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	<title>Catania Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 May 2026 09:19:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Arrestati a Catania due corrieri della droga partiti dalla Calabria, avevano quasi 28 kg di stupefacente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:11:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Catania la Polizia di Stato ha effettuato, nei giorni scorsi, un sequestro di quasi 28 chili di droga, destinata ad essere messa in circolazione nel territorio etneo da due corrieri, un uomo di 35 anni e una donna di 29 anni, appositamente partiti dalla Calabria. I poliziotti, attraverso una specifica attività investigativa hanno predisposto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Catania la Polizia di Stato ha effettuato, nei giorni scorsi, un sequestro di quasi 28 chili di droga, destinata ad essere messa in circolazione nel territorio etneo da due corrieri, un uomo di 35 anni e una donna di 29 anni, <strong>appositamente partiti dalla Calabria</strong>. I poliziotti, attraverso una specifica attività investigativa hanno predisposto un mirato servizio di osservazione lungo l’autostrada A18 Messina-Catania, intercettando i due, nei pressi del casello di San Gregorio di Catania, a bordo di due auto differenti. Inoltre, per non destare particolari sospetti, la donna era in compagnia del figlio minorenne, seduto sul sedile del lato passeggero.</p>
<p>Una volta fermati per essere sottoposti a controllo, entrambi hanno cercato di spiegare ai poliziotti di trovarsi a Catania “per comprare una cucina”. Ovviamente, la motivazione non ha convinto gli agenti della Squadra Mobile che hanno chiesto ai due di scendere dai veicoli in modo da procedere ad un’accurata perquisizione.  Nell’auto guidata dal 35enne sono stati recuperati 9 panetti di cocaina, per un peso complessivo di 9 chili, nascosti in un vano ricavato tra il radiatore e il paraurti anteriore. Le ricerche hanno dato esito positivo anche nell’altro mezzo, condotto dalla 29enne, dove sono stati trovati 22 panetti di hashish, per un peso totale di 18,7 chili, rinvenuti in un vano, appositamente creato, nell’alloggio dell’airbag nella parte del cruscotto del lato del figlio minorenne.</p>
<p>Tutta la droga è stata recuperata e posta sotto sequestro, mentre i due corrieri sono stati arrestati per detenzione di sostanza stupefacente.  Il figlio della donna è stato affidato ai familiari, d’intesa con le Procure presso i Tribunali per i Minorenni di Reggio Calabria e di Catania. I due corrieri sono stati condotti in carcere, in attesa di convalida davanti al Giudice per le Indagini Preliminari.</p>
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		<title>Arrestato ex dirigente polizia penitenziaria carcere di Catania: è 66enne catanzarese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/arrestato-ex-dirigente-polizia-penitenziaria-carcere-di-catania-66enne-catanzarese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 16:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[ex dirigente]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Gerardo Cardamone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 66enne Giuliano Gerardo Cardamone, originario del Catanzarese, ed ex dirigente della polizia penitenziaria del carcere di Catania Bicocca, è stato arrestato dalla Polizia in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Catania. L&#8217;ex funzionario, condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione per corruzione e concorso esterno all&#8217;associazione mafiosa, si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 66enne Giuliano Gerardo Cardamone, originario del Catanzarese, ed ex dirigente della polizia penitenziaria del carcere di Catania Bicocca, è stato arrestato dalla Polizia in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Catania. L&#8217;ex funzionario, condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione per corruzione e concorso esterno all&#8217;associazione mafiosa, si era reso irreperibile. Le ricerche eseguite dalla sezione Catturandi della Squadra mobile della Questura di Catania, anche in Calabria, avevano avuto esito negativo, tanto che la Procura aveva richiesto ed ottenuto la dichiarazione di latitanza.</p>
<p>L&#8217;Ufficio investigativo della Questura di Catania &#8211; coordinato dal Servizio centrale operativo &#8211; avviata una serrata attività finalizzata alla cattura, anche attraverso presidi tecnici, ha rintracciato il latitante in un appartamento del quartiere Librino, occupato abusivamente, dove è stato catturato.</p>
<p>La polizia ha fatto irruzione e ha sorpreso Cardamone su un divano letto, che, insieme a pochi altri mobili e suppellettili, costituiva l&#8217;arredo dell&#8217;immobile.L&#8217;ex funzionario è stato così condotto in Questura e, al termine delle procedure, condotto nel carcere di Agrigento.</p>
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		<title>Crotone, la Polizia sottopone a D.A.S.P.O. otto tifosi del Catania</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-la-polizia-sottopone-a-d-a-s-p-o-otto-tifosi-del-catania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 07:10:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[D.A.S.P.O.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Questore di Crotone, Renato Panvino, ha emesso otto provvedimenti di DASPO a carico di altrettanti tifosi del Catania, in relazione all’incontro di calcio Crotone – Catania, gara valevole per il torneo di Coppa Italia Serie “C”, disputata il 17 agosto scorso presso lo stadio “E. Scida” di Crotone. Al termine della partita, all’interno della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Questore di Crotone, Renato Panvino, ha emesso otto provvedimenti di DASPO a carico di altrettanti tifosi del Catania, in relazione all’incontro di calcio Crotone – Catania, gara valevole per il torneo di Coppa Italia Serie “C”, disputata il 17 agosto scorso presso lo stadio “E. Scida” di Crotone. Al termine della partita, all’interno della curva loro assegnata, alcuni tifosi etnei, irridenti della presenza delle forze dell’ordine, si sono arrampicati sulle balaustre di delimitazione tra gli spalti e il terreno di gioco ed hanno minacciato i propri calciatori per ottenere le maglie della squadra, utilizzando la forza intimidatrice del gruppo come spesso accade nel mondo ultras, creando una situazione di pericolo per la loro incolumità, quella degli altri spettatori, degli addetti al servizio di stewarding, dei calciatori e degli operatori di Polizia, schierati in seguito, onde evitare un’invasione all’interno del campo. </p>
<p>I tifosi resisi responsabili delle condotte sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Crotone dalla Digos che ha avviato le indagini; gli stessi sono stati identificati mediante l’incrocio dei vari fotogrammi estrapolati dalle telecamere dell’impianto sportivo, con la collaborazione dell’omologo Ufficio della Questura di Catania,  hanno delineato le responsabilità di ciascuno degli otto tifosi. La Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Crotone ha curato la fase istruttoria della predisposizione delle misure, la cui durata è stata disposta per un periodo compreso tra uno e cinque anni, con la prescrizione per quattro di essi dell’obbligo della presentazione in Questura durante lo svolgimento delle competizioni sportive. La misura afflittiva prevede il divieto di accesso a tutti gli impianti sportivi del territorio nazionale durante lo svolgimento degli incontri di calcio.</p>
<p>L’attività di prevenzione si inquadra in un più ampio e complesso piano varato dal Questore, Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza, volto a garantire la sicurezza negli stadi ed a consentire alla comunità di assistere agli incontri di calcio in un clima sereno e in una cornice di sicurezza efficiente.  </p>
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		<title>Blitz contro il clan &#8220;Cursoti Milanesi&#8221; a Catania, 21 arresti. Operazione anche a Reggio e Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/blitz-contro-il-clan-cursoti-milanesi-a-catania-21-arresti-operazione-anche-a-reggio-e-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 10:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 200 Carabinieri del Comando provinciale di Catania, con il supporto dei Reparti specializzati dell&#8217;Arma tra cui la Compagnia di Intervento Operativo del XII Reggimento Sicilia, lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, nonché i Nuclei Elicotteri e Cinofili, hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip catanese nei confronti di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 200 Carabinieri del Comando provinciale di Catania, con il supporto dei Reparti specializzati dell&#8217;Arma tra cui la Compagnia di Intervento Operativo del XII Reggimento Sicilia, lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, nonché i Nuclei Elicotteri e Cinofili, hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip catanese nei confronti di 21affiliati al gruppo mafioso Cursoti Milanesi, storicamente radicato nel territorio catanese.</p>
<p>L&#8217;operazione ha coinvolto, contemporaneamente, oltre che nel capoluogo etneo, anche nelle province di Agrigento, Benevento, <strong>Cosenza</strong>, Enna, Lecce, <strong>Reggio Calabria</strong>, Salerno, Siracusa, Verbano-Cusio-Ossola e Voghera.</p>
<p>I reati contestati vanno, a vario titolo, da associazione a delinquere di stampo mafioso, a estorsione, associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, acquisto, detenzione e cessione illeciti di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi da sparo in concorso, reati aggravati del metodo mafioso.</p>
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		<title>VIDEO-Droga dal Sud America al porto di Catania: svelati legami con la &#8216;ndrina Molè di Gioia Tauro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 15:47:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-303390-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-Catania.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-Catania.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-Catania.mp4</a></video></div>
<p>Nell’ambito di complesse attività di indagine coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito, con il supporto di unità della Compagnia Pronto impiego Catania (“Baschi Verdi” e unità cinofile) <strong>nonché del Nucleo PEF di Reggio Calabria e del Gruppo Locri (RC)</strong>, l’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale ha disposto misure cautelari personali nei confronti di 6 persone, ritenute responsabili, in concorso tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, di un’intensa attività di narcotraffico con importazioni dall&#8217;estero e con l&#8217;aggravante dell&#8217;ingente quantitativo. Contestualmente, è stata data esecuzione a un decreto d’urgenza emesso dal Pubblico Ministero inquirente che ha disposto il sequestro preventivo di denaro e beni nella disponibilità degli indagati per un valore complessivo di circa 7,7 milioni di euro. Le investigazioni, svolte da unità specializzate del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Catania – Gruppo Operativo Antidroga del G.I.C.O., anche mediante attività tecniche, acquisizione di dati e notizie tramite banche dati in uso al Corpo, servizi di osservazione e riscontro, hanno riguardato un <strong>gruppo criminale dedito all’importazione dal Sudamerica via mare di ingenti partite di cocaina e alla successiva esfiltrazione dal porto etneo</strong>, grazie anche a collaudate tecniche di occultamento del narcotico e a consolidati metodi di recupero dello stesso. All’esito sono state acquisite molteplici evidenze che hanno permesso, per la prima volta, di fare piena luce sulle dinamiche criminali all’interno dello scalo portuale di Catania.</p>
<p>In particolare, è stata individuata la figura di un soggetto gravato da condanna del 2010 per narcotraffico e di suo figlio, entrambi operanti in quell’area in qualità di dipendenti della predetta società. È stato inoltre appurato che il primo avrebbe avuto rapporti con esponenti di spicco del <strong>clan PILLERA/PUNTINA</strong> e in particolare con un soggetto già condannato per associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con sentenza del GIP di Catania del 2007. Nonostante le plurime cautele adottate quotidianamente dagli indagati, le attività captative e i servizi di pedinamento e di osservazione dei finanzieri etnei avrebbero consentito di accertare, ferma restando la presunzione d’innocenza valevole ora e fino alla condanna definitiva, la sistematica operatività di padre e figlio nel settore del narcotraffico e di individuare gli ulteriori soggetti che li avrebbero coadiuvati, definendone i rispettivi ruoli. A tal riguardo, sarebbero state acquisite gravi evidenze indiziarie con riferimento ad almeno tre episodi di importazione di ingenti quantitativi di cocaina, per un peso complessivo di oltre 215 kg, oltre ad iniziativa, non concretizzatasi, volta a introdurre una partita di droga di 300 kg. Il sistema, particolarmente oleato, si sarebbe caratterizzato per l’introduzione nel porto del narcotico mediante il suo occultamento in doppi fondi ricavati all’interno di container utilizzati per l’importazione di frutta dal Sudamerica. Una volta giunto in porto e scaricato sulla banchina, il container interessato sarebbe stato poi trasportato verso la sede/deposito della società di gestione dei servizi portuali, sita nella zona industriale di Catania, ove sarebbero state effettuate le operazioni di manipolazione necessarie a estrarre il narcotico, da consegnare ai relativi destinatari previo pagamento di una percentuale del 30/40% della quantità importata per il servizio reso.</p>
<p>Nel 2022, la guardia di finanza ha sequestrato 110 kg di cocaina occultata nel tetto di un container proveniente dal Sud America. In quel momento è emerso il coinvolgimento di <strong>Angelo Sanfilippo</strong>. Coinvolto anche <strong>Giuseppe Curciarello</strong> di <strong>Siderno</strong>, che “sarebbe stato l’organizzatore dell’importazione”. Emersi “elementi indiziari” anche a carico di <strong>Angelo Di Mauro e Antonino Vasta</strong>, indicato da un collaboratore di giustizia come “appartenente alla famiglia Cappello di Catania e nipote di Franco Egitto”. Entrambi, secondo le ipotesi investigative, “avrebbero operato per i Sanfilippo ai fini del tentativo di recupero del narcotico”. <strong>Coinvolto anche un affiliato alla ‘ndrina Molè di Gioia Tauro</strong> al quale Curciarello avrebbe chiesto un aiuto.</p>
<p>Sulla scorta di quanto ricostruito dal Nucleo PEF di Catania, il G.I.P. presso il Tribunale etneo, su richiesta della locale Procura, ha ritenuto dunque sussistente un grave quadro indiziario a carico degli indagati disponendo l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 indagati. Contestualmente, i finanzieri etnei hanno dato esecuzione a un decreto d’urgenza, emesso dal Pubblico Ministero inquirente, di sequestro preventivo, anche per equivalente, del denaro e, in subordine, dei beni mobili e immobili di proprietà o nella disponibilità dei principali indagati fino a concorrenza della somma di 7,7 milioni di euro, corrispondente al profitto o prodotto derivante dal traffico di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa si colloca nel più ampio quadro delle attività poste in essere svolte dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di finanza di Catania volte al contrasto del traffico organizzato e dello spaccio di sostanze stupefacenti, a tutela della cittadinanza e, in particolar modo, delle fasce più deboli della popolazione.</p>
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		<title>Penalisti calabresi in protesta a Catania in prima udienza maxi-processo appello &#8220;Rinascita-Scott&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/penalisti-calabresi-in-protesta-a-catania-in-prima-udienza-maxi-processo-appello-rinascita-scott/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 12:02:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[penalisti]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascita-Scott]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; andata in scena, nell&#8217;aula bunker di Bicocca a Catania, la protesta dei presidenti delle camere penali della Calabria: trenta minuti di sospensione sono stati proclamati e attuati dagli avvocati calabresi in occasione della prima udienza del processo d&#8217;Appello scaturito dall&#8217;operazione &#8220;Rinascita-Scott&#8221; che vede imputate 236 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, armi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; andata in scena, nell&#8217;aula bunker di Bicocca a Catania, la protesta dei presidenti delle camere penali della Calabria: trenta minuti di sospensione sono stati proclamati e attuati dagli avvocati calabresi in occasione della prima udienza del processo d&#8217;Appello scaturito dall&#8217;operazione &#8220;Rinascita-Scott&#8221; che vede imputate 236 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, armi, estorsioni, usura, intestazioni fittizie, spesso con l&#8217;aggravante della mafiosità. I presidenti hanno esposto un cartello recante le frasi &#8220;Stop al gigantismo giudiziario, non trattiamo numeri&#8221;, &#8220;No alla delocalizzazione dei processi&#8221;, &#8220;La giustizia torni nei tribunali, No agli hangar&#8221;, &#8220;Processi di massa, negazione dei diritti&#8221; e contemporaneamente è stato letto il testo con il quale si preannunciava la protesta organizzata dalle Camere penali calabresi.</p>
<p>&#8220;Abbiamo subito il trattamento degli asserviti &#8211; hanno sostenuto i penalisti calabresi &#8211; quando hanno imposto l&#8217;agenda ossessiva da 170 udienze all&#8217;anno in media per sostenere la marcia forzata a garanzia della permanenza in vincoli dei presunti innocenti; abbiamo subito il trattamento degli invisibili senza diritto di interloquire nemmeno sulle precondizioni per l&#8217;esercizio dignitoso dei diritti difensivi quando ci hanno negato anche l&#8217;opportunità di esprimere risposte puntuali o di vista nel calendario delle massime pene e punto le unilaterali distopiche soluzioni per risolvere alla meglio l&#8217;agibilità dell&#8217;hangar lametino. Sulla testa degli imputati e dei loro avvocati anche l&#8217;obbligatoria udienza di massa verso sedi lontane. Sui loro diritti si scarica il fallimento dell&#8217;organizzazione militare della giustizia penale calabrese; abbiamo accettato le regole aberranti del processo dematerializzato e ci hanno negato anche i &#8220;diritti minorati&#8221; contemplati dal simile processo tecnologico della contemporaneità&#8221;.</p>
<p>I penalisti hanno osservato inoltre che &#8220;nel sistema di gestione militare dei maxi processi, i numerosi colleghi che non hanno scelto di partecipare al processo a distanza, prima hanno scoperto una nuova regola, quella dell&#8217;avvocato da collegare dal carcere più vicino a casa sua poi, 48 ore prima dell&#8217;inizio della causa, si sono visti revocare l&#8217;umiliante invito a presentarsi in carcere&#8221;. Da qui la decisione di manifestare, hanno aggiunto, &#8220;contro l&#8217;intollerabile degenerazione del sistema della &#8216;Calabria Giudiziaria&#8217; e anche per i giudici che dovrebbero soffrire, come noi, la mortificazione del loro ruolo, che non si può esprimere in sintonia con l&#8217;alta funzione che esercitano solo se garantita la dignità dell&#8217;imputato e del suo difensore&#8221;.</p>
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		<title>Processo appello &#8216;Rinascita&#8217; in trasferta a Catania, il 3 febbraio sciopero Camere penali della Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-appello-rinascita-in-trasferta-a-catania-il-3-febbraio-sciopero-camere-penali-della-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 13:45:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In concomitanza con l&#8217;inizio, nell&#8217;aula bunker di Catania, dell&#8217;appello del processo denominato &#8216;Rinascita&#8217;, il Coordinamento delle Camere penali calabresi ha indetto per il 3 febbraio l&#8217;astensione di tutte le Camere penali della regione per denunciare &#8220;la pratica sistematica dei maxi processi e la conseguente lesione del diritto di difesa delle persone imputate&#8221;. &#8220;E&#8217; punto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In concomitanza con l&#8217;inizio, nell&#8217;aula bunker di Catania, dell&#8217;appello del processo denominato &#8216;Rinascita&#8217;, il Coordinamento delle Camere penali calabresi ha indetto per il 3 febbraio l&#8217;astensione di tutte le Camere penali della regione per denunciare &#8220;la pratica sistematica dei maxi processi e la conseguente lesione del diritto di difesa delle persone imputate&#8221;. &#8220;E&#8217; punto di vista condiviso &#8211; è scritto in una nota &#8211; quello del tangibile depauperamento della civiltà del processo sotto i colpi di uno stato di eccezione permanente. Nella specie, lo spostamento della celebrazione del processo a centinaia di chilometri dalla sede naturale impone una forma di nomadismo giudiziario che comporta un&#8217;ulteriore compressione dei diritti difensivi, peraltro senza alcuna interlocuzione con le parti interessate&#8221;.</p>
<p>La Camera penale di Catanzaro, come tutte le Camere territoriali, prosegue la nota, &#8220;ha aderito all&#8217;iniziativa del Coordinamento regionale per denunciare e protestare contro questa pratica che impone la migrazione dei cittadini imputati nel processo e dei loro avvocati presso sedi lontane e, più in generale, per affermare la necessità di ritrovarsi dentro il comune perimetro costituzionale del giusto processo, scolpito nell&#8217;art. 111, ponendo così fine alla logica della perenne emergenza&#8221;.</p>
<p>I penalisti catanzaresi, in occasione della giornata di astensione, si riuniranno in assemblea nella sala del Consiglio dell&#8217;Ordine degli avvocati di Catanzaro per &#8220;discutere ed approfondire le ragioni dell&#8217;astensione&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-Inchiesta su maxi frode fiscale in molte Regioni: ai domiciliari pure il calabrese Sergio Riitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 15:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-282737-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/GDF-Catania.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/GDF-Catania.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/GDF-Catania.mp4</a></video></div>
<p>C&#8217;è anche il commissario straordinario dell’Agenzia delle aree industriali della Calabria, <strong>Sergio Riitano</strong>, 55 anni Catanzarese, tra le persone finite agli arresti domiciliari a seguito di una vasta inchiesta della Procura della Repubblica di Catania. Nel complesso i provvedimenti restrittivi hanno riguardato, a vario titolo, 15 soggetti: 2 in carcere, 4 agli arresti domiciliari (tra cui il calabrese <strong>Giuseppe Paparatto</strong>, 55enne di Ricadi (VV)) e 9 destinatari di interdittiva. Indagati, unitamente ad altre 14 persone, per associazione a delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti (FOI), dichiarazione dei redditi infedele e fraudolenta mediante l’utilizzo di FOI nonché indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti. I provvedimenti sono stati eseguiti dai Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, a conclusione di complesse attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica etnea, hanno dato esecuzione, nelle province di Catania, Caltanissetta, Messina, Siracusa, Ragusa, Trapani, <strong>Cosenza, Vibo Valentia</strong>, Napoli, Roma, Viterbo e Varese, con il supporto degli omologhi Comandi Provinciali nonché del I Gruppo etneo. Sulla scorta del medesimo provvedimento cautelare, i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania hanno eseguito anche il sequestro preventivo di 28 società commerciali coinvolte nella frode fiscale nonché di disponibilità finanziarie, di beni mobili ed immobili riconducibili ai principali indagati per un valore complessivo di oltre 8,2 milioni di euro.</p>
<p>Le indagini, svolte anche mediante attività di intercettazione telefonica e ambientale, accertamenti bancari, acquisizioni documentali, escussione di persone informate sui fatti e servizi di osservazione, hanno consentito di smantellare un diffuso sistema di frodi fiscali, realizzato attraverso la creazione di consorzi di imprese con il solo scopo di operare la somministrazione illecita di manodopera a favore delle aziende clienti, celata sotto forma di falsi appalti di servizi. Le investigazioni hanno preso avvio a seguito dello svolgimento di una serie di controlli fiscali, che avrebbero fatto emergere i segnali di un fenomeno illecito organizzato e particolarmente diffuso, specie tra le imprese operanti nel settore turistico-alberghiero di Sicilia, <strong>Calabria</strong> e Lazio, dannoso sia per l’Erario, a causa dell&#8217;ingente evasione di imposte (dirette e IVA) e contributi previdenziali, sia per le aziende che operano lecitamente sul mercato, meno concorrenziali rispetto a quelle che si sarebbero avvantaggiate della frode, in grado di praticare tariffe più convenienti in virtù dei conseguenti più elevati margini di guadagno.</p>
<p>Nella rete dei collaboratori esterni figurano: <strong>Sergio Riitano, responsabile e referente della rete commerciale in Calabria e nel Lazio</strong>, Giuseppe Paparatto, referente di alcune strutture ricettizie operanti in Calabria, nelle vesti di imprenditore, professionista, consulente del lavoro e depositario delle scritture contabili di società clienti dei consorzi Logatrans e In&amp;Out nonché procacciatore di clienti per questi ultimi. Paparatto avrebbe operato in collaborazione con Mariangela Granvillano e Simonetta Massimi, entrambe nel ruolo di addette alla gestione dei clienti e appaltanti, degli adempimenti normativi riguardanti i lavoratori in carico alle consorziate affidatarie e dell’interlocuzione e gestione dei prestanome posti a capo dei consorzi e delle consorziate come legali rappresentanti. Gli altri collaboratori di Paladino e Sanfilippo farebbero parte di una serie di personaggi fedeli, pronti ad assumere il ruolo di amministratore di diritto delle diverse società via via costituite, facendo da paravento all&#8217;attività da loro svolta ed informandoli anche nei casi di avvio di ispezioni da parte della guardia di finanza.</p>
<p>Tra questi figurano gli indagati: Angelo Portale, Angela Di Prima, Caterina La Ferlita, Domenico Francesco Strano, Maria Salvo, Adriana Mercorillo, Gianluca Tagliaferro, Cinzia Gianformaggio e Monica Lo Savio Pagano. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania ha diposto la custodia in carcere per i promotori dell&#8217;organizzazione Antonio Paladino e Gaetano Sanfilippo, già destinatari di una analoga misura cautelare eseguita nel 2020 dopo alcune indagini per frode fiscale condotte sempre dalle fiamme gialle etnee nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Fake credits&#8221;. gli arresti domiciliari per gli altri 4 partecipi all’associazione a delinquere ( Il gip ha disposto gli arresti domiciliari per Granvillano, Msssimi, Paparatto e Riitano e il divieto per un anno di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche per altri 9 indagati, ritenuti i più stretti collaboratori dei due promotori. Sono poi state sequestrate 28 società, utilizzate per realizzare il sistema di frode, insieme alle varie disponibilità finanziarie, beni mobili ed immobili riconducibili agli indagati per un valore complessivo di oltre 8,2 milioni di euro. I rappresentanti legali delle &#8220;aziende clienti&#8221; sono stati sottoposti ad una approfondita perquisizione, estesa anche alle apparecchiature informatiche, perchè sono accusati di aver usufruito maggiormente dell&#8217;utilizzo di manodopera con questo sistema illegale.<br />
Questa mattina <strong>riunione straordinaria della Giunta regionale</strong> che ha stabilito la <strong>sostituzione </strong>di Riitano con <strong>Sergio De Felice</strong>, che è anche commissario liquidatore di Afor e dei Consorzi di bonifica. </p>
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		<item>
		<title>Frodi fiscali e false fatture: provvedimenti anche nelle province di Cosenza e Vibo Valentia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 09:09:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[frode fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina, oltre 120 finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, stanno eseguendo, nelle province di Catania, Caltanissetta, Messina, Siracusa, Ragusa, Trapani, Cosenza, Vibo Valentia, Napoli, Roma, Viterbo e Varese, con il supporto degli omologhi Comandi Provinciali nonché del I Gruppo etneo, un’ordinanza, concernente complessivamente 29 indagati, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina, oltre 120 finanzieri del Comando Provinciale della <strong>Guardia di Finanza di Catania</strong>, stanno eseguendo, nelle province di Catania, Caltanissetta, Messina, Siracusa, Ragusa, Trapani,<strong> Cosenza</strong>, <strong>Vibo Valentia</strong>, Napoli, Roma, Viterbo e Varese, con il supporto degli omologhi Comandi Provinciali nonché del I Gruppo etneo, un’ordinanza, concernente complessivamente 29 indagati, con cui il G.I.P. presso il Tribunale etneo, su richiesta della Procura della Repubblica di Catania, ha disposto l’applicazione di <strong>misure cautelari</strong> personali nei confronti di <strong>15 soggetti</strong> (2 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 9 destinatari di interdittiva) e reali, finalizzate al <strong>sequestro di 28 società</strong> nonché di beni e disponibilità finanziarie per <strong>oltre 8,2 milioni di euro</strong>.</p>
<p><strong>I reati a vario titolo contestati sono</strong>: associazione a delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti (FOI), dichiarazione dei redditi infedele e fraudolenta mediante l’utilizzo di FOI nonché indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti.</p>
<p>Nel corso della mattina sarà divulgato apposito comunicato stampa con i dettagli dell’operazione.</p>
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		<item>
		<title>Mancata sicurezza su luoghi di lavoro e falso: nei guai responsabili azienda raccolta rifiuti nel Cosentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mancata-sicurezza-su-luoghi-di-lavoro-e-falso-nei-guai-responsabili-azienda-raccolta-rifiuti-nel-cosentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 13:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Falso]]></category>
		<category><![CDATA[indagini]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Paola]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia stradale]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Paola diretta dal Procuratore facente funzioni Ernesto Sassano, ha chiuso le indagini nei confronti di quattro persone, residenti nella provincia di Catania, rispettivamente amministratrice e responsabili di un&#8217;azienda operante nel campo della raccolta dei rifiuti solidi urbani all&#8217;interno di un comune dell&#8217;alto tirreno. In particolare la posizione degli stessi è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/mancata-sicurezza-su-luoghi-di-lavoro-e-falso-nei-guai-responsabili-azienda-raccolta-rifiuti-nel-cosentino/">Mancata sicurezza su luoghi di lavoro e falso: nei guai responsabili azienda raccolta rifiuti nel Cosentino</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Paola diretta dal Procuratore facente funzioni Ernesto Sassano, ha chiuso le indagini nei confronti di quattro persone, residenti nella provincia di Catania, rispettivamente amministratrice e responsabili di un&#8217;azienda operante nel campo della raccolta dei rifiuti solidi urbani all&#8217;interno di un comune dell&#8217;alto tirreno. In particolare la posizione degli stessi è al vaglio dei magistrati della Procura di Paola per reati afferenti la sicurezza sui luoghi di lavoro e falso. Tali risultanze sono scaturite dall&#8217;attività d&#8217;indagine posta in essere da personale della Polizia Stradale Paola, in collaborazione con l&#8217;Ispettorato del Lavoro di Cosenza, da cui si è potuto appurare che i dipendenti della Ditta non disponevano di locali idonei da utilizzare come spogliatoio e servizi igienici che seppur presenti erano a livelli minimi di igiene. Inoltre i  lavoratori non erano dotati di dispositivi di protezione individuali volti a prevenire il rischio biologico per la tipologia di attività espletata, nonché a prevenire infortuni durante i trasporti e la raccolta a bordo dei veicoli.</p>
<p>Dall&#8217;attività d&#8217;indagine espletata si è, inoltre, appurato che gli attestati di formazione relativi alla frequenza di corsi per la sicurezza sui luoghi di lavoro erano stati falsamente rilasciati e uno dei datori di lavoro aveva indotto i lavoratori a confermare la frequenza dei corsi di formazione in caso di controllo, al fine di far apparire regolare,  dal punto di vista documentale, la posizione del datore di lavoro a danno dei lavoratori e dell&#8217;Ente pubblico appaltante.</p>
<p>L&#8217;indagine trae spunto dalle attività di controllo della Polizia Stradale di Paola nell&#8217;ambito delle aziende operanti nel settore ambientale e dei trasporti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/mancata-sicurezza-su-luoghi-di-lavoro-e-falso-nei-guai-responsabili-azienda-raccolta-rifiuti-nel-cosentino/">Mancata sicurezza su luoghi di lavoro e falso: nei guai responsabili azienda raccolta rifiuti nel Cosentino</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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