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	<title>Cartabia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Aug 2023 13:20:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>In Calabria più interrogatori di persone indagate, fermate o detenute: 1 ogni 54 abitanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 13:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Calabria è la regione dove, in rapporto agli abitanti, si svolgono più interrogatori di persone indagate, fermate o detenute: uno ogni 54 residenti. Lo rileva un&#8217;analisi condotta da Cedat 85, azienda specializzata nella fornitura dei contenuti provenienti da parlato, realizzata elaborando dati Istat. Secondo quanto emerge dallo studio realizzato in concomitanza con l&#8217;entrata in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Calabria è la regione dove, in rapporto agli abitanti, si svolgono più interrogatori di persone indagate, fermate o detenute: uno ogni 54 residenti. Lo rileva un&#8217;analisi condotta da Cedat 85, azienda specializzata nella fornitura dei contenuti provenienti da parlato, realizzata elaborando dati Istat. </p>
<p>Secondo quanto emerge dallo studio realizzato in concomitanza con l&#8217;entrata in vigore della Riforma Cartabia che ha fatto scattare l&#8217;obbligo di registrare in audio o audiovideo le &#8220;escussioni&#8221;, ogni anno nel nostro Paese si svolgono oltre 830 mila interrogatori (in media 2.276 al giorno). Tra le province italiane nelle quali il rapporto interrogatori-abitanti è più alto svetta al primo posto Vibo Valentia (1/41 abitanti) seguita al secondo da Isernia (1/42), con Imperia e Crotone (1/48) appaiate in terza posizione.</p>
<p>A livello nazionale, nella classifica stilata da Cedat 85, la Calabria è seguita a brevissima distanza da Basilicata (1/55 ab.) e Liguria (1/56 ab.) Dal punto di vista dei numeri assoluti, invece, la regione nella quale si tengono più interrogatori è la Lombardia, erano quasi 130 mila (129.756) nel 2021, seguita dalla Sicilia (79.850), che supera di poco la Campania (79.624). A primeggiare tra le province, invece, ci sono quelle con i maggiori centri urbani: la prima è quella di Roma seguita dalla provincia di Milano e da quella di Napoli.<br />
&#8220;Con la riforma Cartabia &#8211; afferma Gianfranco Mazzoccoli, presidente e fondatore di Cedat 85 &#8211; la fonoregistrazione e la videoregistrazione rientrano tra le ordinarie e obbligatorie forme di raccolta degli atti processuali, tra cui l&#8217;interrogatorio&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Commissione Europea boccia la riforma Cartabia del processo penale e del Consiglio superiore della magistratura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 09:48:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riforma del processo penale di Marta Cartabia può mettere a rischio “l’effettività del sistema giudiziario” e sarà necessario “uno stretto monitoraggio per assicurare che i processi per corruzione non si interrompano automaticamente in grado d’appello”. Mentre quella dell’ordinamento giudiziario “rischia di comportare indebite influenze sull’indipendenza dei giudici“. Sono le durissime considerazioni che la Commissione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>riforma</strong> del processo penale di <strong>Marta Cartabia</strong> può mettere <strong>a rischio “l’effettività del sistema giudiziario”</strong> e sarà <strong>necessario “uno stretto monitoraggio per assicurare che i processi per corruzione non si interrompano automaticamente in grado d’appello”. </strong>Mentre quella dell’<strong>ordinamento giudiziario “rischia di comportare indebite influenze sull’indipendenza dei giudici“</strong>. Sono le durissime considerazioni che la Commissione europea ha inserito nel capitolo dedicato all’Italia della <strong>Relazione sullo Stato di diritto 2022</strong>, il documento annuale che analizza – tra le altre cose – gli sviluppi dei sistemi giudiziari degli Stati membri, formulando da quest’anno anche raccomandazioni specifiche. </p>
<p>Bruxelles boccia gli aspetti più contestati delle due riforme firmate dalla Guardasigilli del governo Draghi, su cui in Italia avevano lanciato l’allarme – inascoltati – sia il Movimento 5 stelle che l’Associazione nazionale magistrati e il Consiglio superiore della magistratura. La riforma del processo penale, ricorda peraltro la Relazione, è una di quelle “adottate in base agli impegni presi dall’Italia nell’ambito del Piano di ripresa e resilienza, mirata a migliorare la qualità e l’efficienza del sistema giudiziario”. Che invece rischia di far perdere punti al nostro Paese sul piano dell’efficacia della repressione dei reati e del rispetto della separazione dei poteri. Vediamo perché.</p>
<p>La nuova legge, approvata a settembre 2021, <strong>introduce il contestato meccanismo dell’improcedibilità che fa estinguere i processi penali dopo due anni in grado d’Appello e un anno in Cassazione</strong> (con eccezioni per reati particolarmente gravi e un periodo transitorio di quattro anni in cui i termini sono allungati). Secondo la Relazione, “le nuove norme richiedono uno stretto monitoraggio per assicurare che l’effettività del sistema giudiziario sia mantenuta. La riforma – ricorda Bruxelles – include previsioni, applicabili ai reati commessi dopo il 1° gennaio 2020, che introducono limiti temporali massimi per concludere i processi in Corte d’Appello e Corte di Cassazione, altrimenti il caso verrà archiviato”. E <strong>“i processi per corruzione sono tra quelli che in appello si estingueranno automaticamente dopo due anni, a meno che il giudice non richieda un’estensione. L’entrata in vigore della riforma richiederà quindi una stretta sorveglianza in relazione alla lotta alla corruzione, in particolare nel grado d’appello”</strong>, si avverte nelle raccomandazioni finali. Le nuove misure, infatti, <strong>“rischiano di avere un impatto negativo sui processi penali, soprattutto quelli in corso, che potrebbero essere interrotti in modo automatico”</strong>. Per questo, “anche se sono state introdotte delle eccezioni e delle misure transitorie, l’effettività del sistema giudiziario richiede uno stretto monitoraggio a livello nazionale per assicurare un giusto bilanciamento tra le nuove norme e il diritto alla difesa, i diritti delle vittime e l’interesse del pubblico a un sistema penale efficiente”.</p>
<p>La Commissione ha parole dure anche sulla<strong> riforma del Consiglio superiore della magistratura e dell’ordinamento giudiziario</strong>, diventata legge a giugno dopo una gestazione durata quasi un anno. “Il Csm e gli altri soggetti interessati – ricorda il documento – hanno espresso preoccupazioni sul fatto che alcune norme possano comportare un’indebita influenza sui giudici. (…) In particolare, la legge introduce una valutazione professionale dei magistrati che, tra le altre cose, terrà in considerazione il raggiungimento dei risultati attesi dai dirigenti dei Tribunali, nonché la possibilità di iniziare l’azione disciplinare in caso di mancato adeguamento alle indicazioni dei dirigenti sul modo in cui raggiungerli. (…) Inoltre, la valutazione professionale terrà in conto la conferma delle sentenze nei gradi successivi. (…) <strong>Queste previsioni mirano ad aumentare l’efficienza, ma sono state criticate dal Csm e dall’Anm per la tendenza alla gerarchizzazione degli uffici giudiziari e un potenziale uso dei procedimenti disciplinari come strumento per tenere sotto controllo i magistrati”</strong>. Preoccupazioni che la Commissione condivide: “Il combinato disposto delle nuove norme potrebbe portare a dipendenze che rischiano di comportare indebite influenze sull’indipendenza dei giudici”, avverte. Ricordando che “in base agli standard europei, la ricerca di una maggiore efficienza non dovrebbe compromettere l’indipendenza del potere giudiziario“.</p>
<p>Nell’abstract la relazione ricorda anche che nel nostro Paese “diverse proposte di legge volte a rafforzare la prevenzione della corruzione sono ancora sospese”, citando la legge sulle lobby ferma al Senato dopo l’approvazione alla Camera, il progetto di legge sul conflitto di interessi e il mancato recepimento della direttiva europea sul whistleblowing. </p>
<p>“Ancora una volta Bruxelles ha ammonito l’Italia che tarda ad approvare due leggi fondamentali nel promuovere l’integrità pubblica e nel rafforzare gli anticorpi della democrazia nel nostro Paese. La legge sul conflitto di interessi è purtroppo ferma da molti mesi alla Camera e solo la volontà di tutti i gruppi parlamentari può farla ripartire. Quella sul lobbying, approvata dalla Camera lo scorso gennaio, è ora al vaglio del Senato, tra continui rinvii e il rischio che venga partorito un provvedimento largamente insufficiente. Per una volta, ascoltiamo l’Europa: approviamo subito la legge sul lobbying e riprendiamo l’iter sul conflitto di interessi”, afferma Federico Anghelé, presidente della ong The Good Lobby.<br />
(<em>Fonte: Paolo Frosina- Il fatto quotidiano</em>)</p>
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		<title>Giustizia, Gratteri ribadisce: &#8220;La riforma del Csm non eliminerà le correnti&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giustizia-gratteri-ribadisce-la-riforma-del-csm-non-eliminera-le-correnti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 10:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Concordo sul punto col presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia: il mancato quorum è una plateale bocciatura di una cosiddetta riforma della magistratura e della giustizia che non era gradita a quasi nessuno e scontentava tutti”. Lo spiega il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’ dove parla della riforma della giustizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Concordo sul punto col presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia: il mancato quorum è una plateale bocciatura di una cosiddetta riforma della magistratura e della giustizia che non era gradita a quasi nessuno e scontentava tutti”. Lo spiega il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’ dove parla della riforma della giustizia e del flop dei cinque referendum. </p>
<p>“Dico che la ministra Cartabia e il governo dovrebbero prendere atto che ben più dell’80% dei cittadini non vogliono la separazione delle carriere – prosegue – invece vogliono che i magistrati possano continuare a lavorare senza interferenze e senza meccanismi che intacchino la loro autonomia e terzietà”. </p>
<p>Sulla proposta di riforma del Csm “non cambierebbe assolutamente nulla. La riforma proposta dalla ministra non solo non modifica in alcun modo il ‘sistema’ delle correnti che tutti a parole denunciano e dicono di voler combattere – spiega Gratteri – ma, se possibile, addirittura lo fortifica. Le correnti continueranno a fare quello che fanno e il loro strapotere non verrà in alcun modo indebolito o archiviato. L’ unica strada è quella del sorteggio temperato, a favore del quale, non dimentichiamolo, si sono recentemente espressi il 41% dei magistrati. Molti emendamenti al testo governativo riguardano questo aspetto: sono gli unici che possono avere un senso”. </p>
<p>“La magistratura è uno dei tre poteri dello Stato. E la separazione dei poteri è uno dei principi fondamentali su cui si fondano uno Stato di diritto e una democrazia liberale – conclude – la riforma, invece, prevede delle ingiustificate e ingiustificabili interferenze che intaccano la separazione tra i poteri. Che non dev’essere toccata”.</p>
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		<title>Nicola Gratteri: Il cammino per sconfiggere le mafie è lungo e tortuoso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nicola-gratteri-il-cammino-per-sconfiggere-le-mafie-e-lungo-e-tortuoso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2022 10:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cartabia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Altro che celebrazioni. Nell’anno del Trentennale delle stragi, il cammino per sconfiggere le mafie è lungo e tortuoso. Su alcuni territori sono ancora molto forti, in altri si stanno insinuano in modo subdolo”. A dirlo in un’intervista a Repubblica è il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Per Gratteri “le mafie continuano ad essere governo del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Altro che celebrazioni. Nell’anno del Trentennale delle stragi, il cammino per sconfiggere le mafie è lungo e tortuoso. Su alcuni territori sono ancora molto forti, in altri si stanno insinuano in modo subdolo”. A dirlo in un’intervista a Repubblica è il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.</p>
<p>Per Gratteri “le mafie continuano ad essere governo del territorio; continuano a condizionare le scelte politico-amministrative. La legge andrebbe rivista, dando più poteri ai commissari prefettizi chiamati a traghettare i consigli comunali sciolti per mafia verso nuove elezioni”.<br />
Secondo il procuratore molto c’è ancora da fare anche sul tema dei beni da confiscare alla criminalità organizzata, soprattutto in Europa “dove si riesce a confiscare meno dell’1% dei beni illegalmente conseguiti. Non penso ci sia, in questo momento, la volontà politica di combattere le mafie, soprattutto i capitali mafiosi”.</p>
<p>“L’economia sommersa – aggiunge Gratteri – non contribuisce soltanto a calcolare il Pil, ma diventa ossigeno per l’economia legale, specie in momenti di crisi, come quello di oggi. Le mafie sono globalizzate, l’azione di contrasto ancora no. Le resistenze sono tante e aumentano con la mancata percezione del pericolo. Le mafie oggi hanno meno bisogno di sparare e, in molti Paesi, non vengono percepite come reale minaccia. Ma bisogna sempre ricordare che le mafie sono molto più pericolose quando si muovono sotto traccia?”.<br />
La riforma Cartabia per il procuratore di Catanzaro non va nella direzione giusta. “Occorre realmente semplificare i processi e mettere tutti i magistrati nelle condizioni di lavorare modificando la geografia giudiziaria – dice –: le mafie temono i processi veloci. Le proposte della riforma Cartabia non contribuiscono a snellire i processi e a dare risposte ai cittadini. I processi per i reati contro la pubblica amministrazione, inclusa la corruzione, avendo quasi sempre imputati a piede libero, verranno messi in coda e rischiano di finire inequivocabilmente sotto la mannaia dell’improcedibilità”.</p>
<p>Per Gratteri “bisognerebbe avere il coraggio di codificare il concorso esterno e mettere a nudo le relazioni che le mafie da sempre intrattengono con politici, imprenditori e professionisti. Le relazioni esterne costituiscono l’ossatura del potere mafioso”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/nicola-gratteri-il-cammino-per-sconfiggere-le-mafie-e-lungo-e-tortuoso/">Nicola Gratteri: Il cammino per sconfiggere le mafie è lungo e tortuoso</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>&#8220;Liberi di scegliere&#8221;, sottosegretaria al Sud Nesci incontra ministra Cartabia su protezione minori famiglie di mafie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 15:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cartabia]]></category>
		<category><![CDATA[Dalila Nesci]]></category>
		<category><![CDATA[Liberi di scegliere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma &#8211; La Sottosegretaria per il Sud e la Coesione territoriale Dalila Nesci ha incontrato la ministra della Giustizia Marta Cartabia. Al centro dell&#8217;incontro la proposta di legge &#8220;Liberi di scegliere&#8221; sulla protezione dei minori appartenenti a famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata e dei familiari che dagli stessi intendono dissociarsi. &#8220;Con l&#8217;iniziativa del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; La Sottosegretaria per il Sud e la Coesione territoriale Dalila Nesci ha incontrato la ministra della Giustizia Marta Cartabia. Al centro dell&#8217;incontro la proposta di legge &#8220;Liberi di scegliere&#8221; sulla protezione dei minori appartenenti a famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata e dei familiari che dagli stessi intendono dissociarsi. </p>
<p>&#8220;Con l&#8217;iniziativa del Tribunale dei minori di Reggio Calabria è stata istituita una prima rete di assistenza e protezione nei confronti dei giovani cresciuti in contesti mafiosi, che è stata poi sperimentata con successo anche in Campania e Sicilia. Ho presentato una proposta di legge&#8221;, ha detto la Sottosegretaria Nesci, &#8220;per estendere questo programma di interventi a livello nazionale ed assicurare il massimo supporto alle ragazze e ai ragazzi che crescono nelle realtà più difficili e che cercano un riscatto. Il nostro obiettivo è rendere sempre più concreta la vicinanza dello Stato e dare, a chi sceglie di liberarsi dal giogo della criminalità, la possibilità di costruirsi un futuro attraverso il reinserimento sociale&#8221;. </p>
<p>La ministra Cartabia &#8211; si legge in una nota &#8211; ha condiviso la necessità di rafforzare le tutele esistenti nei confronti dei minori e dei familiari che intendono allontanarsi dai contesti mafiosi e la riflessione su un&#8217;estensione del Protocollo &#8220;Liberi di scegliere&#8221;, a fronte degli importanti risultati raggiunti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/liberi-di-scegliere-sottosegretaria-al-sud-nesci-incontra-ministra-cartabia-su-protezione-minori-famiglie-di-mafie/">&#8220;Liberi di scegliere&#8221;, sottosegretaria al Sud Nesci incontra ministra Cartabia su protezione minori famiglie di mafie</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gratteri tuona ancora: “La riforma Cartabia è un’offesa per i pm, alcune proposte dannose per sistema giudiziario&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gratteri-tuona-ancora-la-riforma-cartabia-e-unoffesa-per-i-pm-alcune-proposte-dannose-per-sistema-giudiziario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 11:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cartabia]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[punizione]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ne ho letto alcune parti e purtroppo mi trovo ancora una volta in disaccordo su molti punti. Alcune proposte sono dannose per il sistema giudiziario, altre sono quasi una offesa per noi magistrati e non porteranno alcun effetto positivo&#8221;. Così il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri in un&#8217;intervista a Marco Travaglio de &#8216;Il Fatto Quotidiano&#8217;. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gratteri-tuona-ancora-la-riforma-cartabia-e-unoffesa-per-i-pm-alcune-proposte-dannose-per-sistema-giudiziario/">Gratteri tuona ancora: “La riforma Cartabia è un’offesa per i pm, alcune proposte dannose per sistema giudiziario&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ne ho letto alcune parti e purtroppo mi trovo ancora una volta in disaccordo su molti punti. Alcune proposte sono dannose per il sistema giudiziario, altre sono quasi una offesa per noi magistrati e non porteranno alcun effetto positivo&#8221;. Così il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri in un&#8217;intervista a Marco Travaglio de &#8216;Il Fatto Quotidiano&#8217;.</p>
<p><strong>Alla manifestazione di Libera per le vittime delle mafie ha parlato di &#8221;riforme devastanti&#8221; della ministra Cartabia</strong>. &#8220;Si prevede un controllo &#8216;esterno&#8217; sul lavoro dei magistrati nelle valutazioni di professionalità, riconoscendo un diritto di voto ai &#8216;membri laici&#8217;, cioè agli avvocati nei Consigli giudiziari (le filiali locali del Csm). Inaccettabile: non si vede perché a valutarci debba essere chi non fa parte della nostra categoria, infatti non accade per nessun&#8217;altra, inclusi gli avvocati; e soprattutto così si intacca l&#8217;autonomia e la terzietà del magistrato, visto che gli avvocati nei Consigli giudiziari dovrebbero giudicare magistrati che lavorano nel loro stesso distretto e coi quali si trovano quotidianamente a interloquire. Questa previsione che, chiarisco subito a scanso di equivoci, in termini concreti non mi riguarda, ha quasi l&#8217;odore della punizione&#8221;, sottolinea. </p>
<p><strong>La riforma prevede che si possa passare solo due volte dalla funzione di pm a quella di giudice e viceversa. Un antipasto della separazione delle carriere prevista dal referendum di Lega e radicali?</strong> &#8220;Sono fermamente contrario. Ridurre i passaggi da una funzione all&#8217;altra non comporta alcun vantaggio &#8211; evidenzia Gratteri &#8211; né di efficienza né di produttività, ma soprattutto mortifica quello che &#8216;a parole&#8217; dovrebbe essere tra gli obiettivi del nuovo ordinamento giudiziario: di migliorare la qualità del nostro lavoro. Il passaggio di funzione andrebbe incentivato, non limitato, perché è un arricchimento professionale e consente al magistrato di sviluppare una visione globale del processo. È innegabile, ma pare che non interessi a nessuno. Nella mia Procura vorrei dei pm che hanno fatto i giudici e che il nostro lavoro fosse valutato da giudici che hanno fatto i pm. Peraltro oggi, per cambiare funzione, il magistrato deve quantomeno cambiare provincia, e già questa è una forte limitazione&#8221;. </p>
<p><strong>Cosa spera, in questo quadro per lei &#8216;devastante&#8217;?</strong> &#8220;Che la magistratura faccia sentire la sua voce unita e compatta e che riacquisti la credibilità che merita. Spero che il governo attivi una reale e costruttiva interlocuzione con noi magistrati. E spero che una volta per tutte si capisca che, se il sistema giustizia non funziona, i danneggiati non siamo noi magistrati, ma l&#8217;intera collettività&#8221;- evidenzia ancora Gratteri.</p>
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		<title>La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, a Reggio Calabria per l’inaugurazione dell’anno giudiziario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 12:21:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; La ministra della Giustizia Marta Cartabia ha presenziato, questa mattina, alla cerimonia di inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario della Corte d’Appello a Reggio Calabria. “Stiamo vivendo una fase difficile, piena di sfide, ma è anche di rinnovati slanci e opportunità, in un momento in cui l’intero Paese è in fermento e progetta la sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; La ministra della Giustizia Marta Cartabia ha presenziato, questa mattina, alla cerimonia di inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario della Corte d’Appello a Reggio Calabria.</p>
<p>“Stiamo vivendo una fase difficile, piena di sfide, ma è anche di rinnovati slanci e opportunità, in un momento in cui l’intero Paese è in fermento e progetta la sua ripresa, intorno al Pnrr- ha detto. Proprio in questo contesto di emergenza, sono state avviate ‘riforme di sistema’, per far fronte ai cronici problemi richiamati tante volte: durata dei processi e il fardello dell’arretrato, prima di tutto. Mali divenuti nel tempo, insieme ai gravi fatti degli ultimi anni, causa di una progressiva e dannosa erosione di fiducia da parte di cittadini, operatori economici e osservatori internazionali”.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-180785 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/01/2164ed0e78744307f48f2caa673152e3-300x179.jpg" alt="" width="521" height="311" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/01/2164ed0e78744307f48f2caa673152e3-300x179.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/01/2164ed0e78744307f48f2caa673152e3-696x415.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/01/2164ed0e78744307f48f2caa673152e3.jpg 700w" sizes="(max-width: 521px) 100vw, 521px" /></p>
<p>“La leale collaborazione tra le istituzioni non è solo un principio costituzionale, che è sempre bene tenere in considerazione, ma è una condizione per il risanamento di tutto il tessuto sociale e per il suo rinnovamento, oggi reso davvero possibile grazie alla stagione eccezionale che tutto il Paese sta attraversando. Questa diviene possibile solo attraverso l’impegno e la responsabilità personale di ciascuno”. “Abbiamo davanti a noi una grande occasione di rinnovamento – ha detto Cartabia -, favorita proprio dalla crisi aperta dalla pandemia e dagli aiuti europei del Piano di ripresa e resilienza. Il ruolo del Ministero in questo contesto è essenzialmente quello di assicurare più risorse e più strumenti a tutti gli uffici giudiziari perché possano svolgere al meglio la loro altissima funzione. Personale, a partire dai magistrati e dal personale amministrativo, risorse per l’edilizia, per la digitalizzazione”.<br />
“Confido – ha aggiunto la ministra – che al più presto possano arrivare alle Camere anche gli emendamenti per la riforma dell’ordinamento giudiziario e per quella che il Presidente della Repubblica ha definito ineludibile, quella del Csm. Lo faremo sentendo suggerimenti e critiche, se costruttive, ma con grande determinazione anche perché, è sotto gli occhi di tutti, lo status quo non ha dato buona prova di se”.<br />
La ministra e il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, firmeranno un protocollo d’intesa che consentirà il riavvio dell’iter per l’attivazione del cantiere e il completamento del Palazzo di Giustizia della città, che sarà intitolato al magistrato Antonino Scopelliti.</p>
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<p>(<em>foto Ansa)</em></p>
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		<title>Giustizia, Nicola Gratteri torna a criticare fortemente i provvedimenti della riforma Cartabia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 20:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«L’improcedibilità nella riforma Cartabia è aberrante, una ghigliottina per i processi». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso di un incontro con gli studenti delle scuole superiori di Crotone per la presentazione del suo libro “Complici e colpevoli” scritto con Antonio Nicaso. «Alcune riforme – ha detto – lasciano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«L’improcedibilità nella riforma Cartabia è aberrante, una ghigliottina per i processi». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso di un incontro con gli studenti delle scuole superiori di Crotone per la presentazione del suo libro “Complici e colpevoli” scritto con Antonio Nicaso.</p>
<p>«Alcune riforme – ha detto – lasciano basito. L’Europa ha detto di velocizzare i processi, ma questa riforma è aberrante. Choccante sul piano della dottrina è l’improcedibilità per i tempi imposti. La riforma Cartabia dice che l’appello va fatto entro due anni ed in Cassazione il processo deciso in un anno. In questo modo il 50 per cento dei processi non si conclude, viene ghigliottinato. Siamo preoccupati e smarriti. L’improcedibilità fa sì che il processo deciso in primo grado poi si butta ad ortiche».<br />
Per Gratteri il problema non sono i processi di mafia che sono stato esclusi dalla norma ma quelli che riguardano reati di droga e sessuali: «il processo di mafia, avendo detenuti, ha priorità e in due anni finisce. Perché, però, in questo elenco di esclusione non sono stati inseriti i reati della pubblica amministrazione, ambientali o di incidenti su lavoro. Processi senza detenuti che non andranno mai in appello e non daranno giustizia».<br />
«Se sono queste le intenzioni del governo – ha detto Gratteri – mi indigno. E parlo. A me non interessa che quello che dico può disturbare il manovratore. Mi sentirei sporco dentro. Che dignità avrei se non parlassi per convenienza perché aspiro ad un posto in magistratura. Mi dispiace di certa gente che ha più potere di me e sta zitta per convenienza».</p>
<p>Gratteri ha contestato anche la parte della riforma che riguarda le conferenze stampa dei magistrati. «Questa norma – ha detto – non è contro di me, io le conferenze le ho fatte e le farò perché a me interessa spiegare la professionalità ed i sacrifici delle forze ordine ed incoraggiare la gente a denunciare. Io non ho problemi di farmi conoscere, io potrei stare ogni sera in tv a parlare. Ma dico no perché devo lavorare. Quando mi vedete in tv sono in ferie».</p>
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		<title>Nicola Gratteri riceve in Senato il “Premio per la Legalità contro tutte le mafie” e ripete critiche su riforma Cartabia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Nov 2021 11:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Palazzo Madama solenne cerimonia di consegna del “Premio per la Legalità contro tutte le mafie” al Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri. Al Senato gli è stata, infatti, conferita la Medaglia d’oro donata dal presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, per i “suoi alti meriti nella lotta alle mafie”. Prima di lui, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Palazzo Madama solenne cerimonia di consegna del “Premio per la Legalità contro tutte le mafie” al Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri. Al Senato gli è stata, infatti, conferita la Medaglia d’oro donata dal presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, per i “suoi alti meriti nella lotta alle mafie”. Prima di lui, lo scorso anno, questo Premio era andato al procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho.</p>
<p>Alla manifestazione di Palazzo Madama erano presenti anche tre diversi ambasciatori del mondo arabo, che hanno salutato il procuratore Gratteri con tutti gli onori previsti dal cerimoniale diplomatico dei loro rispettivi Paesi.</p>
<p>Partiamo dalla motivazione del Premio, letta in Sala Zuccari dal presidente del “Premio Tulliola Renato Filippelli” Carmen Moscariello: «Al Procuratore Nicola Gratteri, e al suo coraggio, per il suo operato caratterizzato dalla speranza, dalla determinazione, dalla certezza di vincere la ’ndrangheta e tutte le mafie. Grazie al suo coraggio immenso nel mai temere la morte. Il suo essere – oltre che magistrato di altissimo valore – anche scrittore e amante della buona cultura, l’essere chiaro e preciso analista di fatti inerenti alla malavita organizzata, non ultimo, il suo amore incondizionato per i giovani».<br />
Il “Premio della Legalità contro tutte le Mafie a Nicola Gratteri – ha spiegato ancora Carmen Moscariello – è «il riconoscimento scontato ad uno dei magistrati italiani oggi più raccontati e più seguiti dalla stampa di tutto il mondo. Magistrato icona della giustizia e simbolo più autentico della magistratura più sana di questo nostro Paese. Un uomo al di sopra di tutto e di tutti, che ogni giorno mette a rischio la sua vita per una missione in cui non ha mai smesso di credere, neanche quando qualcuno ha provato a far del male a suo figlio».</p>
<p>Probabilmente lui non se lo aspettava, ma il procuratore Nicola Gratteri a Palazzo Madama è stato ricevuto e premiato con tutti gli onori possibili che la sua storia personale e il suo ruolo meritano. Pubblico delle grandi occasioni in sala, per giunta una location che lo aveva già visto, nei mesi e negli anni passati, decine di altre volte protagonista di primissimo piano di dibattiti e manifestazioni istituzionali di alto livello sociale.<br />
La sua premiazione, ricordiamo, arriva all’indomani dell’uscita del suo nuovo libro “Complici e colpevoli” (Mondadori Editore), saggio che ha già sollevato interrogativi pesanti in tutto il Paese per via del racconto a tratti sconcertante che Nicola Gratteri fa dell’assalto della ’ndrangheta alle Regioni del Nord. Per anni si era pensato che la mafia calabrese si muovesse solo al Sud, e invece Nicola Gratteri nella sua analisi lucida e documentatissima dimostra come è tutto falso.<br />
«La ndrangheta di fatto governa anche al Nord, Piemonte, Lombardia, Veneto, Valle d’Aosta Emila Romagna e Trentino. E mentre polizia e carabinieri davano la caccia al Sud a piccoli gregari, al Nord invece cresceva indisturbata una nuova classe dirigente di ’Ndrangheta che alla fine ha determinato condizionato e influenzato elezioni politiche di tutti i livelli».<br />
C’è questo e molto altro ancora nel nuovo libro del Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro, che oggi viene considerato «uno dei magistrati più a rischio del mondo», ma al Senato lui è stato premiato proprio per il coraggio e la libertà con cui manifesta la sua missione e il suo ruolo.</p>
<p>Rimarrà indimenticabile il giudizio severo e tranchant che l’altra sera a “Otto e Mezzo”, nel salotto di Lilly Gruber, il procuratore Gratteri ha dato dei ministri Marta Cartabia e Luciana Lamorgese, e sul come gestiscono il proprio ruolo ai vertici del Governo. Ma solo lui è capace di queste cose.<br />
Dopo aver ringraziato gli organizzatori della manifestazione per il Premio assegnatogli, il Procuratore Gratteri non ha esitato a riaprire anche in questa sede un suo vecchio contenzioso con i giornalisti italiani. Non sono mancati, infatti, neanche in questa occasione i riferimenti alle ultime disposizioni del Governo in tema di “Presunzione di innocenza”, disposizioni che “condizionano” moltissimo – lamenta l’alto magistrato – il racconto che i procuratori della repubblica potranno fare da ora in poi delle loro inchieste.</p>
<p>«A me – afferma Gratteri – non chiuderà mai la bocca nessuno. Sono una persona libera che non ha timore di niente e di nessuno, e chi mi conosce sa bene che dico sempre quello che penso. Se non posso dire la verità è perché non posso dimostrarla. Per quanto mi riguarda, penso alle nuove direttive, noi continueremo a parlare e a spiegare all’opinione pubblica, che ne ha pieno diritto, quello che è il nostro lavoro quotidiano, soprattutto se si tratta di personaggi noti e quindi pubblici. In Italia ancora non è stato ancora negato il diritto di informazione della stampa».<br />
E qui ricompare, forte e determinata, la vecchia polemica con l’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa: «Mi aspettavo che Ordine e Sindacato dei giornalisti italiani prendessero posizione, difendessero i loro interessi, rivendicassero piena libertà nel poter comunicare liberamente le inchieste della magistratura, e informare il cittadino. E invece, il silenzio.<br />
L’unica cosa che mi dispiace è che ho visto la categoria dei giornalisti, a livello nazionale e locale, molto timida nella protesta, quasi queste nuove imposizioni e direttive andassero bene al mondo della comunicazione. Purtroppo, è così, mi ha meravigliato non poco questo atteggiamento timido dei rappresentanti dei giornalisti, per giunta in questo Paese dove c’è sempre più bisogno di libertà e di autonomia».<br />
Applausi a scena aperta, e standing ovation finale per lui. Si coglie con mano il rapporto personale e quasi “intimo” che il magistrato antimafia è riuscito a legare con la gente comune. E che a dispetto delle sue inchieste, gli vuole tanto bene e gli crede fino in fondo. (giornalistitalia.it)</p>
<p><em>Pino Nano<br />
(giornalistitalia.it)</em></p>
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		<title>VIDEO-Giustizia, Gratteri a La7: &#8220;Riforma Cartabia? La peggiore di tutte&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 10:45:15 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-167663-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/09/Giustizia-Nicola-Gratteri-a-La7-riforma-Cartabia-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/09/Giustizia-Nicola-Gratteri-a-La7-riforma-Cartabia-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/09/Giustizia-Nicola-Gratteri-a-La7-riforma-Cartabia-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Nuovo affondo del procuratore distrettuale antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri contro la cosiddetta riforma Cartabia (<em>dal nome dell&#8217;attuale ministro della giustizia</em>) che prevede norme chiare in tema di improcedibilità dei processi. Infatti nel disegno di legge delega è previsto che la mancata definizione del giudizio di appello entro il termine di due anni e del giudizio di Cassazione entro un anno costituisce causa di improcedibilità dell’azione penale. I reati puniti con l’ergastolo restano esclusi dalla disciplina dell’improcedibilità.</p>
<p>Gratteri ne ha parlato a La7 con Giovanni Floris ribadendo tutte le sue forti preoccupazioni. Parlando di prescizione dei processi, poi, ha anche detto: &#8220;Prescrizione? Torniamo al sistema pre riforme Bonafede e Orlando che è meno dannoso dell&#8217;attuale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-giustizia-gratteri-a-la7-riforma-cartabia-la-peggiore-di-tutte/">VIDEO-Giustizia, Gratteri a La7: &#8220;Riforma Cartabia? La peggiore di tutte&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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