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	<title>cia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 13 Mar 2026 15:01:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Crisi energetica e instabilità nel Golfo Persico, l’allarme di CIA Calabria: comparto agricolo in ginocchio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 15:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il persistere del conflitto nell’area del Golfo Persico e la chiusura dello Stretto di Hormuz stanno mettendo in ginocchio il comparto agricolo calabrese&#8221;. Con una nota ufficiale indirizzata al Presidente e a tutti i capogruppo del Consiglio Regionale, il Presidente di CIA-Agricoltori Italiani Calabria, Nicodemo Podella, ha richiesto un intervento urgente e compatto delle istituzioni. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il persistere del conflitto nell’area del Golfo Persico e la chiusura dello Stretto di Hormuz stanno mettendo in ginocchio il comparto agricolo calabrese&#8221;</em>. Con una nota ufficiale indirizzata al Presidente e a tutti i capogruppo del Consiglio Regionale, il Presidente di CIA-Agricoltori Italiani Calabria, Nicodemo Podella, ha richiesto un intervento urgente e compatto delle istituzioni.</p>
<p>&#8220;<em>L’instabilità dei mercati energetici &#8211; viene fatto rilevare &#8211; ha innescato rincari speculativi su gasolio e fertilizzanti che minacciano la tenuta del reddito agricolo e la stessa continuità delle attività produttive in una fase stagionale estremamente delicata. &#8220;Siamo mobilitati a ogni livello per tutelare i nostri associati- </em>dichiara il Presidente Podella<em>&#8211;  sottolineando la necessità di impegnare formalmente la Giunta Regionale su tre direttrici vitali: Lotta alle speculazioni: Interventi immediati per contrastare l&#8217;aumento ingiustificato dei costi dei carburanti e dei prodotti alimentari. Sostegno finanziario: Sollecitazione al Governo Nazionale per lo stanziamento di risorse straordinarie e l&#8217;attivazione di moratorie bancarie. Flessibilità Europea: Azione presso l&#8217;UE per svincolare gli aiuti d’emergenza dai limiti del Patto di Stabilità&#8221;.</em></p>
<p>La CIA Calabria ha allegato alla nota uno schema di Ordine del Giorno (OdG), &#8220;<em>chiedendo a tutti i gruppi politici di approvarlo con urgenza per creare un fronte istituzionale solido in grado di spingere Roma e Bruxelles verso risposte concrete e immediate&#8221;</em>.<br />
&#8220;<em>È fondamentale che la Calabria si faccia sentire con una sola voce-  </em>conclude Podella<em>&#8211; per garantire un futuro alle nostre imprese agricole e alla sicurezza alimentare del territorio</em>&#8220;.</p>
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		<title>Xylella, allarme per la Calabria, Cia: serve un piano regionale di Difesa Olivicola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/xylella-allarme-per-la-calabria-cia-serve-un-piano-regionale-di-difesa-olivicola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 08:28:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recente individuazione di 47 ulivi infetti a Cagnano Varano, nel Gargano, rappresenta un punto di svolta negativo nella diffusione della Xylella fastidiosa. La malattia, che ha colpito duramente il Salento dal 2013, dimostra di non arrestarsi: le condizioni climatiche favorevoli e la mobilità degli insetti vettori suggeriscono che la Calabria non può più considerarsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La recente individuazione di 47 ulivi infetti a Cagnano Varano, nel Gargano, rappresenta un punto di svolta negativo nella diffusione della Xylella fastidiosa. La malattia, che ha colpito duramente il Salento dal 2013, dimostra di non arrestarsi: le condizioni climatiche favorevoli e la mobilità degli insetti vettori suggeriscono che la Calabria non può più considerarsi “zona franca”. Anche la Basilicata, con la presenza di sottospecie del batterio in prossimità dei confini pugliesi, mostra come l’infezione possa penetrare da settori contigui, aumentando il rischio per i territori olivicoli calabresi. In questo contesto, il mondo agricolo calabrese, le istituzioni regionali e centrali e le strutture tecniche sono chiamati a stabilire un programma di prevenzione attiva che anticipi l’epidemia, anziché rincorrerla. Lo rende noto la Confederazione italiana agricoltori (Cia).</p>
<p><em>Una regione strategica nel mirino del batterio</em><br />
La Calabria vanta una delle più antiche e raffinate tradizioni olivicole italiane, dove cultivar come la Carolea, la Roggianella o la Ciciarello costituiscono non solo una risorsa economica, ma anche culturale e paesaggistica. Questa eredità la rende essenziale e al tempo stesso vulnerabile. Le mappe di rischio agronomico mostrano che molte aree della regione – in particolare le fasce collinari e le zone costiere con clima mite – sono compatibili con la sopravvivenza e la diffusione del batterio. È un dato che non lascia spazio all’improvvisazione: ogni azione deve partire ora, con decisione e coerenza.<br />
<strong>Strategie di difesa: prevenzione, sorveglianza e gestione condivisa</strong><br />
Dal fronte sperimentale e dai territori pugliesi emergono indicazioni che in Calabria dovrebbero diventare prassi consolidate. Il monitoraggio continuo, con controlli mirati e analisi fitosanitarie su piante sospette, è la prima barriera efficace. Qualora si individuino piante infette, l’azione tempestiva di eradicazione e l’istituzione di zone tamponi circostanti possono impedire che il batterio si diffonda. Contemporaneamente, intervenire sui vettori – in particolare la Philaenus spumarius, la “sputacchina” – con interventi agronomici (lavorazioni leggere superficiali, diserbo programmato) e trattamenti mirati è fondamentale per ridurre la pressione infettiva.<br />
Un altro pilastro è la gestione del verde spontaneo e delle piante ospiti. Terreni incolti, bordi di strade, fossi e aree non curate offrono habitat ideali per il vettore; mantenerli puliti e ben gestiti è un impegno che deve riguardare non solo gli agricoltori, ma anche le amministrazioni locali e gli enti territoriali. In questo senso, la prevenzione è una responsabilità collettiva.<br />
<strong>Ruolo strategico dei vivai certificati e della filiera vivaistica</strong><br />
In un contesto di rischio crescente, i vivai che operano con materiali certificati e sani diventano un presidio fondamentale. Abbiamo vivai anche in Calabria che storicamente rappresentano un punto di riferimento importante per gli agricoltori: producono piante certificate, garantiscono qualità genetica e fitosanitaria e sono impegnati da generazioni nell’evoluzione tecnica del vivaismo.<br />
Nel merito, per Maria Grazia Milone, Presidente di CIA Agricoltori Italiani Calabria Centro, “la qualità è lo strumento per superare le difficoltà e vincere le sfide insieme. Il vivaio è punto di partenza della filiera produttiva agroalimentare, per cui per ottenere produzioni di qualità è necessario partire da piante di qualità. Per piante di qualità intendo piante certificate, cioè sane e certe dal punto di vista genetico. Queste sono garanzie necessarie che un imprenditore agricolo deve avere per fare un impianto remunerativo, che duri nel tempo, che abbia bisogno di minori input e che produca di più e meglio.</p>
<p><strong>Rafforzare la filiera vivaistica certificata in Calabria non è idea marginale, ma misura concreta di difesa.</strong><br />
In Calabria si producono piante all&#8217;interno del sistema Qualità Vivaistica Italia (QVI), livello di qualità più alto in Italia e in Europa, garanzia di sanità per tutto il comparto agricolo e non solo, che vorremmo ci fosse ancora garantita dall&#8217;assenza di questi patogeni da quarantena.<br />
Ma perché tutto questo sia efficace i vivai certificati hanno bisogno di un lavoro sinergico, con i servizi fitosanitari regionali, che non hanno solo un ruolo di controllo, ma rappresentano la garanzia per l’intera agricoltura, non solo quella regionale, visto il contesto.<br />
Ruolo strategico in questa sfida è affidato al servizio fitosanitario regionale, il quale con un attento e capillare monitoraggio potrebbe scongiurare la presenza del batterio e/o tempestivamente individuare ed eradicare un primo focolaio. Per fare questo, però, è necessario che al Servizio Fitosanitario Regionale, da anni sottodimensionato, venga riconosciuto il ruolo che ricopre e le diverse funzioni che svolge. È necessario che questo comparto venga potenziato: avere un numero maggiore di ispettori, maggiori risorse e un dirigente dedicato.”<br />
<strong>Impegno politico e sistema delle istituzioni</strong><br />
La lotta alla Xylella non può essere delegata solo agli agronomi e agli agricoltori: serve una mobilitazione istituzionale forte. Cia Agricoltori Italiani della Calabria sostiene la nomina di un Commissario straordinario nazionale dotato di poteri semplificati e risorse dedicate, capace di coordinare le misure su scala nazionale e regionale. È imprescindibile che la Regione Calabria, attraverso gli assessorati competenti, istituisca un piano regionale d’emergenza, con protocolli sanitari aggiornabili e tempestivi. Occorre inoltre che il Governo centrale riconosca alla Calabria lo status di regione “a rischio elevato” e attivi fondi straordinari di sorveglianza, ricerca e compensazione in caso di danni. Il dialogo con l’Unione Europea deve tradursi in finanziamenti aggiuntivi per la regione che sarà bersaglio imminente del batterio.<br />
La Calabria ha oggi l’occasione, forse l’ultima, per mobilitarsi prima che l’infezione varchi i suoi confini, ammesso che non lo abbia già fatto, visto che finora non sono stati fatti controlli sufficienti per asserire questo con sicurezza. Il comparto olivicolo regionale, la cui crescita negli ultimi decenni è stata costante, rischia di subire danni irreparabili. L’avvento del batterio e il diffondersi della malattia impatterebbero sulla tradizione, la bellezza del panorama e sull’economia che si basa in modo consistente sull’olivicoltura. Non possiamo permettere che i nostri associati, olivicoltori e vivaisti, vivano nel terrore che quello che fanno con dedizione e passione possa finire da un momento all’altro e possano vedere in fumo anni di sacrifici e investimenti. Difendere gli ulivi significa difendere intere comunità rurali, preservare un paesaggio denso di identità e garantire occupazione qualificata, oltre che dare seguito a una filiera consolidata che produce prodotti di eccellenza e coinvolge diversi settori. Questo non è solo un problema agricolo.<br />
Per il presidente regionale Nicodemo Podella, “quando la difesa è messa in moto oggi, con responsabilità e visione collettiva, si può sperare di evitare che la Xylella tenga il destino della Calabria nelle sue spire. La chiamata è alle istituzioni, agli agricoltori, alle filiere, e alla stessa società civile affinché, insieme, costruiscano una barriera di prevenzione che salvi il nostro patrimonio verde dalle ombre di un batterio implacabile.”</p>
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		<title>Maltempo, Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) accusa: In Calabria corsi d’acqua non puliti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/maltempo-cia-confederazione-italiana-agricoltori-accusa-in-calabria-corsi-dacqua-non-puliti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 16:20:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Molte aziende agricole associate nella giornata di ieri hanno rivissuto un incubo. Tra la notte del 20 e 21 ottobre la pioggia caduta non ha trovato sfogo, ostacolata da corsi d’acqua non puliti, si e’ riversata ancora una volta in pianura dove ha distrutto strade, case ed aziende agricole. Le stesse che nel 2018 avevano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Molte aziende agricole associate nella giornata di ieri hanno rivissuto un incubo. Tra la notte del 20 e 21 ottobre la pioggia caduta non ha trovato sfogo, ostacolata da corsi d’acqua non puliti, si e’ riversata ancora una volta in pianura dove ha distrutto strade, case ed aziende agricole. Le stesse che nel 2018 avevano subito ingenti danni per effetto di un’alluvione di medesima portata, verificatosi probabilmente per le stesse ragioni e le stesse incurie di oggi”. Lo si legge in una nota della Cia, la Confederazione Italiana Agricoltori della Calabria. “Il presidente di Cia Calabria Nicodemo Podella e la presidente di CIA Calabria Centro Maria Grazia Milone, i rispettivi direttori e le giunte, – e’ scritto – sono al fianco di tutte le aziende agricole colpite”. La presidente Milone e’ un’imprenditrice di Lamezia Terme e i suoi vivai sono stati duramente colpiti e dichiara: “Sulle nostre aziende e’ piovuto sul bagnato – dice – gia’ segnate dai danni non ristorati dell’alluvione scorsa, si sono trovate di nuovo colpite duramente. Queste catastrofi, i ritardi degli interventi, in uno scenario socioeconomico gia’ compromesso da anni, per effetto dei rincari e della situazione geopolitica, minano la sopravvivenza delle realta’ produttive. L’agricoltura oggi si trova di fronte a sfide che l’Europa lancia e per vincerle e’ necessario investire in innovazione. Ma come e’ possibile costruire futuro se ancora dobbiamo riparare il passato, perche’ nessuno ci tutela il presente?” Un passato che non ha insegnato nulla: tutto questo era stato previsto e si doveva evitare. E’ mancata un’azione pianificata, costante e funzionale sull’assetto idrogeologico che gia’ nel 2018 si era rivelato debole, negli stessi punti critici, azione che oggi sarebbe dovuta essere ancora piu’ consapevole alla luce dei cambiamenti climatici. Ci sono regioni – prosegue – in cui l’alluvione e’ tornata dopo poche settimane nelle stesse zone e si sono fatte trovare pronte o quantomeno piu’ pronte. Noi abbiamo avuto sei anni di tempo per cambiare il copione e invece e’ andato in scena lo stesso spettacolo tragico, con la sola differenza che per una mera questione di fortuna non abbiamo avuto perdite umane, e cio’ forse ha reso il tutto meno mediatico, ma non meno drammatico”.</p>
<p>“Le nostre aziende agricole – afferma – si chiedono perche’ a loro venga chiesto con rigore che tutto sia in regola: assunzioni, permessi, sicurezza, ma poi la stessa cosa non avviene quando la responsabilita’ non e’ piu’ del privato. Ma allora di chi e’? Alle numerose telefonate ai numeri di emergenza la risposta e’ stata piu’ o meno la medesima: “non e’ di nostra competenza”. Sarebbe opportuno sedersi attorno ad un tavolo per far si che questa competenza non rimanga uno sterile “chiedere a”, che si presta a costanti rimbalzi tra enti, ma diventi un “andare insieme” corresponsabilmente verso un obiettivo comune, perche’ ogni qual volta si parla di terra e territorio si parla necessariamente di bene comune”.</p>
<p>La Cia Calabria intende chiedere un incontro all’assessore Gallo e al presidente Occhiuto “per parlare in modo serio e concreto – prosegue la nota – di interventi e prevenzione, le aziende agricole piuttosto che la calamita’ dopo questi eventi, vogliono essere protette durante questi eventi, perche’ da questi non ne escano distrutte. Anche perche’ l’ammontare dei danni e’ molto piu’ alto di quello che costerebbe la manutenzione ordinaria e tutto questo impoverisce la nostra regione. Inoltre, in altre regioni e’ stato proposto uno sgravio dei pagamenti al consorzio di bonifica per tutte quelle aziende che contribuiscono alla pulizia dei canali in prossimita’ della propria azienda. Potrebbe essere il primo passo di un dialogo costante e collaborativo tra imprese e istituzioni, per rafforzare un legame che inevitabilmente in seguito a questi eventi si spezza e spezza lo sviluppo del territorio”.</p>
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		<title>Tbc bovina, Cia chiede incontro al presidente Occhiuto: “strategia condivisa per risolvere le criticità”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tbc-bovina-cia-chiede-incontro-al-presidente-occhiuto-strategia-condivisa-per-risolvere-le-criticita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 09:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cia-Agricoltori Italiani, in una nota, ha chiesto al presidente della Regione “con estrema urgenza un incontro per affrontare in maniera più rapida e operativa la calamità sanitaria, ovvero la Tbc bovina, che si è abbattuta sulla Calabria e soprattutto nella provincia di Crotone, colpendo in particolare modo il settore zootecnico da carne con allevamento allo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cia-Agricoltori Italiani, in una nota, ha chiesto al presidente della Regione “con estrema urgenza un incontro per affrontare in maniera più rapida e operativa la calamità sanitaria, ovvero la Tbc bovina, che si è abbattuta sulla Calabria e soprattutto nella provincia di Crotone, colpendo in particolare modo il settore zootecnico da carne con allevamento allo stato brado”.</p>
<p>“Per la delicata e precaria situazione economica odierna – è scritto in una nota dell’associazione – il settore agricolo-zootecnico, non può essere lasciato solo ad affrontare questa ‘calamità’, né tantomeno si può pensare di replicare le stesse tempistiche in uso da molti anni a questa parte per risarcire i danni subiti. Ma partiamo dal segnalare, in primis, l’incertezza che oggi vivono gli allevatori per il fatto che non si riesce ancora a capire come questa malattia si propaghi. E’ necessario fare chiarezza sugli eventuali vettori della fauna selvatica (cinghiali e altri) e la semplice risposta del settore sanitario che sono i bovini che hanno infettato i cinghiali, per noi non è interessante e importante; una volta che la malattia si è diffusa ed ha interessato anche i cinghiali, questi oggi, oltre ai bovini, sono potenziali vettori e quindi da attenzionare al pari dei bovini”.</p>
<p>“Quello che interessa sapere e quindi capire, con certezza – riporta ancora la nota – non dovrebbe essere molto difficile che, una volta risanati gli allevamenti, non si rincominci da capo con dispendio di risorse; se non si ferma e isola la malattia, invece, il rischio è altissimo. Bisogna unire tutte le necessarie risorse, economiche, tecniche, umane, per gestire e portare a soluzione definitiva questa drammatica situazione, evitando di lasciare gli allevatori con tutti questi interrogativi senza risposta. Così come è necessario rivedere il prezzario che stabilisce il risarcimento del capo abbattuto, valutando il vero valore del danno in virtù dell’uso e dell’età del capo stesso; non si possono usare parametri e valori stabiliti tanto tempo fa ed oggi non aggiornati e rivalutati alla situazione attuale”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Emergenza cinghiali: Cia Calabria Sud aderisce a manifestazione Vibo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emergenza-cinghiali-cia-calabria-sud-aderisce-a-manifestazione-vibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 07:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[cia calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cinghiali]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza cinghiali]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cia-Agricoltori Italiani Calabria Sud comunica la propria adesione e sostegno alla manifestazione di protesta per i danni cagionati dai cinghiali alle colture agricole organizzata per giovedì 30 settembre alla Prefettura di Vibo Valentia. Cia Calabria Sud, condividendo appieno le motivazioni che hanno portato gli agricoltori, ormai esasperati, ad indire l’ennesima manifestazione di protesta ricorda che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cia-Agricoltori Italiani Calabria Sud</strong> comunica la propria<strong> adesione</strong> e sostegno alla <strong>manifestazione di protesta</strong> per i danni cagionati dai<strong> cinghiali</strong> alle colture agricole organizzata per <strong>giovedì 30 settembre</strong> alla Prefettura di<strong> Vibo Valentia</strong>.</p>
<p>Cia Calabria Sud, condividendo appieno le motivazioni che hanno portato gli <strong>agricoltori, ormai esasperati</strong>, ad indire l’ennesima manifestazione di protesta ricorda che la problematica dei danni nasce quando, al fine di soddisfare le ludiche richieste provenienti dal mondo venatorio, sono state effettuate ripetute campagne di immissioni con una specie alloctona, aventi dimensioni e prolificità elevate anche in territori dove il cinghiale non è mai esistito.<strong> I danni</strong> che questo animale “alieno” arreca con le sue scorribande notturne non solo alle colture ma anche all’ambiente sono incalcolabili. I cinghiali distruggono tutta la fauna che nidifica a terra; diverse specie stanno scomparendo o sono già scomparse.</p>
<p>“<em>Siamo in stato avanzato di emergenza e i danni non hanno solo rilevanza economica, sociale e ambientale ma anche sanitaria (per i pericolosi focolai di malattie trasmissibili agli altri animali e agli umani di cui sono portatori) e di sicurezza pubblica </em>&#8211; <strong>spiega il presidente Nicola Monteleone</strong>&#8211;<em>. L’elevato numero stanno spingendo questi animali verso i centri abitati alla ricerca di cibo, basta leggere quotidianamente le agenzie di stampa che denunciano la loro presenza anche di giorno dai paesi montani alle marinate</em>”.</p>
<p><strong>Cia da anni denuncia ai vari livelli istituzionali</strong> (Stato, Regioni, Province, Prefetture, Parchi, ecc.) il peso eccessivo di questi animali selvatici nocivi sul sistema agricolo e sul tessuto sociale delle aree rurali, chiedendo alla politica ed ai governi di mettere gli agricoltori nella condizione di raccogliere il frutto delle loro semine e delle loro fatiche. Anni in cui sono stati convocati più volte tavoli e riunioni promettendo sempre interventi, anche straordinari, che puntualmente non sono mai arrivati. La situazione è grave, insostenibile e non governata, si registrano incidenti ogni giorno. <strong>I provvedimenti</strong> finora adottati si stanno dimostrando inefficaci, non ci si può affidare al solo piano di selezione che la Regione Calabria ha messo in atto a macchia di leopardo senza nessun risultato concreto, vista la velocità di riproduzione che questi animali hanno.</p>
<p>Tra le diverse<strong> richieste</strong> fatte, secondo Cia Calabria Sud ormai è urgente intervenire per eradicare questa specie nelle zone a vocazione agricola; attuare la turnazione annuale delle squadre nelle aree di caccia ed autorizzare l’autodifesa degli agricoltori che muniti di porto di fucile e licenza di caccia possono abbattere i cinghiali nei propri fondi, cosa ben diversa dai corsi di selettore per proprietari e conduttori di fondi che la Regione sta mettendo in campo e che servono per la caccia di selezione.</p>
<p>“<em>Le risposte sono state evasive! Gli approfondimenti inappropriati! Servono interventi straordinari immediati</em> -continua il presidente Monteleone-. <em><strong>Ci è stato detto di cintare i campi e di lasciare i cinghiali scorrazzare</strong> e continuare a moltiplicarsi anche dove storicamente non si erano mai visti. Si è affidato ai cacciatori, una categoria sportiva, il compito di fronteggiare una situazione così complessa. Se oggi siamo costretti a parlare di emergenza significa che la gestione ed il sistema di caccia finora attuati sono stati inefficaci, hanno fallito! quindi bisogna avere il coraggio di apportare delle sostanziali modifiche all’attuale sistema di caccia, tali misure potrebbero risultare impopolari ad alcuni, ma riteniamo che il cibo e l’incolumità fisica delle persone siano sempre un gradino più in alto! poiché la situazione ormai è sfuggita di mano. È giunto il momento di affermare che i palliativi non servono</em>”.</p>
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