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	<title>Castelsilano Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 Apr 2025 13:59:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cava abusiva di inerti scoperta e sequestrata a Castelsilano: baschi verdi denunciato una persona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 10:45:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale di Crotone, nell’ambito dell’intensificazione dell’attività di controllo economico del territorio promossa in concomitanza delle festività pasquali, hanno sottoposto a controllo, lungo l’arteria stradale S.S. 107 “silana – crotonese”, un autocarro destinato al trasporto di inerti. Durante i controlli, i baschi verdi del Gruppo hanno appurato, anzitutto, che il carico di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale di Crotone, nell’ambito dell’intensificazione dell’attività di controllo economico del territorio promossa in concomitanza delle festività pasquali, hanno sottoposto a controllo, lungo l’arteria stradale S.S. 107 “silana – crotonese”, un autocarro destinato al trasporto di inerti. Durante i controlli, i baschi verdi del Gruppo hanno appurato, anzitutto, che il carico di materiale trasportato fosse di gran lunga eccedente rispetto al quantitativo prescritto e, soprattutto, che lo stesso non fosse accompagnato dal necessario documento di trasporto.</p>
<p>Le immediate verifiche avviate, anche mediante la consultazione delle banche dati in uso al Corpo, hanno consentito di individuare la provenienza del carico trasportato, coincidente con un’area sita lungo le sponde del fiume Neto, ricadente nel territorio del comune di Castelsilano. Le successive attività ispettive avviate su detta area hanno portato all’individuazione di una vera e propria cava, completa di ruspe e macchine escavatrici cingolate, per lo sbancamento e movimentazione di inerti, per l’appunto prelevati dal letto fluviale in assenza di qualsivoglia titolo autorizzativo. Gli interventi di scavo, svolti senza autorizzazione alcuna, hanno cagionato un profondo mutamento dello stato dei luoghi, determinando la deviazione del corso del fiume e un innalzamento della falda acquifera ed aggravando ulteriormente il rischio idrogeologico già presente.</p>
<p>Tutte le circostanze di fatto rilevate dalle fiamme gialle costituiscono fattispecie penalmente rilevanti ai sensi del Codice Penale, perché qualificabili come reati di furto aggravato, deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi e distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Per quanti motivi, si è proceduto ad interessare la Procura della Repubblica di Crotone che ha disposto il sequestro dell’intera area (per un’estensione di oltre 13 ettari), dei mezzi impiegati nello sbancamento (due macchine escavatrici cingolate ed una ruspa, per un valore all’incirca prossimo ai 100mila euro) e la denuncia, per i reati sopracitati, del soggetto responsabile delle illecite attività. Continua l’attività dei finanzieri di Crotone nel più ampio quadro delle priorità indicate dalla Procura della Repubblica di Crotone, tra le quali, si inserisce la tutela del territorio ed il contrasto di ogni attività illegale a danno dell’ambiente e della salute della collettività.</p>
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		<title>Il Mig libico caduto in Sila e la perizia scomparsa. Misteri di Calabria sulla strage di Ustica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-mig-libico-caduto-in-sila-e-la-perizia-scomparsa-misteri-di-calabria-sulla-strage-di-ustica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 14:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Castelsilano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 42 anni dalla strage di Ustica, la sorte del Dc9 Itavia inabissatosi il 27 giugno 1980 resta ancora avvolta dal mistero legato al Mig libico che precipitò sui monti della Sila, nel comune di Castelsilano, in provincia di Crotone. Non è mai stato definitivamente chiarito se quel caccia militare fosse coinvolto nel disastro, precipitando [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-mig-libico-caduto-in-sila-e-la-perizia-scomparsa-misteri-di-calabria-sulla-strage-di-ustica/">Il Mig libico caduto in Sila e la perizia scomparsa. Misteri di Calabria sulla strage di Ustica</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A 42 anni dalla strage di Ustica, la sorte del Dc9 Itavia inabissatosi il 27 giugno 1980 resta ancora avvolta dal mistero legato al Mig libico che precipitò sui monti della Sila, nel comune di Castelsilano, in provincia di Crotone. Non è mai stato definitivamente chiarito se quel caccia militare fosse coinvolto nel disastro, precipitando lo stesso giorno dopo aver ingaggiato una vera e propria battaglia aerea sui cieli italiani oppure venti giorni più tardi. Sta di fatto che il rinvenimento ufficiale del Mig e del cadavere del pilota che si trovava ai comandi avvenne il 18 luglio 1980, a tre settimane dal disastro di Ustica, in agro di Castelsilano nella località Timpa delle Magare.</p>
<p>La notizia venne data da alcune persone del posto, poi fu il sindaco dell’epoca, Francesco Brisinda, a informare telefonicamente l’appuntato dei carabinieri che comandava la Stazione di Caccuri, territorialmente competente. Il militare, dopo aver immediatamente informato il suo superiore diretto, il comandante della Compagnia di Cirò Marina, si era recato a Timpa delle Magare accertando la presenza dell’aereo in un profondo burrone. Poco dopo erano sopraggiunti il vice pretore onorario della Pretura di Savelli, e l’ufficiale sanitario di Castelsilano, insieme al comandante della squadra di polizia giudiziaria di Crotone. Una stranezza, giacché nessuno si premurò di avvisare la Procura della Repubblica di Crotone. Trattandosi infatti di un incidente occorso a un velivolo militare straniero e quindi di una probabile penetrazione nello spazio aereo italiano, sarebbe stata necessaria la presenza della Procura, a sua volta assistita da un medico legale. </p>
<p>Solo il successivo 22 luglio il capo di gabinetto del ministro della Difesa chiese alla Legione Carabinieri di Catanzaro di interessare la Procura competente al fine di considerare la possibilità di sottoporre ad autopsia la salma del pilota. Il procuratore della Repubblica di Crotone dell’epoca, Elio Costa, dispose l’autopsia sul cadavere, nominando periti i professori Erasmo Rondanelli, primario patologo, e Anselmo Zurlo, primario di medicina legale e cardiologo, entrambi dell’ospedale civile di Crotone. Lo stesso giorno la Procura della Repubblica di Roma chiese, nell’ambito dell’inchiesta concernente il disastro del Dc9 Itavia del 27 giugno precedente, alla stessa Procura di Crotone ogni utile notizia sulla caduta del Mig libico, le conclusioni dei periti in merito all’esame autoptico del pilota – con specifico riferimento alle cause delle lesioni riportate – ed un rapporto dettagliato sulla vicenda.</p>
<p>I due periti affermarono che il cadavere si trovava in avanzato stato di decomposizione. In particolare che la morte si poteva «far risalire a cinque giorni prima e cioè al venerdì 18 luglio ’80» e che la causa della morte era «verosimilmente da attribuirsi alle gravi lesioni traumatiche riportate». Per i periti, inoltre, non esistevano elementi da indurre ad ipotizzare una morte precedente alla caduta dell’aereo. Sta di fatto che subito dopo la consegna della perizia i due professori ebbero delle perplessità sull’epoca della morte giacché alcuni segni tanatologici non consentivano di far risalire la morte a soli cinque giorni prima, ma avrebbero imposto di retrodatarla ad epoca più remota. I due, dopo aver consultato anche dei testi specialistici, decisero di redigere un supplemento alla perizia già consegnata in precedenza. Di quella perizia, tuttavia, non si è trovata traccia negli atti ufficiali dell’inchiesta. </p>
<p>C’è infine da annotare che la Procura della Repubblica di Crotone non ha mai disposto il sequestro del relitto dell’aereo. Il pubblico ministero, quindi, richiese l’archiviazione del procedimento che aveva aperto sul Mig libico emanando, il 31 luglio di quell’anno, un apposito decreto dal momento che a suo giudizio non erano emerse responsabilità, a titolo di dolo o colpa, a carico di alcuno. In quella data, dunque, cessa l’interesse della giustizia crotonese sul caso. Solo nell’agosto successivo, quindi, l’autorità giudiziaria di Crotone rilascia nulla osta, dietro richiesta del Gabinetto della Difesa, alla rimozione dei resti dell’aereo.<br />
(<em>Agi)</em></p>
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		<title>Castelsilano (Kr), quattro persone in arresto per rissa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/castelsilano-kr-quattro-persone-in-arresto-per-rissa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 13:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Castelsilano]]></category>
		<category><![CDATA[rissa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro persone arrestate per rissa da carabinieri. Domenica sera, i militari della Stazione di Caccuri sono intervenuti a Castelsilano dove, per futili motivi, era scaturita una lite tra quattro persone del luogo. Il tempestivo intervento dei militari ha consentito di sedare la rissa in atto, terminata con lievi lesioni per tutti, con il danneggiamento di un’auto ed [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro persone arrestate per rissa da carabinieri. Domenica sera, i militari della Stazione di Caccuri sono intervenuti a Castelsilano dove, per futili motivi, era scaturita una lite tra quattro persone del luogo. Il tempestivo intervento dei militari ha consentito di sedare la rissa in atto, terminata con lievi lesioni per tutti, con il danneggiamento di un’auto ed il sequestro di una mazza di ferro.</p>
<p>Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, per le persone coinvolte è scattato l’arresto in regime domiciliare presso le rispettive abitazioni, oggi convalidato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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