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	<title>certificati Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Sep 2025 12:29:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Locri, falsi certificati di malatti: arrestati due medici di base. Inchiesta con 144 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 11:09:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due medici di base operanti a Bovalino, che sono risultati indagati &#8211; unitamente ad altre 142 persone e a diverso titolo &#8211; per falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale e truffa ai danni dello Stato.<br />
Ai domiciliari sono finite Nadia Giovanna Sorbara, di 62 anni, e Immacolata Iozzo, di 67. Il provvedimento &#8211; emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Locri, su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Dott. Giuseppe Casciaro &#8211; costituisce l’esito di una complessa attività investigativa, che è stata avviata a seguito della presentazione di una denuncia da parte di un privato cittadino ed è stata condotta dal Gruppo della Guardia di finanza di Locri, anche con il ricorso a voluminose acquisizioni documentali e mirate attività di intercettazioni telefoniche e ambientali.</p>
<p>In particolare, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle specifiche responsabilità, è emerso uno “scenario allarmante” nell’ambito del quale i suddetti medici di base procedevano, in maniera “spregiudicata” e “disinvolta”, al rilascio di numerosi certificati di malattia in favore di soggetti beneficiari &#8211; perlopiù braccianti agricoli &#8211; attestando periodi di infermità anche di lunga durata, sovente come prosecuzione di precedenti certificazioni, senza effettuare alcuna visita medica. Tali condotte di “esercizio distorto della professione medica” avrebbero consentito ai destinatari delle false certificazioni di beneficiare indebitamente di numerose assenze sul posto di lavoro e la parassitaria percezione illecita delle relative indennità di malattia, da parte dell’INPS, per un importo complessivo di quasi 70 mila euro. Al riguardo, si precisa che i lavoratori stagionali del comparto agricolo hanno diritto alla predetta indennità nella misura massima di 180 giorni annui qualora iscritti nell’apposito elenco e nel caso in cui nell’anno precedente o in quello corrente abbiano svolto almeno 51 giornate di lavoro (nella circostanza in cui il lavoratore abbia effettuato un numero di giornate inferiore, il limite massimo di giorni di malattia indennizzabili diminuisce in proporzione).</p>
<p>Più nel dettaglio, gli accertamenti svolti hanno consentito di disvelare condotte illecite seriali, caratterizzate dal rilascio in “ciclostile” di certificazioni sanitarie false, in tempi estremamente rapidi, talora basandosi su semplici conversazioni tramite piattaforme di messaggistica telefonica o demandando a terzi il ritiro di certificati già precompilati. E’ risultato finanche che talvolta la durata della malattia veniva decisa al momento, anche in autonomia dai pazienti stessi, arrivando a certificare per pazienti appartenenti al medesimo nucleo familiare la medesima diagnosi (patologia al braccio e disturbi d’ansia) per il medesimo periodo temporale. Emblematico è risultato il caso di una certificazione per “sindrome ansioso depressiva” con una prognosi di 20 giorni ritirata presso lo studio di uno dei due medici indagati in una mattina d’estate dalla madre dell’interessato, un giovane bracciante agricolo, che al momento della certificazione della malattia era “tutt’altro che ammalato ma serenamente a letto”, dopo aver fatto “le ore piccole” la notte precedente. Ne è emerso un pericoloso “contesto d’illiceità diffusa” a danno della spesa pubblica &#8211; venendo sfruttate fondamentali tutele assistenziali previste dalla legge in illecita fonte di arricchimento a cui attingere indebitamente &#8211; su cui è sistematica e alta l’attenzione della Procura della Repubblica di Locri e della Guardia di finanza di Reggio Calabria.</p>
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		<title>Reggio Calabria, certificati falsi per ottenere pensioni o assegni invalidità: 51 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 10:57:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[certificati]]></category>
		<category><![CDATA[falsi. invalidità]]></category>
		<category><![CDATA[indagati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha notificato gli avvisi della conclusione delle indagini preliminari e le informazioni di garanzia e sul diritto alla difesa nei confronti di n. 51 soggetti, tutti indagati &#8211; a vario titolo &#8211; per reati di falso ideologico e materiale nonché per l’utilizzo, in sede di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha notificato gli avvisi della conclusione delle indagini preliminari e le informazioni di garanzia e sul diritto alla difesa nei confronti di n. 51 soggetti, tutti indagati &#8211; a vario titolo &#8211; per reati di falso ideologico e materiale nonché per l’utilizzo, in sede di perizie medico-legali, di documentazione artefatta.<br />
L’operazione rappresenta l’esito di un’articolata indagine &#8211; coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Capo f.f. Dottor Giuseppe Lombardo &#8211; che ha permesso di individuare complessivamente n. 51 soggetti, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità, tutti ritenuti autori di plurime condotte illecite finalizzate a conseguire l’indebita percezione di pensioni o assegni di invalidità civile. L’attività investigativa, svolta dal Gruppo di Reggio Calabria, trae origine da una denuncia presentata da un consulente tecnico, incaricato dal Tribunale &#8211; Sezione Lavoro di Reggio Calabria, nell’ambito di una vertenza instaurata per il riconoscimento della pensione di invalidità da parte di un cittadino reggino.</p>
<p>In tale contesto, il perito aveva riscontrato l’inattendibilità di alcune certificazioni mediche, asseritamente rilasciate da strutture sanitarie pubbliche, riversate nell’ambito del ricorso presso il predetto organo giudiziario. Sono state, quindi, avviate le indagini che hanno consentito preliminarmente di identificare i soggetti riconducibili all’apertura della citata vertenza civile presso il locale Tribunale, nei confronti dei quali sono state eseguite attività tecniche e di perquisizione domiciliare. Nell’ambito delle indagini che ne sono conseguite, sono state reperite e sottoposte a sequestro copie di documenti di riconoscimento di soggetti residenti nel territorio reggino, istanze volte a ottenere la pensione di invalidità e/o altri riconoscimenti indirizzate all’I.N.P.S. con relativi esiti, unitamente a documentazione sanitaria palesemente artefatta. A seguito del rinvenimento di tale documentazione durante mirate perquisizioni, i finanzieri hanno effettuato specifici approfondimenti investigativi, sia mediante acquisizioni documentali presso diverse strutture sanitarie (alcune delle quali collocate in altre province calabresi), sia attraverso l’assunzione di informazioni testimoniali da parte dei medici risultati sottoscrittori dei certificati rinvenuti (queste ultime attestazioni disconosciute dagli stessi medici). Sulla base delle risultanze acquisite nell’ambito dell’attività investigativa, è emerso che gli indagati, a cui era stato preliminarmente negato dall’INPS il riconoscimento dell’invalidità e/o dell’assegno civile, in sede di ricorso promosso innanzi al Tribunale &#8211; Sezione Lavoro di Reggio Calabria avrebbero presentato documentazione sanitaria, emessa da strutture pubbliche e private prevalentemente ubicate nella regione Calabria, risultata falsa e/o artefatta.</p>
<p>Ciò avrebbe indotto in errore il perito nominato dall’Autorità giudiziaria che, al termine della consulenza tecnica, avrebbe attestato la veridicità della documentazione prodotta, con conseguente riconoscimento, pertanto, in capo ai ricorrenti di una riduzione permanente della capacità lavorativa e/o di altre patologie invalidanti. L’architettura fraudolenta è stata posta in essere da due soggetti principali (madre e figlia), già sottoposti agli arresti domiciliari &#8211; nel maggio 2022 &#8211; per gli stessi reati contestati agli odierni indagati, nonché per il pericolo di reiterazione delle condotte illecite e di inquinamento delle prove.<br />
Tali promotori si sarebbe avvalsi, inoltre, della complicità di un dipendente infedele dell’INPS che, a seguito di accessi abusivi alle banche dati dell&#8217;Istituto previdenziale effettuati in assenza di ragioni di ufficio, avrebbe fornito dati e notizie riguardanti le posizioni e le prestazioni previdenziali dei soggetti indebitamente beneficiari dei sussidi.</p>
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		<title>Causa Covid incremento certificati di malattia: record al Sud</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 11:22:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[. dati]]></category>
		<category><![CDATA[certificati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel quarto trimestre del 2020 sono pervenuti all’Inps 7.155.050 certificati di malattia contro i 5.864.193 dello stesso periodo del 2019, con un aumento del 22%. Lo riferisce l’istituto di previdenza sociale spiegando che l’incidenza di quelli dal settore privato è pari al 77%, contro il 74,8% registrato lo scorso anno. L’incremento, si legge in una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quarto trimestre del 2020 sono pervenuti all’Inps <strong>7.155.050 certificati di malattia</strong> contro i 5.864.193 dello stesso periodo del 2019, con un <strong>aumento del 22%</strong>.<br />
Lo riferisce l’istituto di previdenza sociale spiegando che l’incidenza di quelli dal settore privato è pari al 77%, contro il 74,8% registrato lo scorso anno.<br />
L’incremento, si legge in una nota, è probabilmente dovuto alla seconda ondata dell’epidemia da <strong>Covid-19</strong>, la cui impennata dei contagi a partire dal mese di ottobre 2020, con tutte le attività aperte, può aver determinato un maggiore ricorso alla malattia dei lavoratori pubblici e privati.<br />
Nello stesso periodo del 2019  si registra un incremento più accentuato per il settore privato (+25,6%) rispetto a quello pubblico (+11,2%):<br />
Nelle regioni del <strong>Centro</strong>  si registra un <strong>+15,1%</strong> rispetto al +5,0% dell’anno precedente.<br />
Ma il dato del<strong> Sud</strong> è ancora più significativo:<strong> +31,2%</strong> contro 1,2%.<br />
La differenza tra i dati è quasi nulla al <strong>Nord</strong>: <strong>+27,6%</strong>  contro il 25,4%.</p>
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