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  • Castrovillari, rapina in una gioielleria del centro commerciale: Avrebbero agito in cinque a volto coperto

    Castrovillari, rapina in una gioielleria del centro commerciale: Avrebbero agito in cinque a volto coperto

    Rapina a mano armata presso la gioielleria all’interno del centro commerciale ‘Le Vigne’ di Castrovillari. Poco dopo mezzogiorno cinque persone, con il volto coperto, hanno fatto irruzione all’interno della gioielleria fracassando le vetrinette e prelevando i gioielli che vi erano contenuti.

    Un’azione – secondo quanto si è appreso – fulminea e portata a termine in pochissimo tempo. I cinque si sono coperti la fuga utilizzando alcuni estintori presenti. Il totale della refurtiva è ancora in via di quantificazione.

    Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale Compagnia e gli agenti del Commissariato di Polizia che hanno iniziato a fare tutti i rilievi del caso. Le indagini vengono svolte dai Carabinieri della compagnia di Castrovillari che procederanno anche all’analisi delle immagini sia delle telecamere presenti nella gioielleria sia di quelle poste nel centro commerciale.
    (Ansa)

  • Emergenza idrica nel centro di Vibo, a ‘Ottocannali’ e alla Marina: attivato il Centro Operativo Comunale

    Emergenza idrica nel centro di Vibo, a ‘Ottocannali’ e alla Marina: attivato il Centro Operativo Comunale

    A causa delle criticità rilevate negli ultimi giorni sulla rete idrica comunale, e che oggi si sono ulteriormente aggravate con nuove perdite sulla condotta idrica, il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo ha disposto, con apposita ordinanza, l’attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) con tutte le funzioni di supporto, al fine di garantire il coordinamento degli interventi.
    Le maggiori problematiche si stanno registrando nel centro storico, in località ‘Ottocannali’ e a Vibo Marina. Problematiche che, malgrado numerosi interventi già avviati dall’amministrazione nel corso dell’ultima settimana, impediscono il mantenimento dei volumi necessari per una regolare erogazione dell’acqua.
    Le squadre tecniche sono già al lavoro per individuare e riparare i guasti. Gli interventi, per essere eseguiti in sicurezza, richiederanno l’interruzione della fornitura idrica nelle zone interessate a partire dalla serata di oggi e fino alla conclusione delle operazioni.
    Il C.O.C. resterà attivo fino al superamento dell’emergenza, garantendo il monitoraggio costante della situazione, il coordinamento delle attività e l’informazione alla cittadinanza. Aggiornamenti saranno pubblicati sui canali istituzionali del Comune di Vibo Valentia.
  • Corigliano-Rossano, arsenale con pistole clandestine e un kg di cocaina: 48enne arrestato

    Corigliano-Rossano, arsenale con pistole clandestine e un kg di cocaina: 48enne arrestato

    I Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano, con il coordinamento investigativo della Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal Procuratore Capo Alessandro D’Alessio, nel corso della giornata di giovedì 16 aprile, hanno arrestato un 48enne incensurato del posto, gravemente indiziato dei reati di detenzione di armi clandestine e di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. Nell’ambito di una strategia di contrasto coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, i Carabinieri del Reparto Territoriale hanno aumentato i controlli dei diversi contesti urbani nel centro cittadino di Corigliano Rossano, con identificazioni, verifiche e – in alcuni casi – minuziose perquisizioni. Nella giornata trascorsa i controlli pianificati sono stati effettuati nei meandri dei vicoli del centro storico di Rossano. Un’operazione ad alta visibilità, finalizzata a contrastare qualsiasi tipo di reato o detenzione illecita, con particolare riferimento a quelle delle armi e della droga. Le operazioni in questione sono state compiute da un numero rilevante di militari dell’Arma che hanno passato al setaccio case disabitate, corti condominiali e altre strutture sospette.

    Le operazioni hanno poi interessato l’abitazione e le pertinenze del soggetto arrestato e si sono incentrate su di un deposito, dove le ricerche sono state rese particolarmente difficili dal materiale accumulato nel tempo. Una circostanza che non ha scoraggiato i Carabinieri che, invece, hanno optato per scandagliare a fondo la struttura, controllandola palmo a palmo. La perquisizione, nel volgere di qualche ora, ha permesso agli operatori dell’Arma di individuare un borsone da viaggio, con all’interno un vero e proprio arsenale e un importante quantitativo di sostanza stupefacente. Infatti nella sacca è stata rilevata la presenza di cinque pistole semiautomatiche clandestine, poiché recanti matricole abrase, punzonate o semplicemente senza alcuna corrispondenza con quelle censite nei «cataloghi nazionali delle armi da sparo» e di un panetto da un chilogrammo di cocaina pura che se immessa sul mercato, dopo i relativi tagli, avrebbe potuto fruttare ben oltre 150.000 euro.

    Un arsenale pronto all’uso, tanto che sono stati sequestrati anche un numero considerevole di proiettili. Il potenziale balistico delle armi recuperate è risultato eterogeneo e molto pericoloso. La droga e le armi sequestrate verranno ora sottoposte ai relativi esami tecnici di laboratorio, per appurare il potere drogante dello stupefacente e l’eventuale riconducibilità delle armi ad altre azioni violente.  Il soggetto grevemente indiziato dei delitti, all’esito della valutazione di tutti gli elementi di riscontro raccolti, è stato arrestato e associato presso il carcere di Castrovillari, dove rimarrà a disposizione dei Magistrati della Procura della Repubblica di quello stesso centro. L’attività di contrasto dell’Arma continuerà, invece, a essere perseguita anche nelle aree più recondite del comprensorio. Quello messo a segno si ritiene possa essere stato un risultato importante, poiché ha permesso di togliere dalla strada tanta droga e soprattutto molte armi, perfettamente efficienti e custodite in maniera scrupolosa, che potevano – potenzialmente – essere utilizzate anche per ulteriori raid criminali, come accaduto proprio nel contesto rossanese nel recente passato.

     

  • Ciclone Erminio: emergenza crisi climatica nel centro sud Italia, 794 eventi estremi in 15 anni

    Ciclone Erminio: emergenza crisi climatica nel centro sud Italia, 794 eventi estremi in 15 anni

    l centro sud è sempre più vittima della crisi climatica. A denunciarlo è Legambiente che commenta quanto sta accadendo in questi giorni ed ore nel centro sud Italia partendo dai nuovi dati del suo Osservatorio Città Clima. Dal 2011 a fine marzo 2026 nelle regioni adriatiche – Marche Abruzzo, Molise e Puglia – e in quelle del sud – Calabria, Sicilia e Sardegna – ci sono stati in tutto 794 gli eventi meteo estremi che hanno causato danni al territorio. Parliamo di danni da allagamenti, grandinate, vento, esondazioni, mareggiate, e danni al patrimonio storico. In queste regioni colpite, in questi giorni da forti perturbazioni dovute dal ciclone Erminio, secondo i dati dalla piattaforma IdroGEO di Ispra, la popolazione che abita in aree mappate ad elevato rischio idrogeologico (frane e alluvioni) ammonta a poco più di un milione di persone (1.161.061). Sono invece 420.880 gli edifici censiti in queste aree, 88 mila le imprese e 8.551 i beni culturali a rischio. Un quadro preoccupante che Legambiente Calabria commenta così.

     Lo stato di emergenza chiesto per l’Abruzzo e il Molise e la situazione critica anche in altre regioni della Penisola con fiumi in piena, nevicate record, frane e paesi isolati, il collasso del ponte sul Trigno avvenuto in queste ore e il cedimento di diverse strade in Puglia – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ci dimostrano ancora una volta quanto l’Italia sia impreparata ad affrontare, gestire e prevenire la crisi climatica, che di anno in anno diventa sempre più intensa e con effetti sempre più impattanti sui territori, mettendo a rischio la vita delle persone e l’economia del Paese. Torniamo, dunque, a chiedere al Governo Meloni che si lavori per definire al più presto una strategia nazionale per la prevenzione con politiche di mitigazione e adattamento efficaci e non più rimandabili, a partire dallo stanziamento delle risorse per attuare il PNACC, che ad oggi continua a restare un piano solo sulla carta PNACC e di cui il Governo, dopo la sua approvazione, sembra essersene totalmente dimenticato. Il nostro Paese non può continuare a rincorrere le emergenze. La crisi climatica dimostra non solo una fragilità dei territori ma anche una crisi infrastrutturale preoccupante su cui bisogna riflettere e prendere delle contromisure. A proposito di ponti crollati, da quello dei Trigno agli altri casi che ci sono già stati nel Paese, chiediamo che venga fatta ricognizione delle infrastrutture del paese con relativo piano di messa in sicurezza recuperando le risorse da quelle stanziate per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina”.

    Tornando ai dati dell’Osservatorio Città Clima, citati in apertura, Legambiente aggiunge che a livello territoriale le regioni del sud più colpite da eventi meteo estremi dal 2011 a fine marzo 2026 sono state: la Sicilia con 270 eventi meteo registrati, seguita da Puglia con 168 Calabria con 126. Seguono Marche con 107 eventi meteo estremi, Sardegna con 70, Abruzzo con 42 e Molise 11. 

  • Slot machine e centro scommesse illegali scoperti dalla GdiF nella provincia di Vibo Valentia

    Slot machine e centro scommesse illegali scoperti dalla GdiF nella provincia di Vibo Valentia

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno scoperto un operatore di scommesse totalmente abusivo e non autorizzato a Mileto, nel Vibonese. L’attività di scommesse era esercitata senza esporre, come previsto, la tabella dei giochi proibiti, risultando priva delle previste autorizzazioni di pubblica sicurezza. Nel dettaglio, i finanzieri del Gruppo di Vibo Valentia hanno sottoposto a sequestro amministrativo 5 slot machines non collegate alla rete telematica e oltre 2.000 euro di provento illecito rinvenuto al loro interno.

    Durante l’intervento, inoltre, sono stati sottoposti a sequestro penale 6 computer e 6 postazioni telematiche collegate ad internet con siti di famosi bookmakers esteri, non aventi le previste autorizzazioni. Il centro di raccolta delle scommesse non rispettava, quindi, le misure minime di sicurezza e di controllo degli accessi, esponendo i frequentatori, tra cui minori, a potenziali rischi.

    L’esercente veniva quindi segnalato all’Autorità Giudiziaria per violazione delle normative inerenti all’esercizio di giochi e scommesse e per l’omessa esposizione della tabella dei giochi proibiti, con l’applicazione di una sanzione amministrativa prevista da 5.000 a 50.000 euro per ogni apparecchio e segnalato al competente Ufficio dell’Agenzia Dogane e Monopoli per l’accertamento e la quantificazione del Prelievo Erariale Unico.

     

  • Paola, appartamento in centro adibito a lavorazione e confezionamento droga: 45enne arrestata

    Paola, appartamento in centro adibito a lavorazione e confezionamento droga: 45enne arrestata

    Nelle scorse ore, gli uomini della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Paola (CS), unitamente ad unità cinofila della Reparto di Vibo Valentia, nel corso di un’operazione di polizia finalizzata al contrasto del fenomeno dello spaccio di droghe hanno tratto in arresto una donna quarantacinquenne di Paola ritenuta colpevole di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli uomini della Polizia di Stato erano da più tempo sulle tracce di un soggetto ritenuto dedito ad intensa attività di spaccio nell’hinterland paolano. Le recenti evidenze info-investigative confluivano tutte verso il profilo di una insospettabile donna domiciliata in un popoloso quartiere del centro di Paola.

    Nella mattinata odierna a seguito di specifici servizi di osservazione e pedinamento veniva documentata una attività di cessione di droga tra il soggetto monitorato ed un noto tossicodipendente paolano. La successiva perquisizione personale e veicolare confermava l’ipotesi investigativa degli operatori di polizia atteso che venivano rinvenute, nella disponibilità della donna, diverse confezioni di sostanze stupefacenti di varia natura. Ipotesi consolidata dalla visita presso il domicilio della donna laddove gli agenti operanti, collaborati dall’unità cinofila “digos”, hanno rinvenuto un vero e proprio laboratorio attrezzato per il taglio ed il confezionamento di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” e “marijuana”.

    Nell’operazione di polizia sono stati infatti rinvenuti e sequestrati – oltre ad un ingente quantitativo di sostanza stupefacente pari ad oltre gr. 400 di “cocaina ed oltre 1 kg di marijuana – materiale da confezionamento, sistemi per la pesatura di precisione e banconote in contanti di vario taglio per oltre 1.700 euro. Ma il particolare che ha più turbato gli investigatori risiede nella cura maniacale e differenziata utilizzata per il confezionamento della sostanza stupefacente. La droga è stata infatti rinvenuta suddivisa in “accattivanti” confezioni colorate monodose, suddivise per tipologia di sostanza, e pronte per essere distribuite come “cadeau” in occasione di festeggiamenti particolari. Metodologia quest’ultima mai evidenziata prima e che lascia presagire la presenza sulla costa tirrenica di organizzazioni strutturate per la grande distribuzione al dettaglio di sostanze stupefacenti. L’arrestata su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Paola e stata tradotta presso la Casa Circondariale.

  • GdiF e Dogane scoprono centro scommesse abusivo, sequestrati apparecchi gioco vietati

    GdiF e Dogane scoprono centro scommesse abusivo, sequestrati apparecchi gioco vietati

    Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria e l’Ufficio Locale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), nell’ambito di un’attività di controllo congiunta nei confronti di diversi centri scommesse della provincia reggina, oltre a rilevare numerose violazioni in materia di giochi e scommesse, hanno scoperto un operatore di scommesse totalmente abusivo e non autorizzato. In particolare, i militari del Gruppo di Locri e il personale di ADM hanno individuato in Bovalino un centro scommesse che operava per conto di un noto concessionario con sede a Malta, non
    autorizzato in Italia. Tale attività di scommesse – che veniva esercitata senza esporre, come previsto, la tabella dei
    giochi proibiti – risultava, inoltre, formalmente intestata a un soggetto economico cessato e, pertanto, risultava anche priva delle previste autorizzazioni di pubblica sicurezza. Nel corso di un ulteriore controllo presso un circolo privato di Condofuri, i militari della Compagnia di Melito Porto Salvo, sempre unitamente a personale dell’ADM, hanno invece riscontrato l’utilizzo di apparecchi di gioco di genere vietato, in quanto idonei a erogare vincite in denaro.

    Nel dettaglio, nel corso dell’intervento è stato possibile riscontrare la presenza di un apparecchio elettronico, a led luminosi rotanti e ad alea programmata, sprovvisto di titoli autorizzatori e non conforme alle caratteristiche dei giochi da intrattenimento, che si è provveduto a sottoporre a sequestro, comminando la prevista sanzione ammnistrativa (fino a 50 mila euro), con la relativa segnalazione all’autorità competente per la chiusura dell’esercizio da 30 a 60 giorni.

    All’esito dell’attività operativa espletata, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità, i responsabili sono stati deferiti alle competenti Autorità Giudiziarie di Reggio Calabria e Locri.

  • VIDEO-Reggio, sequestrato il Centro antiviolenza “Margherita”: direttrice Tiziana Iaria nei guai

    VIDEO-Reggio, sequestrato il Centro antiviolenza “Margherita”: direttrice Tiziana Iaria nei guai

    A conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, la Polizia, oggi, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria avente ad oggetto l’associazione “Odv Centro Antiviolenza Margherita” con sede legale in Reggio Calabria e gli immobili gestiti dalla stessa per l’esercizio delle proprie attività siti in Reggio Calabria e in provincia di Avellino. Il provvedimento, eseguito dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, con l’ausilio della Squadra Mobile di Avellino, è scaturito dagli esiti di un’articolata attività investigativa che ha tratto origine dal denunciato rapimento, nel marzo del 2024, di Tiziana Iaria, legale rappresentante del Centro Antiviolenza.

    L’attività investigativa posta in essere dalla Polizia, svolta attraverso attività di intercettazione telefonica e telematica, acquisizione di tabulati di traffico telefonico e telematico, nonché attraverso l’acquisizione e la successiva analisi delle videoriprese degli impianti di videosorveglianza posti lungo il tragitto percorso da Iaria, sia prima che dopo il denunciato rapimento, ha consentito di acquisire elementi tali da poter accertare, allo stato del procedimento, la non veridicità di quanto denunciato in ordine al patito rapimento. Secondo quanto riferito dalla Iaria agli inquirenti, dopo il rientro nella sua abitazione, il suo sequestro sarebbe stato perpetrato da soggetti ignoti che, dopo averla stordita, l’avrebbero condotta in un luogo da lei non riconosciuto, per poi riportarla a Reggio Calabria la mattina successiva. La sera della scomparsa della donna, il marito riceveva un messaggio sul social network Facebook da un profilo a lui sconosciuto, in cui il mittente lo rassicurava che avrebbero provveduto a riportare la Iaria a casa appena la stessa si fosse ripresa, dichiarando che l’intento dell’azione era soltanto quello di spaventarla. L’analisi dei tabulati di traffico telematico acquisiti nel corso delle investigazioni ha permesso di ricavare, viceversa, elementi tali da ipotizzare che il messaggio in questione all’indirizzo del marito era stato inoltrato dalla stessa Iaria.
  • Crotone: importante operazione interforze nel centro storico cittadino

    Crotone: importante operazione interforze nel centro storico cittadino

    Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio è stata condotta un’importante operazione interforze nel centro storico cittadino. L’operazione è stata effettuata a seguito delle decisioni assunte in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto della Provincia di Crotone, Dott.ssa Franca FERRARO, in conformità alla riunione tecnica tenutasi in Questura e presieduta dal Questore, Autorità tecnica Provinciale di Pubblica Sicurezza. L’attività, coordinata da un Funzionario di Polizia, ha coinvolto personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, i quali hanno effettuato dei controlli presso le strutture ricettive presenti nell’area del centro storico, verificandone il rispetto delle normative di settore, hanno verificato la regolarità dei contratti di locazione delle abitazioni private e hanno effettuato controlli nei confronti degli extracomunitari domiciliati e dimoranti in zona, verificandone la regolarità della loro posizione sul territorio nazionale.

    Nell’ambito dell’operazione, un primo controllo ha interessato un’abitazione sita nel centro storico all’interno della quale venivano identificati due coniugi ivi residenti sprovvisti del relativo contratto di locazione poiché scaduto da un anno. Dagli accertamenti documentali, è emerso che gli affittuari, nonostante la scadenza del contratto, continuavano a pagare il canone mensile, pertanto verrà fatta una segnalazione all’Agenzia delle Entrate per la riscossione delle somme dovute. Durante il controllo, il personale accertava anche un’anomalia al contatore ENEL, per cui con l’ausilio del personale tecnico della società erogante, si appurava la manomissione dell’apparecchio che aveva procurato un indebito risparmio, per un periodo pari a 6 anni, di circa 5.000 €. Pertanto, entrambi i coniugi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per furto di energia elettrica. Successivamente, venivano effettuati appurati controlli da parte della Polizia Amministrativa presso tre strutture ricettive (nr. 2 B&B e nr. 1 ostello) rilevando la mancanza dei dispositivi per la rilevazione di gas combustibili. All’esito del controllo, venivano elevate sanzioni amministrative per un valore di 6.340 €.

    Contestualmente, venivano identificati nr. 9 extracomunitari, di cui nr. 2 risultati irregolari sul territorio nazionale, per i quali verranno svolti approfonditi accertamenti e per alcuni di essi è stato emesso un provvedimento di espulsione.
    I controlli hanno riguardato ulteriori abitazioni site nel centro storico nel corso dei quali è stata acquisita la necessaria documentazione che sarà oggetto di verifica da parte del personale della Guardia di Finanza per accertare possibili irregolarità, tra cui ipotesi di sub-affitto e cessione di fabbricati ad extracomunitari in assenza delle previste comunicazioni contrattuali al fine di evadere le imposte.
    L’attività si inserisce in un più ampio piano di prevenzione e repressione dei reati, attraverso la predisposizione di mirati servizi di vigilanza con particolare attenzione all’area del centro storico, già ampiamente attenzionata dalle Forze di Polizia nel piano coordinato di controllo del territorio, al fine di garantire legalità, una maggiore percezione di sicurezza e il rispetto delle regole, contrastando ogni forma di illegalità a tutela dell’intera collettività e seguirà nelle prossime settimane.

  • VIDEO-Gioia Tauro: favoreggiamento e sfruttamento prostituzione: arrestata responsabile centro massaggi

    VIDEO-Gioia Tauro: favoreggiamento e sfruttamento prostituzione: arrestata responsabile centro massaggi

    II Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha eseguito nei confronti di una cittadina cinese un’ordinanza di custodia cautelare che dispone gli arresti domiciliari per il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore, Emanuele Crescenti. La donna era destinataria di un provvedimento restrittivo della libertà personale emesso dalla stessa Autorità Giudiziaria.

    L’operazione rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa anche di natura tecnica condotta dai militari del Gruppo di Gioia Tauro e delegata dalla Procura della Repubblica di Palmi, che ha permesso di acquisire gravi indizi con riferimento al reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. In particolare, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità, l’indagata avrebbe gestito un apparente “centro massaggi” ubicato nella città dell’omonima Piana, che in realtà era adibito quale luogo di prestazioni sessuali a pagamento, da parte di talune donne orientali, nei confronti di clienti reclutati attraverso la pubblicazione su internet di specifici annunci.

    Nel dettaglio, oltre a mettere a disposizione delle meretrici l’appartamento condotto in locazione per incontrare i clienti, l’indagata rispondeva al telefono, forniva le indicazioni su come accedere e trovare l’appartamento.
    Inoltre, accoglieva gli “avventori” all’ingresso, indicava loro la camera dedicata alla consumazione dei rapporti, si occupava della pubblicazione degli annunci sul web e, infine, riceveva il denaro costituente il corrispettivo delle prestazioni rese.
    A seguito del provvedimento cautelare, i finanzieri si sono messi immediatamente sulle tracce dell’indagata e grazie a mirati approfondimenti investigativi, anche di natura tecnica, e incroci di dati nelle banche dati in uso al Corpo, sono riusciti a localizzare l’arrestata presso una struttura ricettiva di Roma.