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	<title>cessione Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Catanzaro, corteo lavoratori Telecontact Center contro la cessione dell&#8217;azienda</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-corteo-lavoratori-telecontact-center-contro-la-cessione-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 11:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come ampiamente annunciato nei giorni scorsi, questa mattina, a Catanzaro si è svolta la manifestazione dei lavoratori di Telecontact Center promossa dalle organizzazioni sindacali di categoria contro il progetto di Tim di cessione del ramo d&#8217;azienda a Dna S.r.l., società costituita attraverso la fusione con un ramo del Gruppo Distribuzione. Circa 300 lavoratori si sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come ampiamente annunciato nei giorni scorsi, questa mattina, a Catanzaro si è svolta la manifestazione dei lavoratori di Telecontact Center promossa dalle organizzazioni sindacali di categoria contro il progetto di Tim di cessione del ramo d&#8217;azienda a Dna S.r.l., società costituita attraverso la fusione con un ramo del Gruppo Distribuzione. Circa 300 lavoratori si sono radunati in piazza Matteotti, nel centro della città, per poi, accompagnati dai rappresentanti sindacali, sfilare lungo corso Mazzini sino a Piazza Prefettura. La mobilitazione coinvolge i lavoratori dei vari siti italiani, tra cui oltre 400 dipendenti del centro operativo di Catanzaro. Le sigle sindacali &#8211; Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni &#8211; contestano l&#8217;operazione ritenendola &#8220;priva di garanzie chiare per l&#8217;occupazione e per la continuità industriale del servizio&#8221;. I sindacati ribadiscono la &#8220;contrarietà all&#8217;operazione, definendola priva delle necessarie garanzie occupazionali e chiedendo un confronto istituzionale più ampio&#8221;. La protesta di oggi si inserisce nel percorso di mobilitazione avviato a livello nazionale dopo l&#8217;attivazione della procedura avviata da Tim per la cessione complessiva di 3.380 lavoratori del perimetro Telecontact Center.</p>
<p>Al termine della manifestazione i segretari territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e UGL Telecomunicazioni hanno incontrato il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, al quale hanno illustrato le proprie preoccupazioni rispetto alla cessione del ramo d&#8217;azienda a DNA S.r.l., &#8220;ribadendo la necessità di garanzie chiare sulla tutela occupazionale e sulla continuità produttiva del servizio&#8221;.</p>
<p>Il prefetto ha ascoltato le posizioni dei rappresentanti dei lavoratori e si è impegnato a trasmettere le istanze al ministero competente, assicurando attenzione sul percorso della vertenza. I sindacati hanno definito l&#8217;incontro &#8220;interlocutorio ma importante&#8221;, sottolineando che la mobilitazione proseguirà finché non saranno fornite risposte certe sul futuro dei dipendenti.</p>
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		<title>Il ministero delle Imprese autorizza la vendita di un ramo di azienda della Abramo Customer Care</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-ministero-delle-imprese-autorizza-la-vendita-di-un-ramo-di-azienda-della-abramo-customer-care/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministero delle Imprese ha autorizzato la vendita del ramo di azienda della Abramo customer care che gestisce la commessa Tim alla cordata composta da Enosi Holding srl e Steel Telecom srl. Lo hanno reso noto i commissari straordinari della Abramo CC – Federica Trovato, Silvia Bocci e Tiziano Onesti – con una comunicazione inoltrata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministero delle Imprese ha autorizzato la vendita del ramo di azienda della Abramo customer care che gestisce la commessa Tim alla cordata composta da Enosi Holding srl e Steel Telecom srl. Lo hanno reso noto i commissari straordinari della Abramo CC – Federica Trovato, Silvia Bocci e Tiziano Onesti – con una comunicazione inoltrata alle organizzazioni sindacali di categoria che seguono la complicata vertenza dell’azienda di call center presso la quale sono occupate mille unità lavorative sparse tra Crotone, Catanzaro e Cosenza. Proprio ieri nel capoluogo calabrese i dipendenti della Abramo cc hanno tenuto un sit in di protesta davanti alla sede Tim dopo che nelle scorse settimane l’azienda di telefonia aveva comunicato di non voler prorogare la commessa. Sulla vicenda alcuni giorni fa erano intervenuti anche i segretari nazionali di Cgil Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri sollecitando un tavolo di trattativa ministeriale e l’applicazione della clausola sociale con cessione dell’azienda ad un’azienda di primaria importanza che assorba i mille dipendenti calabresi.</p>
<p>In realtà il ministero dell’Industria in data 29 maggio aveva già autorizzato la vendita di Abramo cc a Enosi e Steel Telecom ma solo di un ramo di azienda, costituito da un contratto attivo (quello del customer care per la clientela business di Tim), dal personale dipendente connesso e dalle immobilizzazioni materiali e immateriali esistenti nonchè le partecipazioni nella controllata Mics. Ne consegue che degli attuali 1.000 dipendenti Abramo su diverse commesse, ne passeranno alla newco poco più di 200. Secondo quanto reso noto dai commissari, infatti, Enosi Holding e Steel Telecom “tramite l’offerta di acquisto vincolante, intendono rilevare la titolarità del contratto afferente il committente Tim che implica il trasferimento di un numero di lavoratori pari a 90 operatori di call center, 14 team leader e 125 collaboratori, oltre agli assets aziendali”.</p>
<p>Il contratto offerto dalle due aziende acquirenti è quello di “un modello di impiego part-time di 4 ore giornaliere per i lavoratori dipendenti, fatta eccezione per le risorse inquadrate come Team Leader, anche al fine di raggiungere l’obiettivo di massimizzare il numero delle assunzioni, pur mantenendo una struttura dei costi sostenibile”. Inoltre, Enosi Holding e Steel Telecom “hanno proposto, per rendere sostenibile l’offerta vincolante, l’eliminazione degli incrementi automatici di retribuzione dovuti all’anzianità di servizio a fronte dell’introduzione di un sistema di remunerazione variabile al raggiungimento di prefissati obiettivi”. “Ciò premesso – concludono i commissari – a fronte dei 347 lavoratori oggi impiegati per l’esecuzione del contratto di servizi di customer care per la clientela business di Tim, la cessione comporterà il trasferimento di 104 lavoratori dipendenti a tempo indeterminato di Abramo Customer Care, di cui 14 team leader, oltre a 125 operatori lavoratori a progetto”.</p>
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		<title>Indagati l&#8217;ad del Milan Furlani e il suo predecessore Gazidis: inchiesta su cessione club rossonero</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indagati-lad-del-milan-furlani-e-il-suo-predecessore-gazidis-inchiesta-su-cessione-club-rossonero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 13:21:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ad del Milan Giorgio Furlani è indagato dalla Procura di Milano per ostacolo alla attività di vigilanza della Figc nell&#8217;inchiesta che riguarda la cessione del club rossonero dal fondo Elliott alla Redbird di Jerry Cardinale. La Gdf ha effettuato perquisizioni anche nella sede della società rossonera relative all&#8217;ufficio dell&#8217;amministratore delegato e di altre persone con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ad del Milan Giorgio Furlani è indagato dalla Procura di Milano per ostacolo alla attività di vigilanza della Figc nell&#8217;inchiesta che riguarda la cessione del club rossonero dal fondo Elliott alla Redbird di Jerry Cardinale. La Gdf ha effettuato perquisizioni anche nella sede della società rossonera relative all&#8217;ufficio dell&#8217;amministratore delegato e di altre persone con ruoli apicali.<br />
Insieme a Furlani è indagato anche il suo predecessore Ivan Gazidis, secondo quanto emerge dalle perquisizioni effettuate oggi dai finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf del club che è estraneo all&#8217;inchiesta. L&#8217;ipotesi contestata nell&#8217;indagine, che riguarda anche altre due persone operative in Lussemburgo, è ostacolo all&#8217;attività di vigilanza della Figc in merito alla comunicazione della titolarità effettiva della società. Comunicazione che, secondo la Procura, non sarebbe avvenuta. </p>
<p>Da una serie di elementi acquisiti nelle indagini dei pm di Milano Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri, condotte dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf, emerge &#8220;l&#8217;ipotesi che il Fondo Elliott conservi attualmente il controllo sostanziale della società Ac Milan, laddove all&#8217;Autorità di vigilanza Figc sarebbe, invece, stata rappresentata l&#8217;effettiva cessione della proprietà in favore del Fondo Redbird&#8221; di Gerry Cardinale nel 2022. Lo scrivono i pm nel decreto di perquisizione a carico dei quattro indagati, tra cui l&#8217;ad Giorgio Furlani. Dall&#8217;analisi dei documenti acquisiti dalla Procura di Milano nell&#8217;indagine sulla cessione del Milan dal fondo Eliott a RedBird &#8220;sembrerebbe emergere la circostanza che la maggior parte del capitale utilizzato per la compravendita sia proveniente da un veicolo societario non riferibile&#8221; alla stessa RedBird. Lo si legge nel decreto di perquisizione eseguito oggi dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Gdf, su delega dei pm Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi. &#8220;L&#8217;ipotesi è che il fondo Elliott conservi attualmente il controllo sostanziale della società&#8221;.<br />
Il reato contestato ai quattro indagati nel nuovo filone di indagine sulla cessione del Milan è &#8220;l&#8217;ostacolo all&#8217;esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza&#8221;. Secondo i pm, come si legge nel decreto, Daniela Italia e Jean Marc Mclean, amministratori della società lussemburghese Project Redblack, che controlla la Rossoneri Sport Investment, anch&#8217;essa lussemburghese e &#8220;detentrice delle azioni&#8221; del Milan, assieme all&#8217;ad rossonero Furlani e al predecessore Gazidis avrebbero ostacolato le funzioni di vigilanza della Figc, a cui è sottoposto il club. Avrebbero, in particolare, esposto &#8220;fatti materiali non rispondenti al vero&#8221; o avrebbero occultato &#8220;fatti che avrebbero dovuto comunicare&#8221; e che riguardavano &#8220;la situazione economica, patrimoniale e finanziaria relativa all&#8217;assetto proprietario della società&#8221;. In sostanza, avrebbero nascosto alla Figc, tra il 2022 e il 2023, che Elliott, malgrado la vendita di due anni fa, controllava ancora il club.</p>
<p>Una serie di perquisizioni e sequestri di documenti erano stati effettuati lo scorso aprile, per rogatoria in Lussemburgo, nelle sedi di Project Redblack e della controllata Rossoneri Sport, le due società attraverso le quali il fondo statunitense Elliott, nell&#8217;agosto 2022, ha venduto il Milan a RedBird per oltre un miliardo di euro. La prima tranche dell&#8217;inchiesta milanese, infatti, era stata aperta già da mesi e puntava a verificare, a partire da un esposto della lussemburghese Blue Skye (in lite giudiziaria con Elliott da tempo), la vicenda relativa ad un &#8220;pegno&#8221; e, più in generale, l&#8217;operazione di compravendita del Milan. Nel primo filone di indagini erano stati ipotizzati i reati di bancarotta, appropriazione indebita e all&#8217;ostacolo agli organi di vigilanza della Covisoc. Blue Skye, ex socia di minoranza del Milan, aveva lamentato nell&#8217;esposto che ha dato il via a quell&#8217;indagine, un danno da poco più di &#8220;100 milioni di euro&#8221; per &#8220;perdita di garanzia sul finanziamento&#8221; e una &#8220;opacità nei passaggi societari&#8221; nella vendita.<br />
&#8220;In merito alla perquisizione avvenuta in data odierna nella propria Sede, la società AC Milan risulta terza ed estranea al procedimento in corso che attiene all&#8217;acquisizione della stessa, perfezionata nell&#8217;agosto 2022. L&#8217;indagine &#8211; fa sapere il club rossonero &#8211; che coinvolge anche i legali rappresentanti con potere di firma, Giorgio Furlani e Ivan Gazidis, attuale e precedente AD del Club, ipotizza non corrette comunicazioni alla competente autorità di vigilanza. La società sta prestando piena collaborazione all&#8217;autorità inquirente&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Cessione di cocaina tra Vibo Valentia e Catanzaro, tre persone finiscono in carcere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cessione-di-cocaina-tra-vibo-valentia-e-catanzaro-tre-persone-finiscono-in-carcere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 14:58:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di oggi, la Squadra Mobile della Questura di Catanzaro, con il supporto delle Squadre Mobili di Roma, Palermo e Reggio Calabria, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 3 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di oggi, la Squadra Mobile della Questura di Catanzaro, con il supporto delle Squadre Mobili di Roma, Palermo e Reggio Calabria, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 3 indagati sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine al reato di cessione di sostanze stupefacente del tipo cocaina tra le città di Vibo Valentia e Catanzaro.</p>
<p>La misura cautelare eseguita in data odierna, scaturita dall’attività di indagine delegata alla Squadra Mobile di Catanzaro, fa seguito alla misura cautelare adottata dal GIP a seguito del fermo di indiziato di delitto eseguito lo scorso 15 gennaio, per la ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine anche al delitto di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo hashish e marijuana, operante nella zona Nord della Città di Catanzaro. </p>
<p>Il procedimento per le fattispecie di reato ipotizzate pende attualmente nella fase delle indagini preliminari.</p>
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