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	<title>casa Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Tornati a Cosenza i due gemellini sottoposti a delicato intervento di chirurgia fetale al Policlinico di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:09:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso con il rientro a casa, a Cosenza, il percorso assistenziale dei due gemellini sottoposti a un delicato intervento di chirurgia fetale al Policlinico di Milano. La vicenda ha avuto origine alla 25ª settimana di gestazione, quando un rapido aggravamento delle condizioni dei due feti, a causa della sindrome da trasfusione feto-fetale, ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Si è concluso con il rientro a casa, a <strong>Cosenza,</strong> il percorso assistenziale dei due gemellini sottoposti a un delicato intervento di chirurgia fetale al Policlinico di Milano. La vicenda ha avuto origine alla 25ª settimana di gestazione, quando un rapido aggravamento delle condizioni dei due feti, a causa della sindrome da trasfusione feto-fetale, ha reso necessario il trasferimento urgente della madre dalla Calabria alla Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano. Grazie alla presa in carico da parte dell&#8217;équipe della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale, diretta da Nicola Persico, la gestante è stata sottoposta nella stessa giornata a un intervento di chirurgia in utero con laser, finalizzato a interrompere i vasi placentari responsabili dello squilibrio del flusso sanguigno tra i due gemelli. L&#8217;intervento è stato eseguito con successo e ha consentito di proseguire la gravidanza fino alla 29ª settimana.</p>
<p class="isSelectedEnd">I due gemellini sono nati nel mese di luglio e sono stati successivamente assistiti nella Terapia Intensiva Neonatale dell&#8217;ospedale di Cosenza. Dopo il periodo di degenza, nei giorni scorsi hanno fatto rientro a casa con i genitori, al termine di un percorso che ha visto la collaborazione tra le strutture sanitarie coinvolte e diverse istituzioni. La gravidanza era complicata dalla sindrome da trasfusione feto-fetale, una condizione rara e potenzialmente molto pericolosa che può verificarsi nelle gravidanze gemellari monocoriali biamniotiche, nelle quali i due feti condividono la stessa placenta ma crescono in due sacchi amniotici distinti.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;accesso al Pronto soccorso Ostetrico dell&#8217;ospedale Annunziata di Cosenza e i primi accertamenti avevano evidenziato un rapido deterioramento delle condizioni cardiocircolatorie dei due gemelli, mettendone a rischio la sopravvivenza in utero. In queste gravidanze, in circa il 10-15% dei casi, può verificarsi uno squilibrio nel passaggio di sangue tra i due feti attraverso i vasi sanguigni presenti sulla placenta: un gemello, detto &#8216;donatore&#8217;, riceve una quantità insufficiente di sangue, mentre l&#8217;altro, il &#8216;ricevente&#8217;, è sottoposto a un afflusso eccessivo, con conseguenze anche molto gravi.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Questa situazione &#8211; ha detto Nicola Persico, direttore della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale del Policlinico di Milano e docente dell&#8217;Università degli Studi di Milano &#8211; porta a uno sbilanciamento del flusso sanguigno tra i due gemelli. La sindrome comporta una riduzione della produzione di urina fetale da parte del gemello donatore e quindi una diminuzione del liquido amniotico. Nelle fasi più avanzate, le complicanze coinvolgono l&#8217;apparato cardiovascolare e, se non opportunamente trattata, la sindrome può portare alla morte in utero di entrambi i gemelli o, in caso di sopravvivenza di uno dei due, al rischio di danni cerebrali&#8221;.</p>
<p dir="ltr">Il dipartimento Area Materno Infantile, guidato da Ernesto Leva, della Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, rappresenta un riferimento nazionale per il monitoraggio e il trattamento di questa patologia, con oltre 400 gestanti seguite. La sindrome da trasfusione feto-fetale viene generalmente individuata tra la 16esima e la 26esima settimana di gravidanza. La velocità e l&#8217;aggressività con cui può evolvere rendono fondamentale una diagnosi tempestiva e, nei casi più gravi, un intervento specialistico immediato. Valutata insieme al direttore della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale del Policlinico di Milano l&#8217;estrema urgenza del caso, i professionisti della Ginecologia e Ostetricia dell&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza hanno organizzato in poche ore il trasferimento della paziente a Milano, grazie a un volo messo a disposizione dall&#8217;Aeronautica Militare, in sinergia con la Prefettura di Cosenza. Arrivata al Policlinico di Milano, la mamma dei gemellini è stata sottoposta nella stessa giornata all&#8217;intervento chirurgico. L&#8217;équipe multidisciplinare della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale ha eseguito una chirurgia in utero con laser, con l&#8217;obiettivo di separare i vasi sanguigni responsabili della trasfusione feto-fetale e ripristinare un corretto equilibrio del flusso sanguigno tra i due gemelli.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;intervento è perfettamente riuscito. La signora è stata quindi ricoverata per diversi giorni nella Clinica Mangiagalli, accompagnata dal marito, per consentire il monitoraggio e la stabilizzazione delle condizioni dei due bambini. Da qualche giorno i gemelli hanno fatto rientro a casa. Considerata la particolare evoluzione di queste gravidanze, caratterizzate frequentemente da un parto pretermine, è stato successivamente pianificato il rientro della famiglia a Cosenza. Anche in questa fase è stata fondamentale una rete di solidarietà: grazie all&#8217;attivismo dei sacerdoti del Policlinico di Milano è stato possibile garantire alla famiglia un rientro sicuro e sereno, in una situazione in cui i voli disponibili erano difficili da reperire e le alternative avrebbero comportato maggiori difficoltà e rischi per la madre. I due gemellini sono nati nel mese di luglio, alla 29ª settimana di gestazione, e sono stati successivamente assistiti nella Terapia Intensiva Neonatale dell&#8217;ospedale cosentino.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Questa storia &#8211; ha sottolineato l&#8217;assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso &#8211; dimostra ancora una volta il valore straordinario della sanità lombarda e delle sue eccellenze. Di fronte a un&#8217;emergenza complessa e delicatissima, una paziente è stata trasferita dalla Calabria a Milano e ha trovato al Policlinico un&#8217;équipe altamente specializzata, capace di intervenire immediatamente con una procedura di chirurgia fetale estremamente avanzata. È questo il significato più concreto di una sanità che mette competenze, tecnologia e professionalità al servizio della vita. Il caso della mamma dei gemellini dimostra inoltre quanto sia importante la collaborazione tra strutture sanitarie e istituzioni, anche quando è necessario superare tanti chilometri in poche ore. Ringrazio i professionisti del Policlinico di Milano, quelli dell&#8217;Ospedale di Cosenza, l&#8217;Aeronautica Militare e la Prefettura, insieme a tutti coloro che hanno contribuito al trasferimento e al rientro della famiglia. La nascita dei due gemellini alla 29ª settimana è il risultato di una straordinaria catena di competenze e solidarietà. A questi due piccoli e ai loro genitori va il nostro augurio più grande&#8221;.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Grazie all&#8217;expertise che rende il Policlinico di Milano un centro all&#8217;avanguardia nel trattamento di diverse patologie attraverso la diagnosi prenatale e la chirurgia fetale &#8211; ha concluso il direttore generale del Policlinico di Milano, Matteo Stocco &#8211; è possibile creare sinergie e rafforzare collaborazioni tra professionisti che superano le distanze, per un&#8217;assistenza e un&#8217;idea di cura volte a individuare sempre, di fronte a qualsiasi situazione, la risposta terapeutica più adeguata per la salute del paziente e, in questo caso specifico, di un&#8217;intera famiglia&#8221;.</p>
<p dir="ltr"><em>(LNotizie)</em></p>
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		<title>Uomo trovato morto nella sua casa nella Locride, il 50enne viveva con moglie e due figlie</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/uomo-trovato-morto-nella-sua-casa-nella-locride-il-50enne-viveva-con-moglie-e-due-figlie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 13:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; giallo a Stignano, piccolo centro collinare della Locride, in provincia di Reggio Calabria.  Un uomo di circa 50 anni, operaio, sposato e padre di due gemelle ancora minorenni, è stato trovato morto all&#8217;interno della propria abitazione dove viveva con la moglie cinquantenne e le due figlie. Accanto all&#8217;uomo e in altri punti dell&#8217;abitazione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; giallo a Stignano, piccolo centro collinare della Locride, in provincia di Reggio Calabria.  Un uomo di circa 50 anni, operaio, sposato e padre di due gemelle ancora minorenni, è stato trovato morto all&#8217;interno della propria abitazione dove viveva con la moglie cinquantenne e le due figlie.</p>
<p>Accanto all&#8217;uomo e in altri punti dell&#8217;abitazione della vittima sono state trovate anche evidenti tracce di sangue. All&#8217;arrivo, dopo l&#8217;allarme, del personale medico e paramedico del 118 dell&#8217;Azienda sanitaria di Reggio Calabria l&#8217;uomo era già morto: inutili i tentativi di rianimarlo.</p>
<p>Sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica che hanno provveduto ad isolare tutta l&#8217;area, avviando i primi rilievi in attesa dell&#8217;arrivo del medico legale nominato dalla Procura di Locri. Solo i riscontri investigativi dei carabinieri e le verifiche del medico legale potranno chiarire nelle prossime ore con certezza le cause della morte. Al momento nessuna pista è stata esclusa.</p>
<p id="xtp">
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<p>Solo i riscontri investigativi dei carabinieri e le verifiche del medico legale potranno chiarire nelle prossime ore con certezza le cause della morte.<br />
Al momento nessuna pista è stata esclusa.</p>
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		<title>FOTO-Incendio divampa in appartamento a Lamezia, in salvo anziana e il suo cane</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/foto-incendio-divampa-in-appartamento-a-lamezia-in-salvo-anziana-e-il-suo-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 18:02:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Momenti di forte tensione si sono vissuti a Lamezia Terme, in località Villaggio Kennedy, a seguito di un incendio sviluppatosi all&#8217;interno di un appartamento. L&#8217;abitazione, occupata da una donna anziana, ha riportato ingenti danni.  La donna è riuscita ad abbandonare l&#8217;appartamento prima che le fiamme si propagasse. Sul posto le squadre dei Vigili del Fuoco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Momenti di forte tensione si sono vissuti a Lamezia Terme, in località Villaggio Kennedy, a seguito di un incendio sviluppatosi all&#8217;interno di un appartamento. L&#8217;abitazione, occupata da una donna anziana, ha riportato ingenti danni.  La donna è riuscita ad abbandonare l&#8217;appartamento prima che le fiamme si propagasse. Sul posto le squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro – Distaccamento di Lamezia Terme, con il supporto di un&#8217;autobotte per il rifornimento idrico.</p>
<p>Il rogo ha interessato un alloggio ubicato al piano terra rialzato di un edificio di tre piani fuori terra. L&#8217;abitazione, occupata da un&#8217;anziana donna, presumibilmente affetta da disposofobia, ha riportato danni ingenti nei locali cucina, lavanderia e balcone mentre nei rimanenti locali danni causati dal fumo denso scaturito dalla combustione. La residente è riuscita ad abbandonare tempestivamente l&#8217;appartamento prima che l&#8217;incendio si propagasse, senza riportare conseguenze. Nel corso delle operazioni di soccorso, i Vigili del Fuoco hanno tratto in salvo un cane di piccola taglia rimasto intrappolato all&#8217;interno dell&#8217;abitazione e hanno provveduto a mettere in sicurezza due bombole di GPL rinvenute in prossimità dell&#8217;area interessata dal rogo, scongiurando ulteriori condizioni di pericolo.</p>
<p>L&#8217;intervento si è concluso con la completa estinzione delle fiamme, le operazioni di bonifica e la messa in sicurezza dell&#8217;intera area. A causa dei gravi danni riportati, l&#8217;appartamento è stato dichiarato temporaneamente inagibile, in via precauzionale, in attesa degli ulteriori accertamenti tecnici da parte del personale dell&#8217;Ufficio Tecnico comunale. Sul posto sono intervenuti anche il personale sanitario del SUEM 118, che ha prestato assistenza alla donna verificandone le condizioni di salute, la Polizia di Stato per gli adempimenti di competenza e personale veterinario, al quale è stato affidato il cane tratto in salvo per i necessari accertamenti sanitari. Sono in corso gli accertamenti finalizzati a determinare le cause che hanno originato l&#8217;incendio.</p>
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		<title>Mezzo chilo di hashish nascosto in casa: Polizia arresta un residente a Mirto Crosia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mezzo-chilo-di-hashish-nascosto-in-casa-polizia-arresta-un-residente-a-mirto-crosia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, a seguito di attività info-investigativa, scaturita anche dall&#8217;intensificazione dei servizi di controllo del territorio nella provincia ed in particolare lungo l&#8217;Alto Ionio cosentino, personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Cosenza, coadiuvato dalle unità cinofile antidroga della locale Guardia di Finanza, ha operato un&#8217;attività di Polizia Giudiziaria finalizzata alla repressione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="elementToProof">Nei giorni scorsi, a seguito di attività info-investigativa, scaturita anche dall&#8217;intensificazione dei servizi di controllo del territorio nella provincia ed in particolare lungo l&#8217;Alto Ionio cosentino, personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Cosenza, coadiuvato dalle unità cinofile antidroga della locale Guardia di Finanza, ha operato un&#8217;attività di Polizia Giudiziaria finalizzata alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, secondo le linee guida della Procura della Repubblica di Castrovillari, guidata dal Procuratore Capo dottor Alessandro D&#8217;Alessio.</div>
<div></div>
<div class="elementToProof">Nello specifico, personale dei summenzionati Uffici ha operato una perquisizione presso l&#8217;abitazione di un soggetto residente a Mirto Crosia, che ha sortito esito positivo. La perquisizione domiciliare, ha permesso di sequestrare <b>mezzo chilo di hashish</b>, suddiviso in <b>5 panetti da 100 grammi l&#8217;uno</b>. L&#8217;attività di polizia giudiziaria si è conclusa con l&#8217;arresto del soggetto che è stato condotto in carcere.</div>
<div class="elementToProof"></div>
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		<item>
		<title>VIDEO-Paura all&#8217;alba San Giovanni in Fiore: forte esplosione in una palazzina del centro, due ustionati gravi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/paura-allalba-san-giovanni-in-fiore-forte-esplosione-in-una-palazzina-del-centro-due-ustionati-gravi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:36:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Intorno alle 5 di questa mattina, una violenta esplosione ha devastato un&#8217;abitazione in una traversa di via Monviso, nel centro abitato di San Giovanni in Fiore, nel cuore della Sila cosentina, provocando il ferimento di tre persone. Secondo le prime informazioni a provocarla sarebbe stata una fuga di gas in un appartamento al secondo [&#8230;]</p>
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<p>Intorno alle 5 di questa mattina, una violenta esplosione ha devastato un&#8217;abitazione in una traversa di via Monviso, nel centro abitato di San Giovanni in Fiore, nel cuore della Sila cosentina, provocando il ferimento di tre persone. Secondo le prime informazioni a provocarla sarebbe stata una fuga di gas in un appartamento al secondo piano. L&#8217;innesco, ipotizzano i tecnici, sarebbe stata l&#8217;accensione di una luce. Lo scoppio è stato talmente forte da provocare danni anche ad alcune strutture esterne all&#8217;abitazione.</p>
<p>Secondo i primi rilievi effettuati dai Vigili del fuoco del distaccamento locale, intervenuti per mettere in sicurezza l&#8217;area e domare le fiamme che si sono sprigionate dopo la deflagrazione, il bilancio dell&#8217;incidente conta due persone rimaste gravemente ustionate. Si tratta di due sessantenni, marito e moglie. L&#8217;uomo, un noto odontoiatra della zona, è stato trasferito in elisoccorso al centro grandi ustionati di Messina, con estese bruciature sulle braccia. La donna, invece, si trova all&#8217;ospedale di Cosenza. Una terza persona è stata soccorsa dal personale del 118 e trasferita all&#8217;ospedale di San Giovanni in Fiore dopo aver accusato un malore in seguito allo shock subito.</p>
<p>Sul posto sono giunti anche i Carabinieri che hanno avviato le indagini per ricostruire l&#8217;esatta dinamica dell&#8217;evento e accertare eventuali responsabilità legate all&#8217;impianto domestico, mentre l&#8217;immobile interessato è stato precauzionalmente dichiarato inagibile in attesa di ulteriori accertamenti tecnici.</p>
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		<title>Crotone, Antonio &#8220;poliziotto&#8221; per un giorno e il desidero di &#8220;una casa con l&#8217;ascensore&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 15:41:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina la Questura di Crotone ha avuto il piacere di ospitare il piccolo Antonio, un bambino meraviglioso, socievole, particolarmente interessato al mondo della Polizia di Stato ed estremamente simpatico. Nonostante la sua giovane età, Antonio ha saputo riempire gli uffici della Questura con la sua allegria, la sua curiosità e le sue battute spiritose, conquistando il sorriso di tutti i poliziotti e del personale presente. Accolto dal Questore della Provincia di Crotone, Renato PANVINO, e dai funzionari della Questura, il piccolo ospite ha trascorso una mattinata speciale all&#8217;insegna della spensieratezza e della condivisione, insieme alla sua famiglia, al papà Luigi e alla mamma Ursula.</p>
<p>Per l&#8217;occasione Antonio è stato simbolicamente &#8220;arruolato&#8221; presso la Questura di Crotone, vivendo da vicino l&#8217;esperienza quotidiana dei poliziotti. Durante la visita ha rivolto numerose domande agli operatori, dimostrando grande interesse e curiosità per il loro lavoro, e ha avuto anche l&#8217;opportunità di effettuare un giro a bordo di una volante, esperienza che ha vissuto con entusiasmo e divertimento. Al termine della visita, Antonio ha voluto ringraziare personalmente tutti i poliziotti per l&#8217;accoglienza ricevuta. Prima di lasciare gli uffici della Questura, <strong>il bambino ha inoltre espresso un desiderio: poter abitare in un alloggio dotato di ascensore. </strong>Il Questore, colpito dalla richiesta e dalla spontaneità del piccolo Antonio, ha assicurato che avrebbe portato all&#8217;attenzione delle istituzioni competenti il suo desiderio, interessando il Sindaco di Crotone, Ingegnere Vincenzo Voce, e l&#8217;Assessore alle Politiche Sociali, dottoressa Maria Lucia Cosentino, fiducioso che le istituzioni preposte individuino una possibile soluzione per migliorare la vita del bambino e della sua famiglia.</p>
<p>La mattinata si è conclusa in un clima di cordialità e serenità: Antonio ha condiviso uno snack con i poliziotti e ha ricevuto diversi <em>gadget</em> della Polizia di Stato come ricordo di una giornata speciale che resterà nel suo cuore e in quello di tutti coloro che lo hanno conosciuto, chiedendo un cappellino della Polizia di Stato per la sua sorellina Giulia e per il suo migliore amico Matteo. La Questura di Crotone rinnova il proprio impegno nell’essere vicina ai cittadini che quotidianamente sono costretti ad affrontare le difficoltà dei propri congiunti, affetti da patologie, in una cornice di integrazione e risoluzione dei problemi, sensibilizzando le istituzioni preposte a costruire un sistema efficiente nel quale ognuno, oltre a metterci il massimo impegno, sia capace di ascoltare ed alimenti la fiducia.</p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Donne, casa e lavoro. Il doppio carico che alimenta il gender gap</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:21:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi dati diffusi da ISTAT e dalle principali organizzazioni internazionali, le donne continuano a sostenere il peso maggiore del lavoro domestico e di cura familiare. A livello globale, infatti, le donne svolgono almeno 2,5 volte più lavoro domestico non retribuito rispetto agli uomini: cucinare, pulire, occuparsi dei figli, assistere anziani e familiari. Un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi dati diffusi da ISTAT e dalle principali organizzazioni internazionali, le donne continuano a sostenere il peso maggiore del lavoro domestico e di cura familiare. A livello globale, infatti, le donne svolgono almeno 2,5 volte più lavoro domestico non retribuito rispetto agli uomini: cucinare, pulire, occuparsi dei figli, assistere anziani e familiari. Un impegno invisibile ma fondamentale per il funzionamento della società e dell’economia. L’ultimo rapporto ISTAT restituisce il quadro di una profonda e persistente asimmetria di genere che continua a suscitare forte preoccupazione sociale, evidenziando quanto il traguardo di una piena ed effettiva uguaglianza tra uomini e donne sia ancora distante, soprattutto nella ripartizione del lavoro domestico e delle responsabilità di cura familiare.  A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, il quale evidenzia come questo squilibrio produca quello che gli esperti definiscono “<em>doppio carico</em>”: molte donne, rimarca l’imprenditore lametino, oltre all’occupazione lavorativa, devono affrontare una seconda giornata fatta di faccende domestiche e responsabilità familiari.</p>
<p>Una condizione che incide profondamente sulla qualità della vita, sul tempo libero e sulle opportunità professionali. Le conseguenze sono evidenti anche nel mondo del lavoro. Il maggiore peso delle attività di cura contribuisce ad alimentare il gender gap, cioè il divario tra uomini e donne in termini di occupazione, stipendi e possibilità di carriera. Molte lavoratrici sono costrette a ridurre le ore di lavoro, rinunciare a incarichi di responsabilità o interrompere temporaneamente la carriera per dedicarsi alla famiglia. In Italia il fenomeno resta particolarmente marcato. Nonostante i cambiamenti culturali degli ultimi anni, la distribuzione dei compiti domestici continua a essere fortemente sbilanciata. Le donne dedicano quotidianamente molte più ore rispetto agli uomini alle attività non retribuite, mentre la partecipazione maschile alla cura della casa e dei figli cresce lentamente. Gli esperti sottolineano che il problema non riguarda soltanto la sfera privata, ma rappresenta una questione economica e sociale. Una più equa divisione del lavoro domestico, continua <strong>Guzzi</strong>, potrebbe favorire una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro, aumentare l’autonomia economica delle donne e ridurre le disuguaglianze di genere.</p>
<p>Per affrontare il problema, secondo sociologi ed economisti, servono politiche concrete: congedi parentali più equilibrati, servizi per l’infanzia accessibili, maggiore flessibilità lavorativa e una trasformazione culturale che promuova la condivisione delle responsabilità familiari. Il lavoro domestico non retribuito resta dunque uno dei principali ostacoli alla piena parità tra uomini e donne. E finché il peso della cura continuerà a gravare soprattutto sulle donne, conclude <strong>Guzzi</strong>, il gender gap sarà destinato a rimanere una realtà difficile da superare.</p>
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		<title>Ricadi, bimba disabile “reclusa” in casa al 3° piano: può uscire solo se presa in braccio dalla mamma</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ricadi-bimba-disabile-reclusa-in-casa-al-3-piano-puo-uscire-solo-se-presa-in-braccio-dalla-mamma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 15:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una lettera formale al ministro della Disabilita’, Alessandra Locatelli, e al ministro della Famiglia, Eugenia Maria Roccella, oltre che al sindaco di Ricadi, nel Vibonese, Antonio Tripodi, e’ stata inviata da Cosimo Limardo, presidente dell’associazione “Don Gnocchi Voglia di Vivere”, per denunciare il grave disagio di una madre – Chiara Calamita di Santa Domenica di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una lettera formale al ministro della Disabilita’, Alessandra Locatelli, e al ministro della Famiglia, Eugenia Maria Roccella, oltre che al sindaco di Ricadi, nel Vibonese, Antonio Tripodi, e’ stata inviata da Cosimo Limardo, presidente dell’associazione “Don Gnocchi Voglia di Vivere”, per denunciare il grave disagio di una madre – Chiara Calamita di Santa Domenica di Ricadi – costretta a vivere “<em>reclusa</em>” in un appartamento al terzo piano con la figlia disabile al 100%. La bambina di 10 anni – di non poco peso – puo’ infatti uscire di casa solo se presa in braccio dalla madre.</p>
<p>“<em>Non e’ giusto che una madre debba affrontare ogni giorno questo sforzo fisico e psicologico per permettere alla figlia di andare a scuola, a terapia o semplicemente fare una passeggiata”</em>, scrive Limardo nella missiva. La famiglia Calamita avrebbe inoltrato numerose sollecitazioni al Comune di Ricadi, chiedendo l’assegnazione di un alloggio popolare privo di barriere architettoniche e idoneo alle gravi condizioni della piccola.</p>
<p>Richieste ad oggi rimaste prive di risposte concrete. La situazione e’ definita come “<em>insostenibile</em>” e peggiora quotidianamente, minando il diritto fondamentale della bambina a una vita dignitosa e a un normale inserimento sociale.</p>
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		<title>Reggio Calabria, aggressione con coltello tra le mura domestiche: arrestato un uomo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-aggressione-con-coltello-tra-le-mura-domestiche-arrestato-un-uomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 08:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una richiesta d’aiuto carica di paura, giunta al Numero Unico di Emergenza 112 nel cuore della notte, ha fatto scattare un intervento immediato dei militari della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria. Dall’altra parte del telefono, una donna in pericolo, vittima di un’aggressione violenta perpetrata dal marito con l’uso di un coltello. In [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una richiesta d’aiuto carica di paura, giunta al Numero Unico di Emergenza 112 nel cuore della notte, ha fatto scattare un intervento immediato dei militari della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria. Dall’altra parte del telefono, una donna in pericolo, vittima di un’aggressione violenta perpetrata dal marito con l’uso di un coltello.</p>
<p>In pochi istanti, le pattuglie hanno raggiunto l’abitazione della donna, riuscendo a interrompere l’azione violenta e a mettere in sicurezza la vittima, trovata in evidente stato di shock. L’intervento rapido e coordinato ha evitato conseguenze ben più gravi. La donna è stata immediatamente affidata alle cure del personale sanitario e trasportata d’urgenza presso l’ospedale cittadino, dove i medici le hanno riscontrato lesioni con una prognosi di diversi giorni. Nel corso degli accertamenti, il racconto della vittima ha delineato un quadro drammatico e consolidato nel tempo: anni di violenze, sia fisiche che psicologiche, subite in silenzio in un contesto familiare segnato dalla sopraffazione e dalla paura. All’esito delle attività dei militari dell’Arma, ricostruita la dinamica dei fatti e raccolti gravi indizi di responsabilità, l’uomo è stato tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.</p>
<p>L’episodio conferma ancora una volta l’importanza di denunciare e di non restare soli. In tale contesto, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria ribadisce il proprio impegno costante nel contrasto alla violenza di genere e rinnova l’appello a tutte le vittime: chiedere aiuto è il primo passo per uscire dalla violenza. Sul territorio reggino come in tutta Italia, le stazioni carabinieri rappresentano un presidio quotidiano di legalità, pronto ad accogliere, ascoltare e intervenire con discrezione e professionalità.</p>
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		<title>Reggio, uccise ladro entrato in casa sua: Francesco Putortì condannato a 15 anni e 6 mesi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-uccise-ladro-entrato-in-casa-sua-francesco-putorti-condannato-a-15-anni-e-6-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Putortì]]></category>
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		<category><![CDATA[reggio]]></category>
		<category><![CDATA[uccise]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 28 maggio 2024 uccise a coltellate un ladro che si era introdotto in casa sua e ferì un complice. Oggi, Francesco Putortì, di 50 anni, è stato condannato dalla corte d&#8217;assise di Reggio Calabria a 15 anni e sei mesi di reclusione per omicidio e tentato omicidio. I giudici della Corte d&#8217;assise non hanno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/reggio-uccise-ladro-entrato-in-casa-sua-francesco-putorti-condannato-a-15-anni-e-6-mesi/">Reggio, uccise ladro entrato in casa sua: Francesco Putortì condannato a 15 anni e 6 mesi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 28 maggio 2024 uccise a coltellate un ladro che si era introdotto in casa sua e ferì un complice. Oggi, <strong>Francesco Putortì</strong>, di 50 anni, è stato condannato dalla corte d&#8217;assise di Reggio Calabria a 15 anni e sei mesi di reclusione per omicidio e tentato omicidio. I giudici della Corte d&#8217;assise non hanno riconosciuto le attenuanti generiche della legittima difesa domiciliare o della legittima difesa putativa come avevano auspicato gli avvocati dell&#8217;imputato che puntavano in una riqualificazione del reato in eccesso colposo di legittima difesa o omicidio preterintenzionale.</p>
<p>Stando alle indagini della Squadra mobile di Reggio Calabria,<strong> Alfio Stancampiano</strong>, di 30 anni, e <strong>Giovanni Bruno</strong>, di 46, entrambi di Catania, avrebbero tentato un furto nell&#8217;abitazione di Putortì, in contrada Rosario Valanidi di Reggio Calabria, che, rientrando a casa, li ha sorpresi al piano superiore della palazzina. A quel punto, il macellaio, secondo il suo racconto, aveva preso un coltello e durante una colluttazione aveva colpito i due ladri che poi erano fuggiti facendo cadere le pistole che avevano appena rubato nella casa e che erano legalmente detenute da Putortì.</p>
<p>Una ricostruzione che non aveva convinto gli inquirenti, secondo i quali, invece, l&#8217;uomo avrebbe accoltellato i due alle spalle mentre scappavano. Il primo accoltellato, Stancampiano, era stato abbandonato dai complici nei giardini dell&#8217;ospedale reggino &#8220;<em>Morelli</em>&#8220;, dove poi era morto, mentre il secondo, Giovanni Bruno, dopo aver traghettato per la Sicilia, era stato costretto a recarsi all&#8217;ospedale di Messina essendo ferito.</p>
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