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	<title>cautelari Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 19 May 2026 10:47:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Droga ed estorsioni: eseguite 14 misure cautelari tra Calabria, Campania, Sicilia ed Emilia Romagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 10:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per delinquere finalizzata alla produzione, detenzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti; estorsione, tentata e consumata aggravata dal metodo mafioso. Sono alcuni dei reati ipotizzati per i quali i carabinieri hanno dato esecuzione, nei confronti di 14 persone, a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione per delinquere finalizzata alla produzione, detenzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti; estorsione, tentata e consumata aggravata dal metodo mafioso. Sono alcuni dei reati ipotizzati per i quali i carabinieri hanno dato esecuzione, nei confronti di 14 persone, a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.   Oltre alla Calabria l&#8217;operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Scalea (Cosenza), supportati dai Comandi dell&#8217;Arma territorialmente competenti, dallo Squadrone eliportato cacciatori di Calabria e dall&#8217;8° Nec di Vibo Valentia, ha riguardato anche Campania, Sicilia ed Emilia Romagna.</p>
<p id="ob">Tra i reati ipotizzati anche l&#8217;accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti. L&#8217;inchiesta &#8220;Baia Bianca&#8221; avrebbe fatto emergere l&#8217;esistenza di un&#8217;associazione a delinquere attiva a Scalea e nell&#8217;alto Tirreno Cosentino dedita allo spaccio di droga, in particolare di cocaina. L&#8217;organizzazione &#8211; spiegano gli inquirenti &#8211; utilizzava parole in codice e presentava una struttura piramidale. &#8220;Al vertice si collocherebbero due promotori che, attraverso un supervisore operativo, avrebbero coordinato un&#8217;efficiente rete composta da corrieri incaricati di trasportare lo stupefacente dalla Campania e da una fitta schiera di pusher attivi capillarmente sul Tirreno Cosentino e nella Valle del Noce. Il gruppo &#8211; ricostruiscono gli inquirenti &#8211; avrebbe consolidato canali di approvvigionamento, prediligendo acquisti frazionati per minimizzare i danni in caso di sequestri, supportati da due basi logistiche a Scalea. Una figura di vertice femminile, temuta e rispettata, veniva esplicitamente appellata dai sodali come &#8216;Rosy Abate'&#8221;.</p>
<p>È stato inoltre ipotizzato che il sodalizio si garantisse l&#8217;omertà degli affiliati attraverso forme di &#8220;welfare criminale&#8221;, facendosi carico delle spese legali per i membri arrestati. I vertici dell&#8217;organizzazione, infine, secondo l&#8217;accusa, riuscivano a mantenere il controllo operativo, impartendo direttive anche dal carcere, grazie all&#8217;introduzione clandestina di smartphone nel carcere di Paola.</p>
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		<title>VIDEO-Crotone: 10 misure cautelari per associazione a delinquere, truffa e riciclaggio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-10-misure-cautelari-per-associazione-a-delinquere-truffa-e-riciclaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-378638-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/video.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/video.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/video.mp4</a></video></div>
<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione a 10 misure cautelari personali, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe online, truffa aggravata, riciclaggio, autoriciclaggio e sostituzione di persona. In particolare, il provvedimento cautelare ha disposto <strong>5 misure di custodia cautelare in carcere</strong> e <strong>5 obblighi di presentazione</strong> alla Polizia Giudiziaria. Il G.I.P. ha inoltre disposto il sequestro preventivo, in via diretta e, ove necessario, per equivalente, di denaro, rapporti finanziari e ulteriori beni ritenuti riconducibili ai proventi illeciti o al loro reimpiego. Le attività di sequestro erano già state eseguite in data 19 marzo e 1° aprile. Il provvedimento ha riguardato, in particolare, conti correnti, carte di pagamento, depositi bancari, somme già giacenti e quelle che dovessero successivamente affluire fino alla concorrenza degli importi indicati, nonché quote sociali di una società operante nel settore della rivendita di elettrodomestici tramite piattaforme e-commerce. Tra i beni sottoposti a sequestro figurano anche orologi di lusso Rolex — tra cui modelli Datejust, Submariner, Air-King, Daytona e Yacht-Master — alcune opere d’arte e diverse autovetture, tra cui una Tesla Model Y, una Land Rover Range Rover Evoque, due Fiat 500X, un’Alfa Romeo Stelvio e una Fiat Tipo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tali beni sarebbero risultati nella disponibilità degli indagati anche quando formalmente intestati a terzi.  Gli accertamenti patrimoniali avrebbero inoltre evidenziato una sproporzione tra i beni nella disponibilità di alcuni indagati e la loro condizione reddituale, risultando taluni formalmente nullatenenti o percettori del reddito di inclusione. Il provvedimento contempla anche il sequestro di cinque immobili, individuati attraverso la consultazione dell’Anagrafe Tributaria, con successiva trascrizione del vincolo nei registri immobiliari.</p>
<p>L’attività investigativa tramite tecniche di <em>Cyber-patrolling</em> ha consentito di ricostruire, allo stato degli atti e ferma restando la successiva verifica processuale, un articolato e seriale meccanismo criminoso fondato sulla pubblicazione di annunci fittizi di vendita su piattaforme internet, marketplace e siti specializzati. Gli annunci riguardavano, di volta in volta, trattori agricoli, mini-escavatori, piscine, pellet, ciclomotori, minicar elettriche e altri beni che, in realtà, non sarebbero mai stati nella disponibilità degli inserzionisti. Le vittime, indotte in errore mediante artifizi e raggiri, venivano convinte a effettuare pagamenti tramite bonifici su conti correnti o carte intestati a terzi, ma nella effettiva disponibilità degli indagati o di soggetti utilizzati come prestanome o “money mule”. Secondo l’ipotesi accusatoria, le associazioni individuate avrebbero operato attraverso strutture organizzative articolate, con ruoli definiti e competenze specializzate. Alcuni soggetti sarebbero stati incaricati della creazione degli annunci fraudolenti, dei siti web e delle pagine sui marketplace; altri avrebbero curato le trattative telefoniche o online con le vittime; altri ancora si sarebbero occupati della ricezione, del trasferimento, del frazionamento e dell’occultamento dei proventi illeciti. Gli investigatori hanno rilevato anche il ricorso a competenze tecniche esterne, tra cui programmatori operanti all’estero, broker nel settore delle criptovalute e del trading online, nonché soggetti in grado di agevolare operazioni di movimentazione, conversione e reimpiego del denaro. Tale rete avrebbe consentito al gruppo di mantenere una struttura flessibile, capace di ampliarsi rapidamente in base alle esigenze operative. Particolarmente rilevante, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato l’utilizzo fraudolento di denominazioni, dati e identità riferibili a società realmente esistenti e del tutto ignare dei fatti. In alcuni casi sarebbero state clonate aziende legittime, mentre in altri sarebbero state utilizzate società con sede all’estero come copertura per attività di truffa online o autoriciclaggio. Il sistema avrebbe fatto ampio ricorso anche al cosiddetto “money muling”, attraverso una rete di prestanome ritenuti fidati e reclutati prevalentemente in ambienti della microcriminalità. <strong>Le truffe contestate avrebbero interessato l’intero territorio nazionale</strong>. Gli annunci facevano spesso leva sulla presunta provenienza dei beni da aste giudiziarie, circostanza utilizzata per giustificare prezzi particolarmente vantaggiosi. In alcuni casi le vittime sarebbero state persone anziane, soggetti fragili, persone con disabilità o organizzazioni onlus, attratte dalla possibilità di acquistare prodotti a condizioni economiche favorevoli. In talune circostanze, gli indagati si sarebbero anche falsamente qualificati come appartenenti alle Forze dell’Ordine o avrebbero proposto offerte con IVA agevolata al 4% per soggetti titolari dei benefici previsti dalla legge 104, in particolare per l’acquisto di minicar elettriche. Il meccanismo prevedeva generalmente il pagamento anticipato del 50% del prezzo pattuito mediante bonifico su conto corrente indicato dagli interlocutori, con saldo da versare alla consegna del prodotto. I beni, tuttavia, non venivano mai consegnati. In diversi casi, le vittime sarebbero state successivamente convinte a saldare l’intero importo con la promessa di velocizzare la consegna, subendo così un’ulteriore truffa. Le società realmente esistenti, i cui dati sarebbero stati utilizzati illecitamente negli annunci fraudolenti, avrebbero a loro volta subito gravi conseguenze, venendo talvolta contattate direttamente dalle persone truffate, ignare della clonazione delle identità aziendali. Le operazioni digitali avrebbero consentito agli indagati di aumentare il livello di anonimato e di ridurre l’esposizione fisica dei membri dell’organizzazione. L’utilizzo di identità virtuali o fittizie, conti intestati a prestanome e strumenti di pagamento digitali avrebbe reso più complessa l’identificazione dei soggetti ritenuti ai vertici del sistema.</p>
<p>L’attività d’indagine è stata condotta attraverso tecniche investigative tradizionali e strumenti di approfondimento digitale. In particolare, sono stati effettuati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, anche con l’ausilio di dispositivi GPS, intercettazioni telefoniche e ambientali, acquisizioni di chat WhatsApp, analisi dei filmati degli istituti bancari e degli ATM utilizzati per i prelievi, nonché accertamenti finanziari incrociati. Tali elementi sono stati correlati con le denunce presentate dalle vittime in diverse località italiane. Le frodi digitali accertate avrebbero raggiunto una significativa capillarità sul territorio nazionale, con modalità operative ritenute difficilmente realizzabili attraverso schemi fraudolenti tradizionali. <strong>Le 125 truffe contestate riguardano, in particolare, le ipotesi di reato previste dagli articoli 416, 640, 648-bis e 648-ter.1 del Codice penale</strong>. Le indagini hanno fatto emergere una pluralità di episodi consumati in danno di persone offese residenti in numerose località italiane, tra cui Calasetta, Petralia Sottana, Refrancore, Cupramontana, Desenzano del Garda, Artena, Cellatica, Augusta, San Salvatore Telesino, Borgo Val di Taro e altri centri distribuiti in più regioni. Il dato territoriale conferma, secondo gli investigatori, l’estensione del fenomeno e la capacità del gruppo di colpire vittime su scala nazionale. Le somme provenienti dalle truffe, una volta accreditate, venivano rapidamente movimentate allo scopo di ostacolarne la tracciabilità e l’individuazione della provenienza delittuosa. <strong>In numerosi casi il denaro sarebbe stato trasferito su altri conti, prelevato in contanti, destinato a conti gioco, investimenti, trading online, criptovalute o reimpiegato nell’acquisto di beni</strong>.  Proprio tale stabile meccanismo di dispersione, occultamento e reimmissione dei proventi illeciti nel circuito economico costituisce uno degli aspetti centrali valorizzati nel provvedimento cautelare reale. L’esecuzione delle misure si inserisce in una più ampia attività del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, finalizzata al contrasto delle truffe online seriali: un fenomeno particolarmente insidioso per la capacità di colpire un elevato numero di persone offese attraverso modalità apparentemente semplici, ma idonee a generare rilevanti flussi di denaro illecito, successivamente sottoposti a operazioni di occultamento, trasferimento e reimpiego. L’attività è stata condotta con il fondamentale coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, nella persona del Procuratore Domenico Guarascio.</p>
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		<title>VIDEO-Operazione &#8216;Marijoa&#8217;: Sgominata baby gang del terrore nel Reggino, 5 misure cautelari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:15:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Se gli dai una coltellata questo video diventa virale”. È una delle frasi choc captate dai carabinieri nei video sequestrati, emblema di una violenza ostentata, esibita e trasformata in spettacolo. Un dettaglio che restituisce, più di ogni altro, la cifra inquietante dell’indagine che all’alba di oggi ha portato i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro [&#8230;]</p>
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<p>“<em>Se gli dai una coltellata questo video diventa virale”.</em> È una delle frasi choc captate dai carabinieri nei video sequestrati, emblema di una violenza ostentata, esibita e trasformata in spettacolo. Un dettaglio che restituisce, più di ogni altro, la cifra inquietante dell’indagine che all’alba di oggi ha portato i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro a eseguire un’ordinanza di misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi diretta dal dott. Emanuele Crescenti, nei confronti di cinque giovani tra i 20 e i 22 anni. Tre sono finiti agli arresti domiciliari, mentre per altri due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.<br />
L’operazione, condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Melicucco (RC) al termine di una serrata e articolata attività investigativa, ha disvelato un quadro accusatorio di estrema gravità: associazione per delinquere, sequestro di persona, atti persecutori, violazione di domicilio, fabbricazione e detenzione di armi – tra cui bottiglie incendiarie – e uccisione di animali. Secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe agito con modalità sistematiche, prendendo di mira persone fragili, trasformate in vittime di una sequenza continua di violenze, umiliazioni e soprusi. Non episodi isolati, ma un vero e proprio sistema di sopraffazione capace di generare un clima diffuso di paura nel territorio.</p>
<p>Tra i fatti più gravi, l’irruzione nell’abitazione di una vittima: fingendosi militari del N.A.S., alcuni indagati avrebbero simulato un controllo, immobilizzando l’uomo e ammanettandolo al letto, per poi picchiarlo e minacciarlo con una pistola puntata alla tempia, nonostante le sue disperate richieste di essere lasciato in pace. Determinanti per le indagini i contenuti multimediali acquisiti: video e immagini che documentano pestaggi, vessazioni e atti degradanti, spesso accompagnati da risate e incitamenti. La violenza veniva ripresa e condivisa, diventando strumento di affermazione e dominio all’interno del gruppo.<br />
Le condotte ricostruite delineano un’escalation inquietante: vittime ferite con materiale incendiario e petardi, soggetti incapaci ingannati con modalità pericolose, aggressioni improvvise e atti intimidatori anche in luoghi pubblici. Accertata inoltre la realizzazione e l’esplosione di ordigni artigianali in aree isolate. Per lungo tempo, le vittime sarebbero rimaste in silenzio, paralizzate dal timore di ritorsioni e dall’umiliazione subita, arrivando a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita fino all’isolamento. Solo l’intervento dei Carabinieri ha consentito di rompere il muro di paura e ricostruire l’intera vicenda.</p>
<p>Dalle indagini emergono inoltre profili di marcata pericolosità sociale: nelle chat e nei materiali acquisiti, gli indagati esibivano armi – fucili e pistole – e utilizzavano espressioni riconducibili a logiche di controllo del territorio. Documentati anche episodi di vandalismo ai danni del patrimonio pubblico. A completare un quadro già drammatico, la totale assenza di empatia: in uno dei video sequestrati, il gruppo si accanisce con crudeltà su un animale.</p>
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		<item>
		<title>GdiF Cosenza, scoperta associazione a delinquere: accertata evasione fiscale per oltre 34 Mln</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdif-cosenza-scoperta-associazione-a-delinquere-accertata-evasione-fiscale-per-oltre-34-mln/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:09:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, oggi, hanno dato esecuzione alle misure cautelari interdittive del divieto temporaneo di esercitare la professione di commercialista, nonché di esercitare l’attività di impresa e di ricoprire la carica di legale rappresentante di imprese per la durata di mesi sei, emessa dal GIP presso il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, oggi, hanno dato esecuzione alle misure cautelari interdittive del divieto temporaneo di esercitare la professione di commercialista, nonché di esercitare l’attività di impresa e di ricoprire la carica di legale rappresentante di imprese per la durata di mesi sei, emessa dal GIP presso il Tribunale di Cosenza nei confronti, rispettivamente, di un professionista e di due imprenditori, per la ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine al reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati in tema di evasione fiscale, in materia di imposte sul valore aggiunto e imposte sui redditi, tramite dichiarazioni IVA infedeli, omesse, e tramite l’omessa presentazione delle dichiarazioni II.DD. (<em>Imposte Dirette, come IRPEF, IRES, IRAP</em>).</p>
<p>Il provvedimento, emesso su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, scaturisce dall’attività di indagine svolta, dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Cosenza, e ha riguardato la verifica e l’analisi della documentazione contabile di una società con sede a Montalto Uffugo, operante nel settore di “<em>Elaborazione elettronica di dati contabili</em>”, che – nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa – è risultata, quale “<em>stabile organizzazione</em>” di uno Studio di diritto inglese con sede in Manchester, e si è posta quale referente unico tra il rappresentante fiscale e 1.263 operatori stranieri (<em>società estere soprattutto di nazionalità cinese</em>) operanti nel settore del “<em>Commercio al dettaglio di prodotti via internet</em>”, che effettuavano cessioni di beni sul territorio nazionale attraverso la piattaforma di vendita online di un noto Marketplace. Le indagini, eseguite, anche, mediante lo sviluppo dei dati reperiti sui telefonini cellulari dei soggetti indagati, acquisizioni di informazioni presso Marketplace che gestisce la piattaforma di vendita online, acquisizioni di informazioni dall’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Tecnologie e Innovazione – Settore Base Dati, hanno permesso di ricostruire sul piano della gravità indiziaria, un articolato sistema di frode, mediante un consolidato meccanismo di evasione fiscale posto in essere da soggetti esteri fiscalmente rappresentati sul territorio dello Stato, posto in essere per mezzo della società con sede a Montalto Uffugo.</p>
<p>In particolare, l’attività investigativa posta in essere ha permesso di rilevare, sul piano indiziario, per le annualità 2019, 2020 e 2021, una base imponibile sottratta a tassazione di oltre 82 milioni di euro a cui corrisponde un’evasione fiscale complessiva di oltre 34 milioni di euro, di cui oltre 14 milioni di euro in materia di IVA e quasi 20 milioni di euro in materia di Imposte Dirette, mai versati al Fisco in Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdif-cosenza-scoperta-associazione-a-delinquere-accertata-evasione-fiscale-per-oltre-34-mln/">GdiF Cosenza, scoperta associazione a delinquere: accertata evasione fiscale per oltre 34 Mln</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-Blitz antidroga della Guardia di finanza, 15 misure cautelari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-blitz-antidroga-della-guardia-di-finanza-15-misure-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 08:47:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale Catanzaro e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O) della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria, condotta sotto il coordinamento di questa Procura Distrettuale della Repubblica, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-371861-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Blitz-GdiF.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Blitz-GdiF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Blitz-GdiF.mp4</a></video></div>
<p>Il Comando Provinciale Catanzaro e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O) della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria, condotta sotto il coordinamento di questa Procura Distrettuale della Repubblica, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro a carico di n. 15 soggetti accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante, tra le altre,<br />
di aver agito al fine di agevolare l’attività della “locale di Ariola”, articolazione territoriale della ramificata organizzazione di tipo mafioso denominata &#8216;ndrangheta. In particolare, per 12 dei 15 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 1 la misura restrittiva degli arresti domiciliari e per 2 la misura dell’obbligo di dimora.</p>
<p>Nel corso delle operazioni di perquisizione, funzionali alla esecuzione delle misure cautelari, sono state utilizzate anche unità cinofile, sia antidroga che cash dog. L’attività investigativa, svolta dai militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Catanzaro della Guardia di Finanza, ha documentato l’esistenza e l’operatività di un’organizzazione criminale, facente capo alla ‘ndrina MAIOLO di Acquaro (VV), dedita al traffico di sostanze<br />
stupefacenti in tutta Italia. Le indagini di polizia giudiziaria, condotte attraverso una minuziosa e complessa attività tecnica di individuazione di smartphone criptati e successiva disamina di una cospicua mole di conversazioni chat crittografate, hanno evidenziato come l’associazione avesse fissato il proprio centro decisionale nella provincia vibonese, da dove, il dominus del sodalizio indagato coordinava tutte le attività, procacciava, senza soluzione di continuità, ingenti quantitativi di narcotico che venivano, poi, consegnati dai corrieri dell’organizzazione principalmente in territorio laziale, piemontese e abruzzese, dove l’organizzazione gestiva un vero e proprio hub utilizzato per il deposito di stupefacenti.</p>
<p>L’interesse dell’associazione convergeva per lo più nel traffico di sostanza stupefacente del tipo marijuana e cocaina. All’esito delle investigazioni sono stati ricostruiti, complessivamente, numerosi episodi di compravendita e detenzione di sostanze stupefacenti per un quantitativo complessivo di circa 750 Kg. di marijuana e 11 kg. di cocaina, per un valore di circa 10 milioni di euro.</p>
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		<title>Nel Cosentino arrestate 2 persone, 4 misure cautelari e 8 persone denunciate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nel-cosentino-arrestate-2-persone-4-misure-cautelari-e-8-persone-denunciate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 11:34:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta l&#8217;attività di prevenzione e contrasto dei reati in genere della Polizia di Stato in tutto il territorio della Provincia. Nella settimana corrente le mirate operazioni di controllo, attuate in stretta sinergia dagli operatori della Squadra Mobile, della Squadra Volante e della Divisione Anticrimine della Questura di Cosenza, nonché dei Commissariati di P.S. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Prosegue senza sosta l&#8217;attività di prevenzione e contrasto dei reati in genere della Polizia di Stato in tutto il territorio della Provincia. Nella settimana corrente le mirate operazioni di controllo, attuate in stretta sinergia dagli operatori della Squadra Mobile, della Squadra Volante e della Divisione Anticrimine della Questura di Cosenza, nonché dei Commissariati di P.S. distaccati di Corigliano-Rossano, Paola e Castrovillari, hanno portato nel complesso all&#8217;<strong>arresto di 2 persone</strong>, per i reati di resistenza, violenza e minaccia a Pubblico Ufficiale aggravate e detenzione abusiva di munizioni e violazione della normativa sugli stupefacenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quattro le misure cautelari eseguite: è stata eseguita <strong>una Esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare </strong>in carcere per maltrattamenti in famiglia, <strong>una Esecuzione di Misura Cautelare </strong>in carcere per rapina, e <strong>due Esecuzioni di Ordinanze di Divieto di Avvicinamento</strong> per atti persecutori. Sono state <strong>denunciate 8 persone</strong> per diversi reati, tra i quali truffa, stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale, tentato furto, violazioni libertà vigilata, possesso ingiustificato di chiavi o grimaldelli e guida in stato di ebbrezza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sono stati emessi <strong>11 Avvisi Orali</strong> e <strong>5 Ammonimenti</strong>, nonché nr. 1 proposta di Avviso Orale, nr. 1 proposta di Sorveglianza Speciale e nr. 1 avvio di procedura DACUR. Si è proceduto, inoltre, al sequestro di circa <strong>20 grammi di marijuana</strong> e circa 35 <strong>grammi di hashish</strong>, nonché al sequestro di nr. 9 munizioni. I posti di controllo, dispiegati in aree specifiche del territorio, hanno portato, nel complesso, all&#8217;identificazione di<strong> 1024 persone</strong>, al controllo di <strong>470 veicoli</strong> e all&#8217;elevazione di <strong>22 contestazioni per violazioni del Codice della Strada</strong>.</p>
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		<title>Corigliano-Rossano, detenzione e spaccio droga: GdiF esegue due misure cautelari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/corigliano-rossano-detenzione-e-spaccio-droga-gdif-esegue-due-misure-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 08:44:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Militari del Comando Provinciale Cosenza della Guardia di finanza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Castrovillari nei confronti di due soggetti residenti nel Comune di Corigliano-Rossano, indagati per il reato di detenzione illecita e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Militari del Comando Provinciale Cosenza della Guardia di finanza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Castrovillari nei confronti di due soggetti residenti nel Comune di Corigliano-Rossano, indagati per il reato di detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti. l provvedimento cautelare costituisce l’epilogo di un’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, e svolta dai militari del Gruppo Sibari.</p>
<p>L’attività investigativa ha tratto origine da un controllo su strada, effettuato dalle Fiamme Gialle nel mese di agosto del 2024, nel comune di Cassano all’Ionio. Nella circostanza, i finanzieri traevano in arresto, in flagranza di reato, il conducente dell’autovettura ispezionata, anche lui originario del Comune di Corigliano-Rossano, trovato in possesso di circa 1,2 kilogrammi di sostanza stupefacente, del tipo “hashish” e “marijuana”. Pertanto, dagli approfondimenti investigativi che ne conseguivano, si riusciva a ricostruire un “circuito” illecito di spaccio di droga sul territorio del Comune di Corigliano-Rossano e, in particolare, emergevano indizi di colpevolezza nei confronti di due ulteriori soggetti, destinatari del provvedimento cautelare del G.I.P. di Castrovillari, i quali, nel tempo, spacciavano sostanze stupefacenti trasportate dal nord della penisola da uno degli indagati.</p>
<p>I riscontri operativi eseguiti dai finanzieri durante le investigazioni – svolti anche fuori regione – hanno consentito di sottoporre a sequestro ulteriori 170 grammi di sostanze stupefacenti, nonché materiali utilizzati per il confezionamento. L’attività, posta in essere dai militari del Gruppo Sibari, s’inserisce in una più ampia ed articolata strategia della Guardia di finanza, mirata al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, a tutela della salute pubblica.</p>
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		<title>Corigliano-Rossano, eseguite due misure cautelari per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 09:15:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella scorse ore, nel corso delle attività di repressione e prevenzione dei reati in materia di violenza di genere rientranti nel cosiddetto &#8220;Codice Rosso&#8221;, per le quali è massima e costante l&#8217;attenzione del Questore della Provincia di Cosenza, personale dell&#8217;Ufficio Controllo del Territorio del Commissariato P.S. di Corigliano-Rossano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella scorse ore, nel corso delle attività di repressione e prevenzione dei reati in materia di violenza di genere rientranti nel cosiddetto &#8220;Codice Rosso&#8221;, per le quali è massima e costante l&#8217;attenzione del Questore della Provincia di Cosenza, personale dell&#8217;Ufficio Controllo del Territorio del Commissariato P.S. di Corigliano-Rossano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo Alessandro D&#8217;Alessio, ha dato esecuzione a due misure cautelari su altrettanti soggetti per i reati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori.</p>
<p>Il primo caso riguarda un soggetto del posto, già gravato dalla misura degli arresti domiciliari, il quale, nonostante la misura cautelare in essere, continuava la sua condotta persecutoria nei confronti della ex compagna. In considerazione di ciò, il GIP del Tribunale di Castrovillari, su richiesta del PM titolare dell&#8217;indagine, ha emesso l&#8217;aggravamento della misura in atto, sostituendola con quella della custodia in carcere. Prima di proseguire con la ricostruzione dei fatti appare opportuno precisare che la notizia viene diffusa per garantire le prerogative dell&#8217;informazione e nel rispetto dei diritti dell&#8217;indagato &#8211; ancora da doversi ritenere assoggettato alla presunzione di innocenza attesa l&#8217;attuale fase del procedimento, le cui responsabilità penali potranno essere acclarate solo attraverso una sentenza divenuta irrevocabile, ndr.</p>
<p>Il secondo episodio attiene ad un caso di maltrattamenti di famiglia. La parte offesa, agli agenti del Commissariato di P.S., elencava una serie di episodi subiti dal compagno convivente, comprensivi di referti medici delle lesioni subite. Quanto appreso dalla donna veniva, altresì, corroborato dalle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, a seguito delle quali, il GIP del Tribunale di Castrovillari, sempre su richiesta del PM, ha emanato la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa mantenendo dalla stessa una distanza non inferiore a cinquecento metri, con l&#8217;applicazione del braccialetto elettronico. </p>
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		<item>
		<title>NOMI-Prestazioni private e &#8220;in nero&#8221; alla &#8216;Dulbecco&#8217;: ecco i ruoli dei destinatari delle misure cautelari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nomi-prestazioni-private-e-in-nero-alla-dulbecco-ecco-i-ruoli-dei-destinatari-delle-misure-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 09:25:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A poche settimane di distanza nuova operazione interforze, Guardia di Finanza e Carabinieri, coordinata dalla Procura di Catanzaro su presunte violazioni dell&#8217;attività intramoenia nell&#8217;ambito dell&#8217;Azienda ospedaliera universitaria &#8220;Dulbecco&#8221; di Catanzaro. Il sistema della truffa consisteva in visite private in nero e pazienti dirottati dagli uffici interni. Coinvolti 8 dirigenti medici, 3 infermieri, 2 funzionarie dell’ufficio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A poche settimane di distanza nuova operazione interforze, Guardia di Finanza e Carabinieri, coordinata dalla<strong> Procura di Catanzaro</strong> su presunte violazioni dell&#8217;attività intramoenia nell&#8217;ambito dell&#8217;Azienda ospedaliera universitaria <strong>&#8220;Dulbecco&#8221;</strong> di Catanzaro. Il sistema della truffa consisteva in visite private in nero e pazienti dirottati dagli uffici interni. Coinvolti 8 dirigenti medici, 3 infermieri, 2 funzionarie dell’ufficio ALPI <em>(attività libero professionale intramuraria)</em> e un imprenditore del settore dei dispositivi medicali.  Sono accusati, a vario titolo, di <strong>associazione per delinquere</strong>, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, peculato, falsa attestazione di presenza in servizio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio. Per 10 di loro è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, mentre altri due medici sono sottoposti all’obbligo di presentazione alla PG e al divieto di dimora nel comune di Catanzaro. Il gip del Tribunale di Catanzaro ha inoltre disposto un sequestro preventivo per circa un milione di euro, ritenuto il profitto delle condotte illecite.</p>
<p><strong>Arresti domiciliari:</strong><br />
1) <strong>MAGLIA Gianpiero</strong>, all’epoca dei fatti, Dirigente Medico del Reparto di Cardiologia – UTIC dell’A.O. “Pugliese Ciaccio” oggi “Renato Dulbecco” di Catanzaro, il quale ha interrotto il rapporto di lavoro, per dimissioni volontarie, dopo le perquisizioni del 17/05/2023; reati: artt. 416, 640,c.2,n.1, 477, 491bis, 615-ter, 648-ter1 c.p.;<br />
2) <strong>CANDIGLIOTA Mafalda</strong>, Dirigente Medico del Reparto di Cardiologia – UTIC dell’AOU “Renato Dulbecco” di Catanzaro; reati: artt. 416, 314, 640,c.2,n.1, 477, 491bis, 615-ter, 648-ter1, 648-bis c.p.;<br />
3) <strong>SCICCHITANO Marco</strong>, Dirigente Medico del Reparto di Oculistica dell’A.O.U. “Renato Dulbecco” di Catanzaro; artt. 416, 640,c.2,n.1, 477, 491bis, 615-ter, 648-ter1 c.p.; art. 55-quinquies D.lgs. 165/2001; artt. 2 e 8 D.Igs. 74/2000;<br />
4) <strong>PROCOPIO Anna Rita</strong>, infermiera del Reparto di Oculistica dell’A.O.U. “Renato Dulbecco” di Catanzaro fino ad aprile 2025; artt. 416, 640,c.2,n.1, 648-ter 1 c.p.;<br />
5) <strong>SPERLÌ Riccardo</strong>, infermiere del Reparto di Oculistica dell’A.O.U. “Renato Dulbecco” di Catanzaro; artt. 416, 640,c.2,n.1, 648-ter1 c.p.;<br />
6) <strong>IULIANO Roberto</strong>, Dirigente Medico del Reparto di Gastroenterologia dell’A.O.U. “Renato Dulbecco” di Catanzaro; artt. 416, 640,c.2,n.1, 477, 479, 491bis, 615-ter c.p.; art. 55-quinquies D.Igs. 165/2001;<br />
7) <strong>MANCUSO Luigi</strong>, all’epoca dei fatti, Dirigente Medico Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale (S.S.D.) ALPI dell’AOU “Renato Dulbecco” di Catanzaro, attualmente in quiescenza; artt. 416, 640,c.2,n.1, 477, 479, 491bis, 615-ter c.p.; art. 55-quinquies D.Igs. 165/2001;<br />
8) <strong>VISCOMI Rossella</strong>, Dipendente Amministrativo in servizio presso la S.S.D. ALPI dell’A.O.U. Renato Dulbecco di Catanzaro; artt. 416, 640,c.2,n.1, 477, 491bis, 615-ter;<br />
9) <strong>LANATA’ Mariateresa Debora</strong>, Dipendente Amministrativo in servizio presso la S.S.D. ALPI dell’A.O.U. Renato Dulbecco di Catanzaro; artt. 416, 640,c.2,n.1, 477, 491bis, 615-ter c.p.;<br />
10) <strong>ATTISANI Antonio</strong>, Infermiere del Reparto di Cardiologia dell’A.O.U. “Renato Dulbecco” di Catanzaro; artt. 314, 640,c.2,n.1, 477, 491bis, 615-ter, 648-ter1, 648-bis c.p.;<br />
11) <strong>GIGLIOTTI Maurizio</strong>, all’epoca dei fatti, legale rappresentante della EMMEGI HOSPITAL S.r.l. artt. 416, 648-ter1 c.p.; artt. 8 D.Igs. 74/2000.</p>
<p><strong>Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria:</strong><br />
12) <strong>PERRI Giuseppe</strong>, all’epoca dei fatti, Dirigente Medico Direttore del Reparto di Oculistica dell’A.O. “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro, ora A.O.U. “Renato Dulbecco”, attualmente in quiescenza; artt. 416, 640,c.2,n.1; Divieto di dimora nel Comune di Catanzaro<br />
<strong>Divieto di dimora nel comune di Catanzaro</strong><br />
13) <strong>MAURO Giuseppe</strong>, all’epoca dei fatti, Dirigente Medico Direttore della SOC di Neurochirurgia dell’A.O.U. “Renato Dulbecco” di Catanzaro, attualmente in quiescenza;</p>
<p><strong>Indagati a piede libero</strong><br />
&#8211; <strong>BILLA Antonio</strong> nato il 24/03/1956 a Crotone (KR) dirigente medico del Reparto di Ginecologia<br />
&#8211; <strong>CANDIDO Caterina Floriana</strong>, nata a Roma il 05/08/1981 e residente in Satriano<br />
&#8211; <strong>CRITELLI Pasquale</strong> nato a Tiriolo (CZ) il 12/02/1967<br />
&#8211; <strong>DI BARI Margherita</strong> nata il 13/07/1956 a Fasano (BR), residente a Catanzaro<br />
&#8211; <strong>TOMAINO Giuseppe</strong>, nato a Catanzaro il 25/08/1983 e residente in Satriano<br />
&#8211; <strong>CLINICA DAY SURGERY TOMAINO S.R.L.S.</strong>, con sede legale in Soverato (CZ)<br />
&#8211; <strong>EMMEGI HOSPITAL S.R.L.</strong> con sede legale in Cosenza.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="8d4MXers9x"><p><a href="https://www.calabrianews.it/video-catanzaro-alla-dulbecco-prestazioni-private-e-in-nero-durante-i-turni-in-ospedale-11-arresti/">VIDEO-Catanzaro, alla &#8216;Dulbecco&#8217; Prestazioni private e &#8220;in nero&#8221; durante i turni in ospedale: 11 arresti</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;VIDEO-Catanzaro, alla &#8216;Dulbecco&#8217; Prestazioni private e &#8220;in nero&#8221; durante i turni in ospedale: 11 arresti&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/video-catanzaro-alla-dulbecco-prestazioni-private-e-in-nero-durante-i-turni-in-ospedale-11-arresti/embed/#?secret=IPjVf10P8r#?secret=8d4MXers9x" data-secret="8d4MXers9x" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Scoperta piantagione marijuana nel Cosentino: eseguite cinque misure cautelari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scoperta-piantagione-marijuana-nel-cosentino-eseguite-cinque-misure-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 09:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cautelari]]></category>
		<category><![CDATA[marijuana]]></category>
		<category><![CDATA[misure]]></category>
		<category><![CDATA[Mongrassano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Cosenza un&#8217;ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone, una in carcere, una ai domiciliari con braccialetto elettronico e tre di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il provvedimento, emesso su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, scaturisce da una complessa attività investigativa svolta dai militari della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Cosenza un&#8217;ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone, una in carcere, una ai domiciliari con braccialetto elettronico e tre di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il provvedimento, emesso su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, scaturisce da una complessa attività investigativa svolta dai militari della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Cosenza con il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Cosenza, nel corso della quale è stato possibile localizzare e sequestrare, in impervia area montuosa di Mongrassano, una piantagione di marijuana di 805 piante, di altezza variabile tra i 150 e 250 cm, coltivata attraverso un articolato impianto di irrigazione, costituito da tubi, occultati nella fitta vegetazione, collegati ad una cisterna ed una fonte di acqua sorgiva.</p>
<p>In esito ai successivi accertamenti tecnici esperiti presso il LASS Carabinieri di Vibo Valentia, è risultato che erano 61.100 circa le dosi medie singole ricavabili dalla sostanza stupefacente sequestrata. Le complesse investigazioni, proseguite con il coordinamento della Procura della Repubblica di Cosenza, e consistite in attività tecniche, servizi di osservazione e accertamenti documentali, hanno consentito di delineare la riconducibilità della piantagione agli indagati e, quindi, i gravi indizi di colpevolezza del delitto a loro ascritto, con le relative esigenze cautelari sottese ad ognuna delle cinque misure applicate.</p>
<p>L’emissione dell’ordinanza cautelare è stata preceduta dall’interrogatorio preventivo degli indagati in applicazione della normativa prevista dall’art. 291 comma 1 sexies c.p.p.. Il procedimento penale per le ipotesi di reato pende attualmente nella fase delle indagini preliminari.</p>
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