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	<title>cinema Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Apr 2026 16:43:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Addio a Mario Adorf, calabrese di origine e gigante del cinema europeo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/addio-a-mario-adorf-calabrese-di-origine-e-gigante-del-cinema-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 07:50:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È morto all&#8217;età di 95 anni Mario Adorf, uno dei più grandi interpreti del cinema e della televisione del dopoguerra, profondamente legato anche alle sue radici italiane e calabresi. L&#8217;attore si è spento l&#8217;8 aprile 2026 nella sua abitazione di Parigi, dove viveva da tempo, dopo una breve malattia. La notizia è stata confermata dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È morto all&#8217;età di 95 anni <strong>Mario Adorf</strong>, uno dei più grandi interpreti del cinema e della televisione del dopoguerra, profondamente legato anche alle sue radici italiane e calabresi. L&#8217;attore si è spento l&#8217;8 aprile 2026 nella sua abitazione di Parigi, dove viveva da tempo, dopo una breve malattia. La notizia è stata confermata dal suo manager, su indicazione della famiglia. Secondo quanto riferito, Adorf si è addormentato serenamente nella sua casa parigina accanto alla moglie Monique. Nato a Zurigo l&#8217;8 settembre 1930 da madre tedesca Alice Adorf, <strong>infermiera</strong> nel reparto di radiologia che a <strong>Siderno</strong>, in provincia di Reggio Calabria in Italia, conobbe il <strong>chirurgo calabrese Matteo Menniti</strong>, che era già sposato. Adorf ha sempre rappresentato un ponte culturale tra il Nord e il Sud dell&#8217;Europa, le sue origini hanno contribuito a radicare nell&#8217;attore un forte senso di appartenenza all`Italia, che Adorf ha spesso rivendicato con orgoglio nel corso della sua vita.</p>
<p>Cresciuto in Germania, a Mayen, ha mantenuto per tutta la carriera un legame profondo con le proprie radici, pur affermandosi come figura centrale del cinema europeo. La sua carriera, lunga oltre settant&#8217;anni, conta più di 200 tra film e produzioni televisive. Dotato di una presenza scenica intensa e di una voce inconfondibile, Adorf si è distinto per la capacità di interpretare personaggi complessi, spesso ambigui o controversi: criminali, uomini di potere, figure segnate da contraddizioni profonde, che riusciva a rendere autentiche e umane. Tra le sue interpretazioni più celebri figurano ruoli in opere come Il tamburo di latta, Winnetou I e nella serie televisiva Kir Royal, che hanno contribuito a consolidarne la fama ben oltre i confini nazionali. Dopo alcune parti minori, il ruolo che lo fa emergere è quello del killer psicopatico nel film di Robert Siodmak, Ordine segreto del III Reich, il cui successo fa sì che ad Adorf siano negli anni a venire affidati prevalentemente ruoli drammatici e/o da villain. Nel 1961 Adorf, oltre a debuttare nel cinema francese con La spia del secolo di Yves Ciampi, esordisce in una produzione italiana nel film A cavallo della tigre di Luigi Comencini, dove interpreta il violento Tagliabue; nonostante l&#8217;insuccesso economico del film, il ruolo apre ad Adorf le porte di Cinecittà, in cui l&#8217;attore sarà una presenza estremamente ricorrente fino agli anni 2000.</p>
<p>Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con alcuni dei più importanti registi europei, spaziando tra cinema d&#8217;autore e produzioni popolari, dimostrando una versatilità rara. Non solo attore, ma anche autore e interprete teatrale, Adorf ha incarnato l&#8217;idea di artista completo, capace di rinnovarsi continuamente senza mai perdere la propria identità. Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della vita, tra cui importanti premi cinematografici e onorificenze come il Bundesverdienstkreuz, a testimonianza del suo contributo alla cultura europea. La sua città adottiva e quella d&#8217;origine lo hanno celebrato in più occasioni, riconoscendone il valore umano e artistico. Alla notizia della sua scomparsa, il mondo della cultura e della politica ha reso omaggio a una figura considerata unanimemente un gigante del cinema. Il suo carisma, la sua intensità interpretativa e la sua capacità di attraversare epoche e generi restano un punto di riferimento per generazioni di attori. Con la morte di Mario Adorf scompare una delle ultime grandi icone del cinema europeo del Novecento. Rimane però un&#8217;eredità artistica vasta e duratura, fatta di interpretazioni memorabili e di una presenza scenica capace di lasciare un segno profondo nella memoria collettiva.</p>
<p><em>DPV-Silvestro Parise</em></p>
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		<title>Al via da oggi a Lamezia il corso gratuito di produzione per il cinema e l&#8217;audiovisivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 10:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parte oggi il nuovo Corso gratuito promosso da Calabria Film Commission e Anica Academy ETS, che confermano la loro collaborazione e la comune volontà di sviluppare un&#8217;Industry dell&#8217;audiovisivo sul territorio calabrese capace di attrarre produzioni di rilievo nazionale e internazionale e di investire su giovani e professionisti. Sono, infatti, iniziate le lezioni del Corso di Produzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Parte oggi il nuovo Corso gratuito promosso da Calabria Film Commission e Anica Academy ETS, che confermano la loro collaborazione e la comune volontà di sviluppare un&#8217;Industry dell&#8217;audiovisivo sul territorio calabrese capace di attrarre produzioni di rilievo nazionale e internazionale e di investire su giovani e professionisti. Sono, infatti, iniziate le lezioni del Corso di Produzione per il Cinema e l&#8217;Audiovisivo presso la Fondazione Terina nella zona industriale Benedetto XVI a Lamezia Terme. L&#8217;iniziativa – che potrà contare sulla preziosa collaborazione con Lux Vide, eccellenza nella produzione televisiva e cinematografica, e il contributo di Edmondo Amati, Organizzatore Generale della società, che farà parte della Commissione Scientifica del Corso – ha lo scopo di formare professionisti qualificati in grado di garantire la qualità e il successo delle produzioni cinematografiche nazionali e internazionali.</p>
<p dir="ltr">I partecipanti al Corso di Produzione per il Cinema e l&#8217;Audiovisivo, di cui è Responsabile Didattico Andrea Stucovitz, noto produttore cinematografico e audiovisivo, acquisiranno così competenze per pianificare e gestire produzioni cinematografiche, contribuendo allo sviluppo dell&#8217;industria regionale e alle opportunità della produzione esecutiva locale, con attenzione al ruolo di Ispettore di Produzione. Svilupperanno, inoltre, la capacità di fare lo spoglio della sceneggiatura, identificando i fabbisogni produttivi e le risorse necessarie; organizzeranno piani di lavorazione ottimizzando scene, ambienti, tempi e risorse; utilizzeranno il software Movie Magic. Infine, matureranno competenza nel rilevamento e nella selezione di location, e nella gestione dei rapporti con i fornitori; abilità nel coordinare diverse figure professionali; una conoscenza base di amministrazione per la gestione delle produzioni audiovisive.</p>
<p dir="ltr">Lunedì 3 novembre, infine, partirà la seconda iniziativa formativa gratuita promossa da Calabria Film Commission e Anica Academy, ovvero il Corso &#8220;L&#8217;Impresa nel settore audiovisivo&#8221;, che avrà l&#8217;obiettivo di rafforzare il tessuto economico locale, creando un ecosistema di imprese capaci di offrire servizi al comparto audiovisivo e generando, quindi, occupazione, indotto e sinergie tra professionisti.</p>
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		<title>Festa del cinema di Roma, presentata la serie &#8220;Sandokan&#8221; che è stata girata anche in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/festa-del-cinema-di-roma-presentata-la-serie-sandokan-che-e-stata-girata-anche-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 09:34:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È stata presentata ieri sera alla Festa del Cinema di Roma &#8216;Sandokan&#8216; la serie evento internazionale, prodotta da Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction, con il sostegno della Calabria Film Commission, e che sarà in onda il prossimo 1° dicembre 2025 su Rai1. Da un’idea di Luca Bernabei, la serie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata presentata ieri sera alla Festa del Cinema di Roma &#8216;<strong>Sandokan</strong>&#8216; la serie evento internazionale, prodotta da Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction, con il sostegno della Calabria Film Commission, e che sarà in onda il prossimo 1° dicembre 2025 su Rai1.<br />
Da un’idea di Luca Bernabei, la serie è un nuovo adattamento della storica saga di romanzi di Emilio Salgari.<br />
La regia è affidata a Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Can Yaman interpreta Sandokan, Alanah Bloornel sarà Marianna. Con loro Ed Westwick nel ruolo dell’affascinante antagonista Lord Brooke, mentre Alessandro Preziosi darà il volto all’iconico Yanez de Gomera. Sandokan è stata realizzata anche in Calabria, a <strong>Lamezia Terme</strong>, nella cui area industriale è stata ricostruita in un backlot la colonia inglese di Labuan. Quindi a <strong>Le Castella</strong>, (Isola di Capo Rizzuto in provincia di Crotone), <strong>Laghi La Vota Gizzeria</strong> (Catanzaro), <strong>Grotticelle</strong> (Ricadi) e <strong>Tropea</strong> (Vibo Valentia).</p>
<p>Can Yaman ha raccontato di essersi preparato per cinque anni, studiando ogni sfumatura del personaggio: &#8220;Un ruolo così arriva raramente nella vita di un attore. All’inizio mi concentravo sulla parte fisica, ma ho scoperto che quella emotiva è ancora più intensa. Sandokan è un uomo sofferente, ascetico, ma anche ironico: ho imparato da lui che anche nella sofferenza bisogna saper sorridere&#8221;.<br />
Nel ruolo di Yanez de Gomera, l’amico e alter ego di Sandokan, un bravissimo Alessandro Preziosi ha trovato una chiave personale: &#8220;Yanez è stata la mia fonte di ispirazione adolescenziale. Sul set con Can ho ritrovato una grande complicità emotiva e caratteriale. Ho cercato di unire alla mia esperienza tutta la mia cultura di padre, quel modo di rendere i personaggi accessibili a tutti, come nei film Disney. Mi sono permesso di essere disobbediente, di superare i confini, e per la prima volta sono stato pagato per farlo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Abbiamo raccolto un testimone che risale a cinquant’anni fa&#8221;, ha raccontato il regista della serie Jan Maria Michelini (insieme a Nicola Abbatangelo), &#8220;un racconto piratesco all’italiana che abbiamo voluto modernizzare. I personaggi sono scritti con maggiore profondità: Sandokan parte come un Robin Hood dei mari, ma capirà che la vera libertà è quella che ti fa donare agli altri&#8221;.</p>
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		<title>Alla Festa del cinema di Roma la serie Sandokan e i documentari su Rino Gaetano e Brunori sas</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/alla-festa-del-cinema-di-roma-la-serie-sandokan-e-i-documentari-su-rino-gaetano-e-brunori-sas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 10:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono tre le produzioni in calendario realizzate in Calabria alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si terrà dal 15 al 26 ottobre prossimi nella Capitale. Le produzioni realizzate con la collaborazione e il sostegno della Film Commission Calabria&#8221;. &#8220;Grande attesa &#8211; si legge in una nota &#8211; per la première di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tre le produzioni in calendario realizzate in Calabria alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si terrà dal 15 al 26 ottobre prossimi nella Capitale. Le produzioni realizzate con la collaborazione e il sostegno della Film Commission Calabria&#8221;. &#8220;Grande attesa &#8211; si legge in una nota &#8211; per la première di Sandokan, prevista proprio durante la Festa del Cinema. La serie evento internazionale prodotta da Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction, con il sostegno della Calabria Film Commission, sarà il prossimo autunno su Rai1. La regia è affidata a Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Can Yaman interpreta Sandokan e Alanah Bloornel Marianna. Con loro Ed Westwick nel ruolo dell&#8217;affascinante antagonista Lord Brooke, mentre Alessandro Preziosi darà il volto all&#8217;iconico Yanez de Gomera. Sandokan è stata realizzata anche in Calabria, a Lamezia Terme, nella cui area industriale è stata ricostruita in un backlot la colonia inglese di Labuan. Quindi a Le Castella di Isola di Capo Rizzuto, Laghi La Vota di Gizzeria, Grotticelle e Tropea. E poi due documentari di assoluto prestigio, in cui protagonista é la musica d&#8217;autore.</p>
<p>&#8216;Brunori Sas &#8211; Il tempo delle noci&#8217;, regia di Giacomo Triglia, con Dario Brunori, prodotto da Pier Giorgio Bellocchio, Manetti bros., Désirée Manetti, una produzione Mompracem, in collaborazione con Calabria Film Commission, in anteprima nella sezione Special Screening. Un viaggio intimo e profondo nell&#8217;universo creativo e personale di Dario Brunori, tramite lo sguardo sensibile e attento di Giacomo Triglia, con cui il cantautore condivide un lungo percorso di collaborazione artistica. Attraverso la genesi del suo ultimo album, il documentario racconta un periodo segnato da dubbi, crisi artistiche e dal desiderio di ritrovare un senso, dentro e fuori dalla musica. Al suo fianco, il produttore artistico Riccardo Sinigallia, compagno di un cammino fatto di dialoghi, riflessioni, memorie e trasformazioni. Luce, poi, su un&#8217;icona della musica italiana, con &#8216;Rino Gaetano, sempre più blu&#8217;, per la regia di Giorgio Verdelli, prodotto da Sudovest Produzioni, Indigo Film, in collaborazione con Rai Documentari e con il sostegno della Calabria Film Commission. Produttore associato Gianvito Casadonte. Un ritratto a più mani del grande cantautore nato a Crotone, scritto da Giorgio Verdelli e Luca Rea. A cinquant&#8217;anni da quel lampo chiamato &#8216;Ma il cielo è sempre più blu&#8217;, la voce ruvida, lucida e geniale di Rino Gaetano risuona ancora, più viva, più necessaria, più nostra. E lo fa in un film che non è una biografia, ma un viaggio. Un sogno a occhi aperti. Materiali inediti, taccuini privati, memorie custodite come reliquie, interviste che sembrano confessioni radiofoniche rubate al tempo: tutto si mescola per raccontare l&#8217;incredibile parabola umana e artistica di un artista capace di raccontare il disagio e la bellezza della sua epoca in modo tagliente. Un mosaico di voci, dalla sorella Anna Gaetano al nipote Alessandro, dagli amici di sempre come Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis ed Ernesto Bassignano agli eredi spirituali come Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere e Giordana Angi, che ricostruisce l&#8217;uomo oltre il mito, il poeta sotto il cappello. </p>
<p>E, poi, c&#8217;è Tommaso Labate, che a bordo di una Fiat 128 ci riporta nei luoghi della Calabria di Rino, mentre la narrazione, affidata alla voce di Peppe Lanzetta e ai timbri intensi di Claudio Santamaria, Paolo Jannacci e Valeria Solarino, ci svela un Rino più intimo, universale, profondamente nostro. Da segnalare poi l&#8217;intervista con Enzo Siciliano, futuro presidente della Rai. E, a completare il ritratto, tre lenti speciali: Carlo Massarini, Andrea Scanzi e Pietrangelo Buttafuoco&#8221;.</p>
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		<title>Arriva nelle sale il film di Michelangelo Frammartino premiato alla Mostra del cinema di Venezia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/arriva-nelle-sale-il-film-di-michelangelo-frammartino-premiato-alla-mostra-del-cinema-di-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2021 16:17:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ un’esperienza visiva e sensoriale potentissima, “Il buco” di Michelangelo Frammartino. Dopo il gran premio della giuria a Venezia, la fama respingente di opera poco masticabile pro cinefili ostinati e l’avvertenza di trovarsi ad affrontare novanta minuti e passa di immagini prevalentemente avvolte nell’oscurità, senza dialoghi né musiche, ha preceduto il film nel suo arrivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un’esperienza visiva e sensoriale potentissima, <strong>“Il buco” di Michelangelo Frammartino. Dopo il gran premio della giuria a Venezia,</strong> la fama respingente di opera poco masticabile pro cinefili ostinati e l’avvertenza di trovarsi ad affrontare novanta minuti e passa di <strong>immagini prevalentemente avvolte nell’oscurità, senza dialoghi né musiche</strong>, ha preceduto il film nel suo arrivo in sala. Invece poi<strong> la visione è un’emozionante sorpresa, come già sanno i conoscitori del cinema del regista di Caulonia</strong> &#8211; ma lo scopriranno anche i neofiti diffidenti. Perché della circostanza che qui gli <strong>unici suoni siano i richiami gutturali dei pastori alle capre, i duri tonfi delle pietre, il crepitare del fuoco e le correnti di acqua e venti</strong>, non ci si accorge mai per l’intera durata del film. Importa poco quando subito si viene assorbiti, rapiti, dalla bellezza – e sarebbe persino banale la considerazione che <strong>un film come questo può essere visto soltanto sul grande schermo.</strong></p>
<p>Con una poetica che ricorda il cinema di Kiarostami,<strong> “Il buco” è trionfo incondizionato del paesaggio, di un territorio ritratto nelle sue pieghe più intime per immortalarne l’anima – che è, soprattutto, anima della Calabria come emblema di un Sud ancestrale ed eterno.</strong> Per questo Michelangelo Frammartino sceglie di raccontare una storia straordinaria eppure all’epoca quasi ignorata dai media,<strong> la spedizione dei giovani speleologi piemontesi in fondo all’Abisso del Bifurto, nel cuore del Pollino, la grotta sotterranea più profonda del Meridione.</strong> <strong>Era il 1961</strong> e l’attenzione di tv e giornali era tutta per le narrazioni del boom economico. Il popolare testimonial Mike Bongiorno che sale in cima al nuovissimo Pirellone facendo vedere in diretta ai telespettatori l’ascesa tra le grandi vetrate degli uffici, salutando gli impiegati sorridenti alle loro scrivanie, avvenenti come divi di celluloide, che rappresentano l’Italia del benessere, che lavorava, produceva e trainava lo sviluppo del paese.</p>
<p>Negli stessi giorni, un gruppo di ardimentosi sognatori in tuta, caschetto e scarponi viaggiavano verso la punta estrema del Sud, incontaminato e selvaggio, tentando l’impresa della loro vita: penetrare il segreto della terra e uscirne mutati, forse insensatamente eroici o forse depositari di un’anelata verità sulla natura e se stessi. <strong>Altro che 4D, se volete scoprire cosa si prova a scendere a 700 metri nelle viscere della terra, guardate questo film. L’idea di Frammartino era proprio questa, far rivivere le stesse sensazioni di quell’impresa durissima ed esaltante.</strong> Per ottenere questo risultato “immersivo” servivano il buio e il silenzio, serviva una cronaca di sforzo fisico, sudore, resistenza, senza orpelli superflui.</p>
<p><strong>Il film in realtà si svolge su due piani paralleli, con il punto di congiunzione della perfetta verticalità della discesa – verticalità all’esatto opposto di quella lustra e abbagliante del Pirellone.</strong> Due piani, dunque. La grotta, immersa nel buio, è un enigmatico spazio di passione, frenesia, desiderio e insieme ansia dell’ignoto; la montagna è atavica, stabile – <strong>questa Calabria non è da cartolina, il regista indaga siti anonimi, essenziali e ripetitivi, riempiti della pienezza di una precisa identità</strong>: rocce, colline, ruscelli e borghi antichi, fungibili da baricentro di equilibrio attorno a quel dirupo aperto come una gigantesca bocca. Il buco potrebbe essere la tana del Bianconiglio e gli speleologi curiosi emuli di Alice, testardi esploratori di misteri. La vallata carsica, in superficie, è il rassicurante alveo del ritorno, è casa.</p>
<p>L’umanità di questo film è nell’alleanza tra gli speleologi e i pastori – che qui diremmo essere “una faccia, una razza”, citando un’altra celebre pellicola.<strong> Dai tempi di “Le quattro volte”, Frammartino ha un feeling istintivo con i pastori, è affascinato dal loro rapporto disinteressato con il territorio, che somiglia molto a quello degli speleologi</strong> (anche loro non vanno in cerca di siti turistici ma sono attratti da geografie brade e senza certezze, da luoghi che non danno garanzie). Identica è anche la loro fusione con l’ambiente, che il regista sottolinea con immagini pittoriche costruite su dettagli minimalisti: il viso solcato di rughe dell’anziano Zi’ Nicola, roccioso come la montagna stessa; i ragazzi piemontesi esausti che dormono dentro la chiesa, stesi accanto a statue di Cristi risorti, martiri e santi.</p>
<p><strong>Mentre la vita scorre incalzata dalla morte, il fondo dell’Abisso arriva all’improvviso, con oggettiva definitività</strong>, cancellando la tensione della lunga lotta di avvicinamenti a vuoto. Gli speleologi fissano nella memoria l’origine del buco con reverenziale soggezione, finalmente rasserenati, mentre fuori la nebbia avvolge tutto in un bianco assoluto, inghiottendo ogni rivelazione mai raggiunta dall’uomo.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>Cinema, partite riprese del film di Fabio Mollo, &#8220;My Soul Summer&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cinema-partite-riprese-del-film-di-fabio-mollo-my-soul-summer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 13:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono partite in questi giorni le riprese di My Soul Summer per la regia di Fabio Mollo con protagonista la cantante Casadilego (per la prima volta sullo schermo), vincitrice lo scorso anno di X Factor. My Soul Summer è l&#8217;estate di Anita, 17 anni e tutto ancora da scoprire. L&#8217;incontro con un famoso cantante in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono partite in questi giorni le riprese di My Soul Summer per la regia di Fabio Mollo con protagonista la cantante Casadilego (per la prima volta sullo schermo), vincitrice lo scorso anno di X Factor. My Soul Summer è l&#8217;estate di Anita, 17 anni e tutto ancora da scoprire.</p>
<p>L&#8217;incontro con un famoso cantante in un&#8217;estate diversa da tutte le altre le farà conoscere il suo talento e la sua vera passione: la musica. My Soul Summer è il terzo lungometraggio di Fabio Mollo, molto attivo anche nelle serie tv: &#8220;My Soul Summer è un romanzo di formazione &#8211; dichiara il regista -. È quell&#8217;estate che capita una volta sola nella vita. È l&#8217;estate di Anita, che trova in sé una voce che non pensava di avere, e che la cambierà per sempre&#8221;.</p>
<p>Casadilego, al suo esordio nel cinema nel ruolo di Anita, sarà affiancata da Tommaso Ragno nel ruolo di Vins, Luka Zunic, Agnese Claisse, con Anna Ferzetti e con la partecipazione di Lunetta Savino. Il film, le cui riprese sono in corso in Calabria per concludersi a Roma a fine ottobre, è una produzione Bartleby Film e Fidelio con Rai Cinema ed è prodotto da Massimo Di Rocco, Luigi Napoleone per Bartleby Film, Silvio Maselli e Daniele Basilio per Fidelio. Il film è scritto da Doriana Leondeff e Antonio Leotti, la fotografia è di Daniele Ciprí, il montaggio di Filippo Montemurro, i costumi di Sara Fanelli e Camilla Giuliani, la scenografia di Eleonora Devitofrancesco.</p>
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		<title>Green pass obbligatorio: nuove misure per stadi, cinema e teatri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/green-pass-obbligatorio-nuove-misure-per-stadi-cinema-e-teatri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 10:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[capienza]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stadi, cinema e teatri, nuove misure in arrivo con il Green pass obbligatorio. Dal Cts arriva infatti il via libera all&#8217;aumento della capienza per manifestazioni sportive e attività culturali: l&#8217;indicazione degli esperti è quindi quella di stadi al 75%, mentre per teatri, cinema e sale concerti capienza al 100% se all’aperto e all&#8217;80% se al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stadi, cinema e teatri, nuove misure in arrivo con il Green pass obbligatorio. Dal Cts arriva infatti il via libera all&#8217;aumento della capienza per manifestazioni sportive e attività culturali: l&#8217;indicazione degli esperti è quindi quella di stadi al 75%, mentre per teatri, cinema e sale concerti capienza al 100% se all’aperto e all&#8217;80% se al chiuso. </p>
<p>Allentamento graduale delle misure, ma costante monitoraggio, l&#8217;indicazione. Il Comitato, si legge in una nota del portavoce Silvio Brusaferro, &#8220;sulla base dell’attuale evoluzione positiva del quadro epidemiologico e dell’andamento della campagna vaccinale ritiene si possano prendere in considerazione allentamenti delle misure in essere, pur sottolineando la opportunità di una progressione graduale nelle riaperture, basata sul costante monitoraggio dell’andamento dell’epidemia combinato con la progressione delle coperture vaccinali nonché degli effetti delle riaperture stesse&#8221;.<br />
Per le manifestazioni sportive, si legge nella nota di Brusaferro, il Cts ritiene si possa procedere con graduali riaperture degli accessi di persone munite di Green pass agli eventi sportivi. In particolare ritiene possibile prevedere un aumento della capienza massima delle strutture all’aperto al 75% e per quelle al chiuso al 50% in zona bianca. Il Cts raccomanda che la capienza negli impianti debba essere rispettata utilizzando tutti i settori e non solo una parte al fine di evitare il verificarsi di assembramenti in alcune zone; siano rispettate le indicazioni all’uso delle mascherine chirurgiche durante tutte le fasi degli eventi; ci sia la vigilanza sul rispetto delle indicazioni.<br />
Per le manifestazioni culturali, il Cts ritiene si possa procedere con graduali riaperture degli accessi di persone munite di green pass per cinema, teatri, sale da concerto. In particolare ritiene possibile prevedere un aumento della capienza massima delle strutture al 100% all’aperto e all’80% al chiuso in zona bianca. Tale indicazione potrà essere rivista nell’arco del prossimo mese. Il comitato raccomanda che siano rispettate le indicazioni all’uso delle mascherine chirurgiche durante tutte le fasi degli eventi; sia posta massima attenzione alla qualità degli impianti di aereazione; ci sia la vigilanza sul rispetto delle indicazioni.<br />
Il Cts rispetto agli accessi ai musei non pone limitazioni, ma raccomanda di garantire l’organizzazione dei flussi per favorire il distanziamento interpersonale in ogni fase con l’eccezione dei nuclei conviventi. </p>
<p>(<em>Adnkronos)</em></p>
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		<title>Cinema, concluso ad Amantea il Festival &#8220;La Guarimba&#8221; 2021</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cinema-concluso-ad-amantea-il-festival-la-guarimba-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2021 14:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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		<category><![CDATA[La Guarimba]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;The Unseen River&#8221; del regista vietnamita Phạm Ngọc Lân, si è aggiudicato il premio come miglior corto nella sezione Fiction dell&#8217;edizione 2021, la numero 9, del Festival La Guarimba che ha chiuso i battenti ad Amantea. Per la categoria Animazione sul podio &#8220;Nuevo Rico&#8221; di Kris Mercado mentre il riconoscimento per il miglior documentario va [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;The Unseen River&#8221; del regista vietnamita Phạm Ngọc Lân, si è aggiudicato il premio come miglior corto nella sezione Fiction dell&#8217;edizione 2021, la numero 9, del Festival La Guarimba che ha chiuso i battenti ad Amantea. Per la categoria Animazione sul podio &#8220;Nuevo Rico&#8221; di Kris Mercado mentre il riconoscimento per il miglior documentario va a &#8220;Just a guy&#8221; di Shoko Hara.</p>
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<div class="ob-pixels">Dalla Russia arriva invece il miglior Videoclip: &#8220;Never Ever&#8221; di Evgeniv Bakirov sulla musica di Husky, pluripremiata band indie-folk di Melbourne, Australia. Premiato anche il miglior corto de La Grotta dei Piccoli, il cartellone dedicato agli spettatori più giovani a cura di Valeria Weerasinghe e realizzato in collaborazione con Unicef Italia: &#8220;Mum Is Pouring Rain&#8221; di Hugo de Faucompret. Il vincitore di Insomnia, la sezione de La Guarimba dedicata ai film sperimentali, è invece &#8220;Ainsri Daeng&#8221; di Ratchapoom Boonbunchachoke (Thailandia). Gli spettatori del festival hanno scelto, invece, &#8220;3 Meetings Of The Extraordinary Committee&#8221; di Jones (Regno Unito / Bulgaria), premio del Pubblico Vitaliano Camarca.</div>
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<p>Dal 7 al 13 di agosto un parcheggio degradato è stato trasformato in una piazza che ha ospitato oltre 300 spettatori a sera e film provenienti da 56 paesi. &#8220;È stata un&#8217;edizione punk &#8211; ha detto il direttore artistico Giulio Vita &#8211; in cui ci siamo dovuti riadattare costruendo una piazza, un luogo di incontro, principalmente per colpa di una politica locale assente. Per il secondo anno consecutivo La Guarimba non ha ricevuto fondi dalla Regione Calabria, ma è stata patrocinata da 8 ambasciate da tutto il mondo, in primis quella degli Stati Uniti, ed è stata premiata dalle più alte istituzioni. Questo ci gratifica molto, perché al di fuori della nostra regione il Festival si qualifica come evento internazionale di rilievo, non solo culturale ma anche sociale&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Il Buco&#8221;, il nuovo film di Michelangelo Frammartino in corsa a Venezia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-buco-il-nuovo-film-di-michelangelo-frammartino-in-corsa-a-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 14:18:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati ben 11 anni dal suo ultimo film. Michelangelo Frammartino dopo “Le quattro volte”, ritorna al cinema con un film girato in Calabria che concorrerà a Venezia. Tra i 5 italiani in gara alla Mostra del Cinema, infatti, c’è anche “Il Buco”. «Ci è voluto tantissimo per fare questa opera che ricostruisce con grande [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati ben 11 anni dal suo ultimo film. Michelangelo Frammartino dopo “Le quattro volte”, ritorna al cinema con un film girato in Calabria che concorrerà a Venezia. Tra i 5 italiani in gara alla Mostra del Cinema, infatti, c’è anche “Il Buco”.</p>
<p>«Ci è voluto tantissimo per fare questa opera che ricostruisce con grande rigore l’impresa di un gruppo di speleologi piemontesi, con immagini di Renato Berta straordinarie». Un film, ha detto il direttore Alberto Barbera presentandolo, «che ha la purezza di un diamante». Le grotte costituiscono «un fuori campo assoluto, anche perché la notte eterna che regna al loro interno sembrerebbe quanto di più ostile alla macchina da presa. Eppure, chi ama il cinema sa bene che il fuori campo, l’invisibile, rappresentano la sua “sostanza” più profonda. Mi colpisce la coincidenza che speleologia, cinema e psicoanalisi abbiano il loro battesimo nella stessa data, il 1895», ha dichiarato il regista.</p>
<p>Durante il boom economico degli anni 60, l’edificio più alto d’Europa viene costruito nel prospero nord Italia. All’altra estremità del paese nell’agosto del 1961 un gruppo di giovani speleologi visita l’altopiano calabrese e il suo incontaminato entroterra immergendosi nel sottosuolo di un Meridione che tutti stanno abbandonando. Scoprono così coi suoi 700 metri di profondità una delle grotte più profonde del mondo, l’Abisso del Bifurto dell’altopiano del Pollino, sotto lo sguardo di un vecchio pastore, unico testimone del territorio incontaminato. Il film, girato in Calabria, con Paolo Cossi, Jacopo Elia, Denise Trombin, Nicola Lanza, una produzione Doppio Nodo Double Bind con Rai Cinema, uscirà in sala con Lucky Red.</p>
<p><strong><em>foto fonte (cinereach)</em></strong></p>
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		<title>Il regista premiato sulla Croisette con &#8220;A Chiara&#8221;, ambientato a Gioia Tauro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-regista-trionfa-ancora-sulla-croisette-con-a-chiara-ambientato-a-gioia-tauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2021 18:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[gioia tauro]]></category>
		<category><![CDATA[Jonas Carpignano]]></category>
		<category><![CDATA[quinzaine]]></category>
		<category><![CDATA[swamy rotolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jonas Carpignano fa il bis a Cannes. Il regista italoamericano, in concorso al festival nella sezione Quinzaine des Realisateurs, con &#8220;A Chiara&#8221; ha vinto il premio Europa Cinema Label ed è il secondo trionfo sulla Croisette dopo quello (gemello) del 2017 con &#8220;A Ciambra&#8221;, pellicola prodotta da Martin Scorsese. Non è un caso perché i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-regista-trionfa-ancora-sulla-croisette-con-a-chiara-ambientato-a-gioia-tauro/">Il regista premiato sulla Croisette con &#8220;A Chiara&#8221;, ambientato a Gioia Tauro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Jonas Carpignano fa il bis a Cannes. Il regista italoamericano, in concorso al festival nella sezione Quinzaine des Realisateurs, con &#8220;A Chiara&#8221; ha vinto il premio Europa Cinema Label</strong> ed è il secondo trionfo sulla Croisette dopo quello (gemello) del <strong>2017 con &#8220;A Ciambra&#8221;,</strong> pellicola prodotta da Martin Scorsese. Non è un caso perché i due film sono legati a doppio filo, costituendo due storie contigue della trilogia ambientata nella piana di Gioia Tauro &#8211; tanto che l&#8217;opera oggi vincitrice cita la precedente pellicola nella scena in cui la giovane Chiara visita il campo rom dove si svolgeva &#8220;A Ciambra&#8221; e viene in contatto con Pio, personaggio di quel film, ma c&#8217;è pure un crossover con &#8220;Mediterranea&#8221;, primo capitolo della saga.</p>
<p><strong>Alla notizia del premio esulta in Calabria la comunità gioiese</strong>, che durante l&#8217;intensa settimana di Cannes ha sempre fatto il tifo con passione per il concittadino &#8220;adottivo&#8221; Carpignano attraverso messaggi e condivisioni social. Un orgoglio che si estende anche alla conterranea, <strong>Swamy Rotolo, che nel film interpreta l&#8217;adolescente Chiara, turbata dalla scoperta che il padre è coinvolto in affari al servizio del locale boss &#8216;ndranghetista.</strong> Non professionista come gli altri componenti del cast (tra cui la vera famiglia della quindicenne, nessuno aveva un copione), Swamy ha rivelato talento naturale sul set e fresca spigliatezza nel partecipare al red carpet della Croisette senza imbarazzi.</p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-15-at-20.29.29.jpeg"><img decoding="async" class="wp-image-162865 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-15-at-20.29.29-300x193.jpeg" alt="" width="501" height="322" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-15-at-20.29.29-300x193.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-15-at-20.29.29-768x495.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-15-at-20.29.29-696x448.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-15-at-20.29.29-652x420.jpeg 652w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-15-at-20.29.29.jpeg 987w" sizes="(max-width: 501px) 100vw, 501px" /></a>Il regista lo definisce un giallo, di certo &#8220;A Chiara&#8221; è un lavoro molto contemporaneo. Come &#8220;A Ciambra&#8221; ondeggia al confine tra fiction e realtà, girato come un documentario ma con la forza emotiva di una narrazione. <strong>Un film di tempra europea, come attesta il riconoscimento ottenuto nella sezione indipendente del concorso di Cannes.</strong> E infatti il trentasettenne regista s&#8217;inserisce nel filone artistico di una generazione che prende la periferia come punto di riferimento dell&#8217;universale.<strong> Jonas Carpignano, che dagli Usa ha scelto di vivere a Gioia dove ha diretto alcune edizioni di un festival cinematografico che per selezione e ospiti è un piccolo gioiello (sospeso da due anni causa Covid), si è stabilito in Calabria per farne luogo di osservazione del mondo.</strong> Come il catanzarese<strong> Alessandro Grande con &#8220;Regina&#8221;,</strong> Carpignano si smarca dagli stereotipi e da quel meridionalismo oriundo desueto che non rende giustizia all&#8217;attualità calabrese. Parla di &#8216;ndrangheta &#8211; perché la &#8216;ndrangheta esiste &#8211; ma lo fa rappresentando il percorso di consapevolezza e maturazione di una giovane donna. Chiara vuole sapere, scegliere, alzare la voce. Non ci sta a subire l&#8217;omertà imposta dalla sua condizione di duplice svantaggio socialmente acquisito &#8211; calabrese e femmina. <strong>La sua ribellione diventa metafora del rifiuto dei meccanismi malavitosi</strong> da parte della comunità giovanile della Piana. Dove per fortuna i ragazzi non sono caricature arcaiche bloccate dentro in un&#8217;iconografia di settant&#8217;anni fa ma leggono, usano i media, conoscono il mondo e sono uguali a quelli che incontriamo ogni giorno davanti ai portoni delle scuole. Viene da osservare anche che, a smentire certi beceri campanilismi, raccontare la Calabria riesce benissimo a chi non è nato qui ma ha eletto questa terra a luogo d&#8217;ispirazione, amandola e scoprendola con occhi incontaminati dalle incrostazioni di storiografia locale.</p>
<p><strong>Dopo il successo di Cannes aspettiamo &#8220;A Chiara&#8221; nelle sale, al più presto, con la distribuzione di Lucky Red e Academy Two.</strong> E conclusa la trilogia di Gioia Tauro sembra che <strong>il regista pensi a ritrovare Swamy-Chiara cresciuta di qualche anno, per scoprire cosa è successo a questa ragazza</strong> che ha avuto il coraggio di dire no a un destino deciso dagli adulti.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-regista-trionfa-ancora-sulla-croisette-con-a-chiara-ambientato-a-gioia-tauro/">Il regista premiato sulla Croisette con &#8220;A Chiara&#8221;, ambientato a Gioia Tauro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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