud è sempre più vittima della crisi climatica. A denunciarlo è Legambiente che commenta quanto sta accadendo in questi giorni ed ore nel centro sud Italia partendo dai nuovi dati del suo Osservatorio Città Clima. Dal 2011 a fine marzo 2026 nelle regioni adriatiche &#8211; <strong>Marche Abruzzo, Molise e Puglia &#8211; </strong>e in quelle del sud – <strong>Calabria, Sicilia e Sardegna – </strong>ci<strong> </strong>sono stati in tutto <strong>794 gli eventi meteo estremi che hanno causato danni al territorio</strong>. Parliamo di <strong>danni da allagamenti, grandinate, vento, esondazioni, mareggiate, e danni al patrimonio storico. </strong>In queste regioni colpite, in questi giorni da forti perturbazioni dovute dal <strong>ciclone Erminio</strong>, secondo i dati dalla piattaforma IdroGEO di Ispra, la popolazione che abita in aree mappate ad elevato rischio idrogeologico (frane e alluvioni) ammonta a poco più di un milione di persone (1.161.061). Sono invece 420.880 gli edifici censiti in queste aree, 88 mila le imprese e 8.551 i beni culturali a rischio. <strong>Un quadro preoccupante che Legambiente Calabria commenta così.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> <em>&#8220;</em></strong><em>Lo stato di emergenza chiesto per l&#8217;Abruzzo e il Molise e la situazione critica anche in altre regioni della Penisola con fiumi in piena, nevicate record, frane e paesi isolati, il collasso del ponte sul Trigno avvenuto in queste ore e il cedimento di diverse strade in Puglia – dichiara <strong>Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente</strong> &#8211; ci dimostrano ancora una volta quanto l&#8217;Italia sia impreparata ad affrontare, gestire e prevenire la crisi climatica, che di anno in anno diventa sempre più intensa e con effetti sempre più impattanti sui territori, mettendo a rischio la vita delle persone e l&#8217;economia del Paese. Torniamo, dunque, a chiedere al Governo Meloni che si lavori per definire al più presto una <strong>strategia nazionale per la prevenzione </strong>con politiche di mitigazione e adattamento efficaci e non più rimandabili, a partire dallo stanziamento delle risorse per attuare il <strong>PNACC, che ad oggi continua a restare un piano solo sulla carta PNACC e di cui il Governo, dopo la sua approvazione, sembra essersene totalmente dimenticato. </strong>Il nostro Paese non può continuare a rincorrere le emergenze. La crisi climatica dimostra non solo una fragilità dei territori ma anche una crisi infrastrutturale preoccupante su cui bisogna riflettere e prendere delle contromisure. A proposito di ponti crollati, da quello dei Trigno agli altri casi che ci sono già stati nel Paese, chiediamo che venga fatta ricognizione delle infrastrutture del paese con relativo piano di messa in sicurezza recuperando le risorse da quelle stanziate per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Tornando ai dati dell&#8217;Osservatorio Città Clima, citati in apertura, Legambiente aggiunge che a livello territoriale le regioni del sud più colpite da eventi meteo estremi dal 2011 a fine marzo 2026 sono state: la <strong>Sicilia con 270</strong> eventi meteo registrati, seguita da <strong>Puglia con 168 </strong>e <strong>Calabria con 126</strong>. Seguono <strong>Marche con 107</strong> eventi meteo estremi,<strong> Sardegna con 70, Abruzzo</strong> <strong>con 42</strong> e <strong>Molise 11. </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ciclone-erminio-emergenza-crisi-climatica-nel-centro-sud-italia-794-eventi-estremi-in-15-anni/">Ciclone Erminio: emergenza crisi climatica nel centro sud Italia, 794 eventi estremi in 15 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Indice di vivibilità climatica: Reggio da record per notti tropicali, Crotone per ondate di calore</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indice-di-vivibilita-climatica-reggio-da-record-per-notti-tropicali-crotone-per-ondate-di-calore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2025 07:15:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[calore]]></category>
		<category><![CDATA[climatica]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[indice]]></category>
		<category><![CDATA[notti]]></category>
		<category><![CDATA[ondate]]></category>
		<category><![CDATA[reggio]]></category>
		<category><![CDATA[TROPICALI]]></category>
		<category><![CDATA[vivibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=310646</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Sud sale sul podio delle città italiane dove nel 2024 c&#8217;è stato il clima migliore. Al primo posto c&#8217;è Cagliari, al secondo Napoli, medaglia di bronzo a Salerno, Brindisi e Agrigento nelle due posizioni successive. Catanzaro, Reggio e Vibo occupano in classifica l’ottavo, il nono e il decimo posto. Per incontrare Crotone bisogna scorrere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/indice-di-vivibilita-climatica-reggio-da-record-per-notti-tropicali-crotone-per-ondate-di-calore/">Indice di vivibilità climatica: Reggio da record per notti tropicali, Crotone per ondate di calore</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sud sale sul podio delle città italiane dove nel 2024 c&#8217;è stato il clima migliore. Al primo posto c&#8217;è Cagliari, al secondo Napoli, medaglia di bronzo a Salerno, Brindisi e Agrigento nelle due posizioni successive. <strong>Catanzaro, Reggio e Vibo</strong> occupano in classifica l’ottavo, il nono e il decimo posto. Per incontrare <strong>Crotone</strong> bisogna scorrere fino al quindicesimo, male<strong> Cosenza</strong>, 105esima, seguita solo da Bolzano, Vicenza e Brescia. È il responso della quarta edizione dell’<strong>Indice di vivibilità climatica</strong> del <em>Corriere della Sera</em> in collaborazione con <strong>iLMeteo.it</strong> che ha preso in considerazione i capoluoghi di provincia italiani.</p>
<p>Tra una serie di dati scontati ce n&#8217;è qualcuno inaspettato. A <strong>Reggio Calabria</strong>, nonostante l&#8217;affaccio sullo Stretto, va il <strong>primato per le notti tropicali</strong>, cioè quelle con temperature mai sotto i 20 gradi (se ne sono registrate 129).<br />
Scorrendo i numeri, emerge che <strong>Crotone</strong> è <strong>prima per ondate di calore</strong> (in quarta e quinta posizione Ragusa e Caltanissetta), <strong>Cosenza</strong> <strong>la più soleggiata d&#8217;Italia</strong> (seguita da Siracusa, Ragusa, Agrigento e Catanzaro), Siracusa non ha rivali per temperatura percepita (seconda è Cosenza, quinta Palermo). Per quanto riguarda la <strong>siccità</strong>, medaglia d&#8217;argento a <strong>Catanzaro</strong> (dalla terza alla quinta posizione si piazzano Enna, Reggio e Siracusa). Per il caldo africano più intenso vedi Caltanissetta (la città siciliana è terza assoluta), Enna e Cosenza rispettivamente terza e quarta per escursione termica. Per <strong>raffiche di vento Reggio non ha rivali</strong>, Messina è solo terza, quinta Catanzaro. L&#8217;indice che misura la brezza estiva dice che va bene a Catanzaro, Reggio e Trapani. Mentre nella misurazione del comfort <strong>in fatto di umidità Crotone</strong> cede il posto solo a Salerno.</p>
<p>«Le città del Sud sul mare hanno beneficiato della brezza estiva e di pochi giorni di pioggia &#8211; spiega sul Corriere della Sera Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it -. Il Nord è stato penalizzato dagli eventi estremi e dalle abbondanti precipitazioni. L’eccesso di caldo estivo ha fatto precipitare nella classifica le città della Pianura Padana, con Brescia in ultima posizione. Le grandinate e alluvioni, inoltre, hanno molto penalizzato il risultato del Nord».<br />
Per ognuno dei capoluoghi di provincia sono stati confrontati 17 parametri, ora dopo ora, giorno per giorno, a partire dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2024, anche grazie all’aiuto dell’intelligenza artificiale . In tutto sono stati analizzati oltre 402 milioni di dati. «Al Nord è stato un anno estremamente umido, a Milano ci sono state 111 giornate di pioggia con il 58% di precipitazioni in più. Da febbraio a metà aprile sono caduti 420 millimetri di pioggia, record dal 1776», illustra Mattia Gussoni, meteorologo di iLMeteo.it. Il dato delle regioni settentrionali è interessante perché il 2022 fu estremamente siccitoso. Si è passati in breve tempo da un anno con 400 mm di pioggia a uno con 1.600 mm.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/indice-di-vivibilita-climatica-reggio-da-record-per-notti-tropicali-crotone-per-ondate-di-calore/">Indice di vivibilità climatica: Reggio da record per notti tropicali, Crotone per ondate di calore</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allarme allergie, con la crisi climatica durano 45 giorni in più. Ecco il decalogo anti starnuto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/allarme-allergie-con-la-crisi-climatica-durano-45-giorni-in-piu-ecco-il-decalogo-anti-starnuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
		<category><![CDATA[climatica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[decalogo]]></category>
		<category><![CDATA[starnuto]]></category>
		<category><![CDATA[ultimora]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/allarme-allergie-con-la-crisi-climatica-durano-45-giorni-in-piu-ecco-il-decalogo-anti-starnuto/</guid>

					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Allarme allergie nell&#8217;era del riscaldamento globale. Bastano 10 giorni in più senza gelo d&#8217;inverno per allungare di oltre 1 mese e mezzo la stagione dei pollini: inizia 25 giorni prima in primavera e si allunga di altri 20 in autunno. Totale 45 giorni in più di occhi rossi, naso che cola, starnuti e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/allarme-allergie-con-la-crisi-climatica-durano-45-giorni-in-piu-ecco-il-decalogo-anti-starnuto/">Allarme allergie, con la crisi climatica durano 45 giorni in più. Ecco il decalogo anti starnuto</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Allarme allergie nell&#8217;era del riscaldamento globale. Bastano 10 giorni in più senza gelo d&#8217;inverno per allungare di oltre 1 mese e mezzo la stagione dei pollini: inizia 25 giorni prima in primavera e si allunga di altri 20 in autunno. Totale 45 giorni in più di occhi rossi, naso che cola, starnuti e infiammazione. Sintomi che si prospettano più duraturi e peggiori per gli oltre 10 milioni di italiani allergici e in particolare per bambini asmatici, che in Italia sono 1 su 5, e per gli anziani con problemi respiratori che sono quasi altrettanti (il 17% degli over 65). Tra questi senior più fragili si rischia addirittura un raddoppio della mortalità, fino a un +116%. Invitano a prepararsi gli esperti della Società italiana di allergologia e immunologia clinica (Siaaic), in occasione del congresso &#8216;Libero respiro&#8217; in corso a Cetara, Salerno, e alla vigilia della 18esima Giornata nazionale del polline promossa dalla Società italiana di aerobiologia, medicina e ambiente (Siama), in calendario il 21 marzo.  Nel 2023 &#8211; spiegano gli allergologi Siaaic &#8211; in Italia si sono registrati 10 giorni senza gelo in più rispetto alla media del trentennio 1991-2020, un dato che colloca il 2023 al terzo posto tra gli anni con il minor numero medio di giorni di gelo dell&#8217;intera serie storica. A evidenziare il valore è l&#8217;indicatore &#8216;Giorni con gelo&#8217; della banca dati Indicatori ambientali dell&#8217;Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che misura il numero dei giorni in cui la temperatura minima dell&#8217;aria scende sotto gli 0°C, un parametro chiaro per monitorare l&#8217;evoluzione del clima e i suoi effetti, soprattutto per la salute respiratoria. &#8220;Alla luce dell&#8217;aumento delle giornate senza gelo, che sottolinea l&#8217;impatto crescente del riscaldamento climatico, si registra un trend tutt&#8217;altro che rassicurante di stravolgimento del calendario dei pollini &#8211; afferma Vincenzo Patella, presidente della Siaaic e direttore dell&#8217;Uoc di Medicina interna dell&#8217;azienda sanitaria di Salerno &#8211; Meno giorni con temperature sottozero danno più tempo alle piante di crescere e rilasciare i pollini che provocano allergie. Non solo anticipando la pollinazione primaverile di 25 giorni, ma anche prolungando quella autunnale di quasi 3 settimane, con un aumento complessivo della durata della stagione dei pollini di oltre 1 mese e mezzo e un rilascio di carico pollinico sempre più abbondante&#8221;.</p>
<p>&#8220;A causa del riscaldamento globale &#8211; prosegue lo specialista &#8211; la stagione critica per le allergie è dunque destinata a diventare sempre più lunga e massiccia, con il risultato che i sintomi sono peggiori e più duraturi per gli oltre 10 milioni di italiani che soffrono di allergie, costretti a protrarre le terapie nel tempo&#8221;. Lo conferma anche un&#8217;analisi diffusa 2 settimane fa negli Usa dall&#8217;organizzazione Climate Central, che ha valutato l&#8217;andamento delle temperature in 198 città americane per vedere come è cambiata la durata della stagione senza gelo dal 1970 al 2024. L&#8217;indagine ha rilevato che 172 città hanno registrato una media di 20 giorni in meno senza gelo rispetto al 1970, contribuendo ad anticipare e allungare la stagione dei pollini, con conseguenze più gravi per milioni di statunitensi. &#8220;Il cambiamento climatico rende la stagione dei pollini non solo più lunga, ma anche più intensa a causa dell&#8217;inquinamento che intrappola il calore &#8211; illustra Patella -. Livelli più elevati di CO2 nell&#8217;aria possono aumentare la produzione di pollini nelle piante, in particolare nelle graminacee e nell&#8217;ambrosia. A causa dei persistenti elevati tassi di inquinamento da anidride carbonica, secondo una ricerca americana del 2022, alla fine del secolo l&#8217;aumento della produzione di pollini potrebbe arrivare fino al 200%&#8221;. Stagioni polliniche più lunghe e intense &#8211; avverte la Siaaic &#8211; possono avere gravi conseguenze per le persone più vulnerabili, soprattutto i bambini affetti da asma, ma soprattutto gli anziani con malattie respiratorie, in costante aumento. E&#8217; quanto emerge da uno studio pubblicato a metà gennaio su &#8216;BMC Public Health&#8217;, che ha analizzato il legame tra pollini e mortalità tra gli anziani correlata a problemi respiratori. Valutando oltre 127mila decessi registrati in Michigan tra gennaio 2006 e dicembre 2017, i ricercatori hanno esaminato 4 tipi di polline: di alberi decidui (cioè che perdono le foglie, come acero, betulla e pioppo), di sempreverdi, di graminacee e di ambrosia. &#8220;Utilizzando modelli informatici avanzati &#8211; riferisce Patella &#8211; gli autori hanno osservato come livelli elevati di polline, dopo 7 giorni di esposizione, fossero correlati a un aumento dei tassi di mortalità negli anziani con problemi respiratori preesistenti. I risultati della ricerca hanno mostrato infatti che alti livelli di polline di alberi decidui e graminacee si associano a un rischio dell&#8217;81% più alto di mortalità per tutte le cause respiratorie croniche, dopo 7 giorni di esposizione. Gli autori hanno inoltre rilevato che livelli elevati di polline di ambrosia sono collegati, dopo una settimana di esposizione, a un forte aumento, pari al 107%, della mortalità per Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e del 116% per tutte le altre malattie respiratorie croniche. Non è stato osservato invece alcun collegamento tra i vari tipi di polline e la mortalità per cause respiratorie infettive&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questi dati &#8211; conclude il presidente Siaaic &#8211; suggeriscono che l&#8217;aumento delle temperature e l&#8217;allungamento della stagione dei pollini potrebbe avere un peso sempre maggiore per la mortalità respiratoria tra gli over 65&#8221;. I benefici del verde pubblico per la salute sono tanti e dimostrati dalla scienza. Aiuole e giardini, però, hanno anche un &#8216;effetto collaterale&#8217; che con il cambiamento climatico esplode prima in primavera e prosegue più a lungo in autunno: le allergie. Ma avere città verdi a prova di starnuti è possibile, assicurano ancora gli esperti della Società italiana di allergologia e immunologia clinica. In occasione del congresso &#8216;Libero respiro&#8217;, gli allergologi hanno quindi messo a punto un decalogo per parchi &#8216;anallergici&#8217;.  &#8220;Oltre a ridurre al minimo l&#8217;esposizione, controllando i report locali sulla qualità dell&#8217;aria prima di uscire e limitando il tempo trascorso all&#8217;aperto, e a utilizzare filtri per purificare l&#8217;aria negli spazi abitativi, fondamentale è anche la gestione del verde pubblico per la riduzione della quantità dei pollini&#8221;, afferma Vincenzo Patella, direttore dell&#8217;Uoc di Medicina interna dell&#8217;azienda sanitaria di Salerno e presidente della Siaaic. Per questo la società scientifica ha redatto il decalogo &#8216;Allergy safe tree&#8217;, nell&#8217;ambito di una campagna di prevenzione per la riduzione della quantità di polline nell&#8217;aria senza rinunciare al verde pubblico. &#8220;Tra i punti chiave &#8211; rimarca Patella &#8211; preferire piante che affidano agli insetti l&#8217;impollinazione e producono minori quantità di polline, ed evitare alberi come betulla, cipresso e ulivo; predisporre la falciatura e gestione del verde nelle ore notturne e nelle giornate poco ventilate; effettuare la potatura delle siepi prima della fioritura e prima del rilascio del polline&#8221;. Esistono piante più a rischio allergia? In Italia sono betulla, graminacee, artemisia, nocciolo, cipresso, ulivo, ambrosia e parietaria, elenca la Siaaic che suggerisce alle amministrazioni pubbliche &#8220;10 semplici soluzioni per difendere la popolazione dalle allergie da pollinosi come l&#8217;asma, la rinite e la congiuntivite&#8221;. Eccole: 1) Preferire piante entomofile, che affidano agli insetti l&#8217;impollinazione e producono minori quantità di polline, a quelle anemofile che affidano al vento la propagazione del polline (evitare alberi come betulla, cipresso e ulivo); 2) Mettere a dimora alberi e arbusti che fioriscono in estate o inverno e non in primavera per avere un impatto minore (ad esempio gelsomino nudiflorum, camelia, erica, liburno); 3) Effettuare la potatura delle siepi prima della fioritura e prima della emissione del polline; 4) Falciare i prati prima della fioritura e della emissione del polline; 5) Seguire il calendario pollinico per praticare gli sfalci delle graminacee che sono altamente allergeniche; 6) Diserbare le aree endemiche per l&#8217;ambrosia (area padana); 7) Predisporre la falciatura e gestione del verde nelle ore notturne e nelle giornate poco ventilate; 8) Bonificare i luoghi di aggregazione da specie arboree, arbustive e prative allergizzanti; 9) Bonificare i luoghi pubblici da piante responsabili di dermatiti allergiche (asteracee tipo margherite e crisantemi, piante urticacee tipo ortica e parietaria, piante euforbiacee tipo stelle di natale); 10) consultare le mappe delle aree climatiche per il monitoraggio delle concentrazioni dei pollini prima di predisporre eventi pubblici.  &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/allarme-allergie-con-la-crisi-climatica-durano-45-giorni-in-piu-ecco-il-decalogo-anti-starnuto/">Allarme allergie, con la crisi climatica durano 45 giorni in più. Ecco il decalogo anti starnuto</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo della Calabria nella sfida energetica e climatica: concluso primo Forum Energia di Legambiente</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-ruolo-della-calabria-nella-sfida-energetica-e-climatica-concluso-primo-forum-energia-di-legambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 11:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[climatica]]></category>
		<category><![CDATA[energetica]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[sfida]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=300542</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Università della Calabria ha ospitato la prima edizione del Forum Energia di Legambiente Calabria, un evento che ha visto la partecipazione del presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani. Organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell&#8217;Unical, il forum ha esplorato il ruolo fondamentale delle fonti rinnovabili, sia nella lotta alla crisi climatica che nello sviluppo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-ruolo-della-calabria-nella-sfida-energetica-e-climatica-concluso-primo-forum-energia-di-legambiente/">Il ruolo della Calabria nella sfida energetica e climatica: concluso primo Forum Energia di Legambiente</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">L&#8217;Università della Calabria ha ospitato la prima edizione del Forum Energia di Legambiente Calabria, un evento che ha visto la partecipazione del <strong>presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.</strong> Organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell&#8217;Unical, il forum ha esplorato il ruolo fondamentale delle fonti rinnovabili, sia nella lotta alla crisi climatica che nello sviluppo sostenibile della regione, con la creazione di nuove opportunità di lavoro. Nel pomeriggio, all&#8217;interno della campagna #perunsaltodiclasse, si è tenuta la Tavola Rotonda &#8220;Edilizia: cercasi politiche per raggiungere gli obiettivi europei&#8221;, focalizzata sulla crisi climatica nel settore edilizio e sulle strategie di innovazione sostenibile. Nel corso del Forum sono stati presentati, anche attraverso l&#8217;installazione di due mostre, i progetti <strong>&#8220;Calabria al Centro del Mediterraneo&#8221;,</strong> cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Calabria, sui cambiamenti climatici, CUP J58D22000410001 e <strong>&#8220;#perunsaltodiclasse&#8221;</strong> di Kyoto Club e Legambiente su Materiali innovativi e sostenibili per l&#8217;edilizia, progetto ECF G-2410-6911. Legambiente Calabria, attraverso l&#8217;organizzazione dell&#8217;evento, ha voluto attivare un <strong>confronto necessario tra le istituzioni, le imprese ed il mondo della ricerca ed i cittadini,</strong> sui temi della transizione ecologica e sull&#8217;esigenza di intervenire celermente. La crisi climatica rappresenta una grave minaccia da affrontare con decisione per come reso evidente dai dati del dossier &#8220;Città Clima&#8221; di Legambiente: dal 2010 ad oggi la Calabria è stata colpita da ben 110 eventi climatici estremi caratterizzate da temperature elevate e condizioni aride seguite da precipitazioni alluvionali con gravi ricadute sulle popolazioni ed impatti enormi sull&#8217;agricoltura, sui territori, sull&#8217;economia. Allo stesso tempo, affrontare la crisi climatica rappresenta anche un&#8217;importante occasione per intervenire in positivo su un modello di società e di economia che sta portando l&#8217;intero Pianeta all&#8217;esaurimento delle proprie risorse.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;Italia, per rispettare gli impegni fissati dall&#8217;Europa, deve tagliare in maniera veloce e drastica i consumi di tutti i combustibili fossili.  La transizione energetica sta avanzando: il settore nel 2024 ha raggiunto una produzione di elettricità da rinnovabili del 41,2% di copertura del fabbisogno annuale (dati Terna). Un progresso evidente nonostante i tanti ostacoli non tecnologici tra i quali gli iter troppo lenti delle autorizzazioni degli impianti a fonti rinnovabili, il DL agricoltura che vieta in modo indiscriminato il fotovoltaico a terra nelle aree agricole o il decreto aree idonee che delega totalmente le Regioni a individuare le aree idonee allo sviluppo delle rinnovabili. Ed ancora le scelte anacronistiche del Governo sulla realizzazione di nuovi rigassificatori – come quello di Gioia Tauro fortemente contrastato da Legambiente- o su un insensato ritorno al nucleare, la forma di energia più costosa secondo i dati dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia. Senza dimenticare la totale assenza di politiche di efficienza energetica e riqualificazione energetica degli edifici, tra gli strumenti più importanti per ridurre da subito bollette e garantire il diritto all&#8217;energia anche per le oltre 4 milioni di famiglie che oggi vivono in povertà energetica.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Anche in Calabria c&#8217;è una crescita continua ma lenta delle fonti rinnovabili</strong> con un valore positivo determinato soprattutto dal solare fotovoltaico seguito dal comparto delle bioenergie e dal settore eolico ed idroelettrico. Tuttavia, sul totale della produzione di energia elettrica la nostra regione si dimostra dipendente dalle fonti di energia fossile. Infatti, sul totale dei GWh elettrici totali prodotti, attualmente solo il 35,6 % è direttamente proveniente da fonti rinnovabili. <em>&#8220;I prossimi anni dovranno essere caratterizzati da una importante accelerazione nelle installazioni delle fonti rinnovabili se la Calabria vuole raggiungere gli obiettivi climatici&#8221; </em><strong>affermano Stefano Ciafani ed Anna Parretta, rispettivamente presidente nazionale e regionale di Legambiente. </strong><em>&#8220;L&#8217;analisi dei dati e le prospettive sono state poste in luce in un documento curato dal gruppo energia dell&#8217;associazione che ha evidenziato, attraverso i numeri, l&#8217;attuale forte dipendenza della Calabria dalle fonti fossili, ma anche il ruolo di hub energetico che la Regione può continuare a svolgere ma che deve essere rafforzato proprio grazie alle rinnovabili. Come messo in evidenza nel corso dei lavori, infatti, nella nostra regione ci sono tutti i potenziali possibili – dal solare alle biomasse, dall&#8217;idroelettrico all&#8217;eolico -. La transizione ecologica, a partire dalle energie rinnovabili, rappresenta per la Calabria-una terra dalla quale si continua ad emigrare per carenza di prospettive- una grande occasione di creare occupazione e sviluppo sostenibile che la regione non può permettersi di perdere. La sfida è alta ma esistono anche qui , competenze, conoscenze, risorse umane e materiali per poterla vincere&#8221;. </em>È essenziale, realizzare, sul territorio regionale, con un&#8217;adeguata programmazione, gli impianti a fonti rinnovabili, i grandi impianti industriali come le comunità energetiche, sviluppare l&#8217;eolico a terra e offshore, il fotovoltaico sui tetti e a terra puntando non solo sulle aree già compromesse (discariche, cave, etc) ma anche aree industriali e agricole non produttive. Senza dimenticare l&#8217;agrivoltaico, la produzione di biogas e biometano, l&#8217;idroelettrico e l&#8217;idrogeno verde. Legambiente chiede quindi alla Regione Calabria maggiore determinazione e capacità di visione sia nella redazione del piano energetico regionale che con la regolamentazione sulle aree idonee con l&#8217;adozione di una strategia unitaria che coordini i vari progetti e piani di sviluppo ed abbia con procedure certe, celeri, trasparenti e sostenibili supportate nei territori da percorsi di informazione, partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini.</p>
<p style="font-weight: 400;">Basti pensare che, per contribuire alla decarbonizzazione del sistema elettrico entro il 2035, seguendo l&#8217;esempio della Germania, la Calabria dovrebbe raggiungere almeno 7.139,2 MW di potenza complessiva. Numeri ben superiori rispetto a quelli oggi indicati dal Decreto Aree Idonee, che per la nostra Regione indica un valore complessivo al 2030 di 3.173 MW. La Calabria tra il 2021 e il 2024 ha realizzato 386 MW, pari al 12,2% dell&#8217;obiettivo finale con un deficit di installazioni, pari a 163 MW, rispetto agli obiettivi intermedi definiti al 2024. Per recuperare il gap la Calabria dovrebbe quindi realizzare, nei prossimi 6 anni, almeno 2.787 MW di nuova potenza, pari a una media di 464,5 MW l&#8217;anno, accelerando moltissimo il ritmo di realizzazione di impianti a fonti rinnovabili. Se la Calabria continuerà al ritmo attuale, accumulerà un <strong>inaccettabile ritardo </strong>di oltre vent&#8217;anni sugli obiettivi. Non solo, ma per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione è fondamentale anche avviare <strong>serie politiche di efficienza energetica degli edifici esistenti,</strong> in grado non solo di ridurre la dipendenza dal gas del settore edilizio, che ad oggi consuma quasi la metà del gas fossile utilizzato nel nostro Paese, ma anche di aiutare le famiglie a ridurre i costi in bolletta, tema più che mai attuale e sul quale il Governo sta riproponendo vecchie e inutili misure come il nucleare. L&#8217;Italia nei prossimi mesi dovrà non solo mettere in campo un piano per raggiungere gli obiettivi dettati dalla direttiva EPBD, conosciuta anche come direttiva Case Green, ma anche un piano per decidere come utilizzare le risorse messe a disposizione nel Climate Social Found, e di cui ad oggi ancora non si hanno notizie. Queste due direttive sono e saranno molto rilevanti  per aiutare famiglie e imprese ed è fondamentale che anche le regioni, insieme ai Comuni,  giochino il loro ruolo. I lavori sono iniziati con i saluti istituzionali da parte dei padroni di casa, il Prof. Vittorio <strong>Ferraro,</strong> delegato del Rettore per l&#8217;Energia e il Prof. Riccardo <strong>Cristofaro Barberi</strong>, Direttore del Dipartimento di Fisica Unical.  Dopo l&#8217;introduzione di Anna <strong>Parretta,</strong> presidente regionale di Legambiente, gli interventi dei relatori si sono articolati in più sessioni con la moderazione di Katiuscia <strong>Eroe</strong>, responsabile energia di Legambiente Nazionale. Il tema dell'&#8221;Energia rinnovabile al centro del Mediterraneo&#8221; è stato affrontato da Simona <strong>De Iuliis</strong> di ENEA; Emilio <strong>Sani</strong>, Consigliere Italia Solare; Attilio <strong>Piattelli</strong>, Presidente Coordinamento Free – Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica; Simone <strong>Togni</strong>, Presidente ANEV e dal Prof. Giuseppe <strong>Mendicino </strong>dell&#8217;Unical. Per la Regione Calabria era presente Marco <strong>Merante</strong>, dirigente del Settore &#8220;Infrastrutture energetiche- Fonti rinnovabili e non rinnovabili – Attività estrattive&#8221; che ha illustrato le linee guida del piano energetico regionale in corso di redazione.  Il Prof. Francesco Luca <strong>Basile</strong>, dell&#8217;Alma Mater Studiorum di Bologna e delegato IT &#8211; Horizon Europe per Clima, energia e mobilità ed il Prof. Raffaele <strong>Agostino</strong> dell&#8217;Unical hanno focalizzato i punti salienti della seconda sessione: &#8220;Il futuro della Calabria passa dall&#8217;energia&#8221;. &#8220;Il ruolo dell&#8217;agrivoltaico&#8221;, oggetto della terza sessione ha visto gli interventi dell&#8217;assessore all&#8217;agricoltura della Regione Calabria, Gianluca <strong>Gallo</strong> e di Alessandra <strong>Scognamiglio</strong>, Enea- Presidente AIAS – Associazione Italiana Agrivoltaico Sostenibile. Le conclusioni della mattinata sono state tratte da Stefano Ciafani, Presidente Legambiente Nazionale. Nel pomeriggio l&#8217;incontro è proseguito con la Tavola rotonda &#8220;Edilizia: cercasi politiche per raggiungere gli obiettivi europei&#8221;, moderata da Anna Parretta, con la partecipazione di Francesco <strong>Ferrante</strong> vice-presidente del Kyoto Club, Roberto <strong>Rugna</strong>, Presidente Ance Calabria; Salvatore <strong>Le Pera</strong>, Presidente Anaci Cosenza; Valentina <strong>Marino</strong> di Green Building Council, terminata con conclusioni di Katiuscia Eroe, responsabile energia Legambiente Nazionale.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-300544" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/sala-forum-300x163.jpeg" alt="" width="640" height="348" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/sala-forum-300x163.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/sala-forum-768x418.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/sala-forum-772x420.jpeg 772w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/sala-forum-696x379.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/sala-forum.jpeg 895w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-300545" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/foto-gruppo-forum-300x161.jpeg" alt="" width="639" height="343" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/foto-gruppo-forum-300x161.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/foto-gruppo-forum-768x411.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/foto-gruppo-forum-784x420.jpeg 784w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/foto-gruppo-forum-696x373.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/foto-gruppo-forum.jpeg 898w" sizes="(max-width: 639px) 100vw, 639px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-ruolo-della-calabria-nella-sfida-energetica-e-climatica-concluso-primo-forum-energia-di-legambiente/">Il ruolo della Calabria nella sfida energetica e climatica: concluso primo Forum Energia di Legambiente</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
